Tag Archives: zuccheri

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FIBRE E FAME NERVOSA


Una lettrice ci scrive per chiedere se esiste una relazione tra fame nervosa e assunzione di fibre……..

 

 

 

Gentilissima lettrice,

fermo restando quanto detto in altra sede (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/tag/fame/ oppure http://www.vladimirocolombi.it/tag/colazione/ o ancora qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/11/13/controlla-la-fame-nervosa-con-un-supporto-vegetale-economico-e-sicuro/), occorre sottolineare che

le fibre possono rappresentare sicuramente una valida opportunità per ridurre la fame nervosa nei soggetti che soffrono di questo disturbo.

Basti pensare per esempio alla farina di semi di tamarindo, alla farina di semi di carruba o alla pectina, la fibra contenuta nelle mele, nota per la sua azione protettiva della flora batterica intestinale.

Tali fibre sono in grado di rallentare un innalzamento degli zuccheri nel sangue e ritardare quindi la produzione di insulina, l’ormone responsabile delle crisi ipoglicemiche a cui seguono puntualmente attacchi di fame, sbalzi d’umore e aumento del peso corporeo.

Anche lo psillio contiene preziose fibre molto utili allo scopo. Molto utilizzato per problemi di stitichezza, lo psillio è in grado di assorbire notevoli quantità d’acqua e ritardare lo svuotamento gastrico riducendo la fame nervosa e il bisogno di consumare carboidrati e zuccheri.

Si tratta ovviamente di suggerimenti generici che non possono essere utilizzabili da tutti con gli stessi risultati, ma che è comunque importantissimo ricordare.

Va infatti ricordato che occorre individuare un’alimentazione adatta alle caratteristiche individuali (e familiari).

Altri riferimenti:

 http://www.varesepress.info/2016/08/corretta-alimentazione-con-i-consigli-di-vladimiro-colombi/

https://www.dottori.it/vladimiro-colombi-222126

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NATUROPATIA, DIABETE E SOVRAPPESO


La momordica charantia è un vegetale in grado di prevenire il diabete e il sovrappeso

 

La momordica charantia è nota per la sua azione ipoglicemizzante in grado di proteggere dal rischio di iperglicemia e diabete.

Benchè largamente utilizzata nell’ambito della medicina popolare a certe latitudini, il meccanismo farmacologico di questa pianta non era stato ancora del tutto chiarito fino al 2012.

Ma nel gennaio di quell’anno uno studio ha spiegato come un ingrediente specifico sia in grado di inibire l’aumento degli zuccheri.

Oggi la momordica è largamente utilizzata in moltissimi paesi del mondo come supporto alle tradizionali terapie farmacologiche anti diabetiche.

Fonte:

J Steroid Biochem Mol Biol. 2012 Jan;128(1-2):51-5. doi: 10.1016/j.jsbmb.2011.09.003. Epub 2011 Oct 1.Momordica charantia extract, a herbal remedy for type 2 diabetes, contains a specific 11β-hydroxysteroid dehydrogenase type 1 inhibitor.Blum A1Loerz CMartin HJStaab-Weijnitz CAMaser E.

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INVECCHIARE PIU’ LENTAMENTE…..FORSE SI PUO’


Oggi parliamo di invecchiamento e dei rimedi naturali ma anche dello stile di vita opportuno per poterlo ritardare…

 

Vladimiro Colombi naturopata esperto in alimentazione naturale si occupa di diffondere e far conoscere gli studi e le ricerche in questo ambito.

 

Buongiorno Vladimiro. Si sente spesso parlare di formule magiche o di scoperte in grado di prevenire o ritardare l’invecchiamento ma esiste davvero una formula magica in grado di compiere questo miracolo?

 

Ovviamente no purtroppo. Non esiste alcuna pillola magica in grado di farci tornare indietro nel tempo. Semmai esistono una serie di comportamenti sia da un punto di vista alimentare che più in generale attinenti allo stile di vita che possono rallentare l’invecchiamento fino a farlo procedere in modo fisiologico. Nondimeno esistono comportamenti che fanno esattamente l’opposto.

Sotto il profilo alimentare il consumo degli zuccheri è in grado di produrre danni importanti ai tessuti a causa dell’infiammazione prodotta dall’insulina.

Quando abusiamo di zuccheri il nostro corpo produce insulina per abbassare la glicemia nel sangue. Ma l’insulina ha anche effetti negativi sui tessuti perché produce una sorta di “incendio” (l’infiammazione) che una volta passato è in grado di lasciare delle “ceneri” pericolose per la nostra longevità. Il cervello per esempio è molto goloso di zuccheri ma è anche particolarmente sensibile ad essi oggi. Oggi sappiamo che a onte di una serie di gravi malattie neurodegenerative esiste spesso un problema con il metabolismo degli zuccheri.

 

Quindi meno zuccheri e meno invecchiamento?

 

In un certo senso sì, anche se purtroppo non è così semplice.

Occorre anche intervenire introducendo alimenti ricchi di antiossidanti come per esempio i frutti di bosco o i semi oleosi utilizzando olii spremuti a freddo. In cucina è importante non cuocere mai gli oli ricchi di grassi polinsaturi (come per esempio l’olio di sesamo, di girasole o di cartamo).

 

Mentre l’olio extravergine d’oliva può essere usato?

 

E’ uno degli oli migliori per cuocere perché ha un “punto di fumo” molto elevato. Ciò significa che “sopporta” molto bene le elevate temperature…..Ovviamente sarebbe preferibile sempre consumarlo crudo per sfruttarne al massimo i suoi preziosi principi antiossidanti.

 

 

A proposito di cucina, esistono delle regole che devono essere rispettate quando prepariamo i piatti?

 

Sappiamo che alcuni tipi di cottura sono preferibili ad altri. Per esempio la cottura al vapore rispetta l’alimento ed evita che si perdano una grande quantità di principi attivi in esso contenuti, mentre le fritture ossidando i grassi producono sostanze molto pericolose per la nostra salute. Un esempio di queste molecole pericolose sono per esempio i grassi idrogenati che si formano durante la cottura di alcuni tipi di lipidi……

 

Oltre agli zuccheri e ai grassi di cui ha parlato ci sono altre regole importanti che dovremmo rispettare?

 

Un errore molto comune è quello di saltare la colazione al mattino. In realtà la colazione non dovrebbe solo essere il pasto più importante della giornata (come spesso sentiamo anche dire da noti esperti in televisione) ma deve essere anche arricchita con elementi proteici di qualità certa, evitando proteine ricche di sostanze tossiche (come ormoni o conservanti).

 

 

Nel mondo dei rimedi vegetali esistono sostanze in grado di ritardare l’invecchiamento?

 

Una intelligente integrazione e una corretta alimentazione possono rivelarsi estremamente preziose per proteggere la nostra salute. Il cioccolato fondente per esempio, la cannella, i mirtilli e più In generale i frutti di bosco contengono preziose sostanze in grado di ritardare l’invecchiamento, Un altro alimento molto prezioso che non dovrebbe mai mancare in cucina è il tè verde, ricchissimo di un principio attivo (noto come EC3G) dalle importanti azioni antiossidanti.

Il tè verde si è rivelato peraltro straordinariamente utile anche per proteggere l’organismo dalle infezioni virali durante l’inverno.

 

Quanto agli integratori possiamo citare l’acido lipoico, la la vitamina C e la vitamina E nonché la vitamina A. Quest’ultima suggerirei di assumerla in forma di betacarotene.

 

Altri suggerimenti utili contro l’invecchiamento?

 

Una buona qualità del sonno è fondamentale per poter restare giovani a lungo.

Non esiste un numero di ore adatto a tutti ma esiste certamente un numero di ore minimo adatto ad ognuno di noi. Senza un adeguato riposo il corpo riduce la produzione di alcuni ormoni importanti che ritardano l’invecchiamento. Per esempio la melatonina e il GH (l’ormone della crescita), un ormone estremamente importante per mantenere il fisico asciutto e con pochi grassi.

 

E in merito all’attività fisica cosa possiamo dire? Ha un ruolo nell’invecchiamento?

 

Certamente si. Brutte notizie per i sedentari e i pigri….tutte le più importanti ricerche ci dicono che la sedentarietà incide in modo rilevante non solo sull’aspettativa di vita ma soprattutto sulla sua qualità. Chi si muove meno vive meno anni e passa soprattutto gli ultimi di essi in condizioni di vita peggiori. Nssuno credo desidererebbe vivere 100 anni ma di cui gli ultimi 20 in gravi condizioni di salute e magari non autosufficiente!.

 

Il digiuno ha un ruolo nell’invecchiamento?

 

Negli Stati Uniti un noto ricercatore italiano ha dimostrato come praticare saltuariamente alcuni brevi semi-digiuni sia utile per favorire la rigenerazione delle cellule.

Senza arrivare a questo, e sempre rigorosamente seguiti da un professionista in caso di digiuni lunghi, vale sempre comunque la pena ricordare che l’eccesso calorico ha chiaramente dimostrato di accelerare l’invecchiamento delle cellule. Chi mangia troppo, si muove poco e abusa di cibi di scarsa qualità non prepara una vecchiaia serena e una vita longeva.

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IL PRINCIPIO DELLA NON DIETA: DIMAGRIRE MANGIANDO


Oggi parliamo di cibo e sovrappeso……Vladimiro Colombi, naturopata ed esperto di alimentazione naturale ci spiega come perdere peso senza pesare gli alimenti e contare le calorie……

Buongiorno Vladimiro…. può spiegare ai nostri lettori che cosa intende per principio della non dieta?

 

Siamo soliti sentirci dire che se abbiamo problemi di peso questo dipende fondamentalmente dal fatto che mangiamo troppo.

In realtà si tratta di una spiegazione solo parziale in quanto l’ aumento di peso non dipende soltanto dal numero di calorie introdotte ma anche dal numero di calorie introdotte. Esistono infatti altri elementi importanti che devono essere considerati per poter ottenere un risultato non solo ottimale ma anche stabile.

 

Può spiegare nel dettaglio cosa intende quando afferma che è possibile dimagrire mangiando?

 

Il nostro corpo funziona come una sorta di network. Noi tutti semplifichiamo troppo e ci illudiamo che mangiando poco otterremo una perdita di peso definitiva ma così facendo andremo incontro sempre a delusioni terribili….. L’infiammazione, il controllo e l’equilibrio ormonale, i livelli di stress, la qualità dei cibi che ingeriamo e gli orari in cui ci sediamo a tavola sono tutti elementi che concorrono insieme e che non possono essere né trascurati né affrontati singolarmente.

 

Può spiegare con maggiore accuratezza quindi come si deve procedere per ottenere dei risultati stabili?

 

Ogni persona è diversa dall’altra, questo lo sappiamo. Ma è anche pure vero che esistono comuni denominatori per tutti ed è impensabile saltare una colazione al mattino e credere che questo non avrà ripercussioni sul nostro metabolismo.

Se è vero infatti che per alcune persone una colazione abbondante può risultare di difficile digestione è altrettanto vero che riducendo le quantità ma aumentando la qualità dei cibi (magari mettendo in ordine gli alimenti) è possibile inviare segnali all’ipofisi tramite una molecola, la leptina, in grado di attivare il metabolismo e controllare il senso di fame e sazietà.

 

Ma fame e sazietà non sono legate anche un elemento psicoemotivo?

Certamente. Ma come ha correttamente appena affermato dipendono anche e non solo da un elemento psico-emotivo.

Siamo fatti di emozioni e pensieri ma anche di biochimica e di energia e non dobbiamo mai dimenticare che se è vero che uno stress importante può indurci a mangiare in modo scorretto è pur vero anche il contrario: cibi di cattiva qualità particolarmente ricchi di zuccheri e poveri di fibre (magari ricchi di grassi idrogenati) possono aggravare o innescare una fame nervosa.

 

Sta dicendo quindi che potrebbero esserci più fattori che scatenano un problema alimentare?

 

Esattamente. Mi capita spesso nel corso della mia attività professionale in studio di incontrare persone che cambiano la loro alimentazione in funzione del livello di soddisfazione personale che hanno raggiunto in quel momento della loro vita (sia sotto il profilo professionale e sia soprattutto sotto quello affettivo.

 

Forse non bisognerebbe allora cambiare il regime alimentare in un momento di stress o in un momento difficile della nostra vita…..

 

Diciamo che quando si decide di cambiare la propria alimentazione occorre comprendere bene in che modo farlo dopo che un professionista serio ha studiato le caratteristiche individuali della persona che ha davanti.

Nella mia esperienza professionale ho anche osservato che il momento in cui una persona decide di cambiare alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella possibilità o meno di successo. Per questa ragione chiedo sempre a tutte le persone che incontrò quando lavoro se stanno attraversando un buon momento della loro vita oppure se hanno pensieri che li preoccupano o motivi di ansia o di stress.

 

In concreto cosa occorre fare quindi per cambiare il metabolismo e iniziare un percorso sensato di benessere che porti anche a una perdita di peso?

 

La prima cosa da fare è cambiare la colazione e verificare che non esistono alimenti in grado di produrre una reazione infiammatoria importante. Quando il corpo infatti è infiammato deve necessariamente “difendersi” trattenendo liquidi e massa grassa. Già semplicemente testando gli alimenti avverso i quali si è sviluppata una reattività infiammatoria da cibo è possibile ottenere dei risultati soddisfacenti con conseguente evidente ridefinizione delle forme del corpo. Inoltre occorre bilanciare correttamente il rapporto tra le proteine e i carboidrati.  Se si eccede nell’assunzione di una o dell’altra si rischia di prendere peso rapidamente oppure di precipitare in una situazione di fame nervosa continua che ci induce a mangiare quasi sempre in maniera sconsiderata.

 

Esistono altri suggerimenti che può dare ai lettori per migliorare la propria alimentazione?

 

Diverse ricerche hanno recentemente confermato come la flora batterica intestinale, il cosiddetto microbioma, sia in grado di condizionare notevolmente i gusti e il peso corporeo. Non a caso alcune aziende di integratori alimentari e alcune aziende farmaceutiche stanno studiando appositi prodotti per modificare la flora batterica intestinale In modo tale da favorire la perdita di peso e la riduzione dei processi infiammatori. Ma occorre sapere che assumere in modo inopportuno fermenti lattici senza modificare l’alimentazione serve a poco. E’ molto più importante invece aumentare l’apporto di fibre alimentari e di zuccheri di buona qualità come per esempio l’inulina, uno zucchero che si trova nella cicoria. Aumentando l’apporto di questo zucchero e di frutto-oligosaccaridi possiamo nutrire i nostri batteri amici dell’intestino e favorire il recupero non solo del buonumore e dell’energia ma anche ridurre il peso corporeo in modo stabile e definitivo.

 

Anche gli orari sono importanti?

 

Assolutamente sì. Consumare carboidrati a colazione è certamente diverso che consumarli a cena perché nel corso delle 24 ore i nostri ormoni cambiano. L’insulina per esempio aumenta il pomeriggio mentre il cortisolo e il testosterone ma anche gli ormoni tiroidei sono molto elevati nella prima parte della giornata. Consumare alimenti ricchi di zuccheri a lento rilascio di fibre associati magari a delle proteine di elevata qualità nella prima parte della giornata (riducendoli invece nella seconda) può per esempio favorire un miglior metabolismo in alcune persone.

Tuttavia come abbiamo prima spiegato ogni persona ha proprie caratteristiche- Pertanto prima di dare suggerimenti specifici occorre studiare le peculiarità individuali e solo dopo elaborare una strategia alimentare “ad personam”.

L’alimentazione deve essere sempre un po’ cucita su misura come un vestito da sarto.

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DOMANDE E RISPOSTE: SUCCO DI MELA PER DOLCIFICARE?


 

domande

 

Una lettrice mi scrive per sapere se il succo di mela può essere usato per dolcificare.

Carissima Lettrice,

Il succo di mela è uno zucchero e pertanto come tale va trattato. Io prediligo sempre il frutto intero laddove possibile al posto del suo solo succo o estratto (in quanto privo di fibra e pertanto molto propenso ad alterare la curva glicemica).

L’ideale sarebbe imparare a non dolcificare nulla, magari abituandosi molto lentamente riducendo progressivamente l’uso degli zuccheri nell’alimentazione.

Il nostro corpo infatti non è abituato a tollerare lo zucchero in quanto non è evoluto per questo. Abbiamo geni “paleolotici” non adatti a bruciare zuccheri.

Come molti lettori sanno invece, siamo (ahimè) bravissimi a creare scorte di massa grassa.

Meno zuccheri pertanto e più sport…..due semplici indicazioni che potrebbero davvero cambiare il corso della vita a moltissimi di noi!

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DOMANDE E RISPOSTE: LA FRUTTA AL POMERIGGIO


 

 

 

IMG_9353Una lettrice mi scrive per sapere se è possibile consumare la frutta al pomeriggio.

Buongiorno.

La frutta contiene zuccheri e ad alcune persone è permessa al pomeriggio. In altri casi invece diventa importante limitarla al massimo per evitare innalzamenti glicemici e quindi produzione di insulina. Pertanto, se avete bisogno di perdere poco peso è possibile sicuramente consumarla con una certa tranquillità, ma se avete bisogno di perderne parecchio (o se ci sono famigliari con problemi diabetici) sarebbe preferibile usarla solo al mattino.
domande
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DOMANDE E RISPOSTE: I dolci che non fanno male


DOLCIFICANTI E SALUTE……MA FANNO DAVVERO COSI’ MALE?

 

Un’amica mi scrive per sapere se esistano dei sostitutivi ai dolci o agli zuccheri che non facciano male.

 

Cara amica,

anche se è vero che alcune pubblicità affermano di aver individuato alternative innoque e perfino salutistiche per questo o quel dolcificante, deve sapere che quasi nulla è davvero benefico. Tutti i dolcificanti nascondono qualche trappola, soprattutto per il cervello che, una volta abituato ad assumerli, li tende a richiedere con una notevole frequenza.

Un’ottima alternativa agli zuccheri potrebbe essere rappresentata invece dai grassi. Cocco, olive e avocado sono perfetti per placare la fame o più in generale la voglia di dolci, perché da un lato non alterando la curva glicemica non stimulano l’insulina e il conseguente tipico effetto “uno tira l’altro”, e dall’altro inibiscono la produzione di grelina, il cosiddetto “ormone dell’appetito“, che stimola la fame.

Attenzione poi all’aspetto psichico: la ricerca del dolce è spesso associata a difficoltà emotive. Pensare di risolvere qualche “impiccio” personale ricorrendo ai dolci rischia non solo di farci ingrassare ma di portarci a guai seri negli anni che verranno.

 

Articoli correlati:

http://www.telecolor.net/tag/vladimiro-colombi/

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

https://www.scienzanatura.it/dolce-si-dolce-no-perche-limitare-gli-zuccheri-e-scegliere-fonti-naturali-di-dolcificanti/

http://www.ecodibergamo.it/stories/Enogastronomia/201106_cucina_della_salute_a_lezione_da_tondini/

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DAL ROSMARINO UN POTENTE ALLEATO CONTRO IL DIABETE E IL COLESTEROLO


Resistenza insulinica e iperlipidemia potrebbe essere combattute anche grazie alle proprietà medicinali del rosmarino

 

 

Alcuni ricercatori asiatici (Xie ZS, Zhong LJ, Wan XM, Li MN, Yang H1, Li P, Xu XJ) avrebbero trovato nel rosmarino un alleato contro il diabete e il colesterolo. Molto utilizzato come erba culinaria e medicinale, il rosmarino potrebbe vantare effetti curativi importanti in alcune malattie metaboliche.

I ricercatori asiatici hanno studiato gli effetti del rosmarino in alcuni topi colpiti da obesità per 7 settimane dopo averli alimentati con una dieta ricca di graqssi e zuccheri. E sono stati poi successivamente analizzati i lipidi plasmatici e tissutali.

Ne è emerso che gli estratti di rosmarino sono stati capaci di sviluppare un’attività significativa nella regolazione del metabolismo lipidico e hanno inibito l’espressione di alcuni geni “bersaglio (SREBP-1c e SREBP-2) sia in vitro che in vivo.

E’ stata osservata una diminuzione dei trigliceridi totali nonché del colesterolo delle cellule epatiche nei topi alimentati con dieta di carica di zuccheri e grassi con notevoli effetti anche sul glucosio, e sull’insulina nel sangue.

La migliore tolleranza al glucosio e la maggiore sensibilità all’insulina (resistenza insulinica), potrebbero avere ricadute positive sull’uomo (sempre che lo studio venisse confermato) per il trattamento della steatosi epatica, del diabete, della sindrome metabolica e perfino nella regolazione di alcune funzioni del fegato.

Fonte:

Chin J Nat Med. 2016 Oct;14(10):746-756. doi: 10.1016/S1875-5364(16)30089-9. Epub 2016 Oct 31.Petroleum ether sub-fraction of rosemary extract improves hyperlipidemia and insulin resistance by inhibiting SREBPs. Xie ZS1, Zhong LJ1, Wan XM1, Li MN1, Yang H1, Li P2, Xu XJ3.

 

Altre fonti:

AROMATERAPIA IN CUCINA OVVERO: COME TRASFORMARE IL CIBO IN “FARMACO PREVENTIVO”

 

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L’ASTRAGALO: LA PIANTA CHE CI GUIDA VERSO LA PRIMAVERA


Astragalo membranaceus è una pianta nativa della mongolia appartenente alla famiglia delle leguminose e largamente diffusi in oriente (in particolare Cina e Giappone).

Oggi molto nota anche in Occidente e negli Stati Uniti questo fitoterapico viene abitualmente utilizzato quando occorra aumentare le difese immunitarie e stimolare l’energia “Qi” del rene, l’energia che secondo i cinesi determina la durata della vita individuale.

L’astragalo ha documentato un’intensa azione immunostimolante e antivirale (con particolare riguardo alle miocarditi virali) e sembra in grado di aumentare la gittata cardiaca in caso di insufficienza del ventricolo sinistro (soprattutto nei soggetti immunodepressi e in quelli sotto stress).
Consigliato come tonico adattogeno (soprattutto nei soggetti che soffrono di sindrome di affaticamento cronico) si è rivelato particolarmente utile nella prevenzione dei virus parainfluenzali di tipo 1 e dei rotavirus.

Sempre con riferimento alla sua azione cardiotonica e cardioprotettiva, l’astragalo membranaceus ha dimostrato di essere in grado di proteggere dalla perdita del gettito cardiaco i soggetti colpiti da angina pectoris nell’86% dei casi aumentando in modo significativo il tasso di sopravvivenza (con particolare riguardo in chi era affetto da miocardite acuta virale.

A differenza del ginepro l’astragalo non è controindicato in caso di insufficienza renale e anzi, sembra essere in grado di proteggere i reni in caso di nefriti e di infiammazione renale.
Questa pianta contiene diversi principi attivi quali saponine. Polisaccaridi. Flavonoidi. aminoacidi liberi e minerali traccia.
Grazie alla sua struttura biochimica ha documentato una intensa capacità di proteggere i bronchi e i polmoni in caso di insufficienza respiratoria.

Anche in caso di scarsa memoria (soprattutto se accompagnata a intenso stress) l’astragalo sembra essere indicato per sostenere le funzioni vitali dell’individuo.
Antiinfiammatorio, antiasmatico e antiaggregante, Astragalo membranaceus rappresenta un sicuro rimedio per completare in buone condizioni di salute questo lungo e nevoso inverno, in grado di proteggere non solo le vie respiratorie, ma altresì di preparare il sistema immunitario all’inizio della primavera, che con il suo carico di pollini sottoporrà il nostro sistema immunitario ad un nuovo stress.
Con il picco influenzale da un lato e con le basse temperature dall’altro, la tendenza è poi un po’ quella di preferire cibi molto calorici e ricchi di zuccheri e grassi.
L’astragalo si è dimostrato potenzialmente in grado di ridurre in modo significativo la curva glicemica e prevenire il diabete di tipo 2 (quello che, per intendersi, si sviluppa nel corso della nostra vita quando siamo soliti eccedere nel consumo di carboidrati e zuccheri).
In virtù della sua azione depurativa sul fegato e delle sue potenziali azioni antiinfiammatorie, l’astragalo è una pianta perfetta per proteggere il corpo dai rigori invernali e prepararlo ad una attesa primavera ancora da venire.

Segnaliamo che in caso di gravidanza, allattamento, malattie autoimmuni, terapie anticoagulanti, assunzione di antipiastrinici e antitrombotici, è opportuno consultare il medico prima di procedere all’assunzione di questo estratto vegetale.

Da evitare in caso di terapie immunosoppressive per malattie autoimmuni senza una specifica prescrizione medica.

Bibliografia:
Am J Med Sci. 2012 Dec 21.Astragalus Extract Attenuates Allergic Airway Inflammation and Inhibits Nuclear Factor κB Expression in Asthmatic Mice. Yang ZC, Qu ZH, Yi MJ, Wang C, Ran N, Xie N, Fu P, Feng XY, Lv ZD, Xu L.

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Immunopharmacol Immunotoxicol. 2012 Nov 21. Xiang-Qi-Tang and its active components exhibit anti-inflammatory and anticoagulant properties by inhibiting MAPK and NF-κB signaling pathways in LPS-treated rat cardiac microvascular endothelial cells. He CL, Yi PF, Fan QJ, Shen HQ, Jiang XL, Qin QQ, Song Z, Zhang C, Wu SC, Wei XB, Li YL, Fu BD.

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Le proprietà nutrizionali della bacca di Acai L’elisir di eterna giovinezza da una bacca


 

Dei frutti di bosco ho avuto spesso modo di parlarne anche in passato (http://www.vladimirocolombi.it/tag/frutti-di-bosco), ma ad oggi non ho ancora scritto delle bacche di acaj.

Le bacche di acai sono diventate note per le loro proprietà dimagranti (almeno questo sembra confermare la pubblicità dilagante) ma pochi sanno che il principio attivo più importante contenuti in questa preziosa bacca è il C3G (cianidin 3 glucoside) un potente antiossidante in grado di sviluppare un’azione protettiva dai danni prodotti all’endotelio e al tessuto vascolare (che viene tradizionalmente danneggiato da processi infiammatori e invecchiamento).

Ma cos’è esattamente la cianidina? La cianidina è un flavonoide naturale contenuto in abbondanza in molti vegetali.

La ricerca mondiale in questo momento sta studiando l’infiammazione e i danni che essa è in grado di produrre sui grassi all’interno del fegato e delle cellule attraverso la misurazione di alcuni valori (colesterolo associato a PCR. VES, omocisteina etc…etc…).

E’ come se avessimo una sorta di “brace” all’interno del corpo che rimane nascosta per anni e che lentamente deteriora i tessuti facendoli invecchiare, e che al momento opportuno è in grado di produrre un incendio nell’organismo se e quando se ne presentano le condizioni (una goccia per esempio di combustibile sulla brace ardente).Tra le sostanze antiinfiammatorie che la ricerca mondiale studia ci sono i flavonoidi, uno dei quali è appunto la cianidina.Uno studio coreano ha dimostrato come questa sostanza sia in grado di intervenire sul metabolismo del glucosio e ridurre le concentrazioni di trigliceridi e colesterolo all’interno delle cellule.

Le bacche di acaj sono particolarmente indicate non solo per i soggetti in sovrappeso ma anche per migliorare le condizioni dei vasi e prevenire incidenti vascolari in tutti quei soggetti che hanno familiarità con l’infarto e con l’ischemia cerebrale contenendo questi potenti antiossidanti.

Esse sono anche utili anche per rallentare i danni di un alimentazione troppo ricca di zuccheri (nei soggetti diabetici in modo particolare).

Questa bacca può essere parzialmente sostituita dalle bacche di mirtillo (o in generale dei frutti di bosco) e dal sambuco (http://www.vladimirocolombi.it/2016/10/07/prevenire-i-primi-freddi-con-la-naturopatiasucco-di-sambuco-the-verde-e-vitamina-d/), un rimedio naturale di cui sono un particolare estimatore grazie alla sua intensa azione antivirale, antitumorale, dimagrante e diuretica.

Tutttavia la bacca di acaj sembra conservare proprietà particolari che la distinguono da tutte le altre e da tutti gli altri frutti di bosco. Soprattutto a livello visivo (Opt Express. 2012 Dec 10;20(26):B64-70. doi: 10.1364/OE.20.000B64.Experimental demonstration of a cognitive quality of transmission estimator for optical communication systems.Caballero A1, Aguado JC, Borkowski R, Saldaña S, Jiménez T, de Miguel I, Arlunno V, Durán RJ, Zibar D, Jensen JB, Lorenzo RM, Abril EJ, Monroy IT.)

Bibliografia:

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QUALCHE RASSICURAZIONE PER IL NATALE IN ARRIVO…….CON TANTI AUGURI DI BUONE FESTE


 

 

In prossimità del l’arrivo delle vacanze di Natale i timori per la perdita dei risultati conseguiti nel corso di una dieta aumentano.

Capita di incontrare in studio persone preoccupatissime per l’arrivo delle festività” mangerò troppo, mangerò male e agli orari sbagliati”.

Dal bicchiere di vino in più alla fetta di panettone, le occasioni di eccedere o pasticciare non mancano.

In realtà si tratta di falsi problemi.

Oggi sappiamo che il punto cardine per restare magri (e soprattutto in salute) non sta tanto nel mangiare meno ma nel mangiare le cose giuste, agli orari giusti, combinandoli maniera corretta.

Ma soprattutto sappiamo che l’errore occasionale non incide sulla situazione generale metabolica di un individuo.

Erich Fromm, il noto umanista, era solito dire che ad incidere in profondità sulla la condizione psico emotiva di una persona non è tanto il singolo evento “traumatico” quanto il contesto ambientale nel quale l’individuo è costantemente immerso.

Ebbene la stessa cosa vale un po’ per la nostra alimentazione. Infatti oggi sappiamo che mangiare 3 o 4 volte al giorno sostanze ferrmentate e latticini può concorrere molto più nel corso degli anni nello scatenamento o nello sviluppo di malattie cronico-degenerative che non concedersi saltuariamente qualche momento di svago a tavola.

Vediamo allora quali sono i suggerimenti per potersi proteggere dalle vacanze natalizie e dagli stravizi che stanno per arrivare.
1) Ricordare di praticare regolarmente attività fisica rimane un presidio essenziale per tutti la mattina di Natale (o il giorno successivo), ma soprattutto il giorno precedente. E’ fondamentale muoversi (possibilmente al risveglio) per almeno 30 minuti. Questo attiverà la produzione di un’adipochina, la leptina, importantissima per controllare il metabolismo e il senso di fame e sazietà.

2) Ricordarsi sempre di alimentarsi con una colazione molto ricca e sa
ziante contenente proteine come prosciutto o uova o frutta secca (e che tra l’altro in questo momento dell’anno abbonda sulle tavole degli italiani).

In questo modo il nostro cervello “Paleolitico” riceve un segnale di abbondanza che gli permette di produrre la ben nota  “leptina”, la molecola che regola il senso di fame e sazietà nonché le riserve di grasso e muscolo del corpo. Mangiando in questo modo il nostro cervello “si fiderà” quindi ad inviare segnali di abbondanza a tutte le ghiandole del corpo e indirizzerà il nostro metabolismo al rilascio dei grassi.
Attenzione soprattutto al consumo di zuccheri (alcolici in primis): ricordo abitualmente a tutti i clienti in studio che il consumo di zuccheri e’ il più pericoloso e insidioso nemico della nostrasalute.
Non preoccuparsi quindi tanto dei grassi ma degli zuccheri è di primaria importanza. Solo i grassi saturi e quelli idrogenati sono pericolosi per la nostra salute (contenuti prevalentemente in tutti i prodotti confezionati e in molti prodotti da pasticceria).

Il consumo invece di grassi cosiddetti “buoni” (come olive, cocco avocado e semi oleosi) non solo non sono pericolosi per la nostra salute ma addirittura utilissimi per la conservazionedella nostra salute.

Per la protezione cardiovascolare e del cervello per esempio le noci sono ricchissime di omega-3 e di preziosi minerali come il magnesio, di vitale importanza per il buon funzionamento del sistema nervoso.

Anche le mandorle e il cioccolato fondente sono una fonte di magnesio eccezionale e possono rappresentare un eccellente presidio non solo per controllare la fame nervosa (e soddisfare la voglia di dolci) ma anche per favorire il controllo dell’insulina, l’ormone che ci fa ingrassare e migliorare la produzione di leptina (l’ormone che ci fa dimagrire stimolando l’incremento di massa magra e riducendo la massa grassa).

Auguro a questo punto buone vacanze e buone feste a tutti e mi auguro di rivedervi a gennaio per continuare insieme il nostro percorso verso il benessere…..senza rinunciare a qualche eccesso…come il mitico Totò  rappresentò magistralmente anni fa…..

Un caro saluto a tutti.

Vladimiro

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CAMBIA LA STAGIONE E OCCORRE DISINTOSSICARSI


Il cardo mariano e il sedano come disintossicanti ai cambi di stagione

 

Con l’arrivo della stagione nuova è importante depurare il nostro organismo attraverso rimedi dolci e naturali.

Quando l’energia cambia e la nuova stagione di passaggio si affaccia è molto importante drenare tutti gli organi emuntori, cioè gli organi deputati alla rimozione delle tossine che possono intasare il nostro corpo. In primavera e in autunno è molto importante ricordare che la natura mette a disposizione alcuni rimedi vegetali straordinari spesso poco noti (se non addirittura ignorati).

Innanzitutto va ricordato il sedano (Apium graveolens), la cui azione disintossicante e depurativa dell’apparato urinario e del fegato può dare un importante aiuto nel rimuovere sostanze tossiche accumulate durante l’inverno o durante la calura d’estate.

Un’altra pianta molto preziosa è la radice di saponaria (saponaria officinalis) in grado di favorire la riduzione dei liquidi e delle tossine sia a livello del fegato che dei reni, riducendo l’ossidazione dei tessuti e favorendo l’aumento della resistenza dell’organismo alle aggressioni esterne.
La portulaca (portulaca oleracea) coadiuva la funzione intestinale e mantiene una corretta idratazione delle feci, e risulta particolarmente utile nel drenaggio della pelle. Essa trova una specifica indicazione nel caso di feci molli o scomposte, problema tanto frequente quanto fastidioso in presenza di alterazioni della flora batterica intestinale.
Il cardo mariano (silybum marianum) produce semi preziosi e va considerata come una delle piante curative più importanti per la protezione del fegato. Trova una specifica indicazione nei casi di insufficienza biliare o di insufficienza epatica cronica e vanta un’azione molto importante nel favorire il fisiologico equilibrio degli zuccheri nel sangue.

Il cardo mariano inoltre può essere di grande aiuto nel regolarizzare i disturbi che si possono presentare nel corso della menopausa o del ciclo mestruale ed è allo studio per la sua potenziale azione protettiva sul cuore.

 

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

 

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