Tag Archives: tumori

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L’OLIO DI LINO COME POTENTE ED ECONOMICO INTEGRATORE DI OMEGA 3 E LIGNANI


Eccellente, economico, forte e genuino, è un potente e formidabile rimedio che enfatizza la protezione di cuore e cervello

 

Nell’olio di semi di lino ci sono sostanze altamente protettive della nostra salute che costano poco e sono estremamente potenti.

I semi di lino sono tra le sostanze naturali più economiche e più interessanti per la prevenzione delle malattie e la salvaguardia della nostra salute. Gli Omega 3, i grassi noti per la loro azione protettiva dell’apparato cardiovascolare e del sistema nervoso, sono contenuti in quantità importanti nei pesci ma si trovano anche nell’ olio di semi di lino che, a differenza del pesce, non contengono sostanze tossiche (come il mercurio e altri metalli pesanti).

Questi semi inoltre riforniscono il corpo umano di alcuni nutrienti molto importanti in grado di abbassare il colesterolo e ridurre l’incidenza di malattie cardiache.

 

  • Alcuni tipi di tumori (come quello del seno, del colon e della prostata) pare siano statisticamente meno presenti nei soggetti che sono soliti consumare una piccola quantità di semi di lino con regolarità.

 

  • Questi semi contengono sostanze protettive denominate lignani che si sono dimostrate particolarmente attive nel ridurre anche i sintomi legati alla sindrome premestruale. Sempre ai lignani sarebbero poi da ricondurre la riduzione dei sintomi riconducibili alla menopausa.

 

  • Ricercatori dell’Università di Toronto in Canada hanno esaminato diversi tipi di cibo per capire da dove fosse possibile ottenere la miglior qualità e concentrazione di lignani.

 

  • Nello studio vennero esaminati 68 alimenti e scoprirono che i semi di lino contengono lignani da 75 a 800 volte in più di qualsiasi altro cibo. Si tratta di un alimento salubre e appunto economicissimo, in grado di proteggere la salute spendendo pochissimo. Unica precazione da prendere è forse quella di polverizzarli immediatamente prima dell’assunzione per assicurarsi un ottimale assorbimento dei suoi principi attivi.

 

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

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SOFFRI DI “GAMBE”? LA VITE ROSSA PUO’ AIUTARTI E RIDUCENDO OBESITA’ E IPERTENSIONE.


La vite rossa è una pianta dalle straordinarie proprietà protettive circolatorie ed è particolarmente indicata per tutte le persone che soffrono di problemi di irrorazione sanguigna. Ricca di alcune sostanze molto potenti (denominati antociani) è in grado di proteggere le gambe dalle stasi venose e dalle vene varicose. Le foglie della vite rossa sono molto ricche di tannini, in particolar modo della cosidetta vitamina P, in grado di proteggere dall’infiammazione i vasi e ridurre i gonfiori alle gambe (edema). Queste proprietà possono dare giovamento anche nei casi di flebiti e di disturbi circolatori sia della menopausa che della pubertà. E’ indicatissima in tutti i casi in cui vi sia una congestione a livello pelvico (come nel caso delle emorroidi o della prostata). La presenza di tannini la rende particolarmente interessante anche in caso di diarrea e dissenteria. Questa pianta è ricca di polifenoli, sali minerali, acidi organici e tannini, tutte sostanze molto note da anni a livello farmacologico e largamente utilizzate per moltissimi problemi circolatori. Negli ultimi 15 anni sono comparsi molti studi sull’azione antiinvecchiamento di una sostanza di cui i semi di vite rossa è molto ricca: il resveratrolo. Questa sostanza è stata molto studiata nelle patologie cardiovascolari e può proteggere l’endotelio vasale dai danni che l’ipertensione produce. Alcuni studi stanno valutrando la sua possibile azione in campo oncologico contro i tumori ma anche nel sovrappeso e nell’obesità.

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INTESTINO, BATTERI, BOCCA E TUMORI


Potrebbe esserci una relazione tra salute, malattie della bocca e tumori 

 

Il numero di studi che dimostrano che il microbioma umano giochi un ruolo fondamentale in alcune patologie croniche (obesità, malattie infiammatorie croniche intestinali, e diabete) sembra aumentare. Recentemente è stata evidenziata una possibile relazione tra tumori e batteri. La maggior degli studi si sono concentrati sul microbiota intestinale perché rappresenta la più ampia comunità di batteri e il numero di casi di sindromi collegate all’intestino è in aumento. E’ però opportuno ricordare che l’apparato gastrointestinale include anche la bocca e la sua flora batterica. Una ricerca ha evidenziato (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28257583) come la flora batterica non solo intestinale ma anche quella orale potrebbe essere implicata nel processo di carcinogenesi. La ricerca ha documentato come alcune specie batteriche della flora batterica orale siano più o meno rappresentate in soggetti colpiti da tumore aprendo nuove prospettive su modalità terapeutiche e profilattiche future

 

Fonti:

Can J Microbiol. 2017 Mar 3. doi: 10.1139/cjm-2016-0603.The oral cavity microbiota: between health, oral disease and cancers of the aerodigestive tract.Le Bars P1Metamoros S2Montassier E3Le Vacon F4Potel G5Soueidan A6Jordana F7De La Cochétière MF8.

 Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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L’ACIDO ELLAGICO PER LA PROTEZIONE DEL SISTEMA NERVOSO


L’acido ellagico è noto per la sua azione antitumorale. Numerosi studi infatti sembrano attribuire all’acido ellagico un’azione antitumorale chiara.

Questa preziosa sostanza si trova nel melograno (http://www.vladimirocolombi.it/2015/10/21/il-melograno-e-i-tumori/), nelle more e nelle fragole (utlissime anche per la prevenzione della caduta dei capelli) ma si trova anche in una ampia di varietà di vegetali in quantità molto variabili. I lamponi, le oramai ben note bacche di goji, l’uva e le pesche ne sono un esempio.

All’acido ellagico sono riconducibili innumerevoli proprietà protettive della nostra salute, in quanto potente agente antiproliferativo e antiossidante. Le ricerche confermano che questa sostanza naturale sarebbe in grado di impedire il legame tra sostanze cancerogene e DNA cellulare. Tuttavia nessuno studio ad oggi è stato conclusivo e pertanto l’ipotesi di utilizzarlo come agente chemioterapico è priva di fondamento.

Una ricerca effettuata nell’ottobre 2016 ha però dimostrato come questo ingredienti naturale potrebbe essere utile per la prevenzione delle malattie neurodegenerative.

Bibliografia:

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CERVELLO E CUORE: COSA DICE LA NATUROPATIA


cuore e menteLa relazione tra la condizione vascolare e cognitiva del soggetto sembra essere oramai chiaramente provata. Anche nel corso di una registrazione a Telecolor avevo avuto modo di trattare l’argomento con Micol Baronio…..

La naturopatia da sempre lega l’efficienza cardiaca a quella cerebrale…….

Sappiamo infatti da tempo che malattie virali, terapia per malati oncologici (tumori) e stress possono essere tra i fattori più pericolosi per la nostra efficienza.

In un recente studio del giugno 2015 (Radiology 2015 Jul 28:142488)  è stato dimostrato come il consumo di alcune sostanze notoriamente pericolose per la condizione cardiovascolare (come l’alcool per esempio) sono direttamente correlate a una riduzione delle dimensioni di alcune zone cerebrali.

Un po’ come dire che se il cuore funziona bene è possibile prevenire malattie cerebrali come per esempio Alzheimer e demenza.

Ne discende quindi che tutte le armi che la naturopatia mette a disposizione per la prevenzione degli infarti (magnesio, omega 3, taurina, d-ribosio, l-carnitina tanto per citarne alcune) potrebbero essere utili in modo indiretto anche per la prevenzione della degenerazione cerebrale.

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NATUROPATIA E COLESTEROLO: PROTEGGI CUORE E CERVELLO CON QUESTI RIMEDI NATURALI SUGGERITI DA VLADIMIRO COLOMBI


Policosanoli, riso rosso e fibre posso diminuire il costerolo nel sangue

 

In passato ho avuto modo di spiegare come alcuni rimedi naturali (http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/31/nutrizione-ritenzione-idrica-colesterolo-tumori-e-pelle-la-wolfiporia-extensa-poria-come-rimedio-nella-psoriasi/).

Gli steroli sono sostanze naturali in grado di controllare il colesterolo nel sangue.

Con il termine steroli si intende un’ampia famiglia di molecole naturali derivate da varie sostanze tra cui la soia e le cui multiple azioni fisiologiche permettono risultati favorevoli nel mantenimento della salute cardiovascolare.

Tra i più noti steroli vegetali troviamo il betasitosterolo, lo stigmasterolo, il campesterolo e la brassicasterolo.

Particolarmente attivi nel controllo dei valori di grassi nel sangue agiscono attraverso diversi e sinergici meccanismi importanti. L’aspetto importante di queste sostanze naturali sta soprattutto nella possibilità di utilizzarle contemporaneamente ai farmaci tradizionalmente prescritti dai medici per il controllo del colesterolo nel sangue: le statine.

Gli effetti farmacologici farmacologici degli steroli vegetali si manifestano già dopo due o tre settimane dall’inizio della loro soluzione e sono in grado di mantenere i loro effetti anche per lungo periodo.

Oltre agli steroli vegetali esistono poi anche altre sostanze utili per abbassare i livello di colesterolo: le fibre e il riso rosso fermentato. Le prima non hanno significativi effetti collaterali e tra esse annoveriamo lo psillio, noto per la sua importante azione anche a livello intestinale nonché per la sua capacità di abbassare ii livelli degli zuccheri nel sangue. Il secondo, il riso rosso fermentato, ha una potente azione ipocolesterolemizzante ma sostanzialmente molto vicina alla statina farmacologica.

Riguardo a quest’ultimo rimedio occorre approfondire di più.

Il Dipartimento di salute ambientale e occupazionale presso la National Cheng Kung University Medical College, Tainan (Taiwan) ha voluto dettagliare il tema delle malattie androgeno-correlate che, compromettendo il benessere di molti uomini in età senile, si stanno ponendo in modo prepotente come un tema destinato a diventare di primo piano (soprattutto a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione dei paesi nei quali il livello della qualità di vita è alto).

I farmaci usati per il trattamento di molte di queste malattie sono spesso produttivi di effetti collaterali e vi è pertanto la necessità di trovare nuovi principi attivi per trattare malattie quali l’alopecia androgenetica, l’iperplasia prostatica benigna e il cancro alla prostata.

Lo studio è stato effettuato su cavie in laboratorio e ha evidenziato come l’estratto di monascus sia stato in grado di ridurre i livelli di psa (un marcatore che indica le condizioni di salute della prostata) e aumentato la protezione nei confronti, un ormone coinvolto nella genesi dell’ipertrofia prostatica e sospettato di essere un cofattore importante nella crescita dei tumori alla prostata.

Lo studio ha evidenziato come la somministrazione di monascus è stata in grado di ridurre significativamente l’incidenza dei tumori prostatici e potrebbe rivelarsi altresì utile come potenziale candidato terapeutico per il trattamento di malattie legate agli androgeni.

In effetti l’idea di impiegare questo estratto vegetale per la protezione della prostata (oggi facilmente acquistabile da chiunque in qualsiasi farmacia, erboristeria o parafarmacia anche senza prescrizione medica) e la prevenzione dell’iperplasia prostatica era già venuta a diversi urologi che avevano ipotizzato che la sua azione protettiva della ghiandola prostatica derivasse dalla sua azione sul colesterolo. L’ipotesi era che cellule adipose (adipociti) si infiltrassero nella ghiandola dal sangue favorendone l’ingrossamento e quindi la disfunzione.

Questo studio ha invece messo in evidenza come il meccanismo di funzionamento sia assolutamente diverso e di gran lunga più esteso di quanto di ipotizzasse fino ad ora.

Interessantissimo poi lo studio recente portato avanti da ricercatori italiani che ha dimostrato come il riso rosso associato alla berberina e al cardo mariano sia capace di moltiplicare le sue azioni protettive (Clin Pharmacol. 2016 Dec 21;9:1-7. doi: 10.2147/CPAA.S120032. eCollection 2017.Retrospective analysis of the effects of a highly standardized mixture of Berberis aristata, Silybum marianum, and monacolins K and KA in patients with dyslipidemia.Di Pierro F1, Putignano P2, Ferrara T3, Raiola C4, Rapacioli G5, Villanova N6)

In ogni caso, quale che sia la strada suggerita dal professionista che segue la persona ipercolesterolemica, ricordo sempre ai lettori che oltre al controllo dei valori del colesterolo nel sangue occorre inquadrare la situazione generale del soggetto e scegliere il rimedio più adatto alle sue caratteristiche personali e famigliari.

Bibliografia:

1)     J Agric Food Chem. 2013 May 8;61(18):4379-86. doi: 10.1021/jf400873w. Epub 2013 Apr 25.Preventive effects of monascus on androgen-related diseases: androgenetic alopecia, benign prostatic hyperplasia, and prostate cancer.Chiu HWChen MHFang WHHung CMChen YLWu MDYuan GFWu MJWang YJ.

2)     Biomed Pharmacother. 2017 Feb 16;89:69-75. doi: 10.1016/j.biopha.2017.02.016.Safety and efficacy of a polyherbal formulation for the management of dyslipidemia and hyperglycemia in patients with advanced-stage of type-2 diabetes.Zarvandi M1, Rakhshandeh H2, Abazari M1, Shafiee-Nick R2, Ghorbani A3;

3)        Clin Pharmacol. 2016 Dec 21;9:1-7. doi: 10.2147/CPAA.S120032. eCollection 2017.Retrospective analysis of the effects of a highly standardized mixture of Berberis aristata, Silybum marianum, and monacolins K and KA in patients with dyslipidemia.Di Pierro F1, Putignano P2, Ferrara T3, Raiola C4, Rapacioli G5, Villanova N6.

 

 Altri riferimenti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28058034

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I RIMEDI NATURALI CONTRO L’OBESITA’


1280px-francescano_allaranciaDall’estratto di arancia un rimedio naturale contro l’obesità

Nell’estratto di arancia si trova un antiossidante naturale potente e molto comune che potrebbe aiutare contro l’obesità. Il suo nome è miricetina, ed è un flavonoide che somiglia moltissimo ad un’altra sostanza, la quercitina, contenuta nelle mele e nelle cipolle. Questa preziosa sostanza si trova anche nell’uva passa, nei broccoli e in altri vegetali come il prezzemolo, l’aglio o i peperoni.

La sua azione protettiva contro i tumori è allo studio da anni e sembrerebbe in grado di aumentare la protezione contro i tumori della pelle, della prostata e del pancreas.

La miricetina sembrerebbe anche in grado di prevenire le trombosi, il diabete, l’infarto del miocardio e l’ictus grazie alla sua azione antiinfiammatoria e neuroprotettiva.

Sempre a questa sostanza andrebbero ricondotte proprietà antivirali che la renderebbe potenzialmente utile nel supportare a livello immunologico i malati colpiti da Hiv.

Una recente ricerca effettuata in Asia avrebbe recentemente dimostrato proprità di questa sostanza per ridurre lo stress ossidativo e migliorare la resistenza insulinica, riducendo il rischio di obesità e delle sue complicanze.

Fonte:

J Zhejiang Univ Sci B. 2016 Jun;17(6):437-46. doi: 10.1631/jzus.B1600074.Myricetin protects against diet-induced obesity and ameliorates oxidative stress in C57BL/6 mice.Su HM1Feng LN2Zheng XD1Chen W1.

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RISO SI MA…..NERO E’ MEGLIO!!!!


 

riso nero

Ricordate la canzone anni ‘60 che cantava “vorrei la pelle nera”? Bene, oggi di nero pare dovremmo soprattutto occuparci di riso. Già perché pare che il riso fa sicuramente molto bene, soprattutto all’intestino, ma nero è anche di gran lungo migliore.
Il riso nero contiene le famose “antocianine”, le sostanze antiossidanti che fanno del mirtillo uno degli alimenti più potenti nel rallentare l’ossidazione cellulare e quindi l’invecchiamento.
Queste straordinarie sostanze si trovano in tutti i vegetali blu/viola, come le more, l’uva (vino incluso), le melanzane e i mirtilli appunto.
La loro azione è straordinariamente interessante perché non solo sono in grado di rallentare l’invecchiamento del corpo umano, ma hanno una larga documentazione che prova la loro capacità di proteggerci dalle malattie cardiovascolari. Questa straordinaria azione sarebbe collegata all’incremento dei valori di adiponectina, un’adipochina potente e importantissima la cui quantità nel sangue sarebbe inversamente proporzionale allo sviluppo di innumerevoli patologie, non ultimo anche certe forme tumorali. Un po’ come per la leptina, la resistina e altre adipochine ancora insomma, si sta aprendo un mondo su queste sostanze, ma soprattutto nuovi studi sugli alimenti ci dicono quali strategie potremmo utilizzare nel lungo periodo per dilatare al massimo la durata della nostra vita nelle migliori condizioni di salute possibili.
Ma torniamo al riso nero: molti usato in estremo oriente e ben poco noto invece ahimè in Europa e in Italia, il riso nero è molto ricco di queste potenti sostanze, E’ possibile reperirlo in alcuni negozi biologici e soprattutto nei negozi di alimentazione “etnica”. Sono soprattutto i cinesi e gli orientali in genere ad avere il dominio assoluto del riso nero.
Insieme al mais rosso (che in realtà è talmente scuro da sembrare nero e del quale magari tratteremo a breve in un altro articolo) e alla soia nera, rappresenta un alimento preziosissimo per stimolare naturalmente la produzione di adiponectina, con le conseguenze positive che oramai già conosciamo (riduzione della malattie cardiovascolari, riduzione di alcune malattie tumorali, controllo del peso e della massa grassa, riduzione del rischio di diabete e ictus).
Il riso nero però, assume in sé un’altra caratteristica straordinaria: di tutte le fonti di antocianine, quelle del riso nero sembrano essere le più potenti e attive. Uno studio americano infatti avrebbe dimostrato in modo chiaro e inequivocabile come siano proprio quelle provenienti dal riso nero ad essere le migliori. La loro quantità sarebbe inoltre ben superiore a quelle contenute nei frutti di bosco, e sarebbero in grado di calmare anche le temibili allergie e infiammazioni cutanee (come nel caso per esempio della sempre più diffusa allergia al nickel). La somministrazione di queste sostanze a cavie afflitte da dermatiti atopiche avrebbero ridotto in modo significativo (circa il 30%) l’infiammazione.
Ma ancora altri studi hanno confermato la straordinaria azione protettiva di queste sostanze.
Intanto è evidente l’inibizione delle lesioni aterosclerotiche su modelli animali del pigmento del riso nero, effetto questo legato alla riduzione dei processi infiammatori e dello stress ossidativo del colesterolo. Interessante anche la conclusione alla quale diversi studi sarebbero poi arrivati nella prevenzione dei tumori al seno, del colon, e dello stomaco (per inibizione delle pericolose nitrosammine, le sostanze responsabili di alcuni tumori gastrici che si sviluppano durante la cottura di alcuni alimenti).
Anche il fegato sembrerebbe poi beneficiare da queste sostanze. Studi in vivo hanno dimostrato come alcune sostanze del riso nero sembrerebbero in grado di ridurre i danni che l’alcool produce agli epatociti (le cellule del fegato, particolarmente sensibili all’alcool).
Gustoso, facile da preparare e dal colore curioso, il riso nero si rivela un prezioso alleato per la nostra salute. E a quanto pare, un prezioso “socio in affari” per tutte quelle donne in sovrappeso che desiderano perdere anche qualche chilo!!!
“Vorrei il riso nero” canterebbe forse oggi il cantante (rigorosamente di colore!) Charles Roberts (vero nome di Rocky Roberts !!!).

Fonti

Bibliografia:

Urology. 2011 Jul;78(1):110-5. Epub 2011 Mar 12.Prostate cancer in men less than the age of 50: a comparison of race and outcomes.Parker PM, Rice KR, Sterbis JR, Chen Y, Cullen J, McLeod DG, Brassell SA.

Am J Med Sci. 2011 Apr;341(4):318-24.Switching to black rice diets modulates low-density lipoprotein oxidation and lipid measurements in rabbits.Abdel-Moemin AR.

Theor Appl Genet. 2011 Mar;122(5):1005-16. Epub 2010 Dec 15.Association mapping of grain color, phenolic content, flavonoid content and antioxidant capacity in dehulled rice. Shao Y, Jin L, Zhang G, Lu Y, Shen Y, Bao J.

Nutr Cancer. 2010;62(8):1128-36.Anticancer activities of an anthocyanin-rich extract from black rice against breast cancer cells in vitro and in vivo. Hui C, Bin Y, Xiaoping Y, Long Y, Chunye C, Mantian M, Wenhua L.

BJU Int. 2010 Oct 29. doi: 10.1111/j.1464-410X.2010.09685.x. Prostate cancer in Asian Americans: incidence, management and outcomes in an equal access healthcare system. Raymundo EM, Rice KR, Chen Y, Zhao J, Brassell SA.

Int Immunopharmacol. 2010 Jun 2. Anti-inflammatory effects of black rice, cyanidin-3-O-beta-D-glycoside, and its metabolites, cyanidin and protocatechuic acid. Min SW, Ryu SN, Kim DH.
Meat Sci. 2009 Aug 14. Effects of dietary roughage levels on the expression of adipogenic transcription factors in Wagyu steers. Yamada T, Kawakami SI, Nakanishi N.

J Agric Food Chem. 2010 Mar 10;58(5):3191-6.Effect of anthocyanin-rich extract from black rice (Oryza sativa L. Japonica) on chronically alcohol-induced liver damage in rats.
Hou Z, Qin P, Ren G.

Nutr Res. 2008 Feb;28(2):66-71.Meal replacement with mixed rice is more effective than white rice in weight control, while improving antioxidant enzyme activity in obese women. Kim JY, Kim JH, Lee da H, Kim SH, Lee SS

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UN VACCINO CONTRO I VIRUS E IL DOLORE


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Famiglia

Solanacee

Principi anticancro

I peperoncini sono ricchi in vitamina C e si ritiene abbiano molti effetti benefici sulla salute umana purché usati con moderazione ed in assenza di problemi gastrointestinali. Il peperoncino ha un forte potere antiossidante, e questo gli è valso la fama di antitumorale. Alcuni ricercatori giapponesi ed americani hanno scoperto che il peperoncino rosso potrebbe avere un ruolo importante nella prevenzione del tumore alla prostata. Da esperimenti condotti su cavie da laboratorio è emerso che i topi che assumevano capsaicina (principio attivo del peperoncino), sviluppavano masse tumorali ridotte dell’80% circa rispetto ai topi che non ne mangiavano.
L’uso regolare di peperoncino rosso, grazie alle sue proprietà antiossidanti, sembra inibire lo sviluppo di manifestazioni cancerose a livello di stomaco. Tuttavia esistono molto studi contrastanti, alcuni che né hanno messo perfino in luce potenzialità mutagene. Resta sicuramente ancora molto da fare in merito, e nonostante gli esiti opposti di alcuni studi sull’azione protettiva dai tumori da un lato, e l’azione potenzialmente mutagena dall’altro, un impiego moderato di questa preziosa spezia può sicuramente rappresentare un valido strumento per insaporire i piatti senza rischi.
Particolarmente interessante l’effetto di regolarizzazione della circolazione sanguigna che il peperoncino rosso svolge nel corpo umano unito ad un effetto benefico in caso di infiammazioni. Se somministrata per via orale, la capsaicina sollecita una secrezione maggiore di enzimi digestivi favorendo appunto il processo digestivo. Sembra, inoltre, che il peperoncino, oltre a favorire la circolazione sanguigna, sia un efficace vasodilatatore, e renda elastici i capillari sanguigni; si è riscontrato che nelle regioni dove è diffuso il suo uso, malattie come gli infarti, l’arteriosclerosi e l’eccesso di colesterolo siano notevolmente limitate.
In ultimo pare che anche i capelli traggano beneficio dall’uso del peperoncino rosso; infatti una miglior circolazione sanguigna avrebbe effetti positivi anche sulla vita dei bulbi capilliferi. E’ importante ricordare che come per tutti gli alimenti, non bisogna abusarne rischiando di tramutare un alimento da salutare in dannoso per la nostra salute.
Res Leuk. 2003 Mar; 27 (3) :275-83. Zhang J, M Nagasaki, Tanaka Y, S Morikawa;
Indian J Cancer. Gen-Mar 2010, 47 (1) :53-8.Oyagbemi AA, AB Saba, Azeez OI;
Eur J Cancer Prev. 2002 Aug; 11 (4) :365-8.Pandey M, VK Shukla.

Altre proprietà

Il peperoncino si è dimostrato utile nella cura di malattie da raffreddamento come raffreddore, sinusite e bronchite, e nel favorire la digestione. Queste virtù sono dovute principalmente alla capsaicina, in grado di aumentare la secrezione di muco e di succhi gastrici. In ultimo il peperoncino stimolando la peristalsi intestinale favorisce il transito e l’evacuazione, il più rapido passaggio intestinale in sinergia col potere antibatterico ed antimicotico evita la fermentazione e la formazione di gas intestinali e di tossine, particolarmente le tossine della candida albicans.
Alcuni studi hanno evidenziato un aumento del metabolismo e una riduzione dell’insulina ematica dopo aver mangiato cibi conditi con peperoncini piccanti. Il peperoncino può essere usato anche come antidolorifico in artriti, neuropatia diabetica, nevralgie post-herpetiche e del trigemino, sintomi post-mastectomia, cefalea a grappolo. I capsaicinoidi agiscono a livello dei nocicettori mediante i recettori vanilloidi specifici VR-1, come desensibilizzanti dei recettori stessi agli stimoli dolorosi, in una prima fase attraverso una “desensibilizzazione acuta” ed in seguito attraverso una tachifilassi (una ridotta risposta recettoriale alle successive applicazioni di capsaicinoidi). Si può anche ipotizzare che la sensazione di dolore prodotta dalla capsaicina stimoli il cervello a produrre endorfine, un oppiaceo naturale in grado di agire da analgesico e produrre una sensazione di benessere.Altri effetti benefici del peperoncino, come il suo potere afrodisiaco, non sono stati confermati da ricerche scientifiche, mentre sembra possibile una leggera correlazione con alcuni tipi di tumore allo stomaco nei soggetti predisposti.Moltissime tradizioni medicinali popolari usano come rimedio il peperoncino, e la medicina Ayurvedica lo consiglia per il trattamento di ulcere peptiche.

Controindicazioni

L’assunzione del peperoncino per uso interno è sconsigliato:
ai bambini;

alle donne in gravidanza;
ai soggetti che assumono farmaci anticoagulanti.
In soggetti particolarmente sensibili il peperoncino potrebbe aumentare alcuni disturbi gastrici.
L’assunzione del peperoncino per uso esterno:
evitare il contatto con ferite;evitare la vicinanza ai soggetti con pelle delicata;
evitare la vicinanza agli allergici alla pianta

Storia

Il peperoncino piccante era usato come alimento fin da tempi antichissimi. Dalla testimonianza di reperti archeologici sappiamo che già nel 5500 a.C. era conosciuto in Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dagli indiani del Perù e del Messico. In Europa il peperoncino giunse grazie a Cristoforo Colombo che lo portò dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. Poiché Colombo sbarcò in un’isola caraibica, molto probabilmente la specie da lui incontrata fu il Capsicum chinense, delle varietà Scotch Bonnet o Habanero, le più diffuse nelle isole.Introdotto quindi in Europa dagli spagnoli, ebbe un immediato successo, ma i guadagni che la Spagna si aspettava dal commercio di tale frutto (come accadeva con altre spezie orientali) furono deludenti, poiché il peperoncino si acclimatò benissimo nel vecchio continente, diffondendosi in tutte le regioni meridionali, in Africa ed in Asia, e venne così adottato come spezia anche da quella parte della popolazione che non poteva permettersi l’acquisto di cannella, noce moscata, ecc.

Geografia

Originario delle Americhe ma attualmente coltivato in tutto il mondo. Tutte le specie possono essere coltivate anche in un balcone, seminando verso febbraio al centro sud e marzo al nord, mentre i frutti si possono raccogliere in estate e in autunno. Questi andrebbero usati subito dopo la raccolta affinché non perdano le loro proprietà, ma si possono conservare anche sott’olio o in polvere (dopo averli fatti seccare al sole), oppure congelandoli.

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GLI CHAMPIGNON PER IL COLESTEROLO: NUOVE CONFERME


 

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Un fungo molto noto, lo champignon, continua a sorprendere per le sue molteplici proprietà. Non si tratta solo di una prelibatezza dalle virtù antiossidanti, ma un recente studio ne ha confermato l’azione ipocolesterolemizzante. Lo studio risale a 2013 e segue una oramai corposa quantità di studi molto importanti e interessanti che ne confermano le sue preziose proprietà. Non sorprenderebbe se nei prossimi anni emergessero dei nuovi studi in grado di spiegarne anche effetti contro alcune tipi di tumori. Molti funghi infatti si stanno rivelando ottimi per la protezione da numerose malattie oncologiche in forza della potente azione stimolante che producono sul sistema immunitario.

Fonte:

J Sci Food Agric. 2013 Aug 30;93(11):2789-96. doi: 10.1002/jsfa.6102. Epub 2013 Apr 3.Study on the 3-hydroxy-3-methyl-glutaryl CoA reductase inhibitory properties of Agaricus bisporus and extraction of bioactive fractions using pressurised solvent technologies.Gil-Ramírez A1, Clavijo C, Palanisamy M, Ruiz-Rodríguez A, Navarro-Rubio M, Pérez M, Marín FR, Reglero G, Soler-Rivas C.

 

Nat Prod Commun. 2015 Nov;10(11):1833-8.Lipid Metabolites from the Mushroom Meripilus giganteus.Catenia F, Altieri T, Zacchigna M, Procida G, Zilic J, Zigon D, Cichelli A.

 

Plant Foods Hum Nutr. 2016 May 19. A Retrospective Study in Adults with Metabolic Syndrome: Diabetic Risk Factor Response to Daily Consumption of Agaricus bisporus (White Button Mushrooms).Calvo MS1, Mehrotra A2, Beelman RB3, Nadkarni G2, Wang L4, Cai W5, Boon CG4, Kalaras MD3, Uribarri J6.

 

 

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Plastica, petrolio, salute e alimentazione (sana): report e milena gabanelli ci ricordano cose importanti….


plasticaLa plastica (e il petrolio dalla quale deriva) ha sicuramente modificato la nostra vita. Se ci guardiamo intorno quasi tutto quello che ci circonda sembra in qualche modo riportarci alla plastica.

Tuttavia un recente studio effettuato alla George Washington University riporta alla ribalta i pericoli che gli ftalati contenuti nella plastica stessa potrebbero far correre ai grandi consumatori di prodotti confezionati. Queste sostanze infatti possono favorire uno “sbilanciamento” del rapporto estrogeni-progesterone in favore dei primi anche nell’uomo, incrementando pertanto non solo la perdita di alcuni caratteri maschili nell’uomo (femminizzazione) ma predisponendo anche potenzialmente all’insorgenza di alcuni tumori.

Nella puntata di report andata in onda su rai 3 il giorno 17/4/2016 la conduttrice milena gabanelli ha spiegato (in modo come sempre esaustivo) l’importanza di un’alimentazione di qualità, ma ha anche dedicato ampio spazio all’impatto positivo sull’ambiente che un consumo energetico intelligente potrebbe produrre.

In questo senso la plastica (e il petrolio, suo progenitore) si pone sicuramente come un trade-union tra i due temi: il cibo (confezionato) da un lato e l’energia dall’altra. Vale infatti la pena ricordare che la plastica deriva dal petrolio.

I fast food sono sotto la lente da anni per la presenza in essi di grassi idrogenati, colpevoli di aumentare tumori, obesità e colesterolo. E con essi il lavoro degli oncologi. Forse da oggi abbiamo un nemico in più da combattere: i contenitori alimentari in plastica.

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LE PROPRIETA’ ANTIINFIAMMATORIE DELL’ALOE: NUOVE SCOPERTE


imagesLa sua fama (insieme a quella di aloe vera) è cresciuta in modo esponenziale nel corso degli ultimi 20 anni in considerazione delle sospette azioni antitumorali che questa pianta sarebbe in grado di sviluppare.

Un recente studio ha appena dimostrato come l’aloe potrebbe rappresentare un valido supporto per la prevenzione della malattia di Alzheimer.

Lo studio non è conclusivo ma la sua azione anti infiammatoria potrebbe giustificarne l’impiego non solo nella prevenzione del deterioramento cerebrale, ma anche per la prevenzione dei tumori e di altre patologie cronico-degenerative.

 

Nat Prod Commun. 2015 Nov;10(11):1993-5.Aloe arborescens Extract Protects IMR-32 Cells against Alzheimer Amyloid Beta Peptide via Inhibition of Radical Peroxide Production.Clementi ME, Tringali G, Triggiani D, Giardina B.

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