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CAMBIA LA STAGIONE E CADONO I CAPELLI: QUALCHE SUGGERIMENTO


 

 

 

 

 

Con la fine dell’estate e l’arrivo dei primi giorni autunnali anche i capelli ne risentono. E’ il momento di proteggere unghie, capelli e annessi cutanei.

 

Oggi ne parliamo con Vladimiro Colombi, naturopata.

Buongiorno Vladimiro. Con l’arrivo della stagione autunnale i capelli ne risentono. Esistono dei rimedi naturali per proteggerli?

 

Certamente la naturopatia propone diversi suggerimenti per rinforzare non solo i capelli ma anche le unghie e perfino la pelle.

 

Quali sono i rimedi naturali che può suggerire?

 

Spesso i professionisti del benessere tendono a suggerire un’integrazione di aminoacidi (come la cisteina), ma nella mia esperienza professionale ho osservato risultati davvero notevoli attraverso l’integrazione di un minerale, il silicio, la cui azione è davvero impressionante nel migliorare la struttura del capello e nel renderlo più forte.

 

Il silicio ha effetti solo sui capelli oppure può essere utile anche per altro?

 

Si tratta di un minerale davvero interessante e versatile perché è in grado di ridurre le rughe del viso nelle persone con una pelle atonica ed è anche molto efficace per rinforzare le unghie.

Dove è possibile trovare questo prezioso minerale?

 

Il silicio viene normalmente somministrato in forma di tintura madre oppure di compresse attraverso l’assunzione di una pianta: l’equiseto. Noto anche come coda cavallina vanta una concentrazione elevatissima di minerali e oligoelementi ed è in grado di migliorare l’aspetto dei capelli e delle unghie. Questo estratto vegetale è anche in grado di migliorare la diuresi ed è pertanto indicatissimo nelle persone che tendono ad avere familiarità con l’ipertensione o che più semplicemente soffrono di ritenzione idrica.

 

 

 

L’equiseto ha altre indicazioni?

 

Certamente. La coda cavallina trova largo impiego nella stanchezza fisica e mentale, tanto frequente nel periodo autunnale con la ripresa del lavoro o dello studio dopo le vacanze estive. E’ un eccellente tonico “ricostituente”, indicatissimo per le persone deboli e affaticate.

 

Esistono delle interazioni farmacologiche che devono essere tenuta in considerazione per assumerlo?

Tutte le piante e i fitoterapici devono essere assunti sotto controllo medico se si sta assumendo una terapia farmacologica.  Alcuni farmaci (come per esempio alcuni farmaci antidiabetici e terapie soppressive delle funzioni ormonali come il tamoxifene) possono interagire con l’assunzione di questo prezioso vegetale ed è pertanto sempre fondamentale affidarsi ad un medico prima di assumerle.

Oltre al silicio esistono altri rimedi naturali per proteggere i capelli?

 

Si. Lo zolfo per esempio è un minerale che viene utilizzato spesso per i dolori articolari e per riscaldare il corpo durante la stagione invernale. Si tratta di un alleato utilissimo in grado di migliorare la struttura del capello che è possibile acquistare in compresse o capsule presso qualsiasi farmacia, parafarmacia o erboristeria.

Ha qualche suggerimento finale per proteggere i capelli dei nostri lettori?

Ricordo sempre a tutte le persone che incontro nel corso della mia attività che dietro un problema di capelli può nascondersi qualcosa di più importante che va indagato. Un cattivo funzionamento della tiroide o un malassorbimento intestinale o ancora una semplice carenza di ferro possono manifestarsi anche attraverso una caduta dei capelli (piuttosto che con una semplice rarefazione). Il problema estetico può essere solo un segnale di un cattivo funzionamento di organi o apparati da indagare.

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DOMANDE E RISPOSTE: I RIMEDI NATURALI PER LA PRESSIONE BASSA


Paola mi scrive per sapere cosa si può fare per sopportare il caldo intenso con i suoi problemi di pressione bassa e stanchezza.

Gentilissima Paola la stagione calda con la sua afa può essere molto fastidiosa e difficile da sopportare, soprattutto per chi soffre di pressione bassa, stanchezza, crampi e formicolii.

Mentre per i disturbi relativi all’ipertensione (pressione alta) esistono molti rimedi naturali più o meno noti (come olivo, biancospino, magnesio, aglio), in caso di ipotensione (pressione bassa) le possibilità di favorire una regolazione della pressione arteriosa sono meno note.

Alcuni rimedi naturali però possono rivelarsi estremamente utili a questo scopo.

Il castagno e la salvia per esempio favoriscono una regolazione dei livelli di pressione, mentre il fieno greco e la fumaria hanno un’azione tonico-ricostituente in grado di favorire l’aumento dell’energia, riducendo quindi i tipici sintomi legati alla pressione bassa (stanchezza, debolezza, capogiri etc…etc…). Altri due rimedi importanti nella pressione bassa sono il timo e il rosmarino, la cui azione astringente e antinfiammatoria favorisce l’innalzamento dei livelli pressori senza interferire sulla produzione di cortisolo, l’ormone dello stress.

Anche la quercia ha un’azione vasocostrittrice e pertanto può essere impiegata nei casi di pressione bassa associata a stanchezza e affaticamento. La quercia trova particolare indicazione nelle persone anziane che avvertono una cronica stanchezza e che si sentono “sfibrate”.

Meno noto invece è l’abrotano, la cui azione vasocostrittrice (e al contempo stimolante e tonica) è in grado di regolare la pressione quando le temperature salgono troppo nel corso dell’estate.

Ultimo ma non per importanza da menzionare è il rosmarinus officinalis (del quale ho parlato in articoli precedenti http://www.vladimirocolombi.it/tag/rosmarinus-officinalis/) la cui azione tonica e ricostituente è ben documentata e lo rende particolarmente idoneo per proteggersi dalla stanchezza e dalla pressione bassa.

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ANSIA E STRESS DA RIENTRO FERIE? QUALCHE SUGGERIMENTO……


Ansia e stress da rientro ferie possono essere gestite con walnut, melissa, ficus carica e rodiola rosea

Al termine del meritato periodo feriale estivo, quando si torna dalle ferie e si riprendono i ritmi che quotidianamente nel corso dell’anno lavorativo dobbiamo mantenere, può diventare un problema “ingranare la marcia giusta” e riprendere il passo abituale.

Vediamo come gestire in modo intelligente questa fase.

Può sembrare banale ma la prima cosa da non fare è iniziare immediatamente a correre ammassando impegni continui. Cortisolo e adrenalina, i due ormoni dello stress, devono riprendere la loro maggior produzione con gradualità. In caso contrario si rischia di esserne “innondati” con le ben note conseguenze tipiche che conosciamo tutti: ansia, insonnia (se non quando autentico panico per il sovrapporsi di impegni pressanti).

Una seconda cosa da ricordare è quella di creare momenti di recupero per se stessi, anche brevi. Una semplice pausa ogni 2 o 3 ore di pochi minuti nella quali si inspira e respira profondamente riduce gli ormoni dello stress in modo scientificamente provato. Non a caso la meditazione, lo yoga e molte altre tecniche ci insegnano l’importanza del respiro.

Nel mondo della naturopatia esistono poi molti rimedi naturali in grado di favorire questo passaggio.

Ciò detto, qualora questi semplici (ma efficaci) strategie non fossero sufficienti possiamo ricorrere ad alcuni rimedi naturali che la naturopatia mette a disposizione.

Tra i fiori di bach ricordiamo “walnut”, il fiore del cambiamento, ideale per sostenere a livello psico-emotivo l’energia. Quattro gocce sub-linguali più volte al giorno aiutare nel processo di adattamento senza dare fastidiosi effetti collaterali.

In caso di stanchezza o di cattivo umore può essere utile utilizzare dei rimedi naturali per sostenere le ghiandole surrenali.

Tra essi ricordiamo la Rhodiola rosea e l’eleuterococco, in grado di rifornire le ghiandole surrenali di energia e “regolarle” ai nuovi ritmi.

Se invece sono lo stomaco, l’intestino o più in generale l’apparato gastrointestinale in generale a farsi sentire, vale la pena ricorrere ad alcuni gemmoderivati.

Il rimedio “Ficus carica” risulta essere preziosissimo per tutti i disturbi gastro-intestinali legati a condizioni di stress e ansia. Assumerne alcune gocce la mattina e la sera può aiutare notevolmente nel ridurre i tipici disagi del cambio di stagione.

Vale infine sempre ricordare la ben nota melissa, uno dei migliori rimedi vegetali per modulare la risposta allo stress e all’ansia con ripercussioni gastro-intestinale (come colite, gastrite su base spastica)

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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PROTEGGERSI DAL CALDO CON LA NATUROPATIA


caldoEsistono molti strumenti per proteggersi dalle crisi ipotensive durante gli intensi caldi ed evitare allo stesso tempo pericolosi effetti collaterali al sistema cardiovascolare.

L’utilizzo del magnesio per esempio, può aiutare non poco nel controllo della pressione bassa e aiuta contemporaneamente a proteggere il cuore.

Il Rosmarinus officinalis in gemmoderivato rappresenta un rimedio eccellente la cui azione si esplica anche a livello cerebrale migliorando la memoria, e a livello epatico per ottimizzare la funziona epatica.

La liquirizia può essere di notevole aiuto per ristabilire i giusti valori pressori anche quando le temperature raggiungono livelli alti in soggetti ansiosi e affaticati. La sua indicazione principale è quella regolatoria sulla pressione in soggetti che tendono ad avere problemi gastrici con associata stanchezza. Utilissima in caso di pressione bassa nei soggetti allergici per la sua azione tonica sulle ghiandole surrenali.

Anche l’eleuterocco può rappresentare un rimedio naturale straordinario per affrontare i calori della stagione estiva. L’eleuterococco, noto ai piu’ come ginseng siberiano, ha una marcata azione di supporto nella protezione della ghiandole surrenali e si rivela un prezioso alleato in caso di affaticamento. E’ un rimedio vegetale che trova una sua precisa indicazione nei casi di stanchezza degli studenti quando lo studio diventa pressante. L’eleuterococco  protegge le ghiandole surrenali in caso di stress mentale, fatica cronica, iperattività, e favorisce la regolarizzazione del cortisolo, l’ormone dello stress che, qualora venga ipersecreto, può danneggiare i tessuti non solo delle ghiandole surrenali ma anche l’ippocampo cerebrale, un’area del cervello importantissima per memorizzare i ricordi e garantire adeguate funzioni cognitive.

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LA RODIOLA ROSEA; L’ADATTOGENO CHE CURA NON SOLO LA STANCHEZZA


Dalla rhodiola rosea si estrate un polisaccaride dagli effetti antitumorali

 

Negli ultimi tre decenni numerosi polisaccaridi sono stati isolati da vegetali o animali e studiati come promettente fonte di agenti terapeutici per il cancro. Nel corso di una nuova ricerca alcuni ricercatori (Cai Z, Li W, Wang H, Yan W, Zhou Y, Wang G, Cui J, Wang F.) hanno preparato un polisaccaride estratto dalla Rhodiola rosea e ne hanno testato la sua attività immunomodulante e anti-cancro in vitro e in vivo sul sarcoma 180 (S-180).

La rhodiola rosea è consigliata in fitoterapia nei casi di stanchezza e affaticamento e favorisce il recupero delle energie quando lo stress e gli impegni lavorativi tendono a sopraffarci, ma è tradizionalmente altresì utilizzata per supportare gli studenti nello studio e per ridurre gli attacchi di fame nervosa, nonché in caso di bulimia e problemi di concentrazione e memoria.

Nel corso di un nuovo esperimento in vitro essa ha dimostrato che un polisaccaride estratto da Rhodiola rosea ha esercitato un effetto citotossico diretto sulla crescita del sarcoma (S-180). Inoltre l’estratto (PRR-WS) ha anche aumentato la produzione nel siero degli animali testati di importanti molecole ad azione antitumorale (IL-2, TNF-α e IFN-γ) nonché il rapporto CD4 + / CD8 +.

I risultati complessivi indicano che i suoi polisaccaridi potrebbero in futuro essere utilizzati come un nuovo potenziale agente immunoterapeutico nel trattamento del cancro.

 

Fonte:

Carbohydr Polym. 2012 Sep 1;90(1):296-300. doi: 10.1016/j.carbpol.2012.05.039. Epub 2012 May 23.Antitumor effects of a purified polysaccharide from Rhodiola rosea and its action mechanism. Cai Z1, Li W1, Wang H2, Yan W2, Zhou Y2, Wang G1, Cui J1, Wang F2.

 

Altri riferimenti:

 

http://www.vladimirocolombi.it/2016/07/07/la-rodiola-rosea/

 

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/04/la-rodiola-rosea-la-pianta-contro-la-fatica-lintossicazione-e-gli-eccessi/

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LA LIQUIRIZIA NEI TUMORI DEL POLMONE: UNO STUDIO


 

 

Pur lontana dall’essere una cura per i tumori del polmone la liquirizia potrebbe supportarne la cura

La liquirizia viene largamente impiegata in ambito erboristico sia per il trattamento dei disturbi gastrici (clicca qui per leggere il precedente articolo http://www.vladimirocolombi.it/tag/liquirizia/) come dispepsia, gastrite, esofagite, reflusso, sonnolenza dopo i pasti,che per il supporto energetico nelle situazioni di stress (grazie alla sua capacità di stimolare in modo naturale la produzione di cortisolo).

Nel tentativo di scoprire agenti bioattivi contro i tumori polmonari, un gruppo di ricercatori hanno scoperto interessanti potenzialità della liquirizia (Glycyrrhiza glabra). Dalla liquirizia sono stati isolati 11 nuovi composti fenolici insieme a 47 composti fenolici (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28140583).

Nel corso della ricerca è emerso come esista un certo numero di composti in grado di interferire con alcuni meccanismi biologici coinvolti nella genesi e nello sviluppo dei tumori polmonari. Ulteriori studi hanno indicato potenzialità interessanti della liquirizia nel ridurre la massa tumorale del 39,7% su un polmone umano trapianto. Ricordiamo che la liquirizia viene anche utilmente prescritta nei soggetti allergici proprio per la sua azione cortico-surrenalica, ideale per sostenere l’allergico nei momenti di astenia, stanchezza e debolezza stagionale.

Leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/26/la-liquirizia/

http://www.vladimirocolombi.it/tag/reflusso-gastroesofageo/

Fonte:

J Nat Prod. 2017 Feb 24;80(2):334-346. doi: 10.1021/acs.jnatprod.6b00783. Epub 2017 Jan 31.Glycybridins A-K, Bioactive Phenolic Compounds from Glycyrrhiza glabra. Li K1Ji S1Song W1Kuang Y1Lin Y1Tang S1Cui Z1Qiao X1Yu S1Ye M1.

 

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IL GINSENG E L’ELEUTEROCOCCO: UNA MEDICINA SIA IN ONCOLOGIA CHE PER LO STRESS, LA MEMORIA E GLI ESAMI


Il Ginseng è molto noto per la sua azione adattogena e antifatica. Si tratta di una pianta molto preziosa e utilissima per sostenere impegni stressanti ed è largamente utilizzata dai manager o più in generale da persone sottoposte a eccessivi orari lavorativi o impegni professionali. Controindicato in chi soffre di herpes per la sua elevata presenza di arginina, l’eleuterococco è una pianta eccezionale che può essere utilizzata sia dagli uomini che dalle donne. Per gli uomini è più indicato il Panax ginseng mentre per le donne è preferibile l’eleuterococco (noto anche come ginseng siberiano). La differenza tra i vari tipi di ginseng sta nella diversa concentrazione di ginsonidi, i principi attivi che determinano le azioni curative dell’estratto. Si tratta di una pianta ricchissima di vitamine, minerali e aminoacidi utilissimi per favorire le funzioni a livello cognitivo (come la colina, la vitamina C e il germanio, un potente minerale dalle grandiose azioni ossigenanti i tessuti).

Il ginseng contiene anche oligoelementi e minerali (come il magnesio, lo zolfo e il manganese, utilissimo quest’ultimo nella stanchezza cronica) e grassi polinsaturi. Il ginseng è inoltre molto ricco di isoflavoni tra cui campesterolo e beta-sitosterolo. Proprio a quest’ultima sostanza sarebbero ascrivibili azioni protettive e antiossidanti della prostata in grado di ridurre l’incidenza di alcuni tumori.

La straordinaria sinergia e concentrazione di principi attivi del ginseng lo rende particolarmente utile per favorire l’assorbimento del glucosio e ottimizzare la respirazione cellulare e la funzione cerebrale. Esso è in grado di ridurre lo stress migliorando il rendimento fisico e mentale. Protegge il sistema immunitario e aiuta a superare i momenti di sovraccarico fisico e mentale e si è dimostrato anche molto utile per modulare la risposta endocrinologica generale dopo periodi più o meno lunghi di terapie ormonali e farmacologiche.

La sua azione adattogena si sviluppa anche nei confronti delle ghiandole surrenali, le ghiandole che producono l’ormone dello stress, il cortisolo, aiutando l’organismo adattarsi più facilmente in condizioni estreme.

Sempre grazie a questa moltiplicità straordinaria di principi attivi è in grado di migliorare tutte quelle situazioni nelle quali l’eccessivo contenuto di grassi nel sangue può portare a d un maggior rischio cardiovascolare e può anche essere particolarmente prezioso nel trattamento dei disturbi depressivi migliorando la reattività in quei soggetti che sottoposti a stress eccessivi faticano a ritrovare serenità ed equilibrio psico-emotivo.

E’ un estratto vegetale particolarmente utile per supportare i malati di tumore sottoposti a chemioterapia radioterapia, terapie che inducono spesso stanchezza spossatezza. Recenti studi ne hanno dimostrato la sua utilità in oncologia (in caso di tumore al seno), ma anche per la depressionel’ipertrofia cardiaca, il trattamento e la prevenzione delle metastasi al colon-retto.

Questo prezioso estratto è tuttavia controindicato qualora si utilizzino farmaci anticoagulanti (come il cumadin). In tutti i casi in cui si usino anticoagulanti occorre infatti una specifica supervisione e autorizzazione del medico prima si rivolgersi alla fitoterapia.

Bibliografia:

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Psychiatr Pol. 2015 May-Jun;49(3):435-53. doi: 10.12740/PP/29367.Natural products of relevance in the prevention and supportive treatment of depression.Muszyńska B1Łojewski M1Rojowski J2Opoka W2Sułkowska-Ziaja K1.

 

J Ginseng Res. 2016 Apr;40(2):160-8. doi: 10.1016/j.jgr.2015.07.003. Epub 2015 Jul 18.Black ginseng extract ameliorates hypercholesterolemia in rats.Saba E1Jeon BR1Jeong DH1Lee K2Goo YK3Kim SH4Sung CK5Roh SS6Kim SD7Kim HK5Rhee MH1.

 

J Ginseng Res. 2016 Apr;40(2):169-75. doi: 10.1016/j.jgr.2015.07.004. Epub 2015 Jul 18.Protective effect of Korean Red Ginseng against chemotherapeutic drug-induced premature catagen development assessed with human hair follicle organ culture model.Keum DI1Pi LQ2Hwang ST3Lee WS1.

 

Am J Transl Res. 2016 Apr 15;8(4):1708-18. eCollection 2016.The antitumor activity study of ginsenosides and metabolites in lung cancer cell.Xu FY1Shang WQ2Yu JJ2Sun Q3Li MQ4Sun JS5.

 

J Cardiovasc Pharmacol. 2016 May 14. Inhibition of TNF-α-mediated NF-κB activation by Ginsenoside Rg1 contributes the attenuation of cardiac hypertrophy induced by abdominal aorta coarctation.Tang F1Lu MYu LWang QMei MXu CHan RHu JWang HZhang Y.

 

Am J Chin Med. 2016 May 24:1-20.Effects of Panax notoginseng on the Metastasis of Human Colorectal Cancer Cells.Hsieh SL1Hsieh S2Kuo YH1Wang JJ3Wang JC4Wu CC5.

 

Immunol Invest. 2016 May 25:1-11.Suppression of MAPKs/NF-κB Activation Induces Intestinal Anti-Inflammatory Action of Ginsenoside Rf in HT-29 and RAW264.7 Cells.Ahn S1Siddiqi MH2Aceituno VC1Simu SY2Yang DC1,2.

http://www.vladimirocolombi.it/tag/stanchezza-cronica/

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L’ASTRAGALO: LA PIANTA CHE CI GUIDA VERSO LA PRIMAVERA


Astragalo membranaceus è una pianta nativa della mongolia appartenente alla famiglia delle leguminose e largamente diffusi in oriente (in particolare Cina e Giappone).

Oggi molto nota anche in Occidente e negli Stati Uniti questo fitoterapico viene abitualmente utilizzato quando occorra aumentare le difese immunitarie e stimolare l’energia “Qi” del rene, l’energia che secondo i cinesi determina la durata della vita individuale.

L’astragalo ha documentato un’intensa azione immunostimolante e antivirale (con particolare riguardo alle miocarditi virali) e sembra in grado di aumentare la gittata cardiaca in caso di insufficienza del ventricolo sinistro (soprattutto nei soggetti immunodepressi e in quelli sotto stress).
Consigliato come tonico adattogeno (soprattutto nei soggetti che soffrono di sindrome di affaticamento cronico) si è rivelato particolarmente utile nella prevenzione dei virus parainfluenzali di tipo 1 e dei rotavirus.

Sempre con riferimento alla sua azione cardiotonica e cardioprotettiva, l’astragalo membranaceus ha dimostrato di essere in grado di proteggere dalla perdita del gettito cardiaco i soggetti colpiti da angina pectoris nell’86% dei casi aumentando in modo significativo il tasso di sopravvivenza (con particolare riguardo in chi era affetto da miocardite acuta virale.

A differenza del ginepro l’astragalo non è controindicato in caso di insufficienza renale e anzi, sembra essere in grado di proteggere i reni in caso di nefriti e di infiammazione renale.
Questa pianta contiene diversi principi attivi quali saponine. Polisaccaridi. Flavonoidi. aminoacidi liberi e minerali traccia.
Grazie alla sua struttura biochimica ha documentato una intensa capacità di proteggere i bronchi e i polmoni in caso di insufficienza respiratoria.

Anche in caso di scarsa memoria (soprattutto se accompagnata a intenso stress) l’astragalo sembra essere indicato per sostenere le funzioni vitali dell’individuo.
Antiinfiammatorio, antiasmatico e antiaggregante, Astragalo membranaceus rappresenta un sicuro rimedio per completare in buone condizioni di salute questo lungo e nevoso inverno, in grado di proteggere non solo le vie respiratorie, ma altresì di preparare il sistema immunitario all’inizio della primavera, che con il suo carico di pollini sottoporrà il nostro sistema immunitario ad un nuovo stress.
Con il picco influenzale da un lato e con le basse temperature dall’altro, la tendenza è poi un po’ quella di preferire cibi molto calorici e ricchi di zuccheri e grassi.
L’astragalo si è dimostrato potenzialmente in grado di ridurre in modo significativo la curva glicemica e prevenire il diabete di tipo 2 (quello che, per intendersi, si sviluppa nel corso della nostra vita quando siamo soliti eccedere nel consumo di carboidrati e zuccheri).
In virtù della sua azione depurativa sul fegato e delle sue potenziali azioni antiinfiammatorie, l’astragalo è una pianta perfetta per proteggere il corpo dai rigori invernali e prepararlo ad una attesa primavera ancora da venire.

Segnaliamo che in caso di gravidanza, allattamento, malattie autoimmuni, terapie anticoagulanti, assunzione di antipiastrinici e antitrombotici, è opportuno consultare il medico prima di procedere all’assunzione di questo estratto vegetale.

Da evitare in caso di terapie immunosoppressive per malattie autoimmuni senza una specifica prescrizione medica.

Bibliografia:
Am J Med Sci. 2012 Dec 21.Astragalus Extract Attenuates Allergic Airway Inflammation and Inhibits Nuclear Factor κB Expression in Asthmatic Mice. Yang ZC, Qu ZH, Yi MJ, Wang C, Ran N, Xie N, Fu P, Feng XY, Lv ZD, Xu L.

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UNA FARMACO E UNA TERAPIA PER LA STANCHEZZA E LA PRESSIONE BASSA?LA LIQUIRIZIA


liquiriziaLa liquirizia ha un’azione tonica sia a livello immunologico che delle ghiandole surrenali. Trova particolare indicazione in caso di stress e di stanchezza soprattutto nei soggetti allergici e in coloro che soffrono di problemi gastrici. La sua azione antinfiammatoria sulla parete gastrica la rende particolarmente interessante nei disturbi gastrici e in coloro che soffrono di reflusso gastroesofageo ai cambi di stagione.

Può essere assunta in forma di capsule oppure in gocce e se integrata nella sua forma deglicirizzata può essere utilizzata anche da soggetti ipertesi (pressione alta).

Il suo principio attivo, la glicirizzina,è infatti controindicato in soggetti ipertesi, ma oggi è possibile reperire formulazioni senza questa molecola ed evitare in questo modo questo effetto avverso.

Ricordiamo che la liquirizia è inoltre molto utile per favorire la disintossicazione da sostanze tossiche (come pesticidi, piombo, arsenico e farmaci).

 

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IL GINSENG E L’ELEUTEROCOCCO: UNA MEDICINA SIA IN ONCOLOGIA CHE PER LO STRESS, LA MEMORIA E GLI ESAMI


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Il Ginseng è molto noto per la sua azione adattogena e antifatica. Si tratta di una pianta molto preziosa e utilissima per sostenere impegni stressanti ed è largamente utilizzata dai manager o più in generale da persone sottoposte a eccessivi orari lavorativi o impegni professionali. Controindicato in chi soffre di herpes per la sua elevata presenza di arginina, l’eleuterococco è una pianta eccezionale che può essere utilizzata sia dagli uomini che dalle donne. Per gli uomini è più indicato il Panax ginseng mentre per le donne è preferibile l’eleuterococco (noto anche come ginseng siberiano). La differenza tra i vari tipi di ginseng sta nella diversa concentrazione di ginsonidi, i principi attivi che determinano le azioni curative dell’estratto. Si tratta di una pianta ricchissima di vitamine, minerali e aminoacidi utilissimi per favorire le funzioni a livello cognitivo (come la colina, la vitamina C e il germanio, un potente minerale dalle grandiose azioni ossigenanti i tessuti).

Il ginseng contiene anche oligoelementi e minerali (come il magnesio, lo zolfo e il manganese, utilissimo quest’ultimo nella stanchezza cronica) e grassi polinsaturi. Il ginseng è inoltre molto ricco di isoflavoni tra cui campesterolo e beta-sitosterolo. Proprio a quest’ultima sostanza sarebbero ascrivibili azioni protettive e antiossidanti della prostata in grado di ridurre l’incidenza di alcuni tumori.

La straordinaria sinergia e concentrazione di principi attivi del ginseng lo rende particolarmente utile per favorire l’assorbimento del glucosio e ottimizzare la respirazione cellulare e la funzione cerebrale. Esso è in grado di ridurre lo stress migliorando il rendimento fisico e mentale. Protegge il sistema immunitario e aiuta a superare i momenti di sovraccarico fisico e mentale e si è dimostrato anche molto utile per modulare la risposta endocrinologica generale dopo periodi più o meno lunghi di terapie ormonali e farmacologiche.

La sua azione adattogena si sviluppa anche nei confronti delle ghiandole surrenali, le ghiandole che producono l’ormone dello stress, il cortisolo, aiutando l’organismo adattarsi più facilmente in condizioni estreme.

Sempre grazie a questa moltiplicità straordinaria di principi attivi è in grado di migliorare tutte quelle situazioni nelle quali l’eccessivo contenuto di grassi nel sangue può portare a d un maggior rischio cardiovascolare e può anche essere particolarmente prezioso nel trattamento dei disturbi depressivi migliorando la reattività in quei soggetti che sottoposti a stress eccessivi faticano a ritrovare serenità ed equilibrio psico-emotivo.

E’ un estratto vegetale particolarmente utile per supportare i malati di tumore sottoposti a chemioterapia e radioterapia, terapie che inducono spesso stanchezza e spossatezza. Recenti studi ne hanno dimostrato la sua utilità in oncologia (in caso di tumore al seno), ma anche per la depressione, l’ipertrofia cardiaca, il trattamento e la prevenzione delle metastasi al colon-retto.

Questo prezioso estratto è tuttavia controindicato qualora si utilizzino farmaci anticoagulanti (come il cumadin). In tutti i casi in cui si usino anticoagulanti occorre infatti una specifica supervisione e autorizzazione del medico prima si rivolgersi alla fitoterapia.

Bibliografia:

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J Ginseng Res. 2016 Apr;40(2):169-75. doi: 10.1016/j.jgr.2015.07.004. Epub 2015 Jul 18.Protective effect of Korean Red Ginseng against chemotherapeutic drug-induced premature catagen development assessed with human hair follicle organ culture model.Keum DI1Pi LQ2Hwang ST3Lee WS1.

 

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Am J Chin Med. 2016 May 24:1-20.Effects of Panax notoginseng on the Metastasis of Human Colorectal Cancer Cells.Hsieh SL1Hsieh S2Kuo YH1Wang JJ3Wang JC4Wu CC5.

 

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POVERTA’, ANSIA E NUTRIZIONE: ESISTE UN COLLEGAMENTO?


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Alcuni recenti notizie allarmano e creano ansia a chi attraversa un momento non florido da un punto di vista economico.

Le ultime notizie sembrano affermare che le peggiorate condizioni finanziarie di taluni indirizza alcune persone ad abbandonare le cure necessarie favorendo in questo modo un’aumento della mortalità per malattie altrimenti curabili.

Occorre ricordare però che nonostante queste preoccupanti notizie che potrebbero indurci verso uno stato depressivo è pur vero che apportando piccoli cambiamenti nel nostro stile di vita possiamo fare molto, soprattutto a livello preventivo. Per esempio migliorando la qualità degli alimenti che ingeriamo possiamo produrre un’importante azione preventiva su ansia, depressione e stanchezza, ma soprattutto prevenire in modo scientificamente dimostrato alcune forme di neoplasia o di tumore e diabete.

Non serve spendere di più ma semmai spendere meglio. Tutte le ricerche scientifiche più importanti infatti concordano nell’affermare che non è solo la quantità del cibo ad essere rilevante ma soprattutto la sua qualità.

Vero è che l’evidenza scientifica è indirizzata verso una riduzione complessiva calorica poiché se esiste una certezza oggi, è quella che mangiare meno favorisce un aumento significativo della longevità.

Ma è innegabile che un miglioramento della qualità dei nutrienti non solo non ci permette di risparmiare ma addirittura potrebbe essere il presupposto per la prevenzione di future malattie. Attenzione pertanto all’utilizzo indiscriminato di quei ristoranti  “all you can eat” oggi molto in voga ma della cui provenienza degli alimenti sappiamo ben poco.

Non solo non sempre il cibo potrebbe essere veicolo di parassitosi intestinali (in

particolare nei casi di consumo di pesce crudo non adeguatamente conservato e cucinato) ma va considerato anche il rischio relativo alla presenza di metalli pesanti presenti in alcuni alimenti provenienti da aree geografiche la cui severità per le norme igieniche alimentari lascia parecchio a desiderare…….

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Nutrizione e shiitake: il vaccino contro virus, ipertensione e parassitosi intestinali


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I funghi shiitake sono tra le prelibatezze molto utilizzate dalla popolazione dai giapponese e vengono abitualmente consumati anche nelle minestre. Questo fungo medicinale si è dimostrato particolarmente utile per aumentare l’energia nell’organismo e sviluppare un’intensa azione E’ in grado di prevenire molte malattie da raffreddamento e sviluppa un’azione molto potente contro alcuni tipi di virus in particolar modo herpes simplex 1 e HIV . E’ un fungo medicinale particolarmente utile anche per la prevenzione e il trattamento delle candidosi recidivanti e può essere indicato per la prevenzione delle infezioni virali portatrici di influenza, morbillo e bronchite. La sua intensa azione diuretica lo rende prezioso nelle malattie ipertensive mentre la sua azione tonica è rinvigorente contro la stanchezza. Questa sua azione sarebbe spiegabile per il notevole supporto e sostegno al fegato e reni dove. lo ricordiamo, secondo la medicina tradizionale cinese risiederebbe l’energia KI, l’energia della vita. I funghi shiitake producono anche un’azione antiaggregante piastrinica ed sono quindi preziosi per la prevenzione di problemi circolatori come l’embolia e la trombosi. Alla sua azione immunostimolante (comune peraltro a molti altri funghi medicinali) andrebbe ascritta la sua azione antitumorale e preventiva di malattie degenerative legate al progressivo deterioramento del sistema immunitario nel corso dell’età senile. Sempre al Lentinus edodes (questo il vero nome del fungo shiitake) è collegata un’azione protettiva dai problemi di insufficienza cartilaginea articolari, come per esempio nell’artrosi, e troverebbe una notevole indicazione nei casi di ipercolesterolemia grazie alla sua azione non solo di riduzione del colesterolo LDL (quello cattivo per internderci) ma anche di aumento del colesterolo cosiddetto buono (HDL). Utilissimo in caso di parassitosi intestinali il fungo shiitake è in grado di eliminare alcuni parassiti che alloggiano abitualmente nell’intestino e dai quali è particolarmente difficile liberarsi. Gli studi non sono conclusivi e occorre cautela come sempre, ma la ricerca continua.

Bibliografia:

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