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DOMANDE RISPOSTE: SPORT E ALIMENTAZIONE


DOMANDE RISPOSTE

 

Un lettore, Franco, mi scrive per sapere cosa sia preferibile mangiare prima di un allenamento.

 

Gentilissimo Franco,

il concetto da tenere sempre presente è questo: più ci si avvicina all’ora dell’allenamento e meno bisogna “appesantirsi” a livello gastrico. I grassi in questo senso non giocano a nostro favore. Essi infatti rappresentano si una splendida riserva di energia ma richiedono tempi lunghi per la digestione per cui un loro consumo troppo a ridosso dell’allenamento potrebbe comprometterlo. Il suggerimento pertanto che le potrei dare senza averla incontrata è quello di usare semi oleosi (noci, nocciole, mandorle, pinoli, anacardi o arachidi) associati magari a frutta di stagione qualora avesse almeno un’ora di tempo prima di allenarsi. Man man il tempo si riduce e l’ora della seduta in palestra si avvicina (o di nuoto o qualsivoglia altro sport), prediligerei degli zuccheri da frutta, meno impegnativi a livello digestivo. Ti ricordo che se la sessione di allenamento è vicina sarebbe preferibile non consumare nulla e bere solo acqua per non rischiare di bloccare la digestione da un lato e compromettere la l’allenamento stesso dall’altro.

Articoli correlati:

http://www.vladimirocolombi.it/2017/06/11/dimagrire-mangiando/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/26/cambia-il-tuo-intestino-praticando-sport/

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INFIAMMAZIONE DA CIBO E SPORT


Il consumo degli alimenti sbagliati può condizionare le performance sportive

 

 

Spesso non ci si pensa ma alimentarsi abitualmente con alimenti che non si tollerano può produrre importanti effetti negativi, anche a livello di prestazione sportiva.

Infatti la presenza di infiammazioni secondarie all’assunzione di cibi non tollerati può portare nel tempo alla riduzione delle performance sportive. Anche i processi allergici possono aggravarsi quando siamo soliti consumare alimenti che non tolleriamo.

In tal senso si ricordi che in presenza di allergie (anche comuni) uno dei farmaci più usati (e ahimé talvolta abusati) è il cortisone, la cui efficacia è assolutamente dimostrata ma la cui azione immusoppressiva e demuscolante è nota. Oltre a questa azione negativa sul muscolo il cortisone aumenta in modo considerevole la ritenzione idrica alla quale si accompagna anche una consistente perdita di potassio.

In conseguenza di ciò anche il deposito di grasso viscerale può aumentare significativamente con ricadute sfavorevoli sulla salute (non a caso l’aumento di massa grassa viscerale è legata ad uno statistico aumento di cancro, ictus e infarto).

Controllare gli alimenti mal tollerati significa ridurre o addirittura in alcuni casi eliminare l’utilizzo di un farmaco pericoloso come il cortisone e recuperare contemporaneamente benessere e performance sportiva.

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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INVECCHIARE PIU’ LENTAMENTE…..FORSE SI PUO’


Oggi parliamo di invecchiamento e dei rimedi naturali ma anche dello stile di vita opportuno per poterlo ritardare…

 

Vladimiro Colombi naturopata esperto in alimentazione naturale si occupa di diffondere e far conoscere gli studi e le ricerche in questo ambito.

 

Buongiorno Vladimiro. Si sente spesso parlare di formule magiche o di scoperte in grado di prevenire o ritardare l’invecchiamento ma esiste davvero una formula magica in grado di compiere questo miracolo?

 

Ovviamente no purtroppo. Non esiste alcuna pillola magica in grado di farci tornare indietro nel tempo. Semmai esistono una serie di comportamenti sia da un punto di vista alimentare che più in generale attinenti allo stile di vita che possono rallentare l’invecchiamento fino a farlo procedere in modo fisiologico. Nondimeno esistono comportamenti che fanno esattamente l’opposto.

Sotto il profilo alimentare il consumo degli zuccheri è in grado di produrre danni importanti ai tessuti a causa dell’infiammazione prodotta dall’insulina.

Quando abusiamo di zuccheri il nostro corpo produce insulina per abbassare la glicemia nel sangue. Ma l’insulina ha anche effetti negativi sui tessuti perché produce una sorta di “incendio” (l’infiammazione) che una volta passato è in grado di lasciare delle “ceneri” pericolose per la nostra longevità. Il cervello per esempio è molto goloso di zuccheri ma è anche particolarmente sensibile ad essi oggi. Oggi sappiamo che a onte di una serie di gravi malattie neurodegenerative esiste spesso un problema con il metabolismo degli zuccheri.

 

Quindi meno zuccheri e meno invecchiamento?

 

In un certo senso sì, anche se purtroppo non è così semplice.

Occorre anche intervenire introducendo alimenti ricchi di antiossidanti come per esempio i frutti di bosco o i semi oleosi utilizzando olii spremuti a freddo. In cucina è importante non cuocere mai gli oli ricchi di grassi polinsaturi (come per esempio l’olio di sesamo, di girasole o di cartamo).

 

Mentre l’olio extravergine d’oliva può essere usato?

 

E’ uno degli oli migliori per cuocere perché ha un “punto di fumo” molto elevato. Ciò significa che “sopporta” molto bene le elevate temperature…..Ovviamente sarebbe preferibile sempre consumarlo crudo per sfruttarne al massimo i suoi preziosi principi antiossidanti.

 

 

A proposito di cucina, esistono delle regole che devono essere rispettate quando prepariamo i piatti?

 

Sappiamo che alcuni tipi di cottura sono preferibili ad altri. Per esempio la cottura al vapore rispetta l’alimento ed evita che si perdano una grande quantità di principi attivi in esso contenuti, mentre le fritture ossidando i grassi producono sostanze molto pericolose per la nostra salute. Un esempio di queste molecole pericolose sono per esempio i grassi idrogenati che si formano durante la cottura di alcuni tipi di lipidi……

 

Oltre agli zuccheri e ai grassi di cui ha parlato ci sono altre regole importanti che dovremmo rispettare?

 

Un errore molto comune è quello di saltare la colazione al mattino. In realtà la colazione non dovrebbe solo essere il pasto più importante della giornata (come spesso sentiamo anche dire da noti esperti in televisione) ma deve essere anche arricchita con elementi proteici di qualità certa, evitando proteine ricche di sostanze tossiche (come ormoni o conservanti).

 

 

Nel mondo dei rimedi vegetali esistono sostanze in grado di ritardare l’invecchiamento?

 

Una intelligente integrazione e una corretta alimentazione possono rivelarsi estremamente preziose per proteggere la nostra salute. Il cioccolato fondente per esempio, la cannella, i mirtilli e più In generale i frutti di bosco contengono preziose sostanze in grado di ritardare l’invecchiamento, Un altro alimento molto prezioso che non dovrebbe mai mancare in cucina è il tè verde, ricchissimo di un principio attivo (noto come EC3G) dalle importanti azioni antiossidanti.

Il tè verde si è rivelato peraltro straordinariamente utile anche per proteggere l’organismo dalle infezioni virali durante l’inverno.

 

Quanto agli integratori possiamo citare l’acido lipoico, la la vitamina C e la vitamina E nonché la vitamina A. Quest’ultima suggerirei di assumerla in forma di betacarotene.

 

Altri suggerimenti utili contro l’invecchiamento?

 

Una buona qualità del sonno è fondamentale per poter restare giovani a lungo.

Non esiste un numero di ore adatto a tutti ma esiste certamente un numero di ore minimo adatto ad ognuno di noi. Senza un adeguato riposo il corpo riduce la produzione di alcuni ormoni importanti che ritardano l’invecchiamento. Per esempio la melatonina e il GH (l’ormone della crescita), un ormone estremamente importante per mantenere il fisico asciutto e con pochi grassi.

 

E in merito all’attività fisica cosa possiamo dire? Ha un ruolo nell’invecchiamento?

 

Certamente si. Brutte notizie per i sedentari e i pigri….tutte le più importanti ricerche ci dicono che la sedentarietà incide in modo rilevante non solo sull’aspettativa di vita ma soprattutto sulla sua qualità. Chi si muove meno vive meno anni e passa soprattutto gli ultimi di essi in condizioni di vita peggiori. Nssuno credo desidererebbe vivere 100 anni ma di cui gli ultimi 20 in gravi condizioni di salute e magari non autosufficiente!.

 

Il digiuno ha un ruolo nell’invecchiamento?

 

Negli Stati Uniti un noto ricercatore italiano ha dimostrato come praticare saltuariamente alcuni brevi semi-digiuni sia utile per favorire la rigenerazione delle cellule.

Senza arrivare a questo, e sempre rigorosamente seguiti da un professionista in caso di digiuni lunghi, vale sempre comunque la pena ricordare che l’eccesso calorico ha chiaramente dimostrato di accelerare l’invecchiamento delle cellule. Chi mangia troppo, si muove poco e abusa di cibi di scarsa qualità non prepara una vecchiaia serena e una vita longeva.

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SPORT, PERFORMANCE SPORTIVA E AROMATERAPIA


Se sei uno sportivo questi oli essenziali possono incrementare la tua performance sportiva

 

La fragranza degli oli essenziali può alleviare allevia la fatica indotta dall’esercizio Per studiare l’effetto degli oli essenziali di Citrus sinensis L., Mentha piperita L., Syzygium aromaticum L. e Rosmarinus officinalis L. sull’esaurimento fisico nei ratti, quarantotto ratti maschi sono stati divisi in modo casuale in diversi gruppi.

Due gruppi sono stati nebulizzati con alcune miscele di oli essenziali mentre altri due sono stati nebulizzati semplicemente con acqua distillata. Dopo la continua inalazione per 3 giorni sono stati misurati alcuni parametri utili per quantificare gli effetti dell’inalazione degli oli essenziali. Tra questi sono sttai inclusi la resistenza in termini di tempo dell’attività fisica, i valori della glicemia e dell’acido lattico (BLA) di azoto ureico (BUN) di superossido dismutasi (SOD) e di glutatione perossidasi (GSH-PX).

I risultati hanno suggerito che l’inalazione di una miscela di oli essenziali potrebbe alleviare la stanchezza indotta dall’esercizio fisico.

RIFERIMENTO:

 

Evid Based Complement Alternat Med. 2017;2017:5027372. doi: 10.1155/2017/5027372. Epub 2017 Oct 31.Does the Fragrance of Essential Oils Alleviate the Fatigue Induced by Exercise? A Biochemical Indicator Test in Rats.Li Z1, Wu F1, Shao H2, Zhang Y1, Fan A1, Li F1.

 

Altre referenze e bibliografia:

  1. Zhong L., Zhao L., Yang F., Yang W., Sun Y., Hu Q. Evaluation of anti-fatigue property of the extruded product of cereal grains mixed with Cordyceps militaris on mice. Journal of the International Society of Sports Nutrition. 2017;14(1) doi: 10.1186/s12970-017-0171-1.
  2. Chang Q., Miao X., Ju X., et al. Effects of pulse current on endurance exercise and its anti-fatigue properties in the hepatic tissue of trained rats. PLoS ONE. 2013;8(10) doi: 10.1371/journal.pone.0075093.e75093
  3. Chi A., Li H., Kang C., et al. Anti-fatigue activity of a novel polysaccharide conjugates from Ziyang green tea. International Journal of Biological Macromolecules. 2015;80:566–572. doi: 10.1016/j.ijbiomac.2015.06.055.
  4. Liu J., Yeo H. C., Overvik-Douki E., et al. Chronically and acutely exercised rats: biomarkers of oxidative stress and endogenous antioxidants. Journal of Applied Physiology. 1985;89(1):21–28.
  5. Raskovic A., Milanović I., Pavlović N., Ćebović T., Vukmirović S., Mikov M. Antioxidant activity of rosemary (Rosmarinus officinalis L.) essential oil and its hepatoprotective potential. BMC Complementary and Alternative Medicine. 2014;14, article no. 225 doi: 10.1186/1472-6882-14-225.
  6. Vanin A. B., Orlando T., Piazza S. P., et al. Antimicrobial and Antioxidant Activities of Clove Essential Oil and Eugenyl Acetate Produced by Enzymatic Esterification. Applied Biochemistry and Biotechnology. 2014;174(4):1286–1298. doi: 10.1007/s12010-014-1113-x. [PubMed] [Cross Ref]
  7. Jaradat N. A., Al Zabadi H., Rahhal B., et al. The effect of inhalation of Citrus sinensis flowers and Mentha spicata leave essential oils on lung function and exercise performance: A quasi-experimental uncontrolled before-and-after study. Journal of the International Society of Sports Nutrition. 2016;13(1, article no. 36) doi: 10.1186/s12970-016-0146-7. [PMC free article] [PubMed] [Cross Ref]
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  11. Geraci A., Di Stefano V., Di Martino E., Schillaci D., Schicchi R. Essential oil components of orange peels and antimicrobial activity. Natural Product Research (Formerly Natural Product Letters) 2017;31(6):653–659. doi: 10.1080/14786419.2016.1219860.
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  18. Ngo S. N. T., Williams D. B., Head R. J. Rosemary and cancer prevention: preclinical perspectives. Critical Reviews in Food Science and Nutrition. 2011;51(10):946–954. doi: 10.1080/10408398.2010.490883.
  19. Dung N. T., Kim J. M., Kang S. C. Chemical composition, antimicrobial and antioxidant activities of the essential oil and the ethanol extract of Cleistocalyx operculatus (Roxb.) Merr and Perry buds. Food and Chemical Toxicology. 2008;46(12):3632–3639. doi: 10.1016/j.fct.2008.09.013.
  20. Xu J.-G., Liu T., Hu Q.-P., Cao X.-M. Chemical composition, antibacterial properties and mechanism of action of essential oil from clove buds against staphylococcus aureus. Molecules. 2016;21(9, article no. 1194) doi: 10.3390/molecules21091194.
  21. Misharina T. A., Alinkina E. S., Medvedeva I. B. Antiradical properties of essential oils and extracts from clove bud and pimento. Prikladnaia Biokhimiia i Mikrobiologiia. 2015;51(1):99–104.
  22. Isaeva V. G., Alinkina E. S., Misharina T. A., et al. Effect of prolonged administration of low doses of essential oils on the immune response and sensitivity of mice to the action of ionizing radiation. Radiatsionnaia Biologiia, Radioecologiia. 2014;54(1):35–37.
  23. Moss M., Hewitt S., Moss L., Wesnes K. Modulation of cognitive performance and mood by aromas of peppermint and ylang-ylang. International Journal of Neuroscience. 2008;118(1):59–77. doi: 10.1080/00207450601042094.
  24. Meamarbashi A. Instant effects of peppermint essential oil on the physiological parameters and exercise performance. Avicenna J Phytomed. 2014;4(1):72–78.
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DOMANDE E RISPOSTE: SUCCO DI MELA PER DOLCIFICARE?


 

domande

 

Una lettrice mi scrive per sapere se il succo di mela può essere usato per dolcificare.

Carissima Lettrice,

Il succo di mela è uno zucchero e pertanto come tale va trattato. Io prediligo sempre il frutto intero laddove possibile al posto del suo solo succo o estratto (in quanto privo di fibra e pertanto molto propenso ad alterare la curva glicemica).

L’ideale sarebbe imparare a non dolcificare nulla, magari abituandosi molto lentamente riducendo progressivamente l’uso degli zuccheri nell’alimentazione.

Il nostro corpo infatti non è abituato a tollerare lo zucchero in quanto non è evoluto per questo. Abbiamo geni “paleolotici” non adatti a bruciare zuccheri.

Come molti lettori sanno invece, siamo (ahimè) bravissimi a creare scorte di massa grassa.

Meno zuccheri pertanto e più sport…..due semplici indicazioni che potrebbero davvero cambiare il corso della vita a moltissimi di noi!

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DIMAGRIRE MANGIANDO


E’ possibile dimagrire mangiando e senza contare le calorie

Oggi abbiamo intervistato Vladimiro Colombi, un noto naturopata che ha iniziato da anni a coniugare le più importanti scoperte scientifiche in tema di alimentazione naturale all’utilizzo di noti e comuni rimedi naturali (come estratti vegetali e gemme di piante, oligoelementi e estratti vitaminici) senza pesare gli alimenti e senza contare calorie.

 

La “non dieta” è uno dei suoi più importanti e innovativi approcci alimentari che hanno cambiato la visione della naturopatia.

 

Buongiorno Vladimiro. Ci può spiegare perché è solito affermare che per poter dimagrire occorre mangiare e non tagliare le calorie?

 

Quasi tutti noi quando abbiamo provato ad applicare i classici principi della dieta ipocalorica. Si perde peso all’inizio ma poi non appena si cessa con i sacrifici si recuperano tutti i chili con gli interessi.

Tutto questo dipende dalla “paura di morire di fame” che i nostri geni ancora conservano dentro se stessi.

Quando mangiamo meno è un po’ come se si il nostro corpo in qualche modo si “spaventasse”  e si difendesse dal taglio calorico rallentando il metabolismo per bruciare meno grassi e conservare delle scorte preziose.

 

Ma com’è possibile che ciò avvenga?

 

Quello che accade è che in parole semplici nel momento in cui tagliamo le calorie confermiamo al nostro cervello che la sua paura di morire di fame è motivata da un reale rischio (il taglio calorico) e a questo punto il corpo prende provvedimenti riducendo il metabolismo.

 

 

Lei invece sostiene che occorra non ridurra le calorie, non pesare gli alimenti e non privarsi del cibo per poter perdere peso. Sembra impossibile che mangiando sia possibile dimagrire…..

 

Capisco possa sembrare paradossale, ma la verità è proprio questa. Più di vent’anni fa Jeffrey Friedman, un’importante ricercatore americano, ha scoperto l’esistenza di una molecola, la leptina, che regola il senso di fame e sazietà e che regola le riserve di grasso di muscolo nel corpo. Se vogliamo restare magri dobbiamo produrre una giusta quantità di leptina. E per farlo occorre stare lontani dalle diete “tutto e subito”. Per rimodellare il corpo in modo intelligente occorre dare tempo al nostro metabolismo. Ne ho avuto modo di parlare in un articolo precedente (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/19/naturopatia-e-rimedi-immediati-per-sovrappeso-gonfiori-addominali-e-cistite/).

 

Oltre alla leptina esistono altre cause che possono bloccare un dimagrimento?

 

Certo. I capitoli importanti su cui dobbiamo lavorare se vogliamo perdere peso in maniera definitiva sono sostanzialmente tre: il controllo della leptina, il controllo dei processi infiammatori e il controllo dell’insulina.

 

Cosa intende per processi infiammatori? E cosa intende quando parla di infiammazione?

 

Lei ha presente cosa accade al nostro corpo quando subiamo un trauma? Poniamo il caso che mentre sta attaccando un quadro a casa sua si dia per errore una martellata su un dito. Non è forse vero che il dito si gonfia? Questo accade perché si produce un’edema, cioè della ritenzione idrica che è una risposta infiammatoria al trauma. Si tratta di un normale meccanismo di difesa dell’organismo da un pericolo. Per fare un esempio banale pensi ad un pompiere che spegne l’incendio. L’acqua (l’edema, la ritenzione idrica) serve per spegnere l’incendio, cioè l’infiammazione che il trauma ha prodotto. Ebbene la stessa cosa succede nel nostro corpo quando consumiamo molti alimenti che producono una reazione infiammatoria. Il nostro organismo è in grado di difendersi molto bene dall’infiammazione (così come dalla paura di morire di fame) e lo fa trattenendo grassi e liquidi. Se vogliamo restare magri dobbiamo tenere sotto controllo l’infiammazione e allo stesso tempo dobbiamo produrre le giuste quantità di leptina.

 

Lei ha parlato anche però di un terzo grande capitolo: l’insulina……

 

Tutti sappiamo che quando mangiamo zuccheri o dolci ingrassiamo tutti. Bene, questo accade perché nel nostro corpo ad ogni innalzamento di zuccheri nel sangue corrisponde una produzione importante di un ormone che scorta lo zucchero tramutandolo in grasso: l’insulina.

Un po’ come facciamo noi quando improvvisamente ci ritroviamo con del denaro in mano che non ci serve immediatamente (perché abbiamo guadagnato a causa di un lavoro inaspettato oppure ci arriva un eredità o ancora perché qualcuno ci regala delle somme non attese). Se tutto quel denaro non ci serve in quel preciso momento lo mettiamo da parte per momenti peggiori così ci garantiamo la sopravvivenza in caso di carestia. Il corpo fa esattamente la stessa cosa con il grasso. Noi lo detestiamo ma per il nostro corpo la massa grassa rappresenta una riserva di energia non spesa che gli garantisce la sopravvivenza in caso di carestia. Non dimentichi che siamo evoluti nel corso di milioni di anni in carenza di cibo ed è normale che il nostro organismo tenda a fare scorta di grasso per difendersi da un ipotetico ed eventuale “rischio di morire di fame”. Nel corso di alcuni interventi televisivi a Telecolor con Micol Baronio ho avuto il piacere di spiegare dettagliatamente come funziona l’insulina (clicca qui

Ma anche il alcuni articoli che ho pubblicato in passato sul mio sito internet ho citato alcuni rimedi vegetali utili alla prevenzione della resistenza insulinica (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/01/30/il-poterium-spinosum-e-la-berberina-linsulina-vegetale/ e qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/16/nutrizione-e-obesita-proteggere-il-pancreas-lintestino-e-lo-stomaco-con-i-rimedi-naturali/)

 

Da come descrive il nostro corpo si direbbe che sia costantemente preoccupato dalla paura di restare senza cibo….una antica macchina rimasta ferma a milioni di anni fa….eppure siamo evoluti nel corso degli ultimi migliaia di anni….come spiega questa apparente contraddizione?

 

È esattamente così infatti. Nel corso degli ultimi 790.000 anni di evoluzione umana abbiamo sempre avuto questo problema. Abbiamo imparato ad organizzarci ed a difenderci da questo rischio trattenendo liquidi e grassi per diluire l’infiammazione, per abbassare la glicemia e per fare scorta di grasso per i periodi meno fortunati in termini di abbondanza di cibo. Il cervello è evoluto da un lato, ma i nostri geni e il nostro metabolismo sono fermi all’età paleolitica.

 

Esistono delle sostanze naturali che possono essere favorire il dimagrimento?

 

Certamente sì. In generale tutti gli estratti vegetali ad azione antinfiammatoria possono essere estremamente utili ma occorre sempre individuare la sostanza più adatta alle caratteristiche individuali.

 

Un po’ come cucire un abito su misura….

 

Proprio così: se compro un abito pronto devo sperare che mi vada bene ma se lo faccio preparare da un sarto prendendo le misure precise, le possibilità che l’abito sia perfetto sono molto più alte. Quando scelgo un integratore alimentare o voglio usare un estratto vegetale devo cercarne uno che sia molto vicino alle mie caratteristiche personali…..

 

Ci può fare un esempio?

 

Poniamo il caso che lei abbia entrambi i genitori che si sono ammalati di cuore, magari uno con una cardiopatia dilatativa è un altro con una coronaropatia. Esistono molti rimedi naturali che possono aiutarla a perdere peso ma ci sono sicuramente alcune sostanze naturali che sono molto indicate per favorire la protezione cardiaca. Un esempio è dato dal magnesio, dal ribosio, dalla carnitina e dal coenzima Q10. Ma tra queste quattro una sola e utile per perdere peso: la carnitina.

 

Quali sono i vantaggi dell’approccio naturopatico che lei propone?

 

Esistono molti vantaggi ma sicuramente il più importante è quello relativo alla prevenzione. Sappiamo tutti che prevenire è meglio che curare ma è fondamentale intervenire prima che esista un danno all’organo o ad un tessuto. Perché questo possa accadere occorre studiare le caratteristiche individuali di una persona… solo dopo si procede con i suggerimenti più idonei…

 

La naturopatia può “curare” tutto?

 

Assolutamente no. La domanda è innanzitutto posta in termini sbagliati e apre la strada ad un terribile equivoco. La naturopatia non ha come obiettivo quello di curare una malattia. Questo semmai compete al medico che, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello legale, ha le competenze e la responsabilità della cura di una malattia.

Al naturopata invece interessa studiare una persona sana prima che si ammali e per farlo occorre guardare alle familiarità, allo stile di vita, all’alimentazione individuale nonché alla quantità ed alla qualità di sport praticato. Solo dopo è possibile elaborare una sorta di programma individualizzato volto alla prevenzione delle malattie e soprattutto al mantenimento della salute nonché alla promozione del massimo benessere personale perseguibile.

 

Massimo benessere personale insomma e non cura della malattia…..

 

Esattamente! Sì immagini un’automobile che funziona bene ma non riesce a esprimere il massimo del suo potenziale perchè magari non raggiunge la velocità ottimale oppure non consuma come dovrebbe a causa di un piccolo problema all’alimentazione del motore….Ecco, il naturopata è un po’ “l’ottimizzatore” che aiuta il motore ad esprimere il suo massimo potenziale! Esiste una enorme differenza tra non essere malato ed essere nelle migliori condizioni fisiche possibili. Noi naturopati ci occupiamo di questo: studiamo le peculiarità di una persona e cerchiamo di rendere la sua vita quanto più ricca di benessere ed energia possibile….

 

La ringrazio per queste intervista che non solo ci ha permesso in cosa consista concretamente il suo lavoro ma ha anche chiarito molti punti e molti equivoci frequenti.

Grazie a voi…. un caro saluto a tutti…….

Per appuntamenti:

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Sabato : 9.00 / 12.30.

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e Lago di Garda
contattare il numero: 3289229129

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CAMBIA IL TUO INTESTINO PRATICANDO SPORT


L’esercizio fisico è uno strumento per prevenire e curare alcune delle malattie croniche che colpiscono la popolazione mondiale

 

Un modo per cambiare (in meglio) la flora batterica intestinale potrebbe essere tramite l’attività fisica.

Una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28187199) ha dimostrato come l’esercizio fisico svolto dalle donne secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità possa modificare la composizione della flora intestinale. Studiando la flora batterica intestinale di donne fisicamente attive e quella di donne sedentarie sono risultate significativamente differenti le specie batteriche dei due gruppi. La ricerca ha rivelato maggiore abbondanza di specie di batteri  “amici” che promuovono la salute nelle donne attive, tra cui faecalibacterium prausnitzii, hominis Roseburia e akkermansia muciniphila. Inoltre, la percentuale di grasso corporeo, la massa muscolare e l’attività fisica sono risultati significativamente correlati con diverse popolazioni batteriche. Lo studio ha dimostrato per la prima volta l’interdipendenza tra alcuni generi di batteri e epigenetica (cioè lo stile di vita).

Non solo la dose e il tipo di esercizio fisico influenza la composizione della flora intestinale (di cui ho parlato in un articolo precedente, http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/28/ma-i-fermenti-latticini-servono-come-proteggersi-da-diarrea-candida-albicans-e-flatulenza/) ma anche il solo fatto di passare da un comportamente sedentario ad uno attivo pare promuovere un radicale cambiamento dei batteri nell’intestino.

 

 

Bibliografia:

 

PLoS One. 2017 Feb 10;12(2):e0171352. doi: 10.1371/journal.pone.0171352. Collection 2017.Differences in gut microbiota profile between women with active lifestyle and sedentary women.Bressa C1, Bailén-Andrino M1, Pérez-Santiago J2, González-Soltero R1, Pérez M2, Montalvo-Lominchar MG2, Maté-Muñoz JL3, Domínguez R3, Moreno D2, Larrosa M2.

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

 

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DIFENDI LA TUA MENTE DALLA MALATTIA DI ALZHEIMER


Arricchisci di antiossidanti ogni alimento e pianfica la tua giornata per lo sport per prevenire facilmente l’invecchiamento mentale

 

La malattia di Alzheimer è considerata una delle future epidemie che destano maggiori preoccupazioni a livello sanitario, sia per i costi sociali che per la qualità di vita dei pazienti che ne sono colpiti. Anche e soprattutto i famigliari subiscono ripercussioni quando un parente viane colpito da questa terribile malattia.

Al momento non vi sono ancora farmaci disponibili sul mercato in grado di contrastare in modo deciso l’insorgenza e il decorso della malattia.

Tuttavia nel gennaio 2004 un gruppo di ricercatori medici di 4 università statunitensi ha pubblicato un interessante studio neurologico nel quale è emerso come chi assumeva una integrazione costante di vitamina C e vitamina E (due vitamine altamente antiossidanti) aveva un’incidenza inferiore della malattia di Alzheimer intorno al 78%.

Di vitamina C ne sono ricchi soprattutto i peperoni, i kiwi, il prezzemolo, mentre la vitamina E e contenuta in quantità molto elevate nell’olio di germe di grano (e in quantità minore nell’olio di semi di girasole).

Pur non volendo concludere necessariamente per l’integrazione di queste sostanze vale comunque la pena ricordare che un’alimentazione ricca di sostanze in grado di apportare sostanze antiossidanti e antiinfiammatorie potrebbe favorire l’allontanamento del rischio di questa penosa malattia

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ATTIVITA’ FISICA BATTE METFORMINA


attività fisica

 

Numerosi studi hanno recentemente confermato come l’utilizzo della metformina possa essere di grande utilità per la prevenzione del cancro e come essa sia altresì capace di favorire il dimagrimento in soggetti con familiarità al diabete (o esse stesse resistenti all’insulina). Tuttavia lo studio, ormai piuttosto datato essendo risalente al 2002, aveva già largamente evidenziato come un’attività fisica aerobica moderata fosse notevolmente superiore alla metformina in termini di efficacia sia in caso di sindrome metabolica che di resistenza insulinica.

Questo dato non deve stupire se si pensa che il movimento aerobico è in grado non soltanto di aumentare la sensibilità all’insulina riducendo contemporaneamente l’emoglobina glicosilata, ma è altresì in grado di favorire la riduzione del grasso corporeo (obesità e sovrappeso) con particolare riguardo al grasso viscerale (la cosiddetta “pancia”che si va a posizionare nella zona dello stomaco aumentando fino a tre volte il rischio di infarto). Ma non è finita qui: un’attività aerobica è contemporaneamente in grado di abbassare la pressione arteriosa inducendo anche un aumento del colesterolo buono (HDL) a discapito del colesterolo cattivo (LDL) e dei trigliceridi.

Considerato che l’attività fisica (e in generale lo sport) se piacevole e se vissuto come esperienza gratificante e rilassante induce la produzione di numerose sostanze endogene molto importanti in grado di migliorare l’umore, non vi è davvero ragione per non mettere un paio di scarpe da tennis e iniziare a camminare da subito.

Va infine ricordato che favorire il piacere in ogni sua forma (anche appunto attraverso lo sport) stimola la produzione di alcune sostanze (le endorfine) che favoriscono anche una migliore regolazione della pressione arteriosa nonchè un rapporto più equilibrato e sano con il cibo.

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DOMANDE E RISPOSTE: ALLENAMENTO PRIMA O DOPO I PASTI?


 

 

domandeUna lettrice mi scrive per chiedere se l’attività fisica va pratica prima o dopo aver mangiato.

Ebbene, l’attività fisica va rigorosamente praticata a stomaco vuoto, allo scopo di evitare sia un rallentamento della digestione che una riduzione della perdita di massa grassa nel corso dell’allenamento stesso.

Va ricordato infatti che da un lato nel corso della digestione il sangue si sposta verso lo stomaco (e li deve restare per il tempo necessario senza essere distratto verso i muscoli che vengono coinvolti durante l’allenamento), mentre d’altra parte non va mai dimenticato che il nostro organismo “divora” zuccheri nel corso di un allenamento. Se lo riforniamo di zuccheri prima della partenza lui userà questi ultimi (e non i grassi scortati) per produrre energia.
Allenarsi sempre quindi, ma stomaco vuoto!
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