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NATUROPATIA, DOMANDE E RISPOSTE: COME PROTEGGERE LA PELLE SECCA


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Margherita mi scrive perché soffre di un problema di secchezza della pelle e vuole sapere se esistano in naturopatia dei rimedi che possano risolvere o almeno migliorare questo problema.

Cara Margherita,

è molto comune osservare problemi di questa natura in persone che seguono un’alimentazione troppo carente di grassi.

Per anni ingiustamente criminalizzati e additati come pericolosi per la nostra salute, va puntualizzato che alcuni tipi di grassi non solo non sono dannosi per la nostra salute ma perfino salutari.

Basti pensare ai ben noti omega 3 del pesce, utilissimi per aumentare la protezione del sistema cardiovascolare e del cervello.

Utilissimi poi i grassi omega 9, facilmente reperibili nell’olio extravergine di oliva ma anche nell’avocado e in alcuni altri semi oleosi.

Un’eccellente integrazione per migliorare poi l’idratazione della pelle è rappresentata dall’olio di borragine o di enotera, in gradoo di migliorare il film idrolipidico della pelle.

Normalmente utilizzato in naturopatia per le dermatiti questo grasso può essere estremamente prezioso anche per ridurre i problemi di forfora, pelle secca, dermatiti pruriginose ma anche sindrome premestruale e cefalea.

Le ricordo infine che alcuni gruppi di alimenti possono essere problematici e innescare un aggravamento di taluni problemi dermatologici e che pertanto può essere utile valutare la presenza di reattività infiammatoria da cibo.

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DOMANDE E RISPOSTE: AVOCADO SI O NO?


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Una lettrice ci scrive per sapere se l’avocado possa essere sostituito da altri alimenti di pari proprietà.

 Carissima,

tutti i grassi come noci, nocciole, mandorle, pinoli, arachidi e anacardi sono possibili sostituivi dell’avocado.

L’avocado infatti è ricco di alcuni grassi mono-insaturi che possiamo trovare anche nei semi oleosi.

Tra questi alimenti le arachidi sono quelle che vanno consumate con maggiore attenzione essendo ricche di un grasso, l’acido arachidonico, che può favorire l’incremento dei processi infiammatori.

Non dimentichi che poi che anche le olive contengono gli stessi identici grassi contenuti nell’avocado e che quindi posso rappresentare un ottimo spuntino.

Infine ricordo che sono solito raccomandare ai miei clienti il cocco, un prezioso alleato delle persone che soffrono di attacchi di fame e stanchezza.

Il cocco contiene due grassi preziosi, l’acido laurico e l’acido caprilico che sono alleati della nostra salute.

Un caro saluto

Vladimiro

 

Ti ricordo che qualora volessi lasciare un commento oppure scrivermi per qualsiasi informazione lo potrai fare compilando la richiesta in fondo all’articolo stesso nell’apposita sezione del sito.

Un caro saluto

 

Vladimiro

 

Per restare aggiornato in merito a tutte le scoperte in tema di nutrizione e naturopatia visita il sito:

http://www.vladimirocolombi.it/

 

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

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https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

 

 

 

 

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I rimedi naturali per le vene e il cuore


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Alla base di molti comuni disturbi e di alcuni gravi scompensi che possono concorrere nello sviluppare patologie gravi esistono spesso stili di vita completamente sbagliati. Non ce ne rendiamo conto forse ma quasi tutti i giorni assumiamo più volte nel corso della giornata gli stessi alimenti: frumento, lieviti, latticini, nickel, grassi idrogenati e salicilati, sono tutte sostanze che comunemente consumiamo in quantità elevatissima. Solo riducendo l’apporto di sale giornaliero (per esempio mangiando meno pane) potremmo produrre un effetto preventivo del rischio di problemi vascolari, insufficienza cardiaca, ictus, infarto e di alcuni tipi di tumori (con particolare riguardo al tumore dello stomaco). Il pane e i biscotti della prima colazione (quasi sempre presenti dell’alimentazione tipica italiana) apportano mediamente tra il 30% e il 50% del sale giornaliero, e se si pensa che il 44% di tutte le morti sono causate da malattie cardiocircolatorie è facile comprendere come parte di esse potrebbe essere largamente prevenuta riducendo l’apporto di sale.Anche l’uso dei lieviti è largamente controindicato nei soggetti ipertesi perché aumenta in modo statistico il rischio di aumento di peso (connesso a sua volta con l’aumento dei processi infiammatori). Per chi ha problemi per esempio di insufficienza venosa cronica o soffre di altri disturbi legati all’apparato circolatorio, ridurre il fumo e migliorare il funzionamento dell’intestino (evitando la stipsi cronica), ridurre il peso corporeo e correggere eventuali problemi di carattere ortopedico (come per esempio alterazioni posturali della schiena o delle ginocchia) può produrre notevoli risultati sia nell’insufficienza venosa che in quella cardiaca. Esistono poi dei grassi estremamente preziosi per la protezione cardiaca (e più in generale per tutto l’apparato cardiovascolare e per il sistema nervoso): si tratta dei grassi insaturi, sia nella forma monoinsaturi (come l’olio extravergine di oliva) che polinsaturi (come quelli contenuti nel pesce, nell’ olio di lino, nelle noci, nei semi oleosi in generale nonchè nei semi di chia e di canapa. Questi ultimi due alimenti contengono preziosi omega 3 in grado di ridurre i livelli di colesterolo e di trigliceridi e hanno potenzialità antinfiammatorie davvero importantissime. L”utilizzo di alcuni minerali come il magnesio e il cromo possono notevolmente migliorare e prevenire familiarità a livello cardiovascolare perché sono in grado di migliorare la resistenza insulinica prevenendo per esempio forme diabetiche e contemporaneamente migliorare la contrattilità cardiaca, (problema molto comune nei casi di insufficienza cardiaca o di cardiopatia dilatativa). Sempre a livello antinfiammatorio si rivela di grande utilità l’utilizzo di alcune spezie (con particolare riguardo alla curcuma), perché riducono delle pericolose molecole, le prostaglandine, in grado di aumentare i processi infiammatori tanto pericolosi per l’apparato cardiovascolare e il sistema venoso.Ricordiamo infine che l’attività fisica rappresenta una “conditio sine qua non” per migliorare quasi tutti i disturbi su base circolatoria. Statisticamente infatti già dal 1952 è stato osservato un notevole rischio di problemi e di decessi legati a problemi delle coronarie tra coloro che svolgono lavori sedentari (come gli impiegati) e chi svolge invece lavori fisici (come i manovali).

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