Tag Archives: salute

News

UN NUOVO EVENTO TELEVISIVO CON VLADIMIRO COLOMBI



Giovedì 13 febbraio 2020 alle ore 10.30 Vladimiro Colombi sarà ospite di Well TV al programma televisivo “Solo benessere a 360 gradi” e parlerà di alimentazione, naturopatia,  e rimedi naturali per migliorare il proprio benessere e proteggere la nostra salute.

Il programma sarà visibile sul canale 112 e sul canale 603 del digitale terrestre oppure in streaming all’indirizzo www.welltv.eu.

Nell’arco di un’ora di intervento televisivo sarà possibile interagire e porre domande da parte del pubblico televisivo.

Si tratta di una novità assoluta: a differenza dei precedenti interventi televisivi infatti (come in quelli a Telecolor che possono essere rivisti o qui https://www.youtube.com/watch?v=waEFewPS0kk oppure qui https://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug), questa volta la puntata sarà interattiva con il pubblico televisivo.

Vi aspettiamo

Articoli correlati:

 

Read More
News

DENTI, CARIE E ALIMENTAZIONE: PRUDENZA A NATALE


Una gentile lettrice mi scrive per chiedere informazioni in merito alla prevenzione della carie dentale…….

Cara lettrice,

una recente ricerca effettuata in Messico (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28242914) ha dimostrato come alcuni alimenti potrebbero essere utili per la prevenzione dello carie negli adolescenti.

Tra le sostanze più importanti per la salute dei denti sono risultati particolarmente utili la vitamina D, il calcio e le fibre.

In tal senso il consumo di alimenti ricchi di calcio (come le verdure a foglia verde) e la vitamina D (come alcuni pesci con particolare riguardo l’olio di fegato di merluzzo), nonché nutrienti ricchi di fibre (semi oleosi e legumi) potrebbero svolgere un ruolo preventivo importantissimo con una ricaduta favorevole non solo sulla salute ma anche sul taglio dei costi economici dell famiglie che devono sostenere spese significative a livello odontoiatrico.

Un seconda ricerca ha  pervenuta alle stesse conclusioni (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27957566).

L’associazione tra alcune sostanze naturali potrebbe ridurre notevolmente il rischio di carie ai denti

Attenzione invece ai dolci…..con l’arrivo delle festività natalizie le occasioni di abusare di questi alimenti non mancano mai…… e il conto poi lo si paga a Gennaio!!! Anche in termini di peso!

Un Buon Natale a tutti!!!!

Bibliografia:

 

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

UN FUNGO PER LE MALATTIE POLMONARI?


Il fungo che conserva l’energia vitale e fa vivere a lungo protegge anche i polmoni

COS’E’ IL CORDYCEPS SINENSIS

Il cordyceps sinensis è una alimento della medicina tradizionale cinese che è stato usata per secoli in Asia come tonico per proteggere i polmoni e per il trattamento delle malattie respiratorie.

In Asia questo vegetale viene molto usato soprattutto per proteggere l’energia vitale dei reni, fondamentale, secondo il Tao di lunga vita, per vivere a lungo e in salute.

IL CORDYCEPS E LA BPCO

Uno studio si è proposto di indagare gli effetti del cordycpes sinensis sulle vie aeree nella broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e capirne i meccanismi molecolari sottostanti. Nel corso della ricerca sono stati valutati l’istopatologia tissutale delle vie aeree, l’infiammazione dei polmoni e le condizioni generali delle vie aeree.

La ricerca afferma che questo fungo potrebbe essere utile per la salute dei polmoni

Il trattamento con cordiceps sinensis ha migliorato significativamente l’ispessimento delle pareti delle vie aeree, coinvolgendo la deposizione di collagene, la fibrosi delle pareti delle vie aeree, l’ipertrofia della muscolatura liscia nonchè l’iperplasia epiteliale nei ratti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Nel corso della ricerca è stato osservato che la somministrazione di cordyceps sinensis nei ratti con BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) ha ridotto l’accumulo di cellule infiammatorie e diminuito la produzione di citochine infiammatorie (come l’Igf1, il fattore di necrosi tumorale-a, l’interleuchina-8 e il fattore di crescita trasformante (TGF) -β1).

CONCLUSIONI:

La ricerca ha dimostrato che il trattamento con cordyceps sinensis può rappresentare un approccio utile per la terapia nella

Fonte:

Exp Ther Med. 2018 Mar;15(3):2731-2738. doi: 10.3892/etm.2018.5777. Epub 2018 Jan 19.Cordyceps sinensis inhibits airway remodeling in rats with chronic obstructive pulmonary disease.Yang L, Jiao X, Wu J, Zhao J, Liu T, Xu J Ma X, Cao L, Liu L, Liu Y, Chi J, Zou M, Li S, Xu J, Dong L.

Vuoi saperne di più? Leggi anche:

Read More
News

ALGHE E DIABETE: POSSONO ESSERE UTILI?


Secondo una ricerca Malese potrebbero rappresentare un valido alimento per proteggersi contro il diabete

Con il termine di diabete mellito si fa riferimento ad un gruppo di disordini metabolici del sistema endocrino caratterizzato da alterazione della curva glicemica.

La maggioranza dei casi di diabete di tutto il mondo rientra nella categoria di diabete di tipo 2, cioè prevalentemente causato anche da una dieta non ottimale, da uno stile di vita (epigenetica) troppo sedentario, dal tabagismo, dallo stress e infine, ma non per ultimo, dall’aumento dell’obesità nella popolazione.

Tra le tante possibili strade da percorrere per la prevenzione di questa pericolosa patologia l’alimentazione sembra rivestire un ruolo cardine.

Le alghe sono ricche di fibre alimentari, acidi grassi insaturi e composti polifenolici e rappresentano un ingrediente molto comune dei piatti asiatici tra i quali anche il Giappone.

 

COSA CONTENGONO E COSA FANNO LE ALGHE

In letteratura compaiono spesso molti studi in merito alle alghe a causa delle loro potenziali attività benefiche per la salute umana, inclusa la gestione del diabete.

Tra i vari meccanismi coinvolti nella spiegazione della loro azione protettiva per la salute umana rientrerebbe anche l’effetto antinfiammatorio e la protezione delle cellule.

Nelle persone diabetiche di verifica un’iperglicemia, una condizione caratterizzata da un’eccessiva concentrazione di glucosio circolante nel sangue.

 

LE DUE FORME DI DIABETE

Due le grandi famiglie di diabete: il diabete di tipo I e il diabete di tipo II.

Nelle forme più gravi la malattia produce la disintegrazione autoimmune mediata delle cellule beta pancreatiche portando alla necessità per il soggetto coinvolto al progressivo deterioramento delle funzioni delle cellule beta del pancreas.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) calcola che con l’attuale andamento rialzista della malattia, i numeri delle persone diabetiche potrebbe salire vertiginosamente nei prossimi decenni.

I dati non sono affatto incoraggianti se si pensa che al diabete sono correlate una quantità di altre malattie potenzialmente molto gravi: ipertensione, complicanze macrovascolari e microvascolari, cecità e insufficienza renale, ictus, malattia coronarica e arteriopatia periferica.

E’ stato stimato un aumento fino a quattro volte superiore di alcune di queste malattie nei soggetti diabetici.

Vari studi hanno suggerito che un elevato apporto dietetico di frutta, cereali integrali e verdure potrebbe conferire protezione o ridurre il rischio di sviluppo di DM2 ma ulteriori ricerche hanno inserito tra gli alimenti utili per la nostra salute anche un nuovo alimento: le alghe.
Le alghe sono state tradizionalmente consumate come alimento intero prontamente disponibile soprattutto tra le comunità costiere, in particolare in Asia.

L’elevato consumo di alghe nella dieta quotidiana è stato associato a un minor rischio di malattie, come le malattie cardiovascolari e l’iperlipidemia così come il cancro al seno.

 

PERCHE’ CONSUMARE LE ALGHE

 

Le alghe sono ricche di composti bioattivi sotto forma di polifenoli, carotenoidi, vitamine, ficobiline, ficocianine e polisaccaridi e contengono una quantità notevole di minerali e di oligoelementi a fronte di basse quantità caloriche.

 

ALGHE E DIABETE

Il consumo di Ascophyllum nodosum e Fucus vesiculosus è stato associato a una migliore regolazione e sensibilità dell’insulina, misurata in soggetti umani utilizzando l’indice di Cederholm sull’ingestione di carboidrati, rispetto al placebo.

Il consumo di Undaria pinnatifida, un’alga comunemente impiegata nella cucina giapponese sembra essere legata ad una riduzione della concentrazione di glucosio dopo i pasti.

Più recentemente uno studio condotto su oltre 4000 partecipanti in Corea ha rivelato che il livello di insulina e la resistenza all’insulina erano inversamente associati all’assunzione di flavonoli e flavoni nella dieta, riducendo di conseguenza il diabete di tipo 2.

Ma le alghe contengono anche rilevanti quantità di grassi insaturi (come quelli contenuti nel nostro ottimo olio extravergine di oliva), grassi notoriamente capaci di migliorare la sensibilità all’insulina nei soggetti sani e intolleranti al glucosio.

Ma questi grassi sono anche in grado di aumentare i livelli di adiponectina, un’adipochina che favorisce la riduzione del grasso addominale e che è a sua volta associato alla riduzione del diabete di tipo 2.

 

QUALI ALGHE HANNO AZIONI PROTETTIVE

 

Alcune alghe come l’Undaria pinnatifida, l’Himanthalia elongata e la Laminaria ochroleuca, contengono una maggiore percentuale di acidi grassi insaturi (MUFA e PUFA) rispetto agli acidi grassi saturi e potrebbero pertanto essere utilissime per la prevenzione di moltissime malattie, diabete incluso.

Una dieta ricca di PUFA omega-6 ha dimostrato di migliorare la sensibilità all’insulina nei soggetti umani durante uno studio di cinque settimane.

E’ oramai ben documentato come l’integrazione di PUFA Omega-3 riduce la concentrazione di  nei pazienti colpiti da diabete.

Le alghe sembrano essere utili anche per favorire la perdita di peso grazie alla loro elevatissima concentrazione di fibre, utilissime per favorire l’aumento della sazietà post-prandiale in soggetti umani che hanno consumato alte fibre alimentari.

  • Fonti:
  1. Cefalu W.T. Pharmacotherapy for the treatment of patients with type 2 diabetes mellitus: Rationale and specific agents. Clin. Pharmacol. Ther. 2007;81:636–649. doi: 10.1038/sj.clpt.6100156. 
  2. Wild S., Roglic G., Green A., Sicree R., King H. Global prevalence of diabetes. Estimates for the year 2000 and projections for 2030. Diabetes Care. 2004;27:1047–1053. doi: 10.2337/diacare.27.5.1047.
  3. American Diabetes Association Standards for medical care in diabetes. Diabetes Care. 2008;31:S12–S54. 
  4. Beckman J.A., Creager M.A., Libby P. Diabetes and atherosclerosis: Epidemiology, pathophysiology and management. JAMA. 2002;287:2570–2581. doi: 10.1001/jama.287.19.2570. [PubMed] [Cross Ref]
  5. Booth G.L., Kapral M.K., Fung K., Tu J.V. Relation between age and cardiovascular disease in men and women with diabetes compared with non-diabetic people: A population-based retrospective cohort study. Lancet. 2006;368:29–36. doi: 10.1016/S0140-6736(06)68967-8. [PubMed] [Cross Ref]
  6. Roglic G., Unwin N., Bennett P.H., Mathers C., Tuomilehto J., Nag S., Connolly V., King H. The burden of mortality attributable to diabetes. Realistic estimates for the year 2000. Diabetes Care. 2005;28:2130–2135. doi: 10.2337/diacare.28.9.2130. [PubMed] [Cross Ref]
  7. Roglic G., Unwin N. Mortality attributable to diabetes: Estimates for the year 2010. Diabetes Res. Clin. Pract. 2009;87:15–19. doi: 10.1016/j.diabres.2009.10.006. 
  8. Zimmet P. Diabetes epidemiology as a trigger to diabetes research. Diabetologia. 1999;42:499–518. doi: 10.1007/s001250051188. 
  9. Scheen A.J., Lefebvre P.J. Insulin action in man. Diabetes Metab. 1996;22:105–11010. Aronoff S.L. Glucose metabolism and regulation: Beyond insulin and glucagon. Diabetes Spectr. 2004;17:183–189. doi: 10.2337/diaspect.17.3.183. [Cross Ref]
  10. Jurkovic N., Kolb N., Colic I. Nutritive value of marine algae Laminaria japonicaand Undaria pinnatifida. Nahrung. 1995;1:63–66. doi: 10.1002/food.19950390108. [PubMed] [Cross Ref]
  11. Urbano M.G., Goni I. Bioavailability of nutrients in rats fed on edible seaweeds, nori (Porphyra tenera) and wakame (Undaria pinnatifida) as a source of dietary fibre. Food Chem. 2002;76:281–12. doi: 10.1016/S0308-8146(01)00273-4. [Cross Ref]
  12. Kim M.J., Kim H.K. Insulinotrophic and hypolipidemic effects of Ecklonia cavain streptozotocin-induced diabetic mice. Asian Pac. J. Trop. Med. 2012;5:374–379. doi: 10.1016/S1995-7645(12)60062-5.[PubMed] [Cross Ref]
  13. Lee S.H., Min K.H., Han J.S., Lee D.H., Park D.B., Jung W.K., Park P.J., Jeon B.T., Kim S.K., Jeon Y.J. Effects of brown alga, Ecklonia cavaon glucose and lipid metabolism in C57BL/KsJ-db/db mice, a model of type 2 diabetes mellitus. Food Chem. Toxicol. 2012;50:575–582. doi: 10.1016/j.fct.2011.12.032.[PubMed] [Cross Ref]
  14. Ramana K.V., Friedrich B., Srivastava S., Bhatnagar A., Srivastava S.K. Activation of nuclear factor-κB by hyperglycemia in vascular smooth muscle cells is regulated by aldose reductase. Diabetes. 2004;53:2910–2920. doi: 10.2337/diabetes.53.11.2910. [PubMed] [Cross Ref]
  15. Obsorova I.G., Pacher P., Szabo C., Zsengeller Z., Hirooka H., Stevens M.J., Yorek M.A. Aldose reductase inhibition counteracts oxidative-nitrosative stress and poly(ADP-ribose) polymerase activation in tissue sites for diabetes complications. Diabetes. 2005;54:234–242. [PMC free article] [PubMed]
  16. Vedantham S., Ananthakrishnan R., Schmidt A.M., Ramasamy R. Aldose reductase, oxidative stress and diabetic cardiovascular complications. Cardiovasc. Hematol. Agents Med. Chem. 2012;10:234–240. doi: 10.2174/187152512802651097. [PMC free article] [PubMed] [Cross Ref]
  17. Tang J., Du Y., Petrash J.M., Sheibani N., Kern T.S. Deletion of Aldose Reductase from Mice Inhibits Diabetes-Induced Retinal Capillary Degeneration and Superoxide Generation. PLoS ONE. 2013;8:e62081. doi: 10.1371/journal.pone.0062081. [PMC free article] [PubMed] [Cross Ref]
  18. Tarantola E., Bertone V., Milanesi G., Capelli E., Ferrigno A., Neri D., Vairetti M., Barni S., Freitas I. Dipeptidylpeptidase-IV, a key enzyme for the degradation of incretins and neuropeptides: Activity and expression in the liver of lean and obese rats. Eur. J. Histochem. 2012;56:e41. doi: 10.4081/ejh.2012.e41.[PMC free article] [PubMed] [Cross Ref]
  19. Mentlein R. Mechanisms underlying the rapid degradation and elimination of the incretin hormones GLP-1 and GIP. Best Pract. Res. Clin. Endocrinol. Metab. 2009;23:443–452. doi: 10.1016/j.beem.2009.03.005. [PubMed] [Cross Ref]
  20. Garber A.J. Incretin effects on beta-cell function, replication and mass: The human perspective. Diabetes Care. 2011;34:S258–S263. doi: 10.2337/dc11-s230. [PMC free article] [PubMed] [Cross Ref]
  21. Haemmerle G., Lass A., Zimmermann R., Gorkiewicz G., Meyer C., Rozman J., Heldmaier G., Maier R., Theussl C., Eders S., et al. Defective lipolysis and altered energy metabolism in mice lacking adipose triglyceride lipase. Science. 2006;312:734–737. doi: 10.1126/science.1123965. [PubMed] [Cross Ref]
  22. Hotamisligil G.S., Arner P., Caro J.F., Atkinson R.L., Spiegelman B.M. Increased adipose tissue expression of tumor necrosis factor-α in human obesity and insulin resistance. J. Clin. Investig. 1995;95:2409–2415. doi: 10.1172/JCI117936. [PMC free article] [PubMed] [Cross Ref]
  23. Guilherme A., Virbasius J.V., Puri V., Czech M.P. Adipocyte dysfunctions linking obesity to insulin resistance and type 2 diabetes. Nat. Rev. Mol. Cell Biol. 2008;9:367–377. doi: 10.1038/nrm2391.[PMC free article] [PubMed] [Cross Ref]
Read More
News

DOMANDE RISPOSTE


 

Un lettore mi scrive per sapere se i biscotti senza latte e uova (Vegan) con zucchero d’uva sono tollerati?

Carissimo,

i biscotti da lei citati possono sicuramente rappresentare un’ottima opportunità per quei soggetti che hanno reattività infiammatoria da cibo verso gli ingredienti da lei citati (uovo e latte appunto).

Diverso il discorso però per chi ha problemi verso il frumento e i latticini, due alimenti avverso i quali molto comunemente si riscontrano problemi. In tal caso questi biscotti vanno sostituiti con altri prodotti privi di queste sostanze. Con ricadute favorevoli su una grande quantità di disturbi come herpes, candidosi vaginale, cefalea, dermatie,colite, gastrite, reflusso gastro esofageo, afte, sovrapesso e obesità…..etc..etc…

Per molte persone infatti, come ho avuto modo di spiegare più volte in precedenza, l’assunzione di glutine può essere problematica pur in assenza di una diagnosi di celiachia (http://www.vladimirocolombi.it/tag/gastrite/).

Mi preme sempre infine ricordare come in ogni caso il consumo di zuccheri sia sempre da limitare per limitare l’invecchiamewnto dei tessuti, in particolare quelli più nobili. Ma su questo non mi ripeto per non tediarla…… (http://www.vladimirocolombi.it/tag/biscotti/)

Un caro saluto

Per ulteriori approfondimenti sul tem clicca qui:

https://www.youtube.com/watch?v=f4hFYndO8iI

Read More
News

IL THE VERDE PER LA PROTEZIONE DEI VASI


Il tè verde potrebbe proteggere i tuoi vasi se sei troppo sedentario

 

 

Probabilmente non ci stancheremo mai di ripetere quanto l’attività fisica sia fondamentale per proteggere la nostra salute.

Più volte abbiamo infatti spiegato come incidano non solo a livello muscolare  e più in generale fisico ma anche a livello psicologico.

Il movimento combatte sia i disturbi venosi che la sindrome ansiosa, la sindrome ansioso-depressiva, la stanchezza e i problemi di concentrazione.

Purtroppo spesso siamo tutti costretti rimanere seduti a lungo mentre svolgiamo attività sedentarie che impediscono una regolare attività fisica giornaliera ma anche solo camminare per qualche minuto sulle scale interrompendo la sedentarietà protratta può già essere utile per non incorrere in danni nel tempo.

E’ stato anche recentemente però scoperto come l’assunzione di tè verde possa favorire la protezione dell’endotelio.  Il tè verde infatti contiene dei potenti antiossidanti in grado di prevenire la stasi linfatica. Inoltre il consumo regolare di vegetali a foglia verde e di ortaggi ricchi di nitrati (come per esempio barbabietola e rucola) può ulteriormente incrementare l’efficienza dell’apparato cardiovascolare.

Va ricordato infine che anche la curcuma grazie ad un principio attivo, la curcumina, è in grado di migliorare la funzione endoteliale al punto da essere sovrapponibile secondo alcuni dati ad un’attività fisica aerobica di un’ora al giorno.

Quindi armiamoci di scarpe da tennis (magari con bastoncini per gli amanti del Nordic Walking!) e inseriamo nella nostra alimentazione quotidiana tè verde e un maggior quantitativo di verdure a foglia verde.

 

Leggi anche:

 

http://www.vladimirocolombi.it/tag/the-verde/

 

http://www.vladimirocolombi.it/2017/05/01/te-verde-e-fibrosi-cardiaca-uno-studio/

 

https://www.scienzanatura.it/la-protezione-dagli-inquinanti-ambientali-con-i-rimedi-naturali-e-lalimentazione/

Read More
News

LA VERDURA DI STAGIONE: AD APRILE ARRIVA IL SEDANO UMILE E POTENTE


Il sedano (apium graveolens) appartiene alla famiglia delle ombrellifere ed è un vegetale particolarmente ricco di sostanze protettive per la nostra salute.

Nel sedano possiamo infatti trovare vitamine A, B e C, ma anche molti minerali come magnesio, manganese, ferro, iodio, rame, sodio, potassio, calcio, e fosforo ma anche altre sostanze protettive per la nostra salute (come colina, tirosina e acido glutammico).

Si tratta di un vegetale particolarmente interessante perché può essere usato sia per uso interno che per uso esterno. Ad uso interno può essere estremamente utile come dimagrante, antisettico, antireumatico e antimalarico. E’ inoltre un formidabile aperitivo dall’azione tonica generale e nervina che supporta le ghiandole surrenali nei momenti di stress a cui si associa un’azione rimineralizzante e rigenerante del sangue.

Il sedano vanta anche un’azione diuretica ed è un importante disintossicante.

L’utilizzo più importante del sedano per uso interno è legato probabilmente all’azione sul sistema nervoso e sull’apparato gastrointestinale in quanto è in grado di proteggere il fegato dalla ittero ed è importantissimo per migliorare la digestione nei soggetti che soffrono di digestione lenta. E’ anche un grandioso rimedio per i reumatismi e la gotta ed è un grande drenante dell’apparato urinario. Proprio per questa sua caratteristica è in grado di ridurre l’infiammazione a livello renale ed è indicatissimo in caso di litiasi urinaria. Può essere utilizzato anche per migliorare il dimagrimento e combattere l’obesità e può essere consumato sia crudo (magari associato alle mele in un’insalata) oppure inserito nelle minestre frullato o ancora centrifugato insieme al succo di carota per trattare i reumatismi (Jean Valnet).

Ad uso esterno può essere utilizzato anche come blando cicatrizzante in caso di scottature o processi infiammatori che richiedano una riepitelizzazione del derma.

Nell’ambito della medicina popolare è stato utilizzato contro i geloni. La ricetta per tale utilizzo prevede la preperazione di un decotto di gambi di sedano al dosaggio di 200 grammi per ogni litro d’acqua da far bollire per un’ora. Il decotto può anche essere utilizzato per effettuare dei pediluvi (purchè molto caldi). Sempre nell’ambito della medicina popolare è stato utilizzato per potenziare il vigore sessuale.

L’estratto di sedano può alterare la farmacocinetica del farmaco captopril quando somministrato in associazione. La combinazione potrebbe essere utile per il trattamento dell’ipertensione, poiché il sedano causa un aumento del livello plasmatico di captopril.

Una ricerca ha dimostrato come il sedano sia efficace nel ridurre i livelli di glucosio nel sangue.

Di notevole interessa poi il suo impiego nella dispepsia. Come documentato da una ricerca iraniana il sedano potrebbe essere un alleato nei soggetti con problemi gastrici.Nel corso della ricerca (randomizzata e in doppio cieco) sono stati arruolati un totale di 150 pazienti. I pazienti esaminati sono stati divisi in due tre gruppi (sedano, placebo e omeprazolo).
Dopo 4 settimane la gravità e la frequenza dei sintomi diminuiva significativamente nel gruppo che aveva utilizzato il sedano rispetto ai gruppi “omeprazolo e placebo” e continuavano a ridursi entro la fine dell’ottava settimana. Nel corso della ricerca è stato osservato come sintomi (come bruciore, dolore, sazietà precoce, pienezza, gonfiore, eruttazione e nausea), rispetto al gruppo trattato con placebo erano notevolmente diminuiti. Inoltre, il sedano è stato in grado di migliorare significativamente i sintomi, come vomito e nausea (ma non il dolore) rispetto ai soggetti trattati con omeprazolo.

La ricerca iraniana ha concluso che il sedano è più efficace dell’omeprazolo (e ovviamente del placebo) nel ridurre i sintomi nei pazienti studiati.

 

Articoli correlati:

Bibliografia:

 

Fitoterapia. 2018 Feb 26. pii: S0367-326X(18)30036-4. doi: 10.1016/j.fitote.2018.02.029. Antiadhesive hydroalcoholic extract from Apium graveolens fruits prevents bladder and kidney infection against uropathogenic E. coli.Sarshar S1, Sendker J1, Qin X2, Goycoolea FM2, Asadi Karam MR3, Habibi M3, Bouzari S3, Dobrindt U4, Hensel A5.

 Sci Pharm. 2018 Feb 16;86(1). pii: E6. doi: 10.3390/scipharm86010006.Effect of Apium graveolens Extract Administration on the Pharmacokinetics of Captopril in the Plasma of Rats.Siska S1,2, Mun Im A3, Bahtiar A4, Suyatna FD5.

 Saudi Med J. 2018 Feb;39(2):154-160. doi: 10.15537/smj.2018.2.21238.The effects of celery leaf (apium graveolens L.) treatment on blood glucose and insulin levels in elderly pre-diabetics.Yusni Y1, Zufry H, Meutia F, Sucipto KW.

 Avicenna J Phytomed. 2017 Nov-Dec;7(6):554-564.Effect of Apium graveolens and Trachyspermum copticom on clinical symptoms of patients with functional dyspepsia. Azimi M1,2, Zahedi MJ3, Mehrabani M2, Tajadini H1,4, Zolala F5, Baneshi MR5, Choopani R6, Sharififar F2, Asadipour A7, Hayatbakhsh MM3, Ahmadi B3.

Read More
News

YOGURT DI CAPRA E PECORA SI O NO?


Latticini di capra e pecora non sono alternative al normale latte vaccino ma se usati con moderazione non creano troppo disagi

 

Spesso ricevo domande in merito alla possibilità di utilizzare o meno latticini di capra o pecora se si è soggetti a intolleranza al lattosio.

Ebbene, la positività al lattosio escluderebbe l’utilizzo di questi alimenti se non in modo del tutto occasionale, ma è pur vero che è assai frequente incontrare persone che pur in presenza di questi alimenti avvertono una notevole riduzione dei propri disturbi gastrointestinali.

Succede qualcosa di simile nel caso in cui vi sia una “ipersensibilità al glutine”. Alcuni cereali come farro, segale, kamut, orzo e avena possono dare grande ristoro a chi è solito consumare notevoli quantità di frumento giornalmente, e ciò nonostante si tratti di cereali incompatibili con la senbilità al glutine.

Pertanto, la risposta alla domanda del lettore non può essere univoca, ma dipende molto dal livello di reattività che i latticini producono. Tuttavia, volendo rispondere in modo “sommario” e direi anche un po’ “forzato”, potremmo dire che un loro consumo occasionale e in quantità limitate non dovrebbe dare problemi.

Leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/vladimiro-colombi/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/28/ma-i-fermenti-latticini-servono-come-proteggersi-da-diarrea-candida-albicans-e-flatulenza/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/24/domande-e-risposte-stitichezza-e-lassativi-attenzione-ai-possibili-pericoli/

Read More
News

INFIAMMAZIONE DA CIBO E SPORT


Il consumo degli alimenti sbagliati può condizionare le performance sportive

 

 

Spesso non ci si pensa ma alimentarsi abitualmente con alimenti che non si tollerano può produrre importanti effetti negativi, anche a livello di prestazione sportiva.

Infatti la presenza di infiammazioni secondarie all’assunzione di cibi non tollerati può portare nel tempo alla riduzione delle performance sportive. Anche i processi allergici possono aggravarsi quando siamo soliti consumare alimenti che non tolleriamo.

In tal senso si ricordi che in presenza di allergie (anche comuni) uno dei farmaci più usati (e ahimé talvolta abusati) è il cortisone, la cui efficacia è assolutamente dimostrata ma la cui azione immusoppressiva e demuscolante è nota. Oltre a questa azione negativa sul muscolo il cortisone aumenta in modo considerevole la ritenzione idrica alla quale si accompagna anche una consistente perdita di potassio.

In conseguenza di ciò anche il deposito di grasso viscerale può aumentare significativamente con ricadute sfavorevoli sulla salute (non a caso l’aumento di massa grassa viscerale è legata ad uno statistico aumento di cancro, ictus e infarto).

Controllare gli alimenti mal tollerati significa ridurre o addirittura in alcuni casi eliminare l’utilizzo di un farmaco pericoloso come il cortisone e recuperare contemporaneamente benessere e performance sportiva.

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

Read More
News

NATUROPATIA, DOMANDE E RISPOSTE: COME PROTEGGERE LA PELLE SECCA


vladi-a-telecolor-1

 

Margherita mi scrive perché soffre di un problema di secchezza della pelle e vuole sapere se esistano in naturopatia dei rimedi che possano risolvere o almeno migliorare questo problema.

Cara Margherita,

è molto comune osservare problemi di questa natura in persone che seguono un’alimentazione troppo carente di grassi.

Per anni ingiustamente criminalizzati e additati come pericolosi per la nostra salute, va puntualizzato che alcuni tipi di grassi non solo non sono dannosi per la nostra salute ma perfino salutari.

Basti pensare ai ben noti omega 3 del pesce, utilissimi per aumentare la protezione del sistema cardiovascolare e del cervello.

Utilissimi poi i grassi omega 9, facilmente reperibili nell’olio extravergine di oliva ma anche nell’avocado e in alcuni altri semi oleosi.

Un’eccellente integrazione per migliorare poi l’idratazione della pelle è rappresentata dall’olio di borragine o di enotera, in gradoo di migliorare il film idrolipidico della pelle.

Normalmente utilizzato in naturopatia per le dermatiti questo grasso può essere estremamente prezioso anche per ridurre i problemi di forfora, pelle secca, dermatiti pruriginose ma anche sindrome premestruale e cefalea.

Le ricordo infine che alcuni gruppi di alimenti possono essere problematici e innescare un aggravamento di taluni problemi dermatologici e che pertanto può essere utile valutare la presenza di reattività infiammatoria da cibo.

Read More
1 2 3 4