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POTENZIA LE TUE DIFESE CONTRO L’EMICRANIA: Partenio, zenzero e ginkgo biloba possono aiutarti contro la cefalea


Quali sono i rimedi naturali per contrastare l’emicrania è più in generale la cefalea?

In naturopatia esistono alcuni rimedi in grado di attenuare sia la frequenza che la gravità dei singoli attacchi di emicrania.

 

 

Tra le piante più importanti che conosciamo va innanzitutto citato il Partenio (http://www.vladimirocolombi.it/tag/cefalea/), uno straordinario rimedio vegetale in grado non solo di interferire favorevolmente con le crisi di emicrania ma anche con la loro frequenza.

Oltre che per l’emicrania il partenio è stato studiato anche per le potenzialità contro alcune forme tumorali.

Studi in vitro hanno dimostrato come i suoi principi attivi siano particolarmente attivi contro alcuni tipi di tumore anche se purtroppo la loro biodisponibilità è molto bassa. Sono al momento allo studio sperimentazioni per capire come renderli facilmente assorbibili dal corpo umano.

Un altro rimedio importantissimo contro la cefalea è dato dallo zenzero (di cui ho avuto modo di discutere già altrove http://www.vladimirocolombi.it/2016/07/13/lo-zenzero-come-farmaco-nella-profilassi-del-dolore-e-del-cancro/).

Noto per la sua potente azione contro la nausea (azione antiemetica e digestiva) lo zenzero viene tradizionalmente utilizzato per contrastare il mal d’auto, il mal di mare, il mal d’aereo e più in generale la chinetosi. Recentemente sono comparsi anche studi in merito alla sua azione potenziale antitumorale contro i tumori al seno e alla cervice uterina ((J Agric Food Chem. 2017 Feb 23. doi: 10.1021/acs.jafc.7b00095.10-Gingerol, a Phytochemical Derivative from Tongling White Ginger, Inhibits Cervical Cancer: Insights into the Molecular Mechanism and Inhibitory Targets. Zhang F, Thakur K, Hu F, Zhang JG, Wei ZJ.) e Eur J Nutr. 2017 Feb 22. doi: 10.1007/s00394-017-1382-6 Ginger extract adjuvant to doxorubicin in mammary carcinoma: study of some molecular mechanisms. El-Ashmawy NE1, Khedr NF1, El-Bahrawy HA1, Abo Mansour HE2).

Lo zenzero ha un’azione antiinfiammatoria molto ben documentata ed è utilizzato anche per problemi infiammatori articolari. Lo zenzero ha dimostrato anche un’azione contro l’emicrania significativa ed è davvero un fitoterapico importantissimo sotto molti aspetti.

Esiste poi una pianta antiemicranica molto nota in fitoterapia, il ginko biloba. Si tratta di una pianta straordinaria della quale ho avuto modo di scrivere diverse volte in passato. Largamente impiegato per favorire la circolazione arteriosa nei soggetti anziani, il ginkgo biloba sembra essere in grado di sviluppare un’azione anti-emicranica nelle cefalee vasomotorie. Recentemente una ricerca ha dimostrato come il ginkgo biloba possa favorire l’angiogenesi dopo incidenti vascolari anche gravi (Mol Neurobiol. 2017 Feb 9. doi: 10.1007/s12035-016-0363-8.EGb761 Ameliorates Neuronal Apoptosis and Promotes Angiogenesis in Experimental Intracerebral Hemorrhage via RSK1/GSK3β Pathway.Pan C1, Liu N1, Zhang P1, Wu Q1, Deng H1, Xu F1, Lian L1, Liang Q1, Hu Y1, Zhu S2, Tang Z3.).

 

Altri riferimenti:

http://www.vladimirocolombi.it/tag/chemioterapia/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28230361

http://www.vladimirocolombi.it/tag/ginkgo-biloba/

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UN VACCINO NATURALE PER LA PROFILASSI DELL’ICTUS E LA PROTEZIONE DELLA MEMORIA


Pepe nero (Piper nigrum)

black-pepperFamiglia

Piperacee.

Principi anticancro

Piperina e lignani.
La piperina e i lignani hanno documentato una promettente attività antitumorali in modeli animali verso alcuni tumori polmonari, alcuni melanomi, e in alcuni tumori del fegato indotti da tetracloruro di carbonio.
L’azione della piperina si è rivelata particolarmente preziosa quando associata ai curcuminoidi, i principi attivi della curcuma, la cui azione antitumorale e antiinfiamatoria è stata ampiamente documentata e alla quale si rinvia.
– Toxicol Food Chem. 2008 Sep; 46 (9) :3106-10. Epub 2008 29 giu. Wattanathorn J, P Chonpathompikunlert, S Muchimapura, Priprem A, O Tankamnerdthai. Dipartimento di Fisiologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Khon Kaen, 40.002 Khon Kaen, Tailandia.

– Toxicol Food Chem. 2010 Mar; 48 (3) :798-802. Epub 23 dicembre 2009. Chonpathompikunlert P, J Wattanathorn, S Muchimapura.

– Asian J Cancer Prev Pac. ott-dic 2007; 8 (4) :623-7. Wongpa S, L Himakoun, Soontornchai S, P Temcharoen. Tossicologia programma Graduate, Facoltà di Scienze, Università Mahidol, Bangkok, Tailandia.

– J Nutr Biochem. settembre 2007, 18 (9) :615-22. Epub 2007 5 aprile.Choi BM, SM Kim, Park TK, G Li, Hong SJ, R Park, Chung HT, BR Kim. Dipartimento di Biochimica, Facoltà di Medicina, Università Wonkwang, Iksan, Chonbuk 570-

– Ci Pharmacol Pulm. 2006, 19 (2) :107-11. Epub 2005 21 giu.K Selvendiran, Prince J Singh ijeya, Sakthisekaran D. Dipartimento di Biochimica medica, il Dr. ALM Post Graduate Institute di Basic Scienze Mediche, Università di Madras, Campus Taramani, Chennai, India. selvakphd@yahoo.com

– Pharm Bull Biol. ottobre 2004; 27 (10) :1611-6.Matsuda H, Y Kawaguchi, Yamazaki M, N Hirata, di Naruto, Y Asanuma, Kaihatsu T, M Kubo.Scuola di Scienze Farmaceutiche, Università di Kinki, Higashiosaka, Osaka, Giappone.

– Metastasi Exp Clin. 2002; 19 (8) :703-8.Pradeep CR, G Kuttan.Amala Centro di ricerca sul cancro, Thrissur, Kerala, India.

– Planta Med. ottobre 1993, 59 (5) :413-7.IB Koul, Kapil A. Dipartimento di Farmacologia, Laboratorio di ricerca regionali, Jammu, in India.

– Int J Nutr Sci alimentare. settembre 2005, 56 (6) :399-414.Srinivasan K.Dipartimento di Biochimica e Nutrizione, Central Food Research Institute tecnologico, Mysore-570.013, India.

– J Med Food. aprile 2010, 13 (2) :371-81.Majdalawieh AF, Carr RI.Dipartimento di Biologia e Chimica, Facoltà delle Arti e delle Scienze, Università Americana di Sharjah, Sharjah, Emirati Arabi Uniti. amajdalawieh@aus.edu

– Molecole. 5 aprile 2010; 15 (4) :2398-404.Ee GC, CM Lim, M Rahmani, K Shaari, Bong CF.Dipartimento di Chimica, Facoltà di Scienze, Universiti Putra Malaysia, Selangor, Malesia. gwen@science.upm.edu.my

Altre proprietà

Il pepe stimola la termogenesi, favorisce l’assimilazione del cibo, ha documentato una possibile azione nei deficit cognitivi nell’anziano, è un ottimo espettorante dell’apparato respiratorio, e un eccellente stimolante gli enzimi digestivi. E’ indicato in caso di meteorismo, coliche, diarrea e disturbi dell’umore.
Il pepe nero potrebbe trovare impiego nel controllo dei processi allergici in quanto ha dimostrato una buona attività nell’inibire la produzione di istamina.
Infine, associato allo zenzero, al cumino e alla senape il pepe nero ha un’azione ipoglicemizzante provata.

Controindicazioni

Se usato ad un dosaggio superiore ai 5 mg di piperina al giorno il pepe potrebbe dare qualche problema a chi soffre di gastrite e ipertensione.

Effetti collaterali

Gastrite, ipertensione,

Come si usa

Ampiamente utilizzato nelle sue varianti (pepe nero, rosa, bianco, verde e grigio), il pepe è da sempre utilizzato per insaporire e cibi e per arricchire il gusto dei piatti ai quali si desideri dare un sapore pungente e accattivante.

Come si usa

Il frutto viene consumato fresco, essiccato, affumicato, cotto o crudo. Oltre alla sua capacità di bruciare il palato, si utilizza anche per aromatizzare, nonché per fare salse piccanti.

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LO ZENZERO COME FARMACO NELLA PROFILASSI DEL DOLORE E DEL CANCRO


ZENZERO

Famiglia

Zingiberaceae

Principi anticancro

E’ in fase di studio una nuova virtù terapeutica dello zenzero.
Di recente i ricercatori hanno cominciato a valutare le qualità di potente antiossidante dello zenzero, caratteristica questa che potrebbe conferirgli alcune proprietà antitumorali.
Esso infatti avrebbe una funzione protettiva contro i tumori del colon retto.

Altre proprietà

Nello zenzero si rintracciano oltre 160 componenti fra cui spiccano i sali minerali: calcio, ferro, potassio, magnesio, sodio, fosforo. Più importanti ancora sono alcune sostanze dotate di specifici effetti terapeutici. Per esempio il borneolo è un efficace antidolorifico, antinfiammatorio ed epatoprotettore; il cineolo, da considerare un’alternativa naturale al cortisone, ha effetti antidolorifici, antibatterici e combatte anche la pressione alta. Lo zenzero si usa sia in cucina, sia per potenziare l’effetto di varie piante medicinali con specifiche azioni terapeutiche. La forma medicinale dello zenzero è stata chiamata storicamente “Zenzero della Giamaica”; è stato classificato come uno stimolante e carminativo, e usato frequentemente per dispepsia e coliche. Era spesso utilizzato anche per dissimulare il gusto di altri medicinali. Lo zenzero è sulla lista delle sostanze “genericamente considerate salubri” della FDA Statunitense, anche se ha delle controindicazioni se utilizzata insieme ad alcuni medicinali. Lo zenzero può anche diminuire il dolore causato dall’artrite alle articolazioni, anche se gli studi sull’argomento sono incoerenti; inoltre può avere proprietà anticoagulanti, e abbassare il colesterolo, il che può renderlo utile per il trattamento di cardiopatie.

Cura per la diarrea
Le sostanze contenute nello zenzero sono attive contro una forma di diarrea che è uno dei principali fattori di mortalità infantile nelle nazioni in via di sviluppo. Lo Zingerone è probabilmente il componente attivo contro l’enterotossigenica Escherichia coli, ovvero la diarrea nella sua forma sensibile al calore e indotta da enterotossine.
Cura per la nausea
Lo zenzero, in numerosi studi, si è dimostrato efficace per il trattamento della nausea causata dal mal di mare, dalla gravidanza, e dalla chemioterapia.

Controindicazioni

Lo zenzero è sconsigliato per le persone che soffrono di calcoli biliari perché il vegetale stimola il rilascio di bile dalla cistifellea. Ci sono anche indicazioni che lo zenzero possa influenzare la pressione del sangue, la coagulazione, e il ritmo cardiaco. Si è rivelato mutageno ed abortivo, per cui è stato ritirato dal commercio come antinausea ma alle dosi di un normale utilizzo sembra un rimedio sicuro.

Effetti collaterali

Le reazioni allergiche allo zenzero in generale producono eruzioni, e, nonostante sia generalmente riconosciuto come salutare, lo zenzero può causare mal di stomaco, gonfiore, produzione di gas, specialmente se assunto sotto forma di polvere. Lo zenzero fresco, se non ben masticato, può causare blocco intestinale, e gli individui che hanno manifestato ulcere, infiammazioni all’intestino, o blocchi intestinali, potrebbero reagire malamente a quantità considerevoli di zenzero fresco. Lo zenzero può anche agire negativamente su individui soggetti calcolosi biliari. Nei soggetti che soffrono di pirosi (bruciori di stomaco) lo zenzero può risultare controindicato per la sua capacità di stimolare la secrezione gastrica.

Valore calorico

1 Cucchiaio di zenzero fresco grattugiato = 4 calorie.

Storia

Lo Zenzero viene citato in antichi testi scritti in Sanscrito ma non era ignoto neanche alle antiche civiltà classiche Elleniche e Romane,essendo giunto nel Mediterraneo attraverso gli Arabi.Era già conosciuto da Galeno che ne descrisse la radice, definendola “importata dalla Barbaria”; nel 1500 il Matthioli descrisse questa droga raccomandandola come “commendevole nei cibi e costumarsi di mangiare nei condimenti”.Ci sono una gran varietà di usi per lo zenzero, nella medicina popolare. Il tè di zenzero è un rimedio per il raffreddore. Tre o quattro foglie di basilico sacro, insieme ad un pezzetto di zenzero a stomaco vuoto, sono una cura efficace per congestione, tosse e raffreddore. Il Ginger Ale e la birra di zenzero sono stati raccomandati come “calmanti per lo stomaco” per generazioni, nelle nazioni dove tali bevande vengono prodotte, e l’acqua di zenzero era comunemente usata per evitare i crampi da calura, negli Stati Uniti. Lo zenzero è stato inoltre storicamente usato per trattare le infiammazioni.

Geografia

Lo zenzero (Zingiber officinale) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell’Estremo Oriente.
Largamente coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di rizoma carnoso e densamente ramificato, dal quale si dipartono, sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie porporine. Il frutto è una capsula divisa da setti in tre logge contenenti molti semi.
La pianta si coltiva bene anche in casa, avendo cura di procurarsi una radice fresca, preferibilmente derivata da una pianta già messa a dimora e invasando negli ultimi giorni di inverno.
Alcune scuole di pensiero raccomandano di raccogliere per ottobre-novembre ma bisogna tenere a mente il tempo balsamico per avere il massimo della concentrazione degli oli essenziali.
In campo aperto alle nostra latitudini non riesce ad attecchire, quindi è preferibile utilizzare un vaso in coccio, largo e profondo, tipicamente da 5-10 litri, ponendo questa radice al centro e in profondità e avendo cura di ricoprirla con terriccio universale.
L’innaffiatura deve essere regolare e soprattutto ogni qualvolta il panno di terra appare secco, ma evitando ristagni di acqua nel sottovaso che porterebbero all’insorgenza di fitopatologie fungine note come marciumi radicali.
Il vaso va poi esposto in zona soleggiata ma non alla luce diretta. Da evitare la concimazione chimica se si vuole utilizzare la droga come ingrediente gastronomico casalingo; in caso di crescita stentorea della parte aerea della pianta, ossia del fusto erbaceo, si può provvedere con un composto fatto in casa con terra e fondi di caffè.
Quando dal vaso emerge un tratto di tubero lignificato (nel periodo invernale) è il momento di dissotterrarlo, avendo l’accortezza di lasciarne un pezzo a disposizione da rinvasare successivamente per ottenere una nuova piantina.

Come si usa

Lo Zenzero, con il suo sapore pepato e bruciante, viene usato come condimento dei cibi, oppure candito. Viene anche utilizzato per aromatizzare i liquori.
Se lo vuoi utilizzare fresco ecco alcuni consigli/ricette:
1) Tagliarlo a dadolata minuscola ed utilizzarlo insieme a scalogno e carota per fare il soffritto per il pollo al curry.
2) tagliarlo in pezzi grossi e, assieme a del porro, farcire la pancia del branzino e farlo al forno.
3) E’ buono per condire le verdure, al posto dell’aceto grattugiato un po’ sopra.
4) Ideale per condire il pesce crudo, alla maniera tailandese. Disporre carpaccio di tonno su un piatto, cospargere di zenzero grattugiato, un paio di cucchiai di salsa di soia e, se ti piace, del peperoncino rosso fresco tagliato fine.
5) Ottimo rinfrescante per un aperitivo : prendere una caraffa, aggiungere 6 cucchiai colmi di zucchero di canna, 3 lime spremuti ( anche le bucce), un bel pezzo di zenzero grattugiato e quasi un litro di acqua frizzante. Assaggiare ed aggiustare di zucchero o lime (si può aggiungere anche una foglia di menta).

Dove si compra

Ormai facile da trovare anche nei comuni supermercati in Italia

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UN ALIMENTO POVERO PER LA PROFILASSI DEL TUMORE E DEL CANCRO: LA VERZA


vladimiro conferenza

Verza o cavolo verza (Brassica oleracea)

VERZA

Famiglia

Brassicaceae

Principi anticancro

Ricchissimi di vitamina C e di acido folico, contengono inoltre importanti quantità di potassio e di fibra. Sostanze benefiche per la prevenzione ai tumori, come sulforafano, tioossazolidoni e isotiocianati.
Numerosi studi ne hanno evidenziato potenzialità interessanti nei tumori al seno, alla prostata, nonchè nei tumori gastrici indotti da helicobacter pylori e nella prevenzione dei papillomi alla cervice uterina per inibizione di papilloma virus e nei tumori di Ehrlich.

Altre proprietà

E’ simile nei contenuti al broccolo, tuttavia il contenuto di vitamina E e di zolfo è maggiore; contiene anche un raro principio attivo che protegge le mucose digestive dalle lesioni.
La ricchezza del cavolo in zolfo, arsenico, calcio, fosforo, rame, iodio può spiegare le sue virtù digestive, rimineralizzanti e ricostituente cerebrale; 1 kg di cavolo da un apporto di 2,5 gr di fosforo.
Importanti azioni sulla flora batterica intestinale.

Controindicazioni

Controindicato per chi soffre di colon irritabile, perché eccedere con i cavoli può causare gonfiore all’addome e diarrea.
Non contiene glutine. (Dato fornito da AIC: Associazione italiana Celiachia)

Effetti collaterali

Gonfiore all’addome e diarrea.

Valore calorico

200 gr di cavolo verza contengono 44 calorie. Essendo molto sazianti sono utili in una dieta ipocalorica.

Storia

Conosciuto fin dall’antichità, il cavolo (Brassica oleracea) era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool.
Di origine antichissima, il cavolo verza è coltivato soprattutto nelle regioni centro-settentrionali d’Italia. Particolarmente diffusa è la produzione nel Canavese: a Montalto Dora in novembre si svolge una tradizione Sagra del cavolo verza.

Geografia

Il cavolo verza è una pianta annuale con radice fittonante non molto profonda, possiede fusto eretto, di lunghezza raramente superiore ai 30 centimetri e si caratterizza per avere un fusto breve a livello del terreno, con numerose foglie involucranti a formare una testa globosa e compatta. Rispetto al cavolo cappuccio ha una maggiore resistenza al freddo.
La sua coltura si estende da Nord a Sud sia in coltivazioni familiari che estensive. La pianta spontanea originale, ha dato origine a moltissime varietà tutte più o meno intensamente coltivate secondo le preferenze regionali.
Viene raccolta prima della fioritura, da ottobre a maggio.
Tutte le varietà derivano da una specie selvatica originaria delle regioni costiere del Mediterraneo e dell’Atlantico.
Viene coltivato in varie zone d’Italia il cavolo verza è coltivato soprattutto nelle regioni centro-settentrionali d’Italia. ed è un ortaggio molto conosciuto.
Stagionalità:Inverno. Viene raccolta comunque da ottobre a maggio. Le verze migliori e più tenere sono quelle che hanno subito la prima gelata.

Come si usa

In cucina è sempre meglio non sottoporre la verza a lunghe cotture: cotta brevemente a vapore, stufata dolcemente in poco olio, o meglio ancora, tagliata fine e mangiata cruda in insalata è digeribilissima, un aiuto prezioso per lo stomaco e l’intestino.
E’ perfetto nella versione cotta sottoforma di crauti.si presenta come una bella e perfetta palla di colore chiaro verde, ottimo anche nelle minestre. Sceglierlo bello compatto e sodo
Anche alcune preparazioni di sushi prevedono l’utilizzo di foglie di verza.

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UN VACCINO CONTRO I TUMORI DEL COLON RETTO, L’OBESITA’ E L’EMICRANIA? IL MATRIMONIO LEGUMI E GENETICA!


legumiIl secondo tumore più diffuso al mondo è quello del tumore al colon retto. Lo afferma il WCRF, massima autorità in tema di cancro. Questo tumore è preceduto a breve distanza solo dal tumore al polmone, che si sviluppa nell’85% circa dei casi in fumatori. Significa che solo una persona e mezza circa su dieci si ammala comunque di questo tumore non fumando, gli altri sono probabilmente legati al tabagismo e non alla genetica.

Ebbene oggi sappiamo che i legumi, se consumati almeno una volta al giorno potrebbero ridurre della metà il secondo tumore più diffuso al mondo: quello all’intestino del colon retto. Lo sapevate? In pratica non fumando e consumando legumi tutti i giorni potremmo abbattere enormemente i due tumori più diffusi al mondo!

La genetica conta ma solo fino ad un certo punto: oggi abbiamo dati scientifici che ci aiutano a sviluppare strategia per la profilassi dei tumori iniziando dalla tavola con gli alimenti. I legumi inoltre sono perfetti per combattere l’obesità (perchè le loro fibre e proteine vegetali riducono l’insulina e quindi il rischio di diabete), e funzionano come una sorta di integratore alimentare che ci aiuta a dimagrire). In Italia i più grandi consumatori di legumi sono i pugliesi, ma anche in altre regioni il loro consumo non è secondario. Se aggiungiamo poi che spesso il frumento e i latticini, così tanto consumati (e abusati) sulle nostre tavole aggravano alcune forme di obesità, di emicranie e cefalee, mentre i legumi potrebbero rappresentare degli ottimi sostitutivi. Ebbene ecco il matrimonio perfetto a tavola per tutti: verdure e legumi almeno una volta al giorno, con magari aggiunta di qualche noce per prevenire l’infarto (grazie ai suoi preziosi omega 3!). La genetica non è tutto: se iniziassimo a spiegare dalla scuola come proteggere la nostra salute partendo dagli alimenti (prima ancora che dagli integratori alimentari), a spiegare cos’è la naturopatia magari, anche il ministero della salute potrebbe spendere meno e noi vivere più in salute e più a lungo! E magari anche il Ministro all’istruzione Stefania Giannini potrebbe stringere la mano a quello della salute.

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