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NATUROPATIA E SINERGIE: INVECCHIARE MENO CON QUATTRO RIMEDI NATURALI


giovani
Spesso capita di leggere pubblicazioni scientifiche che rivelano potenziali effetti curativi di questa o quella sostanza contenuta in un estratto vegetale o in un alimento. E’ il caso della curcuma per esempio, dalla quale si estraggono i curcuminioidi, i principi attivit responsabili della riduzione dei processi infiammatori. Gli studi hanno confermato sempre più che se da un lato questi preziosi principi attivi sono purtroppo molto poco assorbiti quando assunti soli, dall’altro si osserva un aumento esponenziale della sua azione farmacologica associandoli alla piperina, il principio attivo contenuto nel pepe nero.

Situazioni analoghe si trovano studiando molti altri rimedi naturali, e grazie a questi studi si è ben compreso per quale ragione alcune molecole sintetiche identiche a quelle “originali “ naturali funzionano meno o non funzionano affatto. La vitamina C sintetica per esempio (acido ascorbico) sembra funzionare molto meno bene se dissociata dai flavonoidi, i principi attivi che si trovano nei vegetali che la contengono (come le arancie).

Uno studio ha rivelato come l’associazione di quattro sostanze naturali e molto note per le loro proprietà curative (melograno, ginkgo biloba, ficus carica e morus alba) sia in grado di moltiplicare l’azione antiossidante di ognuna di esse. In tal senso, volendo cercare una strada per trattare disturbi glicemici e sovrappeso in soggetti sofferenti di gastrite e disturbi circolatori, potremmo provare questo cocktail formidabile. Un potenziale “elisir di eterna giovinezza” in grado di rallentare pepper-mill-101099_960_720l’invecchiamento e proteggerci dai danni del tempo.

mora

Fonte: Clin Cosmet Investig Dermatol. 2015 Jul 16;8:389-96. doi: 10.2147/CCID.S80906. eCollection 2015.In vitro antioxidant, collagenase inhibition, and in vivo anti-wrinkle effects of combined formulation containing Punica granatum, Ginkgo biloba, Ficus carica, and Morus alba fruits extract. Ghimeray AK1, Jung US2, Lee HY1, Kim YH1, Ryu EK1, Chang MS1.

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Sinergie vincenti; quando gli abbinamenti fanno la differenza


pepe nero
Esistono diverse sostanze naturali in grado di produrre effetti moltiplicativi tra loro. Una delle sinergie più note è data dall’Associazione tra curcuma e pepe nero. Questo binomio permettere di rendere notevolmente assorbibili i curcuminoidi ed è in grado di aumentare fino a 2000 per cento l’azione dei principi attivi di questa preziosa spezia.

I curcuminoidi sono i principi attivi più importanti antinfiammatori contenuti nella curcuma e vantano ormai ampia pubblicazione scientifica. La curcuma infatti ha la capacità di inibire un fattore infiammatorio molto importante, il fattore NF-KB, che sembra essere determinante nello scatenamento di molti processi degenerativi. Tuttavia la curcuma ha un’azione molto limitata se assunta sola in quanto i suoi principi attivi non sono facilmente assorbibili a livello intestinale.

Per questo motivo il curry sembra avere un’azione anti-Alzheimer.

Interessante poi è l’azione dei principi attivi contenuti nel broccolo: il sulforafano è grado di ridurre notevolmente le intossicazioni conseguenti a terapie farmacologiche. Associato al pepe nero e al resveratrolo (una delle molecole più interessanti studiate negli ultimi anni per la sua azione antiossidante sulle membrane cellulari e in grado di ridurre i tempi di accorciamento  dei telomeri) aumenta la propria azione antiossidante e antiinfiammatoria, favorendo il mantenimento dell’omeostasi.curcuma

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CURCUMA ED EPILESSIA: UNO STUDIO


La curcumina potrebbe avere benefici nei malati di epilessia

 

Anni fa ebbi modo di tenere un corso di cucina vicino a dove vivo (Bergamo) insieme ad alcuni amici tra cui il dr. Carlo Tondini degli ospedali di Bergamo. Di quel corso rimane ancora oggi forse traccia su qualche giornale locale (http://www.ecodibergamo.it/stories/Enogastronomia/201106_cucina_della_salute_a_lezione_da_tondini/). Parlammo di alcuni ingredienti preziosi per la salute tra cui la curcuma di cui oggi si scopre tramite una nuova ricerca, una possibile azione contro l’epilessia.

L’epilessia è una sindrome che interessa il sistema nervoso e che trova nella farmacologia il suo principale trattamento. Nelle sue forme più gravi è possibile notare un interessamento piuttosto esteso dell’area dell’ippocampo, nella quale sembrano propagarsi le crisi. Alcune ricerche hanno evidenziato come alla persona che soffre di sindrome epilettica possa giovare oltre al trattamento farmacologico di prescrizione medica, un regime alimentare a basso contenuto di carboidrati. Gli zuccheri, nelle loro varie forme sembrano infatti aggravare sia la frequenza delle crisi che la loro gravità. Una ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28177687) ha evidenziato come una sostanza contenuta nella curcuma, la curcumina, sia in grado di proteggere i neuroni dell’ippocampo contro gli stati epilettici. La curcuma è notoriamente un antiinfiammatorio che è oramai noto al pubblico per la sua ben documentata azione protettiva dalla neurodegenerazione senile (come nel caso della demenza), e ha dimostrato una grande quantità di azioni difensive sotto molto profili (per esempio nella prevenzione delle poliposi intestinali). Un nuovo studio ha però scoperto che la curcumina, un fitochimico polifenolico estratto dalla pianta Curcuma longa, protegge le cellule neuronali contro lo stato epilettico, riducendo le crisi e la loro gravità.

Si tratta di un’ulteriore conferma relativa alle enormi proprietà medicinali di questa straordinaria spezia largamente impiegata in India (in forma di curry associata ad altri ingredienti tra cui il pepe nero, il cumino il fieno greco e altri).

 

Fonte:

Can J Physiol Pharmacol. 2016 Dec 9. doi: 10.1139/cjpp-2016-0154.Curcumin protects neuronal cells against status epilepticus-induced hippocampal damage through induction of autophagy and inhibition of necroptosis. Wang J1Liu Y2Li XH3Zeng XC4,5Li J6Zhou J7Xiao B8Hu K9.

Leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/tag/curcuma/

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UN VACCINO NATURALE PER LA PROFILASSI DELL’ICTUS E LA PROTEZIONE DELLA MEMORIA


Pepe nero (Piper nigrum)

black-pepperFamiglia

Piperacee.

Principi anticancro

Piperina e lignani.
La piperina e i lignani hanno documentato una promettente attività antitumorali in modeli animali verso alcuni tumori polmonari, alcuni melanomi, e in alcuni tumori del fegato indotti da tetracloruro di carbonio.
L’azione della piperina si è rivelata particolarmente preziosa quando associata ai curcuminoidi, i principi attivi della curcuma, la cui azione antitumorale e antiinfiamatoria è stata ampiamente documentata e alla quale si rinvia.
– Toxicol Food Chem. 2008 Sep; 46 (9) :3106-10. Epub 2008 29 giu. Wattanathorn J, P Chonpathompikunlert, S Muchimapura, Priprem A, O Tankamnerdthai. Dipartimento di Fisiologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Khon Kaen, 40.002 Khon Kaen, Tailandia.

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Altre proprietà

Il pepe stimola la termogenesi, favorisce l’assimilazione del cibo, ha documentato una possibile azione nei deficit cognitivi nell’anziano, è un ottimo espettorante dell’apparato respiratorio, e un eccellente stimolante gli enzimi digestivi. E’ indicato in caso di meteorismo, coliche, diarrea e disturbi dell’umore.
Il pepe nero potrebbe trovare impiego nel controllo dei processi allergici in quanto ha dimostrato una buona attività nell’inibire la produzione di istamina.
Infine, associato allo zenzero, al cumino e alla senape il pepe nero ha un’azione ipoglicemizzante provata.

Controindicazioni

Se usato ad un dosaggio superiore ai 5 mg di piperina al giorno il pepe potrebbe dare qualche problema a chi soffre di gastrite e ipertensione.

Effetti collaterali

Gastrite, ipertensione,

Come si usa

Ampiamente utilizzato nelle sue varianti (pepe nero, rosa, bianco, verde e grigio), il pepe è da sempre utilizzato per insaporire e cibi e per arricchire il gusto dei piatti ai quali si desideri dare un sapore pungente e accattivante.

Come si usa

Il frutto viene consumato fresco, essiccato, affumicato, cotto o crudo. Oltre alla sua capacità di bruciare il palato, si utilizza anche per aromatizzare, nonché per fare salse piccanti.

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