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La relazione tra intestino e malattie neurologiche


Un riassunto di innumerevoli pubblicazioni conferma  la relazione tra equilibrio intestinale e alcune malattie del sistema nervoso

 

 

 

Sembra davvero incredibile pensarlo, ma solo quasi la metà delle cellule e l’1% dei nostri geni sono umani, il resto di noi è composto da microbi (prevalentemente batteri), funghi e virus. Questi microrganismi formano insieme il microbiota umano, la cui gran parte si trova nell’intestino.

Nel corso degli ultimi decenni la ricerca ha permesso a questi microbi di essere identificati e studiati. Sempre più studi hanno mostrato come esista un’interazione tra il microbiota e la salute del sistema nervoso. Molte ricerche hanno infatti confermato la relazione tra una buona eubiosi intestinali e salute del sistema nervoso.Tra le malattie neurologiche più sospettate di essere correlate all’equilibrio della flora batterica intestinale sono state elencate sia malattie autoimmuni che neurodegenerative, tra cui la  sclerosi multipla, la neuromielite ottica, il Parkinson, l’Alzheimer, la corea di Huntington e la sclerosi laterale amiotrofica.

E’ comparso da poco tempo una rewiew in pubmed (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28220542) che ha sintetizzato una significativa quantità di letteratura medico-scientifica in grado di supportare la necessità di indagare ulteriormente in questa direzione. Ad oggi, a fronte di molte malattie neurodegenerative, esistono pochi strumenti per contenerne la progressione, e pensare di sviluppare la ricerca escludendo lo studio dell’intestino, appare sempre più miope e di breve respiro a quanto emerge da questi dati.

Forse, associando a questi nuovi studi una integrazione con un rimedio micoterapico (come l’hericium, che come sappiamo potrebbe rappresentare un valido supporto per la “manutenzione” del sistema nervoso).

 

Fonte:

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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LE VITAMINE DEL GRUPPO B PER L’ANSIA, I TUMORI, IL SOVRAPPESO, LA MEMORIA E IL DISTURBO IL DEPRESSIVO


Un crescente numero di evidenze scientifiche ci conferma le potenzialità che le vitamine del gruppo B posso vantare per tutelare la salute umana.
Recentemente infatti sono emerse correlazioni tra la carenza di queste preziosissime vitamine e il decorso della malattie di Alzheimer.
Il controllo dell’omocisteina è sempre più correlato con tale invalidante malattia, mentre l’alimentazione tipica di un italiano si avvia in modo sempre più drammatico ad una carenza di tali sostanze. Nel mese di gennaio 2012 è stata ancora correlata la carenza di vitamine B con il morbo di Parkinson, e altri studi subito pregressi hanno dimostrato altre notevoli possibile correlazioni con altre malattie (spina bifida per i folati, ma anche azione antiossidante sull’organismo, incremento delle capacità cognitive…etc..etc..).
La vitamina B6 peraltro ha interessanti azioni nell’artrite reumatoide, che al momento sono ancora allo studio, ma il suo ambito di intervento può essere di gran lunga più ampio (pancreatiti, edema, etilismo, neuropatie diabetiche, sovrappeso e obesità, stress e tumori).

La domanda pertanto che dovremmo porci è la seguente: per quale motivo l’alimentazione attuale non è più in grado di fornire le adeguate protezioni da malattie degenerative?
Una delle risposte più accreditate sarebbe proprio nella scarsa qualità del cibo ingerito. Vediamo sempre più spesso un numero crescente di persone alimentarsi in modo inadeguato, a causa della superraffinazione dei cibi e dei cereali in particolare.legumi
Vediamo pertanto le azioni di alcune vitamine del gruppo B, e soprattutto le loro fonti alimentari, ricordando però che può essere non sempre opportuno integrarle singolarmente, dato che la loro azione si sviluppa sinergicamente.
vitamina B1: stanchezza e appetito
vitamina B2: bruciori e prurito
vitamina B3: funzionamento intestinale.
vitamina B5: nello stress e nelle cefalee.
vitamina B6: grande protettore epatico dall’intensa azione ansiolitica.
Vitamina B8: il protettore dei capelli;
Vitamina B9: l’amico delle gravidanze
Vitamina B12: l’alleato naturale in caso di nevriti.
Vediamo ora le fonti principali:
VIT.B1:Fonti: Lievito di birra, germe di grano, fagioli scuri, noci brasiliane, crusca di riso, avena.
VIT. B2: Fonti: avena.
VIT.B3:Arachidi, pollo, salmone, fegato di manzo, lievito di birra, semi di girasole,tonno,maiale,tacchino, pesce spada, vitello.
VIT.B5 Lievito di birra, fegato di vitello, rognone di vitello, arachidi, funghi, piselli.
VIT.B6(castagna,lievito di birra,semi di girasole,germe di grano, tonno, fegato di vitello, fagioli di soia, salmone, avena.
VITB9:lievito di birra, riso integrale, farina di soia,germe di grano,fegato di vitello e di agnello.
VIT.B12: fegato di agnello,conchiglie,fegato di vitello,rognone d vitello,ostriche,sardine,cuore di vitello.

Ragionare per esempio intermini di alimentazione più integrale, biologica laddove possibile, masticando magari con calma il cibo, e non discriminare cibi che tutto possono farci tranne che male (povere uova, ingiustamente accusate di poter aumentare il colesterolo!!!) ci aiuterebbe forse a recuperare un rapporto più sano e intelligente con la nostra alimentazione e il nostro corpo.

Fonti

Fonti:
1) Neurodegener Dis. 2012 Jan 17. Effects of Exercise and B Vitamins on Homocysteine and Glutathione in Parkinson’s Disease: A Randomized Trial.
Difrancisco-Donoghue J, Lamberg EM, Rabin E, Elokda A, Fazzini E, Werner WG.

2) J Lab Physicians. 2011 Jul;3(2):113-5.Unusual cause of childhood anemia: imerslund grasbeck syndrome. Laxminarayana KP, Yeshvanth SK, Shetty JK, Permi HS, Rao C.

3) JPEN J Parenter Enteral Nutr. 2006 Mar-Apr;30(2):108-14. Antioxidant supplementation with or without B-group vitamins after acute ischemic stroke: a randomized controlled trial. Ullegaddi R, Powers HJ, Gariballa SE.

4) Eur J Nutr. 2005 Mar;44(3):183-92. Epub 2004 May 19.Effect of multivitamin supplementation on the homocysteine and methylmalonic acid blood concentrations in women over the age of 60 years.Wolters M, Hermann S, Hahn A.Nutrition Physiology & Human Nutrition Unit, Institute of Food Science Centre of Applied Chemistry University of Hanover, Wunstorfer Str. 14, 30453, Hannover, Germany. maike.wolters@lw.uni-hannover.de

5) Prev Med. 2005 Jul;41(1):253-9. Epub 2005 Jan 6.Cognitive performance in relation to vitamin status in healthy elderly German women-the effect of 6-month multivitamin supplementation. Wolters M, Hickstein M, Flintermann A, Tewes U, Hahn A.

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LE TEORIE DEL DR. RYKE GEERD HAMER NELLA CURA DEI TUMORI (LEUCEMIE INCLUSE)


 

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L’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha da decenni ribadito l’importanza di riconoscere e promuovere le terapie naturali per migliorare il benessere dei cittadini e ridurre il rischio di patologie cronico degenerative (tra cui Parkinson, malattia di Alzheimer, tumori e leucemie incluse).

Negli ultimi giorni la cronaca ha purtroppo offerto spunti di riflessione a chi come me, opera nel settore del benessere e della naturopatia.

Promuovere il benessere non significa “credere ciecamente” e incondizionatamente nelle “miracolose” opportunità che i rimedi naturali e la mente (come nel caso delle teorie di Ryke Geerd Hamer) possano offrire al punto da rinunciare alle terapie farmacologiche.

Nel caso di cronaca è stata indagata una dottoressa (medico) per aver indotto una sua paziente oncologica a rinunciare alle terapie convenzionali in favore di quelle naturali.

Corre tuttavia l’obbligo di chiarire come purtroppo venga travisato il significato di “terapie naturali” e soprattutto il loro utilizzo. L’idea stessa di “alternativo” si scontra con il buon senso e con lo scopo ultimo che esse si pongono, e cioè quello aiutare a recuperare equilibrio, energia in associazione alle terapie convenzionali e mai in loro sostituzione.

In alcuni casi è possibile perfino potenziare alcune terapie farmacologiche abbinando ad un farmaco con questa o quella sostanza naturale, come nel caso della curcuma in alcune chemioterapie. Ma tutto ciò va valutato singolarmente di concerto con il medico che segue il paziente e rigorosamente supervisionato dalle figure professionali competenti.

Si è persa ancora una volta una buona occasione per integrare le competenze, ma soprattutto si è spenta una vita a causa di una evidente travisata interpretazione delle teorie del dr. Ryke Geerd Hamer.

 

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ZUCCHERO, PARKINSON E PERSONE FAMOSE


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Le terribili immagini di Michael J Fox apparse recentemente dalle quali si evidenzia in tutta la sua forza la malattia da cui è stato colpito, ci ricordano ancora una volta come la salute e il benessere perduti siano forse il bene più prezioso.

Da qualche mese è stato indagato un gene (Park 1) che pare essere coinvolto nella genesi della malattia di Parkinson. Ebbene questo gene potrebbe essere “acceso” proprio grazie ad un’assunzione eccessiva di carboidrati.

Gli zuccheri sembrano essere sempre “alla ribalta” in ogni sciagura: il morbo di Alzheimer sembra colpire con particolare insistenza, tra l’altro, chi si alimenta con troppi dolci o si trova in condizioni di resistenza insulinica importante. Lo stesso dicasi per alcune malattie autoimmuni e vascolari.

Ridurne l’assunzione e imparare a gestirli in modo intelligente nella nostra alimentazione potrebbe rappresentare un’economica e potente pratica quotidiana in grado di allontanare pericolose malattie degenerative.zucchero

 

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