Tag Archives: omega 3

News

L’OLIO DI LINO COME POTENTE ED ECONOMICO INTEGRATORE DI OMEGA 3 E LIGNANI


Eccellente, economico, forte e genuino, è un potente e formidabile rimedio che enfatizza la protezione di cuore e cervello

 

Nell’olio di semi di lino ci sono sostanze altamente protettive della nostra salute che costano poco e sono estremamente potenti.

I semi di lino sono tra le sostanze naturali più economiche e più interessanti per la prevenzione delle malattie e la salvaguardia della nostra salute. Gli Omega 3, i grassi noti per la loro azione protettiva dell’apparato cardiovascolare e del sistema nervoso, sono contenuti in quantità importanti nei pesci ma si trovano anche nell’ olio di semi di lino che, a differenza del pesce, non contengono sostanze tossiche (come il mercurio e altri metalli pesanti).

Questi semi inoltre riforniscono il corpo umano di alcuni nutrienti molto importanti in grado di abbassare il colesterolo e ridurre l’incidenza di malattie cardiache.

 

  • Alcuni tipi di tumori (come quello del seno, del colon e della prostata) pare siano statisticamente meno presenti nei soggetti che sono soliti consumare una piccola quantità di semi di lino con regolarità.

 

  • Questi semi contengono sostanze protettive denominate lignani che si sono dimostrate particolarmente attive nel ridurre anche i sintomi legati alla sindrome premestruale. Sempre ai lignani sarebbero poi da ricondurre la riduzione dei sintomi riconducibili alla menopausa.

 

  • Ricercatori dell’Università di Toronto in Canada hanno esaminato diversi tipi di cibo per capire da dove fosse possibile ottenere la miglior qualità e concentrazione di lignani.

 

  • Nello studio vennero esaminati 68 alimenti e scoprirono che i semi di lino contengono lignani da 75 a 800 volte in più di qualsiasi altro cibo. Si tratta di un alimento salubre e appunto economicissimo, in grado di proteggere la salute spendendo pochissimo. Unica precazione da prendere è forse quella di polverizzarli immediatamente prima dell’assunzione per assicurarsi un ottimale assorbimento dei suoi principi attivi.

 

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

Read More
News

NATUROPATIA, DOMANDE E RISPOSTE: COME PROTEGGERE LA PELLE SECCA


vladi-a-telecolor-1

 

Margherita mi scrive perché soffre di un problema di secchezza della pelle e vuole sapere se esistano in naturopatia dei rimedi che possano risolvere o almeno migliorare questo problema.

Cara Margherita,

è molto comune osservare problemi di questa natura in persone che seguono un’alimentazione troppo carente di grassi.

Per anni ingiustamente criminalizzati e additati come pericolosi per la nostra salute, va puntualizzato che alcuni tipi di grassi non solo non sono dannosi per la nostra salute ma perfino salutari.

Basti pensare ai ben noti omega 3 del pesce, utilissimi per aumentare la protezione del sistema cardiovascolare e del cervello.

Utilissimi poi i grassi omega 9, facilmente reperibili nell’olio extravergine di oliva ma anche nell’avocado e in alcuni altri semi oleosi.

Un’eccellente integrazione per migliorare poi l’idratazione della pelle è rappresentata dall’olio di borragine o di enotera, in gradoo di migliorare il film idrolipidico della pelle.

Normalmente utilizzato in naturopatia per le dermatiti questo grasso può essere estremamente prezioso anche per ridurre i problemi di forfora, pelle secca, dermatiti pruriginose ma anche sindrome premestruale e cefalea.

Le ricordo infine che alcuni gruppi di alimenti possono essere problematici e innescare un aggravamento di taluni problemi dermatologici e che pertanto può essere utile valutare la presenza di reattività infiammatoria da cibo.

Read More
News

I GRASSI OMEGA 3


L’importanza dei grassi omega 3 è ormai molto nota alla maggioranza delle persone che amano prendersi cura della propria salute prevenendo in modo naturale malattie cronico degenerative.

Gli omega-3 si dividono in due categorie: EPA e DHA, e hanno azioni molto rilevanti ai fini anche in ambito immunologico nei problemi allergici. Essi favoriscono la prevenzione delle alterazioni del metabolismo lipidico (quindi riducono i trigliceridi e il colesterolo) e sono in grado di modulare la risposta infiammatoria proteggendo il corpo umano dai processi degenerativi.

Gli omega 3 riducono inoltre i problemi di depressione post partum e sono importantissimi per la protezione del cervello. Se assunti nei primi tre mesi di gravidanza (e fino ai primi mesi di allattamento) sono importantissimi per la strutturazione del cervello del feto.

Nell’adulto sono noti per la protezione del cuore.

Tra le font di omega 3 migliori troviamo le acciughe e le sardine. Pertanto varrebbe la pena integrare questi alimenti almeno due o tre volte la settimana per chi ha familiarità con problemi cardiaci.

Ultima annotazione: va ricordato che questi pesci salutari sono spesso conservati sotto sale e che pertanto devono essere consumati con cautela nei soggetti ipertesi.

Read More
News

DIMAGRIRE MANGIANDO


E’ possibile dimagrire mangiando e senza contare le calorie

Oggi abbiamo intervistato Vladimiro Colombi, un noto naturopata che ha iniziato da anni a coniugare le più importanti scoperte scientifiche in tema di alimentazione naturale all’utilizzo di noti e comuni rimedi naturali (come estratti vegetali e gemme di piante, oligoelementi e estratti vitaminici) senza pesare gli alimenti e senza contare calorie.

 

La “non dieta” è uno dei suoi più importanti e innovativi approcci alimentari che hanno cambiato la visione della naturopatia.

 

Buongiorno Vladimiro. Ci può spiegare perché è solito affermare che per poter dimagrire occorre mangiare e non tagliare le calorie?

 

Quasi tutti noi quando abbiamo provato ad applicare i classici principi della dieta ipocalorica. Si perde peso all’inizio ma poi non appena si cessa con i sacrifici si recuperano tutti i chili con gli interessi.

Tutto questo dipende dalla “paura di morire di fame” che i nostri geni ancora conservano dentro se stessi.

Quando mangiamo meno è un po’ come se si il nostro corpo in qualche modo si “spaventasse”  e si difendesse dal taglio calorico rallentando il metabolismo per bruciare meno grassi e conservare delle scorte preziose.

 

Ma com’è possibile che ciò avvenga?

 

Quello che accade è che in parole semplici nel momento in cui tagliamo le calorie confermiamo al nostro cervello che la sua paura di morire di fame è motivata da un reale rischio (il taglio calorico) e a questo punto il corpo prende provvedimenti riducendo il metabolismo.

 

 

Lei invece sostiene che occorra non ridurra le calorie, non pesare gli alimenti e non privarsi del cibo per poter perdere peso. Sembra impossibile che mangiando sia possibile dimagrire…..

 

Capisco possa sembrare paradossale, ma la verità è proprio questa. Più di vent’anni fa Jeffrey Friedman, un’importante ricercatore americano, ha scoperto l’esistenza di una molecola, la leptina, che regola il senso di fame e sazietà e che regola le riserve di grasso di muscolo nel corpo. Se vogliamo restare magri dobbiamo produrre una giusta quantità di leptina. E per farlo occorre stare lontani dalle diete “tutto e subito”. Per rimodellare il corpo in modo intelligente occorre dare tempo al nostro metabolismo. Ne ho avuto modo di parlare in un articolo precedente (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/19/naturopatia-e-rimedi-immediati-per-sovrappeso-gonfiori-addominali-e-cistite/).

 

Oltre alla leptina esistono altre cause che possono bloccare un dimagrimento?

 

Certo. I capitoli importanti su cui dobbiamo lavorare se vogliamo perdere peso in maniera definitiva sono sostanzialmente tre: il controllo della leptina, il controllo dei processi infiammatori e il controllo dell’insulina.

 

Cosa intende per processi infiammatori? E cosa intende quando parla di infiammazione?

 

Lei ha presente cosa accade al nostro corpo quando subiamo un trauma? Poniamo il caso che mentre sta attaccando un quadro a casa sua si dia per errore una martellata su un dito. Non è forse vero che il dito si gonfia? Questo accade perché si produce un’edema, cioè della ritenzione idrica che è una risposta infiammatoria al trauma. Si tratta di un normale meccanismo di difesa dell’organismo da un pericolo. Per fare un esempio banale pensi ad un pompiere che spegne l’incendio. L’acqua (l’edema, la ritenzione idrica) serve per spegnere l’incendio, cioè l’infiammazione che il trauma ha prodotto. Ebbene la stessa cosa succede nel nostro corpo quando consumiamo molti alimenti che producono una reazione infiammatoria. Il nostro organismo è in grado di difendersi molto bene dall’infiammazione (così come dalla paura di morire di fame) e lo fa trattenendo grassi e liquidi. Se vogliamo restare magri dobbiamo tenere sotto controllo l’infiammazione e allo stesso tempo dobbiamo produrre le giuste quantità di leptina.

 

Lei ha parlato anche però di un terzo grande capitolo: l’insulina……

 

Tutti sappiamo che quando mangiamo zuccheri o dolci ingrassiamo tutti. Bene, questo accade perché nel nostro corpo ad ogni innalzamento di zuccheri nel sangue corrisponde una produzione importante di un ormone che scorta lo zucchero tramutandolo in grasso: l’insulina.

Un po’ come facciamo noi quando improvvisamente ci ritroviamo con del denaro in mano che non ci serve immediatamente (perché abbiamo guadagnato a causa di un lavoro inaspettato oppure ci arriva un eredità o ancora perché qualcuno ci regala delle somme non attese). Se tutto quel denaro non ci serve in quel preciso momento lo mettiamo da parte per momenti peggiori così ci garantiamo la sopravvivenza in caso di carestia. Il corpo fa esattamente la stessa cosa con il grasso. Noi lo detestiamo ma per il nostro corpo la massa grassa rappresenta una riserva di energia non spesa che gli garantisce la sopravvivenza in caso di carestia. Non dimentichi che siamo evoluti nel corso di milioni di anni in carenza di cibo ed è normale che il nostro organismo tenda a fare scorta di grasso per difendersi da un ipotetico ed eventuale “rischio di morire di fame”. Nel corso di alcuni interventi televisivi a Telecolor con Micol Baronio ho avuto il piacere di spiegare dettagliatamente come funziona l’insulina (clicca qui

Ma anche il alcuni articoli che ho pubblicato in passato sul mio sito internet ho citato alcuni rimedi vegetali utili alla prevenzione della resistenza insulinica (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/01/30/il-poterium-spinosum-e-la-berberina-linsulina-vegetale/ e qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/16/nutrizione-e-obesita-proteggere-il-pancreas-lintestino-e-lo-stomaco-con-i-rimedi-naturali/)

 

Da come descrive il nostro corpo si direbbe che sia costantemente preoccupato dalla paura di restare senza cibo….una antica macchina rimasta ferma a milioni di anni fa….eppure siamo evoluti nel corso degli ultimi migliaia di anni….come spiega questa apparente contraddizione?

 

È esattamente così infatti. Nel corso degli ultimi 790.000 anni di evoluzione umana abbiamo sempre avuto questo problema. Abbiamo imparato ad organizzarci ed a difenderci da questo rischio trattenendo liquidi e grassi per diluire l’infiammazione, per abbassare la glicemia e per fare scorta di grasso per i periodi meno fortunati in termini di abbondanza di cibo. Il cervello è evoluto da un lato, ma i nostri geni e il nostro metabolismo sono fermi all’età paleolitica.

 

Esistono delle sostanze naturali che possono essere favorire il dimagrimento?

 

Certamente sì. In generale tutti gli estratti vegetali ad azione antinfiammatoria possono essere estremamente utili ma occorre sempre individuare la sostanza più adatta alle caratteristiche individuali.

 

Un po’ come cucire un abito su misura….

 

Proprio così: se compro un abito pronto devo sperare che mi vada bene ma se lo faccio preparare da un sarto prendendo le misure precise, le possibilità che l’abito sia perfetto sono molto più alte. Quando scelgo un integratore alimentare o voglio usare un estratto vegetale devo cercarne uno che sia molto vicino alle mie caratteristiche personali…..

 

Ci può fare un esempio?

 

Poniamo il caso che lei abbia entrambi i genitori che si sono ammalati di cuore, magari uno con una cardiopatia dilatativa è un altro con una coronaropatia. Esistono molti rimedi naturali che possono aiutarla a perdere peso ma ci sono sicuramente alcune sostanze naturali che sono molto indicate per favorire la protezione cardiaca. Un esempio è dato dal magnesio, dal ribosio, dalla carnitina e dal coenzima Q10. Ma tra queste quattro una sola e utile per perdere peso: la carnitina.

 

Quali sono i vantaggi dell’approccio naturopatico che lei propone?

 

Esistono molti vantaggi ma sicuramente il più importante è quello relativo alla prevenzione. Sappiamo tutti che prevenire è meglio che curare ma è fondamentale intervenire prima che esista un danno all’organo o ad un tessuto. Perché questo possa accadere occorre studiare le caratteristiche individuali di una persona… solo dopo si procede con i suggerimenti più idonei…

 

La naturopatia può “curare” tutto?

 

Assolutamente no. La domanda è innanzitutto posta in termini sbagliati e apre la strada ad un terribile equivoco. La naturopatia non ha come obiettivo quello di curare una malattia. Questo semmai compete al medico che, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello legale, ha le competenze e la responsabilità della cura di una malattia.

Al naturopata invece interessa studiare una persona sana prima che si ammali e per farlo occorre guardare alle familiarità, allo stile di vita, all’alimentazione individuale nonché alla quantità ed alla qualità di sport praticato. Solo dopo è possibile elaborare una sorta di programma individualizzato volto alla prevenzione delle malattie e soprattutto al mantenimento della salute nonché alla promozione del massimo benessere personale perseguibile.

 

Massimo benessere personale insomma e non cura della malattia…..

 

Esattamente! Sì immagini un’automobile che funziona bene ma non riesce a esprimere il massimo del suo potenziale perchè magari non raggiunge la velocità ottimale oppure non consuma come dovrebbe a causa di un piccolo problema all’alimentazione del motore….Ecco, il naturopata è un po’ “l’ottimizzatore” che aiuta il motore ad esprimere il suo massimo potenziale! Esiste una enorme differenza tra non essere malato ed essere nelle migliori condizioni fisiche possibili. Noi naturopati ci occupiamo di questo: studiamo le peculiarità di una persona e cerchiamo di rendere la sua vita quanto più ricca di benessere ed energia possibile….

 

La ringrazio per queste intervista che non solo ci ha permesso in cosa consista concretamente il suo lavoro ma ha anche chiarito molti punti e molti equivoci frequenti.

Grazie a voi…. un caro saluto a tutti…….

Per appuntamenti:

http://www.vladimirocolombi.it/contatti/

Milano
Via Ponte Seveso 26,
Telefono > 02.6701914
Orario > dal Lunedi al Venerdì : 9.00 / 12.30 – 14.00 / 19.00.
Sabato : 9.00 / 16.00.
Bergamo
Leda Clinic s.r.l. – Via Borgo Palazzo, 116
Telefono > 035.249686
Fax > 035.242800.
Orario > dal Lunedi al Venerdì : 9.00 / 12.30 – 14.30 / 19.00.
Sabato : 9.00 / 12.30.

Per appuntamenti sulle zone di Brescia,
Mantova
e Lago di Garda
contattare il numero: 3289229129

Altri articoli correlati:

http://www.vladimirocolombi.it/2016/10/17/i-rimedi-naturali-contro-lobesita-2/

https://www.facebook.com/vladimiro.colombi

https://www.facebook.com/Farmacia-SantElena-647375808631697/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/30/dal-rosmarino-un-potente-alleato-contro-il-diabete-e-il-colesterolo/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/15/aromaterapia-in-cucina-ovvero-come-trasformare-il-cibo-in-farmaco-preventivo/

http://www.ecodibergamo.it/planner/dettaglio/dimagrire-mangiando_1026215_832/

 

 

 

 

 

Read More
News

PROTEGGI I TUOI RENI CON QUESTI RIMEDI NATURALI


La naturopatia potrebbe essere utile nella malattia renale cronica: uno studio lo conferma

 

L’assunzione di curcuma, catechine, proantocianidine e omega 3 possono proteggere i reni. Lo confermano un gruppo di ricercatori (Guerrero-Wyss M, Montiel P J, Jara L , Moris U , Mosquera B M.) che hanno utilizzato queste quattro sostanze naturali nella malattia renale cronica.

La malattia renale cronica è caratterizzata da diminuita velocità di filtrazione glomerulare (GFR) e / o dalla presenza di un danno renale.

Il trattamento delle fasi più avanzate della malattia renale cronica è la dialisi.

Questo trattamento risulta essere oltre che costoso (negli Stati Uniti può raggiungere i 900 dollari a persona) anche la principale causa di ricovero per la cura della nefropatia diabetica.

Proprio la scarsità di terapie soddisfacnti nel lungo termine induce alla ricerca di nuove possibili terapie per il trattamento della malattia renale cronica o, meglio ancora, alla necessità di studiare possibili rimedi naturali per la prevenzione di danni renali.

Una ricerca effettuata nel mese di ottobre 2015 ha dimostrato il ruolo fondamentale della curcuma e di altre sostanze naturali (proantocianidine, catechine e omega-3) nell’ambito sia della prevenzione che del supporto di malattia che comportino danni permanenti o cronici ai reni.

Bibliografia:

Nutr Hosp. 2015 Oct 1;32(4):1825-9. doi: 10.3305/nh.2015.32.4.9504.[CHRONIC KIDNEY DISEASE AND ITS RELATIONSHIP WITH INTAKE OF TURMERIC, CATECHINS, PROANTHOCYANIDINS AND OMEGA-3]. Guerrero-Wyss M1, Montiel P J2, Jara L L2, Moris U G2, Mosquera B M2.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26545557

Read More
News

DOMANDE E RISPOSTE Carne e pesce hanno le stesse proteine?


 

 

 

carnefish-968830_960_720

Francesca mi scrive perché vorrebbe sapere se carne rossa e pesce sono intercambiabili tra loro.

 

 

Cara Francesca,

entrambi gli alimenti citati sono ricchi di proteine, ma il pesce contiene i ben noti grassi omega 3 tanto decantati per la loro capacità di proteggerci dalle malattie cardiovascolari.

Numerose ricerche hanno evidenziato come un adeguato apporto di omega 3 sia importante per favorire la protezione del sistema cardiovascolare e nervoso.

Il cervello in particolar modo, è costituito per buona parte da grassi, e richiede una ingente quantità di un grasso omega 3, il DHA, preziosissimo per la memoria e la riduzione dei processi infiammatori.

Prediliga pesci di piccola taglia e possibilmente provenienti da mari freddi (come sardine, acciughe, sgombri) per garantisi un adeguato rifornimento di grassi omega 3.

La carne rossa può essere certamente sostituita da quella bianca o da altre fonti proteiche sia animali (come le uova) che vegetali (come i semi di lino o di chia).

 

 

 

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

Read More
News

DOMANDE E RISPOSTE Carne e pesce hanno le stesse proteine?


Francesca mi scrive perché vorrebbe sapere se carne rossa e pesce sono intercambiabili tra loro.

 

 

vladi-a-telecolor

Cara Francesca,

entrambi gli alimenti citati sono ricchi di proteine, ma il pesce contiene i ben noti grassi omega 3 tanto decantati per la loro capacità di proteggerci dalle malattie cardiovascolari.

Numerose ricerche hanno evidenziato come un adeguato apporto di omega 3 sia importante per favorire la protezione del sistema cardiovascolare e nervoso.

Il cervello in particolar modo, è costituito per buona parte da grassi, e richiede una ingente quantità di un grasso omega 3, il DHA, preziosissimo per la memoria e la riduzione dei processi infiammatori.

Prediliga pesci di piccola taglia e possibilmente provenienti da mari freddi (come sardine, acciughe, sgombri) per garantisi un adeguato rifornimento di grassi omega 3.

La carne rossa può essere certamente sostituita da quella bianca o da altre fonti proteiche sia animali (come le uova) che vegetali (come i semi di lino o di chia).

 

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

Read More
News

I rimedi naturali per le vene e il cuore


Circulatory_System_it.svg

 

Alla base di molti comuni disturbi e di alcuni gravi scompensi che possono concorrere nello sviluppare patologie gravi esistono spesso stili di vita completamente sbagliati. Non ce ne rendiamo conto forse ma quasi tutti i giorni assumiamo più volte nel corso della giornata gli stessi alimenti: frumento, lieviti, latticini, nickel, grassi idrogenati e salicilati, sono tutte sostanze che comunemente consumiamo in quantità elevatissima. Solo riducendo l’apporto di sale giornaliero (per esempio mangiando meno pane) potremmo produrre un effetto preventivo del rischio di problemi vascolari, insufficienza cardiaca, ictus, infarto e di alcuni tipi di tumori (con particolare riguardo al tumore dello stomaco). Il pane e i biscotti della prima colazione (quasi sempre presenti dell’alimentazione tipica italiana) apportano mediamente tra il 30% e il 50% del sale giornaliero, e se si pensa che il 44% di tutte le morti sono causate da malattie cardiocircolatorie è facile comprendere come parte di esse potrebbe essere largamente prevenuta riducendo l’apporto di sale.Anche l’uso dei lieviti è largamente controindicato nei soggetti ipertesi perché aumenta in modo statistico il rischio di aumento di peso (connesso a sua volta con l’aumento dei processi infiammatori). Per chi ha problemi per esempio di insufficienza venosa cronica o soffre di altri disturbi legati all’apparato circolatorio, ridurre il fumo e migliorare il funzionamento dell’intestino (evitando la stipsi cronica), ridurre il peso corporeo e correggere eventuali problemi di carattere ortopedico (come per esempio alterazioni posturali della schiena o delle ginocchia) può produrre notevoli risultati sia nell’insufficienza venosa che in quella cardiaca. Esistono poi dei grassi estremamente preziosi per la protezione cardiaca (e più in generale per tutto l’apparato cardiovascolare e per il sistema nervoso): si tratta dei grassi insaturi, sia nella forma monoinsaturi (come l’olio extravergine di oliva) che polinsaturi (come quelli contenuti nel pesce, nell’ olio di lino, nelle noci, nei semi oleosi in generale nonchè nei semi di chia e di canapa. Questi ultimi due alimenti contengono preziosi omega 3 in grado di ridurre i livelli di colesterolo e di trigliceridi e hanno potenzialità antinfiammatorie davvero importantissime. L”utilizzo di alcuni minerali come il magnesio e il cromo possono notevolmente migliorare e prevenire familiarità a livello cardiovascolare perché sono in grado di migliorare la resistenza insulinica prevenendo per esempio forme diabetiche e contemporaneamente migliorare la contrattilità cardiaca, (problema molto comune nei casi di insufficienza cardiaca o di cardiopatia dilatativa). Sempre a livello antinfiammatorio si rivela di grande utilità l’utilizzo di alcune spezie (con particolare riguardo alla curcuma), perché riducono delle pericolose molecole, le prostaglandine, in grado di aumentare i processi infiammatori tanto pericolosi per l’apparato cardiovascolare e il sistema venoso.Ricordiamo infine che l’attività fisica rappresenta una “conditio sine qua non” per migliorare quasi tutti i disturbi su base circolatoria. Statisticamente infatti già dal 1952 è stato osservato un notevole rischio di problemi e di decessi legati a problemi delle coronarie tra coloro che svolgono lavori sedentari (come gli impiegati) e chi svolge invece lavori fisici (come i manovali).

Read More
News

OMEGA 3: un aiuto per i nostri figli? Come possono aiutarli nei momenti di difficoltà nell’apprendimento e nella concentrazione.


pesce tropicaleGli omega 3 sono i grassi più protettivi per proteggere la nostra salute e quella dei nostri figli. Lo sapevate?

Oramai noti per la loro azione cardioprotettiva,  i grassi omega 3 contenuti nei pesci, nelle alghe e in alcuni vegetali  sono oggi considerati (spesso a torto) come una sorta di panacea universale. Che non possano compiere miracoli è intuibile, ma vale la pena ricordare che questi grassi preziosissimi si continuano a confermare fondamentali sia nella prevenzione che nel controllo di innumerevoli scompensi. La protezione degli omega 3 e del cervello e del cuore è un fatto acquisito: le coronarie possono soffrire da deficit di questi grassi la cui carenza può essere una concausa importante nella genesi delle coronaropatie. Ma  questi grassi sono in grado anche di migliorare la concentrazione nei bambini aiutandoli nello studio e incrementando la rendita scolastica. Utilissimi anche nel controllo della sindrome da iperattività.

La stessa cosa dicasi nella degenerazione cerebrale: alcune gravi malattie (come l’Alzheimer per esempio, così come evidenziato da una pubblicazione scientifica: FEBS Lett. 2016 Jan 29. doi: 10.1002/1873-3468.12082.Preferential interaction of the Alzheimer peptide Aβ-(1-42) with Omega-3 containing lipid bilayers: structure and interaction studies.Emendato A1Spadaccini R1,2De Santis A1,3Guerrini R4D’Errico G1,3Picone D1) sono anche legate a processi infiammatori sistemici e prolungati, che cronicizzandosi possono favorire la crescita di placche proteiche nel cervello (beta-amiloidasi).

Recentissimi studi però ci stanno confermando informazioni oramai acquisite.  I grassi omega 3 sono il primo rimedio naturale in ordine di importanza nell’eccesso di trigliceridi, uno scompenso spesso dipendente da un’alimentazione troppo carica di carboidrati (pane, pasta, riso, alcolici, dolci e zuccheri in genere). In questo scompenso, piu’ che in quello da eccesso di colesterolo, gli omega 3 sviluppano uno straordinario controllo e un’intensa azione preventiva.

Lo studio effettuato nel corso del mese di gennaio 2016 (Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes. 2016 Jan 25.Effects of eicosapentaenoic acid and docosahexaenoic acid on lipoproteins in hypertriglyceridemia.Patel AA1Budoff MJ.) ha confermato le precedenti evidenze scientifiche.

Ma la loro azione si sviluppa anche a livello mnemonico: l’olio di pesce infatti può rappresentare una valida integrazione negli studenti e negli uomini adulti per favorire l’aumento della memoria. Questi grassi agiscono infatti favorevolmente a livello cognitivo senza stimolare il sistema nervoso e, al contrario migliorare la concentrazione anche in soggetti ansiosi. (J Nutr Health Aging. 2016;20(2):161-9. doi: 10.1007/s12603-015-0609-6.Fish Oil Supplementation Increases Event Related Posterior Cingulate Activation in Older Adults with Subjective Memory Impairment.Boespflug EL1McNamara RKEliassen JCSchidler MDKrikorian R.).

Proprio per la loro azione antiinfiammatoria i grassi omega 3 sono un sicuro rimedio per completare una terapia farmacologica nelle crisi di asma (Nutr Res Rev. 2016 Jan 26:1-16.n-3 Fatty acids and asthma.Kumar A1Mastana SS1Lindley MR1.) e possono al contempo incrementare le funzioni cognitive se associati a vitamina B12 (J Biomed Sci. 2016 Jan 25;23(1):17. doi: 10.1186/s12929-016-0241-8.Novel insights into the effect of vitamin B12 and omega-3 fatty acids on brain function.Rathod R1Kale A1Joshi S2.).

Sempre all’inizio del 2016 sono comparsi ancora nuovi studi dai quali è confermato che i grassi omega 3 sono estremamente importanti nel sostenere le funzioni cardiache, con particolare riferimento alla funzionalità del ventricolo sinistro, e rappresentano un tassello fondamentale per la protezione dai disturbi depressivi (depressione maggiore).  Ad essi infine va attribuita un’azione antiinfiammatoria della parete intestinale (intestino che sappiamo giocare un ruolo di primo piano nella genesi di malattie cronico-degenerative e malattie autoimmuni tra le quali la sclerosi multipla) con ricadute pertanto positive anche sul recupero di problemi allergici o di intolleranze alimentari.

Ma i portentosi omega 3 non si trovano solo nell’olio di pesce. Anche i vegetariani e i vegani possono introdurre queste sostanze da vegetali sicuri: olio di canapa, di noce e lino (sia in semi che olio) contengono quantità importanti di omega 3.

Presso il dipartimento di biotecnologie farmaceutiche “Bharati Vidyapeeth” di Pune (India), sono stati studiati che effetti benefici di una dieta ricca di olio di semi di lino e di pesce su ratti ai quali è stato indotto il diabete.

Il lino è considerato uno delle fonti più sicure di omega 3 di origine vegetale (insieme appunto alle alghe, alla canapa e alle noci) e viene utilizzato abitualmente in nord  Europa per preparare un formaggio, il quark, considerato molto salutare e gustoso. L’olio di lino si ottiene dopo aver essiccato e tostato i semi e dopo averli spremuti a freddo.

E’ un eccellente rimedio naturale che trova particolare indicazione nelle stitichezze e per il controllo dei processi infiammatori. Deve essere consumato a crudo perché le sue pregiate proprietà non vengano distrutte dalla cottura.

E’ un olio delicatissimo, che mal tollera l’esposizione alla luce solare e alle elevate temperature ma molto ricco di oligoelementi e minerali soprattutto manganese, magnesio, fosforo e rame.

Contiene lignani, delle sostanze la cui azione antitumorale è stata largamente studiata e provata, con particolare riguardo ai tumori al seno, utilissimi anche nella protezione cardiaca e perfino nel controllo delle recidive di herpes labiale. Questi semi devono essere tritati al momento, poco prima di essere consumati, per permettere al corpo di sfruttarne le proprietà e al contempo evitare che i grassi contenuti vengano ossidati irrancidendosi.

Dell’olio di pesce invece oramai sappiamo quasi tutto: oramai noti anche al grande pubblico per via della loro nota azione protettiva a livello cardiaco sono entrati a far parte della nota “dieta a zona” vent’anni fa e oggi sono parte integrante di alcuni protocolli medici (trigliceridi, cardiopatie, infiammazione, prevenzione incidenti vascolari in generale).

Da uno studio recentissimo è emerso che l’olio di semi di lino e l’olio di pesce sarebbero in grado di controllare i danni tissutali del diabete e sarebbero in grado di modulare l’espressione dei geni responsabili dell’infiammazione. Oltre a questo questi due oli sarebbero in grado di ridurre lo stato della glicazione proteica e l’infiammazione del fegato, organo chiave insieme al pancreas nel processo di resistenza insulinica, nella sindrome metabolica nonché nel diabete.

Esiste poi un’altra fonte di omega 3 non vegetale: si tratta dell’olio di Krill, estratto da un piccolo crostaceo (Euphausia superba) il cui aspetto ricorda molto il gambero che vive in acque fredde. L’olio estratto da questo piccolo animale non solo è ricco di omega 3 ma è altamente biodisponibile in quanto si presente in fosfolipidi (e non in forma di trigliceridi come molti integratori di omega 3 in commercio) ed è ricchissimo di fosfatidilcolina, una sostanza importantissima per mantenere integra la memoria. La fosfatidilcolina, presente tra l’altro anche nella lecitina di soia, fornisce il materiale per costruire l’acetilcolina, un neurotrasmettitore importantissimo per favorire la concentrazione e la conservazione dei ricordi. I fosfolipidi dell’olio di krill vengono assorbiti perfettamente nell’intestino tenue ed essendo associati nel krill all’astaxantina, un carotenoide dall’azione fortemente antiossidante, rimangono stabili senza ossidarsi (problema molto comune nei grassi insaturi e in particolare negli omega 3 di provenienza animale). In fatto che questo piccolo animale si trovi all’inizio della catena alimentare lo rende pregiatissimo perché i grassi omega 3 contenuti non contengono metalli pesanti (come nel caso degli olii vegetali di lino, noce e canapa del resto) e ha dimostrato un livello di assorbimento talmente elevato da rendere sufficiente anche una minima assunzione rispetto al tradizionale olio di pesce.

Gli omega 3 sono in grado di ridurre i livelli di LDL (il colesterolo “cattivo”) ed elevare i livelli di HDL (quello cosiddetto “buono”) e riducono il senso di fame aumentando quello di sazietà agendo sul sistema endocannabinoide (un’area cerebrale che ha a che fare con il piacere e la gratificazione). In particolare gli omega 3 dell’olio di krill, sembrano essere particolarmente attivi nel ridurre l’acido arachidonico, una molecola piuttosto pericolosa per la salute in quanto in grado di elevare i livelli infiammatori dell’intero organismo. Grazie a questa sua azione l’olio di krill sarebbe in grado di ridurre i depositi di grasso viscerale (addominale) favorendo la riduzione della “pancia”.

Nel caso di omega 3 provenienti da Krill inoltre uno studio sembra aver confermato, (più che per gli omega 3 da pesce, quindi in forma di trigliceridi) un’interessante azione sulla sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività nei bambini soggetti a questo disturbo.

Vale forse la pena infine ricordare che i grassi insaturi omega 3 hanno confermato da diverse ricerche potenzialità notevoli nella prevenzione e nel controllo della sindrome metabolica, una sindrome in continuo e progressivo aumento.Ovviamente accompagnando ad una corretta integrazione questi straordinari grassi con una moderata attività fisica aerobica (una camminata per esempio) la loro protezione cardiaca aumento ulteriormente.

Bibliografia:omega3-capsules-fish-shape

1)        Vascul Pharmacol. 2016 Jan 22. pii: S1537-1891(16)00028-8. doi: 10.1016/j.vph.2016.01.005.Short term omega-3 polyunsaturated fatty acid supplementation induces favorable changes in right ventricle function and diastolic filling pressure in patients with chronic heart failure; A randomized clinical trial.Chrysohoou C1Metallinos G2Georgiopoulos G2Mendrinos D2Papanikolaou A2Magkas N2Pitsavos C2Vyssoulis G2Stefanadis C2Tousoulis D2.

 

2)        J Psychiatr Res. 2016 Jan 11;75:65-74. doi: 10.1016/j.jpsychires.2015.12.007.Omega-3 polyunsaturated fatty acid supplementation and white matter changes in major depression.Chhetry BT1Hezghia A2Miller JM1Lee S3Rubin-Falcone H1Cooper TB4Oquendo MA1Mann JJ5Sublette ME6.

 

3)        Am J Physiol Cell Physiol. 2016 Jan 20:ajpcell.00123.2015. doi: 10.1152/ajpcell.00123.2015.A Novel Anti-inflammatory Role of GPR120 in Intestinal Epithelial Cells.Anbazhagan AN1Priyamvada S1Gujral T1Bhattacharyya S1Alrefai WA1Dudeja PK2Borthakur A3.

 

4)        Exp Biol Med (Maywood). 2016 Jan 18. pii: 1535370215618462.Anti-inflammatory nutritional intervention in patients with relapsing-remitting and primary-progressive multiple sclerosis: A pilot study.Riccio P1Rossano R2Larocca M2Trotta V2Mennella I3Vitaglione P3Ettorre M4Graverini A5De Santis A5Di Monte E6Coniglio MG6.

5)        Food Chem. 2013 Nov 1;141(1):187-95. doi: 10.1016/j.foodchem.2013.03.001. Epub 2013 Mar 14.Dietary flaxseed oil and fish oil modulates expression of antioxidant and inflammatory genes with alleviation of protein glycation status and inflammation in liver of streptozotocin-nicotinamide induced diabetic rats.Jangale NM, Devarshi PP, Dubal AA, Ghule AE, Koppikar SJ, Bodhankar SL, Chougale AD, Kulkarni MJ, Harsulkar AM.Department of Pharmaceutical Biotechnology, Bharati Vidyapeeth Deemed University, Poona College of Pharmacy, Erandwane, Pune, Maharashtra 411 038, India.

Read More