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DIABETE E GINKGO BILOBA : UNO STUDIO


ginkgo

Il Ginkgo biloba è una delle piante più interessanti e straordinarie per proteggere il cervello dall’invecchiamento. E’ da sempre considerata la pianta della longevità per la memoria. Le sue azioni sono davvero notevoli.Il Ginkgo biloba è un fitoterapico largamente utilizzato per il trattamento dei disturbi vascolari cerebrali. Le sue proprietà sono note da decenni per favorire il sostegno della circolazione cerebrale e allontanare il rischio di malattie, anche gravi, comunemente diffuse nella popolazione anziana. Si tratta di una pianta molto antica la cui vita ha una durata impressionante e della quale è possibile rinvenire tracce fossili fino a qualche millenio fa. E’ infatti dell’unico “fossile vivente” e dell’unica pianta appartenente alla famiglia delle Ginkacee. Nativa della Cina è in grado di raggiungere un’altezza notevole (dai 30 ai 40 metri) le cui foglie hanno una dimensione media di 5-8 cm. Ne esistono diversi esemplari in Italia ( un esemplare notevole si trova nel parco della Resistenza a Roma) e cresce abitualmente in posizioni soleggiate e fresche ma è in grado di sopportare temperature fredde e ostili (può sopravvivere anche fino a diversi gradi sotto zero). Ha un meraviglioso aspetto e nel corso della stagione autunnale assume un colore giallastro intenso davvero sorprendente. La capacità di resistenza e sopravvivenza di questa pianta è semplicemente sorprendente: ricchissima di antiossidanti ha dimostrato di resistere anche a quantità di radiazioni elevatissime. In Giappone è talmente considerata da diventare il simbolo della città di Tokio. I principi attivi della pianta si estraggono dalle foglie (flavonoidi, bioflavonoidi, catechine, derivati terpenici e proantocianidine) ma soprattutto ginkgolidi (bilabetolo, isiginketolo, ginketolo e ginkolide). Nuove evidenze recentissime stanno confermando molti dati già noti. Da un nuovo recentisismo studio è emerso come il Ginkgo biloba è riuscito a produrre effetti favorevoli sulla degenerazione aneurismatica aortica addominale. La sua azione vasale infatti avrebbe protetto le cavie sottoposte alla ricerca dalla degenerazione tissutale aortica attraverso una diminuzione del danno ossidativo e dell’infiammazione, e avrebbe favorito la conservazione dell’architettura dell’aorta stessa (J Ethnopharmac. 2013 set 5. PII: S0378-8741 (13) 00602-8. doi: Bai Y , Wang B , Cui H , Wu H , Lv JR , Mei Y , Zhang JS , Liu S , Qi LW , Chen Y). Anche per uso topico il ginkgo biloba può essere un eccellente alleato per ottenere un risultato cosmetico significativo e reidratare pelli secche e screpolate. Assoluto divieto di utilizzo senza controllo medico in caso di terapia antiaggregante e anticoagulante proprio a causa dell’effetto sommatorio che il ginkgo produce con i farmaci che promuovono questi effetti (con conseguente rischio di emorragia). Negli Stati Uniti e in Cina uno studio comparato ha dimostrato come il ginkgo biloba sarebbe in grado di intervenire favorevolmente nel controllo dei disturbi correlati alla discinesia tardiva sempre grazie alla sua spiccata azione antiossidante. Nello studio è emerso come associato alla vitamina E e ad un farmaco normalmente utilizzato da solo (aloperidolo) il ginkgo biloba è in grado di ridurre in 10 settimane un parametro rilevante in questo disturbo (VCM) che il solo farmaco non è in grado questo problema nella percentuale dell’83,8% rispetto ad un gruppo trattato con aloperidolo.Questa formula ha dimostrato di essere utile nel trattamento del declino cognitivo che si verifica durante il processo di invecchiamento così come nelle prime fasi del deterioramento cognitivo patologico tipici di demenza vascolare. Sempre in Egitto uno studio ha dimostrato come l’estratto di ginkgo biloba sia in grado di prevenire i danni neurologici e gli eventi mnemonici legati alle intossicazioni da alluminio (Dipartimento di Farmacologia e Tossicologia, Organizzazione Nazionale per il Controllo della Droga e la Ricerca, Il Cairo, Egitto) quasi certamente dipendente dall’elevazione delle concentrazioni di glutatione,un potentissimo antiossidante capace di rallentare i processi di invechiamento del corpo umano (e del sistema nervoso in particolare). Uno studio di settembre 2014 ha dimostrato anche un ruolo importante di questo rimedio portentoso nel controllo dei problemi diabetici, in quanto sarebbe in grado di controllare l’innalzamento glicemico.

 

 

Fonte: Nat Prod Commun. 2014 Sep;9(9):1345-50.The effect of Ginkgo biloba and Camellia sinensis extracts on psychological state and glycemic control in patients with type 2 diabetes mellitus.Lasaite L, Spadiene A, Savickiene N, Skesters A, Silova A.

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I MICRONUTRIENTI NELL’EQUILIBRIO EMOZIONALE IN NATUROPATIA


emozioni e pensieri 

Alcune vitamine e alcuni micronutrienti possono rivelarsi estremamente importanti per migliorare le condizioni di benessere generale. Quando siamo sotto stress per esempio la vitamine del gruppo B possono essere molto utili per ridurre i danni che tensioni emotive ripetute producono al cervello.

La vitamina B1 in particolar modo sembra essere collegata alla produzione di acetilcolina, un neurotrasmettitore fondamentale per la memoria, mentre la vitamina B3 è legata alla produzione di altri tre neurotrasmettitori molto importanti: l’adrenalina, la noradrenalina e la dopamina. Anche la vitamina B6 e la vitamina B9 giocano un ruolo importantissimo nei disturbi d’ansia e nei disturbi depressivi perché concorrono a formare il GABA (acido gamma amino butirrico) e la serotonina, notoriamente implicata nei processi depressivi.

Tutti questi disturbi posso essere prevenuti e migliorati attraverso una moderata attività fisica giornaliera e una mirata integrazione.

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PROTEGGERSI DAL CALDO CON LA NATUROPATIA


caldoEsistono molti strumenti per proteggersi dalle crisi ipotensive durante gli intensi caldi ed evitare allo stesso tempo pericolosi effetti collaterali al sistema cardiovascolare.

L’utilizzo del magnesio per esempio, può aiutare non poco nel controllo della pressione bassa e aiuta contemporaneamente a proteggere il cuore.

Il Rosmarinus officinalis in gemmoderivato rappresenta un rimedio eccellente la cui azione si esplica anche a livello cerebrale migliorando la memoria, e a livello epatico per ottimizzare la funziona epatica.

La liquirizia può essere di notevole aiuto per ristabilire i giusti valori pressori anche quando le temperature raggiungono livelli alti in soggetti ansiosi e affaticati. La sua indicazione principale è quella regolatoria sulla pressione in soggetti che tendono ad avere problemi gastrici con associata stanchezza. Utilissima in caso di pressione bassa nei soggetti allergici per la sua azione tonica sulle ghiandole surrenali.

Anche l’eleuterocco può rappresentare un rimedio naturale straordinario per affrontare i calori della stagione estiva. L’eleuterococco, noto ai piu’ come ginseng siberiano, ha una marcata azione di supporto nella protezione della ghiandole surrenali e si rivela un prezioso alleato in caso di affaticamento. E’ un rimedio vegetale che trova una sua precisa indicazione nei casi di stanchezza degli studenti quando lo studio diventa pressante. L’eleuterococco  protegge le ghiandole surrenali in caso di stress mentale, fatica cronica, iperattività, e favorisce la regolarizzazione del cortisolo, l’ormone dello stress che, qualora venga ipersecreto, può danneggiare i tessuti non solo delle ghiandole surrenali ma anche l’ippocampo cerebrale, un’area del cervello importantissima per memorizzare i ricordi e garantire adeguate funzioni cognitive.

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Il selenio


noci

Il selenio è uno degli oligoelementi più importanti e meno noti per il mantenimento della nostra salute.

Si tratta di un catalizzatore enzimatico fondamentale essendo in grado di migliorare le performance sia fisiche che intellettuali e ridurre la stanchezza. Il selenio aumenta la resistenza allo stress ed è fondamentale per rallentare l’invecchiamento del corpo umano. E’ inoltre molo utile al sistema immunitario.

Secondo alcuni studi un adeguato rifornimento di selenio sarebbe collegato a una minore statistica incidenza di alcuni tipi di tumori, soprattutto se associato alla vitamina E e all’acido lipoico.

Tuttavia occorre prestare attenzione al sovradosaggio perché se da un lato apporti minimi di questo oligoelemento possono svolgere preziose azioni preventive oncologiche dall’altro lato un suo eccesso può favorire la crescita di alcune malattie tumorali.

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NATUROPATIA E MEMORIA:MIGLIORA IL TUO APPRENDIMENTO CON QUESTI RIMEDI NATURALI


Da una ricerca la vitamina C e l’aglio potrebbero aver effetti protettivi sulla memoria e sull’apprendimento favorendo l’eliminazione del piombo

Gli effetti neuroprotettivi sia dell’aglio che dell’acido ascorbico sono stati documentati. Ma da una nuova ricerca (Ghasemi S, Hosseini M, Feizpour A, Alipour F, A Sadeghi, Vafaee F, Mohammadpour T,  Soukhtanloo M, Ebrahimzadeh Bideskan A, Beheshti F.) è emerso che l’aglio e l’acido ascorbico potrebbero essere di grande aiuto nei deficit di memoria e per la riduzione dei danni ossidativi al tessuto cerebrale indotta da esposizione al piombo è stato studiato.

Nel corso della ricerca effettuata su modelli in vivo (ratti) si è visto come la concentrazione totale di piombo nel tessuto cerebrale dei ratti trattati con aglio e vitamina C era diminuito in modo significativo .

La ricerca ha pertanto suggerito come il trattamento con aglio potrebbe attenuare i deficit di apprendimento e della memoria dovuti all’esposizione al piombo e conferma come alcuni rimedi naturali potrebbero essere di grande aiuto per favorire la disintossicazione dal sostanze pericolose con le quali inevitabilmente siamo sempre più a contatto.

Ho avuto modo di scrivere già in passato dei rimedi naturali per conservare la memoria (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/08/15/memoria-e-naturopatia-due-suggerimenti-per-conservarla/), forse perché colpito personalmente da una vicenda famigliare che mi ha profondamente colpito.

Forse oltre alla micoterapia di cui ho già avuto modo di scrivere (leggi qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/05/la-tremella-fuciformis-tremella-per-proteggere-le-arterie-e-il-cervello-dalle-radiazioni-e-dalla-demenza/) avremo nuovi rimedi naturali per proteggere il nostro cervello.

E’ arrivato il momento di sfruttare tutte le risorse che la natura ci ha messo a  disposizione per proteggere uno dei beni più preziosi di cui disponiamo: la memoria.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27387089

 

Bibliografia:

 

Beneficial effects of garlic on learning and memory deficits and brain tissue damages induced by lead exposure during juvenile rat growth is comparable to the effect of ascorbic acid.Ghasemi S1, Hosseini M1, Feizpour A2, Alipour F3, Sadeghi A3, Vafaee F1, Mohammadpour T4, Soukhtanloo M5, Ebrahimzadeh Bideskan A3, Beheshti F1.

 

 

Altre fonti e articoli sull’argomento leggi anche:

 

http://www.vladimirocolombi.it/2016/10/20/vuoi-conservare-la-tua-memoria-a-lungo-fai-cosi/

 

http://www.leda-clinic.com/professionisti/vladimiro-colombi/

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DOMANDE E RISPOSTE: POTENZIA LA MEMORIA E DIMINUISCI LO STRESS E L’ANSIA CON QUESTI RIMEDI NATURALI


 

La fosfatidilserina e la melissa potrebbero essere di aiuto per aumentare la concentrazione e la memoria

Spesso l’ansia può produrre effetti dirompenti a livello mentale. Cattiva concentrazione e deficit mnemonici possono dipendere proprio da una condizione ansiosa non gestita correttamente.

Oltre ovviamente ad impostare le dovute terapie secondo indicazione dei professionisti competenti, come per esempio una corretta psicoterapia, una moderata (e imprescinbile) attività fisica (di cui ho avuto modo di parlare in un articolo precedente visionabile cliccando qui http://www.vladimirocolombi.it/tag/ansia/) per alcune persone alcuni rimedi naturali possono essere di grande aiuto. Oggi spiegheremo brevemente come la fosfatidilserina e la melissa potrebbero essere molto utili per migliorare i problemi di concentrazione, memoria nei soggetti colpiti da ansia, sindrome da iperattività e stress.

La melissa è forse uno dei più noti fitoterapici usati nei disturbi ansiosi.

Utlissima anche per la protezione dell’endotelio vasale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27920820), questa preziosa pianta entrata far parte di una ricetta formulata da alcuni religiosi per riparare “l’acqua di melissa” che insieme all’”acqua di lavanda” ha costituito uno dei caposaldi della tradizione fitoterapeutica nei monasteri.

Dalla melissa è possibile estrarre un idroalcolico in gocce che può essere facilmente reperito in qualsiasi erboristeria, parafarmacia o farmacia per aumentare la concentrazione mentale nelle persone e soprattutto negli studenti che soffrono di sindrome da iperattività e nelle quali l’attenzione tende a calare quando vengono sottoposte a stress prolungati o intensi.
La melissa può essere consumata anche in compresse. Molte aziende oggi formulano prodotti a base di estratti vegetali per i disturbi d’ansia combinando alcune miscele tra cui appunto la melissa. Essa può essere anche molto utile per favorire il controllo dei problemi di gastrite e di reflusso gastroesofageo in tutte quelle persone che sottoposte a stress intensi tendono a somatizzare a livello gastrointestinale la tensione emotiva.In tal senso l’estratto di melissa si è rivelato estremamente prezioso soprattutto se abbinato al macerato glicerinato di fico. Dalla pianta di fico (Ficus carica) si ottiene un prezioso rimedio per le somatizzazioni viscerali nei soggetti ansiosi.
Invece meno nota è la fosfatidilserina, un fosfolipide che costituisce le membrane cellulari.

Si tratta di una molecola che è composta da due grassi legate ad una molecola di glicerolo in grado di migliorare le facoltà mnemoniche e cognitive. Essa è in grado di favorire la permeabilità cellulare necessaria a garantire il nutrimento delle cellule nervose e al contempo l’espulsione delle sostanze tossiche. La fosfatidilserina è particolarmente importante soprattutto nell’anziano ma ha un’azione importante anche nel soggetto giovane sia in caso di sovrallenamento che in caso di sovraffaticamento mentale. Grazie la sua azione ansiolitica è in grado di migliorare la memoria e ridurre la secrezione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Come sappiamo il cortisolo, noto anche come “ormone dello stress” è quasi sempre prodotto in eccessiva quantità quando ci sono condizioni di particolare tensione a livello nervoso o emotivo. Questa sostanza è in grado di controllarne la produzione proteggendo il sistema nervoso da situazioni di eccessivo affaticamento.

La fosfatidilserina è anche in grado di migliorare le performance sportive e ridurre il senso di stanchezza nei soggetti che si sottopongono ad allenamenti con pesi o nei maratoneti. In questi casi l’assunzione di questo fosfolipide è consigliata prima dell’allenamento.

In generale sia nei soggetti giovani che adulti la fosfatidilserina ha dimostrato di essere in grado di migliorare la sensazione di lucidità mentale e favorire la produzione di energia.

Bibliografia:

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Effects of Melissa officinalis L. on oxidative status and DNA damage in subjects exposed to long-term low-dose ionizing radiation. Zeraatpishe AOryan SBagheri MHPilevarian AAMalekirad AABaeeri MAbdollahi M.

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García-Iñiguez de Ciriano MLarequi ERehecho SCalvo MICavero RYNavarro-Blasco IAstiasarán IAnsorena D.

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Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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L’ASTRAGALO: LA PIANTA CHE CI GUIDA VERSO LA PRIMAVERA


Astragalo membranaceus è una pianta nativa della mongolia appartenente alla famiglia delle leguminose e largamente diffusi in oriente (in particolare Cina e Giappone).

Oggi molto nota anche in Occidente e negli Stati Uniti questo fitoterapico viene abitualmente utilizzato quando occorra aumentare le difese immunitarie e stimolare l’energia “Qi” del rene, l’energia che secondo i cinesi determina la durata della vita individuale.

L’astragalo ha documentato un’intensa azione immunostimolante e antivirale (con particolare riguardo alle miocarditi virali) e sembra in grado di aumentare la gittata cardiaca in caso di insufficienza del ventricolo sinistro (soprattutto nei soggetti immunodepressi e in quelli sotto stress).
Consigliato come tonico adattogeno (soprattutto nei soggetti che soffrono di sindrome di affaticamento cronico) si è rivelato particolarmente utile nella prevenzione dei virus parainfluenzali di tipo 1 e dei rotavirus.

Sempre con riferimento alla sua azione cardiotonica e cardioprotettiva, l’astragalo membranaceus ha dimostrato di essere in grado di proteggere dalla perdita del gettito cardiaco i soggetti colpiti da angina pectoris nell’86% dei casi aumentando in modo significativo il tasso di sopravvivenza (con particolare riguardo in chi era affetto da miocardite acuta virale.

A differenza del ginepro l’astragalo non è controindicato in caso di insufficienza renale e anzi, sembra essere in grado di proteggere i reni in caso di nefriti e di infiammazione renale.
Questa pianta contiene diversi principi attivi quali saponine. Polisaccaridi. Flavonoidi. aminoacidi liberi e minerali traccia.
Grazie alla sua struttura biochimica ha documentato una intensa capacità di proteggere i bronchi e i polmoni in caso di insufficienza respiratoria.

Anche in caso di scarsa memoria (soprattutto se accompagnata a intenso stress) l’astragalo sembra essere indicato per sostenere le funzioni vitali dell’individuo.
Antiinfiammatorio, antiasmatico e antiaggregante, Astragalo membranaceus rappresenta un sicuro rimedio per completare in buone condizioni di salute questo lungo e nevoso inverno, in grado di proteggere non solo le vie respiratorie, ma altresì di preparare il sistema immunitario all’inizio della primavera, che con il suo carico di pollini sottoporrà il nostro sistema immunitario ad un nuovo stress.
Con il picco influenzale da un lato e con le basse temperature dall’altro, la tendenza è poi un po’ quella di preferire cibi molto calorici e ricchi di zuccheri e grassi.
L’astragalo si è dimostrato potenzialmente in grado di ridurre in modo significativo la curva glicemica e prevenire il diabete di tipo 2 (quello che, per intendersi, si sviluppa nel corso della nostra vita quando siamo soliti eccedere nel consumo di carboidrati e zuccheri).
In virtù della sua azione depurativa sul fegato e delle sue potenziali azioni antiinfiammatorie, l’astragalo è una pianta perfetta per proteggere il corpo dai rigori invernali e prepararlo ad una attesa primavera ancora da venire.

Segnaliamo che in caso di gravidanza, allattamento, malattie autoimmuni, terapie anticoagulanti, assunzione di antipiastrinici e antitrombotici, è opportuno consultare il medico prima di procedere all’assunzione di questo estratto vegetale.

Da evitare in caso di terapie immunosoppressive per malattie autoimmuni senza una specifica prescrizione medica.

Bibliografia:
Am J Med Sci. 2012 Dec 21.Astragalus Extract Attenuates Allergic Airway Inflammation and Inhibits Nuclear Factor κB Expression in Asthmatic Mice. Yang ZC, Qu ZH, Yi MJ, Wang C, Ran N, Xie N, Fu P, Feng XY, Lv ZD, Xu L.

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Phytomedicine. 2009 Sep;16(9):805-13. doi: 10.1016/j.phymed.2009.02.004. Epub 2009 Apr 2.Synergistic hepatoprotective effect of Schisandrae lignans with Astragalus polysaccharides on chronic liver injury in rats.Yan F, Zhang QY, Jiao L, Han T, Zhang H, Qin LP, Khalid R.

World J Gastroenterol. 2009 Feb 7;15(5):570-7.Astragalus extract inhibits destruction of gastric cancer cells to mesothelial cells by anti-apoptosis.
Na D, Liu FN, Miao ZF, Du ZM, Xu HM.

J Ethnopharmacol. 2009 Feb 25;122(1):28-34. doi: 10.1016/j.jep.2008.11.025. Epub 2008 Dec 6.Astragalus membranaceus flavonoids (AMF) ameliorate chronic fatigue syndrome induced by food intake restriction plus forced swimming.Kuo YH, Tsai WJ, Loke SH, Wu TS, Chiou WF.

Zhongguo Zhong Yao Za Zhi. 2007 Oct;32(20):2169-73.[Effect of Astragalus polysaccharide on pancreatic cell mass in type 1 diabetic mice].Li RJ, Qiu SD, Chen HX, Tian H, Liu GQ.

J Asian Nat Prod Res. 2007 Mar;9(2):145-51.Effect of astragaloside on cardiomyocyte apoptosis in murine coxsackievirus B3 myocarditis.Zhang ZC, Li SJ, Yang YZ, Chen RZ, Ge JB, Chen HZ.

Vaccine. 2007 May 10;25(19):3834-40. Epub 2007 Feb 15.Immunoregulatory activity by daucosterol, a beta-sitosterol glycoside, induces protective Th1 immune response against disseminated Candidiasis in mice.Lee JH, Lee JY, Park JH, Jung HS, Kim JS, Kang SS, Kim YS, Han Y.

Cancer Lett. 2007 Jul 8;252(1):43-54. Epub 2007 Jan 16.In vitro and in vivo anti-tumor effects of Astragalus membranaceus.Cho WC, Leung KN.

Vascul Pharmacol. 2007 Apr;46(4):278-85. Epub 2006 Nov 10.Effects of Astragalus membranaceus and its main components on the acute phase endothelial dysfunction induced by homocysteine.Zhang BQ, Hu SJ, Qiu LH, Zhu JH, Xie XJ, Sun J, Zhu ZH, Xia Q, Bian K.

Br J Pharmacol. 2006 Nov;149(5):532-41. Epub 2006 Sep 18.Promotion of axonal maturation and prevention of memory loss in mice by extracts of Astragalus mongholicus.Tohda C, Tamura T, Matsuyama S, Komatsu K.

Phytother Res. 2006 Aug;20(8):687-95.The effect of Echinacea purpurea, Astragalus membranaceus and Glycyrrhiza glabra on CD69 expression and immune cell activation in humans. Brush J, Mendenhall E, Guggenheim A, Chan T, Connelly E, Soumyanath A, Buresh R, Barrett R, Zwickey H.

J Anim Sci. 2005 Dec;83(12):2775-82.Effects of beta-glucan obtained from the Chinese herb Astragalus membranaceus and lipopolysaccharide challenge on performance, immunological, adrenal, and somatotropic responses of weanling pigs.Mao XF, Piao XS, Lai CH, Li DF, Xing JJ, Shi BL.

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PROTEGGI LA TIROIDE CON LA VITAMINA C


Apprendimento, tiroide e memoria potrebbero migliorare integrando una giusta quantità di vitamina C?

 

Una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28127705) effettuata su ratti ha dimostrato come un’integrazione di vitamina C sia in grado di proteggere non solo la tiroide ma anche aumentare la memoria e migliorare l’apprendimento.

Non si tratta di qualcosa di così inspiegabile in tutta onestà, ma questa nuova ricerca supporta ulteriormente quanto da tempo si ipotizza in merito alla versatilità della vitamina C e ai suoi incredibile e variegati effetti protettivi della salute.

La vitamina C è un potente antiossidante e un grandioso rimedio naturale largamente impiegato non solo per la protezione dalle malattie da raffreddamento, ma che per la stimolazione di una sostanza endogena antivirale: l’interferone.

La vitamina C inoltre vanta una importantissima azione contro lo stress grazie alla sua capacità di stimolare il cortisolo, l’ormone dello stress.

La funzionalità della tiroide ma anche alcune funzioni cognitive venire compromesse da situazioni di stress intenso. Non è infrequente infatti incontrare in studio persone che mi segnalano problemi di concentrazione e memoria dopo evewnti fortemente stressanti (come separazioni, lutti, perdite di lavoro etc…etc…).

La vitamina C, grazie alla sua contemporanea azione antiossidante e anti-stress potrebbe rappresentare una valida opportunità per favorire il recupero delle energie durante un periodo di stress intenso favorendo l’aumento non solo delle funzioni cognitive ma anche una protezione alle ghiandole più sensibili allo stress, tra cui la tiroide.

Ricordo sempre alle persone che incontro che la vitamina C è concentratissima nel prezzemolo, nei kiwi e nei peperoni.

Fonte:

Metab Brain Dis. 2017 Jan 26. doi: 10.1007/s11011-017-9954-y.The effects of vitamin C on hypothyroidism-associated learning and memory impairment in juvenile rats.Beheshti F1Karimi S1Vafaee F2Shafei MN1Sadeghnia HR3Hadjzadeh MA1Hosseini M4.

Altri riferimenti:

http://www.vladimirocolombi.it/2016/01/06/vitamina-c-alimentazione/

http://www.vladimirocolombi.it/tag/vitamina-c/

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LA RELAZIONE TRA MEMORIA E INTESTINO: NUOVE RICERCHE


L’intestino e il cervello potrebbero essere ancora più collegati di quanto non si ipotizzasse

 

La salute passa dall’intestino, si sa. La medicina indiana e cinese definisce da sempre l’intestino come “il secondo cervello”. Più in generale oggi sappiamo che l’intero apparato gastrointestinale sia responsabile di una miriade di funzioni che solo fino a pochi decenni fa era sconosciute alla medicina occidentale.

Oggi sappiamo che alcune importanti molecole sono prodotte proprio qui. La grelina per esempio, nota come “la molecola della fame”, viene prodotta a livello gastrointestinale, e così pure la “molecola della felicità, la serotonina.

Una ricerca condotta nel novembre 2016 ha dimostrato come la somministrazione di alcuni ceppi batterici appartenenti alla famiglia dei lattobacilli (più esattamente lattobacilli brevis OW38) nei topi anziani ha migliorato la condizione infiammatoria intestinale delle cavie con una ricaduta favorevole sulla loro salute generale nonché sulla memoria e sul cervello.

Lo studio è sicuramente interessante poiche permette non solo di chiarire come un’adeguata flora batterica intestinale potrebbe non solo condizionare la salute dell’intestino ma anche della memoria regolando l’invecchiamento del cervello.

 

Fonte:

Benef Microbes. 2016 Nov 8:1-12.Anti-inflammaging effects of Lactobacillus brevis OW38 in aged mice.Jeong JJ1Kim KA1Hwang YJ1Han MJ2Kim DH

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PROTEGGI IL TUO CERVELLO DALL’ATEROSCLEROSI CON LA NATUROPATIA: IL GINSENG


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Il Ginseng potrebbe essere un potente rimedio contro l’aterosclerosi

Il ginseng è noto per la sua azione antiossidante in grado di rallentare l’invecchiamento del corpo umano.

Molto usato in Oriente come pianta destinata ad aumentare la longevità, è noto anche per la sua azione anti stress e adattogena in grado di migliorare la resistenza alla fatica in condizioni estreme.

Oggi sappiamo però da una nuova ricerca come alcuni principi attivi contenuti in questo vegetale, le saponine, siano in grado di contrastare in modo significativo il declino cognitivo.

Le saponine contenute nel ginseng sarebbero infatti in grado di contrastare i processi ossidativi dell’apparato cardiovascolare tipici della vecchiaia e che possono manifestarsi in ben diversi (e tristi) modi: cali di memoria, difficolta di concentrazione, problemi di orientamento.

Ma l’azione di questa straordinario vegetale di lunga vita va ben oltre. Il ginseng infatti sarebbe capace di ridurre i processi infiammatori e attenuare l’aumento del colesterolo nel sangue intervenendo dirattamente sul metabolismo dei grassi.

In estrema sintesi sarebbe cioè capace di proteggerci dall’aterosclerosi attraverso ben tre diversi meccanismi di funzionamento.

Fonte:

J Ethnopharmacol. 2012 Aug 1;142(3):732-8. doi: 10.1016/j.jep.2012.05.053. Epub 2012 Jun 7.Panax notoginseng saponins attenuate atherosclerosis via reciprocal regulation of lipid metabolism and inflammation by inducing liver X receptor alpha expression.Fan JS1Liu DNHuang GXu ZZJia YZhang HGLi XHHe FT.

Ti ricordo che qualora volessi lasciare un commento oppure scrivermi per qualsiasi informazione lo potrai fare compilando la richiesta in fondo all’articolo stesso nell’apposita sezione del sito.

 

Per restare aggiornato in merito a tutte le scoperte in tema di nutrizione e naturopatia visita il sito:

http://www.vladimirocolombi.it/

 

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Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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VUOI CONSERVARE LA TUA MEMORIA A LUNGO? FAI COSI’


I grassi “cattivi” e gli zuccheri sono i peggiori nemici della memoria

 

Nel mese di luglio 2016 è stato dimostrato da uno studio come un’alimentazione troppa ricca di grassi idrogenati e zuccheri possa rappresentare un importante fattore di rischio per la memoria. I grassi idrogenati si trovano soprattutto nei prodotti confezionati, ahimè spesso presenti sulle nostre tavole per la prima colazione. Crackers, biscotti, fette biscottate sono solo alcune delle tante proposte che marketing e multinazionali del cibo ci propongono di continuo raccontandoci bontà e meraviglie di una pasto con queste delizie.

La verità è che purtroppo questi alimenti sono strapieni di grassi idrogenati e zuccheri, entrambi pericolosi per la memoria, soprattutto nell’anziano che abbia usato e abusato di questi “non alimenti” per lungo periodo.

Imparare a sostituire fin da subito per la prima colazione questi dannosi alimenti con frutta di stagione e altri vegetali ricchi di nutrienti può cambiare il corso della lunghezza e della qualità della nostra vita. Impariamo a usare due o tre volte alla settimana alle brioche dei mirtilli o dei lamponi o dei frutti di bosco, magari abbinandoci un avocado strapieno di grassi monoinsaturi (questi invece notoriamente preziosi per la salute del cuore). Il caffè è benvenuto ma senza zucchero, mentre come fonte di carboidrati amilacei possiamo optare per delle gallette di grano saraceno o riso o soia. Utile poi sempre arricchire la colazione con qualche seme oleoso (noci in particolar modo) o altra fonte proteica vegetale come i pinoli

 

Fonte:

Brain Behav Immun. 2016 Jul 20. pii: S0889-1591(16)30345-2. doi: 10.1016/j.bbi.2016.07.151.The effect of short-term exposure to energy-matched diets enriched in fat or sugar on memory, gut microbiota and markers of brain inflammation and plasticity.Beilharz JE1Kaakoush NO2Maniam J1Morris MJ3.

 

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DOMANDE E RISPOSTE Carne e pesce hanno le stesse proteine?


 

 

 

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Francesca mi scrive perché vorrebbe sapere se carne rossa e pesce sono intercambiabili tra loro.

 

 

Cara Francesca,

entrambi gli alimenti citati sono ricchi di proteine, ma il pesce contiene i ben noti grassi omega 3 tanto decantati per la loro capacità di proteggerci dalle malattie cardiovascolari.

Numerose ricerche hanno evidenziato come un adeguato apporto di omega 3 sia importante per favorire la protezione del sistema cardiovascolare e nervoso.

Il cervello in particolar modo, è costituito per buona parte da grassi, e richiede una ingente quantità di un grasso omega 3, il DHA, preziosissimo per la memoria e la riduzione dei processi infiammatori.

Prediliga pesci di piccola taglia e possibilmente provenienti da mari freddi (come sardine, acciughe, sgombri) per garantisi un adeguato rifornimento di grassi omega 3.

La carne rossa può essere certamente sostituita da quella bianca o da altre fonti proteiche sia animali (come le uova) che vegetali (come i semi di lino o di chia).

 

 

 

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