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NATUROPATIA E CIALTRONERIA


 

L’11 febbraio 2018 una nota conduttrice televisiva, Nadia Toffa, ha raccontato delle vicissitudini personali che ha attraversato a seguito di una malattia tumorale che l’ha colpita e ha messo in guardia i telespettatori dai cialtroni che promettono di guarire dal cancro senza l’uso di chemioterapia e radioterapia.

Nonostante ciò le recenti notizie riportate dai principali media riportano prepotentemente l’attenzione sulla poca serietà di tante figure losche che infestano ambienti non di loro appartenenza. Non solo si trovano falsi medici ma addirittura naturopati che prescrivono farmaci o che formulano diagnosi senza alcuna qualifica professionale e che si permettono di contraddire le prescrizioni mediche indicando a malati oncologici la sospensione di questa o quella terapia.

In alcuni sventurati casi si tratta addirittura di terapie salvavita.

E’ il caso di alcuni presunti terapeuti della domenica che si professano ora macrobiotici  e domani vegani, sostenendo di poter curare il cancro e molte altre malattie sospendendo anche una chemioterapia o radioterapia.

Si tratta ovviamente di cialtroneria pura e di personaggi pericolosissimi non soltanto per gli sventurati pazienti che si trovano nelle loro mani ma anche per tutta la categoria di persone serie che studiano anni per potersi professionalizzare e lavorare in modo serio e qualificato.

Penso alla recente scomparsa di Stephen Hawking(http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/03/14/addio-a-stephen-hawking-il-primo-sguardo-sui-buchi-neri_6e743e90-3141-4e52-bf4c-ee859f660d71.html) di cui i media stanno dando ampio spazio, un genio assoluto nel mondo della fisica  e al cui il mondo della scienza e della ricerca si inchina da un lato, e dall’altro alle notizie in merito ai decessi causati da falsi professionisti che nulla hanno di scientifico in ciò che professano (http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2018/03/13/cura-il-tumore-al-seno-dal-guru-muore-a-46-anni_0f1897ac-f8c0-47c4-8145-5373ea0b1fa6.html).

Già in passato si era verificati casi analoghi (http://www.ravennanotizie.it/articoli/2017/06/27/prescrive-ricette-per-dimagrire-senza-i-titoli-per-farlo-naturopata-ravennate-scoperto-dai-nas.html) ma stupisce sempre come qualcuno possa ancora ingenuamente cadere nella rete di certi soggetti.

Vorrei pertanto ricordare a chiunque desideri rivolgersi ad un naturopata che alcuni punti fermi devono sempre essere tenuti:

  • Un naturopata SERIO non vende nulla e non produce prodotti in proprio! In farmacia, parafarmacia ed erboristeria potete trovare tutto quello che il Ministero della Salute ha autorizzato alla vendita ed è stata scientificamente dimostrato essere efficace. Laddove non lo sia è obbligo al produttore specificarne la mancanza di prova scientifica;
  • Le tariffe per una consulenza di un naturopata non possono essere troppo elevate. Qualora vi siano richieste esorbitanti diffidate immediatamente di questo professionista;
  • Scappate a gambe levate non appena vi promettono di curare malattie, eliminare farmaci, evitare di confrontarvi con il vostro medico o altre sciocchezze simili. Al naturopata non è permesso (innanzitutto per motivi legali) prescrivere farmaci, indicare terapie sostitutive prescritte dal medico né promettere guarigioni di alcunché. Il naturopata si occupa di suggerire uno stile di vita sano a persone ancora in salute e mai di curare persone malate!
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DIMAGRIRE MANGIANDO


E’ possibile dimagrire mangiando e senza contare le calorie

Oggi abbiamo intervistato Vladimiro Colombi, un noto naturopata che ha iniziato da anni a coniugare le più importanti scoperte scientifiche in tema di alimentazione naturale all’utilizzo di noti e comuni rimedi naturali (come estratti vegetali e gemme di piante, oligoelementi e estratti vitaminici) senza pesare gli alimenti e senza contare calorie.

 

La “non dieta” è uno dei suoi più importanti e innovativi approcci alimentari che hanno cambiato la visione della naturopatia.

 

Buongiorno Vladimiro. Ci può spiegare perché è solito affermare che per poter dimagrire occorre mangiare e non tagliare le calorie?

 

Quasi tutti noi quando abbiamo provato ad applicare i classici principi della dieta ipocalorica. Si perde peso all’inizio ma poi non appena si cessa con i sacrifici si recuperano tutti i chili con gli interessi.

Tutto questo dipende dalla “paura di morire di fame” che i nostri geni ancora conservano dentro se stessi.

Quando mangiamo meno è un po’ come se si il nostro corpo in qualche modo si “spaventasse”  e si difendesse dal taglio calorico rallentando il metabolismo per bruciare meno grassi e conservare delle scorte preziose.

 

Ma com’è possibile che ciò avvenga?

 

Quello che accade è che in parole semplici nel momento in cui tagliamo le calorie confermiamo al nostro cervello che la sua paura di morire di fame è motivata da un reale rischio (il taglio calorico) e a questo punto il corpo prende provvedimenti riducendo il metabolismo.

 

 

Lei invece sostiene che occorra non ridurra le calorie, non pesare gli alimenti e non privarsi del cibo per poter perdere peso. Sembra impossibile che mangiando sia possibile dimagrire…..

 

Capisco possa sembrare paradossale, ma la verità è proprio questa. Più di vent’anni fa Jeffrey Friedman, un’importante ricercatore americano, ha scoperto l’esistenza di una molecola, la leptina, che regola il senso di fame e sazietà e che regola le riserve di grasso di muscolo nel corpo. Se vogliamo restare magri dobbiamo produrre una giusta quantità di leptina. E per farlo occorre stare lontani dalle diete “tutto e subito”. Per rimodellare il corpo in modo intelligente occorre dare tempo al nostro metabolismo. Ne ho avuto modo di parlare in un articolo precedente (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/19/naturopatia-e-rimedi-immediati-per-sovrappeso-gonfiori-addominali-e-cistite/).

 

Oltre alla leptina esistono altre cause che possono bloccare un dimagrimento?

 

Certo. I capitoli importanti su cui dobbiamo lavorare se vogliamo perdere peso in maniera definitiva sono sostanzialmente tre: il controllo della leptina, il controllo dei processi infiammatori e il controllo dell’insulina.

 

Cosa intende per processi infiammatori? E cosa intende quando parla di infiammazione?

 

Lei ha presente cosa accade al nostro corpo quando subiamo un trauma? Poniamo il caso che mentre sta attaccando un quadro a casa sua si dia per errore una martellata su un dito. Non è forse vero che il dito si gonfia? Questo accade perché si produce un’edema, cioè della ritenzione idrica che è una risposta infiammatoria al trauma. Si tratta di un normale meccanismo di difesa dell’organismo da un pericolo. Per fare un esempio banale pensi ad un pompiere che spegne l’incendio. L’acqua (l’edema, la ritenzione idrica) serve per spegnere l’incendio, cioè l’infiammazione che il trauma ha prodotto. Ebbene la stessa cosa succede nel nostro corpo quando consumiamo molti alimenti che producono una reazione infiammatoria. Il nostro organismo è in grado di difendersi molto bene dall’infiammazione (così come dalla paura di morire di fame) e lo fa trattenendo grassi e liquidi. Se vogliamo restare magri dobbiamo tenere sotto controllo l’infiammazione e allo stesso tempo dobbiamo produrre le giuste quantità di leptina.

 

Lei ha parlato anche però di un terzo grande capitolo: l’insulina……

 

Tutti sappiamo che quando mangiamo zuccheri o dolci ingrassiamo tutti. Bene, questo accade perché nel nostro corpo ad ogni innalzamento di zuccheri nel sangue corrisponde una produzione importante di un ormone che scorta lo zucchero tramutandolo in grasso: l’insulina.

Un po’ come facciamo noi quando improvvisamente ci ritroviamo con del denaro in mano che non ci serve immediatamente (perché abbiamo guadagnato a causa di un lavoro inaspettato oppure ci arriva un eredità o ancora perché qualcuno ci regala delle somme non attese). Se tutto quel denaro non ci serve in quel preciso momento lo mettiamo da parte per momenti peggiori così ci garantiamo la sopravvivenza in caso di carestia. Il corpo fa esattamente la stessa cosa con il grasso. Noi lo detestiamo ma per il nostro corpo la massa grassa rappresenta una riserva di energia non spesa che gli garantisce la sopravvivenza in caso di carestia. Non dimentichi che siamo evoluti nel corso di milioni di anni in carenza di cibo ed è normale che il nostro organismo tenda a fare scorta di grasso per difendersi da un ipotetico ed eventuale “rischio di morire di fame”. Nel corso di alcuni interventi televisivi a Telecolor con Micol Baronio ho avuto il piacere di spiegare dettagliatamente come funziona l’insulina (clicca qui

Ma anche il alcuni articoli che ho pubblicato in passato sul mio sito internet ho citato alcuni rimedi vegetali utili alla prevenzione della resistenza insulinica (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/01/30/il-poterium-spinosum-e-la-berberina-linsulina-vegetale/ e qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/16/nutrizione-e-obesita-proteggere-il-pancreas-lintestino-e-lo-stomaco-con-i-rimedi-naturali/)

 

Da come descrive il nostro corpo si direbbe che sia costantemente preoccupato dalla paura di restare senza cibo….una antica macchina rimasta ferma a milioni di anni fa….eppure siamo evoluti nel corso degli ultimi migliaia di anni….come spiega questa apparente contraddizione?

 

È esattamente così infatti. Nel corso degli ultimi 790.000 anni di evoluzione umana abbiamo sempre avuto questo problema. Abbiamo imparato ad organizzarci ed a difenderci da questo rischio trattenendo liquidi e grassi per diluire l’infiammazione, per abbassare la glicemia e per fare scorta di grasso per i periodi meno fortunati in termini di abbondanza di cibo. Il cervello è evoluto da un lato, ma i nostri geni e il nostro metabolismo sono fermi all’età paleolitica.

 

Esistono delle sostanze naturali che possono essere favorire il dimagrimento?

 

Certamente sì. In generale tutti gli estratti vegetali ad azione antinfiammatoria possono essere estremamente utili ma occorre sempre individuare la sostanza più adatta alle caratteristiche individuali.

 

Un po’ come cucire un abito su misura….

 

Proprio così: se compro un abito pronto devo sperare che mi vada bene ma se lo faccio preparare da un sarto prendendo le misure precise, le possibilità che l’abito sia perfetto sono molto più alte. Quando scelgo un integratore alimentare o voglio usare un estratto vegetale devo cercarne uno che sia molto vicino alle mie caratteristiche personali…..

 

Ci può fare un esempio?

 

Poniamo il caso che lei abbia entrambi i genitori che si sono ammalati di cuore, magari uno con una cardiopatia dilatativa è un altro con una coronaropatia. Esistono molti rimedi naturali che possono aiutarla a perdere peso ma ci sono sicuramente alcune sostanze naturali che sono molto indicate per favorire la protezione cardiaca. Un esempio è dato dal magnesio, dal ribosio, dalla carnitina e dal coenzima Q10. Ma tra queste quattro una sola e utile per perdere peso: la carnitina.

 

Quali sono i vantaggi dell’approccio naturopatico che lei propone?

 

Esistono molti vantaggi ma sicuramente il più importante è quello relativo alla prevenzione. Sappiamo tutti che prevenire è meglio che curare ma è fondamentale intervenire prima che esista un danno all’organo o ad un tessuto. Perché questo possa accadere occorre studiare le caratteristiche individuali di una persona… solo dopo si procede con i suggerimenti più idonei…

 

La naturopatia può “curare” tutto?

 

Assolutamente no. La domanda è innanzitutto posta in termini sbagliati e apre la strada ad un terribile equivoco. La naturopatia non ha come obiettivo quello di curare una malattia. Questo semmai compete al medico che, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello legale, ha le competenze e la responsabilità della cura di una malattia.

Al naturopata invece interessa studiare una persona sana prima che si ammali e per farlo occorre guardare alle familiarità, allo stile di vita, all’alimentazione individuale nonché alla quantità ed alla qualità di sport praticato. Solo dopo è possibile elaborare una sorta di programma individualizzato volto alla prevenzione delle malattie e soprattutto al mantenimento della salute nonché alla promozione del massimo benessere personale perseguibile.

 

Massimo benessere personale insomma e non cura della malattia…..

 

Esattamente! Sì immagini un’automobile che funziona bene ma non riesce a esprimere il massimo del suo potenziale perchè magari non raggiunge la velocità ottimale oppure non consuma come dovrebbe a causa di un piccolo problema all’alimentazione del motore….Ecco, il naturopata è un po’ “l’ottimizzatore” che aiuta il motore ad esprimere il suo massimo potenziale! Esiste una enorme differenza tra non essere malato ed essere nelle migliori condizioni fisiche possibili. Noi naturopati ci occupiamo di questo: studiamo le peculiarità di una persona e cerchiamo di rendere la sua vita quanto più ricca di benessere ed energia possibile….

 

La ringrazio per queste intervista che non solo ci ha permesso in cosa consista concretamente il suo lavoro ma ha anche chiarito molti punti e molti equivoci frequenti.

Grazie a voi…. un caro saluto a tutti…….

Per appuntamenti:

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Per appuntamenti sulle zone di Brescia,
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e Lago di Garda
contattare il numero: 3289229129

Altri articoli correlati:

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https://www.facebook.com/vladimiro.colombi

https://www.facebook.com/Farmacia-SantElena-647375808631697/

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ALCOLISMO, COLESTEROLO E CURCUMA: UN POTENTE RIMEDIO NATURALE PER AUMENTARE IL TUO BENESSERE


Secondo una nuova ricerca la curcuma sarebbe in grado di ridurre il colesterolo in caso di eccessiva assunzione di alcool

L’eccessiva assunzione di alcol induce aumento dei grassi nel sangue (iperlipidemia). Gli studi suggeriscono che alcuni principi naturali possono avere proprietà anti-iperlipidemia, favorendo la riduzione del colesterolo e dei trigliceridi.

Alcuni ricercatori (Rukkumani R, Aruna K, Varma PS, Rajasekaran KN, Menon VP) hanno testato l’effetto della curcumina, un principio attivo della curcuma (Curcuma longa, querst’ultima a sua volta contenuta in una nota miscela di spezie, il curry, oggi molto studiata per le sue straordinarie potenzialità contro il tumore, la malattia di Alzheimer, la protezione dalla malattie del sistema nervoso, il diabete, la depressione e ancora molto altro).

Nel corso dello studio i ricercatori hanno ossidato i grassi polinsaturi omega 3 (PUFA) attraverso un processo di riscaldamento termico in cavie a cui era stata indotta un innalzamento del colesterolo sperimentalmente e hanno osservato come i livelli di colesterolo, trigliceridi, fosfolipidi e grassi in genere, venivano ridotti dalla curcumina (contenuta appunto in curcuma longa).

In base ai risultati ottenuti è stato possibile concludere che sia la curcumina che la curcuma nel suo insieme protegge efficacemente il sistema cardiovascolare dai danni dell’ossidazione dei grassi e potrebbe essere un candidato potenziale per il trattamento sia dell’alcolismo che per la protezione dalle sue più comuni conseguenze (colesterolo, trigliceridi e infiammazione).

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16117621

Bibliografia:

Comparative effects of curcumin and its analog on alcohol- and polyunsaturated fatty acid-induced alterations in circulatory lipid profiles.Rukkumani R1, Aruna K, Varma PS, Rajasekaran KN, Menon VP.

 Altre fonti e articoli sull’argomento leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/2016/07/08/un-alimento-contro-il-cancro-la-depressione-e-il-dolore-curcuma-curcuma-longa/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/16/curcuma-ed-epilessia-uno-studio/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/24/uno-straordinario-rimedio-naturale-per-lintestino-la-curcuma/

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PROSTATITE CRONICA, DOLORE CRONICO E INTESTINO


Un importante contributo nel completamento del trattamento e della gestione dei dolore pelvico cronico maschile e nella prostatite potrebbe arrivare proprio dal benessere dell’intestino

 

 

L’analisi del microbioma umano continua a rivelare associazioni nuove e inesplorate.Se è vero che in alcune malattie (come nel cancro del colon-retto), l’alterazione cronica della flora batterica intestinale è un punto fermo diversa è la situazione in ambiti infiammatori cronici più “sfumati” (ma non poco fastidiosi). Due di queste condizioni, la prostatite cronica e la sindrome da dolore pelvico cronico sembrano avere una muLtifattorialità eziologica (stress, alimentazione, famigliarità).

La medicina allopatica nonostante i numerosi tentativi farmacologici per il trattamento della prostatite cronica con monoterapia ha visto un successo limitato, che si pensa sia dovuto proprio alla mutlifatorialità delle cause.

Una ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28217695) ha mostrato come l’alterazione della flora batterica intestinale (microbiota) sia direttamente correlata con la gravità della malattia (e il grado di disbiosi nelle urine).

Ancora una volta emerge il sospetto che l’intestino sia davvero un coacervo di funzioni non del tutto esplorate da cui partire per studiare e forse un domani risolvere molti disturbi cronici.

 

Fonte:

Ann Transl Med. 2017 Jan;5(2):30. doi: 10.21037/atm.2016.12.32.Gut microbiome and chronic prostatitis/chronic pelvic pain syndrome.Arora HC1Eng C2Shoskes DA1.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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MORBO DI PARKINSON E INTESTINO


Una ricerca ha ipotizzato una relazione tra intestino e morbo di parkinson

 

La flora batterica intestinale può influenzare la situazione cognitiva di un individuo ma anche il suo apprendimento e la sua memoria. Diversi studi hanno ipotizzato come dalla flora batterica intestinale possa dipendere   lo sviluppo e il comportamento del cervello.E’ stato altresì ipotizzato come numerosi disturbi neurologici (come il morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, ansia, stress e molto altro ancora) potrebbero trovare una loro concausa nell’intestino.

Un recente studio ha dimostrato che i pazienti con la malattia di Parkinson soffrono di disbiosi intestinale, ma non è ancora affatto chiaro se si tratti di una causa o un effetto di tali disturbi.

Uno studio appena effettuato (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28202372) ha cercato una spiegazione tra questi disturbi nervosi e il mondo dell’intestino mcon prove dirette e indirette.

Un’altra ricerca ha esaminato una rosa totale di 197 soggetti colpiti da morbo di Parkinson ed è stata studiata la composizione microbica intestinale.Nel corso della ricerca sono stati altresì esaminati i farmaci e la dieta assunta nonché i sintomi gastrointestinali di cui soffrivano i soggetti sottoposti alla ricerca. In tutti i soggetti esaminati è stata osservata una stretta relazione tra la malattia e la presenza di una disbiosi intestinale.

Lo studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28195358), pur non conclusivo, ha aperto una nuova strada per ragionare sulle possibilità che oltre ai tradizionali farmaci potrebbe essere impiegato un intervento a supporto dell’intestino, ed è stata anche osservata una importante relazione tra assunzione di farmaci e disbiosi intestinale (antibiotici in particolare, il cui abuso potrebbe diventare un problema serio come ho spiegato in un altro articolo http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/28/antibiotici-e-infezioni-quale-futuro/).

Bibliografia:

 

  • Mov Disord. 2017 Feb 14. doi: 10.1002/mds.26942.Parkinson’s disease and Parkinson’s disease medications have distinct signatures of the gut microbiome.Hill-Burns EM1, Debelius JW2, Morton JT3, Wissemann WT1, Lewis MR1, Wallen ZD1, Peddada SD4, Factor SA5, Molho E6, Zabetian CP7, Knight R2,3,8, Payami H1,9.

 

  • Parkinsonism Relat Disord. 2017 Feb 7. pii: S1353-8020(17)30036-6. doi: 10.1016/j.parkreldis.2017.02.002.Gut microbiota: Implications in Parkinson’s disease.

Parashar A1, Udayabanu M2.

 

 

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ANTIBIOTICI, INTESTINO E DIABETE 1


Uno studio in modelli animali ipotizza una relazione importante tra flora batterica intestinale e diabete di tipo 1

 

Il microbiota intestinale interagisce con le cellule immunitarie innate e svolge un ruolo importante nel plasmare il sistema immunitario. Molti fattori possono influenzare la composizione del microbiota: la modalità della nascita, la dieta, le infezioni e farmaci (tra cui antibiotici, il cui aumento potrebbe rappresentare in futuro un grande problema http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/28/antibiotici-e-infezioni-quale-futuro/).

Nelle malattie con una eziologia multifattoriale, come nel diabete di tipo 1, la manipolazione e le alterazioni del microbiota in modelli animali hanno dimostrato di influenzare l’incidenza e l’insorgenza della malattia. I microbiota sono una parte importante dell’ambiente interno e la comprensione di come questi batteri interagiscono con le cellule immunitarie innate di generare tolleranza immunitaria potrebbe aprire nuove opportunità per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.Una ricerca recentissima ha studiato la relazione tra diabete di tipo 1 e microbiota dell’intestino (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28188825).

 

 

Bibliografia:

Pharmacol Res. 2017 Feb 7;119:219-226. doi: 10.1016/j.phrs.2017.01.034.Antibiotics, gut microbiota, environment in early life and type 1 diabetes.Hu Y1, Wong FS2, Wen L3.

 

 

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http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

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DIFENDI LA TUA MENTE DALLA MALATTIA DI ALZHEIMER


Arricchisci di antiossidanti ogni alimento e pianfica la tua giornata per lo sport per prevenire facilmente l’invecchiamento mentale

 

La malattia di Alzheimer è considerata una delle future epidemie che destano maggiori preoccupazioni a livello sanitario, sia per i costi sociali che per la qualità di vita dei pazienti che ne sono colpiti. Anche e soprattutto i famigliari subiscono ripercussioni quando un parente viane colpito da questa terribile malattia.

Al momento non vi sono ancora farmaci disponibili sul mercato in grado di contrastare in modo deciso l’insorgenza e il decorso della malattia.

Tuttavia nel gennaio 2004 un gruppo di ricercatori medici di 4 università statunitensi ha pubblicato un interessante studio neurologico nel quale è emerso come chi assumeva una integrazione costante di vitamina C e vitamina E (due vitamine altamente antiossidanti) aveva un’incidenza inferiore della malattia di Alzheimer intorno al 78%.

Di vitamina C ne sono ricchi soprattutto i peperoni, i kiwi, il prezzemolo, mentre la vitamina E e contenuta in quantità molto elevate nell’olio di germe di grano (e in quantità minore nell’olio di semi di girasole).

Pur non volendo concludere necessariamente per l’integrazione di queste sostanze vale comunque la pena ricordare che un’alimentazione ricca di sostanze in grado di apportare sostanze antiossidanti e antiinfiammatorie potrebbe favorire l’allontanamento del rischio di questa penosa malattia

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BENESSERE E SALUTE CON UN ALIMENTO MEDICINALE SCONOSCIUTO: IL PIPTOPORUS BETULINUS


PIPTOPORUS BETULINUSMeno noto di altri funghi medicinali (come il reishi, lo shiitake e il maitake) il piptoporus betulinus ha un’intensa azione antivirale contro i virus intestinali e contro il terribile virus responsabile dell’Aids (sindrome da immunodeficienza acquisita).
Ha un’azione importante nella infiammazioni croniche cutanee e potrebbe essere particolarmente utile in caso di melanomi. In Oriente è stato impiegato come immunomodulante e antibatterico e come preventivo nelle infiammazioni che colpiscono il sistema nervoso (encefaliti) e la cute. Inutile dire che il miglior vaccino rimane sempre la prevenzione, e che ovviamente rimane auspicabile evitare di infettarsi adottando stili di vita consapevoli. Ma oltre alla prevenzione e all’ovvia necessità di trattamenti farmacologici appropriati per una qualsiasi malattia di natura virale, vale la pena ricordare che una corretta nutrizione acompagnata dal giusto rimedio naturale può fare la differenza nel migliorare la gestione della nostra salute.

Questo fungo ha anche mostrato un’azione antiinfiammatoria importante nella gestione del dolore.

Bibliografia:

Int J Med Mushrooms. 2011;13(6):525-33.Investigation of antiproliferative effect of ether and ethanol extracts of birch polypore medicinal mushroom,Piptoporus betulinus (Bull.:Fr.) P. Karst. (higher Basidiomycetes) in vitro grown mycelium.Cyranka M1Graz MKaczor JKandefer-Szerszeń MWalczak KKapka-Skrzypczak LRzeski W.

 

J Antibiot (Tokyo). 2004 Nov;57(11):755-8.Anti-inflammatory and anti-hyaluronate lyase activities of lanostanoids from Piptoporus betulinus.Wangun HV1Berg AHertel WNkengfack AEHertweck C.

 

J Nat Prod. 2003 Aug;66(8):1104-6.Anti-inflammatory lanostane-type triterpene acids from Piptoporus betulinus.Kamo T1Asanoma MShibata HHirota M.

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