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LA VERDURA DI STAGIONE: AD APRILE ARRIVA IL SEDANO UMILE E POTENTE


Il sedano (apium graveolens) appartiene alla famiglia delle ombrellifere ed è un vegetale particolarmente ricco di sostanze protettive per la nostra salute.

Nel sedano possiamo infatti trovare vitamine A, B e C, ma anche molti minerali come magnesio, manganese, ferro, iodio, rame, sodio, potassio, calcio, e fosforo ma anche altre sostanze protettive per la nostra salute (come colina, tirosina e acido glutammico).

Si tratta di un vegetale particolarmente interessante perché può essere usato sia per uso interno che per uso esterno. Ad uso interno può essere estremamente utile come dimagrante, antisettico, antireumatico e antimalarico. E’ inoltre un formidabile aperitivo dall’azione tonica generale e nervina che supporta le ghiandole surrenali nei momenti di stress a cui si associa un’azione rimineralizzante e rigenerante del sangue.

Il sedano vanta anche un’azione diuretica ed è un importante disintossicante.

L’utilizzo più importante del sedano per uso interno è legato probabilmente all’azione sul sistema nervoso e sull’apparato gastrointestinale in quanto è in grado di proteggere il fegato dalla ittero ed è importantissimo per migliorare la digestione nei soggetti che soffrono di digestione lenta. E’ anche un grandioso rimedio per i reumatismi e la gotta ed è un grande drenante dell’apparato urinario. Proprio per questa sua caratteristica è in grado di ridurre l’infiammazione a livello renale ed è indicatissimo in caso di litiasi urinaria. Può essere utilizzato anche per migliorare il dimagrimento e combattere l’obesità e può essere consumato sia crudo (magari associato alle mele in un’insalata) oppure inserito nelle minestre frullato o ancora centrifugato insieme al succo di carota per trattare i reumatismi (Jean Valnet).

Ad uso esterno può essere utilizzato anche come blando cicatrizzante in caso di scottature o processi infiammatori che richiedano una riepitelizzazione del derma.

Nell’ambito della medicina popolare è stato utilizzato contro i geloni. La ricetta per tale utilizzo prevede la preperazione di un decotto di gambi di sedano al dosaggio di 200 grammi per ogni litro d’acqua da far bollire per un’ora. Il decotto può anche essere utilizzato per effettuare dei pediluvi (purchè molto caldi). Sempre nell’ambito della medicina popolare è stato utilizzato per potenziare il vigore sessuale.

L’estratto di sedano può alterare la farmacocinetica del farmaco captopril quando somministrato in associazione. La combinazione potrebbe essere utile per il trattamento dell’ipertensione, poiché il sedano causa un aumento del livello plasmatico di captopril.

Una ricerca ha dimostrato come il sedano sia efficace nel ridurre i livelli di glucosio nel sangue.

Di notevole interessa poi il suo impiego nella dispepsia. Come documentato da una ricerca iraniana il sedano potrebbe essere un alleato nei soggetti con problemi gastrici.Nel corso della ricerca (randomizzata e in doppio cieco) sono stati arruolati un totale di 150 pazienti. I pazienti esaminati sono stati divisi in due tre gruppi (sedano, placebo e omeprazolo).
Dopo 4 settimane la gravità e la frequenza dei sintomi diminuiva significativamente nel gruppo che aveva utilizzato il sedano rispetto ai gruppi “omeprazolo e placebo” e continuavano a ridursi entro la fine dell’ottava settimana. Nel corso della ricerca è stato osservato come sintomi (come bruciore, dolore, sazietà precoce, pienezza, gonfiore, eruttazione e nausea), rispetto al gruppo trattato con placebo erano notevolmente diminuiti. Inoltre, il sedano è stato in grado di migliorare significativamente i sintomi, come vomito e nausea (ma non il dolore) rispetto ai soggetti trattati con omeprazolo.

La ricerca iraniana ha concluso che il sedano è più efficace dell’omeprazolo (e ovviamente del placebo) nel ridurre i sintomi nei pazienti studiati.

 

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Bibliografia:

 

Fitoterapia. 2018 Feb 26. pii: S0367-326X(18)30036-4. doi: 10.1016/j.fitote.2018.02.029. Antiadhesive hydroalcoholic extract from Apium graveolens fruits prevents bladder and kidney infection against uropathogenic E. coli.Sarshar S1, Sendker J1, Qin X2, Goycoolea FM2, Asadi Karam MR3, Habibi M3, Bouzari S3, Dobrindt U4, Hensel A5.

 Sci Pharm. 2018 Feb 16;86(1). pii: E6. doi: 10.3390/scipharm86010006.Effect of Apium graveolens Extract Administration on the Pharmacokinetics of Captopril in the Plasma of Rats.Siska S1,2, Mun Im A3, Bahtiar A4, Suyatna FD5.

 Saudi Med J. 2018 Feb;39(2):154-160. doi: 10.15537/smj.2018.2.21238.The effects of celery leaf (apium graveolens L.) treatment on blood glucose and insulin levels in elderly pre-diabetics.Yusni Y1, Zufry H, Meutia F, Sucipto KW.

 Avicenna J Phytomed. 2017 Nov-Dec;7(6):554-564.Effect of Apium graveolens and Trachyspermum copticom on clinical symptoms of patients with functional dyspepsia. Azimi M1,2, Zahedi MJ3, Mehrabani M2, Tajadini H1,4, Zolala F5, Baneshi MR5, Choopani R6, Sharififar F2, Asadipour A7, Hayatbakhsh MM3, Ahmadi B3.

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LA VERDURA DI STAGIONE: A MARZO LA CAROTA


Ricordate Bugs Bunny? Lui sì che la sapeva lunga…..

Se non proprio tutti i giorni mi capita almeno due volte la settimana di ricevere persone in studio con problemi gastrointestinali e la cui causa è apparentemente sconosciuta.

Eppure Ippocrate lo aveva detto chiaramente: ” fa che il cibo sia la tua medicina èla medicina sia il tuo cibo”.

Daucus carota (questo è il nome botanico della carota) è un vegetale appartenente alla famiglia delle ombrellifere ed è uno degli ortaggi a mio modesto avviso tra i più preziosi in assoluto per un l’uomo.

Grazie alla sua polpa, al suo succo ma anche alle foglie, al gambo e ai semi, la carota rappresenta uno dei vegetali più importanti per la salute umana.

Ricchissima di vitamina A contiene anche acido folico, vitamina C e carotenoidi e ha una bassa concentrazione di zuccheri che varia dal 3 al 7% a cui si aggiungono moltissimi minerali tra cui ferro, fosforo, calcio, sodio, potassio, magnesio, manganese, zolfo, rame e bromo. La carota contiene anche asparagina e docarina, due sostanze non semplici da recuperare.

La carota vanta straordinarie proprietà nutrizionali.

Innanzitutto ha un’azione tonica e ricostituente nell’astenia ed è un prezioso rimineralizzante utilissimo in caso di anemia, ma è soprattutto il grande amico dell’intestino per la sua straordinaria azione regolatrice antidiarroica e al contempo lassativa. Nella nella stitichezza svolge un’azione importante nell’intestino iperfermenativo quando l’alimentazione scorretta causa innumerevoli anomalie nel suo funzionamento, come gonfiore e dolore addominale.

Inoltre la carota è cicatrizzante a livello gastrico e trova pertanto indicazione specifica in tutte quelle situazioni nelle quali siano presenti infiammazioni croniche dello stomaco e dell’esofago (esofagite e gastrite). Il succo di carota può essere utilizzato nella misura di 50 a 500 grammi al giorno al risveglio e prima di coricarsi contro la stipsi e può essere largamente impiegata per preparare non solo delle insalate ma anche delle gustose minestre.

La presenza di docarina (scoperta da alcuni ricercatori russi) ha reso la carota particolarmente utile nella cura e nella prevenzione di malattie coronariche in quanto alla docarina è stata ascritta un’azione vasodilatatrice.

 A livello dermatologico, la carota ha un azione ringiovanente sui tessuti e cicatrizzante sulle piaghe se utilizzata per uso esterno

Mentre della carota conosciamo quasi tutti la valenza nutrizionale e le proprietà curative dell’olio essenziale di carota invece conosciamo meno le proprietà. Nell’ambito della medicina popolare questo olio essenziale è utilizzato nell’insufficienza epatica e biliare e favorisce la rigenerazione di fegato, reni e pancreas. E’ un olio particolarmente utile per abbassare il colesterolo e può essere utilizzato per proteggere il fegato in caso di epatite.

L’olio essenziale di carota vanta un’azione tonica generale (quindi indicatissimo in caso di affaticamento generale) e a livello dermatologico può essere utilizzato per acne, ezemi e foruncolosi.

Più in generale può essere utile per rigenerare la pelle nelle persone anziane soprattutto in caso di macchie senili o di rughe.

Anche se non sono note controindicazioni specifiche è preferibile evitarne l’utilizzo nei primi tre mesi di gravidanza.

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http://www.vladimirocolombi.it/2018/11/21/domande-e-risposte-avocado-si-o-no/

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DOMANDE E RISPOSTE: I RIMEDI NATURALI PER LA PRESSIONE BASSA


Paola mi scrive per sapere cosa si può fare per sopportare il caldo intenso con i suoi problemi di pressione bassa e stanchezza.

Gentilissima Paola la stagione calda con la sua afa può essere molto fastidiosa e difficile da sopportare, soprattutto per chi soffre di pressione bassa, stanchezza, crampi e formicolii.

Mentre per i disturbi relativi all’ipertensione (pressione alta) esistono molti rimedi naturali più o meno noti (come olivo, biancospino, magnesio, aglio), in caso di ipotensione (pressione bassa) le possibilità di favorire una regolazione della pressione arteriosa sono meno note.

Alcuni rimedi naturali però possono rivelarsi estremamente utili a questo scopo.

Il castagno e la salvia per esempio favoriscono una regolazione dei livelli di pressione, mentre il fieno greco e la fumaria hanno un’azione tonico-ricostituente in grado di favorire l’aumento dell’energia, riducendo quindi i tipici sintomi legati alla pressione bassa (stanchezza, debolezza, capogiri etc…etc…). Altri due rimedi importanti nella pressione bassa sono il timo e il rosmarino, la cui azione astringente e antinfiammatoria favorisce l’innalzamento dei livelli pressori senza interferire sulla produzione di cortisolo, l’ormone dello stress.

Anche la quercia ha un’azione vasocostrittrice e pertanto può essere impiegata nei casi di pressione bassa associata a stanchezza e affaticamento. La quercia trova particolare indicazione nelle persone anziane che avvertono una cronica stanchezza e che si sentono “sfibrate”.

Meno noto invece è l’abrotano, la cui azione vasocostrittrice (e al contempo stimolante e tonica) è in grado di regolare la pressione quando le temperature salgono troppo nel corso dell’estate.

Ultimo ma non per importanza da menzionare è il rosmarinus officinalis (del quale ho parlato in articoli precedenti http://www.vladimirocolombi.it/tag/rosmarinus-officinalis/) la cui azione tonica e ricostituente è ben documentata e lo rende particolarmente idoneo per proteggersi dalla stanchezza e dalla pressione bassa.

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LE PROPRIETA’ DELL’OLIO DI COCCO


L’olio di cocco potrebbe rappresentare un ottimo rimedio per la protezione del sistema nervoso, della pelle, e della prostata. Ma anche contro le rughe

 

L olio di cocco rientra a pieno titolo tra cibi cosidetti “superfood” in quanto dotati di proprietà davvero uniche e straordinarie.Si tratta infatti di un olio particolarmente ricco di grassi saturi a media catena (il che li rende da un lato particolarmente preziosi a livello energetico, e dall’altro, meno pericolosi per i depositi potenziali di colesterolo all’interno dell’apparato cardiovascolare). La caratteristica di questi grassi sta nella loro abilità nel penetrare all’interno delle cellule senza intervento da parte degli acidi biliari. Grazie a questa caratteristica chi soffre di problemi al livello epatico o di insufficienza biliare può sfruttarne gli effetti senza alcun problema. L’elevata concentrazione di aminoacidi contenuti (come cisteina, glicina, arginina, alanina, leucina, lisina, prolina, metionina e tirosina), di vitamine (B, C e D), di alcuni oligoelementi e minerali (come zinco, potassio, rame, magnesio e fosforo) fanno dell’olio di cocco un’autentica miniera di sostante nutrienti protettive della nostra salute. L’olio di cocco vanta innumerevoli proprietà protettive tra cui un’azione antibatterica e antifungina, soprattutto con riferimento a Candida albicans contro la quale ha dimostrato un’azione particolarmente forte e intensa.

L’olio di cocco ha inoltre un’azione protettiva della prostata. Particolarmente indicato in caso di ipertrofia prostatical’olio di cocco potrebbe essere potenzialmente utile (ma gli studi devono ancora confermarlo) contro la malattia di Alzheimer.

Una ricerca effettuata nel 2015 presso l’Università di Valenzia ha dimostrato come la soluzione di 40 millilitri al giorno di olio di cocco sia in grado di migliorare lo stato cognitivo dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer.

Ma gli effetti protettivi e importanti per la nostra salute dell’olio di cocco non si esauriscono qui. L’olio di cocco possiede un’azione ricostituente e nutriente antirughe per la pelle.Grazie alla presenza di innumerevoli grassi nonchè alla presenza di     minerali e vitamine B e C si è rivelato un prezioso alleato anche nel trattamento delle ferite. Ancora recentemente uno studio ne ha confermato le sue virtù (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27878500) mentre altri due studi hanno confermato delle potenzialità dell’olio di cocco contro la malattia di alzheimer (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28126466 e https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28118770).

 Bibliografia:

1)    Inflammopharmacology. 2017 Feb;25(1):41-53. doi: 10.1007/s10787-016-0298-8. Epub 2016 Nov 22.Anti-inflammatory and antioxidant effect of Kerabala: a value-added ayurvedic formulation from virgin coconut oil inhibits pathogenesis in adjuvant-induced arthritis.Ratheesh M1Sandya S2Pramod C3Asha S4Svenia JP4Premlal S5GrishKumar B6;

 2)    Dermatol Ther. 2017 Feb 15. doi: 10.1111/dth.12472.Coconut oil: The future of atopic dermatitis treatment?Desai AS1;

 3)    Neurochem Int. 2017 Jan 23. pii: S0197-0186(16)30334-5. doi: 10.1016/j.neuint.2017.01.008.Coconut oil protects cortical neurons from amyloid beta toxicity by enhancing signaling of cell survival pathways.Nafar F1Clarke JP1Mearow KM2;

 4)    Pharm Biol. 2017 Dec;55(1):825-832. doi: 10.1080/13880209.2017.1280688.Enhanced memory in Wistar rats by virgin coconut oil is associated with increased antioxidative, cholinergic activities and reduced oxidative stress.Rahim NS1,2Lim SM1,3Mani V4Abdul Majeed AB3Ramasamy K1,3.

 Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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DOMANDE E RISPOSTE: Stanchezza d’autunno? Fai così


Paola mi scrive per sapere se il magnesio possa aiutare nel corso della menopausa per stitichezza o se esista qualche rimedio naturale per risolvere contemporaneamente la stitichezza e la stanchezza tipica del cambio di stagione.

 

Gentilissima Paola,

il magnesio potrebbe sicuramente essere utile per ridurre la stanchezza ma se non soffre di pressione alta un buon integratore potrebbe essere rappresentato soprattutto dall’eleuterococco, di cui prendere una capsula a pranzo e a colazione oppure 50 gocce a colazione e 50 gocce a pranzo).

L’eleuterococco può essere di grande e dare sollievo in questo genere di problemi, soprattutto quando la stanchezza si accompagna a temperature alte come d’estate, nel corso della menopausa nonché in caso di affaticamento tipico autunnale.

All’eleuterococco potrebbe associato poi l’utilizzo di olio di semi di lino (o dei semi di lino stessi). Deve sapere che i semi di lino sono una preziosa riserva di lignani, sostanze altamente protettive in grado di aumentare la protezione contro alcuni forme tumorali e, al contempo, economici e potenti alleati contro la stitichezza. Con l’arrivo della menopausa possono aumentare alcuni sintomi molto fastidiosi come secchezza vaginale (e delle mucose in genere), stanchezza, aumento di peso, alterazione del senso di fame, insonnia.

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SEI INTOLLERANTE A QUALCHE ALIMENTO? MANGIA CIOCCOLATO!


Il cacao potrebbe essere un dolce rimedio contro le intolleranze alimentari

 

Un sempre maggior numero di studi sta documentando come esista una relazione tra composti alimentari, microbiota, e la predisposizione a malattie allergiche, con particolare riguardo alle allergie alimentari. Il cacao è una fonte di polifenoli antiossidanti che ha mostrato  sorprendenti effetti sulla flora batterica intestinale in grado di promuovere la tolleranza alimentare su modelli animali con reattività infiammatoria da cibo.Nel corso di uno studio  (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28239436) alcuni ratti sono stati sensibilizzati per via orale e alimentati con cacao, mentre altri ratti non lo sono stati.I ratti nutriti con cacao hanno mostrato un significativo cambiamento della flora batterica intestinale e un cambiamento delle IgA (immunoglobuline notoriamente coinvolte nelle reattività infiammatorie da cibo). Lo studio ha documentato una diminuzione di alcune specie batteriche (nocive) e un aumento di colonie batteriche utili alla salute.

E’ stato possibile osservare come inoltre una dieta ricca cacao sia in grado di modificare il microbiota in animali sensibilizzati oralmente. Più in particolare il cacao inibisce la sintesi di anticorpi specifici e IgA intestinali, aprendo quindi la strada al’’ipotesi che il cacao potrebbe essere non solo un alimento funzionale, ma addirittura un alimento in grado di favorire l’aumento della tolleranza a cibi normalmente non tollerati.

In precedenza ho già avuto modo di lodare le proprietà benefiche di questo meraviglioso alimento (http://www.vladimirocolombi.it/2016/01/07/meraviglioso-cioccolato/). Oggi abbiamo un motivo in più per consumarlo. Anche e soprattutto per la sua elevata concentrazione di magnesio (http://www.vladimirocolombi.it/tag/cioccolato-fondente/) di cui siamo spesso carenti un po’ tutti.

 

Fonte: Oxid Med Cell Longev. 2017;2017:7417505. doi: 10.1155/2017/7417505. Epub 2017 Jan 25.Gut Microbiota in a Rat Oral Sensitization Model: Effect of a Cocoa-Enriched Diet.Camps-Bossacoma M1Pérez-Cano FJ1Franch À1Castell M1.

 

 

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http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

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OCCHIO AI GRASSI CHE METTI NEL PIATTO SE VUOI SALVARE IL CERVELLO!


Ho già avuto modo di spiegare in televisione come attraverso la naturopatia sia possibile proteggere il nostro organo più importante per la nostra memoria: il cervello (clicca qui per vedere il video: https://www.youtube.com/watch?v=waEFewPS0kk)

Da anni le ricerche ipotizzano una correlazione tra intestino e cervello, al punto tale da arrivare a considerare l’intestino come una sorta di “secondo cervello”. Alcune importanti sostanze che in effetti vengono prodotte proprio nell’intestino condizionano a livello neurologico il nostro comportamento e il nostro umore.

L’intestino umano è un ambiente anaerobico composito con una vasta e diversificata popolazione batterica intestinale denominata “microbiota intestinale” che include oltre 100 miliardi di microrganismi (di cui almeno 1000 specie).

La scoperta che una composizione microbica alterata possa influenzare il comportamento e la funzione cognitiva (e viceversa) ha significativamente contribuito a confermare l’esistenza di una sorta di “ponte” tra intestino e cervello.

Oggi questa ipotesi è supportata da diverse prove e mostra che tale relazione sia anche più estesa arrivando a coinvolgere il nervo vago, il sistema immunitario e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Molti studi si sono concentrati su queste relazioni per tentare di spiegare e curare innumerevoli malattie che vanno dallo stress alla depressione, dall’ansia alla sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Anche l’autismo e altre malattie neurodegenerative (come il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer) potrebbero secondo alcune recenti ricerche essere correlate con la flora batterica intestinale. Alcuni grassi possono interferire con i processi infiammatori insieme ai batteri intestinali e potrebbero diventare dei potenziali alleati per il controllo dei processi patologici. E ‘ben noto il loro ruolo nell’infiammazione, nel dolore (sia acuto che cronico), nell’obesità e nelle malattie del sistema nervoso centrale.

Un gruppo di ricercatori (Russo RCristiano CAvagliano CDe Caro CLa Rana GRaso GMCanani RBMeli RCalignano A.) in una recente In una recentissima recensione (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28215162) è stata sottolineata la relazione tra infiammazione, dolore e microbiota intestinale, ed è stata confermata l’esistenza di una relazione tra l’asse intestino-cervello e le malattie del sistema nervoso centrale. E non dimentichiamo il magnesio (http://www.vladimirocolombi.it/2016/09/26/il-magnesio-per-il-cervello/)

 

Bibliografia:

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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QUALCHE RASSICURAZIONE PER IL NATALE IN ARRIVO…….CON TANTI AUGURI DI BUONE FESTE


 

 

In prossimità del l’arrivo delle vacanze di Natale i timori per la perdita dei risultati conseguiti nel corso di una dieta aumentano.

Capita di incontrare in studio persone preoccupatissime per l’arrivo delle festività” mangerò troppo, mangerò male e agli orari sbagliati”.

Dal bicchiere di vino in più alla fetta di panettone, le occasioni di eccedere o pasticciare non mancano.

In realtà si tratta di falsi problemi.

Oggi sappiamo che il punto cardine per restare magri (e soprattutto in salute) non sta tanto nel mangiare meno ma nel mangiare le cose giuste, agli orari giusti, combinandoli maniera corretta.

Ma soprattutto sappiamo che l’errore occasionale non incide sulla situazione generale metabolica di un individuo.

Erich Fromm, il noto umanista, era solito dire che ad incidere in profondità sulla la condizione psico emotiva di una persona non è tanto il singolo evento “traumatico” quanto il contesto ambientale nel quale l’individuo è costantemente immerso.

Ebbene la stessa cosa vale un po’ per la nostra alimentazione. Infatti oggi sappiamo che mangiare 3 o 4 volte al giorno sostanze ferrmentate e latticini può concorrere molto più nel corso degli anni nello scatenamento o nello sviluppo di malattie cronico-degenerative che non concedersi saltuariamente qualche momento di svago a tavola.

Vediamo allora quali sono i suggerimenti per potersi proteggere dalle vacanze natalizie e dagli stravizi che stanno per arrivare.
1) Ricordare di praticare regolarmente attività fisica rimane un presidio essenziale per tutti la mattina di Natale (o il giorno successivo), ma soprattutto il giorno precedente. E’ fondamentale muoversi (possibilmente al risveglio) per almeno 30 minuti. Questo attiverà la produzione di un’adipochina, la leptina, importantissima per controllare il metabolismo e il senso di fame e sazietà.

2) Ricordarsi sempre di alimentarsi con una colazione molto ricca e sa
ziante contenente proteine come prosciutto o uova o frutta secca (e che tra l’altro in questo momento dell’anno abbonda sulle tavole degli italiani).

In questo modo il nostro cervello “Paleolitico” riceve un segnale di abbondanza che gli permette di produrre la ben nota  “leptina”, la molecola che regola il senso di fame e sazietà nonché le riserve di grasso e muscolo del corpo. Mangiando in questo modo il nostro cervello “si fiderà” quindi ad inviare segnali di abbondanza a tutte le ghiandole del corpo e indirizzerà il nostro metabolismo al rilascio dei grassi.
Attenzione soprattutto al consumo di zuccheri (alcolici in primis): ricordo abitualmente a tutti i clienti in studio che il consumo di zuccheri e’ il più pericoloso e insidioso nemico della nostrasalute.
Non preoccuparsi quindi tanto dei grassi ma degli zuccheri è di primaria importanza. Solo i grassi saturi e quelli idrogenati sono pericolosi per la nostra salute (contenuti prevalentemente in tutti i prodotti confezionati e in molti prodotti da pasticceria).

Il consumo invece di grassi cosiddetti “buoni” (come olive, cocco avocado e semi oleosi) non solo non sono pericolosi per la nostra salute ma addirittura utilissimi per la conservazionedella nostra salute.

Per la protezione cardiovascolare e del cervello per esempio le noci sono ricchissime di omega-3 e di preziosi minerali come il magnesio, di vitale importanza per il buon funzionamento del sistema nervoso.

Anche le mandorle e il cioccolato fondente sono una fonte di magnesio eccezionale e possono rappresentare un eccellente presidio non solo per controllare la fame nervosa (e soddisfare la voglia di dolci) ma anche per favorire il controllo dell’insulina, l’ormone che ci fa ingrassare e migliorare la produzione di leptina (l’ormone che ci fa dimagrire stimolando l’incremento di massa magra e riducendo la massa grassa).

Auguro a questo punto buone vacanze e buone feste a tutti e mi auguro di rivedervi a gennaio per continuare insieme il nostro percorso verso il benessere…..senza rinunciare a qualche eccesso…come il mitico Totò  rappresentò magistralmente anni fa…..

Un caro saluto a tutti.

Vladimiro

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CONTROLLA LA FAME NERVOSA CON UN SUPPORTO VEGETALE ECONOMICO E SICURO


Chiedi aiuto a oligoelementi, aminoacidi e vitamine per un collaudato effetto antifame.

Esistono alcuni potenti e poco famosi rimedi naturali che possono esserci di aiuto in caso di eccessiva fame. Chi soffre di bulimia per esempio può trovare beneficio attraverso l’integrazione di vitamine del gruppo B, (in particolar modo l’eccezionale vitamina B6). Esse possono essere molto importanti se associate al magnesio per migliorare questi comportamenti alimentari alterati. Anche l’utilizzo di alcuni oligoelementi, come il manganese, il cobalto e il litio, possono supportare in modo magnifico i disturbi legati all’alimentazione. Gli oligoelementi sono sicurissimi e non hanno praticamente effetti collaterali. In naturopatia vengono abitualmente suggeriti anche a ai bambini ansiosi che sofforno di insonnia o di incubi, oppure per le persone anziane.Sono insapore e sono pratici poiché ne basta un’assunzione tre volte alla settimana al risveglio.

Esistono poi alcuni aminoacidi che possono aiutare molto. Il triptofano, la taurina e la carnitina associati alla tirosina e alla fenilalanina migliorarano l’umore e disturbi d’ansia nei temperamenti malinconici che inducono al consumo di dolci o di eccessive quantità di cibo.

Da un punto di vista fitoterapico esistono poi delle piante molto importanti che hanno un’azione contemporaneamente tonica e adattogena che possono migliorare la produzione di endorfine e, più in generale, le sostanze dell’umore che ci mantengono sereni ed equilibrati.

Tra queste ricordiamo il ginseng e l’eleuterococco, la withania somnifera (nota anche come ginseng indiano), la Griffonia simplicifolia e la Rhodiola rosea. In modo particolare queste ultime due piante hanno dimostrato un’importante azione per controllare i disturbi dell’umore e aiutare in caso di forte stress, stimolando in modo delicato e naturale la produzione di serotonina e riducendo il desiderio di dolci.

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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IL MAGNESIO PER IL CERVELLO


memoriaSapevate che la concentrazione maggiore di magnesio si trova in una zona del cervello nota come ippocampo?

La zona dell’ippocampo è estremamente importante per memorizzare e per ricordare ed è una delle aree più importanti coinvolte nel deterioramento cerebrale nella malattia di Alzheimer.

Il magnesio è in grado di proteggere questa area del cervello in caso di stress prolungati (che si rivela molto pericoloso per le persone costantemente irritabili e sempre stressate).

Un deficit cronico di magnesio (e al pari una sua integrazione) in varie forme nonchè un’alimentazione può essere estremamente importante per prevenire il deterioramento cerebrale in soggetti con familiarità a malattie conseguenti allo stress.

Da questo punto di vista ricordiamo che i semi oleosi (noci, nocciole, mandorle, pinoli, anacardi, noci del brasile) e alcuni vegetali a foglia verde sono risorse straordinarie di magnesio. Per i più golosi ricordiamo che il cioccolato fondente ne è una straordinaria fonte.

 

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IL SESAMO, IL GOMASIO E IL TAHIN PER LA PROFILASSI CONTRO OSTEOPOROSI E OSSA!


 

Sesame-Seeds

Quante volte abbiamo sentito dire che occorre consumare latticini per prevenire l’osteoporosi? Sapete che tra i grandi consumatori di latticini si riscontrano spesso forme di osteoporosi di gravità importante?
E sapete che nelle donne asiatiche i problemi di osteoporosi sono di gran lunga meno presenti che nei paesi europei e statunitensi?
Sembrano notizie incredibili, eppure è così: il consumo di latticini non pare ridurre affatto in modo significativo i rischi di osteoporosi.
Quello che invece sappiamo è che con alcuni semplici accorgimenti intelligenti potremmo intervenire in modo incisivo per prevenire quello che appare essere sempre più uno spettro per molte donne.
Il calcio, ma anche il magnesio, il boro e la vitamina D sono sostanze preziose per la prevenzione dell’osteoporosi, e possono sviluppare una intensa azione preventiva nei suoi confronti.
Ma perché il calcio sia veramente utile dovremmo assicurarci che provenga da fonti alimentari che né garantiscano una elevata biodisponibilità. Occorre cioè che il nostro organismo possa davvero utilizzarlo per soddisfare le sue necessità.
Una delle fonti più interessanti perchè biodisponibili di calcio è rappresentata dal sesamo.
I semi di sesamo contengono una buona quantità di calcio e sono sicuramente molto gustosi e graditi al palato di molti.
Al sesamo sono stati attributi diversi benefici a quanto sembra da diversi studi: ha un’azione antiossidante, antitumorale, e sembra aumentare il tasso di fertilità nei ratti se associato alla vitamina C.

Colesterolo glicemia e ferite

Alcuni recenti studi hanno confermato come una dieta ricca di lignani provenienti da sesamo non solo sarebbe in grado di ridurre il colesterolo LDL (quello noto come cattivo…), ma potrebbe rivelarsi un eccellente alleato anche nel controllo delle curve glicemiche.
Per uso topico poi, l’olio di sesamo avrebbe documentato una interessante azione favorente il recupero delle ferite.

Il sesamo in cucina

Esistono molto modi per assumere il sesamo nella nostra alimentazione: l’olio di sesamo spremuto a freddo per esempio, può rappresentare una valida aggiunta per alternare e arricchire i nostri piatti (insalate, pasta, o altro…). Ricco di vitamina E e di grassi insaturi ha un sapore molto gradevole e delicato che ricorda vagamente la noce. Ha un’azione antiossidante ed è molto importante per prevenire smagliature e rughe.
Il gomasio invece è molto usato nella cucina dell’area asiatica, ed è un composto di semi di sesamo tritati mescolato ad alghe e sale.
Viene comunemente usato per insaporire insalate, zuppe o minestre, ma anche carni o pesce,
Il suo impiego aiuta a ridurre il consumo di sale, sempre troppo abbondante nell’alimentazione occidentale e concausa importante di ritenzione idrica, ipertensione, e diverse malattie secondarie a quest’ultima.
Anche il tahin è sicuramente un alleato poco conosciuto ma strategico per le nostre ossa.
Il tahin è una crema di sesamo molto gustosa che si prepara tostando e tritando i semi di sesamo. Insieme al miele sul pane tostato a colazione al mattino oppure usato come ingrediente nei dolci, rappresenta un valido alleato per il nostro scheletro. Il Tahin è ricco di vitamina E ma anche di vitamina B e di numerosi sali minerali (come il magnesio, il silicio. Il fosforo, lo zinco e il ferro). E’ molto usato in Turchia come salsa per arricchire i piatti….
La sua ricchezza di vitamina B e di magnesio lo rende particolarmente interessante nel controllo della sindrome premestruale. Un recente studio ha infatti dimostrato come l’integrazione di vitamine del gruppo B possa ridurre i sintomi di questo fastidioso problema (2011 American Society for Nutrition Dietary B vitamin intake and incident premenstrual syndrome Patricia O Chocano-Bedoya, JoAnn E Manson, Susan E Hankinson, Walter C Willett, Susan R Johnson, Lisa Chasan-Taber, Alayne G Ronnenberg Carol Bigelow, and Elizabeth R Bertone-Johnson).
Molti studi hanno oramai confermato come un’adeguato apporto di vitamine del gruppo B sia essenziale per il mantenimento di un adeguato stato di salute. E’ noto come un’alimentazione iper raffinata sia largamente carente di magnesio (fondamentale per la prevenzione di malattie comuni al sistema nervoso come l’ansia o l’insonnia) e di vitamine del gruppo B.
Ricordiamo in proposito che le maggiori fonti di queste vitamine sono: il lievito di birra, il germe di grano, il fegato, l’ortica, la pappa reale, il polline, la spirulina, il riso intero, il grano intero, i legumi, la nocciola, la mandorla, la noce, il tuorlo d’uovo, la carne di maiale, gli ortaggi verdi freschi, le patate. In particolare la riboflavina è abbondantemente presente in natura e si trova nelle verdure, nel lievito e soprattutto nel latte, nel fegato, nel cuore, nel rene e nell’albume dell’uovo. E anche il sesamo….
Quando si dice mangiar sano!!!!!

Fonti:

Fonti:
J Agric Food Chem. 2011 Mar 10. Identification of Methanol-Soluble Compounds in Sesame and Evaluation of Antioxidant Potential of Its Lignans. Kuo PC, Lin MC, Chen GF, Yiu TJ, Tzen JT.

J Hum Reprod Sci. 2010 Jan;3(1):11-4.Efficacy of vitamin C and ethanolic extract of Sesamum indicum in promoting fertility in male Wistar rats.Ashamu E, Salawu E, Oyewo O, Alhassan A, Alamu O, Adegoke A.

Mol Cancer Res. 2010 May;8(5):751-61. Epub 2010 May 11.Sesamin manifests chemopreventive effects through the suppression of NF-kappa B-regulated cell survival, proliferation, invasion, and angiogenic gene products.Harikumar KB, Sung B, Tharakan ST, Pandey MK, Joy B, Guha S, Krishnan S, Aggarwal BB.

Basic Clin Pharmacol Toxicol. 2010 Jul;107(1):577-82. Epub 2010 Jan 25.Protective effect of sesamol against 3-nitropropionic acid-induced cognitive dysfunction and altered glutathione redox balance in rats. Kumar P, Kalonia H, Kumar A.

Br J Nutr. 2009 Sep;102(5):703-8. Epub 2009 Mar 23.Effects of a diet rich in sesame ( Sesamum indicum) pericarp on the expression of oestrogen receptor alpha and oestrogen receptor beta in rat prostate and uterus. Anagnostis A, Papadopoulos AI.
Indian J Exp Biol. 2008 Nov;46(11):777-82.Wound healing activity of Sesamum indicum L seed and oil in rats. Kiran K, Asad M.

Food Chem Toxicol. giugno 2008, 46 (6) :1889-95. Epub 2008 Jan 16.Sesame come componente hypocholesteraemic e antiossidanti alimentari. Visavadiya NP , AV Narasimhacharya .

Zhong Yao Cai. 2003 Apr;26(4):272-3.[Antitumor effect of alcohol extract from Sesamum indicum flower on S180 and H22 experimental tumor]. Xu H, Yang X, Yang J, Qi W, Liu C, Yang Y.

Biosci Biotechnol Biochem. 2001 Oct;65(10):2318-21.Hypoglycemic effect of a hot-water extract from defatted sesame (Sesamum indicum L.) seed on the blood glucose level in genetically diabetic KK-Ay mice. Takeuchi H, Mooi LY, Inagaki Y, He P.

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DOMANDE E RISPOSTE: ENZIMI, GASTRITE, DIGESTIONE E REFLUSSO GASTROESOFAGEO


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Matteo mi scrive per chiedere se esistono dei rimedi naturali per migliorare la digestione. Ha sentito parlare degli enzimi e chiede chiarimenti in merito al loro utilizzo.

domande

Buongiorno Matteo.

Effettivamente gli enzimi potrebbero aiutarti. Ma occorre distinguere in modo chiaro quali integratori di enzimi devono essere utilizzati. Molte sostanze naturali e molti integratori alimentari venduti sul mercato possono essere inutili e non danno alcun risultato perché gli enzimi funzionino bene solo se scelti in modo appropriato. Infatti occorrono alcune sinergie importanti per il loro utilizzo. Per esempio alcuni minerali (come lo zinco, il selenio e il magnesio) possono aiutare notevolmente nel migliorare l’assorbimento di alcuni alimenti e ottimizzare l’attività di alcuni enzimi.

Se poi questi enzimi vengono abbinati a probiotici e prebiotici l’effetto in alcuni disturbi gastrointestinali (come per esempio il gonfiore tipico che segue i pasti oppure i problemi di bruciore di stomaco o di reflusso gastroesofageo) possono migliorare ulteriormente. Gli enzimi più importanti che devono essere utilizzati sono quelli utili all’assorbimento dei carboidrati (come amilasi o alfagalattosidasi, maltasi, lattasi e invertasi) mentre per le sostanze vegetali e le proteine sono fondamentali la fitasi, la cellulasi e la proteasi. Anche per i lipidi esiste un enzima, la lipasi, necessaria per ottimizzare la digestione. L’associazione tra enzimi, probiotici e prebiotici (e altre sostanze sinergiche come lo zenzero e la lecitina di soia) possono aumentare ulteriormente l’assorbimento e l’efficacia di queste preziose sostanze alleate della nostra digestione.

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