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INVECCHIARE PIU’ LENTAMENTE…..FORSE SI PUO’


Oggi parliamo di invecchiamento e dei rimedi naturali ma anche dello stile di vita opportuno per poterlo ritardare…

 

Vladimiro Colombi naturopata esperto in alimentazione naturale si occupa di diffondere e far conoscere gli studi e le ricerche in questo ambito.

 

Buongiorno Vladimiro. Si sente spesso parlare di formule magiche o di scoperte in grado di prevenire o ritardare l’invecchiamento ma esiste davvero una formula magica in grado di compiere questo miracolo?

 

Ovviamente no purtroppo. Non esiste alcuna pillola magica in grado di farci tornare indietro nel tempo. Semmai esistono una serie di comportamenti sia da un punto di vista alimentare che più in generale attinenti allo stile di vita che possono rallentare l’invecchiamento fino a farlo procedere in modo fisiologico. Nondimeno esistono comportamenti che fanno esattamente l’opposto.

Sotto il profilo alimentare il consumo degli zuccheri è in grado di produrre danni importanti ai tessuti a causa dell’infiammazione prodotta dall’insulina.

Quando abusiamo di zuccheri il nostro corpo produce insulina per abbassare la glicemia nel sangue. Ma l’insulina ha anche effetti negativi sui tessuti perché produce una sorta di “incendio” (l’infiammazione) che una volta passato è in grado di lasciare delle “ceneri” pericolose per la nostra longevità. Il cervello per esempio è molto goloso di zuccheri ma è anche particolarmente sensibile ad essi oggi. Oggi sappiamo che a onte di una serie di gravi malattie neurodegenerative esiste spesso un problema con il metabolismo degli zuccheri.

 

Quindi meno zuccheri e meno invecchiamento?

 

In un certo senso sì, anche se purtroppo non è così semplice.

Occorre anche intervenire introducendo alimenti ricchi di antiossidanti come per esempio i frutti di bosco o i semi oleosi utilizzando olii spremuti a freddo. In cucina è importante non cuocere mai gli oli ricchi di grassi polinsaturi (come per esempio l’olio di sesamo, di girasole o di cartamo).

 

Mentre l’olio extravergine d’oliva può essere usato?

 

E’ uno degli oli migliori per cuocere perché ha un “punto di fumo” molto elevato. Ciò significa che “sopporta” molto bene le elevate temperature…..Ovviamente sarebbe preferibile sempre consumarlo crudo per sfruttarne al massimo i suoi preziosi principi antiossidanti.

 

 

A proposito di cucina, esistono delle regole che devono essere rispettate quando prepariamo i piatti?

 

Sappiamo che alcuni tipi di cottura sono preferibili ad altri. Per esempio la cottura al vapore rispetta l’alimento ed evita che si perdano una grande quantità di principi attivi in esso contenuti, mentre le fritture ossidando i grassi producono sostanze molto pericolose per la nostra salute. Un esempio di queste molecole pericolose sono per esempio i grassi idrogenati che si formano durante la cottura di alcuni tipi di lipidi……

 

Oltre agli zuccheri e ai grassi di cui ha parlato ci sono altre regole importanti che dovremmo rispettare?

 

Un errore molto comune è quello di saltare la colazione al mattino. In realtà la colazione non dovrebbe solo essere il pasto più importante della giornata (come spesso sentiamo anche dire da noti esperti in televisione) ma deve essere anche arricchita con elementi proteici di qualità certa, evitando proteine ricche di sostanze tossiche (come ormoni o conservanti).

 

 

Nel mondo dei rimedi vegetali esistono sostanze in grado di ritardare l’invecchiamento?

 

Una intelligente integrazione e una corretta alimentazione possono rivelarsi estremamente preziose per proteggere la nostra salute. Il cioccolato fondente per esempio, la cannella, i mirtilli e più In generale i frutti di bosco contengono preziose sostanze in grado di ritardare l’invecchiamento, Un altro alimento molto prezioso che non dovrebbe mai mancare in cucina è il tè verde, ricchissimo di un principio attivo (noto come EC3G) dalle importanti azioni antiossidanti.

Il tè verde si è rivelato peraltro straordinariamente utile anche per proteggere l’organismo dalle infezioni virali durante l’inverno.

 

Quanto agli integratori possiamo citare l’acido lipoico, la la vitamina C e la vitamina E nonché la vitamina A. Quest’ultima suggerirei di assumerla in forma di betacarotene.

 

Altri suggerimenti utili contro l’invecchiamento?

 

Una buona qualità del sonno è fondamentale per poter restare giovani a lungo.

Non esiste un numero di ore adatto a tutti ma esiste certamente un numero di ore minimo adatto ad ognuno di noi. Senza un adeguato riposo il corpo riduce la produzione di alcuni ormoni importanti che ritardano l’invecchiamento. Per esempio la melatonina e il GH (l’ormone della crescita), un ormone estremamente importante per mantenere il fisico asciutto e con pochi grassi.

 

E in merito all’attività fisica cosa possiamo dire? Ha un ruolo nell’invecchiamento?

 

Certamente si. Brutte notizie per i sedentari e i pigri….tutte le più importanti ricerche ci dicono che la sedentarietà incide in modo rilevante non solo sull’aspettativa di vita ma soprattutto sulla sua qualità. Chi si muove meno vive meno anni e passa soprattutto gli ultimi di essi in condizioni di vita peggiori. Nssuno credo desidererebbe vivere 100 anni ma di cui gli ultimi 20 in gravi condizioni di salute e magari non autosufficiente!.

 

Il digiuno ha un ruolo nell’invecchiamento?

 

Negli Stati Uniti un noto ricercatore italiano ha dimostrato come praticare saltuariamente alcuni brevi semi-digiuni sia utile per favorire la rigenerazione delle cellule.

Senza arrivare a questo, e sempre rigorosamente seguiti da un professionista in caso di digiuni lunghi, vale sempre comunque la pena ricordare che l’eccesso calorico ha chiaramente dimostrato di accelerare l’invecchiamento delle cellule. Chi mangia troppo, si muove poco e abusa di cibi di scarsa qualità non prepara una vecchiaia serena e una vita longeva.

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POTENZIA LE TUE DIFESE CON IL THE’


Tè nero, tè verde e tè bianco sono una miniera di antiossidanti

 

Esistono in commercio vari tipi di te tutti con caratteristiche differenti. I tè nero è forse il più comune ed è quello abitualmente utilizzato nella nostra alimentazione quotidiana. Ricco di teanina, teobromina e caffeina sviluppa un’azione tonica e favorisce il recupero delle energie nei soggetti che faticano ad “ingranare” al mattino.

Questo tè si ottiene tramite la fermentazione della foglia e pertanto è controindicato per tutti quei soggetti che sono intolleranti ai lieviti. In questi casi è opportuno non abusarne allo scopo di evitare un sovraccarico di sostanze fermentate con una ricaduta sfavorevole in termini di infezioni micotiche (come candidosi) o disturbi gastrointestinali (coliti, problemi digestivi  o prurito).

Un altro alleato prezioso per la nostra salute è il tè verde. Il tè verde è privo di lievito.

Le sue foglie non sono fermentate ed è ricco di una preziosa sostanza, la teanina, in grado di favorire il riposo notturno.

L’utilizzo di questa molecola ha dato risultati incoraggianti nei soggetti ansiosi e insonni, ed ha prodotto un netto miglioramento della qualità del sonno.

Il tè verde contiene un famoso principio attivo che si chiama 3C3G, (epigallocatechina 3 gallato), una sostanza antiossidante molto potente in grado di ridurre la produzione di radicali liberi nel sangue e ritardare l’invecchiamento delle cellule.

Ad esso è stata ricondotta la marcata azione protettiva del tè verde per la prevenzione dell’invecchiamento.

Meno diffuso e forse meno noto è il tè bianco.

Anche il tè bianco è indicato nei soggetti che necessitano di un’alimentazione antiossidante.

Come il tè verde contiene moltissime preziose sostanze naturali che rallentano l’invecchiamento e favorisce la protezione delle cellule dall’azione dei radicali liberi.

Questo tè è stato testato in una ricerca per valutarne la sua potenziale dimagrante (comune peraltro al tè verde) ed è stato scoperto che per chi vuol dimagrire, consumare tè bianco al gelsomino prima di un allenamento può favorire la riduzione della massa grassa.

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NATUROPATIA E SINERGIE: INVECCHIARE MENO CON QUATTRO RIMEDI NATURALI


giovani
Spesso capita di leggere pubblicazioni scientifiche che rivelano potenziali effetti curativi di questa o quella sostanza contenuta in un estratto vegetale o in un alimento. E’ il caso della curcuma per esempio, dalla quale si estraggono i curcuminioidi, i principi attivit responsabili della riduzione dei processi infiammatori. Gli studi hanno confermato sempre più che se da un lato questi preziosi principi attivi sono purtroppo molto poco assorbiti quando assunti soli, dall’altro si osserva un aumento esponenziale della sua azione farmacologica associandoli alla piperina, il principio attivo contenuto nel pepe nero.

Situazioni analoghe si trovano studiando molti altri rimedi naturali, e grazie a questi studi si è ben compreso per quale ragione alcune molecole sintetiche identiche a quelle “originali “ naturali funzionano meno o non funzionano affatto. La vitamina C sintetica per esempio (acido ascorbico) sembra funzionare molto meno bene se dissociata dai flavonoidi, i principi attivi che si trovano nei vegetali che la contengono (come le arancie).

Uno studio ha rivelato come l’associazione di quattro sostanze naturali e molto note per le loro proprietà curative (melograno, ginkgo biloba, ficus carica e morus alba) sia in grado di moltiplicare l’azione antiossidante di ognuna di esse. In tal senso, volendo cercare una strada per trattare disturbi glicemici e sovrappeso in soggetti sofferenti di gastrite e disturbi circolatori, potremmo provare questo cocktail formidabile. Un potenziale “elisir di eterna giovinezza” in grado di rallentare pepper-mill-101099_960_720l’invecchiamento e proteggerci dai danni del tempo.

mora

Fonte: Clin Cosmet Investig Dermatol. 2015 Jul 16;8:389-96. doi: 10.2147/CCID.S80906. eCollection 2015.In vitro antioxidant, collagenase inhibition, and in vivo anti-wrinkle effects of combined formulation containing Punica granatum, Ginkgo biloba, Ficus carica, and Morus alba fruits extract. Ghimeray AK1, Jung US2, Lee HY1, Kim YH1, Ryu EK1, Chang MS1.

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AROMATERAPIA E INVECCHIAMENTO


AROMATERAPIA E INVECCHIAMENTO

RALLENTA L’INVECCHIAMENTO CON QUESTO OLIO ESSENZIALE

 

L’olio essenziale di cedro giapponese (Cryptomeria japonica) aumenta i livelli di deidroepiandrosterone salivare

Il 5-deidroepiandrosterone (DHEA-5) è un ormone steroideo naturale endogeno ed è prodotto delle ghiandole surrenali.I suoi livelli si possono misurare con un semplice esame della saliva e tendono a diminuire man mano invecchiamo.

Dopo i primi 30 anni di vita o con il manifestarsi di alcune malattie (tra cui la depressione) i suoi livello scendono significativamente.

E’ stata ipotizzata una relazione tra la sua diminuzione e l’invecchiamento generale dell’organismo per cui è stato utilizzato per rallentare l’invecchiamento e il decorso di malattia come il Morbo di Parkinson o la Malattia di Alzheimer. Il DHEA è stato anche sommonistrato in soggetti colpiti da disfunzioni sessuali, infertilità, depressione, schizofrenia e per ridurre i sintomi della menopausa.

Questo ormone figura poi tra le sostanze impiegati in ambito atletico e molte altre malattie anche gravi (tra cui cancro, diabete, sindrome metabolica, lupus eritematoso sistemico, sindrome di Sjogren, osteoporosi, distrofia miotonica, fibromialgia, sclerosi multipla, malattia di Addison, sindrome da affaticamento cronico, malattie intestinali infiammatorie e artrite reumatoide).

I problemi derivanti da malattie mentali sono aumentati costantemente negli ultimi anni e sono diventati un serio problema sociale.

Proprio in conseguenza di ciò l’interesse e la conoscenza degli effetti psicofisiologici dell’inalazione dei composti legnosi volatili è cresciuta considerevolmente.

In uno studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28117719) alcuni ricercatori (Matsubara E, Tsunetsugu Y, Ohira T, Sugiyama M) hanno voluto provare a sperimentare gli effetti dell’olio essenziale di legno di cedro giapponese (Cryptomeria japonica) su soggetti che eseguono lavori monotoni.

I quattro ricercatori hanno scoperto che l’inalazione di aria contenente i composti volatili dell’olio essenziale di legno di cedro giapponese ha aumentato la secrezione di deidroepiandrosterone (DHEA-s).

I risultati dello studio hanno indicato che i composti volatili dell’olio essenziale di legno di cedro giapponese influenzano il meccanismo di regolazione endocrino per facilitare le risposte allo stress e hanno concluso che questo olio essenziale può migliorare la salute mentale dei dipendenti.

Fonte:

  • Int J Environ Res Public Health. 2017 Jan 21;14(1). pii: E97. doi: 10.3390/ijerph14010097.Essential Oil of Japanese Cedar (Cryptomeria japonica) Wood Increases Salivary Dehydroepiandrosterone Sulfate Levels after Monotonous Work.Matsubara E, Tsunetsugu Y Ohira T, Sugiyama M.

 

 

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VESCICA IPERATTIVA: UN RIMEDIO NATURALE


Per determinare se l’estratto vegetale di Bryophyllum pinnatum, potesse essere utile come farmaco alternativo per la sindrome da vescica iperattiva (favorendo l’inibizione della contrattura del muscolo detrusore), alcuni ricercatori hanno somministrato il suo estratto ad alcuni modelli animali (cavie). La ricerca ha confermato che il succo della bryophyllum pinnatum ad una concentrazione del 10% ha portato ad una reale riduzione della contrattilità del muscolo detrusore. Responsabili dell’azione sul muscolo sarebbero i flavonoidi.

I flavonoidi sono sostanze naturali molto utilizzate in naturopatia per la protezione dei vasi e del sistema circolatorio che hanno dato grandi risultati anche nel trattamento delle emorroidi.

Alcune recenti ricerche hanno ipotizzato che queste sostanza potrebbero essere anche correlate nel processo di dimagrimento.

I flavonoidi sono potenti antiossidanti in grado di rallentare anche l’invechiamento del corpo umano e potrebbero pertanto rappresentare un valido rimedio per le persone anziane.

Articoli correlati:

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/06/prostatite-cronica-dolore-cronico-e-intestino/

http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/02/il-prezzemolo-nellinsalata/

http://www.leda-clinic.com/professionisti/vladimiro-colombi/

Fonte:

Phytomedicine. 2015 Jan 15;22(1):158-64. doi: 10.1016/j.phymed.2014.11.009. Epub 2014 Nov 26.Inhibition of porcine detrusor contractility by the flavonoid fraction of Bryophyllum pinnatum–a potential phytotherapeutic drug for the treatment of the overactive bladder syndrome.Fürer K1Eberli D2Betschart C3Brenneisen R4De Mieri M5Hamburger M5Mennet-von Eiff M6Potterat O5Schnelle M6Simões-Wüst AP7von Mandach U8.

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RALLENTA L’INVECCHIAMENTO CON IL NONI


Il Noni (Morinda citrifolia L.) potrebbe rallentare declino relativo conseguente all’età

 

Diverse parti della pianta tropicale di Morinda Citrifolia L. (Noni), sono state ampiamente utilizzati nella medicina tradizionale nel sud e sud-est asiatico per diversi secoli.

Gli effetti terapeutici dei noni sono stati attribuiti ad un cocktail di diversi fitochimici come antrachinoni, iridoide, glicosidi acidi grassi, alcoli.

Un gruppo di ricerca (Pratap UP, Hima L, Priyanka HP, ThyagaRajan S) ha studiato gli effetti del Noni (morinda citrifolia), su giovani ratti ai quali è stato somministrato per via orale un quantitativo di 5 ml di succo di noni per kg di peso corporeo per 60 giorni (due volte al giorno). I ricercatori hanno osservato come a seguito dell’assunzione di Noni è conseguito una variazione di alcune citochine (IL-2, IFN-y, IL-6, TNF-α)) con ricadute favorevoli sul sistema nervoso (fattore di crescita nervoso NGF, m-TOR, IκB-α, p-NF-Kb come p50 e p65, p-ERK, p-Akt, p-CREB).

Lo studio ha concluso che la Morinda citrifolia (Noni) grazie anche alla sua azione antiinfiammatoria sarebbe in grado di inibire numerosi processi tipici dell’invecchiamento e potrebbe pertanto essere utile nella prevenzione di alcune malattie associate all’età.

Bibliografia:

J Ethnopharmacol. 2017 Feb 23;198:363-371. doi: 10.1016/j.jep.2017.01.034. Epub 2017 Jan 19.Noni (Morinda citrifolia L.) fruit juice reverses age-related decline in neural-immune interactions in the spleens of old F344 rats. Pratap UP1, Hima L1, Priyanka HP1, ThyagaRajan S2.

 Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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DIABETE E GINKGO BILOBA : UNO STUDIO


ginkgo

Il Ginkgo biloba è una delle piante più interessanti e straordinarie per proteggere il cervello dall’invecchiamento. E’ da sempre considerata la pianta della longevità per la memoria. Le sue azioni sono davvero notevoli.Il Ginkgo biloba è un fitoterapico largamente utilizzato per il trattamento dei disturbi vascolari cerebrali. Le sue proprietà sono note da decenni per favorire il sostegno della circolazione cerebrale e allontanare il rischio di malattie, anche gravi, comunemente diffuse nella popolazione anziana. Si tratta di una pianta molto antica la cui vita ha una durata impressionante e della quale è possibile rinvenire tracce fossili fino a qualche millenio fa. E’ infatti dell’unico “fossile vivente” e dell’unica pianta appartenente alla famiglia delle Ginkacee. Nativa della Cina è in grado di raggiungere un’altezza notevole (dai 30 ai 40 metri) le cui foglie hanno una dimensione media di 5-8 cm. Ne esistono diversi esemplari in Italia ( un esemplare notevole si trova nel parco della Resistenza a Roma) e cresce abitualmente in posizioni soleggiate e fresche ma è in grado di sopportare temperature fredde e ostili (può sopravvivere anche fino a diversi gradi sotto zero). Ha un meraviglioso aspetto e nel corso della stagione autunnale assume un colore giallastro intenso davvero sorprendente. La capacità di resistenza e sopravvivenza di questa pianta è semplicemente sorprendente: ricchissima di antiossidanti ha dimostrato di resistere anche a quantità di radiazioni elevatissime. In Giappone è talmente considerata da diventare il simbolo della città di Tokio. I principi attivi della pianta si estraggono dalle foglie (flavonoidi, bioflavonoidi, catechine, derivati terpenici e proantocianidine) ma soprattutto ginkgolidi (bilabetolo, isiginketolo, ginketolo e ginkolide). Nuove evidenze recentissime stanno confermando molti dati già noti. Da un nuovo recentisismo studio è emerso come il Ginkgo biloba è riuscito a produrre effetti favorevoli sulla degenerazione aneurismatica aortica addominale. La sua azione vasale infatti avrebbe protetto le cavie sottoposte alla ricerca dalla degenerazione tissutale aortica attraverso una diminuzione del danno ossidativo e dell’infiammazione, e avrebbe favorito la conservazione dell’architettura dell’aorta stessa (J Ethnopharmac. 2013 set 5. PII: S0378-8741 (13) 00602-8. doi: Bai Y , Wang B , Cui H , Wu H , Lv JR , Mei Y , Zhang JS , Liu S , Qi LW , Chen Y). Anche per uso topico il ginkgo biloba può essere un eccellente alleato per ottenere un risultato cosmetico significativo e reidratare pelli secche e screpolate. Assoluto divieto di utilizzo senza controllo medico in caso di terapia antiaggregante e anticoagulante proprio a causa dell’effetto sommatorio che il ginkgo produce con i farmaci che promuovono questi effetti (con conseguente rischio di emorragia). Negli Stati Uniti e in Cina uno studio comparato ha dimostrato come il ginkgo biloba sarebbe in grado di intervenire favorevolmente nel controllo dei disturbi correlati alla discinesia tardiva sempre grazie alla sua spiccata azione antiossidante. Nello studio è emerso come associato alla vitamina E e ad un farmaco normalmente utilizzato da solo (aloperidolo) il ginkgo biloba è in grado di ridurre in 10 settimane un parametro rilevante in questo disturbo (VCM) che il solo farmaco non è in grado questo problema nella percentuale dell’83,8% rispetto ad un gruppo trattato con aloperidolo.Questa formula ha dimostrato di essere utile nel trattamento del declino cognitivo che si verifica durante il processo di invecchiamento così come nelle prime fasi del deterioramento cognitivo patologico tipici di demenza vascolare. Sempre in Egitto uno studio ha dimostrato come l’estratto di ginkgo biloba sia in grado di prevenire i danni neurologici e gli eventi mnemonici legati alle intossicazioni da alluminio (Dipartimento di Farmacologia e Tossicologia, Organizzazione Nazionale per il Controllo della Droga e la Ricerca, Il Cairo, Egitto) quasi certamente dipendente dall’elevazione delle concentrazioni di glutatione,un potentissimo antiossidante capace di rallentare i processi di invechiamento del corpo umano (e del sistema nervoso in particolare). Uno studio di settembre 2014 ha dimostrato anche un ruolo importante di questo rimedio portentoso nel controllo dei problemi diabetici, in quanto sarebbe in grado di controllare l’innalzamento glicemico.

 

 

Fonte: Nat Prod Commun. 2014 Sep;9(9):1345-50.The effect of Ginkgo biloba and Camellia sinensis extracts on psychological state and glycemic control in patients with type 2 diabetes mellitus.Lasaite L, Spadiene A, Savickiene N, Skesters A, Silova A.

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DIFENDITI DAGLI ZUCCHERI CON QUESTO RIMEDIO VEGETALE


Con il Noni puoi proteggere le cellule dei vasi sanguigniI prodotti terminali dei processi metabolici degli zuccheri (noti come AGE), concorrono in modo rilevante allo sviluppo di numerose malattie, con particolare riguardo a quelle cardiovascolari. Gli AGE, dall’inglese “Advanced Glycation End-products”, sono molecole che derivano dallo zucchero e sono notevolmente incrementate dal fumo e dalla cottura ad elevate temperature del cibo. Mangiare alcuni cibi cotti ad alte temperature aumenta i depositi di AGE nelle arterie e ciò può portare all’insulino-resistenza (e quindi in ultima istanza al diabete) o ad altri problemi di salute. Anche molti processi ateriosclerotici possono essere pesantemente accelerati dagli AGE, che causano danni alle cellule endoteliali attraverso l’interazione con un recettore legato all’età (RAGE). Uno studio ha dimostrato come il Noni (morinda citrifolia) ha inibito significativamente la quantità di queste pericolose sostanze tossiche (AGE) diventando un potenziale rimedio naturale ideale per proteggere da reazioni infiammatorie l’apparato cardiovascolare, con ricadute positive sulla prevenzione dell’invecchiamento dei vasi. Il Noni con questo studio si candida ad essere un alimento nutraceutico ideale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Fonte:BMC Complement Altern Med. 2017 Mar 4;17(1):137. doi: 10.1186/s12906-017-1641-3.N-butanol extracts of Morinda citrifolia suppress advanced glycation end products (AGE)-induced inflammatory reactions in endothelial cells through its anti-oxidative properties. Ishibashi Y1, Matsui T1, Isami F2, Abe Y2, Sakaguchi T3, Higashimoto Y3, Yamagishi SI4.

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Il selenio


noci

Il selenio è uno degli oligoelementi più importanti e meno noti per il mantenimento della nostra salute.

Si tratta di un catalizzatore enzimatico fondamentale essendo in grado di migliorare le performance sia fisiche che intellettuali e ridurre la stanchezza. Il selenio aumenta la resistenza allo stress ed è fondamentale per rallentare l’invecchiamento del corpo umano. E’ inoltre molo utile al sistema immunitario.

Secondo alcuni studi un adeguato rifornimento di selenio sarebbe collegato a una minore statistica incidenza di alcuni tipi di tumori, soprattutto se associato alla vitamina E e all’acido lipoico.

Tuttavia occorre prestare attenzione al sovradosaggio perché se da un lato apporti minimi di questo oligoelemento possono svolgere preziose azioni preventive oncologiche dall’altro lato un suo eccesso può favorire la crescita di alcune malattie tumorali.

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POTENZIA LA TUA VIRILITA’ E PROTEGGITI DA RUGHE E SCOTTATURE SOLARI CON IL PINO MARITTIMO FRANCESE


Dal pino marittimo francese si estraggono i principi attivi in grado di ridurre le rughe e l’impotenza sessuale maschile.

Noto per le sue azioni antiossidanti e protettive dalle scottature solari ed eritemi solari, il pino marittimo ha dimostrato proprietà importanti nella prevenzione dell’impotenza sessuale maschile.

La presenza di picnogenolo, aminoacidi e altre preziose molecole antiinvecchiamento, il pino marittimo si è rivelato unop strardinario alleato anche per la prevenzione delle rughe.

L’esposizione solare della pelle può produrre, quando non adeguatamente preparata, danni non irrilevanti.

Non a caso uno degli effetti meno graditi visibile sulla pelle degli appassionati della “tintarella” è quello di un aumento di macchie scure e rughe sulla pelle.

L’integrazione di pino marittimo francesce può aiutare non solo a proteggere la pelle dai danni dei raggi solari, ma anche ritardare l’invecchiamento dei tessuti dell’apparato urogenitale maschile proteggendo quest’ultimo dall’impotenza sessuale.

Fonte: Minerva Urol Nefrol. 2015 Mar;67(1):27-32.Improvement of erectile function by a combination of French maritime pine bark and roburins with aminoacids.Stanislavov R1Rohdewald P.

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FARMACI E INTESTINO: NUOVE NOTIZIE


L’influenza di rosuvastatina sul microbiota gastrointestinale

Tra i farmaci più prescritti al mondo troviamo le statine, impiegate normalmente per il trattamento dell’ipercolesterolemia. Si tratta di farmaci che inibiscono l’attività di un enzima (3-idrossi-3-metilglutaril coenzima a riduttasi, o HMG-R) coinvolto nella sintesi del colesterolo in organismi superiori e nella biosintesi di alcuni batteri.

Una ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28209601) ha ipotizzato che le statine possano influenzare la comunità microbica nell’intestino degli animali testati ed è stata osservata una significativa relazione tra assunzione di una statina e la flora batterica intestinale.

Non solo: il farmaco somministrato ai ratti ha anche interferito nel metabolismo degli acidi biliari nonché sulla espressione dei marcatori infiammatori noti per influenzare la struttura della comunità microbica.

Si tratta di uno studio ovviamente non conclusivo ma certamente interessante per la quantità di ricadute che questo effetto potrebbe avere sotto diversi aspetti: assimilazione di vitamina D, assorbimento di vitamine B, digestione corretta e assorbimento ottimale di molti nutrienti. E non solo: anche un incremento o una riduzione dei parametri infiammatori potrebbe avere ricadute significative sull’invecchiamento generale individuale.

 

Fonte: Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol. 2017 Feb 16:ajpgi.00149.2016. doi: 10.1152/ajpgi.00149.2016.The influence of rosuvastatin upon the gastrointestinal microbiota and host gene expression profiles.Nolan JA, Skuse PH1, Govindarajan K, Patterson E, Konstantinidou N, Casey PG, MacSharry J2, Shanahan F2, Stanton C3, Hill C, Cotter PD2, Joyce SA, Gahan CG4.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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SOVRAPPESO E INSONNIA: UN RIMEDIO NATURALE TI AIUTA PER ENTRAMBI


La melatonina previene l’obesità attraverso la modulazione della flora intestinale nei topi

 

L’eccesso di peso e l‘obesità sono gravi minacce per la salute pubblica in tutto il mondo. Recenti evidenze dimostrano che un’alterata flora intestinale contribuisce all’obesità.

La riduzione del peso corporeo e un adeguato bilanciamento energetico possono aiutare a prevenire una enrome quantità di problemi di salute.

Una sostanza naturale, la melatonina ha dimostrato di essere in grado di migliorare la flora batterica intestinale. Nota al pubblico per la sua azione sul sonno (la melatonina risulta utile nell’insonnia soprattutto dell’anziano a causa del calo di produzione associato all’età), questa formidabile molecola portata al successo dal Dr. Pierpaoli grazie ai suoi studi, sembra non solo essere in grado di dare beneficio nei disturbi di insonnia, ma anche contribuire alla riduzione del peso.

Lo studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28199741) ha chiaramente dimostrato come la melatonina riduca il peso corporeo, la ”), l’infiammazione sistemica e la resistenza all’insulina.

Nel corso della ricerca effettuata su modelli animali (ratti) la melatonina ha dimostrato di essere in grado di cambiare in modo significativo la composizione della flora intestinale nei topi nutriti con essa.

E’ stata osservata una ricchezza e una diversità della flora intestinale precedentemente assente e ha diminuito il rapporto tra specie Firmicutes e specie Bacteroidetes, favorendo l’incremento di mucina (associata ad una mucosa sana).

Nel loro insieme, i risultati della ricerca suggeriscono che la melatonina può essere usata come agente probiotico per ottimizzare la flora intestinale.

Ricordo che la melatonina costa pochissimo sul mercato e vanta una potente azione antiossidante utilissima per ritardare alcuni problemi legati all’invecchiamento, e che potrebbe diventare un alleato prezioso anche per il sistema immunitario stante la relazione stretta tra intestino e sistema immunitario (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28197336).

 

Fonte:

 

  • J Pineal Res. 2017 Feb 15. doi: 10.1111/jpi.12399. Melatonin prevents obesity through modulation of gut microbiota in mice. Xu P1, Wang J1, Hong F1, Wang S1, Jin X1,2, Xue T1, Jia L1, Zhai Y1,2.
  • Clin Transl Immunology.2017 Jan 20;6(1):e125. doi: 10.1038/cti.2016.91. eCollection 2017.Embracing the gut microbiota: the new frontier for inflammatory and infectious diseases. van den Elsen LW1Poyntz HC1Weyrich LS2Young W3Forbes-Blom EE1.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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