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LA VERDURA DI STAGIONE: A MARZO LA CAROTA


Ricordate Bugs Bunny? Lui sì che la sapeva lunga…..

Se non proprio tutti i giorni mi capita almeno due volte la settimana di ricevere persone in studio con problemi gastrointestinali e la cui causa è apparentemente sconosciuta.

Eppure Ippocrate lo aveva detto chiaramente: ” fa che il cibo sia la tua medicina èla medicina sia il tuo cibo”.

Daucus carota (questo è il nome botanico della carota) è un vegetale appartenente alla famiglia delle ombrellifere ed è uno degli ortaggi a mio modesto avviso tra i più preziosi in assoluto per un l’uomo.

Grazie alla sua polpa, al suo succo ma anche alle foglie, al gambo e ai semi, la carota rappresenta uno dei vegetali più importanti per la salute umana.

Ricchissima di vitamina A contiene anche acido folico, vitamina C e carotenoidi e ha una bassa concentrazione di zuccheri che varia dal 3 al 7% a cui si aggiungono moltissimi minerali tra cui ferro, fosforo, calcio, sodio, potassio, magnesio, manganese, zolfo, rame e bromo. La carota contiene anche asparagina e docarina, due sostanze non semplici da recuperare.

La carota vanta straordinarie proprietà nutrizionali.

Innanzitutto ha un’azione tonica e ricostituente nell’astenia ed è un prezioso rimineralizzante utilissimo in caso di anemia, ma è soprattutto il grande amico dell’intestino per la sua straordinaria azione regolatrice antidiarroica e al contempo lassativa. Nella nella stitichezza svolge un’azione importante nell’intestino iperfermenativo quando l’alimentazione scorretta causa innumerevoli anomalie nel suo funzionamento, come gonfiore e dolore addominale.

Inoltre la carota è cicatrizzante a livello gastrico e trova pertanto indicazione specifica in tutte quelle situazioni nelle quali siano presenti infiammazioni croniche dello stomaco e dell’esofago (esofagite e gastrite). Il succo di carota può essere utilizzato nella misura di 50 a 500 grammi al giorno al risveglio e prima di coricarsi contro la stipsi e può essere largamente impiegata per preparare non solo delle insalate ma anche delle gustose minestre.

La presenza di docarina (scoperta da alcuni ricercatori russi) ha reso la carota particolarmente utile nella cura e nella prevenzione di malattie coronariche in quanto alla docarina è stata ascritta un’azione vasodilatatrice.

 A livello dermatologico, la carota ha un azione ringiovanente sui tessuti e cicatrizzante sulle piaghe se utilizzata per uso esterno

Mentre della carota conosciamo quasi tutti la valenza nutrizionale e le proprietà curative dell’olio essenziale di carota invece conosciamo meno le proprietà. Nell’ambito della medicina popolare questo olio essenziale è utilizzato nell’insufficienza epatica e biliare e favorisce la rigenerazione di fegato, reni e pancreas. E’ un olio particolarmente utile per abbassare il colesterolo e può essere utilizzato per proteggere il fegato in caso di epatite.

L’olio essenziale di carota vanta un’azione tonica generale (quindi indicatissimo in caso di affaticamento generale) e a livello dermatologico può essere utilizzato per acne, ezemi e foruncolosi.

Più in generale può essere utile per rigenerare la pelle nelle persone anziane soprattutto in caso di macchie senili o di rughe.

Anche se non sono note controindicazioni specifiche è preferibile evitarne l’utilizzo nei primi tre mesi di gravidanza.

Articoli correlati:

http://www.vladimirocolombi.it/

http://www.vladimirocolombi.it/2018/10/05/il-principio-della-non-dieta-dimagrire-mangiando/

http://www.vladimirocolombi.it/2018/11/21/domande-e-risposte-avocado-si-o-no/

https://www.youtube.com/watch?v=PZN8aIoeq7o

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NIENTE CARBOIDRATI? INTESTINO IN DISORDINE!!!


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Forse tra qualcuno dei lettori di questo articolo ci sarà che penserà che i carboidrati possano essere utili e non debbano essere eliminati….. ma la maggior parte delle persone che hanno provato almeno una volta a dimagrire con una qualsiasi dieta, si sono sicuramente trovate a fare i conti con pesi e misure di zuccheri e carboidrati. Chi ha fatto almeno una dieta nella vita sa bene cosa significhi e quanto costi pesare ogni alimento, cercare sempre di non superare la quantità che la dieta prescrive di questo o di quel tale piatto…..

E forse qualcuno, pensando di ottimizzare la propria dieta o di accelerarne gli effetti, avrà anche provato a eliminare totalmente gli zuccheri dalla propria alimentazione, dove per zuccheri si intende qualsiasi fonte di carboidrati, pane e pasta inclusi.

Ebbene, in quasi tutti questi casi, i risultati saranno stati quasi sempre gli stessi: iniziale perdita di peso fin dai primi di giorni, seguita da una riduzione della perdita complessiva dello stesso con un proporzionale aumento della fame, della tensione sia ai livello nervoso che psicologico, e infine abbandono di tutte le buone intenzioni per tornare alle solite ( e golose) vecchi abitudini.

Ora sappiamo che questa strada è fallimentare sotto diversi punti di vista.

Innanzitutto perché un’alimentazione ipocalorica inibisce la produzione di leptina, una potente sostanza prodotta dal corpo stesso capace di inviare segnali all’ipofisi in merito alla quantità di riserve di massa grassa che il corpo scorta per difendersi dal “rischio di morire di fame”.

In secondo luogo, ed è questo il risultato più importante di una recente ricerca, perché una drastica riduzione o eliminazione dei carboidrati dall’alimentazione, sembra in grado di alterare in modo significativo la flora batterica intestinale.

Un recente studio ha infatti ben documentato come un’alimentazione troppo carente di zuccheri sia in grado di produrre una disbiosi intestinale, una situazione cioè nella quale la flora batterica intestinale non essendo in equilibrio, può condurre a problemi di aerofagia e flatulenza in primis, ma anche a conseguenze molto più importanti sotto il profilo immunologico.

La ricerca segna sicuramente un ulteriore elemento a favore di un’alimentazione bilanciata e completa che non tolga alcun alimento prezioso per la nostra salute, ma che contempli piuttosto un corredo alimentare variato e bilanciato di proteine, carboidrati, vegetali (frutta e verdura) e grassi in ogni pasto. Con le sole esclusioni di quelle patologie che richiedano un intervento medico specifico.

Ricordiamo allora forse che la massima che recitava ” “Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che ti abitua a non avere più nulla”, potrebbe essere largamente impiegata anche a sostegno di chi ritiene, su basi scientifiche, che una alimentazione corretta che prevenga molte malattie, non passa tanto da una restrizione calorica e dal taglio indiscriminato di tutte le fonti di carboidrati, quanto piuttosto dal corretto bilanciamento degli alimenti nutritivi che indirizzi i segnali ormonali verso un intelligente rapporto di grassi, proteine, carboidrati e vegetali (come frutti e verdura) crudi.

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INTESTINO, MALATTIA MENTALE E STRESS: CHI FA COSA A CHI?


Un precoce stress nei primi mesi di vita potrebbe essere corresponsabile nello scatenamento della sindrome del colon irritabile

 

La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo gastrointestinale funzionale piuttosto diffuso nel quale lo stress gioca un ruolo importante nella insorgenza e nell’ esacerbazione dei suoi sintomi più tipici (come dolori addominali e alterazioni della peristalsi intestinale).

E’ molto frequente osservare come i disturbi legati allo stress, tra cui l’ansia e la depressione spesso precedano lo sviluppo della sindrome dell’intestino irritabile e viceversa.  Da una nuova ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28233180) è emerso come l’’esposizione allo stress durante i primi anni di vita abbia il potenziale di aumentare la suscettibilità di un individuo sia verso la sindrome dell’intestino irritabile che di malattie psichiatriche.

I ricercatori (O’Mahony SM, Clarke,  Dinan e Cryan JF) hanno sottolineato come i precoci eventi avversi della vita siano in grado di alterare in modo significativo l’impatto su molte delle vie di comunicazione dell’asse cervello-intestino-microbiota, permettendo un’interazione bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e il tratto gastrointestinale. Ne è emersa una possibile stretta correlazione tra la sindrome dell’intestino irritabile e la malattia psichiatrica soprattutto in relazione all’impatto dello stress nei primi mesi di vita.

Va sempre ricordato infine il ruolo primario che l’attività fisica occupa in questo genere di problemi (http://www.vladimirocolombi.it/2016/11/09/curare-la-depressione-lansia-e-linsonnia-con-i-rimedi-naturali-e-il-nordic-walking/).

Fonte:

Handb Exp Pharmacol. 2017 Feb 24. doi: 10.1007/164_2016_128.Irritable Bowel Syndrome and Stress-Related Psychiatric Co-morbidities: Focus on Early Life Stress.O’Mahony SM1,2, Clarke G3,4, Dinan TG3,4, Cryan JF5,3.

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http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

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ALCOOL E INTESTINO: I PROBIOTICI NELLE DIPENDENZE ALCOLICHE


 

Esiste un filo rosso tra dipendenza da alcool, intestino, cervello e infiammazione

 

Negli ultimi anni, alcuni nuovi studi sono stati effettuati per spiegare come l’alcol possa influenzare il comportamento e i sintomi psicologici. Oltre ai noti effetti sul cervello l’abuso di alcool colpisce anche organi periferici compreso l’intestino.

Anche se il meccanismo non è ancora completamente compreso, l’abuso cronico di alcol aumenta la permeabilità intestinale e altera la composizione del microbiota intestinale, permettendo a componenti batteriche di raggiungere dal lume intestinale la circolazione sistemica.

Questi prodotti batterici provenienti dall’intestino ​​sono riconosciuti da cellule immunitarie circolanti nel sangue (o che risiedono in altri organi) che sintetizzano e rilasciano citochine pro-infiammatorie. Le citochine circolanti sono considerate importanti mediatori della comunicazione tra cervello e intestino perchè possono raggiungere il sistema nervoso centrale e indurre neuroinfiammazione. Proprio questa infiammazione nervosa sarebbe associabile ai tipici cambiamenti di umore e agli effetti ben noti a livello cognitivo.

Un ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28244981) ha recentemente ipotizzato come l’uso di probiotici o prebiotici, potrebbe ripristinare la funzione della barriera intestinale, riducendo l‘infiammazione sistemica e produrre effetti benefici nel trattamento della dipendenza da alcol nonché sulla riduzione delle ricadute nelle alcool-dipendenze.

 

Fonte:

Transl Psychiatry. 2017 Feb 28;7(2):e1048. doi: 10.1038/tp.2017.15.The link between inflammation, bugs, the intestine and the brain in alcohol dependence.Leclercq S1,2de Timary P1Delzenne NM2Stärkel P3,4.

 

 

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INTESTINO, ASMA E BILE


Un’alterazione della flora batterica intestinale si ripercuote sulla qualità della bile

 

Che la digestione sia importantissima per la nostra salute è un fatto noto. A che da essa discendano conseguenze enormi per la salute delle ossa, dell’intestino con ricadute perfino sull’asma e l’obesità, è probabilmente molto meno noto.

Benchè sfugga alla maggioranza di molti i batteri dell’intestino svolgono un ruolo centrale nel metabolismo degli acidi biliari attraverso una serie di reazioni biochimiche.

Gli acidi biliari generati da queste reazioni sono particolarmente importanti per il metabolismo della vitamina D che per quello dei grassi. Ne consegue che ogni alterazione della popolazione microbica dell’intestino potrebbe alterare profondamente il contenuto degli acidi biliari con conseguenze sulla digestione. Una ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28249284) ha dimostrato come questa situazione si verifichi con una certa frequenza nelle malattie intestinali tra cui la sindrome del colon irritabile, la malattia infiammatoria intestinale (IBD), la sindrome dell’intestino corto e perfino nell’infezione da Clostridium difficile.In tutti queste malattie si osserva un’ alterazione nella composizione della flora intestinale con importanti modifiche degli acidi biliari.

Allo stesso modo, le malattie e sindromi extraintestinali come l’asma e l’obesità possono essere collegate alla qualità della bile. Nel caso di queste ultime la ricerca diventa particolarmente interessante se si considera l’abuso di farmaci inibitori di pompa, antibiotici e antiinfiammatori nel quale comunemente si tende ad incorrere per “curare” piccoli disturbi (cefalea, emicrania, gastrite o bruciori di stomaco, reflusso gastroesofageo, allergia) o anche maggiori problematiche (osteoporosi o osteopenia). E non dimentichiamo la boswellia serrata della quale ho parlato in passato (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/03/15/naturopatia-e-asma-lincenso-nei-disturbi-asmatici/).

 

Bibliografia:

Dig Dis. 2017;35(3):169-177. doi: 10.1159/000450907. Epub 2017 Mar 1.Disease-Associated Changes in Bile Acid Profiles and Links to Altered Gut Microbiota.Joyce SA1Gahan CG.

 

 

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OBESITA’ E ANTIBIOTICI: UNA RICERCA


Un elevato indice di massa corporea nella prima infanzia concorrerebbe ad uno statistico aumento dell’obesità in età adulta

 

Secondo una ricerca i bambini con alto indice di massa corporea (BMI) in età prescolare sono a rischio di sviluppare obesità.  Si ritiene che l’identificazione precoce dei fattori che aumentano il rischio di eccessivo aumento di peso potrebbe favorire delle azioni preventive dirette. Il microbiota intestinale e l’uso di antibiotici sono stati identificati come potenziali modulatori della prima programmazione metabolica e lo sviluppo di peso. Per verificare se la composizione del microbiota è associata ad un elevato livello di obesità (e se l’uso di antibiotici modifichi questa associazione) è stato analizzata la composizione del microbiota fecale a 3 mesi e il BMI a 5-6 anni in due gruppi di bambini sani. Dallo studio è emerso come la relativa abbondanza di streptococchi sia positivamente associata all’indice di massa corporea mentre quella dei bifidobatteri lo sarebbe negativamente.  Questa associazione è stata particolarmente forte tra i bambini con un pregresso massiccio di uso di antibiotici. Lo studio ha concluso che il microbiota intestinale dei neonati potrebbe essere predittivo di un elevato indice di massa corporea e potrebbe servire come indicatore precoce di rischio di obesità. L’ipotesi è che i bifidobatteri e gli streptococchi siano indicatori del funzionamento metabolico futuro dei neonati, e che l’uso di antibiotici, influenzando la flora batterica intestinale, potrebbe condizionare la forma fisica futura del bambino in età adulta. Non è il primo studio che mette in relazione sovrappeso e flora batterica intestinale. Un’altra ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Gut+microbioma+population%3A+an+indicator+really+sensible+to+any+change+in+age%2C+diet%2C) ha messo in relazione le due cose e l’infiammazione sistemica.

Bibliografia:

1) Mediators Inflamm. 2014;2014:901308. doi: 10.1155/2014/901308. Epub 2014 Jun 4.Gut microbioma population: an indicator really sensible to any change in age, diet, metabolic syndrome, and life-style.Annalisa N1Alessio T1Claudette TD1Erald V2Antonino de L3Nicola DD1:

2) Microbiome. 2017 Mar 3;5(1):26. doi: 10.1186/s40168-017-0245-y.Childhood BMI in relation to microbiota in infancy and lifetime antibiotic use.Korpela K1Zijlmans MA2Kuitunen M3Kukkonen K4Savilahti E3Salonen A5de Weerth C2de Vos WM5,6.

 

Altri articoli correlati:

 

1) http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/04/nutrizione-dieta-e-obesita-lidea-del-piatto-unico/

2) http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/16/nutrizione-e-obesita-proteggere-il-pancreas-lintestino-e-lo-stomaco-con-i-rimedi-naturali/

3) http://www.vladimirocolombi.it/2016/04/28/un-vaccino-contro-i-tumori-del-colon-retto-lobesita-e-lemicrania-il-matrimonio-legumi-e-genetica/

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INTESTINO, BATTERI, BOCCA E TUMORI


Potrebbe esserci una relazione tra salute, malattie della bocca e tumori 

 

Il numero di studi che dimostrano che il microbioma umano giochi un ruolo fondamentale in alcune patologie croniche (obesità, malattie infiammatorie croniche intestinali, e diabete) sembra aumentare. Recentemente è stata evidenziata una possibile relazione tra tumori e batteri. La maggior degli studi si sono concentrati sul microbiota intestinale perché rappresenta la più ampia comunità di batteri e il numero di casi di sindromi collegate all’intestino è in aumento. E’ però opportuno ricordare che l’apparato gastrointestinale include anche la bocca e la sua flora batterica. Una ricerca ha evidenziato (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28257583) come la flora batterica non solo intestinale ma anche quella orale potrebbe essere implicata nel processo di carcinogenesi. La ricerca ha documentato come alcune specie batteriche della flora batterica orale siano più o meno rappresentate in soggetti colpiti da tumore aprendo nuove prospettive su modalità terapeutiche e profilattiche future

 

Fonti:

Can J Microbiol. 2017 Mar 3. doi: 10.1139/cjm-2016-0603.The oral cavity microbiota: between health, oral disease and cancers of the aerodigestive tract.Le Bars P1Metamoros S2Montassier E3Le Vacon F4Potel G5Soueidan A6Jordana F7De La Cochétière MF8.

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AUTISMO E INTESTINO: ESISTE UNA RELAZIONE?


Nuove evidenze sulla flora intestinale alterata nei disturbi autistici

 

Un dei disturbi neurologici più invalidanti nelle relazioni sociale è rappresentato dall’autismo che oltre a sintomi neurologici, provoca alterazioni delle funzioni gastrointestinali (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28222761). Uno studio ha provato a ipotizzare una possibile relazione tra il microbiota intestinale e l’autismo ed è emersa la presenza di una struttura della comunità microbica intestinale.alterata. Più in particolare è stato osservato come il 90% dei soggetti con gravi problemi autistici ha un alterato rapporto Firmicutes / Bacteroidetes (con una riduzione dei Bacteroidetes). Alcune specie batteriche (Alistipes, Bilophila, Dialister, Parabacteroides, e Veillonella) sono risultate ridotte mentre altre (Collinsella, Corynebacterium, Dorea, e Lactobacillus) sono risultate significativamente aumentate. La costipazione (stitichezza) è stata poi associata a diverse forme batteriche con un significativo aumento di alcune specie batteriche (Escherichia, Shigella e Clostridium). Di notevole rilevanza poi l’aumento del genere Candida, arrivato a rappresentare quasi il doppio della quantità normalmente presente nell’intestino di un individuo “sano”. Lo studio ha concluso che oltre alla flora intestinale batterica, anche la microflora dell’intestino contribuisce all’alterazione della struttura della comunità microbica intestinale nei soggeti autistici e ha aperto la possibilità di nuove strategie di intervento finalizzate al miglioramento dei sintomi gastrointestinali nei soggetti autistici.

 

Fonte: Microbiome. 2017 Feb 22;5(1):24. doi: 10.1186/s40168-017-0242-1.New evidences on the altered gut microbiota in autism spectrum disorders.Strati F1,2Cavalieri D3Albanese D1De Felice C4Donati C1Hayek J5,6Jousson O2Leoncini S5Renzi D7Calabrò A7De Filippo C8.

 

Altri riferimenti:

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/27/antibiotici-intestino-e-diabete-1/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/26/cambia-il-tuo-intestino-praticando-sport/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/13/la-relazione-tra-intestino-e-malattie-neurologiche/

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UN RIMEDIO QUASI GRATUITO PER PROTEGGERE L’INTESTINO


Il cocco potrebbe essere un rimedio naturale e gradevole per migliorare la flora batterica intestinale

 

Una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28242914) ha dimostrato come i residui della buccia di cocco potrebbero essere utili per poter far crescere la flora batterica intestinale.

Dal cocco infatti sarebbe possibile separare delle sostanze naturali in grado di favorire la crescita di due ceppi di batteri molto importanti per l’intestino.

La presenza di sostanze prebiotiche contenute nello scarto di cocco potrebbe aprire la strada ad un’applicazione intelligente di un prodotto naturale a basso costo e privo di effetti collaterali dal grande valore nutrizionale per l’intestino. Il cocco è inoltre notoriamente ricco di acido caprilico, un grasso prezioso in grado di favorire la distruzione di alcuni miceti ed è pertanto un prezioso alleato nelle infezioni da candidosi vaginale.

Sempre la presenza di acido caprilico lo rende particolarmente utile come fonte energetica negli sportivi.

 

Bibliografia:

 

J Food Sci Technol. 2017 Jan;54(1):164-173. doi: 10.1007/s13197-016-2448-9. Epub 2016 Dec 26.Defatted coconut residue crude polysaccharides as potential prebiotics: study of their effects on proliferation and acidifying activity of probiotics in vitro.Mohd Nor N’1Abbasiliasi S1Marikkar MN2Ariff A3Amid M4Lamasudin DU5Abdul Manap MY6Mustafa S7.

 

Leggi anche:

 

http://www.vladimirocolombi.it/tag/cocco/

 

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DIFENDITI DAGLI ZUCCHERI CON QUESTO RIMEDIO VEGETALE


Con il Noni puoi proteggere le cellule dei vasi sanguigniI prodotti terminali dei processi metabolici degli zuccheri (noti come AGE), concorrono in modo rilevante allo sviluppo di numerose malattie, con particolare riguardo a quelle cardiovascolari. Gli AGE, dall’inglese “Advanced Glycation End-products”, sono molecole che derivano dallo zucchero e sono notevolmente incrementate dal fumo e dalla cottura ad elevate temperature del cibo. Mangiare alcuni cibi cotti ad alte temperature aumenta i depositi di AGE nelle arterie e ciò può portare all’insulino-resistenza (e quindi in ultima istanza al diabete) o ad altri problemi di salute. Anche molti processi ateriosclerotici possono essere pesantemente accelerati dagli AGE, che causano danni alle cellule endoteliali attraverso l’interazione con un recettore legato all’età (RAGE). Uno studio ha dimostrato come il Noni (morinda citrifolia) ha inibito significativamente la quantità di queste pericolose sostanze tossiche (AGE) diventando un potenziale rimedio naturale ideale per proteggere da reazioni infiammatorie l’apparato cardiovascolare, con ricadute positive sulla prevenzione dell’invecchiamento dei vasi. Il Noni con questo studio si candida ad essere un alimento nutraceutico ideale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Fonte:BMC Complement Altern Med. 2017 Mar 4;17(1):137. doi: 10.1186/s12906-017-1641-3.N-butanol extracts of Morinda citrifolia suppress advanced glycation end products (AGE)-induced inflammatory reactions in endothelial cells through its anti-oxidative properties. Ishibashi Y1, Matsui T1, Isami F2, Abe Y2, Sakaguchi T3, Higashimoto Y3, Yamagishi SI4.

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I RIMEDI NATURALI IN PEDIATRIA: COME COSTRUIRE UN SISTEMA IMMUNITARIO FORTE DEL TUO BAMBINO


Uno studio cinese confermerebbe l’utilità dei probiotici in età pediatrica per potenziare il sistema immunitario nei bambini mantenendoli sani

 

I rimedi naturali posso essere utili anche per bambini? La naturopatia può essere utile anche in età “pediatrica?”

Il tratto gastrointestinale di un feto in utero è sterile ma diventa colonizzato da microrganismi ambientali poco dopo la nascita. Dal momento che il microbiota intestinale subisce modifiche sostanziali nei primi anni di vita, una sana microflora intestinale è essenziale per la salute dell’intestino del neonato e quindi del suo sistema immunitario.

Un crescente numero di ricerche porta a ritenere che la condizione dell’intestino sia fortemente correlato allo stato di salute complessiva nella vita adulta. I probiotici, definiti come preparazioni microbiche vitali che hanno un effetto benefico sulla salute dell’ospite, rappresentano un campo in rapida espansione.

Anche se studi randomizzati e controllati utilizzando probiotici nei neonati hanno mostrato risultati promettenti nella prevenzione e nel trattamento delle malattie comuni come diarrea e allergie, poco si sa circa gli effetti dei probiotici nei neonati sani.

Alcuni ricercatori (Xiao L, Ding G, Ding Y, Deng C, Ze X, Chen L, Zhang Y, Song L, H Yan, Liu F, Ben X.) hanno effettuato uno studio randomizzato e controllato per verificare sei una preparazione orale di probiotici sia superiore al placebo nel migliorare la digestione e la funzione immunitaria dei bambini.

Nel corso dello studio effettuato a Shanghai (Cina) su bambini sani di età compresa tra 4 a 6 mesi è stato somministrato un prodotto probiotico contenente Bifidobacterium infantis r0033, Bifidobacterium bifidum r0071 e Lactobacillus helveticus r0052  una volta al giorno per 14 settimane.

I bambini sono stati visitati cinque volte nel corso dell’intero periodo di osservazione, ed è emerso come la somministrazione di integratori probiotici sia stata associata ad un miglioramento complessivo delle funzioni immunitarie dei bambini.

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28383398

 

Bibliografia:

Medicine (Baltimore). 2017 Apr;96(14):e5953. doi: 10.1097/MD.0000000000005953.Effect of probiotics on digestibility and immunity in infants: A study protocol for a randomized controlled trial.Xiao L1Ding GDing YDeng CZe XChen LZhang YSong LYan HLiu FBen X.

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ANSIA E STRESS DA RIENTRO FERIE? QUALCHE SUGGERIMENTO……


Ansia e stress da rientro ferie possono essere gestite con walnut, melissa, ficus carica e rodiola rosea

Al termine del meritato periodo feriale estivo, quando si torna dalle ferie e si riprendono i ritmi che quotidianamente nel corso dell’anno lavorativo dobbiamo mantenere, può diventare un problema “ingranare la marcia giusta” e riprendere il passo abituale.

Vediamo come gestire in modo intelligente questa fase.

Può sembrare banale ma la prima cosa da non fare è iniziare immediatamente a correre ammassando impegni continui. Cortisolo e adrenalina, i due ormoni dello stress, devono riprendere la loro maggior produzione con gradualità. In caso contrario si rischia di esserne “innondati” con le ben note conseguenze tipiche che conosciamo tutti: ansia, insonnia (se non quando autentico panico per il sovrapporsi di impegni pressanti).

Una seconda cosa da ricordare è quella di creare momenti di recupero per se stessi, anche brevi. Una semplice pausa ogni 2 o 3 ore di pochi minuti nella quali si inspira e respira profondamente riduce gli ormoni dello stress in modo scientificamente provato. Non a caso la meditazione, lo yoga e molte altre tecniche ci insegnano l’importanza del respiro.

Nel mondo della naturopatia esistono poi molti rimedi naturali in grado di favorire questo passaggio.

Ciò detto, qualora questi semplici (ma efficaci) strategie non fossero sufficienti possiamo ricorrere ad alcuni rimedi naturali che la naturopatia mette a disposizione.

Tra i fiori di bach ricordiamo “walnut”, il fiore del cambiamento, ideale per sostenere a livello psico-emotivo l’energia. Quattro gocce sub-linguali più volte al giorno aiutare nel processo di adattamento senza dare fastidiosi effetti collaterali.

In caso di stanchezza o di cattivo umore può essere utile utilizzare dei rimedi naturali per sostenere le ghiandole surrenali.

Tra essi ricordiamo la Rhodiola rosea e l’eleuterococco, in grado di rifornire le ghiandole surrenali di energia e “regolarle” ai nuovi ritmi.

Se invece sono lo stomaco, l’intestino o più in generale l’apparato gastrointestinale in generale a farsi sentire, vale la pena ricorrere ad alcuni gemmoderivati.

Il rimedio “Ficus carica” risulta essere preziosissimo per tutti i disturbi gastro-intestinali legati a condizioni di stress e ansia. Assumerne alcune gocce la mattina e la sera può aiutare notevolmente nel ridurre i tipici disagi del cambio di stagione.

Vale infine sempre ricordare la ben nota melissa, uno dei migliori rimedi vegetali per modulare la risposta allo stress e all’ansia con ripercussioni gastro-intestinale (come colite, gastrite su base spastica)

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https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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