Tag Archives: insulina

News

DOMANDE RISPOSTE: sciroppo di malto e zucchero


 

Un lettore mi scrive per chiedere se lo sciroppo di malto d’orzo possa rappresentare una sana alternativa allo zucchero.

Carissimo,

lo sciroppo d’orzo è sicuramente controindicato per le persone con problemi verso il frumento e con disturbi glicemici ma occorre anche considerare che come moltissimi altri dolcificanti lo sciroppo d’orzo stimola la produzione di insulina.

E’ molto comune incontrare persone che allo scopo di evitare lo zucchero bianco, decidano di utilizzare lo sciroppo d’orzo dimenticando che questo dolcificante, al pari di quasi tutti i suoi pari, alza pericolosamente la glicemia (e quindi l’insulina) nel sangue.Si immagini cosa può voler dire per un diabetico!

Questa sua caratteristica lo rende particolarmente inidoneo pertanto non solo ai celiaci, ma anche ai diabetici, alle persone in sovrappeso e ai malati oncologici. Ma forse, aggiungerei più in generale, a tutti colori che desiderino rimanere in salute a lungo! Non dimentichiamo che il controllo dei processi infiammatori di cui ho avuto modo di parlare nel corso di alcuni interventi televisivi a Telecolor, deve rimanere uno degli obiettivi primari di ognuno se si desidera rimanere in salute a lungo.

Per visionare il video clicca qui:

https://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

Read More
News

INVECCHIARE PIU’ LENTAMENTE…..FORSE SI PUO’


Oggi parliamo di invecchiamento e dei rimedi naturali ma anche dello stile di vita opportuno per poterlo ritardare…

 

Vladimiro Colombi naturopata esperto in alimentazione naturale si occupa di diffondere e far conoscere gli studi e le ricerche in questo ambito.

 

Buongiorno Vladimiro. Si sente spesso parlare di formule magiche o di scoperte in grado di prevenire o ritardare l’invecchiamento ma esiste davvero una formula magica in grado di compiere questo miracolo?

 

Ovviamente no purtroppo. Non esiste alcuna pillola magica in grado di farci tornare indietro nel tempo. Semmai esistono una serie di comportamenti sia da un punto di vista alimentare che più in generale attinenti allo stile di vita che possono rallentare l’invecchiamento fino a farlo procedere in modo fisiologico. Nondimeno esistono comportamenti che fanno esattamente l’opposto.

Sotto il profilo alimentare il consumo degli zuccheri è in grado di produrre danni importanti ai tessuti a causa dell’infiammazione prodotta dall’insulina.

Quando abusiamo di zuccheri il nostro corpo produce insulina per abbassare la glicemia nel sangue. Ma l’insulina ha anche effetti negativi sui tessuti perché produce una sorta di “incendio” (l’infiammazione) che una volta passato è in grado di lasciare delle “ceneri” pericolose per la nostra longevità. Il cervello per esempio è molto goloso di zuccheri ma è anche particolarmente sensibile ad essi oggi. Oggi sappiamo che a onte di una serie di gravi malattie neurodegenerative esiste spesso un problema con il metabolismo degli zuccheri.

 

Quindi meno zuccheri e meno invecchiamento?

 

In un certo senso sì, anche se purtroppo non è così semplice.

Occorre anche intervenire introducendo alimenti ricchi di antiossidanti come per esempio i frutti di bosco o i semi oleosi utilizzando olii spremuti a freddo. In cucina è importante non cuocere mai gli oli ricchi di grassi polinsaturi (come per esempio l’olio di sesamo, di girasole o di cartamo).

 

Mentre l’olio extravergine d’oliva può essere usato?

 

E’ uno degli oli migliori per cuocere perché ha un “punto di fumo” molto elevato. Ciò significa che “sopporta” molto bene le elevate temperature…..Ovviamente sarebbe preferibile sempre consumarlo crudo per sfruttarne al massimo i suoi preziosi principi antiossidanti.

 

 

A proposito di cucina, esistono delle regole che devono essere rispettate quando prepariamo i piatti?

 

Sappiamo che alcuni tipi di cottura sono preferibili ad altri. Per esempio la cottura al vapore rispetta l’alimento ed evita che si perdano una grande quantità di principi attivi in esso contenuti, mentre le fritture ossidando i grassi producono sostanze molto pericolose per la nostra salute. Un esempio di queste molecole pericolose sono per esempio i grassi idrogenati che si formano durante la cottura di alcuni tipi di lipidi……

 

Oltre agli zuccheri e ai grassi di cui ha parlato ci sono altre regole importanti che dovremmo rispettare?

 

Un errore molto comune è quello di saltare la colazione al mattino. In realtà la colazione non dovrebbe solo essere il pasto più importante della giornata (come spesso sentiamo anche dire da noti esperti in televisione) ma deve essere anche arricchita con elementi proteici di qualità certa, evitando proteine ricche di sostanze tossiche (come ormoni o conservanti).

 

 

Nel mondo dei rimedi vegetali esistono sostanze in grado di ritardare l’invecchiamento?

 

Una intelligente integrazione e una corretta alimentazione possono rivelarsi estremamente preziose per proteggere la nostra salute. Il cioccolato fondente per esempio, la cannella, i mirtilli e più In generale i frutti di bosco contengono preziose sostanze in grado di ritardare l’invecchiamento, Un altro alimento molto prezioso che non dovrebbe mai mancare in cucina è il tè verde, ricchissimo di un principio attivo (noto come EC3G) dalle importanti azioni antiossidanti.

Il tè verde si è rivelato peraltro straordinariamente utile anche per proteggere l’organismo dalle infezioni virali durante l’inverno.

 

Quanto agli integratori possiamo citare l’acido lipoico, la la vitamina C e la vitamina E nonché la vitamina A. Quest’ultima suggerirei di assumerla in forma di betacarotene.

 

Altri suggerimenti utili contro l’invecchiamento?

 

Una buona qualità del sonno è fondamentale per poter restare giovani a lungo.

Non esiste un numero di ore adatto a tutti ma esiste certamente un numero di ore minimo adatto ad ognuno di noi. Senza un adeguato riposo il corpo riduce la produzione di alcuni ormoni importanti che ritardano l’invecchiamento. Per esempio la melatonina e il GH (l’ormone della crescita), un ormone estremamente importante per mantenere il fisico asciutto e con pochi grassi.

 

E in merito all’attività fisica cosa possiamo dire? Ha un ruolo nell’invecchiamento?

 

Certamente si. Brutte notizie per i sedentari e i pigri….tutte le più importanti ricerche ci dicono che la sedentarietà incide in modo rilevante non solo sull’aspettativa di vita ma soprattutto sulla sua qualità. Chi si muove meno vive meno anni e passa soprattutto gli ultimi di essi in condizioni di vita peggiori. Nssuno credo desidererebbe vivere 100 anni ma di cui gli ultimi 20 in gravi condizioni di salute e magari non autosufficiente!.

 

Il digiuno ha un ruolo nell’invecchiamento?

 

Negli Stati Uniti un noto ricercatore italiano ha dimostrato come praticare saltuariamente alcuni brevi semi-digiuni sia utile per favorire la rigenerazione delle cellule.

Senza arrivare a questo, e sempre rigorosamente seguiti da un professionista in caso di digiuni lunghi, vale sempre comunque la pena ricordare che l’eccesso calorico ha chiaramente dimostrato di accelerare l’invecchiamento delle cellule. Chi mangia troppo, si muove poco e abusa di cibi di scarsa qualità non prepara una vecchiaia serena e una vita longeva.

Read More
News

IL PRINCIPIO DELLA NON DIETA: DIMAGRIRE MANGIANDO


Oggi parliamo di cibo e sovrappeso……Vladimiro Colombi, naturopata ed esperto di alimentazione naturale ci spiega come perdere peso senza pesare gli alimenti e contare le calorie……

Buongiorno Vladimiro…. può spiegare ai nostri lettori che cosa intende per principio della non dieta?

 

Siamo soliti sentirci dire che se abbiamo problemi di peso questo dipende fondamentalmente dal fatto che mangiamo troppo.

In realtà si tratta di una spiegazione solo parziale in quanto l’ aumento di peso non dipende soltanto dal numero di calorie introdotte ma anche dal numero di calorie introdotte. Esistono infatti altri elementi importanti che devono essere considerati per poter ottenere un risultato non solo ottimale ma anche stabile.

 

Può spiegare nel dettaglio cosa intende quando afferma che è possibile dimagrire mangiando?

 

Il nostro corpo funziona come una sorta di network. Noi tutti semplifichiamo troppo e ci illudiamo che mangiando poco otterremo una perdita di peso definitiva ma così facendo andremo incontro sempre a delusioni terribili….. L’infiammazione, il controllo e l’equilibrio ormonale, i livelli di stress, la qualità dei cibi che ingeriamo e gli orari in cui ci sediamo a tavola sono tutti elementi che concorrono insieme e che non possono essere né trascurati né affrontati singolarmente.

 

Può spiegare con maggiore accuratezza quindi come si deve procedere per ottenere dei risultati stabili?

 

Ogni persona è diversa dall’altra, questo lo sappiamo. Ma è anche pure vero che esistono comuni denominatori per tutti ed è impensabile saltare una colazione al mattino e credere che questo non avrà ripercussioni sul nostro metabolismo.

Se è vero infatti che per alcune persone una colazione abbondante può risultare di difficile digestione è altrettanto vero che riducendo le quantità ma aumentando la qualità dei cibi (magari mettendo in ordine gli alimenti) è possibile inviare segnali all’ipofisi tramite una molecola, la leptina, in grado di attivare il metabolismo e controllare il senso di fame e sazietà.

 

Ma fame e sazietà non sono legate anche un elemento psicoemotivo?

Certamente. Ma come ha correttamente appena affermato dipendono anche e non solo da un elemento psico-emotivo.

Siamo fatti di emozioni e pensieri ma anche di biochimica e di energia e non dobbiamo mai dimenticare che se è vero che uno stress importante può indurci a mangiare in modo scorretto è pur vero anche il contrario: cibi di cattiva qualità particolarmente ricchi di zuccheri e poveri di fibre (magari ricchi di grassi idrogenati) possono aggravare o innescare una fame nervosa.

 

Sta dicendo quindi che potrebbero esserci più fattori che scatenano un problema alimentare?

 

Esattamente. Mi capita spesso nel corso della mia attività professionale in studio di incontrare persone che cambiano la loro alimentazione in funzione del livello di soddisfazione personale che hanno raggiunto in quel momento della loro vita (sia sotto il profilo professionale e sia soprattutto sotto quello affettivo.

 

Forse non bisognerebbe allora cambiare il regime alimentare in un momento di stress o in un momento difficile della nostra vita…..

 

Diciamo che quando si decide di cambiare la propria alimentazione occorre comprendere bene in che modo farlo dopo che un professionista serio ha studiato le caratteristiche individuali della persona che ha davanti.

Nella mia esperienza professionale ho anche osservato che il momento in cui una persona decide di cambiare alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella possibilità o meno di successo. Per questa ragione chiedo sempre a tutte le persone che incontrò quando lavoro se stanno attraversando un buon momento della loro vita oppure se hanno pensieri che li preoccupano o motivi di ansia o di stress.

 

In concreto cosa occorre fare quindi per cambiare il metabolismo e iniziare un percorso sensato di benessere che porti anche a una perdita di peso?

 

La prima cosa da fare è cambiare la colazione e verificare che non esistono alimenti in grado di produrre una reazione infiammatoria importante. Quando il corpo infatti è infiammato deve necessariamente “difendersi” trattenendo liquidi e massa grassa. Già semplicemente testando gli alimenti avverso i quali si è sviluppata una reattività infiammatoria da cibo è possibile ottenere dei risultati soddisfacenti con conseguente evidente ridefinizione delle forme del corpo. Inoltre occorre bilanciare correttamente il rapporto tra le proteine e i carboidrati.  Se si eccede nell’assunzione di una o dell’altra si rischia di prendere peso rapidamente oppure di precipitare in una situazione di fame nervosa continua che ci induce a mangiare quasi sempre in maniera sconsiderata.

 

Esistono altri suggerimenti che può dare ai lettori per migliorare la propria alimentazione?

 

Diverse ricerche hanno recentemente confermato come la flora batterica intestinale, il cosiddetto microbioma, sia in grado di condizionare notevolmente i gusti e il peso corporeo. Non a caso alcune aziende di integratori alimentari e alcune aziende farmaceutiche stanno studiando appositi prodotti per modificare la flora batterica intestinale In modo tale da favorire la perdita di peso e la riduzione dei processi infiammatori. Ma occorre sapere che assumere in modo inopportuno fermenti lattici senza modificare l’alimentazione serve a poco. E’ molto più importante invece aumentare l’apporto di fibre alimentari e di zuccheri di buona qualità come per esempio l’inulina, uno zucchero che si trova nella cicoria. Aumentando l’apporto di questo zucchero e di frutto-oligosaccaridi possiamo nutrire i nostri batteri amici dell’intestino e favorire il recupero non solo del buonumore e dell’energia ma anche ridurre il peso corporeo in modo stabile e definitivo.

 

Anche gli orari sono importanti?

 

Assolutamente sì. Consumare carboidrati a colazione è certamente diverso che consumarli a cena perché nel corso delle 24 ore i nostri ormoni cambiano. L’insulina per esempio aumenta il pomeriggio mentre il cortisolo e il testosterone ma anche gli ormoni tiroidei sono molto elevati nella prima parte della giornata. Consumare alimenti ricchi di zuccheri a lento rilascio di fibre associati magari a delle proteine di elevata qualità nella prima parte della giornata (riducendoli invece nella seconda) può per esempio favorire un miglior metabolismo in alcune persone.

Tuttavia come abbiamo prima spiegato ogni persona ha proprie caratteristiche- Pertanto prima di dare suggerimenti specifici occorre studiare le peculiarità individuali e solo dopo elaborare una strategia alimentare “ad personam”.

L’alimentazione deve essere sempre un po’ cucita su misura come un vestito da sarto.

Read More
News

VUOI DAVVERO STAR BENE? MANGIA I CECI!


I ceci sembrerebbero essere importantissimi per la nostra salute

 Spesso trascurati da larga parte della popolazione italiana (ad eccezione dei pugliesi) i legumi dovrebbero essere invece parte integrante dell’alimentazione quotidiana.

Ne avevamo già parlato in un articolo precedente (http://www.vladimirocolombi.it/2016/02/15/legumi-legumi-e-ancora-legumi/) ma nuove ricerche confermano l’importanza dei legumi.

L’utilizzo eccessivo di frumento, lieviti, latticini e alimenti ricchi di nichel o grassi idrogenati si sta rivelando potenzialmente pericoloso nel lungo periodo per la salute a causa delle reazioni infiammatorie che il cibo è in grado di produrre (soprattutto se assunto in modo scorretto e in quantità inappropriate).

L’impiego di pasta, pane, crackers, grissini o fette biscottate arricchisce in modo eccessivo l’alimentazione quotidiana sbilanciando l’apporto di alcuni nutrienti rispetto ad altri.

Un maggior consumo di legumi potrebbe invece fare la differenza tra una scarsa e una eccellente salute, anche per via della loro rilevante quantità di fibre e proteine vegetali (http://www.vladimirocolombi.it/2016/10/14/domande-e-risposte-ma-i-legumi-sono-proteine-o-carboidrati/).

I ceci per esempio possono rappresentare un modo intelligente per arricchire l’alimentazione quotidiana e a prezzo contenuto.

Ricchissimi di fibre e proteine vegetali sono in grado di accompagnare un pranzo ideale.

Un pranzo costruito con una verdura, un secondo e dei legumi potrebbe rappresentare una combinazione perfetta per ridurre la fame anche nelle ore pomeridiane e controllare gli sbalzi glicemici e insulinici.

Nuove ricerche hanno dimostrato come l’utilizzo dei ceci nell’alimentazione possa essere utilissimo per ridurre il colesterolo nel sangue e contemporaneamente portare grandi quantità di sostanze antiossidanti protettive per la salute.

Si tratta di una combinazione straordinaria di virtù se si pensa che il colesterolo, di per sè già pericoloso a livello cardiovascolare, diventa potenzialmente fatale nel momento in cui si combina ad una condizione infiammatoria sistemica dell’intero organismo.

Ebbene i ceci hanno dimostrato di essere in grado di ridurre il profilo lipidico del sangue e contemporaneamente ridurre anche i processi infiammatori.

Ma gli effetti benefici dei ceci non finiscono qui: una recente ricerca in effetti ha dimostrato come i ceci siano in grado di ridurre gli effetti tossici di una sostanza notoriamente pericoloso per la nostra salute: l’acrilammide.

L’acrilammide è una sostanza antinutrizionale presente in alcuni alimenti (come per esempio, pane, snack e patatine.

Ebbene è stato scoperto come la farina e le proteine dei ceci possano rappresentare una possibilità importante per ridurre gli effetti tossici di questa sostanza pericolosa.

Nei ceci possiamo trovare una grande quantità di sostanze protettive per la nostra salute come proteine, grassi, vitamine e fibre, e un contenuto minore di carboidrati rispetto alla tradizionale farina di grano che consumiamo abitualmente.

Va inoltre detto che grazie ai ceci è possibile introitare una giusta quantità di carboidrati  anche per i soggetti “gluten sensitivity” o per i celiaci.

 

Bibliografia:

  • Food Res Int. 2018 Feb;104:126-133. doi: 10.1016/j.foodres.2017.03.016. Epub 2017 Mar 11.Lipid metabolism potential and mechanism of CPe-III from chickpea (Cicer arietinum L.).Xue Z, Hou X, Yu W, Wen H, Zhang Q, Li D, Kou X3
  • J Food Sci Technol. 2018 Feb;55(2):638-647. doi: 10.1007/s13197-017-2973-1. Epub 2017 Nov 25.Optimal germination condition impacts on the antioxidant activity and phenolic acids profile in pigmented desi chickpea (Cicer arietinum L.) seeds. Domínguez-Arispuro DM1, Cuevas-Rodríguez EO1,2, Milán-Carrillo J1,2, León-López L1, Gutiérrez-Dorado R1,2, Reyes-Moreno C1,2,3.
  • J Sci Food Agric. 2015 Jan;95(1):179-85. doi: 10.1002/jsfa.6702. Epub 2014 May 29.
  • Valorization of traditional foods: nutritional and bioactive properties of Cicer arietinum L. and Lathyrus sativus L. pulses.Sarmento A1, Barros L, Fernandes Â, Carvalho AM, Ferreira IC.
  • Crit Rev Food Sci Nutr. 2015;55(8):1137-45.doi:10.1080/10408398.2012.687418.Chickpeas—composition, nutritional value, health benefits, application to bread and snacks: a review.Rachwa-Rosiak D1, Nebesny E, Budryn G.

Articoli collegati:

http://www.vladimirocolombi.it/2016/02/15/legumi-legumi-e-ancora-legumi/

 

https://www.facebook.com/permalink.php?id=219712515180333&story_fbid=309937812824469

 

https://www.youtube.com/watch?v=PZN8aIoeq7o

Read More
News

DOMANDE E RISPOSTE: LA FRUTTA AL POMERIGGIO


 

 

 

IMG_9353Una lettrice mi scrive per sapere se è possibile consumare la frutta al pomeriggio.

Buongiorno.

La frutta contiene zuccheri e ad alcune persone è permessa al pomeriggio. In altri casi invece diventa importante limitarla al massimo per evitare innalzamenti glicemici e quindi produzione di insulina. Pertanto, se avete bisogno di perdere poco peso è possibile sicuramente consumarla con una certa tranquillità, ma se avete bisogno di perderne parecchio (o se ci sono famigliari con problemi diabetici) sarebbe preferibile usarla solo al mattino.
domande
Read More
News

DIABETE E BATTERI: FORSE ESISTE UNA RELAZIONE


Problemi di glicemia e flora batterica potrebbero essere correlati

Un progressivo aumento di ricerche sembrano collegare il diabete con la malattia del parodonto. Non solo il diabete è un fattore di rischio ben noto per la malattia della bocca, ma al contrario, le molecole pro-infiammatorie rilasciate da tessuti della bocca malati possono entrare in circolazione e indurre resistenza all’insulina. Anche se questa associazione è stata dimostrata negli adulti, ci sono poche informazioni riguardanti lo stato parodontale nei bambini obesi con e senza diabete di tipo 2. Da un recente studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28253297) è emerso come i bambini con diabete di tipo 2 abbiano tassi più alti di gengivite nonchè elevati marker infiammatori salivari e un microbioma salivare alterato rispetto ai bambini senza diabete di tipo 2.Nel corso della ricerca sono stati studiati tre gruppi di persone in una fascia di età 10-19 anni: la prima inclusiva di persone magre (peso normale), il secondo con persone obese e il terzo inclusivo di obesi con diabete di tipo 2. Ogni soggetto ha partecipato ad un sondaggio sulla salute orale, ha ricevuto un esame clinico orale, e ha fornito un campione di saliva per la misurazione dei marcatori infiammatori nonché l’analisi del microbioma. E’ stato osservato come i bambini obesi con diabete tipo 2 mostrassero una maggiore fragilità in termini di salute orale rispetto ai normopeso e obesi senza diabete, ipotizzando un collegamento tra il diabete di tipo 2 e infiammazione parodontale nella popolazione pediatrica.

 

Bibliografia:

PLoS One. 2017 Mar 2;12(3):e0172647. doi: 10.1371/journal.pone.0172647. eCollection 2017.Salivary inflammatory markers and microbiome in normoglycemic lean and obese children compared to obese children with type 2 diabetes.Janem WF1Scannapieco FA2Sabharwal A2Tsompana M3Berman HA4Haase EM2Miecznikowski JC5Mastrandrea LD1.

 

Altri riferimenti:

 

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/30/dal-rosmarino-un-potente-alleato-contro-il-diabete-e-il-colesterolo/

 

http://www.pistacchioevergreen.it/benefici.php

 

http://www.vladimirocolombi.it/tag/diabete/

 

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/27/antibiotici-intestino-e-diabete-1/

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

DOMANDE E RISPOSTE IN NATUROPATIA: MA LA PIZZA FA BENE O MALE?


 

vladi-a-telecolor-1

 

Paola mi scrive per sapere se la pizza è controindicata per chi vuole dimagrire

Cara Paola,

la pizza contiene diversi ingredienti come il frumento, i lieviti, il nickel e i latticini che possono essere controindicati nei soggetti che avvertono reattivita’ infiammatorie quando mangiano. I gonfiori addominali che talvolta seguono il consumo della pizza ne sono un esempio.

Occorre però precisare che la preparazione della pasta gioca un ruolo enorme in questo senso.

Una pasta preparata per tempo e lasciata riposare diverse ore risulta spesso molto più facilmente digeribile anche a chi è solito avvertire questo genere di problemi.

In chi ha bisogno di perdere peso consiglio di consumarla solo ocpizzacasionalmente e solo a pranzo, in considerazione della facilità con cui essa stimola la secrezione di insulina.

La stimolazione di quest’ultima favorisce l’aumento di peso corporeo e mi induce quindi a consigliare di consumarla con cautela.

Una volta ogni 15 giorni e preferibilmente a pranzo può essere tollerabile anche per chi desideri perdere peso.

Se ci si allena in modo costante e si mangia “mediamente” bene i piccoli problemi che potrebbe generare sono del tutto superabili.

In studio a Bergamo (presso Leda clinic) spieghiamo ogni giorno proprio come seguire uno stile di vita adeguato per prevenire malattie godendoci anche però una vita piena e soddisfacente.

Un caro saluto

Vladimiro

 

Ti ricordo che qualora volessi lasciare un commento oppure scrivermi per qualsiasi informazione lo potrai fare compilando la richiesta in fondo all’articolo stesso nell’apposita sezione del sito.

Un caro saluto

 

Vladimiro

 

Per restare aggiornato in merito a tutte le scoperte in tema di nutrizione e naturopatia visita il sito:

http://www.vladimirocolombi.it/

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

Read More
News

DOMANDE E RISPOSTE Arricchisci la tua dieta con la frutta di stagione ed elimina la cellulite


 

Maria, una lettrice, mi domanda se è vero che la frutta può fare ingrassare.

 

vladimiro

Cara Maria,

la frutta contiene fruttosio, uno zucchero che, in quanto tale, può favorire l’aumento di peso in soggetti con famigliarità al diabete o all’obesità o alla sindrome metabolica.

E’ pur vero però che eliminare totalmente la frutta, soprattutto se di stagione, genuina e fresca, rischia di compromettere la varietà di ciò che mangiamo e ridurre l’apporto di preziose vitamine e minerali.

Il suggerimento che sono solito dare ai miei clienti è quello di spostare il consumo di frutta nella prima parte della giornata, quando l’insulina nel sangue è minore e il suo potere “ingrassante” è notevolmente ridotto.

Un suggerimento ulteriore se posso permettermi, è poi quello di preferire i frutti di bosco al resto della frutta, come more, lamponi, mirtilli e ribes. Questi vegetali non solo impattano molto meno sulla curva glicemica nel sangue, ma vantano potenti azioni antitumorali e dimagranti, grazie alla presenza di alcuni antiossidanti (come la delfinidina contenuta ne mirtilli), in grado di favorire l’aumento di una sostanza, l’adiponectina, che sembra ridurre il grasso viscerale, quello che si deposita nell’addome e forma la tanto odiata “pancetta” che tutti vorremo eliminare.

 

 

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

Read More
News

DOMANDE E RISPOSTE Diminuisci il sovrappeso riducendo i latticini


vladi-a-telecolor

DOMANDE E RISPOSTE

Diminuisci il sovrappeso riducendo i latticini

Una lettrice mi scrive per chiedere se l’utilizzo dei latticiniè controindicato nei soggetti in sovrappeso.

 

Gentilissima,

il consumo dei latticini se in quantità moderate può essere tollerato. Parliamo di due o tre volte alla settimana per intenderci.

Oltre questa frequenza, se un soggetto è in sovrappeso, potrebbe incontrare qualche difficoltà nel dimagrimento.

Il consumo frequente infatti di latticini stimola la produzione di insulina, l’ormone preposto alla conversione dello zucchero in energia.

E’ molto frequente osservare consumatori di latticini che faticano a perdere peso ritrovare rapidamente la loro forma fisica non appena riducono la quantità di formaggi, latte o yogurt nella loro alimentazione.

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

Read More
News

L’AGLIO: ANTIBIOTICO NON SOLO CONTRO I VAMPIRI


aglio

 

L’aglio (allium sativum) è notoriamente impiegato nell’ambito della medicina popolare e in fitoterapia da lungo tempo per svariate problematiche. Si è dimostrato efficace infatti in diversi disturbi e la sua azione è stata ampiamente dimostrata.
E’ un antibiotico interessante, e ha un’azione antiipertensiva largamente documentata. E’ efficace contro il raffreddore, l’influenza, alcuni parassiti intestinali (gli elminti), e svolge una sicura azione antiossidante grazie alla presenza di selenio (di cui il territorio italiano non è certo ricco) e di vitamina C.
L’aglio inoltre contiene un composto, l’Ajone, la cui azione antitrombotica si è rivelata molto interessante.
Numerosi studi hanno evidenziato il ruolo che l’insulina e la resistenza insulinica ha nell’incremento non solo del peso corporeo, ma altresì dell’infiammazione sistemica che può interessare l’intero organismo umano.
Da pochissimo (settembre 2010) è stato pubblicato uno studio effettuato a Taiwan che ha evidenziato una possibile azione antitumorale dell’aglio in alcune forme tumorali del polmone.

Fonti

Fonte: J Agric Food Chem. 2010 Sep 24. Consumption of S-Allylcysteine Inhibits the Growth of Human Non-Small-Cell Lung Carcinoma in a Mouse Xenograft Model.Tang FY, Chiang EP, Pai MH. Biomedical Science Laboratory, Department of Nutrition, China Medical University, 40402 Taichung, Taiwan

Read More
News

ATTIVITA’ FISICA BATTE METFORMINA


attività fisica

 

Numerosi studi hanno recentemente confermato come l’utilizzo della metformina possa essere di grande utilità per la prevenzione del cancro e come essa sia altresì capace di favorire il dimagrimento in soggetti con familiarità al diabete (o esse stesse resistenti all’insulina). Tuttavia lo studio, ormai piuttosto datato essendo risalente al 2002, aveva già largamente evidenziato come un’attività fisica aerobica moderata fosse notevolmente superiore alla metformina in termini di efficacia sia in caso di sindrome metabolica che di resistenza insulinica.

Questo dato non deve stupire se si pensa che il movimento aerobico è in grado non soltanto di aumentare la sensibilità all’insulina riducendo contemporaneamente l’emoglobina glicosilata, ma è altresì in grado di favorire la riduzione del grasso corporeo (obesità e sovrappeso) con particolare riguardo al grasso viscerale (la cosiddetta “pancia”che si va a posizionare nella zona dello stomaco aumentando fino a tre volte il rischio di infarto). Ma non è finita qui: un’attività aerobica è contemporaneamente in grado di abbassare la pressione arteriosa inducendo anche un aumento del colesterolo buono (HDL) a discapito del colesterolo cattivo (LDL) e dei trigliceridi.

Considerato che l’attività fisica (e in generale lo sport) se piacevole e se vissuto come esperienza gratificante e rilassante induce la produzione di numerose sostanze endogene molto importanti in grado di migliorare l’umore, non vi è davvero ragione per non mettere un paio di scarpe da tennis e iniziare a camminare da subito.

Va infine ricordato che favorire il piacere in ogni sua forma (anche appunto attraverso lo sport) stimola la produzione di alcune sostanze (le endorfine) che favoriscono anche una migliore regolazione della pressione arteriosa nonchè un rapporto più equilibrato e sano con il cibo.

Read More
News

NUTRIZIONE, DIETA E OBESITA’: L’IDEA DEL PIATTO UNICO


IMG_9353

Un lettore mi scrive per sapere cosa ne penso del cosiddetto “piatto unico”.

 

 

Gentilissimo,

ancora una volta mi vedo costretto a fare luce sul concetto di “piatto unico”.

Se con questa espressione si riferisce ad un pasto costruito con verdure e “primo” (pasta, pane, riso, patate) allora non sono d’accordo. Questo abbinamento innalza la glicemia e induce il corpo a produrre insulina, l’ormone responsabile di infiammazione, obesità e fame. Se invece ci si riferisce ad un pasto di verdure e proteine (il secondo per intenderci), allora ci siamo. Possiamo pensare anche di aggiungere al bisogno dei legumi o perfino un carboidrato (pasta o pane o riso purchè tutto integrale), a condizione però che questo non avvenga a cena qualora ci si trovi in una situazione di sovrappeso. Il carboidrato nel pasto serale andrebbe evitato (o almeno limitato) perché gli ormoni “catabolici” (quelli che cioè “bruciano”) sono presenti soprattutto nella prima parte della giornata. Questo rende più difficile “bruciare” gli zuccheri se ingeriti a cena o addirittura dopo cena. Ovviamente, se il consumatore di essi è un atleta che si allena costantemente, il danno è quasi totalmente limitato. Ma come sappiamo, chi si allena oltre a vivere di più e meglio, può permettersi lussi a tavola inimmaginabili per i sedentari!

Read More
1 2