Tag Archives: ictus

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INFIAMMAZIONE DA CIBO E SPORT


Il consumo degli alimenti sbagliati può condizionare le performance sportive

 

 

Spesso non ci si pensa ma alimentarsi abitualmente con alimenti che non si tollerano può produrre importanti effetti negativi, anche a livello di prestazione sportiva.

Infatti la presenza di infiammazioni secondarie all’assunzione di cibi non tollerati può portare nel tempo alla riduzione delle performance sportive. Anche i processi allergici possono aggravarsi quando siamo soliti consumare alimenti che non tolleriamo.

In tal senso si ricordi che in presenza di allergie (anche comuni) uno dei farmaci più usati (e ahimé talvolta abusati) è il cortisone, la cui efficacia è assolutamente dimostrata ma la cui azione immusoppressiva e demuscolante è nota. Oltre a questa azione negativa sul muscolo il cortisone aumenta in modo considerevole la ritenzione idrica alla quale si accompagna anche una consistente perdita di potassio.

In conseguenza di ciò anche il deposito di grasso viscerale può aumentare significativamente con ricadute sfavorevoli sulla salute (non a caso l’aumento di massa grassa viscerale è legata ad uno statistico aumento di cancro, ictus e infarto).

Controllare gli alimenti mal tollerati significa ridurre o addirittura in alcuni casi eliminare l’utilizzo di un farmaco pericoloso come il cortisone e recuperare contemporaneamente benessere e performance sportiva.

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

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NATUROPATIA E NUTRIZIONE: SALE, SALE E ANCORA SALE……


salieraVale forse la pena ricordare che il consumo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera come il massimo accettabile di sale ogni giorno è di 6 grammi (che corrispondono a circa 2,4 grammi di sodio).

Tale quantità andrebbe ridotta in chi ha già in corso manifestazioni patologiche potenzialmente collegabili all’utilizzo del sodio, come nel caso per esempio di malati cardiaci o di marcate familiarità all’ictus. In tali casi sarebbe opportuno scendere a un dosaggio giornaliero non superiore ai 4 grammi giornalieri.

Purtroppo invece in Italia il consumo quotidiano di sale si aggira intorno ai 10 grammi giornalieri ma in alcuni paesi del mondo, gli Stati Uniti per esempio, può salire fino ai 15 grammi giornalieri.

Diventa allora fondamentale proteggere l’endotelio vasale dall’eccesso di sodio perché negli ultimi anni è stato evidenziato come il tessuto interno del vaso (l’endotelio),non rappresenti soltanto un semplice “sistema di protezione interna dei vasi” ma sia un vero e proprio organo multifunzione (al pari di quanto si è scoperto riguardo al tessuto adiposo). Significa in buona sostanza che il tessuto dell’endotelio ha una funzione endocrina e paracrina importantissima per la nostra salute e che essendo il tessuto endoteliale in grado di sintetizzare molte molecole (esattamente al pari di qualsiasi ghiandola del nostro corpo) la sua protezione diventa essenziale.

Tra le sue numerose funzioni ricordiamo che all’endotelio va attribuita la produzione di ossido nitrico, una sostanza importantissima nella regolazione del calibro dei vasi. Una sua carenza è coinvolta per esempio nei problemi circolatori dei tessuti cavernosi (come nel caso dell’ impotenza sessuale maschile) ed è un mediatore molto potente implicato nei processi infiammatori.

E’ in grado di interferire nell’apporto di sangue in quanto regola il calibro dei vasi. Una sua alterata produzione risulta essere associata a rischi per la salute dei ventricoli cardiaci.

L’utilizzo di insaporitori diversi può essere di grande giovamento per promuovere il mantenimento della salute. Utilizzando maggiormente per esempio spezie come curcuma,  curry, rosmarino e  basilico (tanto per citarne alcun) e ricorrendo quando necessario all’utilizzo di sali integrali come il sale rosa Himalayano oppure al sale blu di Persia, è possibile ridurre notevolmente i danni all’endotelio e prevenire efficacemente infarto ed ictus.

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Tartrazina e salute


 

Il progressivo e inesorabile aumento dell’inquinamento ambientale incide sicuramente in modo determinante sulla condizioni di vita individuali nonché sulla sua qualità. Diverse ricerche mostrano dati allarmanti: sembra crescere l’aumento di tumori dell’apparato respiratorio e delle cardiopatie ma anche di ictus. E da quanto i numero sembrerebbero dire, ciò potrebbe essere ricollegabile all’aumento dei livelli di inquinamento.

In un precedente articolo abbiamo altresì spiegato quali possano i rimedi naturali più importanti ai quali rivolgersi per limitare i danni che l’ambiente produce sul corpo umano (http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/21/i-rimedi-naturali-per-proteggersi-dallinquinamento-atmosferico/). Anche la tartrazina (presente nell’acqua), rappresenta un elemento pericoloso per per la nostra salute.

Una nuova ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Tartrazine+induces+structural+and+functional) ha confermato le potenzialità tossiche della tartrazina, una sostanza presente in alcuni prodotti farmaceutici e in alcuni cibi.

Le possibilità che la tartrazina produca effetti avversi e tossici sulla salute umana sono stati confermati da uno studio del 2017: questa sostanza sarebbe in grado di ridurre la quantità di sostanze antiossidanti nel siero del sangue degli animali testati e indurrebbe alterazioni cellulari nel fegato e nei reni dei ratti studiati con ripercussioni anche sui globuli bianchi (leucociti) degli animali.

 

Bibliografia:

PeerJ. 2017 Feb 23;5:e3041. doi: 10.7717/peerj.3041. eCollection 2017.Tartrazine induces structural and functional aberrations and genotoxic effects in vivo. Khayyat L1Essawy A2Sorour J2Soffar A2.

 

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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GLI AMINOACIDI: NON SOLO PER GLI ASPIRANTI CULTURISTI DELLA DOMENICA!


Proteggi il cuore con l’alimentazione: un aminoacido potrebbe proteggere le tue coronarie

 

In un precedente articolo ho avuto modo di spiegare l’importanza della bacca di acaj per la sua azione antiinfiammatoria e anti-omocisteina (http://www.vladimirocolombi.it/tag/omocisteina/) e cosi pure nel corso di alcune interventi a telecolor http://www.telecolor.net/tag/vladimiro-colombi/).

La nutrizione gioca un ruolo importante nella prevenzione e gestione delle malattie cardiovascolari (CVD: infarto, coronaropatie, ostruzione coronarica, ma anche ictus) nelle fasi iniziali. Una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28153005) ha dimostrato gli effetti benefici dei vari ingredienti nutrizionali per la salute vascolare. Lo scopo dello studio era quello di valutare gli effetti di un prodotto multi-ingrediente base di L-arginina (AbMIP) sulla funzione vascolare. Venticinque soggetti maschi e femmine, di età compresa tra i 45 ei 65 anni con elevata pressione sanguigna e iperomocisteinemia sono stati inclusi in questo studio cross-over. Ai soggetti è stato somministrato un integratore a base di arginina ed è stata poi valutata l’azione di essa dopo un periodo di osservazione sulla funzione cardiovascolare.

Il risultato?

L’arginina ha migliorato significativamente la funzione endoteliale rispetto al placebo riducendo i livelli di omocisteina. Anche la pressione sanguigna sistolica è diminuita notevolmente.

Lo studio ha concluso che l’arginina ha causato un significativo miglioramento sulla funzione endoteliale e ridotto i livelli di omocisteina e che essa potrebbe essere una scelta utile per il trattamento dietetico nella disfunzione endoteliale e nell’iperomocisteinemia nei primi stadi della malattia cardiovascolare.

 

Fonte:

BMC Complement Altern Med. 2017 Feb 2;17(1):92. doi: 10.1186/s12906-017-1603-9.Effects of an L-arginine-based multi ingredient product on endothelial function in subjects with mild to moderate hypertension and hyperhomocysteinemia – a randomized, double-blind, placebo-controlled, cross-over trial.Reule CA1Goyvaerts B2Schoen C3.

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I RIMEDI NATURALI CONTRO L’OBESITA’


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Dall’estratto di arancia un rimedio naturale contro l’obesità

Nell’estratto di arancia si trova un antiossidante naturale potente e molto comune che potrebbe aiutare contro l’obesità. Il suo nome è miricetina, ed è un flavonoide che somiglia moltissimo ad un’altra sostanza, la quercitina, contenuta nelle mele e nelle cipolle. Questa preziosa sostanza si trova anche nell’uva passa, nei broccoli e in altri vegetali come il prezzemolo, l’aglio o i peperoni.

La sua azione protettiva contro i tumori è allo studio da anni e sembrerebbe in grado di aumentare la protezione contro i tumori della pelle, della prostata e del pancreas.

La miricetina sembrerebbe anche in grado di prevenire le trombosi, il diabete, l’infarto del miocardio e l’ictus grazie alla sua azione antiinfiammatoria e neuroprottettiva.

Sempre a questa sostanza andrebbero ricondotte proprietà antivirali che la renderebbe potenzialmente utile nel supportare a livello immunologico i malati colpiti da Hiv.

Una recente ricerca effettuata in Asia avrebbe recentemente dimostrato proprietà di questa sostanza per ridurre lo stress ossidativo e migliorare la resistenza insulinica, riducendo il rischio di obesità e delle sue complicanze.

Fonte:

J Zhejiang Univ Sci B. 2016 Jun;17(6):437-46. doi: 10.1631/jzus.B1600074.Myricetin protects against diet-induced obesity and ameliorates oxidative stress in C57BL/6 mice.Su HM1Feng LN2Zheng XD1Chen W1.

 

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I RIMEDI NATURALI CONTRO L’OBESITA’


1280px-francescano_allaranciaDall’estratto di arancia un rimedio naturale contro l’obesità

Nell’estratto di arancia si trova un antiossidante naturale potente e molto comune che potrebbe aiutare contro l’obesità. Il suo nome è miricetina, ed è un flavonoide che somiglia moltissimo ad un’altra sostanza, la quercitina, contenuta nelle mele e nelle cipolle. Questa preziosa sostanza si trova anche nell’uva passa, nei broccoli e in altri vegetali come il prezzemolo, l’aglio o i peperoni.

La sua azione protettiva contro i tumori è allo studio da anni e sembrerebbe in grado di aumentare la protezione contro i tumori della pelle, della prostata e del pancreas.

La miricetina sembrerebbe anche in grado di prevenire le trombosi, il diabete, l’infarto del miocardio e l’ictus grazie alla sua azione antiinfiammatoria e neuroprotettiva.

Sempre a questa sostanza andrebbero ricondotte proprietà antivirali che la renderebbe potenzialmente utile nel supportare a livello immunologico i malati colpiti da Hiv.

Una recente ricerca effettuata in Asia avrebbe recentemente dimostrato proprità di questa sostanza per ridurre lo stress ossidativo e migliorare la resistenza insulinica, riducendo il rischio di obesità e delle sue complicanze.

Fonte:

J Zhejiang Univ Sci B. 2016 Jun;17(6):437-46. doi: 10.1631/jzus.B1600074.Myricetin protects against diet-induced obesity and ameliorates oxidative stress in C57BL/6 mice.Su HM1Feng LN2Zheng XD1Chen W1.

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RISO SI MA…..NERO E’ MEGLIO!!!!


 

riso nero

Ricordate la canzone anni ‘60 che cantava “vorrei la pelle nera”? Bene, oggi di nero pare dovremmo soprattutto occuparci di riso. Già perché pare che il riso fa sicuramente molto bene, soprattutto all’intestino, ma nero è anche di gran lungo migliore.
Il riso nero contiene le famose “antocianine”, le sostanze antiossidanti che fanno del mirtillo uno degli alimenti più potenti nel rallentare l’ossidazione cellulare e quindi l’invecchiamento.
Queste straordinarie sostanze si trovano in tutti i vegetali blu/viola, come le more, l’uva (vino incluso), le melanzane e i mirtilli appunto.
La loro azione è straordinariamente interessante perché non solo sono in grado di rallentare l’invecchiamento del corpo umano, ma hanno una larga documentazione che prova la loro capacità di proteggerci dalle malattie cardiovascolari. Questa straordinaria azione sarebbe collegata all’incremento dei valori di adiponectina, un’adipochina potente e importantissima la cui quantità nel sangue sarebbe inversamente proporzionale allo sviluppo di innumerevoli patologie, non ultimo anche certe forme tumorali. Un po’ come per la leptina, la resistina e altre adipochine ancora insomma, si sta aprendo un mondo su queste sostanze, ma soprattutto nuovi studi sugli alimenti ci dicono quali strategie potremmo utilizzare nel lungo periodo per dilatare al massimo la durata della nostra vita nelle migliori condizioni di salute possibili.
Ma torniamo al riso nero: molti usato in estremo oriente e ben poco noto invece ahimè in Europa e in Italia, il riso nero è molto ricco di queste potenti sostanze, E’ possibile reperirlo in alcuni negozi biologici e soprattutto nei negozi di alimentazione “etnica”. Sono soprattutto i cinesi e gli orientali in genere ad avere il dominio assoluto del riso nero.
Insieme al mais rosso (che in realtà è talmente scuro da sembrare nero e del quale magari tratteremo a breve in un altro articolo) e alla soia nera, rappresenta un alimento preziosissimo per stimolare naturalmente la produzione di adiponectina, con le conseguenze positive che oramai già conosciamo (riduzione della malattie cardiovascolari, riduzione di alcune malattie tumorali, controllo del peso e della massa grassa, riduzione del rischio di diabete e ictus).
Il riso nero però, assume in sé un’altra caratteristica straordinaria: di tutte le fonti di antocianine, quelle del riso nero sembrano essere le più potenti e attive. Uno studio americano infatti avrebbe dimostrato in modo chiaro e inequivocabile come siano proprio quelle provenienti dal riso nero ad essere le migliori. La loro quantità sarebbe inoltre ben superiore a quelle contenute nei frutti di bosco, e sarebbero in grado di calmare anche le temibili allergie e infiammazioni cutanee (come nel caso per esempio della sempre più diffusa allergia al nickel). La somministrazione di queste sostanze a cavie afflitte da dermatiti atopiche avrebbero ridotto in modo significativo (circa il 30%) l’infiammazione.
Ma ancora altri studi hanno confermato la straordinaria azione protettiva di queste sostanze.
Intanto è evidente l’inibizione delle lesioni aterosclerotiche su modelli animali del pigmento del riso nero, effetto questo legato alla riduzione dei processi infiammatori e dello stress ossidativo del colesterolo. Interessante anche la conclusione alla quale diversi studi sarebbero poi arrivati nella prevenzione dei tumori al seno, del colon, e dello stomaco (per inibizione delle pericolose nitrosammine, le sostanze responsabili di alcuni tumori gastrici che si sviluppano durante la cottura di alcuni alimenti).
Anche il fegato sembrerebbe poi beneficiare da queste sostanze. Studi in vivo hanno dimostrato come alcune sostanze del riso nero sembrerebbero in grado di ridurre i danni che l’alcool produce agli epatociti (le cellule del fegato, particolarmente sensibili all’alcool).
Gustoso, facile da preparare e dal colore curioso, il riso nero si rivela un prezioso alleato per la nostra salute. E a quanto pare, un prezioso “socio in affari” per tutte quelle donne in sovrappeso che desiderano perdere anche qualche chilo!!!
“Vorrei il riso nero” canterebbe forse oggi il cantante (rigorosamente di colore!) Charles Roberts (vero nome di Rocky Roberts !!!).

Fonti

Bibliografia:

Urology. 2011 Jul;78(1):110-5. Epub 2011 Mar 12.Prostate cancer in men less than the age of 50: a comparison of race and outcomes.Parker PM, Rice KR, Sterbis JR, Chen Y, Cullen J, McLeod DG, Brassell SA.

Am J Med Sci. 2011 Apr;341(4):318-24.Switching to black rice diets modulates low-density lipoprotein oxidation and lipid measurements in rabbits.Abdel-Moemin AR.

Theor Appl Genet. 2011 Mar;122(5):1005-16. Epub 2010 Dec 15.Association mapping of grain color, phenolic content, flavonoid content and antioxidant capacity in dehulled rice. Shao Y, Jin L, Zhang G, Lu Y, Shen Y, Bao J.

Nutr Cancer. 2010;62(8):1128-36.Anticancer activities of an anthocyanin-rich extract from black rice against breast cancer cells in vitro and in vivo. Hui C, Bin Y, Xiaoping Y, Long Y, Chunye C, Mantian M, Wenhua L.

BJU Int. 2010 Oct 29. doi: 10.1111/j.1464-410X.2010.09685.x. Prostate cancer in Asian Americans: incidence, management and outcomes in an equal access healthcare system. Raymundo EM, Rice KR, Chen Y, Zhao J, Brassell SA.

Int Immunopharmacol. 2010 Jun 2. Anti-inflammatory effects of black rice, cyanidin-3-O-beta-D-glycoside, and its metabolites, cyanidin and protocatechuic acid. Min SW, Ryu SN, Kim DH.
Meat Sci. 2009 Aug 14. Effects of dietary roughage levels on the expression of adipogenic transcription factors in Wagyu steers. Yamada T, Kawakami SI, Nakanishi N.

J Agric Food Chem. 2010 Mar 10;58(5):3191-6.Effect of anthocyanin-rich extract from black rice (Oryza sativa L. Japonica) on chronically alcohol-induced liver damage in rats.
Hou Z, Qin P, Ren G.

Nutr Res. 2008 Feb;28(2):66-71.Meal replacement with mixed rice is more effective than white rice in weight control, while improving antioxidant enzyme activity in obese women. Kim JY, Kim JH, Lee da H, Kim SH, Lee SS

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I rimedi naturali per le vene e il cuore


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Alla base di molti comuni disturbi e di alcuni gravi scompensi che possono concorrere nello sviluppare patologie gravi esistono spesso stili di vita completamente sbagliati. Non ce ne rendiamo conto forse ma quasi tutti i giorni assumiamo più volte nel corso della giornata gli stessi alimenti: frumento, lieviti, latticini, nickel, grassi idrogenati e salicilati, sono tutte sostanze che comunemente consumiamo in quantità elevatissima. Solo riducendo l’apporto di sale giornaliero (per esempio mangiando meno pane) potremmo produrre un effetto preventivo del rischio di problemi vascolari, insufficienza cardiaca, ictus, infarto e di alcuni tipi di tumori (con particolare riguardo al tumore dello stomaco). Il pane e i biscotti della prima colazione (quasi sempre presenti dell’alimentazione tipica italiana) apportano mediamente tra il 30% e il 50% del sale giornaliero, e se si pensa che il 44% di tutte le morti sono causate da malattie cardiocircolatorie è facile comprendere come parte di esse potrebbe essere largamente prevenuta riducendo l’apporto di sale.Anche l’uso dei lieviti è largamente controindicato nei soggetti ipertesi perché aumenta in modo statistico il rischio di aumento di peso (connesso a sua volta con l’aumento dei processi infiammatori). Per chi ha problemi per esempio di insufficienza venosa cronica o soffre di altri disturbi legati all’apparato circolatorio, ridurre il fumo e migliorare il funzionamento dell’intestino (evitando la stipsi cronica), ridurre il peso corporeo e correggere eventuali problemi di carattere ortopedico (come per esempio alterazioni posturali della schiena o delle ginocchia) può produrre notevoli risultati sia nell’insufficienza venosa che in quella cardiaca. Esistono poi dei grassi estremamente preziosi per la protezione cardiaca (e più in generale per tutto l’apparato cardiovascolare e per il sistema nervoso): si tratta dei grassi insaturi, sia nella forma monoinsaturi (come l’olio extravergine di oliva) che polinsaturi (come quelli contenuti nel pesce, nell’ olio di lino, nelle noci, nei semi oleosi in generale nonchè nei semi di chia e di canapa. Questi ultimi due alimenti contengono preziosi omega 3 in grado di ridurre i livelli di colesterolo e di trigliceridi e hanno potenzialità antinfiammatorie davvero importantissime. L”utilizzo di alcuni minerali come il magnesio e il cromo possono notevolmente migliorare e prevenire familiarità a livello cardiovascolare perché sono in grado di migliorare la resistenza insulinica prevenendo per esempio forme diabetiche e contemporaneamente migliorare la contrattilità cardiaca, (problema molto comune nei casi di insufficienza cardiaca o di cardiopatia dilatativa). Sempre a livello antinfiammatorio si rivela di grande utilità l’utilizzo di alcune spezie (con particolare riguardo alla curcuma), perché riducono delle pericolose molecole, le prostaglandine, in grado di aumentare i processi infiammatori tanto pericolosi per l’apparato cardiovascolare e il sistema venoso.Ricordiamo infine che l’attività fisica rappresenta una “conditio sine qua non” per migliorare quasi tutti i disturbi su base circolatoria. Statisticamente infatti già dal 1952 è stato osservato un notevole rischio di problemi e di decessi legati a problemi delle coronarie tra coloro che svolgono lavori sedentari (come gli impiegati) e chi svolge invece lavori fisici (come i manovali).

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