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LA VERDURA DI STAGIONE: A MARZO LA CAROTA


Ricordate Bugs Bunny? Lui sì che la sapeva lunga…..

Se non proprio tutti i giorni mi capita almeno due volte la settimana di ricevere persone in studio con problemi gastrointestinali e la cui causa è apparentemente sconosciuta.

Eppure Ippocrate lo aveva detto chiaramente: ” fa che il cibo sia la tua medicina èla medicina sia il tuo cibo”.

Daucus carota (questo è il nome botanico della carota) è un vegetale appartenente alla famiglia delle ombrellifere ed è uno degli ortaggi a mio modesto avviso tra i più preziosi in assoluto per un l’uomo.

Grazie alla sua polpa, al suo succo ma anche alle foglie, al gambo e ai semi, la carota rappresenta uno dei vegetali più importanti per la salute umana.

Ricchissima di vitamina A contiene anche acido folico, vitamina C e carotenoidi e ha una bassa concentrazione di zuccheri che varia dal 3 al 7% a cui si aggiungono moltissimi minerali tra cui ferro, fosforo, calcio, sodio, potassio, magnesio, manganese, zolfo, rame e bromo. La carota contiene anche asparagina e docarina, due sostanze non semplici da recuperare.

La carota vanta straordinarie proprietà nutrizionali.

Innanzitutto ha un’azione tonica e ricostituente nell’astenia ed è un prezioso rimineralizzante utilissimo in caso di anemia, ma è soprattutto il grande amico dell’intestino per la sua straordinaria azione regolatrice antidiarroica e al contempo lassativa. Nella nella stitichezza svolge un’azione importante nell’intestino iperfermenativo quando l’alimentazione scorretta causa innumerevoli anomalie nel suo funzionamento, come gonfiore e dolore addominale.

Inoltre la carota è cicatrizzante a livello gastrico e trova pertanto indicazione specifica in tutte quelle situazioni nelle quali siano presenti infiammazioni croniche dello stomaco e dell’esofago (esofagite e gastrite). Il succo di carota può essere utilizzato nella misura di 50 a 500 grammi al giorno al risveglio e prima di coricarsi contro la stipsi e può essere largamente impiegata per preparare non solo delle insalate ma anche delle gustose minestre.

La presenza di docarina (scoperta da alcuni ricercatori russi) ha reso la carota particolarmente utile nella cura e nella prevenzione di malattie coronariche in quanto alla docarina è stata ascritta un’azione vasodilatatrice.

 A livello dermatologico, la carota ha un azione ringiovanente sui tessuti e cicatrizzante sulle piaghe se utilizzata per uso esterno

Mentre della carota conosciamo quasi tutti la valenza nutrizionale e le proprietà curative dell’olio essenziale di carota invece conosciamo meno le proprietà. Nell’ambito della medicina popolare questo olio essenziale è utilizzato nell’insufficienza epatica e biliare e favorisce la rigenerazione di fegato, reni e pancreas. E’ un olio particolarmente utile per abbassare il colesterolo e può essere utilizzato per proteggere il fegato in caso di epatite.

L’olio essenziale di carota vanta un’azione tonica generale (quindi indicatissimo in caso di affaticamento generale) e a livello dermatologico può essere utilizzato per acne, ezemi e foruncolosi.

Più in generale può essere utile per rigenerare la pelle nelle persone anziane soprattutto in caso di macchie senili o di rughe.

Anche se non sono note controindicazioni specifiche è preferibile evitarne l’utilizzo nei primi tre mesi di gravidanza.

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L’ELICRISO DEI MIRACOLI


L’elicriso potrebbe rappresentare un autentico protettore dall’allergia, dalla cefalea e da problemi dermatologici…..

 

Pensare ad un rimedio vegetale in grado di curare alcune dermopatie come la dermatite atopica e contemporaneamente alcuni problemi epatici, allergie, bronchiti e perfino alcune forme di cefalea sembra essere impossibile ma in realtà è così.

L’ elicrisio è in grado di proteggere la nostra salute da una notevole quantità di disturbi e di problemi.

La sua azione espettorante e calmante della tosse lo rende particolarmente utile durante la stagione invernale, ma la sua azione antistaminica può trasformarlo in una pianta estremamente versatile e di grande importanza durante la stagione primaverile contro le allergie.

L’elicriso è utilissimo anche in caso di reumatismo cronico ed ha un’azione coleretica e colagoga, quindi disintossicante del fegato, e può giocare un ruolo fondamentale in alcune dermatiti (come nel caso per esempio di dermatosi o di alcune forme allergiche da contatto).

Nell’ asma allergica l’elicrisio è estremamente importante ed è in grado di ridurre il prurito in numerosi disturbi dermatologici.

Anche per quanto riguarda l’apparato gastrointestinale l’elicriso apporta benefici: la gastrite, l’esofagite e alcune forme di colite migliorano notevolmente grazie a questa preziosa pianta.

Non si tratta di una panacea per tutti i mali ma questo fitoterapico può rappresentare un ottimo rimedio naturale per il trattamento di numerosi disturbi e senza troppi effetti collaterali o controindicazioni.

Da una recente ricerca inoltre risulta confermata l’azione dell’elicriso per il trattamento della psoriasi (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=elicrisium).

 

 

Bibliografia:

 

Soc Ital Dermatol Sifilogr Sezioni Interprov Soc Ital Dermatol Sifilogr. 1955 Jan-Mar;(1):2.[Elicrysium italicum in the treatment for psoriasis].

 

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DOMANDE E RISPOSTE: POTENZIA LA MEMORIA E DIMINUISCI LO STRESS E L’ANSIA CON QUESTI RIMEDI NATURALI


 

La fosfatidilserina e la melissa potrebbero essere di aiuto per aumentare la concentrazione e la memoria

Spesso l’ansia può produrre effetti dirompenti a livello mentale. Cattiva concentrazione e deficit mnemonici possono dipendere proprio da una condizione ansiosa non gestita correttamente.

Oltre ovviamente ad impostare le dovute terapie secondo indicazione dei professionisti competenti, come per esempio una corretta psicoterapia, una moderata (e imprescinbile) attività fisica (di cui ho avuto modo di parlare in un articolo precedente visionabile cliccando qui http://www.vladimirocolombi.it/tag/ansia/) per alcune persone alcuni rimedi naturali possono essere di grande aiuto. Oggi spiegheremo brevemente come la fosfatidilserina e la melissa potrebbero essere molto utili per migliorare i problemi di concentrazione, memoria nei soggetti colpiti da ansia, sindrome da iperattività e stress.

La melissa è forse uno dei più noti fitoterapici usati nei disturbi ansiosi.

Utlissima anche per la protezione dell’endotelio vasale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27920820), questa preziosa pianta entrata far parte di una ricetta formulata da alcuni religiosi per riparare “l’acqua di melissa” che insieme all’”acqua di lavanda” ha costituito uno dei caposaldi della tradizione fitoterapeutica nei monasteri.

Dalla melissa è possibile estrarre un idroalcolico in gocce che può essere facilmente reperito in qualsiasi erboristeria, parafarmacia o farmacia per aumentare la concentrazione mentale nelle persone e soprattutto negli studenti che soffrono di sindrome da iperattività e nelle quali l’attenzione tende a calare quando vengono sottoposte a stress prolungati o intensi.
La melissa può essere consumata anche in compresse. Molte aziende oggi formulano prodotti a base di estratti vegetali per i disturbi d’ansia combinando alcune miscele tra cui appunto la melissa. Essa può essere anche molto utile per favorire il controllo dei problemi di gastrite e di reflusso gastroesofageo in tutte quelle persone che sottoposte a stress intensi tendono a somatizzare a livello gastrointestinale la tensione emotiva.In tal senso l’estratto di melissa si è rivelato estremamente prezioso soprattutto se abbinato al macerato glicerinato di fico. Dalla pianta di fico (Ficus carica) si ottiene un prezioso rimedio per le somatizzazioni viscerali nei soggetti ansiosi.
Invece meno nota è la fosfatidilserina, un fosfolipide che costituisce le membrane cellulari.

Si tratta di una molecola che è composta da due grassi legate ad una molecola di glicerolo in grado di migliorare le facoltà mnemoniche e cognitive. Essa è in grado di favorire la permeabilità cellulare necessaria a garantire il nutrimento delle cellule nervose e al contempo l’espulsione delle sostanze tossiche. La fosfatidilserina è particolarmente importante soprattutto nell’anziano ma ha un’azione importante anche nel soggetto giovane sia in caso di sovrallenamento che in caso di sovraffaticamento mentale. Grazie la sua azione ansiolitica è in grado di migliorare la memoria e ridurre la secrezione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Come sappiamo il cortisolo, noto anche come “ormone dello stress” è quasi sempre prodotto in eccessiva quantità quando ci sono condizioni di particolare tensione a livello nervoso o emotivo. Questa sostanza è in grado di controllarne la produzione proteggendo il sistema nervoso da situazioni di eccessivo affaticamento.

La fosfatidilserina è anche in grado di migliorare le performance sportive e ridurre il senso di stanchezza nei soggetti che si sottopongono ad allenamenti con pesi o nei maratoneti. In questi casi l’assunzione di questo fosfolipide è consigliata prima dell’allenamento.

In generale sia nei soggetti giovani che adulti la fosfatidilserina ha dimostrato di essere in grado di migliorare la sensazione di lucidità mentale e favorire la produzione di energia.

Bibliografia:

Res Pharm Sci. 2016 Oct;11(5):383-389.Protective effect of Melissa officinalis extract against H2O2-induced oxidative stress in human vascular endothelial cells.Safaeian L1, Sajjadi SE2, Javanmard SH3, Montazeri H1, Samani F3.

Chemotherapy. 2012;58(1):70-7. doi: 10.1159/000335590. Epub 2012 Feb 23.Melissa officinalis extract inhibits attachment of herpes simplex virus in vitro.Astani AReichling JSchnitzler P.

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Phytomedicine. 2012 Jun 15;19(8-9):836-9. doi: 10.1016/j.phymed.2012.03.010. Epub 2012 Apr 15.Inhibition of cholinesterase by essential oil from food plant.Chaiyana WOkonogi S.

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Toxicol Ind Health. 2011 Apr;27(3):205-12. doi: 10.1177/0748233710383889. Epub 2010 Sep 21.

Effects of Melissa officinalis L. on oxidative status and DNA damage in subjects exposed to long-term low-dose ionizing radiation. Zeraatpishe AOryan SBagheri MHPilevarian AAMalekirad AABaeeri MAbdollahi M.

Meat Sci. 2010 Jun;85(2):274-9. doi: 10.1016/j.meatsci.2010.01.012. Epub 2010 Jan 14.Selenium, iodine, omega-3 PUFA and natural antioxidant from Melissa officinalis L.: a combination of components from healthier dry fermented sausages formulation.

García-Iñiguez de Ciriano MLarequi ERehecho SCalvo MICavero RYNavarro-Blasco IAstiasarán IAnsorena D.

Rev Med Chir Soc Med Nat Iasi. 2008 Apr-Jun;112(2):525-9.The study of some polyphenolic compounds from Melissa officinalis L. (Lamiaceae). Hanganu DVlase LFilip LSand CMirel SIndrei LL.

J Med Food. 2008 Mar;11(1):133-43. doi: 10.1089/jmf.2007.580.Radical scavenging, antibacterial, and antiproliferative activities of Melissa officinalis L. extracts.Canadanović-Brunet JCetković GDjilas STumbas VBogdanović GMandić AMarkov SCvetković DCanadanović V.

 

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DOMANDE E RISPOSTE: ENZIMI, GASTRITE, DIGESTIONE E REFLUSSO GASTROESOFAGEO


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Matteo mi scrive per chiedere se esistono dei rimedi naturali per migliorare la digestione. Ha sentito parlare degli enzimi e chiede chiarimenti in merito al loro utilizzo.

domande

Buongiorno Matteo.

Effettivamente gli enzimi potrebbero aiutarti. Ma occorre distinguere in modo chiaro quali integratori di enzimi devono essere utilizzati. Molte sostanze naturali e molti integratori alimentari venduti sul mercato possono essere inutili e non danno alcun risultato perché gli enzimi funzionino bene solo se scelti in modo appropriato. Infatti occorrono alcune sinergie importanti per il loro utilizzo. Per esempio alcuni minerali (come lo zinco, il selenio e il magnesio) possono aiutare notevolmente nel migliorare l’assorbimento di alcuni alimenti e ottimizzare l’attività di alcuni enzimi.

Se poi questi enzimi vengono abbinati a probiotici e prebiotici l’effetto in alcuni disturbi gastrointestinali (come per esempio il gonfiore tipico che segue i pasti oppure i problemi di bruciore di stomaco o di reflusso gastroesofageo) possono migliorare ulteriormente. Gli enzimi più importanti che devono essere utilizzati sono quelli utili all’assorbimento dei carboidrati (come amilasi o alfagalattosidasi, maltasi, lattasi e invertasi) mentre per le sostanze vegetali e le proteine sono fondamentali la fitasi, la cellulasi e la proteasi. Anche per i lipidi esiste un enzima, la lipasi, necessaria per ottimizzare la digestione. L’associazione tra enzimi, probiotici e prebiotici (e altre sostanze sinergiche come lo zenzero e la lecitina di soia) possono aumentare ulteriormente l’assorbimento e l’efficacia di queste preziose sostanze alleate della nostra digestione.

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L’ANICE PER LA COLITE E LA GASTRITE


aniceDall’anice sì estraggono principi attivi molto importanti per favorire la digestione e l’eliminazione dei fastidiosi gas gastrointestinali di cui soffrono molte persone. Nelle digestioni difficili è praticamente ineguagliabile e insieme al finocchio costituisce uno dei rimedi più efficaci in questo genere di disturbi. E’un grande antispastico a livello intestinale e ha un’azione disinfettante e antisettica sul tubo digerente. Contiene un olio essenziale composto da due sostanze, anetolo ed estragolo, dalla forte azione carminativa.E’ inoltre in grado di stimolare la peristalsi intestinale nei soggetti che soffrono di fermentazioni intestinali. Recenti studi ne hanno però evidenziato nuove possibili impieghi. Una recentissima ricerca per esempio ha dimostrato come l’anice possa essere impiegato con successo nelle rinosinusiti croniche con poliposi nasale associata, mentre un’altra ricerca ha scoperto che gli oli essenziale dell’anice sono attivi contro il batterio di clostridium perfringens. Quest’ultima scoperta non è irrilevante considerato che in questo momento l’antibiotico resistenza è considerato uno dei più preoccupanti ed emergenti problemi in ambito infettivo. Oltre alla dispespia (e a gastrite, colite, e colon irritabile), l’anice ha dimostrato proprietà protettive del fegato e del sistema nervoso, diventando anche un potenziale rimedio contro le convulsioni.

Bibliografia:

Int Forum Allergy Rhinol. 2016 May 24. doi: 10.1002/alr.21785.Evaluation of a novel natural drop for treatment of chronic rhinosinusitis without nasal polyps: a single blind randomized trial.Vazifehkah S1Shams-Ardekani MR2Kamalinejad M3Saderhossein SM4Hosseini H5Shams SM6Abbassi S7Eghtesad S8Saedi B4.

 

Braz J Microbiol. 2016 Apr-Jun;47(2):424-30. doi: 10.1016/j.bjm.2015.10.001. Epub 2016 Mar 2.Antimicrobial activities of six essential oils commonly used as condiments in Brazil against Clostridium perfringens.Radaelli M1da Silva BP1Weidlich L1Hoehne L2Flach A3da Costa LA3Ethur EM4.

 

Iran J Basic Med Sci. 2015 Feb;18(2):205-11.An in vivo and in vitro investigation on hepatoprotective effects of Pimpinella anisum seed essential oil and extracts against carbon tetrachloride-induced toxicity.Jamshidzadeh A1Heidari R2Razmjou M3Karimi F3Moein MR4Farshad O5Akbarizadeh AR6Shayesteh MR3.

 

J Res Med Sci. 2015 Jan;20(1):13-21.Pimpinella anisum in the treatment of functional dyspepsia: A double-blind, randomized clinical trial.Ghoshegir SA1Mazaheri M2Ghannadi A3Feizi A4Babaeian M5Tanhaee M3Karimi M6Adibi P7.

 

Int J Food Microbiol. 2015 Jun 2;202:35-41. doi: 10.1016/j.ijfoodmicro.2015.02.030. Epub 2015 Feb 28.Empirical prediction and validation of antibacterial inhibitory effects of various plant essential oils on common pathogenic bacteria.Akdemir Evrendilek G1.

 

J Res Med Sci. 2014 Dec;19(12):1118-23.Pimpinella anisum in modifying the quality of life in patients with functional dyspepsia: A double-blind randomized clinical trial.Ghoshegir SA1Mazaheri M2Ghannadi A3Feizi A4Babaeian M5Tanhaee M3Karimi M6Adibi P7.

 

BMC Complement Altern Med. 2012 Jun 18;12:76. doi: 10.1186/1472-6882-12-76.Anticonvulsant and neuroprotective effects of Pimpinella anisum in rat brain.Karimzadeh F1Hosseini MMangeng DAlavi HHassanzadeh GRBayat MJafarian MKazemi HGorji A.

 

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