Tag Archives: frumento

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DOMANDE RISPOSTE: sciroppo di malto e zucchero


 

Un lettore mi scrive per chiedere se lo sciroppo di malto d’orzo possa rappresentare una sana alternativa allo zucchero.

Carissimo,

lo sciroppo d’orzo è sicuramente controindicato per le persone con problemi verso il frumento e con disturbi glicemici ma occorre anche considerare che come moltissimi altri dolcificanti lo sciroppo d’orzo stimola la produzione di insulina.

E’ molto comune incontrare persone che allo scopo di evitare lo zucchero bianco, decidano di utilizzare lo sciroppo d’orzo dimenticando che questo dolcificante, al pari di quasi tutti i suoi pari, alza pericolosamente la glicemia (e quindi l’insulina) nel sangue.Si immagini cosa può voler dire per un diabetico!

Questa sua caratteristica lo rende particolarmente inidoneo pertanto non solo ai celiaci, ma anche ai diabetici, alle persone in sovrappeso e ai malati oncologici. Ma forse, aggiungerei più in generale, a tutti colori che desiderino rimanere in salute a lungo! Non dimentichiamo che il controllo dei processi infiammatori di cui ho avuto modo di parlare nel corso di alcuni interventi televisivi a Telecolor, deve rimanere uno degli obiettivi primari di ognuno se si desidera rimanere in salute a lungo.

Per visionare il video clicca qui:

https://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

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VUOI DAVVERO STAR BENE? MANGIA I CECI!


I ceci sembrerebbero essere importantissimi per la nostra salute

 Spesso trascurati da larga parte della popolazione italiana (ad eccezione dei pugliesi) i legumi dovrebbero essere invece parte integrante dell’alimentazione quotidiana.

Ne avevamo già parlato in un articolo precedente (http://www.vladimirocolombi.it/2016/02/15/legumi-legumi-e-ancora-legumi/) ma nuove ricerche confermano l’importanza dei legumi.

L’utilizzo eccessivo di frumento, lieviti, latticini e alimenti ricchi di nichel o grassi idrogenati si sta rivelando potenzialmente pericoloso nel lungo periodo per la salute a causa delle reazioni infiammatorie che il cibo è in grado di produrre (soprattutto se assunto in modo scorretto e in quantità inappropriate).

L’impiego di pasta, pane, crackers, grissini o fette biscottate arricchisce in modo eccessivo l’alimentazione quotidiana sbilanciando l’apporto di alcuni nutrienti rispetto ad altri.

Un maggior consumo di legumi potrebbe invece fare la differenza tra una scarsa e una eccellente salute, anche per via della loro rilevante quantità di fibre e proteine vegetali (http://www.vladimirocolombi.it/2016/10/14/domande-e-risposte-ma-i-legumi-sono-proteine-o-carboidrati/).

I ceci per esempio possono rappresentare un modo intelligente per arricchire l’alimentazione quotidiana e a prezzo contenuto.

Ricchissimi di fibre e proteine vegetali sono in grado di accompagnare un pranzo ideale.

Un pranzo costruito con una verdura, un secondo e dei legumi potrebbe rappresentare una combinazione perfetta per ridurre la fame anche nelle ore pomeridiane e controllare gli sbalzi glicemici e insulinici.

Nuove ricerche hanno dimostrato come l’utilizzo dei ceci nell’alimentazione possa essere utilissimo per ridurre il colesterolo nel sangue e contemporaneamente portare grandi quantità di sostanze antiossidanti protettive per la salute.

Si tratta di una combinazione straordinaria di virtù se si pensa che il colesterolo, di per sè già pericoloso a livello cardiovascolare, diventa potenzialmente fatale nel momento in cui si combina ad una condizione infiammatoria sistemica dell’intero organismo.

Ebbene i ceci hanno dimostrato di essere in grado di ridurre il profilo lipidico del sangue e contemporaneamente ridurre anche i processi infiammatori.

Ma gli effetti benefici dei ceci non finiscono qui: una recente ricerca in effetti ha dimostrato come i ceci siano in grado di ridurre gli effetti tossici di una sostanza notoriamente pericoloso per la nostra salute: l’acrilammide.

L’acrilammide è una sostanza antinutrizionale presente in alcuni alimenti (come per esempio, pane, snack e patatine.

Ebbene è stato scoperto come la farina e le proteine dei ceci possano rappresentare una possibilità importante per ridurre gli effetti tossici di questa sostanza pericolosa.

Nei ceci possiamo trovare una grande quantità di sostanze protettive per la nostra salute come proteine, grassi, vitamine e fibre, e un contenuto minore di carboidrati rispetto alla tradizionale farina di grano che consumiamo abitualmente.

Va inoltre detto che grazie ai ceci è possibile introitare una giusta quantità di carboidrati  anche per i soggetti “gluten sensitivity” o per i celiaci.

 

Bibliografia:

  • Food Res Int. 2018 Feb;104:126-133. doi: 10.1016/j.foodres.2017.03.016. Epub 2017 Mar 11.Lipid metabolism potential and mechanism of CPe-III from chickpea (Cicer arietinum L.).Xue Z, Hou X, Yu W, Wen H, Zhang Q, Li D, Kou X3
  • J Food Sci Technol. 2018 Feb;55(2):638-647. doi: 10.1007/s13197-017-2973-1. Epub 2017 Nov 25.Optimal germination condition impacts on the antioxidant activity and phenolic acids profile in pigmented desi chickpea (Cicer arietinum L.) seeds. Domínguez-Arispuro DM1, Cuevas-Rodríguez EO1,2, Milán-Carrillo J1,2, León-López L1, Gutiérrez-Dorado R1,2, Reyes-Moreno C1,2,3.
  • J Sci Food Agric. 2015 Jan;95(1):179-85. doi: 10.1002/jsfa.6702. Epub 2014 May 29.
  • Valorization of traditional foods: nutritional and bioactive properties of Cicer arietinum L. and Lathyrus sativus L. pulses.Sarmento A1, Barros L, Fernandes Â, Carvalho AM, Ferreira IC.
  • Crit Rev Food Sci Nutr. 2015;55(8):1137-45.doi:10.1080/10408398.2012.687418.Chickpeas—composition, nutritional value, health benefits, application to bread and snacks: a review.Rachwa-Rosiak D1, Nebesny E, Budryn G.

Articoli collegati:

http://www.vladimirocolombi.it/2016/02/15/legumi-legumi-e-ancora-legumi/

 

https://www.facebook.com/permalink.php?id=219712515180333&story_fbid=309937812824469

 

https://www.youtube.com/watch?v=PZN8aIoeq7o

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Un paese che invecchia senza più bambini


 

senza bambini

In un paese che invecchia nel quale ormai il tasso di natalità è bassissimo e contemporaneamente i costi per la previdenza pubblica continuano ad aumentare insieme alla spesa sanitaria viene quasi da domandarsi come mai i nostri politici non si occupino immediatamente di sviluppare attraverso una politica intelligente strategie finalizzate alla prevenzione di malattie cronico degenerative iniziando innanzitutto dall’educazione alimentare. Seì infatti è vero che non tutto può essere curato solo con l’alimentazione è altresì sensato affermare che spesso molte malattie hanno almeno una componente alimentare.

Nella genesi di molte malattie tumorali per esempio i processi infiammatori sembrano funzionare in maniera piuttosto evidente come meccanismo di attivazione, tant’ è vero che tra le sostanze naturali più importanti che oggi conosciamo a livello preventivo contro i tumori riscontriamo quasi sempre un’azione antinfiammatoria. E’ il caso della curcuma, dell’aloe, della Scutellaria baicalensis, della quercitina, del ribes nero e di molte altre sostanze.

Un’attività fisica moderata e un’alimentazione con il minor apporto possibile di tossine, grassi idrogenati e metalli pesanti potrebbe già rappresentare un enorme passo avanti e rivelarsi una risorsa enorme per lo Stato permettendo a tutti di vivere una vita più serena con minori malattie e in migliori condizioni di salute.

Imparare dalla spesa per esempio, cominciando ad eliminare tutti i prodotti confezionati strapieni di sale, zucchero, grassi idrogenati, frumento, lievito e latticini, ridurrebbe enormemente il rischio di ipercolesterolemia, diabete e tumori (e probabilmente anche neurodegenerazione, come la demenza senile per la quale le previsioni sono tutt’altro che rosee). Nei prossimi 50 anni si stima un enrome aumento dei casi di diabete e demenza oltre che di obesità. Sarebbe buona cosa iniziare a utilizzare per esempio i frutti di bosco nella colazione del mattino (mirtilli, more e lamponi per sostituire gli alimenti lievitati strapieni di sale e zucchero che abitualmente troviamo negli scaffali dei prodotti), aumentare la frutta di stagione e abbinare dei semi oleosi (come noci, nocciole, mandorle, pinoli, arachidi e anacardi) per apportare grassi insaturi capaci di ridurre contemporaneamente i processi infiammatori e stabilizzare l’insulina.

Rispetto al solito cappuccio con la brioche o al the con i biscotti potrebbe già cambiare molto il nostro metaboilismo.

Che dire poi del continuo apporto di sale tramite il pane, quasi sempre salatissimo e privo di fibre capace non solo di aumentare la pressione arteriosa in soggetti predisposti all’ipertensione ma anche di rallentare la digestione e il funzionamento dell’intestino (proprio a causa dell’assenza quasi totale di fibre). Limitare il consumo di alimenti ad elevato impatto glicemico cher alzano la glicemia producendo pericolosi sbalzi insulinici evitando i carboidrati nel pasto serale (o limitarsi soltanto ad un rapporto occasionale quando si è in compagnia con degli amici). Già il solo iniziare a sostituire il pane con i legumi per esempio, condendo magari con dell’olio extravergine di oliva arricchito con della curcuma (per aumentarne l’azione antinfiammatoria) cambierebbe le abitudini e produrrebbe effetti straordinari. Davvero un peccato che nessuno pensi alla propria salute prima di averla perduta.

L’invito che faccio costantemente a tutti è quello di imparare ad alimentarsi in maniera intelligente, documentarsi e basarsi su studi scientifici prima di riempire il carrello della spesa. Una scelta intelligente al supermercato oggi può fare la differenza tra una buona vecchiaia e una in cattive condizioni.

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I rimedi naturali per le vene e il cuore


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Alla base di molti comuni disturbi e di alcuni gravi scompensi che possono concorrere nello sviluppare patologie gravi esistono spesso stili di vita completamente sbagliati. Non ce ne rendiamo conto forse ma quasi tutti i giorni assumiamo più volte nel corso della giornata gli stessi alimenti: frumento, lieviti, latticini, nickel, grassi idrogenati e salicilati, sono tutte sostanze che comunemente consumiamo in quantità elevatissima. Solo riducendo l’apporto di sale giornaliero (per esempio mangiando meno pane) potremmo produrre un effetto preventivo del rischio di problemi vascolari, insufficienza cardiaca, ictus, infarto e di alcuni tipi di tumori (con particolare riguardo al tumore dello stomaco). Il pane e i biscotti della prima colazione (quasi sempre presenti dell’alimentazione tipica italiana) apportano mediamente tra il 30% e il 50% del sale giornaliero, e se si pensa che il 44% di tutte le morti sono causate da malattie cardiocircolatorie è facile comprendere come parte di esse potrebbe essere largamente prevenuta riducendo l’apporto di sale.Anche l’uso dei lieviti è largamente controindicato nei soggetti ipertesi perché aumenta in modo statistico il rischio di aumento di peso (connesso a sua volta con l’aumento dei processi infiammatori). Per chi ha problemi per esempio di insufficienza venosa cronica o soffre di altri disturbi legati all’apparato circolatorio, ridurre il fumo e migliorare il funzionamento dell’intestino (evitando la stipsi cronica), ridurre il peso corporeo e correggere eventuali problemi di carattere ortopedico (come per esempio alterazioni posturali della schiena o delle ginocchia) può produrre notevoli risultati sia nell’insufficienza venosa che in quella cardiaca. Esistono poi dei grassi estremamente preziosi per la protezione cardiaca (e più in generale per tutto l’apparato cardiovascolare e per il sistema nervoso): si tratta dei grassi insaturi, sia nella forma monoinsaturi (come l’olio extravergine di oliva) che polinsaturi (come quelli contenuti nel pesce, nell’ olio di lino, nelle noci, nei semi oleosi in generale nonchè nei semi di chia e di canapa. Questi ultimi due alimenti contengono preziosi omega 3 in grado di ridurre i livelli di colesterolo e di trigliceridi e hanno potenzialità antinfiammatorie davvero importantissime. L”utilizzo di alcuni minerali come il magnesio e il cromo possono notevolmente migliorare e prevenire familiarità a livello cardiovascolare perché sono in grado di migliorare la resistenza insulinica prevenendo per esempio forme diabetiche e contemporaneamente migliorare la contrattilità cardiaca, (problema molto comune nei casi di insufficienza cardiaca o di cardiopatia dilatativa). Sempre a livello antinfiammatorio si rivela di grande utilità l’utilizzo di alcune spezie (con particolare riguardo alla curcuma), perché riducono delle pericolose molecole, le prostaglandine, in grado di aumentare i processi infiammatori tanto pericolosi per l’apparato cardiovascolare e il sistema venoso.Ricordiamo infine che l’attività fisica rappresenta una “conditio sine qua non” per migliorare quasi tutti i disturbi su base circolatoria. Statisticamente infatti già dal 1952 è stato osservato un notevole rischio di problemi e di decessi legati a problemi delle coronarie tra coloro che svolgono lavori sedentari (come gli impiegati) e chi svolge invece lavori fisici (come i manovali).

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