Tag Archives: flora batterica intestinale

News

FIBRE E FAME NERVOSA


Una lettrice ci scrive per chiedere se esiste una relazione tra fame nervosa e assunzione di fibre……..

 

 

 

Gentilissima lettrice,

fermo restando quanto detto in altra sede (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/tag/fame/ oppure http://www.vladimirocolombi.it/tag/colazione/ o ancora qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/11/13/controlla-la-fame-nervosa-con-un-supporto-vegetale-economico-e-sicuro/), occorre sottolineare che

le fibre possono rappresentare sicuramente una valida opportunità per ridurre la fame nervosa nei soggetti che soffrono di questo disturbo.

Basti pensare per esempio alla farina di semi di tamarindo, alla farina di semi di carruba o alla pectina, la fibra contenuta nelle mele, nota per la sua azione protettiva della flora batterica intestinale.

Tali fibre sono in grado di rallentare un innalzamento degli zuccheri nel sangue e ritardare quindi la produzione di insulina, l’ormone responsabile delle crisi ipoglicemiche a cui seguono puntualmente attacchi di fame, sbalzi d’umore e aumento del peso corporeo.

Anche lo psillio contiene preziose fibre molto utili allo scopo. Molto utilizzato per problemi di stitichezza, lo psillio è in grado di assorbire notevoli quantità d’acqua e ritardare lo svuotamento gastrico riducendo la fame nervosa e il bisogno di consumare carboidrati e zuccheri.

Si tratta ovviamente di suggerimenti generici che non possono essere utilizzabili da tutti con gli stessi risultati, ma che è comunque importantissimo ricordare.

Va infatti ricordato che occorre individuare un’alimentazione adatta alle caratteristiche individuali (e familiari).

Altri riferimenti:

 http://www.varesepress.info/2016/08/corretta-alimentazione-con-i-consigli-di-vladimiro-colombi/

https://www.dottori.it/vladimiro-colombi-222126

Read More
News

NIENTE CARBOIDRATI? INTESTINO IN DISORDINE!!!


Skin_Microbiome20169-300

Forse tra qualcuno dei lettori di questo articolo ci sarà che penserà che i carboidrati possano essere utili e non debbano essere eliminati….. ma la maggior parte delle persone che hanno provato almeno una volta a dimagrire con una qualsiasi dieta, si sono sicuramente trovate a fare i conti con pesi e misure di zuccheri e carboidrati. Chi ha fatto almeno una dieta nella vita sa bene cosa significhi e quanto costi pesare ogni alimento, cercare sempre di non superare la quantità che la dieta prescrive di questo o di quel tale piatto…..

E forse qualcuno, pensando di ottimizzare la propria dieta o di accelerarne gli effetti, avrà anche provato a eliminare totalmente gli zuccheri dalla propria alimentazione, dove per zuccheri si intende qualsiasi fonte di carboidrati, pane e pasta inclusi.

Ebbene, in quasi tutti questi casi, i risultati saranno stati quasi sempre gli stessi: iniziale perdita di peso fin dai primi di giorni, seguita da una riduzione della perdita complessiva dello stesso con un proporzionale aumento della fame, della tensione sia ai livello nervoso che psicologico, e infine abbandono di tutte le buone intenzioni per tornare alle solite ( e golose) vecchi abitudini.

Ora sappiamo che questa strada è fallimentare sotto diversi punti di vista.

Innanzitutto perché un’alimentazione ipocalorica inibisce la produzione di leptina, una potente sostanza prodotta dal corpo stesso capace di inviare segnali all’ipofisi in merito alla quantità di riserve di massa grassa che il corpo scorta per difendersi dal “rischio di morire di fame”.

In secondo luogo, ed è questo il risultato più importante di una recente ricerca, perché una drastica riduzione o eliminazione dei carboidrati dall’alimentazione, sembra in grado di alterare in modo significativo la flora batterica intestinale.

Un recente studio ha infatti ben documentato come un’alimentazione troppo carente di zuccheri sia in grado di produrre una disbiosi intestinale, una situazione cioè nella quale la flora batterica intestinale non essendo in equilibrio, può condurre a problemi di aerofagia e flatulenza in primis, ma anche a conseguenze molto più importanti sotto il profilo immunologico.

La ricerca segna sicuramente un ulteriore elemento a favore di un’alimentazione bilanciata e completa che non tolga alcun alimento prezioso per la nostra salute, ma che contempli piuttosto un corredo alimentare variato e bilanciato di proteine, carboidrati, vegetali (frutta e verdura) e grassi in ogni pasto. Con le sole esclusioni di quelle patologie che richiedano un intervento medico specifico.

Ricordiamo allora forse che la massima che recitava ” “Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che ti abitua a non avere più nulla”, potrebbe essere largamente impiegata anche a sostegno di chi ritiene, su basi scientifiche, che una alimentazione corretta che prevenga molte malattie, non passa tanto da una restrizione calorica e dal taglio indiscriminato di tutte le fonti di carboidrati, quanto piuttosto dal corretto bilanciamento degli alimenti nutritivi che indirizzi i segnali ormonali verso un intelligente rapporto di grassi, proteine, carboidrati e vegetali (come frutti e verdura) crudi.

Read More
News

INFIAMMAZIONE E ACIDI BILIARI


Una ricerca conferma la relazione tra infiammazione, acidi biliari, microbiota intestinale e obesità

 

Esiste una relazione tra acidi biliari, metabolismo degli zuccheri, infiammazione e steatosi epatica (fegato grasso).Lo conferma una ricerca pubblicato nel mese di febbraio 2017 su Gastroenterology (Chávez-Talavera OTailleux ALefebvre PStaels B).

E ancora una volta viene da domandarsi quali problemi producano (nel lungo periodo) alcuni farmaci in grado di danneggiare non solo la parete intestinale (sede del sistema immunitario, lo ricordiamo sempre), ma anche la qualità della bile, essenziale per garantire una corretta digestione.

Se come questa recente ricerca sembra affermare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524) fegato grasso, obesità, resistenza insulinica e infiammazione sono tutte espressione del medesimo problema, allora ha senso utilizzare farmaci sintomatici per “coprire” una reazione infiammatoria che segnala l’esistenza di un problema più profondo (come stress, cibi mal tollerati, virus o infezioni batteriche?).

Non avrebbe invece forse piu senso spiegare come alimentarsi a chi soffre di un banale bruciore di stomaco piuttosto che “coprire” un sintomo con una farmaco che inibisce una funzione importantissima come la digestione?

La ricerca citata ha osservato come gli acidi biliari siano “molecole di segnalazione”, che regolano il metabolismo e controllano perfino alcuni processi infiammatori attraverso alcuni recettori (come FXR e una proteina denominata TGR5).

Questi recettori attivano attivano segnali che controllano l’espressione e l’attività dei geni coinvolti, producendo effetti su acidi biliari, metabolismo glucidico e lipidico, dispendio energetico, e, ancora una volta l’infiammazione.

Obiettivo di parte di questi segnali sarebbero soprattutto i tessuto dell’intestino e del fegato, con ripercussioni sulla flora batterica intestinale e sugli acidi biliari.

L’effetto finale di tutta questa “cascata” di effetti potrebbe essere lo sviluppo di malattie anche importanti come l’obesità, il diabete di tipo 2, le dislipidemia e problemi al fegato (fegato grasso o con funzioni alterati anche in soggetti non consumatori di alcolici).

 

Bibliografia:

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

AUTISMO E INTESTINO: ESISTE UNA RELAZIONE?


Nuove evidenze sulla flora intestinale alterata nei disturbi autistici

 

Un dei disturbi neurologici più invalidanti nelle relazioni sociale è rappresentato dall’autismo che oltre a sintomi neurologici, provoca alterazioni delle funzioni gastrointestinali (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28222761). Uno studio ha provato a ipotizzare una possibile relazione tra il microbiota intestinale e l’autismo ed è emersa la presenza di una struttura della comunità microbica intestinale.alterata. Più in particolare è stato osservato come il 90% dei soggetti con gravi problemi autistici ha un alterato rapporto Firmicutes / Bacteroidetes (con una riduzione dei Bacteroidetes). Alcune specie batteriche (Alistipes, Bilophila, Dialister, Parabacteroides, e Veillonella) sono risultate ridotte mentre altre (Collinsella, Corynebacterium, Dorea, e Lactobacillus) sono risultate significativamente aumentate. La costipazione (stitichezza) è stata poi associata a diverse forme batteriche con un significativo aumento di alcune specie batteriche (Escherichia, Shigella e Clostridium). Di notevole rilevanza poi l’aumento del genere Candida, arrivato a rappresentare quasi il doppio della quantità normalmente presente nell’intestino di un individuo “sano”. Lo studio ha concluso che oltre alla flora intestinale batterica, anche la microflora dell’intestino contribuisce all’alterazione della struttura della comunità microbica intestinale nei soggeti autistici e ha aperto la possibilità di nuove strategie di intervento finalizzate al miglioramento dei sintomi gastrointestinali nei soggetti autistici.

 

Fonte: Microbiome. 2017 Feb 22;5(1):24. doi: 10.1186/s40168-017-0242-1.New evidences on the altered gut microbiota in autism spectrum disorders.Strati F1,2Cavalieri D3Albanese D1De Felice C4Donati C1Hayek J5,6Jousson O2Leoncini S5Renzi D7Calabrò A7De Filippo C8.

 

Altri riferimenti:

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/27/antibiotici-intestino-e-diabete-1/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/26/cambia-il-tuo-intestino-praticando-sport/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/13/la-relazione-tra-intestino-e-malattie-neurologiche/

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

 

Read More
News

UN RIMEDIO QUASI GRATUITO PER PROTEGGERE L’INTESTINO


Il cocco potrebbe essere un rimedio naturale e gradevole per migliorare la flora batterica intestinale

 

Una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28242914) ha dimostrato come i residui della buccia di cocco potrebbero essere utili per poter far crescere la flora batterica intestinale.

Dal cocco infatti sarebbe possibile separare delle sostanze naturali in grado di favorire la crescita di due ceppi di batteri molto importanti per l’intestino.

La presenza di sostanze prebiotiche contenute nello scarto di cocco potrebbe aprire la strada ad un’applicazione intelligente di un prodotto naturale a basso costo e privo di effetti collaterali dal grande valore nutrizionale per l’intestino. Il cocco è inoltre notoriamente ricco di acido caprilico, un grasso prezioso in grado di favorire la distruzione di alcuni miceti ed è pertanto un prezioso alleato nelle infezioni da candidosi vaginale.

Sempre la presenza di acido caprilico lo rende particolarmente utile come fonte energetica negli sportivi.

 

Bibliografia:

 

J Food Sci Technol. 2017 Jan;54(1):164-173. doi: 10.1007/s13197-016-2448-9. Epub 2016 Dec 26.Defatted coconut residue crude polysaccharides as potential prebiotics: study of their effects on proliferation and acidifying activity of probiotics in vitro.Mohd Nor N’1Abbasiliasi S1Marikkar MN2Ariff A3Amid M4Lamasudin DU5Abdul Manap MY6Mustafa S7.

 

Leggi anche:

 

http://www.vladimirocolombi.it/tag/cocco/

 

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

MANGIA PIU’ CAVOLINI DI BRUXELLES E MENO PROTEINE ANIMALI SE VUOI PROTEGGERTI DA QUESTE MALATTIE


Eliminare alcune fonti proteiche animali potrebbe aiutare a prevenire insufficienza renale e cardiaca ma anche proteggerci contro l’arteriosclerosi e gli attacchi di cuore

 

La trimetilammina (TMAO) è una sostanza che viene prodotta dalla flora batterica intestinale partendo da carne, uova e latticini che ha dimostrato di essere in grado di favorire lo sviluppo di insufficienza cardiaca, insufficienza renale, aterosclerosi e attacchi di cuore. Tale sostanza si forma originando dalla colina, un aminoacido che entra a far parte di importanti neurotrasmettitori (come l’acetilcolina per esempio). Tuttavia, proprio in considerazione del fatto che si tratta di un “mattone” essenziale per costruire preziosi neutrotrasmettitori, eliminarlo dalla dieta per evitare la produzione di TMAO sarebbe non solo inutile ma perfino dannoso.

Va esclusa anche la possibilità di attaccare la flora batterica intestinale attraverso l’utilizzo di antibiotici, che com’è noto vanno invece limitati al massimo e usato solo al bisogno.

Il dr. Michael Greger ha quindi studiato come procedere per ridurre la produzione di questa pericolosa sostanza tossica prodotta nell’intestino e ha osservato come la riduzione (o meglio ancora l’eliminazione) di alcune fonti di colina provenienti da proteine animali sarebbe in grado di cambiare notevolmente la situazione. Non solo: considerando che un alimento vegetale, i cavolini di bruxelles, sembrano essere in grado di ridurre notevolmente la produzione di TMAO e contemporaneamente apportare adeguate quantità di colina, la soluzione potrebbe arrivare dalla modifica delle abitudini alimentari in senso vegetariano/vegano. Procedendo in questa direzione potremmo non solo proteggere la nostra salute da patologie cronico- degenerative pericolose, ma anche rispettare ambiente e animali spendendo meno quando andiamo a fare una spesa alimentare.

 

Bibliografia:

Read More
News

UNO STRAORDINARIO RIMEDIO NATURALE PER L’INTESTINO: LA CURCUMA


 Secondo una ricerca la curcumina potrebbe proteggere l’intestino

Aterosclerosi, diabete di tipo 2, colesterolo e flora batterica intestinale potrebbero essere correlati, e un principio attivo nella curcuma, la curcumina, potrebbe aiutare a proteggere la barriera intestinale prevenendo in modo marcato problemi metabolici.

Già diverse ricerche hanno dimostrato in passato che la supplementazione orale con curcumina potrebbe risultare estremamente utile per supportare i malati di epilessia(http://www.vladimirocolombi.it/tag/curcuma/), benchè poco biodisponibile, potrebbe ridurre il rischio di diabete di tipo 2 nonché processi di aterosclerosi.

Una nuova ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28249988) ha ora confermato l’ipotesi di queste correlazioni, e ha nuovamente ribadito come la curcuma potrebbe rappresentare uno straordinario ed economico rimedio naturale contro innumerevoli problemi di salute.

Sappiamo da tempo come l’intestino possa essere sede di innumerevoli malattie (http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/27/antibiotici-intestino-e-diabete-1/) e concorrere in modo importante nella genesi di innumerevoli problemi di salute. Questa nuova ricerca conferma che un antiinfiammatorio potente come la curcuma, potrebbe rappresentare uno strumento di prevenzione alla portata di tutti nonostante la scarsa biodisponibilità del suo più importante principio attivo. A cui aggiungere una  mlderata attività fisica (http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/26/cambia-il-tuo-intestino-praticando-sport/).

Fonte:

Am J Physiol Cell Physiol. 2017 Mar 1:ajpcell.00235.2016. doi: 10.1152/ajpcell.00235.2016.Curcumin improves intestinal barrier function: Modulation of intracellular signaling and organization of tight junctions. Wang J1Ghosh SS1Ghosh S2.

Altre fonti e articoli sull’argomento leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/28/proteggi-fegato-e-intestino-con-lolio-di-lino/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/31/proteggi-il-tuo-intestino-dalla-colite-con-questo-portentoso-rimedio-naturale/

http://www.leda-clinic.com/professionisti/vladimiro-colombi/

 

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

SEI INTOLLERANTE A QUALCHE ALIMENTO? MANGIA CIOCCOLATO!


Il cacao potrebbe essere un dolce rimedio contro le intolleranze alimentari

 

Un sempre maggior numero di studi sta documentando come esista una relazione tra composti alimentari, microbiota, e la predisposizione a malattie allergiche, con particolare riguardo alle allergie alimentari. Il cacao è una fonte di polifenoli antiossidanti che ha mostrato  sorprendenti effetti sulla flora batterica intestinale in grado di promuovere la tolleranza alimentare su modelli animali con reattività infiammatoria da cibo.Nel corso di uno studio  (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28239436) alcuni ratti sono stati sensibilizzati per via orale e alimentati con cacao, mentre altri ratti non lo sono stati.I ratti nutriti con cacao hanno mostrato un significativo cambiamento della flora batterica intestinale e un cambiamento delle IgA (immunoglobuline notoriamente coinvolte nelle reattività infiammatorie da cibo). Lo studio ha documentato una diminuzione di alcune specie batteriche (nocive) e un aumento di colonie batteriche utili alla salute.

E’ stato possibile osservare come inoltre una dieta ricca cacao sia in grado di modificare il microbiota in animali sensibilizzati oralmente. Più in particolare il cacao inibisce la sintesi di anticorpi specifici e IgA intestinali, aprendo quindi la strada al’’ipotesi che il cacao potrebbe essere non solo un alimento funzionale, ma addirittura un alimento in grado di favorire l’aumento della tolleranza a cibi normalmente non tollerati.

In precedenza ho già avuto modo di lodare le proprietà benefiche di questo meraviglioso alimento (http://www.vladimirocolombi.it/2016/01/07/meraviglioso-cioccolato/). Oggi abbiamo un motivo in più per consumarlo. Anche e soprattutto per la sua elevata concentrazione di magnesio (http://www.vladimirocolombi.it/tag/cioccolato-fondente/) di cui siamo spesso carenti un po’ tutti.

 

Fonte: Oxid Med Cell Longev. 2017;2017:7417505. doi: 10.1155/2017/7417505. Epub 2017 Jan 25.Gut Microbiota in a Rat Oral Sensitization Model: Effect of a Cocoa-Enriched Diet.Camps-Bossacoma M1Pérez-Cano FJ1Franch À1Castell M1.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

FARMACI E INTESTINO: NUOVE NOTIZIE


L’influenza di rosuvastatina sul microbiota gastrointestinale

Tra i farmaci più prescritti al mondo troviamo le statine, impiegate normalmente per il trattamento dell’ipercolesterolemia. Si tratta di farmaci che inibiscono l’attività di un enzima (3-idrossi-3-metilglutaril coenzima a riduttasi, o HMG-R) coinvolto nella sintesi del colesterolo in organismi superiori e nella biosintesi di alcuni batteri.

Una ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28209601) ha ipotizzato che le statine possano influenzare la comunità microbica nell’intestino degli animali testati ed è stata osservata una significativa relazione tra assunzione di una statina e la flora batterica intestinale.

Non solo: il farmaco somministrato ai ratti ha anche interferito nel metabolismo degli acidi biliari nonché sulla espressione dei marcatori infiammatori noti per influenzare la struttura della comunità microbica.

Si tratta di uno studio ovviamente non conclusivo ma certamente interessante per la quantità di ricadute che questo effetto potrebbe avere sotto diversi aspetti: assimilazione di vitamina D, assorbimento di vitamine B, digestione corretta e assorbimento ottimale di molti nutrienti. E non solo: anche un incremento o una riduzione dei parametri infiammatori potrebbe avere ricadute significative sull’invecchiamento generale individuale.

 

Fonte: Am J Physiol Gastrointest Liver Physiol. 2017 Feb 16:ajpgi.00149.2016. doi: 10.1152/ajpgi.00149.2016.The influence of rosuvastatin upon the gastrointestinal microbiota and host gene expression profiles.Nolan JA, Skuse PH1, Govindarajan K, Patterson E, Konstantinidou N, Casey PG, MacSharry J2, Shanahan F2, Stanton C3, Hill C, Cotter PD2, Joyce SA, Gahan CG4.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

MORBO DI PARKINSON E INTESTINO


Una ricerca ha ipotizzato una relazione tra intestino e morbo di parkinson

 

La flora batterica intestinale può influenzare la situazione cognitiva di un individuo ma anche il suo apprendimento e la sua memoria. Diversi studi hanno ipotizzato come dalla flora batterica intestinale possa dipendere   lo sviluppo e il comportamento del cervello.E’ stato altresì ipotizzato come numerosi disturbi neurologici (come il morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, ansia, stress e molto altro ancora) potrebbero trovare una loro concausa nell’intestino.

Un recente studio ha dimostrato che i pazienti con la malattia di Parkinson soffrono di disbiosi intestinale, ma non è ancora affatto chiaro se si tratti di una causa o un effetto di tali disturbi.

Uno studio appena effettuato (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28202372) ha cercato una spiegazione tra questi disturbi nervosi e il mondo dell’intestino mcon prove dirette e indirette.

Un’altra ricerca ha esaminato una rosa totale di 197 soggetti colpiti da morbo di Parkinson ed è stata studiata la composizione microbica intestinale.Nel corso della ricerca sono stati altresì esaminati i farmaci e la dieta assunta nonché i sintomi gastrointestinali di cui soffrivano i soggetti sottoposti alla ricerca. In tutti i soggetti esaminati è stata osservata una stretta relazione tra la malattia e la presenza di una disbiosi intestinale.

Lo studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28195358), pur non conclusivo, ha aperto una nuova strada per ragionare sulle possibilità che oltre ai tradizionali farmaci potrebbe essere impiegato un intervento a supporto dell’intestino, ed è stata anche osservata una importante relazione tra assunzione di farmaci e disbiosi intestinale (antibiotici in particolare, il cui abuso potrebbe diventare un problema serio come ho spiegato in un altro articolo http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/28/antibiotici-e-infezioni-quale-futuro/).

Bibliografia:

 

  • Mov Disord. 2017 Feb 14. doi: 10.1002/mds.26942.Parkinson’s disease and Parkinson’s disease medications have distinct signatures of the gut microbiome.Hill-Burns EM1, Debelius JW2, Morton JT3, Wissemann WT1, Lewis MR1, Wallen ZD1, Peddada SD4, Factor SA5, Molho E6, Zabetian CP7, Knight R2,3,8, Payami H1,9.

 

  • Parkinsonism Relat Disord. 2017 Feb 7. pii: S1353-8020(17)30036-6. doi: 10.1016/j.parkreldis.2017.02.002.Gut microbiota: Implications in Parkinson’s disease.

Parashar A1, Udayabanu M2.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

PROTEGGI FEGATO E INTESTINO CON L’OLIO DI LINO


L’olio di semi di lino potrebbe essere essere utile nelle malattie del fegato di origine alcolica e per la flora batterica intestinale

Com’è noto il fegato può essere gravemente danneggiato da sostanze tossiche, virus e alcool. Purtroppo pochi progressi soddisfacenti sono stati fatti nella gestione delle malattie epatiche secondarie all’assunzione di alcool. L’olio di semi di lino è ricco di acido α-linolenico (ALA), un grasso polinsaturo di origine vegetale (PUFA). Una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28228158) effettuata su modelli animali ha dimostrato come due gruppi di topi, una alimentato con olio di mais e uno con olio di lino hanno ottenuto differenti effetti a livello epatico.Gli animali alimentati con olio di lino hanno beneficiato di una riduzione significativa di citochine infiammatorie e un miglioramento della flora intestinale. In particolare è stata osservato un cambiamento significativo di alcun i parametri infiammatori (TNF-α, IL-1β, IL-6 e IL-10) considerati estremamente importanti nel controllo dei processi infiammatori (e capaci di innescare processi ossidativi e danni all’ intero corpo umano).

Fonte:

1)    Lipids Health Dis. 2017 Feb 22;16(1):44. doi: 10.1186/s12944-017-0431-8.Flaxseed oil ameliorates alcoholic liver disease via anti-inflammation and modulating gut microbiota in mice.Zhang X1,2, Wang H2, Yin P1, Fan H1, Sun L1, Liu Y3.

2)    http://www.vladimirocolombi.it/2016/10/26/lolio-di-lino-per-la-stitichezza-e-il-mal-di-schiena/

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

ANTIBIOTICI, INTESTINO E DIABETE 1


Uno studio in modelli animali ipotizza una relazione importante tra flora batterica intestinale e diabete di tipo 1

 

Il microbiota intestinale interagisce con le cellule immunitarie innate e svolge un ruolo importante nel plasmare il sistema immunitario. Molti fattori possono influenzare la composizione del microbiota: la modalità della nascita, la dieta, le infezioni e farmaci (tra cui antibiotici, il cui aumento potrebbe rappresentare in futuro un grande problema http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/28/antibiotici-e-infezioni-quale-futuro/).

Nelle malattie con una eziologia multifattoriale, come nel diabete di tipo 1, la manipolazione e le alterazioni del microbiota in modelli animali hanno dimostrato di influenzare l’incidenza e l’insorgenza della malattia. I microbiota sono una parte importante dell’ambiente interno e la comprensione di come questi batteri interagiscono con le cellule immunitarie innate di generare tolleranza immunitaria potrebbe aprire nuove opportunità per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.Una ricerca recentissima ha studiato la relazione tra diabete di tipo 1 e microbiota dell’intestino (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28188825).

 

 

Bibliografia:

Pharmacol Res. 2017 Feb 7;119:219-226. doi: 10.1016/j.phrs.2017.01.034.Antibiotics, gut microbiota, environment in early life and type 1 diabetes.Hu Y1, Wong FS2, Wen L3.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor  e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
1 2