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LA VERDURA DI STAGIONE: A MARZO LA CAROTA


Ricordate Bugs Bunny? Lui sì che la sapeva lunga…..

Se non proprio tutti i giorni mi capita almeno due volte la settimana di ricevere persone in studio con problemi gastrointestinali e la cui causa è apparentemente sconosciuta.

Eppure Ippocrate lo aveva detto chiaramente: ” fa che il cibo sia la tua medicina èla medicina sia il tuo cibo”.

Daucus carota (questo è il nome botanico della carota) è un vegetale appartenente alla famiglia delle ombrellifere ed è uno degli ortaggi a mio modesto avviso tra i più preziosi in assoluto per un l’uomo.

Grazie alla sua polpa, al suo succo ma anche alle foglie, al gambo e ai semi, la carota rappresenta uno dei vegetali più importanti per la salute umana.

Ricchissima di vitamina A contiene anche acido folico, vitamina C e carotenoidi e ha una bassa concentrazione di zuccheri che varia dal 3 al 7% a cui si aggiungono moltissimi minerali tra cui ferro, fosforo, calcio, sodio, potassio, magnesio, manganese, zolfo, rame e bromo. La carota contiene anche asparagina e docarina, due sostanze non semplici da recuperare.

La carota vanta straordinarie proprietà nutrizionali.

Innanzitutto ha un’azione tonica e ricostituente nell’astenia ed è un prezioso rimineralizzante utilissimo in caso di anemia, ma è soprattutto il grande amico dell’intestino per la sua straordinaria azione regolatrice antidiarroica e al contempo lassativa. Nella nella stitichezza svolge un’azione importante nell’intestino iperfermenativo quando l’alimentazione scorretta causa innumerevoli anomalie nel suo funzionamento, come gonfiore e dolore addominale.

Inoltre la carota è cicatrizzante a livello gastrico e trova pertanto indicazione specifica in tutte quelle situazioni nelle quali siano presenti infiammazioni croniche dello stomaco e dell’esofago (esofagite e gastrite). Il succo di carota può essere utilizzato nella misura di 50 a 500 grammi al giorno al risveglio e prima di coricarsi contro la stipsi e può essere largamente impiegata per preparare non solo delle insalate ma anche delle gustose minestre.

La presenza di docarina (scoperta da alcuni ricercatori russi) ha reso la carota particolarmente utile nella cura e nella prevenzione di malattie coronariche in quanto alla docarina è stata ascritta un’azione vasodilatatrice.

 A livello dermatologico, la carota ha un azione ringiovanente sui tessuti e cicatrizzante sulle piaghe se utilizzata per uso esterno

Mentre della carota conosciamo quasi tutti la valenza nutrizionale e le proprietà curative dell’olio essenziale di carota invece conosciamo meno le proprietà. Nell’ambito della medicina popolare questo olio essenziale è utilizzato nell’insufficienza epatica e biliare e favorisce la rigenerazione di fegato, reni e pancreas. E’ un olio particolarmente utile per abbassare il colesterolo e può essere utilizzato per proteggere il fegato in caso di epatite.

L’olio essenziale di carota vanta un’azione tonica generale (quindi indicatissimo in caso di affaticamento generale) e a livello dermatologico può essere utilizzato per acne, ezemi e foruncolosi.

Più in generale può essere utile per rigenerare la pelle nelle persone anziane soprattutto in caso di macchie senili o di rughe.

Anche se non sono note controindicazioni specifiche è preferibile evitarne l’utilizzo nei primi tre mesi di gravidanza.

Articoli correlati:

http://www.vladimirocolombi.it/

http://www.vladimirocolombi.it/2018/10/05/il-principio-della-non-dieta-dimagrire-mangiando/

http://www.vladimirocolombi.it/2018/11/21/domande-e-risposte-avocado-si-o-no/

https://www.youtube.com/watch?v=PZN8aIoeq7o

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IL LATTE DI CARDO MARIANO CONTRO IL DIABETE


Il cardo mariano rappresente uno dei maggiori rimedi naturali usati per la prevenzione di numerosi problemi epatici.

La silimarina contenuta nei suoi semi vanta numerosi azioni protettive del fegato e con essa, altre sostanze denominate “flavolignani” contribuiscono a disintossicare in fegato in modo efficace.

Una ricerca avvenuta nell’estate del 2014 ha dimostrato come dai semi di cardo mariano sia possibile estrarre un latte dalle preziose azioni ipoglicemizzanti in grado di favorire la prevenzione della resistenza insulinica e del diabete.

In tal senso si potrebbe ipotizzare una possibile azione protettiva anche dall’obesità in quei soggetti che pur non avendo ancora sviluppato una vera e propria patologia diabetica si vedano però costretti ad intervenire a livello epigenetico in forza di una famigliarità o predisposizione genetica.

 

Fonte: Rev Diabet Stud. 2014 Summer;11(2):167-74. doi: 10.1900/RDS.2014.11.167. Epub 2014 Aug 10.The therapeutic potential of milk thistle in diabetes.Kazazis CE1Evangelopoulos AA2Kollas A3Vallianou NG3.

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L’IRIDOLOGIA PER STUDIARE LE CARATTERISTICHE E I PUNTI DEBOLI


 Non serve a formulare una diagnosi ma può aiutare a ricavare informazioni utili per restare sani e in forma

 

 

Benchè non si tratti di un metodo diagnostico, l‘iridologia può rappresentare una valida opportunità per studiare le caratteristiche individuali e sfruttare le conoscenze che ne derivano per rinforzare l’organismo e potenziarne le difese contro i nostri punti deboli.

In un articolo pregresso (http://www.vladimirocolombi.it/2017/08/23/potenzia-la-tua-salute-e-aumenta-il-tuo-benessere-con-liridologia-e-la-naturopatia/) ho avuto modo di spiegare diffusamente come l’iridologia possa essere usata in modo intelligente.

Osservando l’iride è possibile osservare per esempio le condizioni energetiche costituzionali dell’apparato gastrointestinale, del sistema nervoso e valutare la forza fisica e mentale di un individuo.

Nessuna delle indicazioni che se ne ricavano può essere considerata certa ma certamente possiamo desumere informazioni utili per il nostro benessere.

La presenza per esempio di tofi nella zona dell’iride può rappresentare un’informazione utile per capire se debba o meno essere drenato il sistema linfatico.

Quando si osservano per esempio delle macchie scure nell’iride (soprattutto se posizionate tra ore 4:00 o ore 8:00) potrebbe valere la pena approfondire le condizioni del fegato del soggetto esaminato perché grazie a queste informazioni è possibile migliorarne la disintossicazione (di cui ho avuto modo di scrivere in un articolo pregresso. Leggi qui: http://www.vladimirocolombi.it/2018/08/08/la-calendula-per-il-fegato-altro-che-solo-uso-esterno/ e qui http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/28/proteggi-fegato-e-intestino-con-lolio-di-lino/).

La presenza di macchie marron scuro infatti non determina in se la possibilità che esistano alterazioni dei parametri ematici del fegato (come transaminasi e GGT) ma può darci preziosi informazioni in merito alla possibilità che il soggetto tende ad accumulare tossine più rapidamente di un altro che non presenta questa caratteristica iridologica.

Insomma a volte pur senza accreditare a questa tecnica potenzialità diagnostiche( o “pseudodiagnostiche”) possiamo capire alcune peculiarità che ci guidano verso una protezione mirata anche attraverso l’utilizzo di un alimentazione naturale e di integratori “ad personam” (http://www.vladimirocolombi.it/2016/11/10/naturopatia-e-fegato-i-rimedi-naturali-per-il-fegato/).

Vladimiro Colombi
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Per appuntamenti sulle zone di Brescia, Mantova e Lago di Garda contattare il numero 3289229129

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INFIAMMAZIONE E ACIDI BILIARI


Una ricerca conferma la relazione tra infiammazione, acidi biliari, microbiota intestinale e obesità

 

Esiste una relazione tra acidi biliari, metabolismo degli zuccheri, infiammazione e steatosi epatica (fegato grasso).Lo conferma una ricerca pubblicato nel mese di febbraio 2017 su Gastroenterology (Chávez-Talavera OTailleux ALefebvre PStaels B).

E ancora una volta viene da domandarsi quali problemi producano (nel lungo periodo) alcuni farmaci in grado di danneggiare non solo la parete intestinale (sede del sistema immunitario, lo ricordiamo sempre), ma anche la qualità della bile, essenziale per garantire una corretta digestione.

Se come questa recente ricerca sembra affermare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524) fegato grasso, obesità, resistenza insulinica e infiammazione sono tutte espressione del medesimo problema, allora ha senso utilizzare farmaci sintomatici per “coprire” una reazione infiammatoria che segnala l’esistenza di un problema più profondo (come stress, cibi mal tollerati, virus o infezioni batteriche?).

Non avrebbe invece forse piu senso spiegare come alimentarsi a chi soffre di un banale bruciore di stomaco piuttosto che “coprire” un sintomo con una farmaco che inibisce una funzione importantissima come la digestione?

La ricerca citata ha osservato come gli acidi biliari siano “molecole di segnalazione”, che regolano il metabolismo e controllano perfino alcuni processi infiammatori attraverso alcuni recettori (come FXR e una proteina denominata TGR5).

Questi recettori attivano attivano segnali che controllano l’espressione e l’attività dei geni coinvolti, producendo effetti su acidi biliari, metabolismo glucidico e lipidico, dispendio energetico, e, ancora una volta l’infiammazione.

Obiettivo di parte di questi segnali sarebbero soprattutto i tessuto dell’intestino e del fegato, con ripercussioni sulla flora batterica intestinale e sugli acidi biliari.

L’effetto finale di tutta questa “cascata” di effetti potrebbe essere lo sviluppo di malattie anche importanti come l’obesità, il diabete di tipo 2, le dislipidemia e problemi al fegato (fegato grasso o con funzioni alterati anche in soggetti non consumatori di alcolici).

 

Bibliografia:

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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L’ELICRISO DEI MIRACOLI


L’elicriso potrebbe rappresentare un autentico protettore dall’allergia, dalla cefalea e da problemi dermatologici…..

 

Pensare ad un rimedio vegetale in grado di curare alcune dermopatie come la dermatite atopica e contemporaneamente alcuni problemi epatici, allergie, bronchiti e perfino alcune forme di cefalea sembra essere impossibile ma in realtà è così.

L’ elicrisio è in grado di proteggere la nostra salute da una notevole quantità di disturbi e di problemi.

La sua azione espettorante e calmante della tosse lo rende particolarmente utile durante la stagione invernale, ma la sua azione antistaminica può trasformarlo in una pianta estremamente versatile e di grande importanza durante la stagione primaverile contro le allergie.

L’elicriso è utilissimo anche in caso di reumatismo cronico ed ha un’azione coleretica e colagoga, quindi disintossicante del fegato, e può giocare un ruolo fondamentale in alcune dermatiti (come nel caso per esempio di dermatosi o di alcune forme allergiche da contatto).

Nell’ asma allergica l’elicrisio è estremamente importante ed è in grado di ridurre il prurito in numerosi disturbi dermatologici.

Anche per quanto riguarda l’apparato gastrointestinale l’elicriso apporta benefici: la gastrite, l’esofagite e alcune forme di colite migliorano notevolmente grazie a questa preziosa pianta.

Non si tratta di una panacea per tutti i mali ma questo fitoterapico può rappresentare un ottimo rimedio naturale per il trattamento di numerosi disturbi e senza troppi effetti collaterali o controindicazioni.

Da una recente ricerca inoltre risulta confermata l’azione dell’elicriso per il trattamento della psoriasi (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=elicrisium).

 

 

Bibliografia:

 

Soc Ital Dermatol Sifilogr Sezioni Interprov Soc Ital Dermatol Sifilogr. 1955 Jan-Mar;(1):2.[Elicrysium italicum in the treatment for psoriasis].

 

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Tartrazina e salute


Il progressivo e inesorabile aumento dell’inquinamento ambientale incide sicuramente in modo determinante sulla condizioni di vita individuali nonché sulla sua qualità. Diverse ricerche mostrano dati allarmanti: sembra crescere l’aumento di tumori dell’apparato respiratorio e delle cardiopatie ma anche di ictus. E da quanto i numero sembrerebbero dire, ciò potrebbe essere ricollegabile all’aumento dei livelli di inquinamento.

In un precedente articolo abbiamo altresì spiegato quali possano i rimedi naturali più importanti ai quali rivolgersi per limitare i danni che l’ambiente produce sul corpo umano (http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/21/i-rimedi-naturali-per-proteggersi-dallinquinamento-atmosferico/). Anche la tartrazina (presente nell’acqua), rappresenta un elemento pericoloso per per la nostra salute.

Una nuova ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Tartrazine+induces+structural+and+functional) ha confermato le potenzialità tossiche della tartrazina, una sostanza presente in alcuni prodotti farmaceutici e in alcuni cibi.

Le possibilità che la tartrazina produca effetti avversi e tossici sulla salute umana sono stati confermati da uno studio del 2017: questa sostanza sarebbe in grado di ridurre la quantità di sostanze antiossidanti nel siero del sangue degli animali testati e indurrebbe alterazioni cellulari nel fegato e nei reni dei ratti studiati con ripercussioni anche sui globuli bianchi (leucociti) degli animali.

Bibliografia:

PeerJ. 2017 Feb 23;5:e3041. doi: 10.7717/peerj.3041. eCollection 2017.Tartrazine induces structural and functional aberrations and genotoxic effects in vivo. Khayyat L1Essawy A2Sorour J2Soffar A2.

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RITARDA L’INVECCHIAMENTO E PREVIENI I TUMORI CON QUESTO POTENTE MIX NATURALE


L’estratto di origano, caffè, timo, chiodi di garofano, e noci sarebbe in grado di rallentare l’invecchiamento

 

Sette ricercatori (Paur I, Balstad TR, Kolberg M, Pedersen MK, Austenaa LM, Jacobs DR Jr, Blomhoff R.) hanno scoperto come una miscela di alcune sostanze naturali potrebbe essere utile per prevenire i tumori.

Il fattore di trascrizione NF-kB è un bersaglio promettente per la chemioprevenzione. Oggi sappiamo che diverse piante e alcuni alimenti sono inibitori efficaci del fattore NF-kB in vitro e potrebbero agire sinergicamente moltiplicando i loro effetti.

I ricercatori hanno testato un estratto combinato di garofano, origano, timo, noci e caffè e hanno scoperto che questi cinque prodotti sono in grado di inibire il fattore NF-kB nell’intestino, nel fegato, nel testicolo e nell’epididimo dei topi trattati con l’estratto di questa portentosa combinazione.

Inoltre, è stato possibile osservare come l’espressione di alcuni geni correlati all’infiammazione veniva inibita dal cocktail, proteggendo il fegato e riducendo il rischio di tumori.

Lo studio ha dimostrato che le piante alimentari possono essere modulatori potenti del fattore NF-kB sia in vitro che in vivo.

Fonte:

Cancer Prev Res (Phila). 2010 May;3(5):653-63. doi: 10.1158/1940-6207.CAPR-09-0089. Epub 2010 Apr 27.Extract of oregano, coffee, thyme, clove, and walnuts inhibits NF-kappaB in monocytes and in transgenic reporter mice.Paur I1, Balstad TR, Kolberg M, Pedersen MK, Austenaa LM, Jacobs DR Jr, Blomhoff R.

 Altri riferimenti:

http://www.vladimirocolombi.it/2015/10/21/i-chiodi-di-garofano-nelliperglicemia-e-nellipercolesterolemia/

 http://www.vladimirocolombi.it/2016/01/09/la-withania-somnifera-nel-disturbo-depressivo-dalla-scuola-di-naturopatia-ad-oggi/

 http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/15/aromaterapia-in-cucina-ovvero-come-trasformare-il-cibo-in-farmaco-preventivo/

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DAL ROSMARINO UN POTENTE ALLEATO CONTRO IL DIABETE E IL COLESTEROLO


Resistenza insulinica e iperlipidemia potrebbe essere combattute anche grazie alle proprietà medicinali del rosmarino

 

 

Alcuni ricercatori asiatici (Xie ZS, Zhong LJ, Wan XM, Li MN, Yang H1, Li P, Xu XJ) avrebbero trovato nel rosmarino un alleato contro il diabete e il colesterolo. Molto utilizzato come erba culinaria e medicinale, il rosmarino potrebbe vantare effetti curativi importanti in alcune malattie metaboliche.

I ricercatori asiatici hanno studiato gli effetti del rosmarino in alcuni topi colpiti da obesità per 7 settimane dopo averli alimentati con una dieta ricca di graqssi e zuccheri. E sono stati poi successivamente analizzati i lipidi plasmatici e tissutali.

Ne è emerso che gli estratti di rosmarino sono stati capaci di sviluppare un’attività significativa nella regolazione del metabolismo lipidico e hanno inibito l’espressione di alcuni geni “bersaglio (SREBP-1c e SREBP-2) sia in vitro che in vivo.

E’ stata osservata una diminuzione dei trigliceridi totali nonché del colesterolo delle cellule epatiche nei topi alimentati con dieta di carica di zuccheri e grassi con notevoli effetti anche sul glucosio, e sull’insulina nel sangue.

La migliore tolleranza al glucosio e la maggiore sensibilità all’insulina (resistenza insulinica), potrebbero avere ricadute positive sull’uomo (sempre che lo studio venisse confermato) per il trattamento della steatosi epatica, del diabete, della sindrome metabolica e perfino nella regolazione di alcune funzioni del fegato.

Fonte:

Chin J Nat Med. 2016 Oct;14(10):746-756. doi: 10.1016/S1875-5364(16)30089-9. Epub 2016 Oct 31.Petroleum ether sub-fraction of rosemary extract improves hyperlipidemia and insulin resistance by inhibiting SREBPs. Xie ZS1, Zhong LJ1, Wan XM1, Li MN1, Yang H1, Li P2, Xu XJ3.

 

Altre fonti:

AROMATERAPIA IN CUCINA OVVERO: COME TRASFORMARE IL CIBO IN “FARMACO PREVENTIVO”

 

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INFIAMMAZIONE E ACIDI BILIARI


Una ricerca conferma la relazione tra infiammazione, acidi biliari, microbiota intestinale e obesità

 

Esiste una relazione tra acidi biliari, metabolismo degli zuccheri, infiammazione e steatosi epatica (fegato grasso).Lo conferma una ricerca pubblicato nel mese di febbraio 2017 su Gastroenterology (Chávez-Talavera O1Tailleux A1Lefebvre P1Staels B2).

E ancora una volta viene da domandarsi quali problemi producano (nel lungo periodo) alcuni farmaci in grado di danneggiare non solo la parete intestinale (sede del sistema immunitario, lo ricordiamo sempre), ma anche la qualità della bile, essenziale per garantire una corretta digestione.

Se come questa recente ricerca sembra affermare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524) fegato grasso, obesità, resistenza insulinica e infiammazione sono tutte espressione del medesimo problema, allora ha senso utilizzare farmaci sintomatici per “coprire” una reazione infiammatoria che segnala l’esistenza di un problema più profondo (come stress, cibi mal tollerati, virus o infezioni batteriche?).

Non avrebbe invece forse più senso spiegare come alimentarsi a chi soffre di un banale bruciore di stomaco piuttosto che “coprire” un sintomo con una farmaco che inibisce una funzione importantissima come la digestione?

La ricerca citata ha osservato come gli acidi biliari siano “molecole di segnalazione”, che regolano il metabolismo e controllano perfino alcuni processi infiammatori attraverso alcuni recettori (come FXR e una proteina denominata TGR5).

Questi recettori attivano attivano segnali che controllano l’espressione e l’attività dei geni coinvolti, producendo effetti su acidi biliari, metabolismo glucidico e lipidico, dispendio energetico, e, ancora una volta l’infiammazione.

Obiettivo di parte di questi segnali sarebbero soprattutto i tessuto dell’intestino e del fegato, con ripercurssioni sulla flora batterica intestinale e sugli acidi biliari.

L’effetto finale di tutta questa “cascata” di effetti potrebbe essere lo sviluppo di malattie anche importanti come l’obesità, il diabete di tipo 2, le dislipidemia e problemi al fegato (fegato grasso o con funzioni alterati anche in soggetti non consumatori di alcolici).

 

Bibliografia:

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524

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PROTEGGI FEGATO E INTESTINO CON L’OLIO DI LINO


L’olio di semi di lino potrebbe essere essere utile nelle malattie del fegato di origine alcolica e per la flora batterica intestinale

Com’è noto il fegato può essere gravemente danneggiato da sostanze tossiche, virus e alcool. Purtroppo pochi progressi soddisfacenti sono stati fatti nella gestione delle malattie epatiche secondarie all’assunzione di alcool. L’olio di semi di lino è ricco di acido α-linolenico (ALA), un grasso polinsaturo di origine vegetale (PUFA). Una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28228158) effettuata su modelli animali ha dimostrato come due gruppi di topi, una alimentato con olio di mais e uno con olio di lino hanno ottenuto differenti effetti a livello epatico.Gli animali alimentati con olio di lino hanno beneficiato di una riduzione significativa di citochine infiammatorie e un miglioramento della flora intestinale. In particolare è stata osservato un cambiamento significativo di alcun i parametri infiammatori (TNF-α, IL-1β, IL-6 e IL-10) considerati estremamente importanti nel controllo dei processi infiammatori (e capaci di innescare processi ossidativi e danni all’ intero corpo umano).

Fonte:

1)    Lipids Health Dis. 2017 Feb 22;16(1):44. doi: 10.1186/s12944-017-0431-8.Flaxseed oil ameliorates alcoholic liver disease via anti-inflammation and modulating gut microbiota in mice.Zhang X1,2, Wang H2, Yin P1, Fan H1, Sun L1, Liu Y3.

2)    http://www.vladimirocolombi.it/2016/10/26/lolio-di-lino-per-la-stitichezza-e-il-mal-di-schiena/

 

 

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L’ASTRAGALO: LA PIANTA CHE CI GUIDA VERSO LA PRIMAVERA


Astragalo membranaceus è una pianta nativa della mongolia appartenente alla famiglia delle leguminose e largamente diffusi in oriente (in particolare Cina e Giappone).

Oggi molto nota anche in Occidente e negli Stati Uniti questo fitoterapico viene abitualmente utilizzato quando occorra aumentare le difese immunitarie e stimolare l’energia “Qi” del rene, l’energia che secondo i cinesi determina la durata della vita individuale.

L’astragalo ha documentato un’intensa azione immunostimolante e antivirale (con particolare riguardo alle miocarditi virali) e sembra in grado di aumentare la gittata cardiaca in caso di insufficienza del ventricolo sinistro (soprattutto nei soggetti immunodepressi e in quelli sotto stress).
Consigliato come tonico adattogeno (soprattutto nei soggetti che soffrono di sindrome di affaticamento cronico) si è rivelato particolarmente utile nella prevenzione dei virus parainfluenzali di tipo 1 e dei rotavirus.

Sempre con riferimento alla sua azione cardiotonica e cardioprotettiva, l’astragalo membranaceus ha dimostrato di essere in grado di proteggere dalla perdita del gettito cardiaco i soggetti colpiti da angina pectoris nell’86% dei casi aumentando in modo significativo il tasso di sopravvivenza (con particolare riguardo in chi era affetto da miocardite acuta virale.

A differenza del ginepro l’astragalo non è controindicato in caso di insufficienza renale e anzi, sembra essere in grado di proteggere i reni in caso di nefriti e di infiammazione renale.
Questa pianta contiene diversi principi attivi quali saponine. Polisaccaridi. Flavonoidi. aminoacidi liberi e minerali traccia.
Grazie alla sua struttura biochimica ha documentato una intensa capacità di proteggere i bronchi e i polmoni in caso di insufficienza respiratoria.

Anche in caso di scarsa memoria (soprattutto se accompagnata a intenso stress) l’astragalo sembra essere indicato per sostenere le funzioni vitali dell’individuo.
Antiinfiammatorio, antiasmatico e antiaggregante, Astragalo membranaceus rappresenta un sicuro rimedio per completare in buone condizioni di salute questo lungo e nevoso inverno, in grado di proteggere non solo le vie respiratorie, ma altresì di preparare il sistema immunitario all’inizio della primavera, che con il suo carico di pollini sottoporrà il nostro sistema immunitario ad un nuovo stress.
Con il picco influenzale da un lato e con le basse temperature dall’altro, la tendenza è poi un po’ quella di preferire cibi molto calorici e ricchi di zuccheri e grassi.
L’astragalo si è dimostrato potenzialmente in grado di ridurre in modo significativo la curva glicemica e prevenire il diabete di tipo 2 (quello che, per intendersi, si sviluppa nel corso della nostra vita quando siamo soliti eccedere nel consumo di carboidrati e zuccheri).
In virtù della sua azione depurativa sul fegato e delle sue potenziali azioni antiinfiammatorie, l’astragalo è una pianta perfetta per proteggere il corpo dai rigori invernali e prepararlo ad una attesa primavera ancora da venire.

Segnaliamo che in caso di gravidanza, allattamento, malattie autoimmuni, terapie anticoagulanti, assunzione di antipiastrinici e antitrombotici, è opportuno consultare il medico prima di procedere all’assunzione di questo estratto vegetale.

Da evitare in caso di terapie immunosoppressive per malattie autoimmuni senza una specifica prescrizione medica.

Bibliografia:
Am J Med Sci. 2012 Dec 21.Astragalus Extract Attenuates Allergic Airway Inflammation and Inhibits Nuclear Factor κB Expression in Asthmatic Mice. Yang ZC, Qu ZH, Yi MJ, Wang C, Ran N, Xie N, Fu P, Feng XY, Lv ZD, Xu L.

Int Immunopharmacol. 2013 Jan;15(1):42-9. doi: 10.1016/j.intimp.2012.11.009. Epub 2012 Nov 24.CD4(+)CD25(+)Foxp3(+) T cells contribute to the antiasthmatic effects of Astragalus membranaceus extract in a rat model of asthma. Jin H, Luo Q, Zheng Y, Nurahmat M, Wu J, Li B, Lv Y, Wang G, Duan X, Dong J.

Immunopharmacol Immunotoxicol. 2012 Nov 21. Xiang-Qi-Tang and its active components exhibit anti-inflammatory and anticoagulant properties by inhibiting MAPK and NF-κB signaling pathways in LPS-treated rat cardiac microvascular endothelial cells. He CL, Yi PF, Fan QJ, Shen HQ, Jiang XL, Qin QQ, Song Z, Zhang C, Wu SC, Wei XB, Li YL, Fu BD.

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