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STORIE VERE: LO STRANO CASO DI ALDO CHE SOFFRIVA DI REFLUSSO GASTROESOFAGEO E VOLEVA DIMAGRIRE


Ogni giorno nel corso della mia attività professionale nei due studi presso i quali collaboro di Bergamo (Leda Clinic. Tel: 035 249686) e Milano (presso Idee sane in via Ponte Seveso. Tel: 026701914) osservo situazioni spesso simili: persone che si rivolgono a me per piccoli disagi e problemi ricorrenti che, se affrontati in modo corretto, possono migliorare il benessere generale e ridurre, se non eliminare, molti fastidi e disturbi.

Sono sempre stato convinto che la natura metta a disposizione rimedi “dolci” e semplici in grado di riequilibrare le nostre energie aiutandoci a prevenire (non a curare, lo specifico sempre!) innumervoli disagi.

Ho pertanto pensato di iniziare a riportare sul sito alcuni casi (assolutamente autentici!) che hanno trovato rapido ristoro attraverso un cambio dello stile di vita inclusivo da un lato dell’alimentazione giornalmente seguita e dall’altro dell’integrazione di alcuni rimedi semplici e delicati in grado di apportare enormi benefici ai clienti.

Lo farò ovviamente cambiando i nomi dei clienti per non violare la privacy di nessuno e lo farò a puro titolo di esempio per cercare di comunicare ai lettori le enormi potenzialità che la naturopatia offre a tutti.

Ho deciso di chiamare questa nuova rubrica “STORIE VERE

Naturopatia e iridologia (una tecnica utilizzata in naturopatia per studiare le caratteristiche individuali e le predisposizioni famigliari) possono aiutarci a migliorare il nostro stile di vita favorendo la protezione della nostra salute e ottimizzando il nostro benessere

Incontro Aldo nel mese di dicembre 2016 in studio. Viene perché soffre di reflusso gastroesofageo e vorrebbe dimagrire perché il medico gli ha detto che è in sovrappeso. Il medico gli ha anche prescritto già un farmaco per la pressione alta.

Farmaci in uso: antiipertensivo.

Sport: nulla.

ALIMENTAZIONE SEGUITA

Colazione: (ore 7.00)

Cappuccio e brioche

Metà mattina:

nulla

Pranzo: (ore 13.00)

O primo o secondo

Pomeriggio:

nulla

Cena: (ore 20.30)

Spesso primo

Aldo usa: pane, vino, dolci, formaggi, bibite, grissini, fette biscottate, patatine, cracker.

SITUAZIONE ANTROPOMETRICA DI ALDO

ALTEZZA: 1.75 ETA: 55 PESO: 113,4 MASSA GRASSA: 35.5 MUSCOLO: 28.8 GRASSO VISCERALE: 22 BMI: 37

Eseguo alcuni test per valutare l’eventuale presenza di reattività infiammatoria avverso qualche gruppo di alimenti ed effettivamente verifico che tra gli alimenti che Aldo consuma con una certa frequenza c’è qualcosa che non va.

Osservazione iridologica

Dall’iridologia ricavo alcune preziose informazioni utilissime per capire le caratteristiche peculiari di Aldo che mi aiutano a capire verso quali rimedi naturali dirigere per riequilibrare la sua situazione generale.

Suggerisco ad Aldo una integrazione di fibre prima dei pasti accompagnate da un minerale preziosissimo in grado di favorire la combustione dello zucchero.

Nel mese di marzo rivedo Aldo e la situazione è notevolmente migliorata. Il peso è sceso a 104.6 kg e anche gli altri parametri vanno molto meglio (grasso 30.6, muscolo 31.3, grasso viscerale 19  e indice di massa corporea a 34.2)

 

 Anche il reflusso gastroesofageo è notevolmente migliorato (al punto che il suo medico ha suggerito una sospensione del farmaco in uso)

IMPORTANTE:

La naturopatia e l’iridologia possono offrire importanti supporti per migliorare il nostro benessere. Tuttavia sottolineo sempre che i casi riportati non devono indurre mai ad abbandonare terapie mediche e farmacologiche, né indurre a ritardare o evitare i necessari controlli ed esami clinici per non rischiare che l’eventuale presenza di patologie sia diagnosticata tardivamente. Solo al medico compete la diagnosi e la cura di malattie nonché la prescrizione di terapie farmacologiche

Articoli e video correlati:

https://www.youtube.com/watch?v=waEFewPS0kk

https://www.youtube.com/watch?v=NW3NFqItiqA

http://www.vladimirocolombi.it/2018/10/05/il-principio-della-non-dieta-dimagrire-mangiando/

https://www.youtube.com/watch?v=1iAB4pNizT0

http://www.vladimirocolombi.it/2018/11/21/domande-e-risposte-avocado-si-o-no/

https://www.youtube.com/watch?v=PZN8aIoeq7o

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INFIAMMAZIONE DA CIBO E SPORT


Il consumo degli alimenti sbagliati può condizionare le performance sportive

 

 

Spesso non ci si pensa ma alimentarsi abitualmente con alimenti che non si tollerano può produrre importanti effetti negativi, anche a livello di prestazione sportiva.

Infatti la presenza di infiammazioni secondarie all’assunzione di cibi non tollerati può portare nel tempo alla riduzione delle performance sportive. Anche i processi allergici possono aggravarsi quando siamo soliti consumare alimenti che non tolleriamo.

In tal senso si ricordi che in presenza di allergie (anche comuni) uno dei farmaci più usati (e ahimé talvolta abusati) è il cortisone, la cui efficacia è assolutamente dimostrata ma la cui azione immusoppressiva e demuscolante è nota. Oltre a questa azione negativa sul muscolo il cortisone aumenta in modo considerevole la ritenzione idrica alla quale si accompagna anche una consistente perdita di potassio.

In conseguenza di ciò anche il deposito di grasso viscerale può aumentare significativamente con ricadute sfavorevoli sulla salute (non a caso l’aumento di massa grassa viscerale è legata ad uno statistico aumento di cancro, ictus e infarto).

Controllare gli alimenti mal tollerati significa ridurre o addirittura in alcuni casi eliminare l’utilizzo di un farmaco pericoloso come il cortisone e recuperare contemporaneamente benessere e performance sportiva.

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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NATUROPATIA E CIALTRONERIA


 

L’11 febbraio 2018 una nota conduttrice televisiva, Nadia Toffa, ha raccontato delle vicissitudini personali che ha attraversato a seguito di una malattia tumorale che l’ha colpita e ha messo in guardia i telespettatori dai cialtroni che promettono di guarire dal cancro senza l’uso di chemioterapia e radioterapia.

Nonostante ciò le recenti notizie riportate dai principali media riportano prepotentemente l’attenzione sulla poca serietà di tante figure losche che infestano ambienti non di loro appartenenza. Non solo si trovano falsi medici ma addirittura naturopati che prescrivono farmaci o che formulano diagnosi senza alcuna qualifica professionale e che si permettono di contraddire le prescrizioni mediche indicando a malati oncologici la sospensione di questa o quella terapia.

In alcuni sventurati casi si tratta addirittura di terapie salvavita.

E’ il caso di alcuni presunti terapeuti della domenica che si professano ora macrobiotici  e domani vegani, sostenendo di poter curare il cancro e molte altre malattie sospendendo anche una chemioterapia o radioterapia.

Si tratta ovviamente di cialtroneria pura e di personaggi pericolosissimi non soltanto per gli sventurati pazienti che si trovano nelle loro mani ma anche per tutta la categoria di persone serie che studiano anni per potersi professionalizzare e lavorare in modo serio e qualificato.

Penso alla recente scomparsa di Stephen Hawking(http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/03/14/addio-a-stephen-hawking-il-primo-sguardo-sui-buchi-neri_6e743e90-3141-4e52-bf4c-ee859f660d71.html) di cui i media stanno dando ampio spazio, un genio assoluto nel mondo della fisica  e al cui il mondo della scienza e della ricerca si inchina da un lato, e dall’altro alle notizie in merito ai decessi causati da falsi professionisti che nulla hanno di scientifico in ciò che professano (http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2018/03/13/cura-il-tumore-al-seno-dal-guru-muore-a-46-anni_0f1897ac-f8c0-47c4-8145-5373ea0b1fa6.html).

Già in passato si era verificati casi analoghi (http://www.ravennanotizie.it/articoli/2017/06/27/prescrive-ricette-per-dimagrire-senza-i-titoli-per-farlo-naturopata-ravennate-scoperto-dai-nas.html) ma stupisce sempre come qualcuno possa ancora ingenuamente cadere nella rete di certi soggetti.

Vorrei pertanto ricordare a chiunque desideri rivolgersi ad un naturopata che alcuni punti fermi devono sempre essere tenuti:

  • Un naturopata SERIO non vende nulla e non produce prodotti in proprio! In farmacia, parafarmacia ed erboristeria potete trovare tutto quello che il Ministero della Salute ha autorizzato alla vendita ed è stata scientificamente dimostrato essere efficace. Laddove non lo sia è obbligo al produttore specificarne la mancanza di prova scientifica;
  • Le tariffe per una consulenza di un naturopata non possono essere troppo elevate. Qualora vi siano richieste esorbitanti diffidate immediatamente di questo professionista;
  • Scappate a gambe levate non appena vi promettono di curare malattie, eliminare farmaci, evitare di confrontarvi con il vostro medico o altre sciocchezze simili. Al naturopata non è permesso (innanzitutto per motivi legali) prescrivere farmaci, indicare terapie sostitutive prescritte dal medico né promettere guarigioni di alcunché. Il naturopata si occupa di suggerire uno stile di vita sano a persone ancora in salute e mai di curare persone malate!
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INFIAMMAZIONE E ACIDI BILIARI


Una ricerca conferma la relazione tra infiammazione, acidi biliari, microbiota intestinale e obesità

 

Esiste una relazione tra acidi biliari, metabolismo degli zuccheri, infiammazione e steatosi epatica (fegato grasso).Lo conferma una ricerca pubblicato nel mese di febbraio 2017 su Gastroenterology (Chávez-Talavera OTailleux ALefebvre PStaels B).

E ancora una volta viene da domandarsi quali problemi producano (nel lungo periodo) alcuni farmaci in grado di danneggiare non solo la parete intestinale (sede del sistema immunitario, lo ricordiamo sempre), ma anche la qualità della bile, essenziale per garantire una corretta digestione.

Se come questa recente ricerca sembra affermare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524) fegato grasso, obesità, resistenza insulinica e infiammazione sono tutte espressione del medesimo problema, allora ha senso utilizzare farmaci sintomatici per “coprire” una reazione infiammatoria che segnala l’esistenza di un problema più profondo (come stress, cibi mal tollerati, virus o infezioni batteriche?).

Non avrebbe invece forse piu senso spiegare come alimentarsi a chi soffre di un banale bruciore di stomaco piuttosto che “coprire” un sintomo con una farmaco che inibisce una funzione importantissima come la digestione?

La ricerca citata ha osservato come gli acidi biliari siano “molecole di segnalazione”, che regolano il metabolismo e controllano perfino alcuni processi infiammatori attraverso alcuni recettori (come FXR e una proteina denominata TGR5).

Questi recettori attivano attivano segnali che controllano l’espressione e l’attività dei geni coinvolti, producendo effetti su acidi biliari, metabolismo glucidico e lipidico, dispendio energetico, e, ancora una volta l’infiammazione.

Obiettivo di parte di questi segnali sarebbero soprattutto i tessuto dell’intestino e del fegato, con ripercussioni sulla flora batterica intestinale e sugli acidi biliari.

L’effetto finale di tutta questa “cascata” di effetti potrebbe essere lo sviluppo di malattie anche importanti come l’obesità, il diabete di tipo 2, le dislipidemia e problemi al fegato (fegato grasso o con funzioni alterati anche in soggetti non consumatori di alcolici).

 

Bibliografia:

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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Lievito e malattia di Crohn


Il morbo di Crohn e l’ingestione di lieviti sembrano essere correlate

Lieviti e morbo di Crohn potrebbero essere associati. Un numero crescente di ricerche sembrerebbe associare infatti i due elementi. Più in generale da anni si osserva come un’alimentazione ricca di alcuni alimenti sembrerebbe favorire un progressivo aggravamento della situazione infiammatoria generale. La medicina “allopatica” (quella che cura con i farmaci per capirci) sostiene che queste relazioni “pericolose” non sono documentate in modo chiaro su base scientifica. Eppure gli studi non mancano. Soprattutto per quanto riguarda il rischio di candidosi intestinali e reattività ai lieviti e alle muffe.

Il dr. Michael Greger (www.nutritionFatc.org) ha sottolineato più volte come esista una relazione evidente tra infezioni da candida, reattività ai lieviti e malattie infiammatorie intestinali, malattia di Crohn inclusa. Ma molte ricerche sembrano confermare come sia evidente una risposta anticorpale tra saccharomyces cerevisiae e infiammazione intestinale. Curioso poi il fatto che in uno studio sia stata trovata un’infezione da lieviti del pane in un caso leucemia mieloide acuta.Ovviamente, sarebbe a dir poco demenziale affermare una correlazione certa tra le due cose, ma una riflessione sull’eccesso di lievito nella nostra abituale alimentazione potrebbe forse essere utile.

Al netto di ogni ipotesi individuale e soggettiva potrebbe forse essere arrivato il momento di modulare la quantità di sostanze fermentate e soprattutto zuccheri nella nostra alimentazione quotidiana iniziando magari a ridurre (senza eliminare) la complessiva quantità di lieviti (pane, prodotti da forno, alcolici e molti prodotti confezionati).

         Bibliografia:

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DOMANDE E RISPOSTE: I RIMEDI NATURALI NELLA VESCICA IPERATTIVA


Sapevi che l’olio essenziale di ylang ylang potrebbe aiutarti se soffri di vescica iperattiva?

Da uno studio effettuato in vitro e in vivo da un gruppo di ricercatori (Kim HJ1, Yang HM, Kim DH, Kim HG, Jang WC, Lee YR) è emerso come l’olio essenziale di ylan ylang potrebbe essere utile nel ridurre i sintomi della vescica iperattiva.

Il trattamento farmacologico corrente nella vescica iperattiva comprende la somministrazione di farmaci anticolinergici, ma negli ultimi anni la domanda di nuovi agenti farmacologici è aumentata poiché gli anticolinergici hanno dimostrato avere molti effetti collaterali.

Lo studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12808330) ha confermato gli effetti dell’olio essenziale di ylang-ylang sul rilassamento dei muscoli della vescica urinaria in vitro e in vivo e ne è emerso come esso sia in grado di ridrre notevolmente la contrattilità della vescica.

In effetti l’olio essenziale di ylang ylang vanta una notevole azione ansiolitica e antidepressiva, due disturbi notoriamente collegati alla vescica iperattiva, come documentato un pregresso studio (clicca qui per leggerlo https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Melotti+IG1%2C+Juliato+CR2%2C+Tanaka+M3%2C+Riccetto+CL4).

I ricercatori coreani hanno perfino scoperto che non esisteva differenza statisticamente significativa tra il gruppo trattato solo con l’olio essenziale di ylang ylang e quello trattato con farmaci.

I ricercatori hanno pertanto concluso che l’olio essenziale di ylang ylang possiede un effetto rilassante sulla vescica e potrebbe rappresentare una valida opportunità nel trattamento della vescica iperattiva.

 

Bibliografia:

J Korean Med Sci. 2003 Jun;18(3):409-14.Effects of ylang-ylang essential oil on the relaxation of rat bladder muscle in vitro and white rabbit bladder in vivo.Kim HJ1, Yang HM, Kim DH, Kim HG, Jang WC, Lee YR.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12808330

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Melotti+IG1%2C+Juliato+CR2%2C+Tanaka+M3%2C+Riccetto+CL4

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INFIAMMAZIONE E ACIDI BILIARI


Una ricerca conferma la relazione tra infiammazione, acidi biliari, microbiota intestinale e obesità

 

Esiste una relazione tra acidi biliari, metabolismo degli zuccheri, infiammazione e steatosi epatica (fegato grasso).Lo conferma una ricerca pubblicato nel mese di febbraio 2017 su Gastroenterology (Chávez-Talavera O1Tailleux A1Lefebvre P1Staels B2).

E ancora una volta viene da domandarsi quali problemi producano (nel lungo periodo) alcuni farmaci in grado di danneggiare non solo la parete intestinale (sede del sistema immunitario, lo ricordiamo sempre), ma anche la qualità della bile, essenziale per garantire una corretta digestione.

Se come questa recente ricerca sembra affermare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524) fegato grasso, obesità, resistenza insulinica e infiammazione sono tutte espressione del medesimo problema, allora ha senso utilizzare farmaci sintomatici per “coprire” una reazione infiammatoria che segnala l’esistenza di un problema più profondo (come stress, cibi mal tollerati, virus o infezioni batteriche?).

Non avrebbe invece forse più senso spiegare come alimentarsi a chi soffre di un banale bruciore di stomaco piuttosto che “coprire” un sintomo con una farmaco che inibisce una funzione importantissima come la digestione?

La ricerca citata ha osservato come gli acidi biliari siano “molecole di segnalazione”, che regolano il metabolismo e controllano perfino alcuni processi infiammatori attraverso alcuni recettori (come FXR e una proteina denominata TGR5).

Questi recettori attivano attivano segnali che controllano l’espressione e l’attività dei geni coinvolti, producendo effetti su acidi biliari, metabolismo glucidico e lipidico, dispendio energetico, e, ancora una volta l’infiammazione.

Obiettivo di parte di questi segnali sarebbero soprattutto i tessuto dell’intestino e del fegato, con ripercurssioni sulla flora batterica intestinale e sugli acidi biliari.

L’effetto finale di tutta questa “cascata” di effetti potrebbe essere lo sviluppo di malattie anche importanti come l’obesità, il diabete di tipo 2, le dislipidemia e problemi al fegato (fegato grasso o con funzioni alterati anche in soggetti non consumatori di alcolici).

 

Bibliografia:

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524

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http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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ANTIBIOTICI, INTESTINO E DIABETE 1


Uno studio in modelli animali ipotizza una relazione importante tra flora batterica intestinale e diabete di tipo 1

 

Il microbiota intestinale interagisce con le cellule immunitarie innate e svolge un ruolo importante nel plasmare il sistema immunitario. Molti fattori possono influenzare la composizione del microbiota: la modalità della nascita, la dieta, le infezioni e farmaci (tra cui antibiotici, il cui aumento potrebbe rappresentare in futuro un grande problema http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/28/antibiotici-e-infezioni-quale-futuro/).

Nelle malattie con una eziologia multifattoriale, come nel diabete di tipo 1, la manipolazione e le alterazioni del microbiota in modelli animali hanno dimostrato di influenzare l’incidenza e l’insorgenza della malattia. I microbiota sono una parte importante dell’ambiente interno e la comprensione di come questi batteri interagiscono con le cellule immunitarie innate di generare tolleranza immunitaria potrebbe aprire nuove opportunità per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.Una ricerca recentissima ha studiato la relazione tra diabete di tipo 1 e microbiota dell’intestino (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28188825).

 

 

Bibliografia:

Pharmacol Res. 2017 Feb 7;119:219-226. doi: 10.1016/j.phrs.2017.01.034.Antibiotics, gut microbiota, environment in early life and type 1 diabetes.Hu Y1, Wong FS2, Wen L3.

 

 

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http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

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http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

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CURARE LA DEPRESSIONE, L’ANSIA E L’INSONNIA CON I RIMEDI NATURALI E IL NORDIC WALKING


Nordick walking (o una camminata), iperico, melissa, omega 3 e poco frumento potrebbero aiutare chi soffre di ansia, depressione insonnia.

L’utilizzo di farmaci antidepressivi viene spesso utilizzato (forse talvolta perfino abusato) senza essere affiancato da cambiamenti epigenetici intelligenti. Oltre ai farmaci (rigorosamente prescritti dal medico e mai da assumere in autoprescrizione) può essere utile integrare qualche rimedio naturale come l’iperico, la melissa e i grassi insaturi omega 3, i cui benefici possono perfino superare quelli ottenuti dall’assunzione farmacologica.

Tra gli sporto ricordiamo i benefici enormi del nordic walking, l acamminata nordica, economica e benefica come pochi altri sport.

Questo significa che molte persone che soffrono di depressione potrebbero ridurre i loro disturbi aumentando l’allenamento aerobico e anaerobico. Anche migliorare la qualità del cibo assunto e controllare la glicemia nel sangue in modo corretto abbinando proteine a tutti i pasti, apportando la giusta quantità di fibre e di grassi, soprattutto insaturi (omega 3) potrebbe avere effetti stupefacenti.

Sarebbe buona regola iniziare subito a mettere in movimento chiunque avverta un disturbo a livello depressivo, lavorando non tanto sull’intensità dell’allenamento quanto piuttosto sulla sua frequenza, abbinando attività aerobica ad una anaerobica (come per esempio stretching associato al rafforzamento muscolare come quello con i pesi).

Un’adeguata attività fisica, una giusta integrazione e una sorvegliata prescrizione farmacologica, potrebbe rappresentare il giusto mix per proteggerci dal “male oscuro”.

Ma non solo: nuovi studi confermano l’azione che il nordick walking, la camminata nordica di facile apprendimento e praticabile anche da chi ha problemi articolari alle ginocchia o alle articolazioni, sia in grado di ridurre il dolore nei soggetti che assumono i farmaci inibitori dell’aromatasi (utilizzati per prevenire le recidive tumorali), e di migliorare anche i parametri relativi alla glicemia in quei soggetti che si stanno avviando verso un diabete.

Niente più scuse quindi: non resta che mettere un paio di scarpe da tennis e iniziare a camminare!

 

 

Fonte:

J Phys Ther Sci. 2015 Aug;27(8):2481-5. doi: 10.1589/jpts.27.2481. Epub 2015 Aug 21.The effects of Nordic and general walking on depression disorder patients’ depression, sleep, and body composition.Park SD1, Yu SH2.

 

J Pain Symptom Manage. 2016 Jun 2. pii: S0885-3924(16)30143-9. doi: 10.1016/j.jpainsymman.2016.03.010. Nordic Walking as an Exercise Intervention to Reduce Pain in Women with Aromatase Inhibitor Associated Arthralgia: A Feasibility Study.Fields J1, Richardson A2, Hopkinson J3, Fenlon D2.

 

Blood Coagul Fibrinolysis. 2016 Jun;27(4):467-72. doi: 10.1097/MBC.0000000000000554.The effect of Nordic Walking on joint status, quality of life, physical ability, exercise capacity and pain in adult persons with haemophilia.Salim M1, Brodin E, Spaals-Abrahamsson Y, Berntorp E, Zetterberg E.

 

Clin Interv Aging. 2016 Feb 16;11:149. doi: 10.2147/CIA.S103634. eCollection 2016.Possible effect of decreased insulin resistance on ferritin levels after Nordic Walking training.Ilhan B1, Tufan F1, Bahat G1, Karan MA1.

 

 

J Phys Ther Sci. 2015 Aug;27(8):2453-6. doi: 10.1589/jpts.27.2453. Epub 2015 Aug 21.Effects of Nordic walking on physical functions and depression in frail people aged 70 years and above.Lee HS1, Park JH2.

 

BMC Public Health. 2012 Jan 19;12:50. doi: 10.1186/1471-2458-12-50.Effect of running therapy on depression (EFFORT-D). Design of a randomised controlled trial in adult patients [ISRCTN 1894].Kruisdijk FR1, Hendriksen IJ, Tak EC, Beekman AT, Hopman-Rock M.

 

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UN’ALGA CON UN ESTRATTO VEGETALE POSSONO AIUTARTI CONTRO L’IMPOTENZA SESSUALE


Previeni l’impotenza sessuale con questi rimedi naturali

disfunzione-erettile

 

Da una ricerca effettuata nel 2014 da un gruppo di ricercatori italiani è emersa l’efficacia di una terapia orale con bicyclis alga Ecklonia, Tribulus terrestris e glucosamina oligosaccaride, nella prevenzione dell’impotenza sessuale.

Questi tre rimedi naturali normalmente impiegati per scopi diversi tra loro, non erano mai stati impiegati in modo sinergico nel trattamento del disturbo della disfunzione erettile.

La particolare sinergia dei tre rimedi sembrerebbe molto attiva in qaunto in grado di trattare la causa della disfunzione, l’ipertensione vasale dei soggetti esaminati.

Lo studio è interessante perché questi tre rimedi agirebbero direttamente all’origine del problema anzicchè solo sul sintomo, come invece accade utilizzando i normali e ben noti farmaci contro l’impotenza sessuale.

 

 

 

Fonte:

Biomed Res Int. 2014;2014:121396. doi: 10.1155/2014/121396. Epub 2014 Jul 20.Alga Ecklonia bicyclis, Tribulus terrestris, and glucosamine oligosaccharide improve erectile function, sexual quality of life, and ejaculation function in patients with moderate mild-moderate erectile dysfunction: a prospective, randomized, placebo-controlled, single-blinded study.Sansalone S1Leonardi R2Antonini G3Vitarelli A4Vespasiani G1Basic D5Morgia G6Cimino S6Russo GI6.

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CONTRO IL FEGATO GRASSO PROVA L’ESTRATTO DI RUBUS SUAVISSIMUS


La steatosi epatica, più comunemente nota come “fegato grasso”, è una condizione in cui alcuni grassi si depositano all’interno degli epatociti, le cellule del fegato.

Questa condizione, di per sé non particolarmente pericolosa se momentanea, può rappresentare un terreno fertile per lo sviluppo di condizioni infiammatorie pericolose. Una vita stressata, l’utilizzo di farmaci e soprattutto un’alimentazione sbagliata possono concorrere nello sviluppo di malattie croniche tra le quali anche il tumore e il cancro.

Uno studio cinese ha confrontato un gran numero di estratti vegetali con effetti inibitori sul deposito di grassi nel fegato.

Tra le 98 piante esaminate il Rubus suavissimus S. Lee (Tien-cha o dolce cinese del tè) estratto di foglie, ha mostrato forti effetti inibitori in grado di ridurre il deposito di grassi nel fegato senza influenzare l’aumento di peso corporeo. L’estratto di questo vegetale sembrerebbe in grado di conservare le funzioni del fegato proteggendolo dal deposito di massa grassa senza effetti collaterali.

 

Fonte:

Evid Based Complement Alternat Med. 2016;2016:4282758. doi: 10.1155/2016/4282758. Epub 2016 Jun 26.Identification of Plants That Inhibit Lipid Droplet Formation in Liver Cells: Rubus suavissimus Leaf Extract Protects Mice from High-Fat Diet-Induced Fatty Liver by Directly Affecting Liver Cells.Takahashi T1Sugawara W1Takiguchi Y1Takizawa K1Nakabayashi A1Nakamura M1Nagano-Ito M1Ichikawa S

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UN GRASSO PUO’ AUMENTARE L’AZIONE DEI FARMACI ANTITUMORALI?


Le cellule tumorali potrebbero essere maggiormente aggredibili dai farmaci chemioterapici in presenza di grassi omega 3

 

I grassi omega 3 sono noti per essere importanti portettori del sistema cardiovascolare e del cervello. La loro preziosa azione protettiva deriva dalla loro intensa azione antiinfiammatoria in grado di ridurre il rischio di ossidazione di delicati organi vitali.

Uno dei grassi più noti della famiglia omega 3, è il DHA, che ha confermato in più ricerche indipendenti la sua azione protettiva dei neuroni, le cellule nervose del cervello, dall’invecchiamento.

Si scopre ora che questo grasso potrebbe essere utile per potenziare l’azione di alcuni farmaci chemioterapici, la cui azione tossica è ben nota.

Fonte:

Int J Mol Sci. 2016 Aug 3;17(8). pii: E1257. doi: 10.3390/ijms17081257.Docosahexaenoic Acid Induces Oxidative DNA Damage and Apoptosis, and Enhances the Chemosensitivity of Cancer Cells.Song EA1Kim H2.

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