Tag Archives: farmaci

News

NATUROPATIA E CIALTRONERIA


 

L’11 febbraio 2018 una nota conduttrice televisiva, Nadia Toffa, ha raccontato delle vicissitudini personali che ha attraversato a seguito di una malattia tumorale che l’ha colpita e ha messo in guardia i telespettatori dai cialtroni che promettono di guarire dal cancro senza l’uso di chemioterapia e radioterapia.

Nonostante ciò le recenti notizie riportate dai principali media riportano prepotentemente l’attenzione sulla poca serietà di tante figure losche che infestano ambienti non di loro appartenenza. Non solo si trovano falsi medici ma addirittura naturopati che prescrivono farmaci o che formulano diagnosi senza alcuna qualifica professionale e che si permettono di contraddire le prescrizioni mediche indicando a malati oncologici la sospensione di questa o quella terapia.

In alcuni sventurati casi si tratta addirittura di terapie salvavita.

E’ il caso di alcuni presunti terapeuti della domenica che si professano ora macrobiotici  e domani vegani, sostenendo di poter curare il cancro e molte altre malattie sospendendo anche una chemioterapia o radioterapia.

Si tratta ovviamente di cialtroneria pura e di personaggi pericolosissimi non soltanto per gli sventurati pazienti che si trovano nelle loro mani ma anche per tutta la categoria di persone serie che studiano anni per potersi professionalizzare e lavorare in modo serio e qualificato.

Penso alla recente scomparsa di Stephen Hawking(http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/03/14/addio-a-stephen-hawking-il-primo-sguardo-sui-buchi-neri_6e743e90-3141-4e52-bf4c-ee859f660d71.html) di cui i media stanno dando ampio spazio, un genio assoluto nel mondo della fisica  e al cui il mondo della scienza e della ricerca si inchina da un lato, e dall’altro alle notizie in merito ai decessi causati da falsi professionisti che nulla hanno di scientifico in ciò che professano (http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2018/03/13/cura-il-tumore-al-seno-dal-guru-muore-a-46-anni_0f1897ac-f8c0-47c4-8145-5373ea0b1fa6.html).

Già in passato si era verificati casi analoghi (http://www.ravennanotizie.it/articoli/2017/06/27/prescrive-ricette-per-dimagrire-senza-i-titoli-per-farlo-naturopata-ravennate-scoperto-dai-nas.html) ma stupisce sempre come qualcuno possa ancora ingenuamente cadere nella rete di certi soggetti.

Vorrei pertanto ricordare a chiunque desideri rivolgersi ad un naturopata che alcuni punti fermi devono sempre essere tenuti:

  • Un naturopata SERIO non vende nulla e non produce prodotti in proprio! In farmacia, parafarmacia ed erboristeria potete trovare tutto quello che il Ministero della Salute ha autorizzato alla vendita ed è stata scientificamente dimostrato essere efficace. Laddove non lo sia è obbligo al produttore specificarne la mancanza di prova scientifica;
  • Le tariffe per una consulenza di un naturopata non possono essere troppo elevate. Qualora vi siano richieste esorbitanti diffidate immediatamente di questo professionista;
  • Scappate a gambe levate non appena vi promettono di curare malattie, eliminare farmaci, evitare di confrontarvi con il vostro medico o altre sciocchezze simili. Al naturopata non è permesso (innanzitutto per motivi legali) prescrivere farmaci, indicare terapie sostitutive prescritte dal medico né promettere guarigioni di alcunché. Il naturopata si occupa di suggerire uno stile di vita sano a persone ancora in salute e mai di curare persone malate!
Read More
News

INFIAMMAZIONE E ACIDI BILIARI


Una ricerca conferma la relazione tra infiammazione, acidi biliari, microbiota intestinale e obesità

 

Esiste una relazione tra acidi biliari, metabolismo degli zuccheri, infiammazione e steatosi epatica (fegato grasso).Lo conferma una ricerca pubblicato nel mese di febbraio 2017 su Gastroenterology (Chávez-Talavera OTailleux ALefebvre PStaels B).

E ancora una volta viene da domandarsi quali problemi producano (nel lungo periodo) alcuni farmaci in grado di danneggiare non solo la parete intestinale (sede del sistema immunitario, lo ricordiamo sempre), ma anche la qualità della bile, essenziale per garantire una corretta digestione.

Se come questa recente ricerca sembra affermare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524) fegato grasso, obesità, resistenza insulinica e infiammazione sono tutte espressione del medesimo problema, allora ha senso utilizzare farmaci sintomatici per “coprire” una reazione infiammatoria che segnala l’esistenza di un problema più profondo (come stress, cibi mal tollerati, virus o infezioni batteriche?).

Non avrebbe invece forse piu senso spiegare come alimentarsi a chi soffre di un banale bruciore di stomaco piuttosto che “coprire” un sintomo con una farmaco che inibisce una funzione importantissima come la digestione?

La ricerca citata ha osservato come gli acidi biliari siano “molecole di segnalazione”, che regolano il metabolismo e controllano perfino alcuni processi infiammatori attraverso alcuni recettori (come FXR e una proteina denominata TGR5).

Questi recettori attivano attivano segnali che controllano l’espressione e l’attività dei geni coinvolti, producendo effetti su acidi biliari, metabolismo glucidico e lipidico, dispendio energetico, e, ancora una volta l’infiammazione.

Obiettivo di parte di questi segnali sarebbero soprattutto i tessuto dell’intestino e del fegato, con ripercussioni sulla flora batterica intestinale e sugli acidi biliari.

L’effetto finale di tutta questa “cascata” di effetti potrebbe essere lo sviluppo di malattie anche importanti come l’obesità, il diabete di tipo 2, le dislipidemia e problemi al fegato (fegato grasso o con funzioni alterati anche in soggetti non consumatori di alcolici).

 

Bibliografia:

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

Lievito e malattia di Crohn


Il morbo di Crohn e l’ingestione di lieviti sembrano essere correlate

Lieviti e morbo di Crohn potrebbero essere associati. Un numero crescente di ricerche sembrerebbe associare infatti i due elementi. Più in generale da anni si osserva come un’alimentazione ricca di alcuni alimenti sembrerebbe favorire un progressivo aggravamento della situazione infiammatoria generale. La medicina “allopatica” (quella che cura con i farmaci per capirci) sostiene che queste relazioni “pericolose” non sono documentate in modo chiaro su base scientifica. Eppure gli studi non mancano. Soprattutto per quanto riguarda il rischio di candidosi intestinali e reattività ai lieviti e alle muffe.

Il dr. Michael Greger (www.nutritionFatc.org) ha sottolineato più volte come esista una relazione evidente tra infezioni da candida, reattività ai lieviti e malattie infiammatorie intestinali, malattia di Crohn inclusa. Ma molte ricerche sembrano confermare come sia evidente una risposta anticorpale tra saccharomyces cerevisiae e infiammazione intestinale. Curioso poi il fatto che in uno studio sia stata trovata un’infezione da lieviti del pane in un caso leucemia mieloide acuta.Ovviamente, sarebbe a dir poco demenziale affermare una correlazione certa tra le due cose, ma una riflessione sull’eccesso di lievito nella nostra abituale alimentazione potrebbe forse essere utile.

Al netto di ogni ipotesi individuale e soggettiva potrebbe forse essere arrivato il momento di modulare la quantità di sostanze fermentate e soprattutto zuccheri nella nostra alimentazione quotidiana iniziando magari a ridurre (senza eliminare) la complessiva quantità di lieviti (pane, prodotti da forno, alcolici e molti prodotti confezionati).

         Bibliografia:

Read More
News

DOMANDE E RISPOSTE: I RIMEDI NATURALI NELLA VESCICA IPERATTIVA


Sapevi che l’olio essenziale di ylang ylang potrebbe aiutarti se soffri di vescica iperattiva?

Da uno studio effettuato in vitro e in vivo da un gruppo di ricercatori (Kim HJ1, Yang HM, Kim DH, Kim HG, Jang WC, Lee YR) è emerso come l’olio essenziale di ylan ylang potrebbe essere utile nel ridurre i sintomi della vescica iperattiva.

Il trattamento farmacologico corrente nella vescica iperattiva comprende la somministrazione di farmaci anticolinergici, ma negli ultimi anni la domanda di nuovi agenti farmacologici è aumentata poiché gli anticolinergici hanno dimostrato avere molti effetti collaterali.

Lo studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12808330) ha confermato gli effetti dell’olio essenziale di ylang-ylang sul rilassamento dei muscoli della vescica urinaria in vitro e in vivo e ne è emerso come esso sia in grado di ridrre notevolmente la contrattilità della vescica.

In effetti l’olio essenziale di ylang ylang vanta una notevole azione ansiolitica e antidepressiva, due disturbi notoriamente collegati alla vescica iperattiva, come documentato un pregresso studio (clicca qui per leggerlo https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Melotti+IG1%2C+Juliato+CR2%2C+Tanaka+M3%2C+Riccetto+CL4).

I ricercatori coreani hanno perfino scoperto che non esisteva differenza statisticamente significativa tra il gruppo trattato solo con l’olio essenziale di ylang ylang e quello trattato con farmaci.

I ricercatori hanno pertanto concluso che l’olio essenziale di ylang ylang possiede un effetto rilassante sulla vescica e potrebbe rappresentare una valida opportunità nel trattamento della vescica iperattiva.

 

Bibliografia:

J Korean Med Sci. 2003 Jun;18(3):409-14.Effects of ylang-ylang essential oil on the relaxation of rat bladder muscle in vitro and white rabbit bladder in vivo.Kim HJ1, Yang HM, Kim DH, Kim HG, Jang WC, Lee YR.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12808330

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Melotti+IG1%2C+Juliato+CR2%2C+Tanaka+M3%2C+Riccetto+CL4

Read More
News

INFIAMMAZIONE E ACIDI BILIARI


Una ricerca conferma la relazione tra infiammazione, acidi biliari, microbiota intestinale e obesità

 

Esiste una relazione tra acidi biliari, metabolismo degli zuccheri, infiammazione e steatosi epatica (fegato grasso).Lo conferma una ricerca pubblicato nel mese di febbraio 2017 su Gastroenterology (Chávez-Talavera O1Tailleux A1Lefebvre P1Staels B2).

E ancora una volta viene da domandarsi quali problemi producano (nel lungo periodo) alcuni farmaci in grado di danneggiare non solo la parete intestinale (sede del sistema immunitario, lo ricordiamo sempre), ma anche la qualità della bile, essenziale per garantire una corretta digestione.

Se come questa recente ricerca sembra affermare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524) fegato grasso, obesità, resistenza insulinica e infiammazione sono tutte espressione del medesimo problema, allora ha senso utilizzare farmaci sintomatici per “coprire” una reazione infiammatoria che segnala l’esistenza di un problema più profondo (come stress, cibi mal tollerati, virus o infezioni batteriche?).

Non avrebbe invece forse più senso spiegare come alimentarsi a chi soffre di un banale bruciore di stomaco piuttosto che “coprire” un sintomo con una farmaco che inibisce una funzione importantissima come la digestione?

La ricerca citata ha osservato come gli acidi biliari siano “molecole di segnalazione”, che regolano il metabolismo e controllano perfino alcuni processi infiammatori attraverso alcuni recettori (come FXR e una proteina denominata TGR5).

Questi recettori attivano attivano segnali che controllano l’espressione e l’attività dei geni coinvolti, producendo effetti su acidi biliari, metabolismo glucidico e lipidico, dispendio energetico, e, ancora una volta l’infiammazione.

Obiettivo di parte di questi segnali sarebbero soprattutto i tessuto dell’intestino e del fegato, con ripercurssioni sulla flora batterica intestinale e sugli acidi biliari.

L’effetto finale di tutta questa “cascata” di effetti potrebbe essere lo sviluppo di malattie anche importanti come l’obesità, il diabete di tipo 2, le dislipidemia e problemi al fegato (fegato grasso o con funzioni alterati anche in soggetti non consumatori di alcolici).

 

Bibliografia:

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

ANTIBIOTICI, INTESTINO E DIABETE 1


Uno studio in modelli animali ipotizza una relazione importante tra flora batterica intestinale e diabete di tipo 1

 

Il microbiota intestinale interagisce con le cellule immunitarie innate e svolge un ruolo importante nel plasmare il sistema immunitario. Molti fattori possono influenzare la composizione del microbiota: la modalità della nascita, la dieta, le infezioni e farmaci (tra cui antibiotici, il cui aumento potrebbe rappresentare in futuro un grande problema http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/28/antibiotici-e-infezioni-quale-futuro/).

Nelle malattie con una eziologia multifattoriale, come nel diabete di tipo 1, la manipolazione e le alterazioni del microbiota in modelli animali hanno dimostrato di influenzare l’incidenza e l’insorgenza della malattia. I microbiota sono una parte importante dell’ambiente interno e la comprensione di come questi batteri interagiscono con le cellule immunitarie innate di generare tolleranza immunitaria potrebbe aprire nuove opportunità per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.Una ricerca recentissima ha studiato la relazione tra diabete di tipo 1 e microbiota dell’intestino (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28188825).

 

 

Bibliografia:

Pharmacol Res. 2017 Feb 7;119:219-226. doi: 10.1016/j.phrs.2017.01.034.Antibiotics, gut microbiota, environment in early life and type 1 diabetes.Hu Y1, Wong FS2, Wen L3.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor  e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

CURARE LA DEPRESSIONE, L’ANSIA E L’INSONNIA CON I RIMEDI NATURALI E IL NORDIC WALKING


Nordick walking (o una camminata), iperico, melissa, omega 3 e poco frumento potrebbero aiutare chi soffre di ansia, depressione insonnia.

L’utilizzo di farmaci antidepressivi viene spesso utilizzato (forse talvolta perfino abusato) senza essere affiancato da cambiamenti epigenetici intelligenti. Oltre ai farmaci (rigorosamente prescritti dal medico e mai da assumere in autoprescrizione) può essere utile integrare qualche rimedio naturale come l’iperico, la melissa e i grassi insaturi omega 3, i cui benefici possono perfino superare quelli ottenuti dall’assunzione farmacologica.

Tra gli sporto ricordiamo i benefici enormi del nordic walking, l acamminata nordica, economica e benefica come pochi altri sport.

Questo significa che molte persone che soffrono di depressione potrebbero ridurre i loro disturbi aumentando l’allenamento aerobico e anaerobico. Anche migliorare la qualità del cibo assunto e controllare la glicemia nel sangue in modo corretto abbinando proteine a tutti i pasti, apportando la giusta quantità di fibre e di grassi, soprattutto insaturi (omega 3) potrebbe avere effetti stupefacenti.

Sarebbe buona regola iniziare subito a mettere in movimento chiunque avverta un disturbo a livello depressivo, lavorando non tanto sull’intensità dell’allenamento quanto piuttosto sulla sua frequenza, abbinando attività aerobica ad una anaerobica (come per esempio stretching associato al rafforzamento muscolare come quello con i pesi).

Un’adeguata attività fisica, una giusta integrazione e una sorvegliata prescrizione farmacologica, potrebbe rappresentare il giusto mix per proteggerci dal “male oscuro”.

Ma non solo: nuovi studi confermano l’azione che il nordick walking, la camminata nordica di facile apprendimento e praticabile anche da chi ha problemi articolari alle ginocchia o alle articolazioni, sia in grado di ridurre il dolore nei soggetti che assumono i farmaci inibitori dell’aromatasi (utilizzati per prevenire le recidive tumorali), e di migliorare anche i parametri relativi alla glicemia in quei soggetti che si stanno avviando verso un diabete.

Niente più scuse quindi: non resta che mettere un paio di scarpe da tennis e iniziare a camminare!

 

 

Fonte:

J Phys Ther Sci. 2015 Aug;27(8):2481-5. doi: 10.1589/jpts.27.2481. Epub 2015 Aug 21.The effects of Nordic and general walking on depression disorder patients’ depression, sleep, and body composition.Park SD1, Yu SH2.

 

J Pain Symptom Manage. 2016 Jun 2. pii: S0885-3924(16)30143-9. doi: 10.1016/j.jpainsymman.2016.03.010. Nordic Walking as an Exercise Intervention to Reduce Pain in Women with Aromatase Inhibitor Associated Arthralgia: A Feasibility Study.Fields J1, Richardson A2, Hopkinson J3, Fenlon D2.

 

Blood Coagul Fibrinolysis. 2016 Jun;27(4):467-72. doi: 10.1097/MBC.0000000000000554.The effect of Nordic Walking on joint status, quality of life, physical ability, exercise capacity and pain in adult persons with haemophilia.Salim M1, Brodin E, Spaals-Abrahamsson Y, Berntorp E, Zetterberg E.

 

Clin Interv Aging. 2016 Feb 16;11:149. doi: 10.2147/CIA.S103634. eCollection 2016.Possible effect of decreased insulin resistance on ferritin levels after Nordic Walking training.Ilhan B1, Tufan F1, Bahat G1, Karan MA1.

 

 

J Phys Ther Sci. 2015 Aug;27(8):2453-6. doi: 10.1589/jpts.27.2453. Epub 2015 Aug 21.Effects of Nordic walking on physical functions and depression in frail people aged 70 years and above.Lee HS1, Park JH2.

 

BMC Public Health. 2012 Jan 19;12:50. doi: 10.1186/1471-2458-12-50.Effect of running therapy on depression (EFFORT-D). Design of a randomised controlled trial in adult patients [ISRCTN 1894].Kruisdijk FR1, Hendriksen IJ, Tak EC, Beekman AT, Hopman-Rock M.

 

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

Read More
News

UN’ALGA CON UN ESTRATTO VEGETALE POSSONO AIUTARTI CONTRO L’IMPOTENZA SESSUALE


Previeni l’impotenza sessuale con questi rimedi naturali

disfunzione-erettile

 

Da una ricerca effettuata nel 2014 da un gruppo di ricercatori italiani è emersa l’efficacia di una terapia orale con bicyclis alga Ecklonia, Tribulus terrestris e glucosamina oligosaccaride, nella prevenzione dell’impotenza sessuale.

Questi tre rimedi naturali normalmente impiegati per scopi diversi tra loro, non erano mai stati impiegati in modo sinergico nel trattamento del disturbo della disfunzione erettile.

La particolare sinergia dei tre rimedi sembrerebbe molto attiva in qaunto in grado di trattare la causa della disfunzione, l’ipertensione vasale dei soggetti esaminati.

Lo studio è interessante perché questi tre rimedi agirebbero direttamente all’origine del problema anzicchè solo sul sintomo, come invece accade utilizzando i normali e ben noti farmaci contro l’impotenza sessuale.

 

 

 

Fonte:

Biomed Res Int. 2014;2014:121396. doi: 10.1155/2014/121396. Epub 2014 Jul 20.Alga Ecklonia bicyclis, Tribulus terrestris, and glucosamine oligosaccharide improve erectile function, sexual quality of life, and ejaculation function in patients with moderate mild-moderate erectile dysfunction: a prospective, randomized, placebo-controlled, single-blinded study.Sansalone S1Leonardi R2Antonini G3Vitarelli A4Vespasiani G1Basic D5Morgia G6Cimino S6Russo GI6.

Read More
News

CONTRO IL FEGATO GRASSO PROVA L’ESTRATTO DI RUBUS SUAVISSIMUS


La steatosi epatica, più comunemente nota come “fegato grasso”, è una condizione in cui alcuni grassi si depositano all’interno degli epatociti, le cellule del fegato.

Questa condizione, di per sé non particolarmente pericolosa se momentanea, può rappresentare un terreno fertile per lo sviluppo di condizioni infiammatorie pericolose. Una vita stressata, l’utilizzo di farmaci e soprattutto un’alimentazione sbagliata possono concorrere nello sviluppo di malattie croniche tra le quali anche il tumore e il cancro.

Uno studio cinese ha confrontato un gran numero di estratti vegetali con effetti inibitori sul deposito di grassi nel fegato.

Tra le 98 piante esaminate il Rubus suavissimus S. Lee (Tien-cha o dolce cinese del tè) estratto di foglie, ha mostrato forti effetti inibitori in grado di ridurre il deposito di grassi nel fegato senza influenzare l’aumento di peso corporeo. L’estratto di questo vegetale sembrerebbe in grado di conservare le funzioni del fegato proteggendolo dal deposito di massa grassa senza effetti collaterali.

 

Fonte:

Evid Based Complement Alternat Med. 2016;2016:4282758. doi: 10.1155/2016/4282758. Epub 2016 Jun 26.Identification of Plants That Inhibit Lipid Droplet Formation in Liver Cells: Rubus suavissimus Leaf Extract Protects Mice from High-Fat Diet-Induced Fatty Liver by Directly Affecting Liver Cells.Takahashi T1Sugawara W1Takiguchi Y1Takizawa K1Nakabayashi A1Nakamura M1Nagano-Ito M1Ichikawa S

Read More
News

UN GRASSO PUO’ AUMENTARE L’AZIONE DEI FARMACI ANTITUMORALI?


Le cellule tumorali potrebbero essere maggiormente aggredibili dai farmaci chemioterapici in presenza di grassi omega 3

 

I grassi omega 3 sono noti per essere importanti portettori del sistema cardiovascolare e del cervello. La loro preziosa azione protettiva deriva dalla loro intensa azione antiinfiammatoria in grado di ridurre il rischio di ossidazione di delicati organi vitali.

Uno dei grassi più noti della famiglia omega 3, è il DHA, che ha confermato in più ricerche indipendenti la sua azione protettiva dei neuroni, le cellule nervose del cervello, dall’invecchiamento.

Si scopre ora che questo grasso potrebbe essere utile per potenziare l’azione di alcuni farmaci chemioterapici, la cui azione tossica è ben nota.

Fonte:

Int J Mol Sci. 2016 Aug 3;17(8). pii: E1257. doi: 10.3390/ijms17081257.Docosahexaenoic Acid Induces Oxidative DNA Damage and Apoptosis, and Enhances the Chemosensitivity of Cancer Cells.Song EA1Kim H2.

Read More
News

LE STRAORDINARIE PROPRIETA’ DELLA CURCUMA E I SUOI LIMITI: IN LEDA CLINIC A BERGAMO L’INTEGRAZIONE E’ DI CASA


curcuma

La curcuma è una delle più straordinarie sostanze naturali La quantità di pubblicazioni scientifiche che ne hanno dimostrato l’azione terapeutica è semplicemente sbalorditiva. Questa spezia vanta un’azione antinfiammatoria che ha pochi simili. La sua più importante azione è su base antiinfiammatoria ed è in grado di interferire favorevolmente con lo sviluppo di una quantità impressionante di malattie cronico degenerative.

La curcuma contiene 3 sostanze importanti denominati curcuminoidi: la curcumina, la dimetossicurcumina e la bisdimetossicurcumina. Queste tre molecole sono in grado di garantire un’azione antinfiammatoria potentissima e aumentano la capacità antiossidante di altre molecole, hanno azioni anti-angiogeniche e immunomodulatrici.
La curcuma si è dimostrata particolarmente efficace nel trattamento di alcune patologie importanti (come la poliartrite reumatoide) tradizionalmente trattate con farmaci antinfiammatori ricchi di effetti collaterali.

La sua azione farmacologica è in grado di sovrapporsi ad altri farmaci antinfiammatori perché è in grado di inibire sia il fattore di trascrizione NF-kB che il TNF-alfa, due importanti componenti dei processi infiammatori. La curcuma è totalmente priva di effetti collaterali e anche dosaggi molto alti non è in grado di produrre reazioni avverse. Può essere particolarmente utile per le articolazioni, le cartilagini e i tendini e non irrita la mucosa gastrointestinale (che va sempre ricordato va protetta sempre con la massima attenzione, al contrario di quello che invece fanno molti farmaci antiinfiammatori).

I pazienti che utilizzano la curcuma hanno mostrato dopo 8 settimane effetti davvero notevoli sui dolori articolari (molto simili a quelli ottenuti utilizzando un farmaco celebre, il diclofenac ma senza averne appunto gli effetti collaterali).

Inoltre anche rispetto ad un altro principio attivo farmacologico molto noto (ibuprofene)  è stata in grado di produrre effetti significativi riducendo l’infiammazione e il dolore nell’osteoartrosi del ginocchio.

Il problema principale però rimane sempre quello del suo assorbimento e della sua biodisponibilità: questa preziosa spezia infatti è molto difficilmente assorbibile dall’organismo e può essere maggiormente assorbita associandola al pepe nero (controindicato però nei soggetti che soffrono di infiammazioni gastrointestinali). Non a caso il curry, molto utilizzato in India infatti, può essere estremamente utile per proteggere il cervello dalla malattia di Alzheimer ed altre malattie neurodegenerative, ma non può essere utilizzato in soggetti con disturbi gastrointestinali, gastrite, reflusso gastroesofageo ed ernia iatale.

Occorre pertanto pensare a degli strumenti  (o a delle vie alternative) per poter migliorare l’assorbimento senza l’utilizzo del pepe nero.

Alcune aziende in questo momento sono riuscite ad estrarne i principi attivi e a formulare degli integratori alimentari a base di curcuma senza l’utilizzo del pepe nero attraverso la tecnologia e ne hanno notevolmente migliorato l’assorbimento “aggirando” il problema della biodisponibilità.

Oggi la curcuma è pertanto possibile assumerla sia in forma sia di integratore che di alimento anche per le persone colpite da disturbi gastrici e da infiammazioni stagionali all’apparato gastrointestinale.

Quello che cerchiamo di fare in Leda clinic a Bergamo (o nello studio di Milano di via Ponte Seveso presso idee sane) è proprio questo: integrare le conoscenze in tema di terapie naturali con i farmaci (prescritti rigorosamente dai medici, e non certo dai naturopati come il sottoscritto)

Bibliografia:

J Food Sci. 2016 May 26. doi: 10.1111/1750-3841.13348. Choleretic Activity of Turmeric and its Active Ingredients.Wang Y1,2,3Wang L1,3Zhu X2Wang D1Li X1.

 

Toxicol Appl Pharmacol. 2016 May 18. pii: S0041-008X(16)30117-X. doi: 10.1016/j.taap.2016.05.011.Curcumin rescues high fat diet-induced obesity and insulin sensitivity in mice through regulating SREBP pathway.Ding L1Li J1Song B2Xiao X2Zhang B1Qi M1Huang W3Yang L4Wang Z5.

 

Phytother Res. 2016 May 6. doi: 10.1002/ptr.5621. Dietary Supplementation of Ginger and Turmeric Rhizomes Modulates Platelets Ectonucleotidase and Adenosine Deaminase Activities in Normotensive and Hypertensive Rats.Akinyemi AJ1,2,3Thomé GR3Morsch VM3Bottari NB3Baldissarelli J3de Oliveira LS3Goularte JF4Belló-Klein A4Oboh G1Schetinger MR3.

 

Sci Pharm. 2016 Feb 14;84(1):131-40. doi: 10.3797/scipharm.ISP.2015.05. eCollection 2016.In Vitro Study on Antihypertensive and Antihypercholesterolemic Effects of a Curcumin Nanoemulsion.Rachmawati H1Soraya IS2Kurniati NF2Rahma A1.

 

Open Rheumatol J. 2014 Oct 17;8:77-81. doi: 10.2174/1874312901408010077. eCollection 2014.A new curcuma extract (flexofytol®) in osteoarthritis: results from a belgian real-life experience.Appelboom T1Maes N2Albert A3.

 

Altern Ther Health Med. 2014 Winter;20 Suppl 1:32-7.A complex of three natural anti-inflammatory agents provides relief of osteoarthritis pain.Conrozier TMathieu PBonjean MMarc JFRenevier JLBalblanc JC.

 

Springerplus. 2013 Dec;2(1):56. doi: 10.1186/2193-1801-2-56. Epub 2013 Feb 18.Curcumin: a new paradigm and therapeutic opportunity for the treatment of osteoarthritis: curcumin for osteoarthritis management.Henrotin Y1Priem FMobasheri A.

 

Inflammopharmacology. 2013 Apr;21(2):129-36. doi: 10.1007/s10787-012-0163-3. Epub 2012 Dec 16.Safety and efficacy of Curcuma longa extract in the treatment of painful knee osteoarthritis: a randomized placebo-controlled trial.Madhu K1Chanda KSaji MJ.

 

Clin Ter. 2011;162(3):201-7.Anti-inflammatory effect of Curcuma longa (turmeric) on collagen-induced arthritis: an anatomico-radiological study.Taty Anna K1Elvy Suhana MRDas SFaizah OHamzaini AH.

 

J Agric Food Chem. 2010 Jan 27;58(2):842-9. doi: 10.1021/jf9027206.Anti-arthritic effects and toxicity of the essential oils of turmeric (Curcuma longa L.).Funk JL1Frye JBOyarzo JNZhang HTimmermann BN.

 

 

Arthritis Rheum. 2006 Nov;54(11):3452-64.Efficacy and mechanism of action of turmeric supplements in the treatment of experimental arthritis.

Funk JL1Frye JBOyarzo JNKuscuoglu NWilson JMcCaffrey GStafford GChen GLantz RCJolad SDSólyom AMKiela PRTimmermann BN.

 

 

Zhongguo Zhong Xi Yi Jie He Za Zhi. 2015 Feb;35(2):216-21.[Curcuma wenyujin Diterpenoid compound C fought against gastric cancer: an experimental study].

Jin HFLu BDai JFSheng GQ.

 

Front Chem. 2014 Dec 23;2:113. doi: 10.3389/fchem.2014.00113. eCollection 2014.Farmer to pharmacist: curcumin as an anti-invasive and antimetastatic agent for the treatment of cancer.Bandyopadhyay D1.

 

Ayu. 2014 Apr;35(2):191-7. doi: 10.4103/0974-8520.146251.The evaluation of anti-ulcerogenic effect of rhizome starch of two source plants of Tugaksheeree (Curcumaangustifolia Roxb. and Maranta arundinacea Linn.) on pyloric ligated rats.Rajashekhara N1Ashok BK2Sharma PP3Ravishankar B4.

 

Oncol Rep. 2014 Dec;32(6):2635-47. doi: 10.3892/or.2014.3490. Epub 2014 Sep 17.Anticancer effects of β-elemene in gastric cancer cells and its potential underlying proteins: a proteomic study.Liu JS1He SC1Zhang ZL1Chen R1Fan L1Qiu GL1Chang S1Li L1Che XM1.

Read More
News

IL GINSENG E L’ELEUTEROCOCCO: UNA MEDICINA SIA IN ONCOLOGIA CHE PER LO STRESS, LA MEMORIA E GLI ESAMI


ginseng-641890_960_720

Il Ginseng è molto noto per la sua azione adattogena e antifatica. Si tratta di una pianta molto preziosa e utilissima per sostenere impegni stressanti ed è largamente utilizzata dai manager o più in generale da persone sottoposte a eccessivi orari lavorativi o impegni professionali. Controindicato in chi soffre di herpes per la sua elevata presenza di arginina, l’eleuterococco è una pianta eccezionale che può essere utilizzata sia dagli uomini che dalle donne. Per gli uomini è più indicato il Panax ginseng mentre per le donne è preferibile l’eleuterococco (noto anche come ginseng siberiano). La differenza tra i vari tipi di ginseng sta nella diversa concentrazione di ginsonidi, i principi attivi che determinano le azioni curative dell’estratto. Si tratta di una pianta ricchissima di vitamine, minerali e aminoacidi utilissimi per favorire le funzioni a livello cognitivo (come la colina, la vitamina C e il germanio, un potente minerale dalle grandiose azioni ossigenanti i tessuti).

Il ginseng contiene anche oligoelementi e minerali (come il magnesio, lo zolfo e il manganese, utilissimo quest’ultimo nella stanchezza cronica) e grassi polinsaturi. Il ginseng è inoltre molto ricco di isoflavoni tra cui campesterolo e beta-sitosterolo. Proprio a quest’ultima sostanza sarebbero ascrivibili azioni protettive e antiossidanti della prostata in grado di ridurre l’incidenza di alcuni tumori.

La straordinaria sinergia e concentrazione di principi attivi del ginseng lo rende particolarmente utile per favorire l’assorbimento del glucosio e ottimizzare la respirazione cellulare e la funzione cerebrale. Esso è in grado di ridurre lo stress migliorando il rendimento fisico e mentale. Protegge il sistema immunitario e aiuta a superare i momenti di sovraccarico fisico e mentale e si è dimostrato anche molto utile per modulare la risposta endocrinologica generale dopo periodi più o meno lunghi di terapie ormonali e farmacologiche.

La sua azione adattogena si sviluppa anche nei confronti delle ghiandole surrenali, le ghiandole che producono l’ormone dello stress, il cortisolo, aiutando l’organismo adattarsi più facilmente in condizioni estreme.

Sempre grazie a questa moltiplicità straordinaria di principi attivi è in grado di migliorare tutte quelle situazioni nelle quali l’eccessivo contenuto di grassi nel sangue può portare a d un maggior rischio cardiovascolare e può anche essere particolarmente prezioso nel trattamento dei disturbi depressivi migliorando la reattività in quei soggetti che sottoposti a stress eccessivi faticano a ritrovare serenità ed equilibrio psico-emotivo.

E’ un estratto vegetale particolarmente utile per supportare i malati di tumore sottoposti a chemioterapia e radioterapia, terapie che inducono spesso stanchezza e spossatezza. Recenti studi ne hanno dimostrato la sua utilità in oncologia (in caso di tumore al seno), ma anche per la depressione, l’ipertrofia cardiaca, il trattamento e la prevenzione delle metastasi al colon-retto.

Questo prezioso estratto è tuttavia controindicato qualora si utilizzino farmaci anticoagulanti (come il cumadin). In tutti i casi in cui si usino anticoagulanti occorre infatti una specifica supervisione e autorizzazione del medico prima si rivolgersi alla fitoterapia.

Bibliografia:

Nat Prod Commun. 2014 Sep;9(9):1303-6.Anti-proliferation effect on human breast cancer cells via inhibition of pRb phosphorylation by taiwanin E isolated from Eleutherococcus trifoliatus.Wang HCTseng YHWu HRChu FHKuo YHWang SY.

 

Asian Pac J Cancer Prev. 2015;16(11):4781-6.Proliferative and Inhibitory Activity of Siberian ginseng (Eleutherococcus senticosus) Extract on Cancer Cell Lines; A-549, XWLC-05, HCT-116, CNE and Beas-2b.Cichello SA1Yao QDowell ALeury BHe XQ.

 

Psychiatr Pol. 2015 May-Jun;49(3):435-53. doi: 10.12740/PP/29367.Natural products of relevance in the prevention and supportive treatment of depression.Muszyńska B1Łojewski M1Rojowski J2Opoka W2Sułkowska-Ziaja K1.

 

J Ginseng Res. 2016 Apr;40(2):160-8. doi: 10.1016/j.jgr.2015.07.003. Epub 2015 Jul 18.Black ginseng extract ameliorates hypercholesterolemia in rats.Saba E1Jeon BR1Jeong DH1Lee K2Goo YK3Kim SH4Sung CK5Roh SS6Kim SD7Kim HK5Rhee MH1.

 

J Ginseng Res. 2016 Apr;40(2):169-75. doi: 10.1016/j.jgr.2015.07.004. Epub 2015 Jul 18.Protective effect of Korean Red Ginseng against chemotherapeutic drug-induced premature catagen development assessed with human hair follicle organ culture model.Keum DI1Pi LQ2Hwang ST3Lee WS1.

 

Am J Transl Res. 2016 Apr 15;8(4):1708-18. eCollection 2016.The antitumor activity study of ginsenosides and metabolites in lung cancer cell.Xu FY1Shang WQ2Yu JJ2Sun Q3Li MQ4Sun JS5.

 

J Cardiovasc Pharmacol. 2016 May 14. Inhibition of TNF-α-mediated NF-κB activation by Ginsenoside Rg1 contributes the attenuation of cardiac hypertrophy induced by abdominal aorta coarctation.Tang F1Lu MYu LWang QMei MXu CHan RHu JWang HZhang Y.

 

Am J Chin Med. 2016 May 24:1-20.Effects of Panax notoginseng on the Metastasis of Human Colorectal Cancer Cells.Hsieh SL1Hsieh S2Kuo YH1Wang JJ3Wang JC4Wu CC5.

 

Immunol Invest. 2016 May 25:1-11.Suppression of MAPKs/NF-κB Activation Induces Intestinal Anti-Inflammatory Action of Ginsenoside Rf in HT-29 and RAW264.7 Cells.Ahn S1Siddiqi MH2Aceituno VC1Simu SY2Yang DC1,2.

 

Read More
1 2