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ANSIA, SEROTONINA E OLIO ESSENZIALE DI GERANIO


L’olio essenziale di geranio combatte l’ansia e scaccia gli insetti

Il geranio è un genere di piante suffrutescenti perenni la cui provenienza sembra essere dell’Africa.

APPLICAZIONI DELL’OLIO ESSENZIALE DI GERANIO

In naturopatia il geranio (Pelargonium roseum Willd) viene usualmente impiegato a scopo cosmetico per la sua azione riequilibrante la pelle nonostante il suo raggio di impiego sia davvero ampio. Non ultima la sua azione ben nota come insettifugo.

In aromaterapia l’olio essenziale di geranio è stato spesso suggerito per le sue attività ansiolitiche e antidepressive

IL MECCANISMO FARMACOLOGICO

A livello farmacologico per la cura dell’ansia vengono abitualmente prescritti alcuni farmaci inibitori del GABA (acido gamma ammino buttirico) la cui efficacia è largamente provata ma i cui effetti collaterali sono altretanto noti (tra cui il rischio di assuefazione).

Alcuni ricercatori (Abouhosseini Tabari M, Hajizadeh Moghaddam A, Maggi F, Benelli G) hanno valutato se i sistemi dei recettori coinvolti (5-HT1A e GABA).

IL CONTENUTO DELL’OLIO ESSENZIALE DI GERANIO

Dall’olio essenziale di geranio sono stati estratti alcuni principi attivi (alcoli monoterpeni citronellolo e geraniolo) che sembrerebbero essere i responsabili dei risultati emersi dallo studio. L’olio essenziale di geranio ha confermato una importante azione ansioliticae potrebbe pertanto essere impiegato nel trattamento dei disturbi d’ansia.

Fonte:

Phytother Res. 2018 Feb 22. doi: 10.1002/ptr.6038.Anxiolytic and antidepressant activities of Pelargonium roseum essential oil on Swiss albino mice: Possible involvement of serotonergic transmission. Abouhosseini Tabari M, Hajizadeh Moghaddam A, Maggi F, Benelli G

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http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/15/aromaterapia-in-cucina-ovvero-come-trasformare-il-cibo-in-farmaco-preventivo/

http://www.vladimirocolombi.it/2018/03/19/soffri-di-ansia-o-depressione-prova-laromaterapia/

http://www.vladimirocolombi.it/2018/02/23/aromaterapia-e-invecchiamento/

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OLI ESSENZIALI E TUMORI TRA NANOPARTICELLE E MICROEMULSIONI


Gli oli essenziali potrebbero rappresentare un potenziale supporto contro il cancro

Gli oli essenziali sono estratti vegetali volatili naturali che hanno diverse attività biologiche tra cui potenziali antiproliferativi. Alcuni ricercatori (Abd-Rabou A Edris AE) hanno studiato le potenziali attività antiproliferative di sei oli essenziali contro alcune linee di cellule tumorali. Gli oli essenziali inclusi includevano: maggiorana (Origanum majorana), curcuma (Curcuma longa), basilico dolce (Ocimum basillicum), boccioli di chiodi di garofano (Syzygium aromaticum), geranio (plargonium graviolenis) e cumino nero (Nigella sativa).

I risultati hanno indicato che alcuni oli essenziali potrebbero rappresentare un potenziale valido supporto futuro contro il cancro. In particolar modo l’olio essenziale di geranio sembrerebbe essere il più attivo contro le linee cellulari tumorali, seguito dall’olio essenziale di basilico e dall’ olio essenziale di maggiorana.

La formulazione di queste oli essenziali in microemulsioni ha portato allo sviluppo di nanoparticelle aventi dimensione media delle particelle da 10,7nm a 18,0 nm a seconda del tipo di olio essenziale.

I ricercatori hanno concluso che gli oli essenziali con le loro microemulsioni potrebbero potenzialmente essere utilizzate come coadiuvanti naturali dei farmaci antitumorali.

Fonte:

Curr Clin Pharmacol. 2018 Jan 10. doi: 10.2174/1574884713666180110144336. Evaluation of the Antiproliferative Activity of Some Nanoparticulate Essential Oils Formulated in Microemulsion on Selected Human Carcinoma Cell Lines.Abd-Rabou A Edris AE

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INFIAMMAZIONE DA CIBO E SPORT


Il consumo degli alimenti sbagliati può condizionare le performance sportive

 

 

Spesso non ci si pensa ma alimentarsi abitualmente con alimenti che non si tollerano può produrre importanti effetti negativi, anche a livello di prestazione sportiva.

Infatti la presenza di infiammazioni secondarie all’assunzione di cibi non tollerati può portare nel tempo alla riduzione delle performance sportive. Anche i processi allergici possono aggravarsi quando siamo soliti consumare alimenti che non tolleriamo.

In tal senso si ricordi che in presenza di allergie (anche comuni) uno dei farmaci più usati (e ahimé talvolta abusati) è il cortisone, la cui efficacia è assolutamente dimostrata ma la cui azione immusoppressiva e demuscolante è nota. Oltre a questa azione negativa sul muscolo il cortisone aumenta in modo considerevole la ritenzione idrica alla quale si accompagna anche una consistente perdita di potassio.

In conseguenza di ciò anche il deposito di grasso viscerale può aumentare significativamente con ricadute sfavorevoli sulla salute (non a caso l’aumento di massa grassa viscerale è legata ad uno statistico aumento di cancro, ictus e infarto).

Controllare gli alimenti mal tollerati significa ridurre o addirittura in alcuni casi eliminare l’utilizzo di un farmaco pericoloso come il cortisone e recuperare contemporaneamente benessere e performance sportiva.

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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NATUROPATIA E CIALTRONERIA


 

L’11 febbraio 2018 una nota conduttrice televisiva, Nadia Toffa, ha raccontato delle vicissitudini personali che ha attraversato a seguito di una malattia tumorale che l’ha colpita e ha messo in guardia i telespettatori dai cialtroni che promettono di guarire dal cancro senza l’uso di chemioterapia e radioterapia.

Nonostante ciò le recenti notizie riportate dai principali media riportano prepotentemente l’attenzione sulla poca serietà di tante figure losche che infestano ambienti non di loro appartenenza. Non solo si trovano falsi medici ma addirittura naturopati che prescrivono farmaci o che formulano diagnosi senza alcuna qualifica professionale e che si permettono di contraddire le prescrizioni mediche indicando a malati oncologici la sospensione di questa o quella terapia.

In alcuni sventurati casi si tratta addirittura di terapie salvavita.

E’ il caso di alcuni presunti terapeuti della domenica che si professano ora macrobiotici  e domani vegani, sostenendo di poter curare il cancro e molte altre malattie sospendendo anche una chemioterapia o radioterapia.

Si tratta ovviamente di cialtroneria pura e di personaggi pericolosissimi non soltanto per gli sventurati pazienti che si trovano nelle loro mani ma anche per tutta la categoria di persone serie che studiano anni per potersi professionalizzare e lavorare in modo serio e qualificato.

Penso alla recente scomparsa di Stephen Hawking(http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/03/14/addio-a-stephen-hawking-il-primo-sguardo-sui-buchi-neri_6e743e90-3141-4e52-bf4c-ee859f660d71.html) di cui i media stanno dando ampio spazio, un genio assoluto nel mondo della fisica  e al cui il mondo della scienza e della ricerca si inchina da un lato, e dall’altro alle notizie in merito ai decessi causati da falsi professionisti che nulla hanno di scientifico in ciò che professano (http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2018/03/13/cura-il-tumore-al-seno-dal-guru-muore-a-46-anni_0f1897ac-f8c0-47c4-8145-5373ea0b1fa6.html).

Già in passato si era verificati casi analoghi (http://www.ravennanotizie.it/articoli/2017/06/27/prescrive-ricette-per-dimagrire-senza-i-titoli-per-farlo-naturopata-ravennate-scoperto-dai-nas.html) ma stupisce sempre come qualcuno possa ancora ingenuamente cadere nella rete di certi soggetti.

Vorrei pertanto ricordare a chiunque desideri rivolgersi ad un naturopata che alcuni punti fermi devono sempre essere tenuti:

  • Un naturopata SERIO non vende nulla e non produce prodotti in proprio! In farmacia, parafarmacia ed erboristeria potete trovare tutto quello che il Ministero della Salute ha autorizzato alla vendita ed è stata scientificamente dimostrato essere efficace. Laddove non lo sia è obbligo al produttore specificarne la mancanza di prova scientifica;
  • Le tariffe per una consulenza di un naturopata non possono essere troppo elevate. Qualora vi siano richieste esorbitanti diffidate immediatamente di questo professionista;
  • Scappate a gambe levate non appena vi promettono di curare malattie, eliminare farmaci, evitare di confrontarvi con il vostro medico o altre sciocchezze simili. Al naturopata non è permesso (innanzitutto per motivi legali) prescrivere farmaci, indicare terapie sostitutive prescritte dal medico né promettere guarigioni di alcunché. Il naturopata si occupa di suggerire uno stile di vita sano a persone ancora in salute e mai di curare persone malate!
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INFIAMMAZIONE E ACIDI BILIARI


Una ricerca conferma la relazione tra infiammazione, acidi biliari, microbiota intestinale e obesità

 

Esiste una relazione tra acidi biliari, metabolismo degli zuccheri, infiammazione e steatosi epatica (fegato grasso).Lo conferma una ricerca pubblicato nel mese di febbraio 2017 su Gastroenterology (Chávez-Talavera OTailleux ALefebvre PStaels B).

E ancora una volta viene da domandarsi quali problemi producano (nel lungo periodo) alcuni farmaci in grado di danneggiare non solo la parete intestinale (sede del sistema immunitario, lo ricordiamo sempre), ma anche la qualità della bile, essenziale per garantire una corretta digestione.

Se come questa recente ricerca sembra affermare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524) fegato grasso, obesità, resistenza insulinica e infiammazione sono tutte espressione del medesimo problema, allora ha senso utilizzare farmaci sintomatici per “coprire” una reazione infiammatoria che segnala l’esistenza di un problema più profondo (come stress, cibi mal tollerati, virus o infezioni batteriche?).

Non avrebbe invece forse piu senso spiegare come alimentarsi a chi soffre di un banale bruciore di stomaco piuttosto che “coprire” un sintomo con una farmaco che inibisce una funzione importantissima come la digestione?

La ricerca citata ha osservato come gli acidi biliari siano “molecole di segnalazione”, che regolano il metabolismo e controllano perfino alcuni processi infiammatori attraverso alcuni recettori (come FXR e una proteina denominata TGR5).

Questi recettori attivano attivano segnali che controllano l’espressione e l’attività dei geni coinvolti, producendo effetti su acidi biliari, metabolismo glucidico e lipidico, dispendio energetico, e, ancora una volta l’infiammazione.

Obiettivo di parte di questi segnali sarebbero soprattutto i tessuto dell’intestino e del fegato, con ripercussioni sulla flora batterica intestinale e sugli acidi biliari.

L’effetto finale di tutta questa “cascata” di effetti potrebbe essere lo sviluppo di malattie anche importanti come l’obesità, il diabete di tipo 2, le dislipidemia e problemi al fegato (fegato grasso o con funzioni alterati anche in soggetti non consumatori di alcolici).

 

Bibliografia:

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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INFIAMMAZIONE E ACIDI BILIARI


Una ricerca conferma la relazione tra infiammazione, acidi biliari, microbiota intestinale e obesità

 

Esiste una relazione tra acidi biliari, metabolismo degli zuccheri, infiammazione e steatosi epatica (fegato grasso).Lo conferma una ricerca pubblicato nel mese di febbraio 2017 su Gastroenterology (Chávez-Talavera O1Tailleux A1Lefebvre P1Staels B2).

E ancora una volta viene da domandarsi quali problemi producano (nel lungo periodo) alcuni farmaci in grado di danneggiare non solo la parete intestinale (sede del sistema immunitario, lo ricordiamo sempre), ma anche la qualità della bile, essenziale per garantire una corretta digestione.

Se come questa recente ricerca sembra affermare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524) fegato grasso, obesità, resistenza insulinica e infiammazione sono tutte espressione del medesimo problema, allora ha senso utilizzare farmaci sintomatici per “coprire” una reazione infiammatoria che segnala l’esistenza di un problema più profondo (come stress, cibi mal tollerati, virus o infezioni batteriche?).

Non avrebbe invece forse più senso spiegare come alimentarsi a chi soffre di un banale bruciore di stomaco piuttosto che “coprire” un sintomo con una farmaco che inibisce una funzione importantissima come la digestione?

La ricerca citata ha osservato come gli acidi biliari siano “molecole di segnalazione”, che regolano il metabolismo e controllano perfino alcuni processi infiammatori attraverso alcuni recettori (come FXR e una proteina denominata TGR5).

Questi recettori attivano attivano segnali che controllano l’espressione e l’attività dei geni coinvolti, producendo effetti su acidi biliari, metabolismo glucidico e lipidico, dispendio energetico, e, ancora una volta l’infiammazione.

Obiettivo di parte di questi segnali sarebbero soprattutto i tessuto dell’intestino e del fegato, con ripercurssioni sulla flora batterica intestinale e sugli acidi biliari.

L’effetto finale di tutta questa “cascata” di effetti potrebbe essere lo sviluppo di malattie anche importanti come l’obesità, il diabete di tipo 2, le dislipidemia e problemi al fegato (fegato grasso o con funzioni alterati anche in soggetti non consumatori di alcolici).

 

Bibliografia:

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

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ANTIBIOTICI, INTESTINO E DIABETE 1


Uno studio in modelli animali ipotizza una relazione importante tra flora batterica intestinale e diabete di tipo 1

 

Il microbiota intestinale interagisce con le cellule immunitarie innate e svolge un ruolo importante nel plasmare il sistema immunitario. Molti fattori possono influenzare la composizione del microbiota: la modalità della nascita, la dieta, le infezioni e farmaci (tra cui antibiotici, il cui aumento potrebbe rappresentare in futuro un grande problema http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/28/antibiotici-e-infezioni-quale-futuro/).

Nelle malattie con una eziologia multifattoriale, come nel diabete di tipo 1, la manipolazione e le alterazioni del microbiota in modelli animali hanno dimostrato di influenzare l’incidenza e l’insorgenza della malattia. I microbiota sono una parte importante dell’ambiente interno e la comprensione di come questi batteri interagiscono con le cellule immunitarie innate di generare tolleranza immunitaria potrebbe aprire nuove opportunità per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.Una ricerca recentissima ha studiato la relazione tra diabete di tipo 1 e microbiota dell’intestino (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28188825).

 

 

Bibliografia:

Pharmacol Res. 2017 Feb 7;119:219-226. doi: 10.1016/j.phrs.2017.01.034.Antibiotics, gut microbiota, environment in early life and type 1 diabetes.Hu Y1, Wong FS2, Wen L3.

 

 

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UN’ALGA CON UN ESTRATTO VEGETALE POSSONO AIUTARTI CONTRO L’IMPOTENZA SESSUALE


Previeni l’impotenza sessuale con questi rimedi naturali

disfunzione-erettile

 

Da una ricerca effettuata nel 2014 da un gruppo di ricercatori italiani è emersa l’efficacia di una terapia orale con bicyclis alga Ecklonia, Tribulus terrestris e glucosamina oligosaccaride, nella prevenzione dell’impotenza sessuale.

Questi tre rimedi naturali normalmente impiegati per scopi diversi tra loro, non erano mai stati impiegati in modo sinergico nel trattamento del disturbo della disfunzione erettile.

La particolare sinergia dei tre rimedi sembrerebbe molto attiva in qaunto in grado di trattare la causa della disfunzione, l’ipertensione vasale dei soggetti esaminati.

Lo studio è interessante perché questi tre rimedi agirebbero direttamente all’origine del problema anzicchè solo sul sintomo, come invece accade utilizzando i normali e ben noti farmaci contro l’impotenza sessuale.

 

 

 

Fonte:

Biomed Res Int. 2014;2014:121396. doi: 10.1155/2014/121396. Epub 2014 Jul 20.Alga Ecklonia bicyclis, Tribulus terrestris, and glucosamine oligosaccharide improve erectile function, sexual quality of life, and ejaculation function in patients with moderate mild-moderate erectile dysfunction: a prospective, randomized, placebo-controlled, single-blinded study.Sansalone S1Leonardi R2Antonini G3Vitarelli A4Vespasiani G1Basic D5Morgia G6Cimino S6Russo GI6.

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CONTRO IL FEGATO GRASSO PROVA L’ESTRATTO DI RUBUS SUAVISSIMUS


La steatosi epatica, più comunemente nota come “fegato grasso”, è una condizione in cui alcuni grassi si depositano all’interno degli epatociti, le cellule del fegato.

Questa condizione, di per sé non particolarmente pericolosa se momentanea, può rappresentare un terreno fertile per lo sviluppo di condizioni infiammatorie pericolose. Una vita stressata, l’utilizzo di farmaci e soprattutto un’alimentazione sbagliata possono concorrere nello sviluppo di malattie croniche tra le quali anche il tumore e il cancro.

Uno studio cinese ha confrontato un gran numero di estratti vegetali con effetti inibitori sul deposito di grassi nel fegato.

Tra le 98 piante esaminate il Rubus suavissimus S. Lee (Tien-cha o dolce cinese del tè) estratto di foglie, ha mostrato forti effetti inibitori in grado di ridurre il deposito di grassi nel fegato senza influenzare l’aumento di peso corporeo. L’estratto di questo vegetale sembrerebbe in grado di conservare le funzioni del fegato proteggendolo dal deposito di massa grassa senza effetti collaterali.

 

Fonte:

Evid Based Complement Alternat Med. 2016;2016:4282758. doi: 10.1155/2016/4282758. Epub 2016 Jun 26.Identification of Plants That Inhibit Lipid Droplet Formation in Liver Cells: Rubus suavissimus Leaf Extract Protects Mice from High-Fat Diet-Induced Fatty Liver by Directly Affecting Liver Cells.Takahashi T1Sugawara W1Takiguchi Y1Takizawa K1Nakabayashi A1Nakamura M1Nagano-Ito M1Ichikawa S

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LE STRAORDINARIE PROPRIETA’ DELLA CURCUMA E I SUOI LIMITI: IN LEDA CLINIC A BERGAMO L’INTEGRAZIONE E’ DI CASA


curcuma

La curcuma è una delle più straordinarie sostanze naturali La quantità di pubblicazioni scientifiche che ne hanno dimostrato l’azione terapeutica è semplicemente sbalorditiva. Questa spezia vanta un’azione antinfiammatoria che ha pochi simili. La sua più importante azione è su base antiinfiammatoria ed è in grado di interferire favorevolmente con lo sviluppo di una quantità impressionante di malattie cronico degenerative.

La curcuma contiene 3 sostanze importanti denominati curcuminoidi: la curcumina, la dimetossicurcumina e la bisdimetossicurcumina. Queste tre molecole sono in grado di garantire un’azione antinfiammatoria potentissima e aumentano la capacità antiossidante di altre molecole, hanno azioni anti-angiogeniche e immunomodulatrici.
La curcuma si è dimostrata particolarmente efficace nel trattamento di alcune patologie importanti (come la poliartrite reumatoide) tradizionalmente trattate con farmaci antinfiammatori ricchi di effetti collaterali.

La sua azione farmacologica è in grado di sovrapporsi ad altri farmaci antinfiammatori perché è in grado di inibire sia il fattore di trascrizione NF-kB che il TNF-alfa, due importanti componenti dei processi infiammatori. La curcuma è totalmente priva di effetti collaterali e anche dosaggi molto alti non è in grado di produrre reazioni avverse. Può essere particolarmente utile per le articolazioni, le cartilagini e i tendini e non irrita la mucosa gastrointestinale (che va sempre ricordato va protetta sempre con la massima attenzione, al contrario di quello che invece fanno molti farmaci antiinfiammatori).

I pazienti che utilizzano la curcuma hanno mostrato dopo 8 settimane effetti davvero notevoli sui dolori articolari (molto simili a quelli ottenuti utilizzando un farmaco celebre, il diclofenac ma senza averne appunto gli effetti collaterali).

Inoltre anche rispetto ad un altro principio attivo farmacologico molto noto (ibuprofene)  è stata in grado di produrre effetti significativi riducendo l’infiammazione e il dolore nell’osteoartrosi del ginocchio.

Il problema principale però rimane sempre quello del suo assorbimento e della sua biodisponibilità: questa preziosa spezia infatti è molto difficilmente assorbibile dall’organismo e può essere maggiormente assorbita associandola al pepe nero (controindicato però nei soggetti che soffrono di infiammazioni gastrointestinali). Non a caso il curry, molto utilizzato in India infatti, può essere estremamente utile per proteggere il cervello dalla malattia di Alzheimer ed altre malattie neurodegenerative, ma non può essere utilizzato in soggetti con disturbi gastrointestinali, gastrite, reflusso gastroesofageo ed ernia iatale.

Occorre pertanto pensare a degli strumenti  (o a delle vie alternative) per poter migliorare l’assorbimento senza l’utilizzo del pepe nero.

Alcune aziende in questo momento sono riuscite ad estrarne i principi attivi e a formulare degli integratori alimentari a base di curcuma senza l’utilizzo del pepe nero attraverso la tecnologia e ne hanno notevolmente migliorato l’assorbimento “aggirando” il problema della biodisponibilità.

Oggi la curcuma è pertanto possibile assumerla sia in forma sia di integratore che di alimento anche per le persone colpite da disturbi gastrici e da infiammazioni stagionali all’apparato gastrointestinale.

Quello che cerchiamo di fare in Leda clinic a Bergamo (o nello studio di Milano di via Ponte Seveso presso idee sane) è proprio questo: integrare le conoscenze in tema di terapie naturali con i farmaci (prescritti rigorosamente dai medici, e non certo dai naturopati come il sottoscritto)

Bibliografia:

J Food Sci. 2016 May 26. doi: 10.1111/1750-3841.13348. Choleretic Activity of Turmeric and its Active Ingredients.Wang Y1,2,3Wang L1,3Zhu X2Wang D1Li X1.

 

Toxicol Appl Pharmacol. 2016 May 18. pii: S0041-008X(16)30117-X. doi: 10.1016/j.taap.2016.05.011.Curcumin rescues high fat diet-induced obesity and insulin sensitivity in mice through regulating SREBP pathway.Ding L1Li J1Song B2Xiao X2Zhang B1Qi M1Huang W3Yang L4Wang Z5.

 

Phytother Res. 2016 May 6. doi: 10.1002/ptr.5621. Dietary Supplementation of Ginger and Turmeric Rhizomes Modulates Platelets Ectonucleotidase and Adenosine Deaminase Activities in Normotensive and Hypertensive Rats.Akinyemi AJ1,2,3Thomé GR3Morsch VM3Bottari NB3Baldissarelli J3de Oliveira LS3Goularte JF4Belló-Klein A4Oboh G1Schetinger MR3.

 

Sci Pharm. 2016 Feb 14;84(1):131-40. doi: 10.3797/scipharm.ISP.2015.05. eCollection 2016.In Vitro Study on Antihypertensive and Antihypercholesterolemic Effects of a Curcumin Nanoemulsion.Rachmawati H1Soraya IS2Kurniati NF2Rahma A1.

 

Open Rheumatol J. 2014 Oct 17;8:77-81. doi: 10.2174/1874312901408010077. eCollection 2014.A new curcuma extract (flexofytol®) in osteoarthritis: results from a belgian real-life experience.Appelboom T1Maes N2Albert A3.

 

Altern Ther Health Med. 2014 Winter;20 Suppl 1:32-7.A complex of three natural anti-inflammatory agents provides relief of osteoarthritis pain.Conrozier TMathieu PBonjean MMarc JFRenevier JLBalblanc JC.

 

Springerplus. 2013 Dec;2(1):56. doi: 10.1186/2193-1801-2-56. Epub 2013 Feb 18.Curcumin: a new paradigm and therapeutic opportunity for the treatment of osteoarthritis: curcumin for osteoarthritis management.Henrotin Y1Priem FMobasheri A.

 

Inflammopharmacology. 2013 Apr;21(2):129-36. doi: 10.1007/s10787-012-0163-3. Epub 2012 Dec 16.Safety and efficacy of Curcuma longa extract in the treatment of painful knee osteoarthritis: a randomized placebo-controlled trial.Madhu K1Chanda KSaji MJ.

 

Clin Ter. 2011;162(3):201-7.Anti-inflammatory effect of Curcuma longa (turmeric) on collagen-induced arthritis: an anatomico-radiological study.Taty Anna K1Elvy Suhana MRDas SFaizah OHamzaini AH.

 

J Agric Food Chem. 2010 Jan 27;58(2):842-9. doi: 10.1021/jf9027206.Anti-arthritic effects and toxicity of the essential oils of turmeric (Curcuma longa L.).Funk JL1Frye JBOyarzo JNZhang HTimmermann BN.

 

 

Arthritis Rheum. 2006 Nov;54(11):3452-64.Efficacy and mechanism of action of turmeric supplements in the treatment of experimental arthritis.

Funk JL1Frye JBOyarzo JNKuscuoglu NWilson JMcCaffrey GStafford GChen GLantz RCJolad SDSólyom AMKiela PRTimmermann BN.

 

 

Zhongguo Zhong Xi Yi Jie He Za Zhi. 2015 Feb;35(2):216-21.[Curcuma wenyujin Diterpenoid compound C fought against gastric cancer: an experimental study].

Jin HFLu BDai JFSheng GQ.

 

Front Chem. 2014 Dec 23;2:113. doi: 10.3389/fchem.2014.00113. eCollection 2014.Farmer to pharmacist: curcumin as an anti-invasive and antimetastatic agent for the treatment of cancer.Bandyopadhyay D1.

 

Ayu. 2014 Apr;35(2):191-7. doi: 10.4103/0974-8520.146251.The evaluation of anti-ulcerogenic effect of rhizome starch of two source plants of Tugaksheeree (Curcumaangustifolia Roxb. and Maranta arundinacea Linn.) on pyloric ligated rats.Rajashekhara N1Ashok BK2Sharma PP3Ravishankar B4.

 

Oncol Rep. 2014 Dec;32(6):2635-47. doi: 10.3892/or.2014.3490. Epub 2014 Sep 17.Anticancer effects of β-elemene in gastric cancer cells and its potential underlying proteins: a proteomic study.Liu JS1He SC1Zhang ZL1Chen R1Fan L1Qiu GL1Chang S1Li L1Che XM1.

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SCOTTATURE, INSOLAZIONI ED ERITEMI SOLARI: IN LEDA CLINIC A BERGAMO VI DICIAMO COME PROTEGGERSI DAL CALDO E DAL SOLE


sole

 

Esistono diversi rimedi naturali in grado di proteggere la nostra pelle dagli incidenti che il sole può causare durante l’estate. Oltre ad un’adeguata protezione solare (che deve essere ovviamente appropriata e individualizzata in base alle caratteristiche della pelle) la natura offre importanti rimedi per proteggere la pelle e prevenire scottature solari, eritemi solari e infiammazioni dermatologiche. Il picnogenolo, il coenzima Q10 e i carotenoidi sono i tre rimedi sicuramente più importanti che dobbiamo ricordare di tenere a portata di mano nelle settimane precedenti all’esposizione solare. Il primo. Il picnogenolo, è una sostanza naturale che si estrae dal pino marittimo e che ha una grande azione protettiva sia a livello venoso che dermatologico. E’ un grande antiossidante che protegge i capillari e contemporaneamente riduce il rischio di eritemi solari in soggetti predisposti.vladimiro colombi telecolor

Il secondo rimedio è il coenzima Q10. Molto utilizzato in  cardiologia e a livello nervoso per proteggere dall’invecchiamento il sistema cardiovascolare e il cervello il coenzima Q10 ha dimostrato di ridurre in modo significativo il rischio di eritemi solari.

Infine il terzo rimedio da non dimenticare è rappresentato da un adeguato apporto di carotenoidi. L’’integrazione di carotenoidi, siano essi presi da estratti e succhi vegetali (possibilmente fatti in casa) che da integrazione appropriata, le carote (e tutti i vegetali rossi e arancioni) contengono concentrazioni importanti di queste preziose sostanze in grado di proteggere la pelle dalle scottature solari e di ridurre il rischio di danni. Recenti ricerche hanno evidenziato come queste sostanze potrebbero essere utili anche in caso di acne, carcinoma, dermatite atopica e diabete. Sotto quest’ultimo aspetto vale la pena ricordare che lo studio ha evidenziato un’azione piuttosto prossima alla metformina, uno dei farmaci più prescritti per il diabete.

Va infine ricordato che un idratazione della pelle passa anche da un’integrazione e un’alimentazione intelligente di grassi, tanto utili per mantenere un buon film idro-lipidico della pelle.

In tal senso l’utilizzo a scopo alimentare di alcuni oli biologici dalle notorie proprietà idratanti e nutrienti va sempre tenuto in considerazione (come per esempio l’olio extra vergine di oliva oppure l’olio di canapa o l’olio di avocado).

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ANTIBIOTICI E INFEZIONI: QUALE FUTURO?


antibioticiIl problema dell’antibiotico-resistenza è noto ormai alla stragrande maggioranza della popolazione. Purtroppo l’eccessivo utilizzo di antibiotici (non solo a scopo terapeutico ma anche nell’ambito dell’industria alimentare) sta rendendo sempre più difficile riuscire ad attaccare e vincere infezioni batteriche di varia origine.

Diventa pertanto essenziale trovare una strada alternativa. Alcuni ricercatori americani se ne stanno occupando e hanno pensato di utilizzare il sistema immunitario stesso per aggredire i batteri oramai diventati farmaco-resistenti o antibiotico-resistenti.

Kary Mullis, un ricercatore americano, ha pensato di inserire un gene nei batteri patogeni per renderli “riconoscibili” al nostro sistema immunitario. In pratica l’idea è quella di smascherare il batterio facendolo un pasto appetitoso per i nostri globuli bianchi che nel momento in cui lo vedono lo aggrediscono e lo fagocitano.

La strada sembrerebbe essere quello in buona sostanza di utilizzare le nostre stesse difese immunitarie interne piuttosto che affidarsi continuamente a farmaci esterni al corpo. Riducendo l’utilizzo di farmaci “esterni” oltre a evitare la riduzione degli effetti collaterali di molti farmaci potremmo forse abbattere le infezioni senza danneggiare la flora batterica intestinale.

Si tratta di un autentico cambio di prospettiva che potrebbe portare ad una svolta radicale.

Ancora una volta potrebbe essere l’esempio di come le risorse migliori e più potenti sono dentro il nostro corpo (e non fuori).

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