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DOMANDE E RISPOSTE: I RIMEDI NATURALI PER LA PRESSIONE BASSA


Paola mi scrive per sapere cosa si può fare per sopportare il caldo intenso con i suoi problemi di pressione bassa e stanchezza.

Gentilissima Paola la stagione calda con la sua afa può essere molto fastidiosa e difficile da sopportare, soprattutto per chi soffre di pressione bassa, stanchezza, crampi e formicolii.

Mentre per i disturbi relativi all’ipertensione (pressione alta) esistono molti rimedi naturali più o meno noti (come olivo, biancospino, magnesio, aglio), in caso di ipotensione (pressione bassa) le possibilità di favorire una regolazione della pressione arteriosa sono meno note.

Alcuni rimedi naturali però possono rivelarsi estremamente utili a questo scopo.

Il castagno e la salvia per esempio favoriscono una regolazione dei livelli di pressione, mentre il fieno greco e la fumaria hanno un’azione tonico-ricostituente in grado di favorire l’aumento dell’energia, riducendo quindi i tipici sintomi legati alla pressione bassa (stanchezza, debolezza, capogiri etc…etc…). Altri due rimedi importanti nella pressione bassa sono il timo e il rosmarino, la cui azione astringente e antinfiammatoria favorisce l’innalzamento dei livelli pressori senza interferire sulla produzione di cortisolo, l’ormone dello stress.

Anche la quercia ha un’azione vasocostrittrice e pertanto può essere impiegata nei casi di pressione bassa associata a stanchezza e affaticamento. La quercia trova particolare indicazione nelle persone anziane che avvertono una cronica stanchezza e che si sentono “sfibrate”.

Meno noto invece è l’abrotano, la cui azione vasocostrittrice (e al contempo stimolante e tonica) è in grado di regolare la pressione quando le temperature salgono troppo nel corso dell’estate.

Ultimo ma non per importanza da menzionare è il rosmarinus officinalis (del quale ho parlato in articoli precedenti http://www.vladimirocolombi.it/tag/rosmarinus-officinalis/) la cui azione tonica e ricostituente è ben documentata e lo rende particolarmente idoneo per proteggersi dalla stanchezza e dalla pressione bassa.

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ANSIA E STRESS DA RIENTRO FERIE? QUALCHE SUGGERIMENTO……


Ansia e stress da rientro ferie possono essere gestite con walnut, melissa, ficus carica e rodiola rosea

Al termine del meritato periodo feriale estivo, quando si torna dalle ferie e si riprendono i ritmi che quotidianamente nel corso dell’anno lavorativo dobbiamo mantenere, può diventare un problema “ingranare la marcia giusta” e riprendere il passo abituale.

Vediamo come gestire in modo intelligente questa fase.

Può sembrare banale ma la prima cosa da non fare è iniziare immediatamente a correre ammassando impegni continui. Cortisolo e adrenalina, i due ormoni dello stress, devono riprendere la loro maggior produzione con gradualità. In caso contrario si rischia di esserne “innondati” con le ben note conseguenze tipiche che conosciamo tutti: ansia, insonnia (se non quando autentico panico per il sovrapporsi di impegni pressanti).

Una seconda cosa da ricordare è quella di creare momenti di recupero per se stessi, anche brevi. Una semplice pausa ogni 2 o 3 ore di pochi minuti nella quali si inspira e respira profondamente riduce gli ormoni dello stress in modo scientificamente provato. Non a caso la meditazione, lo yoga e molte altre tecniche ci insegnano l’importanza del respiro.

Nel mondo della naturopatia esistono poi molti rimedi naturali in grado di favorire questo passaggio.

Ciò detto, qualora questi semplici (ma efficaci) strategie non fossero sufficienti possiamo ricorrere ad alcuni rimedi naturali che la naturopatia mette a disposizione.

Tra i fiori di bach ricordiamo “walnut”, il fiore del cambiamento, ideale per sostenere a livello psico-emotivo l’energia. Quattro gocce sub-linguali più volte al giorno aiutare nel processo di adattamento senza dare fastidiosi effetti collaterali.

In caso di stanchezza o di cattivo umore può essere utile utilizzare dei rimedi naturali per sostenere le ghiandole surrenali.

Tra essi ricordiamo la Rhodiola rosea e l’eleuterococco, in grado di rifornire le ghiandole surrenali di energia e “regolarle” ai nuovi ritmi.

Se invece sono lo stomaco, l’intestino o più in generale l’apparato gastrointestinale in generale a farsi sentire, vale la pena ricorrere ad alcuni gemmoderivati.

Il rimedio “Ficus carica” risulta essere preziosissimo per tutti i disturbi gastro-intestinali legati a condizioni di stress e ansia. Assumerne alcune gocce la mattina e la sera può aiutare notevolmente nel ridurre i tipici disagi del cambio di stagione.

Vale infine sempre ricordare la ben nota melissa, uno dei migliori rimedi vegetali per modulare la risposta allo stress e all’ansia con ripercussioni gastro-intestinale (come colite, gastrite su base spastica)

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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DOMANDE E RISPOSTE: POTENZIA LA MEMORIA E DIMINUISCI LO STRESS E L’ANSIA CON QUESTI RIMEDI NATURALI


 

La fosfatidilserina e la melissa potrebbero essere di aiuto per aumentare la concentrazione e la memoria

Spesso l’ansia può produrre effetti dirompenti a livello mentale. Cattiva concentrazione e deficit mnemonici possono dipendere proprio da una condizione ansiosa non gestita correttamente.

Oltre ovviamente ad impostare le dovute terapie secondo indicazione dei professionisti competenti, come per esempio una corretta psicoterapia, una moderata (e imprescinbile) attività fisica (di cui ho avuto modo di parlare in un articolo precedente visionabile cliccando qui http://www.vladimirocolombi.it/tag/ansia/) per alcune persone alcuni rimedi naturali possono essere di grande aiuto. Oggi spiegheremo brevemente come la fosfatidilserina e la melissa potrebbero essere molto utili per migliorare i problemi di concentrazione, memoria nei soggetti colpiti da ansia, sindrome da iperattività e stress.

La melissa è forse uno dei più noti fitoterapici usati nei disturbi ansiosi.

Utlissima anche per la protezione dell’endotelio vasale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27920820), questa preziosa pianta entrata far parte di una ricetta formulata da alcuni religiosi per riparare “l’acqua di melissa” che insieme all’”acqua di lavanda” ha costituito uno dei caposaldi della tradizione fitoterapeutica nei monasteri.

Dalla melissa è possibile estrarre un idroalcolico in gocce che può essere facilmente reperito in qualsiasi erboristeria, parafarmacia o farmacia per aumentare la concentrazione mentale nelle persone e soprattutto negli studenti che soffrono di sindrome da iperattività e nelle quali l’attenzione tende a calare quando vengono sottoposte a stress prolungati o intensi.
La melissa può essere consumata anche in compresse. Molte aziende oggi formulano prodotti a base di estratti vegetali per i disturbi d’ansia combinando alcune miscele tra cui appunto la melissa. Essa può essere anche molto utile per favorire il controllo dei problemi di gastrite e di reflusso gastroesofageo in tutte quelle persone che sottoposte a stress intensi tendono a somatizzare a livello gastrointestinale la tensione emotiva.In tal senso l’estratto di melissa si è rivelato estremamente prezioso soprattutto se abbinato al macerato glicerinato di fico. Dalla pianta di fico (Ficus carica) si ottiene un prezioso rimedio per le somatizzazioni viscerali nei soggetti ansiosi.
Invece meno nota è la fosfatidilserina, un fosfolipide che costituisce le membrane cellulari.

Si tratta di una molecola che è composta da due grassi legate ad una molecola di glicerolo in grado di migliorare le facoltà mnemoniche e cognitive. Essa è in grado di favorire la permeabilità cellulare necessaria a garantire il nutrimento delle cellule nervose e al contempo l’espulsione delle sostanze tossiche. La fosfatidilserina è particolarmente importante soprattutto nell’anziano ma ha un’azione importante anche nel soggetto giovane sia in caso di sovrallenamento che in caso di sovraffaticamento mentale. Grazie la sua azione ansiolitica è in grado di migliorare la memoria e ridurre la secrezione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Come sappiamo il cortisolo, noto anche come “ormone dello stress” è quasi sempre prodotto in eccessiva quantità quando ci sono condizioni di particolare tensione a livello nervoso o emotivo. Questa sostanza è in grado di controllarne la produzione proteggendo il sistema nervoso da situazioni di eccessivo affaticamento.

La fosfatidilserina è anche in grado di migliorare le performance sportive e ridurre il senso di stanchezza nei soggetti che si sottopongono ad allenamenti con pesi o nei maratoneti. In questi casi l’assunzione di questo fosfolipide è consigliata prima dell’allenamento.

In generale sia nei soggetti giovani che adulti la fosfatidilserina ha dimostrato di essere in grado di migliorare la sensazione di lucidità mentale e favorire la produzione di energia.

Bibliografia:

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Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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IL VINO ROSSO NELLA PROFILASSI DELL’INVECCHIAMENTO E LA PROTEZIONE DEL CUORE?


                                  

glass-of-red-vineUno dei luoghi comuni più ricorrenti è quello secondo il quale bere qualche bicchiere di vino rosso al giorno, soprattutto in prossimità dei pasti, avrebbe un’azione cardioprotettiva e salutare per l’intero organismo.

Tale convinzione deriva dalla non totalmente falsa idea secondo la quale il vino conterrebbe alcune sostanze antiossidanti molto potenti importanti per la prevenzione di numerose malattie.

La verità è che il vino contiene si alcune molecole importanti per la nostra salute (con particolare riguardo alla quercitina e al resveratrolo) ma è altresì vero che l’alcol è in grado di produrre un danno, benchè minimo, a qualsiasi dosaggio.

Numerose ricerche hanno quindi concluso che il quantitativo massimo di vino utilizzabile giornalmente per un individuo sano dovrebbe non essere superiore al bicchiere quotidiano.

Oltre questo dosaggio sembrerebbe che i benefici apportati dalla quercetina e dal resveratrolo diminuiscano e vengono largamente compensati dai danni che l’alcool produce sull’intero organismo. Vanno invece rigorosamente smentiti alcuni falsi miti in merito alle proprietà curative dall’alcol secondo le quali aiuterebbe la digestione, sarebbe idratante e dissetante d’estate e darebbe “calore” ed “energia” nelle stagioni fredde.

Inoltre l’alcol non avrebbe alcuna azione protettiva contro le infezioni. Al contrario di quanto ipotizzato da taluni, le infezioni potrebbero invece perfino avere maggiore facilità di diffusione a causa dell’azione deprimente sul sistema immunitario dell’alcool stesso.

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DOMANDE E RISPOSTE: ALLENAMENTO PRIMA O DOPO I PASTI?


 

 

domandeUna lettrice mi scrive per chiedere se l’attività fisica va pratica prima o dopo aver mangiato.

Ebbene, l’attività fisica va rigorosamente praticata a stomaco vuoto, allo scopo di evitare sia un rallentamento della digestione che una riduzione della perdita di massa grassa nel corso dell’allenamento stesso.

Va ricordato infatti che da un lato nel corso della digestione il sangue si sposta verso lo stomaco (e li deve restare per il tempo necessario senza essere distratto verso i muscoli che vengono coinvolti durante l’allenamento), mentre d’altra parte non va mai dimenticato che il nostro organismo “divora” zuccheri nel corso di un allenamento. Se lo riforniamo di zuccheri prima della partenza lui userà questi ultimi (e non i grassi scortati) per produrre energia.
Allenarsi sempre quindi, ma stomaco vuoto!
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Plastica, petrolio, salute e alimentazione (sana): report e milena gabanelli ci ricordano cose importanti….


plasticaLa plastica (e il petrolio dalla quale deriva) ha sicuramente modificato la nostra vita. Se ci guardiamo intorno quasi tutto quello che ci circonda sembra in qualche modo riportarci alla plastica.

Tuttavia un recente studio effettuato alla George Washington University riporta alla ribalta i pericoli che gli ftalati contenuti nella plastica stessa potrebbero far correre ai grandi consumatori di prodotti confezionati. Queste sostanze infatti possono favorire uno “sbilanciamento” del rapporto estrogeni-progesterone in favore dei primi anche nell’uomo, incrementando pertanto non solo la perdita di alcuni caratteri maschili nell’uomo (femminizzazione) ma predisponendo anche potenzialmente all’insorgenza di alcuni tumori.

Nella puntata di report andata in onda su rai 3 il giorno 17/4/2016 la conduttrice milena gabanelli ha spiegato (in modo come sempre esaustivo) l’importanza di un’alimentazione di qualità, ma ha anche dedicato ampio spazio all’impatto positivo sull’ambiente che un consumo energetico intelligente potrebbe produrre.

In questo senso la plastica (e il petrolio, suo progenitore) si pone sicuramente come un trade-union tra i due temi: il cibo (confezionato) da un lato e l’energia dall’altra. Vale infatti la pena ricordare che la plastica deriva dal petrolio.

I fast food sono sotto la lente da anni per la presenza in essi di grassi idrogenati, colpevoli di aumentare tumori, obesità e colesterolo. E con essi il lavoro degli oncologi. Forse da oggi abbiamo un nemico in più da combattere: i contenitori alimentari in plastica.

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