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I BENEFICI DELL’AROMATERAPIA: UNA NUOVA RICERCA AMERICANA


Gli oli essenziali possono fortemente aumentare la sensazione di benessere percepito nei pazienti

Dieci ospedali del Minnesota e nel Wisconsin occidentale hanno sperimentato gli effetti dell’aromaterapia.

L’aromaterapia è stata utilizzata direttamente dagli infermieri che operavano nei reparti nel tentativo di dare ristoro ai pazienti sofferenti con dolore o in stato di ansia o con problemi di nausea.

 

La ricerca è stata effettuata arruolando oltre 10.000 pazienti, prevalentemente di sesso femminile ed a tutti i pazienti sono stati somministrati oli essenziali attraverso inalazione.

Tra gli oli essenziali somministrati la lavanda aveva la più alta frequenza assoluta (49,5%) seguita da zenzero (21,2%), maggiorana dolce (12,3%), mandarino (9,4%) e oli combinati (7,6%).

Di tutti gli oli essenziali la maggiorana ha comportato il maggior beneficio mentre la lavanda e la maggiorana hanno prodotto risultati leggermente inferiori.

L’olio essenziale con la maggior efficacia contro la nausea è stato quello di zenzero.
Al termine dello studio gli operatori sanitari hanno osservato complessivamente che gli oli essenziali hanno generalmente portato a miglioramenti clinici

 

Bibliografia:

 

Complement Ther Med. 2016 Apr;25:164-9. doi: 10.1016/j.ctim.2016.03.006. Epub 2016 Mar 7. The effectiveness of nurse-delivered aromatherapy in an acute care setting. Johnson JR1, Rivard RL2, Griffin KH3, Kolste AK4, Joswiak D5, Kinney ME6, Dusek JA7

 

Articoli collegati:

 

http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/15/aromaterapia-in-cucina-ovvero-come-trasformare-il-cibo-in-farmaco-preventivo/

 

http://www.vladimirocolombi.it/2016/07/07/la-rodiola-rosea/

 

http://www.vladimirocolombi.it/2016/12/07/stress-e-tiroide/

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L’OLIO ESSENZIALE DI CHIODI DI GAROFANO E’ UN POTENTE ANESTETICO NATURALE


L’olio essenziale di chiodi di garofano ha un’azione antidolorifica

 

 

Numerose ricerche suggeriscono che l’olio essenziale di Eugenia caryophyllata (chiodi di garofano) è efficace nel trattamento del dolore dentale.

In una nuovo studio alcuni ricercatori (Emad Khalilzadeh, Reza Hazrati e Gholamreza Vafaei Saiah) hanno studiato le proprietà analgesiche nonchè gli effetti anestetici locali del’olio essenziale di chiodi di garofano e i suoi possibili meccanismi di azione nel dolore corneale acuto. Lo studio è stato effettuato su modelli animali (ratti).

L’olio essenziale è stato estratto per idro-distillazione da boccioli di chiodi di garofano .

Dopo aver indotto dolore corneale acuto applicando una goccia di soluzione di NaCl è stato possibile misurare come l’olio essenziale estratto da boccioli di chiodi di garofano abbia prodotto un significativo effetto antinocicettivo nel dolore corneale acuto.

La ricerca ha evidenziato come la somministrazione sistemica di boccioli di chiodi di garofano produceva analgesia nel dolore corneale acuto attraverso meccanismi che coinvolgevano sia i sistemi oppioidergici che quelli colinergici. E’ stato inoltre oesservato come l’instillazione topica di boccioli di chiodi di garofano, eugenolo e lidocaina ha prodotto anestesia locale nella cornea di ratto.

L’Eugenia caryophyllata (chiodi di garofano), è un albero della famiglia delle Myrtaceae con un’altezza che va dai 10 ai 20 metri ampiamente coltivato in Madagascar, Tanzania, Sri Lanka, Brasile e Indonesia, il cui olio essenziale è tradizionalmente utilizzato in aromaterapia per dare sollievo da mal di testa, dolori articolari, mal di denti e anche come antisettico orale.

Il componente principale dell’olio essenziale dei chiodi di garofano, l’eugenolo, vanta diversi tipi di attività biologiche, tra cui proprietà antifungina , antiallergico e antiossidante.

L’olio essenziale di E. caryophyllata e il suo eugenolo costituente principale sono stati riconosciuti come anestetico sicuro, efficace ed economico.

 

I ricercatori si sono focalizzati sul dolore corneale in quanto molto potente e invalidante (circa 20-40 volte maggiore della polpa dentale e addirittura da 300 a 600 volte superiore al dolore della pelle.

Purtroppo esiste un’ampia gamma di condizioni tra cui l’occhio secco, la nevralgia post-erpetica, la nevralgia del trigemino, l’ambiente contaminato, l’usura delle lenti a contatto e nuove tecniche chirurgiche per la correzione di difetti refrattivi che causano disagio e dolore oculare.

A causa della mancanza di comprensione e del riconoscimento dei meccanismi del dolore trigeminale acuto e cronico, ci sono alcune difficoltà nella gestione di questi tipi di dolore.

L’olio essenziale di E. caryophyllata viene normalmente utilizzato nelle cure dentistiche come analgesico, anestetico locale e antisettico orale.

I risultati a cui i ricercatori sono giunti sono davvero molto interessanti: i dati hanno mostrato che l’applicazione topica di questo prodigioso olio essenziale riduce la sensibilità meccanica corneale nei ratti.

 

Pubblicazioni correlate:

 Arung ET, Matsubara E, Kusuma IW, Sukaton E, Shimizu K, Kondo R. Inhibitory components from the buds of clove (Syzygium aromaticum) on melanin formation in B16 melanoma cells. Fitoterapia. 2011;82:198–202. [PubMed]

  1. Soto CG, Burhanuddin CG. Clove oil as a fish anaesthetic for measuring length and weight of rabbit fish (Siganus lineatus) Aquaculture. 1995;136:149–152.
  2. Chaieb K, Hajlaoui H, Zmantar T, Kahla-Nakbi AB, Mahmoud R, Mahdouani K, et al. The chemical composition and biological activity of clove essential oil, Eugenia caryophyllata(Syzigium aromaticum L. Myrtaceae): a short review. Phytother Res. 2007;21:501–506. [PubMed]
  3. Pinto E, Vale-Silva L, Cavaleiro C, Salgueiro L. Antifungal activity of the clove essential oil from Syzygium aromaticumon Candida, Aspergillus and dermatophyte species. J Med Microbiol. 2009;58:1454–1462. [PubMed]
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  5. Gülçin I, Elmastas M, Aboul-Enein HY. Antioxidant activity of clove oil – A powerful antioxidant source. Arabian J Chem. 2012;5:489–499.
  6. Kildeaa MA, Allanb GL, Kearney RE. Accumulation and clearance of the anaesthetics clove oil and AQUI-S from the edible tissue of silver perch (Bidyanus bidyanus) Aquaculture. 2004;232:265–277.
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POTENZIA LA TUA RESISTENZA ALLA FATICA CON IL COLOSTRO


Dal colostro un supporto contro lo stress e la fatica

 

 

 

Un ricerca ha dimostrato come il colostro possa essere uno straordinario alleato contro lo stress e la fatica. Lo affermano alcuni ricercatori (Kim TW, Kim ChJ, Seo J) che hanno somministrato a delle cavie dosaggi variabili di colostro (50, 100, e 200 mg / kg di siero colostro) dopo averli sottoposti ad un estenuante esercizio fisico.

L’ipotesi della ricerca era quella secondo la quale un intenso stress o lavoro potesse aumentare le concentrazioni di serotonina nel cervello riducendo la funzione del sistema nervoso centrale.

Nel corso della ricerca è stato determinato l’effetto del siero di colostro sul sistema serotoninergico delle cavie ed è emerso che il trattamento con siero di colostro al dosaggio di 100 mg per kg corporeo ha effetti positivi sulle prestazioni e il recupero della forza dopo un importante esercizio fisico aumentando la resistenza alla fatica.

Interessante anche l’effetto antiinfiammatorio del colostro che altri ricercatori (Kotsis Y, Mikellidi A, Aresti C, Persia E, Sotiropoulos A, Panagiotakos DB, Antonopoulou S, Nomikos T) hanno potuto documentare. L’importante azione contro l’infiammazione del colostro negli atleti sarebbe in grado di favorire la riduzione del dolore muscolare riducendo tra l’altro, alcuni importanti parametri infiammatori (come creatin chinasi, proteina C-reattiva e interleuchina-6, nota anche come IL-6).

 

Fonte:

  • Eur J Nutr. 2017 Mar 11. doi: 10.1007/s00394-017-1401-7.A low-dose, 6-week bovine colostrum supplementation maintains performance and attenuates inflammatory indices following a Loughborough Intermittent Shuttle Test in soccer players.

 

  • J Exerc Nutrition Biochem. 2017 Feb 24. doi: 10.20463/jenb.2017.0047.Effects of colostrum serum on the serotonergic system in the dorsal raphe nuclei of exercised rats.Kim TW1, Kim ChJ1, Seo J2.
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OCCHIO AI GRASSI CHE METTI NEL PIATTO SE VUOI SALVARE IL CERVELLO!


Ho già avuto modo di spiegare in televisione come attraverso la naturopatia sia possibile proteggere il nostro organo più importante per la nostra memoria: il cervello (clicca qui per vedere il video: https://www.youtube.com/watch?v=waEFewPS0kk)

Da anni le ricerche ipotizzano una correlazione tra intestino e cervello, al punto tale da arrivare a considerare l’intestino come una sorta di “secondo cervello”. Alcune importanti sostanze che in effetti vengono prodotte proprio nell’intestino condizionano a livello neurologico il nostro comportamento e il nostro umore.

L’intestino umano è un ambiente anaerobico composito con una vasta e diversificata popolazione batterica intestinale denominata “microbiota intestinale” che include oltre 100 miliardi di microrganismi (di cui almeno 1000 specie).

La scoperta che una composizione microbica alterata possa influenzare il comportamento e la funzione cognitiva (e viceversa) ha significativamente contribuito a confermare l’esistenza di una sorta di “ponte” tra intestino e cervello.

Oggi questa ipotesi è supportata da diverse prove e mostra che tale relazione sia anche più estesa arrivando a coinvolgere il nervo vago, il sistema immunitario e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Molti studi si sono concentrati su queste relazioni per tentare di spiegare e curare innumerevoli malattie che vanno dallo stress alla depressione, dall’ansia alla sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Anche l’autismo e altre malattie neurodegenerative (come il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer) potrebbero secondo alcune recenti ricerche essere correlate con la flora batterica intestinale. Alcuni grassi possono interferire con i processi infiammatori insieme ai batteri intestinali e potrebbero diventare dei potenziali alleati per il controllo dei processi patologici. E ‘ben noto il loro ruolo nell’infiammazione, nel dolore (sia acuto che cronico), nell’obesità e nelle malattie del sistema nervoso centrale.

Un gruppo di ricercatori (Russo RCristiano CAvagliano CDe Caro CLa Rana GRaso GMCanani RBMeli RCalignano A.) in una recente In una recentissima recensione (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28215162) è stata sottolineata la relazione tra infiammazione, dolore e microbiota intestinale, ed è stata confermata l’esistenza di una relazione tra l’asse intestino-cervello e le malattie del sistema nervoso centrale. E non dimentichiamo il magnesio (http://www.vladimirocolombi.it/2016/09/26/il-magnesio-per-il-cervello/)

 

Bibliografia:

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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POTENZIA LE TUE DIFESE CONTRO L’EMICRANIA: Partenio, zenzero e ginkgo biloba possono aiutarti contro la cefalea


Quali sono i rimedi naturali per contrastare l’emicrania è più in generale la cefalea?

In naturopatia esistono alcuni rimedi in grado di attenuare sia la frequenza che la gravità dei singoli attacchi di emicrania.

 

 

Tra le piante più importanti che conosciamo va innanzitutto citato il Partenio (http://www.vladimirocolombi.it/tag/cefalea/), uno straordinario rimedio vegetale in grado non solo di interferire favorevolmente con le crisi di emicrania ma anche con la loro frequenza.

Oltre che per l’emicrania il partenio è stato studiato anche per le potenzialità contro alcune forme tumorali.

Studi in vitro hanno dimostrato come i suoi principi attivi siano particolarmente attivi contro alcuni tipi di tumore anche se purtroppo la loro biodisponibilità è molto bassa. Sono al momento allo studio sperimentazioni per capire come renderli facilmente assorbibili dal corpo umano.

Un altro rimedio importantissimo contro la cefalea è dato dallo zenzero (di cui ho avuto modo di discutere già altrove http://www.vladimirocolombi.it/2016/07/13/lo-zenzero-come-farmaco-nella-profilassi-del-dolore-e-del-cancro/).

Noto per la sua potente azione contro la nausea (azione antiemetica e digestiva) lo zenzero viene tradizionalmente utilizzato per contrastare il mal d’auto, il mal di mare, il mal d’aereo e più in generale la chinetosi. Recentemente sono comparsi anche studi in merito alla sua azione potenziale antitumorale contro i tumori al seno e alla cervice uterina ((J Agric Food Chem. 2017 Feb 23. doi: 10.1021/acs.jafc.7b00095.10-Gingerol, a Phytochemical Derivative from Tongling White Ginger, Inhibits Cervical Cancer: Insights into the Molecular Mechanism and Inhibitory Targets. Zhang F, Thakur K, Hu F, Zhang JG, Wei ZJ.) e Eur J Nutr. 2017 Feb 22. doi: 10.1007/s00394-017-1382-6 Ginger extract adjuvant to doxorubicin in mammary carcinoma: study of some molecular mechanisms. El-Ashmawy NE1, Khedr NF1, El-Bahrawy HA1, Abo Mansour HE2).

Lo zenzero ha un’azione antiinfiammatoria molto ben documentata ed è utilizzato anche per problemi infiammatori articolari. Lo zenzero ha dimostrato anche un’azione contro l’emicrania significativa ed è davvero un fitoterapico importantissimo sotto molti aspetti.

Esiste poi una pianta antiemicranica molto nota in fitoterapia, il ginko biloba. Si tratta di una pianta straordinaria della quale ho avuto modo di scrivere diverse volte in passato. Largamente impiegato per favorire la circolazione arteriosa nei soggetti anziani, il ginkgo biloba sembra essere in grado di sviluppare un’azione anti-emicranica nelle cefalee vasomotorie. Recentemente una ricerca ha dimostrato come il ginkgo biloba possa favorire l’angiogenesi dopo incidenti vascolari anche gravi (Mol Neurobiol. 2017 Feb 9. doi: 10.1007/s12035-016-0363-8.EGb761 Ameliorates Neuronal Apoptosis and Promotes Angiogenesis in Experimental Intracerebral Hemorrhage via RSK1/GSK3β Pathway.Pan C1, Liu N1, Zhang P1, Wu Q1, Deng H1, Xu F1, Lian L1, Liang Q1, Hu Y1, Zhu S2, Tang Z3.).

 

Altri riferimenti:

http://www.vladimirocolombi.it/tag/chemioterapia/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28230361

http://www.vladimirocolombi.it/tag/ginkgo-biloba/

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UN VACCINO CONTRO I VIRUS E IL DOLORE


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Famiglia

Solanacee

Principi anticancro

I peperoncini sono ricchi in vitamina C e si ritiene abbiano molti effetti benefici sulla salute umana purché usati con moderazione ed in assenza di problemi gastrointestinali. Il peperoncino ha un forte potere antiossidante, e questo gli è valso la fama di antitumorale. Alcuni ricercatori giapponesi ed americani hanno scoperto che il peperoncino rosso potrebbe avere un ruolo importante nella prevenzione del tumore alla prostata. Da esperimenti condotti su cavie da laboratorio è emerso che i topi che assumevano capsaicina (principio attivo del peperoncino), sviluppavano masse tumorali ridotte dell’80% circa rispetto ai topi che non ne mangiavano.
L’uso regolare di peperoncino rosso, grazie alle sue proprietà antiossidanti, sembra inibire lo sviluppo di manifestazioni cancerose a livello di stomaco. Tuttavia esistono molto studi contrastanti, alcuni che né hanno messo perfino in luce potenzialità mutagene. Resta sicuramente ancora molto da fare in merito, e nonostante gli esiti opposti di alcuni studi sull’azione protettiva dai tumori da un lato, e l’azione potenzialmente mutagena dall’altro, un impiego moderato di questa preziosa spezia può sicuramente rappresentare un valido strumento per insaporire i piatti senza rischi.
Particolarmente interessante l’effetto di regolarizzazione della circolazione sanguigna che il peperoncino rosso svolge nel corpo umano unito ad un effetto benefico in caso di infiammazioni. Se somministrata per via orale, la capsaicina sollecita una secrezione maggiore di enzimi digestivi favorendo appunto il processo digestivo. Sembra, inoltre, che il peperoncino, oltre a favorire la circolazione sanguigna, sia un efficace vasodilatatore, e renda elastici i capillari sanguigni; si è riscontrato che nelle regioni dove è diffuso il suo uso, malattie come gli infarti, l’arteriosclerosi e l’eccesso di colesterolo siano notevolmente limitate.
In ultimo pare che anche i capelli traggano beneficio dall’uso del peperoncino rosso; infatti una miglior circolazione sanguigna avrebbe effetti positivi anche sulla vita dei bulbi capilliferi. E’ importante ricordare che come per tutti gli alimenti, non bisogna abusarne rischiando di tramutare un alimento da salutare in dannoso per la nostra salute.
Res Leuk. 2003 Mar; 27 (3) :275-83. Zhang J, M Nagasaki, Tanaka Y, S Morikawa;
Indian J Cancer. Gen-Mar 2010, 47 (1) :53-8.Oyagbemi AA, AB Saba, Azeez OI;
Eur J Cancer Prev. 2002 Aug; 11 (4) :365-8.Pandey M, VK Shukla.

Altre proprietà

Il peperoncino si è dimostrato utile nella cura di malattie da raffreddamento come raffreddore, sinusite e bronchite, e nel favorire la digestione. Queste virtù sono dovute principalmente alla capsaicina, in grado di aumentare la secrezione di muco e di succhi gastrici. In ultimo il peperoncino stimolando la peristalsi intestinale favorisce il transito e l’evacuazione, il più rapido passaggio intestinale in sinergia col potere antibatterico ed antimicotico evita la fermentazione e la formazione di gas intestinali e di tossine, particolarmente le tossine della candida albicans.
Alcuni studi hanno evidenziato un aumento del metabolismo e una riduzione dell’insulina ematica dopo aver mangiato cibi conditi con peperoncini piccanti. Il peperoncino può essere usato anche come antidolorifico in artriti, neuropatia diabetica, nevralgie post-herpetiche e del trigemino, sintomi post-mastectomia, cefalea a grappolo. I capsaicinoidi agiscono a livello dei nocicettori mediante i recettori vanilloidi specifici VR-1, come desensibilizzanti dei recettori stessi agli stimoli dolorosi, in una prima fase attraverso una “desensibilizzazione acuta” ed in seguito attraverso una tachifilassi (una ridotta risposta recettoriale alle successive applicazioni di capsaicinoidi). Si può anche ipotizzare che la sensazione di dolore prodotta dalla capsaicina stimoli il cervello a produrre endorfine, un oppiaceo naturale in grado di agire da analgesico e produrre una sensazione di benessere.Altri effetti benefici del peperoncino, come il suo potere afrodisiaco, non sono stati confermati da ricerche scientifiche, mentre sembra possibile una leggera correlazione con alcuni tipi di tumore allo stomaco nei soggetti predisposti.Moltissime tradizioni medicinali popolari usano come rimedio il peperoncino, e la medicina Ayurvedica lo consiglia per il trattamento di ulcere peptiche.

Controindicazioni

L’assunzione del peperoncino per uso interno è sconsigliato:
ai bambini;

alle donne in gravidanza;
ai soggetti che assumono farmaci anticoagulanti.
In soggetti particolarmente sensibili il peperoncino potrebbe aumentare alcuni disturbi gastrici.
L’assunzione del peperoncino per uso esterno:
evitare il contatto con ferite;evitare la vicinanza ai soggetti con pelle delicata;
evitare la vicinanza agli allergici alla pianta

Storia

Il peperoncino piccante era usato come alimento fin da tempi antichissimi. Dalla testimonianza di reperti archeologici sappiamo che già nel 5500 a.C. era conosciuto in Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dagli indiani del Perù e del Messico. In Europa il peperoncino giunse grazie a Cristoforo Colombo che lo portò dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. Poiché Colombo sbarcò in un’isola caraibica, molto probabilmente la specie da lui incontrata fu il Capsicum chinense, delle varietà Scotch Bonnet o Habanero, le più diffuse nelle isole.Introdotto quindi in Europa dagli spagnoli, ebbe un immediato successo, ma i guadagni che la Spagna si aspettava dal commercio di tale frutto (come accadeva con altre spezie orientali) furono deludenti, poiché il peperoncino si acclimatò benissimo nel vecchio continente, diffondendosi in tutte le regioni meridionali, in Africa ed in Asia, e venne così adottato come spezia anche da quella parte della popolazione che non poteva permettersi l’acquisto di cannella, noce moscata, ecc.

Geografia

Originario delle Americhe ma attualmente coltivato in tutto il mondo. Tutte le specie possono essere coltivate anche in un balcone, seminando verso febbraio al centro sud e marzo al nord, mentre i frutti si possono raccogliere in estate e in autunno. Questi andrebbero usati subito dopo la raccolta affinché non perdano le loro proprietà, ma si possono conservare anche sott’olio o in polvere (dopo averli fatti seccare al sole), oppure congelandoli.

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LO ZENZERO COME FARMACO NELLA PROFILASSI DEL DOLORE E DEL CANCRO


ZENZERO

Famiglia

Zingiberaceae

Principi anticancro

E’ in fase di studio una nuova virtù terapeutica dello zenzero.
Di recente i ricercatori hanno cominciato a valutare le qualità di potente antiossidante dello zenzero, caratteristica questa che potrebbe conferirgli alcune proprietà antitumorali.
Esso infatti avrebbe una funzione protettiva contro i tumori del colon retto.

Altre proprietà

Nello zenzero si rintracciano oltre 160 componenti fra cui spiccano i sali minerali: calcio, ferro, potassio, magnesio, sodio, fosforo. Più importanti ancora sono alcune sostanze dotate di specifici effetti terapeutici. Per esempio il borneolo è un efficace antidolorifico, antinfiammatorio ed epatoprotettore; il cineolo, da considerare un’alternativa naturale al cortisone, ha effetti antidolorifici, antibatterici e combatte anche la pressione alta. Lo zenzero si usa sia in cucina, sia per potenziare l’effetto di varie piante medicinali con specifiche azioni terapeutiche. La forma medicinale dello zenzero è stata chiamata storicamente “Zenzero della Giamaica”; è stato classificato come uno stimolante e carminativo, e usato frequentemente per dispepsia e coliche. Era spesso utilizzato anche per dissimulare il gusto di altri medicinali. Lo zenzero è sulla lista delle sostanze “genericamente considerate salubri” della FDA Statunitense, anche se ha delle controindicazioni se utilizzata insieme ad alcuni medicinali. Lo zenzero può anche diminuire il dolore causato dall’artrite alle articolazioni, anche se gli studi sull’argomento sono incoerenti; inoltre può avere proprietà anticoagulanti, e abbassare il colesterolo, il che può renderlo utile per il trattamento di cardiopatie.

Cura per la diarrea
Le sostanze contenute nello zenzero sono attive contro una forma di diarrea che è uno dei principali fattori di mortalità infantile nelle nazioni in via di sviluppo. Lo Zingerone è probabilmente il componente attivo contro l’enterotossigenica Escherichia coli, ovvero la diarrea nella sua forma sensibile al calore e indotta da enterotossine.
Cura per la nausea
Lo zenzero, in numerosi studi, si è dimostrato efficace per il trattamento della nausea causata dal mal di mare, dalla gravidanza, e dalla chemioterapia.

Controindicazioni

Lo zenzero è sconsigliato per le persone che soffrono di calcoli biliari perché il vegetale stimola il rilascio di bile dalla cistifellea. Ci sono anche indicazioni che lo zenzero possa influenzare la pressione del sangue, la coagulazione, e il ritmo cardiaco. Si è rivelato mutageno ed abortivo, per cui è stato ritirato dal commercio come antinausea ma alle dosi di un normale utilizzo sembra un rimedio sicuro.

Effetti collaterali

Le reazioni allergiche allo zenzero in generale producono eruzioni, e, nonostante sia generalmente riconosciuto come salutare, lo zenzero può causare mal di stomaco, gonfiore, produzione di gas, specialmente se assunto sotto forma di polvere. Lo zenzero fresco, se non ben masticato, può causare blocco intestinale, e gli individui che hanno manifestato ulcere, infiammazioni all’intestino, o blocchi intestinali, potrebbero reagire malamente a quantità considerevoli di zenzero fresco. Lo zenzero può anche agire negativamente su individui soggetti calcolosi biliari. Nei soggetti che soffrono di pirosi (bruciori di stomaco) lo zenzero può risultare controindicato per la sua capacità di stimolare la secrezione gastrica.

Valore calorico

1 Cucchiaio di zenzero fresco grattugiato = 4 calorie.

Storia

Lo Zenzero viene citato in antichi testi scritti in Sanscrito ma non era ignoto neanche alle antiche civiltà classiche Elleniche e Romane,essendo giunto nel Mediterraneo attraverso gli Arabi.Era già conosciuto da Galeno che ne descrisse la radice, definendola “importata dalla Barbaria”; nel 1500 il Matthioli descrisse questa droga raccomandandola come “commendevole nei cibi e costumarsi di mangiare nei condimenti”.Ci sono una gran varietà di usi per lo zenzero, nella medicina popolare. Il tè di zenzero è un rimedio per il raffreddore. Tre o quattro foglie di basilico sacro, insieme ad un pezzetto di zenzero a stomaco vuoto, sono una cura efficace per congestione, tosse e raffreddore. Il Ginger Ale e la birra di zenzero sono stati raccomandati come “calmanti per lo stomaco” per generazioni, nelle nazioni dove tali bevande vengono prodotte, e l’acqua di zenzero era comunemente usata per evitare i crampi da calura, negli Stati Uniti. Lo zenzero è stato inoltre storicamente usato per trattare le infiammazioni.

Geografia

Lo zenzero (Zingiber officinale) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell’Estremo Oriente.
Largamente coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di rizoma carnoso e densamente ramificato, dal quale si dipartono, sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie porporine. Il frutto è una capsula divisa da setti in tre logge contenenti molti semi.
La pianta si coltiva bene anche in casa, avendo cura di procurarsi una radice fresca, preferibilmente derivata da una pianta già messa a dimora e invasando negli ultimi giorni di inverno.
Alcune scuole di pensiero raccomandano di raccogliere per ottobre-novembre ma bisogna tenere a mente il tempo balsamico per avere il massimo della concentrazione degli oli essenziali.
In campo aperto alle nostra latitudini non riesce ad attecchire, quindi è preferibile utilizzare un vaso in coccio, largo e profondo, tipicamente da 5-10 litri, ponendo questa radice al centro e in profondità e avendo cura di ricoprirla con terriccio universale.
L’innaffiatura deve essere regolare e soprattutto ogni qualvolta il panno di terra appare secco, ma evitando ristagni di acqua nel sottovaso che porterebbero all’insorgenza di fitopatologie fungine note come marciumi radicali.
Il vaso va poi esposto in zona soleggiata ma non alla luce diretta. Da evitare la concimazione chimica se si vuole utilizzare la droga come ingrediente gastronomico casalingo; in caso di crescita stentorea della parte aerea della pianta, ossia del fusto erbaceo, si può provvedere con un composto fatto in casa con terra e fondi di caffè.
Quando dal vaso emerge un tratto di tubero lignificato (nel periodo invernale) è il momento di dissotterrarlo, avendo l’accortezza di lasciarne un pezzo a disposizione da rinvasare successivamente per ottenere una nuova piantina.

Come si usa

Lo Zenzero, con il suo sapore pepato e bruciante, viene usato come condimento dei cibi, oppure candito. Viene anche utilizzato per aromatizzare i liquori.
Se lo vuoi utilizzare fresco ecco alcuni consigli/ricette:
1) Tagliarlo a dadolata minuscola ed utilizzarlo insieme a scalogno e carota per fare il soffritto per il pollo al curry.
2) tagliarlo in pezzi grossi e, assieme a del porro, farcire la pancia del branzino e farlo al forno.
3) E’ buono per condire le verdure, al posto dell’aceto grattugiato un po’ sopra.
4) Ideale per condire il pesce crudo, alla maniera tailandese. Disporre carpaccio di tonno su un piatto, cospargere di zenzero grattugiato, un paio di cucchiai di salsa di soia e, se ti piace, del peperoncino rosso fresco tagliato fine.
5) Ottimo rinfrescante per un aperitivo : prendere una caraffa, aggiungere 6 cucchiai colmi di zucchero di canna, 3 lime spremuti ( anche le bucce), un bel pezzo di zenzero grattugiato e quasi un litro di acqua frizzante. Assaggiare ed aggiustare di zucchero o lime (si può aggiungere anche una foglia di menta).

Dove si compra

Ormai facile da trovare anche nei comuni supermercati in Italia

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LA CURCUMA CONTRO IL CANCRO, LA DEPRESSIONE E IL DOLORE


CURCUMA

 Famiglia

Zingiberacee

Principi anticancro

Curcuminoidi (curcumina: diarileptanoidi fenolici e monodesmetossicurmina). La sua azione antitumorale sembra spiegarsi attraverso l’inattivazione della la trascrizione del fattore NFK b).

Altre proprietà

Dotata di grandi proprietà antiossidanti e antiinfiammatorie, la curcuma ha mostrato interessanti proprietà ipocolesterolemizzanti, protezione vasale, antiepatotossiche, antimicotiche e antimicrobiche intestinali, antidolorifiche articolari (soprattutto nell’artrite), stimolante la produzione di enzimi pancreatici, di secretina e gastrina.
E’ attiva contro la formazione di gas causati da Clostridium perfringens e si è dimostrata molto attiva nel favorire la digestione dei grassi, nella dispepsia biliare e funzionale, nelle epatotopatie croniche.
Altri impieghi di questa portentosa spezia sono: il trattamento dell’astenia generalizzata, dell’insonnia e delle depressione.
Notevole inoltre l’azione anti-parkinson e anti-Alzheimer che la curcuma sembra aver evidenziato. Partendo da studi epidemiologici durati anni, si è potuto osservare come le popolazioni che ne fanno un largo uso hanno un incidenza di queste due malattie molto bassa.
Sembra inoltre che questa spezia sia in grado di proteggere dal danno al DNA dei leucociti causato dai gas di scarico, e da quelli causati da Aflatossina dell’aspergillus parasiticus.
Nella pratica quotidiana la curcuma è molto utile per modulare tutte le infiammazioni intestinali, comprese quelle secondarie a intolleranze alimentari e allergie.
Tra i danzatori e ballerini la curcuma, per uso esterno è utilizzata miscelata all’olio di mandorla per il trattamento dei dolori articolari.

Controindicazioni

Calcolosi alla colecisti e ulcera peptica. Non usare in gravidanza e allattamento.

Effetti collaterali

Solo in alcuni soggetti predisposti può verificarsi diarrea.

Geografia

India, Indonesia, Asia meridionale. Ma è anche coltivata in Africa, ad Haiti, nelle Antille e Brasile. Molto impiegata anche medio oriente.

Come si usa

Questa spezia viene largamente utilizzata nella cucina orientale per insaporire risotti, secondi, legumi e patate, e sostituisce il più “occidentale” zafferano, rispetto al quale ha un sapore meno intenso.
La curcuma trova impiego anche come colorante di alcuni formaggi e prodotti caseari in genere, nonché in alcuni prodotti confezionati.

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3) Ann N Y Acad Sci. 2009 Aug;1171:489-94.Regulatory effect of the AMPK-COX-2 signaling pathway in curcumin-induced apoptosis in HT-29 colon cancer cells. Lee YK, Park SY, Kim YM, Park OJ.
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Osawa T.

 

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BENESSERE E SALUTE CON UN ALIMENTO MEDICINALE SCONOSCIUTO: IL PIPTOPORUS BETULINUS


PIPTOPORUS BETULINUSMeno noto di altri funghi medicinali (come il reishi, lo shiitake e il maitake) il piptoporus betulinus ha un’intensa azione antivirale contro i virus intestinali e contro il terribile virus responsabile dell’Aids (sindrome da immunodeficienza acquisita).
Ha un’azione importante nella infiammazioni croniche cutanee e potrebbe essere particolarmente utile in caso di melanomi. In Oriente è stato impiegato come immunomodulante e antibatterico e come preventivo nelle infiammazioni che colpiscono il sistema nervoso (encefaliti) e la cute. Inutile dire che il miglior vaccino rimane sempre la prevenzione, e che ovviamente rimane auspicabile evitare di infettarsi adottando stili di vita consapevoli. Ma oltre alla prevenzione e all’ovvia necessità di trattamenti farmacologici appropriati per una qualsiasi malattia di natura virale, vale la pena ricordare che una corretta nutrizione acompagnata dal giusto rimedio naturale può fare la differenza nel migliorare la gestione della nostra salute.

Questo fungo ha anche mostrato un’azione antiinfiammatoria importante nella gestione del dolore.

Bibliografia:

Int J Med Mushrooms. 2011;13(6):525-33.Investigation of antiproliferative effect of ether and ethanol extracts of birch polypore medicinal mushroom,Piptoporus betulinus (Bull.:Fr.) P. Karst. (higher Basidiomycetes) in vitro grown mycelium.Cyranka M1Graz MKaczor JKandefer-Szerszeń MWalczak KKapka-Skrzypczak LRzeski W.

 

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UN PREZIOSO ALIMENTO MEDICINALE PER LA PREVENZIONE DEL DOLORE NERVOSO IN CHEMIOTERAPIA E RADIOTERAPIA


 phellinus

Tra i funghi medicinali meno noti Phellinus ignarius è forse uno dei più particolari e interessanti per la sua azione protettiva a livello nervoso. Esso è in grado di inibire l’infiammazione e la demielinizzazione in patologie gravi associate a malattie tumorali.  Il (phellinus) è un fungo che protegge dai danni della chemioterapia e radioterapia e può essere un valido supporto per il dolore nevralgico conseguente a queste terapie tanto necessarie quanto invasive. Ha anche un’azione antibatterica, epatoprotettiva e antivirale ben documentata e potrebbe proteggere contro i tumori del fegato e dei polmoni. Questo fungo potrebbe essere utile anche nella prevenzione di ischemia cerebrale in quei soggetti che hanno famigliarità. Altre recenti ricerche ne hanno mostrato un’azione antitumorale, con particolare riguardo al melanoma grazie alla sua particolare capacità di inibire lo sviluppo di metastasi.

Bibliografia:

Int J Med Mushrooms. 2015;17(9):879-89.A Water-Ethanol Extract from the Willow Bracket Mushroom, Phellinus igniarius (Higher Basidiomycetes), Reduces Transient Cerebral Ischemia-Induced Neuronal Death.Kim JH1Choi BY1Kim HJ1Kim IY2Lee BE1Sohn M3Park HJ4Suh SW1.

 

Carbohydr Polym. 2015 Nov 20;133:24-30. doi: 10.1016/j.carbpol.2015.07.013. Epub 2015 Jul 13.Purification, characterization and antitumor activity of polysaccharides extracted from Phellinus igniariusmycelia. Li SC1Yang XM2Ma HL1Yan JK1Guo DZ1.

 

Biochem Biophys Res Commun. 2014 Oct 24;453(3):385-91. doi: 10.1016/j.bbrc.2014.09.098. Epub 2014 Sep 28.The anticancer effects of hispolon on lung cancer cells.Wu Q1Kang Y1Zhang H1Wang H1Liu Y1Wang J2.

 

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J Food Sci. 2010 Jan-Feb;75(1):E18-24. doi: 10.1111/j.1750-3841.2009.01384.x.Antioxidant properties of edible basidiomycete Phellinus igniarius in submerged cultures.Lung MY1Tsai JCHuang PC.

 

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Am J Chin Med. 2006;34(4):655-65.Endothelium-dependent induction of vasorelaxation by the butanol extract of Phellinus igniarius in isolated rat aorta.

Kang DG1Cao LHLee JKChoi DHKim SJLee HKim JSLee HS.

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