Tag Archives: disbiosi intestinale

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NIENTE CARBOIDRATI? INTESTINO IN DISORDINE!!!


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Forse tra qualcuno dei lettori di questo articolo ci sarà che penserà che i carboidrati possano essere utili e non debbano essere eliminati….. ma la maggior parte delle persone che hanno provato almeno una volta a dimagrire con una qualsiasi dieta, si sono sicuramente trovate a fare i conti con pesi e misure di zuccheri e carboidrati. Chi ha fatto almeno una dieta nella vita sa bene cosa significhi e quanto costi pesare ogni alimento, cercare sempre di non superare la quantità che la dieta prescrive di questo o di quel tale piatto…..

E forse qualcuno, pensando di ottimizzare la propria dieta o di accelerarne gli effetti, avrà anche provato a eliminare totalmente gli zuccheri dalla propria alimentazione, dove per zuccheri si intende qualsiasi fonte di carboidrati, pane e pasta inclusi.

Ebbene, in quasi tutti questi casi, i risultati saranno stati quasi sempre gli stessi: iniziale perdita di peso fin dai primi di giorni, seguita da una riduzione della perdita complessiva dello stesso con un proporzionale aumento della fame, della tensione sia ai livello nervoso che psicologico, e infine abbandono di tutte le buone intenzioni per tornare alle solite ( e golose) vecchi abitudini.

Ora sappiamo che questa strada è fallimentare sotto diversi punti di vista.

Innanzitutto perché un’alimentazione ipocalorica inibisce la produzione di leptina, una potente sostanza prodotta dal corpo stesso capace di inviare segnali all’ipofisi in merito alla quantità di riserve di massa grassa che il corpo scorta per difendersi dal “rischio di morire di fame”.

In secondo luogo, ed è questo il risultato più importante di una recente ricerca, perché una drastica riduzione o eliminazione dei carboidrati dall’alimentazione, sembra in grado di alterare in modo significativo la flora batterica intestinale.

Un recente studio ha infatti ben documentato come un’alimentazione troppo carente di zuccheri sia in grado di produrre una disbiosi intestinale, una situazione cioè nella quale la flora batterica intestinale non essendo in equilibrio, può condurre a problemi di aerofagia e flatulenza in primis, ma anche a conseguenze molto più importanti sotto il profilo immunologico.

La ricerca segna sicuramente un ulteriore elemento a favore di un’alimentazione bilanciata e completa che non tolga alcun alimento prezioso per la nostra salute, ma che contempli piuttosto un corredo alimentare variato e bilanciato di proteine, carboidrati, vegetali (frutta e verdura) e grassi in ogni pasto. Con le sole esclusioni di quelle patologie che richiedano un intervento medico specifico.

Ricordiamo allora forse che la massima che recitava ” “Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che ti abitua a non avere più nulla”, potrebbe essere largamente impiegata anche a sostegno di chi ritiene, su basi scientifiche, che una alimentazione corretta che prevenga molte malattie, non passa tanto da una restrizione calorica e dal taglio indiscriminato di tutte le fonti di carboidrati, quanto piuttosto dal corretto bilanciamento degli alimenti nutritivi che indirizzi i segnali ormonali verso un intelligente rapporto di grassi, proteine, carboidrati e vegetali (come frutti e verdura) crudi.

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MORBO DI PARKINSON E INTESTINO


Una ricerca ha ipotizzato una relazione tra intestino e morbo di parkinson

 

La flora batterica intestinale può influenzare la situazione cognitiva di un individuo ma anche il suo apprendimento e la sua memoria. Diversi studi hanno ipotizzato come dalla flora batterica intestinale possa dipendere   lo sviluppo e il comportamento del cervello.E’ stato altresì ipotizzato come numerosi disturbi neurologici (come il morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, ansia, stress e molto altro ancora) potrebbero trovare una loro concausa nell’intestino.

Un recente studio ha dimostrato che i pazienti con la malattia di Parkinson soffrono di disbiosi intestinale, ma non è ancora affatto chiaro se si tratti di una causa o un effetto di tali disturbi.

Uno studio appena effettuato (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28202372) ha cercato una spiegazione tra questi disturbi nervosi e il mondo dell’intestino mcon prove dirette e indirette.

Un’altra ricerca ha esaminato una rosa totale di 197 soggetti colpiti da morbo di Parkinson ed è stata studiata la composizione microbica intestinale.Nel corso della ricerca sono stati altresì esaminati i farmaci e la dieta assunta nonché i sintomi gastrointestinali di cui soffrivano i soggetti sottoposti alla ricerca. In tutti i soggetti esaminati è stata osservata una stretta relazione tra la malattia e la presenza di una disbiosi intestinale.

Lo studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28195358), pur non conclusivo, ha aperto una nuova strada per ragionare sulle possibilità che oltre ai tradizionali farmaci potrebbe essere impiegato un intervento a supporto dell’intestino, ed è stata anche osservata una importante relazione tra assunzione di farmaci e disbiosi intestinale (antibiotici in particolare, il cui abuso potrebbe diventare un problema serio come ho spiegato in un altro articolo http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/28/antibiotici-e-infezioni-quale-futuro/).

Bibliografia:

 

  • Mov Disord. 2017 Feb 14. doi: 10.1002/mds.26942.Parkinson’s disease and Parkinson’s disease medications have distinct signatures of the gut microbiome.Hill-Burns EM1, Debelius JW2, Morton JT3, Wissemann WT1, Lewis MR1, Wallen ZD1, Peddada SD4, Factor SA5, Molho E6, Zabetian CP7, Knight R2,3,8, Payami H1,9.

 

  • Parkinsonism Relat Disord. 2017 Feb 7. pii: S1353-8020(17)30036-6. doi: 10.1016/j.parkreldis.2017.02.002.Gut microbiota: Implications in Parkinson’s disease.

Parashar A1, Udayabanu M2.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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DEPRESSIONE, FAME NERVOSA E COLITE: UN POTENTE RIMEDIO NATURALE


Un aminoacido coinvolto nella depressione potrebbe curare le infiammazioni intestinali

Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, sono disturbi intestinali cronici con un aumento dell’incidenza negli ultimi dieci anni in molte diverse regioni del mondo.

L’eziologia della malattia infiammatoria intestinale non è ancora ben definita, ma le prove suggeriscono che è il risultato di perturbazione della omeostasi tra il microbiota intestinale e il sistema immunitario della mucosa, con il coinvolgimento di fattori sia genetici che ambientali. Alcuni rimedi naturali hanno mostrato una certa azione antiifiammatoria (come la boswellia serrata per esempio, la cui azione si sviluppa sia a livello intestinale che bronchiale e articolare).

Uno studio degno di nota pubblicato nel numero di giugno 2016 di “Nature Medicine” da Lamas e colleghi (e riportato in pubmed recentemente https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28217370) indaga l’interazione tra un gene denominato CARD9 (che codifica una molecola coinvolta in una reazione immunologica attraverso l’attivazione di una sostanza, l’Interleuchina  22) e la flora batterica intestinale.

Questa complessa connessione tra tutti questi elementi spiegherebbe la generazione di un metabolita del triptofano, un importante aminoacido essenziale che oltre a partecipare alla costituzione delle proteine dell’organismo, interviene in numerose reazioni chimiche, in particolare nella sintesi di serotonina e dell’acido nicotinico.

Da un punto di vista alimentare il triptofano è reperibile nelle proteine (soprattutto di provenienza animale) ma è anche possibile assorbirlo da un vegetale, la griffonia simplicifolia, un estratto vegetale molto impiegato a livello erboristico per il controllo della fame nervosa e della bulimia, ma anche di ansia e depressione.

In buona sostanza si potrebbe ipotizzare l’utilizzo della griffonia simplicifolia non solo per gli usi già noti, ma altresì per controllare l’infiammazione intestinale e la disbiosi intestinale.E non dimentichiamo l’attività fisica, della quale ho avuto modo di parlare in passato (http://www.vladimirocolombi.it/2016/11/09/curare-la-depressione-lansia-e-linsonnia-con-i-rimedi-naturali-e-il-nordic-walking/) e di cui ho parlato anche in un breve video (https://www.youtube.com/watch?v=hrjM-_XKr7s)

 

 

Bibliografia:

 

World J Gastrointest Pharmacol Ther. 2017 Feb 6;8(1):7-9. doi: 10.4292/wjgpt.v8.i1.7.Tryptophan: A gut microbiota-derived metabolites regulating inflammation.Etienne-Mesmin L1, Chassaing B1, Gewirtz AT1.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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SPIRULINA E PROBIOTICI PER LA SALUTE


L’alga spirulina potrebbe essere un eccellente rimedio naturale in grado di migliorare la flora batterica intestinale

 

Il mondo delle alghe continua a stupire. Tra le alghe più note, una di esse, la spirulina (Arthrospira platensis), vanta un potere antiossidante e immunomodulante, ed è nota per il suo alto valore nutrizionale.La spirulina ha propretà ipolipemizzanti, ipoglicemizzanti e anti-ipertensive e contiene composti funzionali, quali fenoli, ficocianine, e polisaccaridi, con effetti antiossidanti, anti-infiammatori, e immunostimolanti. Gli studi condotti sulla spirulina suggeriscono che è sicura somministrata in soggetti sani, ma risulta poco appetibile consumata ad uso alimentare.Anche se l’effetto antiossidante della spirulina è confermato da diversi studi, le sue proprietà antiinfiammatorie e antiossidanti sono state poco studiate (e confermate) da pubblicazioni scientifiche.

Un nuovo studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28182098) ha confermato come la spirulina sembri influenzare in modo più efficace l’immunità innata, promuovendo l’attività delle cellule natural killer. Gli effetti sulla citochine e sulla proliferazione dei linfociti ‘dipendono da differenze di età, sesso e peso corporeo. In questo contesto, l’invecchiamento e l’obesità sono entrambi associati con l’infiammazione cronica di basso grado, e il deterioramento del sistema immunitario, Attività microbiche-modulanti sono stati riportati in vitro, suggerendo che l’associazione di Spirulina e probiotici potrebbe rappresentare una nuova strategia per migliorare la crescita della microflora intestinale benefica. Anche se Spirulina potrebbe rappresentare un alimento funzionale con potenziali effetti benefici sulla salute umana, gli interventi umani usati solo integratori. Pertanto, l’effetto del cibo contenente Spirulina deve essere valutata in futuro.

 

Fonte:

Oxid Med Cell Longev. 2017;2017:3247528. doi: 10.1155/2017/3247528. Epub 2017 Jan 15.Antioxidant, Immunomodulating, and Microbial-Modulating Activities of the Sustainable and Ecofriendly Spirulina. Finamore A1, Palmery M2, Bensehaila S3, Peluso I1.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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