Tag Archives: diabete

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IL LATTE DI CARDO MARIANO CONTRO IL DIABETE


Il cardo mariano rappresente uno dei maggiori rimedi naturali usati per la prevenzione di numerosi problemi epatici.

La silimarina contenuta nei suoi semi vanta numerosi azioni protettive del fegato e con essa, altre sostanze denominate “flavolignani” contribuiscono a disintossicare in fegato in modo efficace.

Una ricerca avvenuta nell’estate del 2014 ha dimostrato come dai semi di cardo mariano sia possibile estrarre un latte dalle preziose azioni ipoglicemizzanti in grado di favorire la prevenzione della resistenza insulinica e del diabete.

In tal senso si potrebbe ipotizzare una possibile azione protettiva anche dall’obesità in quei soggetti che pur non avendo ancora sviluppato una vera e propria patologia diabetica si vedano però costretti ad intervenire a livello epigenetico in forza di una famigliarità o predisposizione genetica.

 

Fonte: Rev Diabet Stud. 2014 Summer;11(2):167-74. doi: 10.1900/RDS.2014.11.167. Epub 2014 Aug 10.The therapeutic potential of milk thistle in diabetes.Kazazis CE1Evangelopoulos AA2Kollas A3Vallianou NG3.

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NATUROPATIA, DIABETE E SOVRAPPESO


La momordica charantia è un vegetale in grado di prevenire il diabete e il sovrappeso

 

La momordica charantia è nota per la sua azione ipoglicemizzante in grado di proteggere dal rischio di iperglicemia e diabete.

Benchè largamente utilizzata nell’ambito della medicina popolare a certe latitudini, il meccanismo farmacologico di questa pianta non era stato ancora del tutto chiarito fino al 2012.

Ma nel gennaio di quell’anno uno studio ha spiegato come un ingrediente specifico sia in grado di inibire l’aumento degli zuccheri.

Oggi la momordica è largamente utilizzata in moltissimi paesi del mondo come supporto alle tradizionali terapie farmacologiche anti diabetiche.

Fonte:

J Steroid Biochem Mol Biol. 2012 Jan;128(1-2):51-5. doi: 10.1016/j.jsbmb.2011.09.003. Epub 2011 Oct 1.Momordica charantia extract, a herbal remedy for type 2 diabetes, contains a specific 11β-hydroxysteroid dehydrogenase type 1 inhibitor.Blum A1Loerz CMartin HJStaab-Weijnitz CAMaser E.

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IL MIRTILLO E L’UVA URSINA CONTRO SOVRAPPESO E OBESITA’


Un sempre maggior numero di studi confermano come il mirtillo e il succo d’uva siano in grado di ottimizzare il metabolismo e prevenire l’obesità.

 

La sindrome metabolica rappresenta spesso l’anticamera di una serie di problemi di salute importanti (dal diabete all’ipertensione, dal sovrappeso all’ipercolesterolemia) che potrebbero essere largamente prevenuti adottando uno stile di vita adeguato.

 

Una ricerca ha dimosttato come alcune bacche comuni presente nella zona antartica (tra cui il mirtillo palustre e le bacche di uva ursina) potrebbero essere una potenziale fonte di sostanze protettive dal diabete e dalla sindrome metaboilica. La ricerca è stata effettuata su modelli animali (cavie da laboratorio) e ha evidenziato come la loro somministrazione abbia ridotto l’eccesso di insulina dopo i pasti.

Questa importante azione sarebbe da attribuire all’elevata concentrazione di polifenoli, sostanze naturali contenute in molti alimenti di uso comune come il tè verde, i frutti di bosco e il cioccolato.

Come ho avuto modo di spiegare nel corso dell’incontro temuto a Mantova insieme al campione olimpionico Gregorio Paltrinieri rimane sempre un punto fondamentale seguire un’alimentazione sana (clicca qui http://gazzettadimantova.gelocal.it/sport/2017/09/26/news/paltrinieri-sabato-a-mantova-1.15908422) ma talvolta anche alcuni rimedi vegetali ci possono aiutare a mantenerci giovani e in forma.

 Bibliografia:

Diabetologia. 2017 Dec 21. doi: 10.1007/s00125-017-4520-z. Arctic berry extracts target the gut-liver axis to alleviate metabolic endotoxaemia, insulin resistance and hepatic steatosis in diet-induced obese mice. Anhê FF1,2, Varin TV2, Le Barz M1,2, Pilon G1,2, Dudonné S2, Trottier J3,4, St-Pierre P1, Harris CS5, Lucas M6, Lemire M6, Dewailly É6, Barbier O3,4, Desjardins Y2, Roy D2, Marette A7,8.

 Articoli correlati:

 https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

 http://www.vladimirocolombi.it/2017/12/17/intestino-batteri-bocca-e-tumori/

 http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/24/domande-e-risposte-stitichezza-e-lassativi-attenzione-ai-possibili-pericoli/

 

https://nutritionfacts.org/

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AROMATERAPIA E INVECCHIAMENTO


AROMATERAPIA E INVECCHIAMENTO

RALLENTA L’INVECCHIAMENTO CON QUESTO OLIO ESSENZIALE

 

L’olio essenziale di cedro giapponese (Cryptomeria japonica) aumenta i livelli di deidroepiandrosterone salivare

Il 5-deidroepiandrosterone (DHEA-5) è un ormone steroideo naturale endogeno ed è prodotto delle ghiandole surrenali.I suoi livelli si possono misurare con un semplice esame della saliva e tendono a diminuire man mano invecchiamo.

Dopo i primi 30 anni di vita o con il manifestarsi di alcune malattie (tra cui la depressione) i suoi livello scendono significativamente.

E’ stata ipotizzata una relazione tra la sua diminuzione e l’invecchiamento generale dell’organismo per cui è stato utilizzato per rallentare l’invecchiamento e il decorso di malattia come il Morbo di Parkinson o la Malattia di Alzheimer. Il DHEA è stato anche sommonistrato in soggetti colpiti da disfunzioni sessuali, infertilità, depressione, schizofrenia e per ridurre i sintomi della menopausa.

Questo ormone figura poi tra le sostanze impiegati in ambito atletico e molte altre malattie anche gravi (tra cui cancro, diabete, sindrome metabolica, lupus eritematoso sistemico, sindrome di Sjogren, osteoporosi, distrofia miotonica, fibromialgia, sclerosi multipla, malattia di Addison, sindrome da affaticamento cronico, malattie intestinali infiammatorie e artrite reumatoide).

I problemi derivanti da malattie mentali sono aumentati costantemente negli ultimi anni e sono diventati un serio problema sociale.

Proprio in conseguenza di ciò l’interesse e la conoscenza degli effetti psicofisiologici dell’inalazione dei composti legnosi volatili è cresciuta considerevolmente.

In uno studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28117719) alcuni ricercatori (Matsubara E, Tsunetsugu Y, Ohira T, Sugiyama M) hanno voluto provare a sperimentare gli effetti dell’olio essenziale di legno di cedro giapponese (Cryptomeria japonica) su soggetti che eseguono lavori monotoni.

I quattro ricercatori hanno scoperto che l’inalazione di aria contenente i composti volatili dell’olio essenziale di legno di cedro giapponese ha aumentato la secrezione di deidroepiandrosterone (DHEA-s).

I risultati dello studio hanno indicato che i composti volatili dell’olio essenziale di legno di cedro giapponese influenzano il meccanismo di regolazione endocrino per facilitare le risposte allo stress e hanno concluso che questo olio essenziale può migliorare la salute mentale dei dipendenti.

Fonte:

  • Int J Environ Res Public Health. 2017 Jan 21;14(1). pii: E97. doi: 10.3390/ijerph14010097.Essential Oil of Japanese Cedar (Cryptomeria japonica) Wood Increases Salivary Dehydroepiandrosterone Sulfate Levels after Monotonous Work.Matsubara E, Tsunetsugu Y Ohira T, Sugiyama M.

 

 

  1. 1)https://www.facebook.com/pg/naturopatavladimiro/posts/

     2)https://www.google.it/maps/uv?hl=it&pb=!1s0x4786c6da14772e55:0xf0d2aff671875c15!2m22!2m2!1i80!2i80!3m1!2i20!16m16!1b1!2m2!1m1!1e1!2m2!1m1!1e3!2m2!1m1!1e5!2m2!1m1!1e4!2m2!1m1!1e6!3m1!7e115!4s/maps/place/vladimiro%2Bcolombi%2Bcalcio/@45.4891687,9.2044406,3a,75y,166.26h,90t/data%3D*213m4*211e1*213m2*211sT1TBHWzt34hS28bqy2RhQg*212e0*214m2*213m1*211s0x4786c6da14772e55:0xf0d2aff671875c15!5svladimiro+colombi+calcio+-+Cerca+con+Google&imagekey=!1e2!2sT1TBHWzt34hS28bqy2RhQg&sa=X&ved=0ahUKEwjgk7vVm7LZAhXQ1qQKHeyoBsEQpx8IgQEwDg

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DOMANDE E RISPOSTE: LA FRUTTA AL POMERIGGIO


 

 

 

IMG_9353Una lettrice mi scrive per sapere se è possibile consumare la frutta al pomeriggio.

Buongiorno.

La frutta contiene zuccheri e ad alcune persone è permessa al pomeriggio. In altri casi invece diventa importante limitarla al massimo per evitare innalzamenti glicemici e quindi produzione di insulina. Pertanto, se avete bisogno di perdere poco peso è possibile sicuramente consumarla con una certa tranquillità, ma se avete bisogno di perderne parecchio (o se ci sono famigliari con problemi diabetici) sarebbe preferibile usarla solo al mattino.
domande
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DIABETE E BATTERI: FORSE ESISTE UNA RELAZIONE


Problemi di glicemia e flora batterica potrebbero essere correlati

Un progressivo aumento di ricerche sembrano collegare il diabete con la malattia del parodonto. Non solo il diabete è un fattore di rischio ben noto per la malattia della bocca, ma al contrario, le molecole pro-infiammatorie rilasciate da tessuti della bocca malati possono entrare in circolazione e indurre resistenza all’insulina. Anche se questa associazione è stata dimostrata negli adulti, ci sono poche informazioni riguardanti lo stato parodontale nei bambini obesi con e senza diabete di tipo 2. Da un recente studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28253297) è emerso come i bambini con diabete di tipo 2 abbiano tassi più alti di gengivite nonchè elevati marker infiammatori salivari e un microbioma salivare alterato rispetto ai bambini senza diabete di tipo 2.Nel corso della ricerca sono stati studiati tre gruppi di persone in una fascia di età 10-19 anni: la prima inclusiva di persone magre (peso normale), il secondo con persone obese e il terzo inclusivo di obesi con diabete di tipo 2. Ogni soggetto ha partecipato ad un sondaggio sulla salute orale, ha ricevuto un esame clinico orale, e ha fornito un campione di saliva per la misurazione dei marcatori infiammatori nonché l’analisi del microbioma. E’ stato osservato come i bambini obesi con diabete tipo 2 mostrassero una maggiore fragilità in termini di salute orale rispetto ai normopeso e obesi senza diabete, ipotizzando un collegamento tra il diabete di tipo 2 e infiammazione parodontale nella popolazione pediatrica.

 

Bibliografia:

PLoS One. 2017 Mar 2;12(3):e0172647. doi: 10.1371/journal.pone.0172647. eCollection 2017.Salivary inflammatory markers and microbiome in normoglycemic lean and obese children compared to obese children with type 2 diabetes.Janem WF1Scannapieco FA2Sabharwal A2Tsompana M3Berman HA4Haase EM2Miecznikowski JC5Mastrandrea LD1.

 

Altri riferimenti:

 

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/30/dal-rosmarino-un-potente-alleato-contro-il-diabete-e-il-colesterolo/

 

http://www.pistacchioevergreen.it/benefici.php

 

http://www.vladimirocolombi.it/tag/diabete/

 

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/27/antibiotici-intestino-e-diabete-1/

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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DIFENDITI DAGLI ZUCCHERI CON QUESTO RIMEDIO VEGETALE


Con il Noni puoi proteggere le cellule dei vasi sanguigniI prodotti terminali dei processi metabolici degli zuccheri (noti come AGE), concorrono in modo rilevante allo sviluppo di numerose malattie, con particolare riguardo a quelle cardiovascolari. Gli AGE, dall’inglese “Advanced Glycation End-products”, sono molecole che derivano dallo zucchero e sono notevolmente incrementate dal fumo e dalla cottura ad elevate temperature del cibo. Mangiare alcuni cibi cotti ad alte temperature aumenta i depositi di AGE nelle arterie e ciò può portare all’insulino-resistenza (e quindi in ultima istanza al diabete) o ad altri problemi di salute. Anche molti processi ateriosclerotici possono essere pesantemente accelerati dagli AGE, che causano danni alle cellule endoteliali attraverso l’interazione con un recettore legato all’età (RAGE). Uno studio ha dimostrato come il Noni (morinda citrifolia) ha inibito significativamente la quantità di queste pericolose sostanze tossiche (AGE) diventando un potenziale rimedio naturale ideale per proteggere da reazioni infiammatorie l’apparato cardiovascolare, con ricadute positive sulla prevenzione dell’invecchiamento dei vasi. Il Noni con questo studio si candida ad essere un alimento nutraceutico ideale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Fonte:BMC Complement Altern Med. 2017 Mar 4;17(1):137. doi: 10.1186/s12906-017-1641-3.N-butanol extracts of Morinda citrifolia suppress advanced glycation end products (AGE)-induced inflammatory reactions in endothelial cells through its anti-oxidative properties. Ishibashi Y1, Matsui T1, Isami F2, Abe Y2, Sakaguchi T3, Higashimoto Y3, Yamagishi SI4.

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IL GELSO BIANCO NELLA DERMATITE ATOPICA


Il gelso bianco (morus alba L.) potrebbe sopprimere lo sviluppo della dermatite atopica

Morus alba (gelso bianco) è una pianta medicinale usata tradizionalmente in Asia per trattare il diabete mellito e l’ipoglicemia. Oggi entra a pieno titolo (insieme ad altri rimedi naturali formulati con estratti vegetali come berberina, acido lipoico, estratti di bacche come mirtilli, lamponi, more, o altre sostanze naturali come cromo, vanadio) in molti integratori alimentari. Meno noti sono però gli effetti del gelso bianco (morus alba) nel trattamento della dermatite atopica.

La dermatite atopica risulta spesso di difficile trattamento e non infrequentemente capita di dover ripetere per lunghi periodi terapie farmacologiche per ridurne i fastidi.

Un gruppo di ricercatori (Lim HS, Ha H, Lee H, Lee JK, Lee MY, Shin HK) ha scoperto che il gelso bianco sarebbe in grado di interferire in modo significativo nella produzione di alcune sostanze come ossido nitrico, prostaglandina E2 (PGE2) in modelli animali (ratti). Più in dettaglio in un esperimento in vivo, è stata indotta una dermatite atopica mediante l’applicazione topica di acari della polvere per quattro settimane, dopodicchè sono stati studiati gli effetti protettivi del gelso bianco misurando la gravità della reazione cutanea sulla schiena e sulle le orecchie.

E’ stato osservata una importante riduzione dei livelli plasmatici di immunoglobulina E (IgE) e di istamina nonchè cambiamenti istopatologici nella pelle sulla schiena e sulle orecchie, con una conseguente riduzione della gravità della dermatite.

Buoni risultati sono stati inoltre ottenuti nelle lesioni cutanee come erosione, iperplasia dell’epidermide e del derma.

Lo studioha concluso che l’estratto di gelso bianco ha potenti effetti inibitori contro la dermatite atopica e può essere una risorsa naturale benefica nel trattamento di essa.

 

Fonte:

 

BMC Complement Altern Med. 2014 Apr 23;14:139. doi: 10.1186/1472-6882-14-139.Morus alba L. suppresses the development of atopic dermatitis induced by the house dust mite in NC/Nga mice. Lim HS, Ha H, Lee H, Lee JK, Lee MY, Shin HK1.

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FRAGILITA’ CAPILLARE? FAI COSI’


blueberries-184448_960_720Vaccinium myrtillus (mirtillo nero).

Si tratta di un piccolo arbusto di circa 50 cm di altezza che cresce nelle zone montane e submontane e che è facile incontrare nei boschi e nelle brughiere.

Le sue bacche nero sono molto ricche di preziose sostanze (glucosidi antocianici, mirtillina, vitamine A, B1, B2, ma anche vitamina C).

La sua azione si esplica soprattutto a livello dei capillari rafforzando la struttura del tessuto connettivo e migliorandone l’elasticità e il tono vasale. E’ uno dei rimedi naturali più efficaci per ridurre la permeabilità capillare, un problema che riguarda soprattutto le persone che usano l’aspirina in continuazione (per esempio i soggetti cardiopatici che necessitano di una costante fluidificazione del sangue).

Sempre dalle bacche del mirtillo nero si ricavano delle antocianine per la prevenzione delle infezioni delle vie urinarie e gastroenteriche, mentre nelle sue foglie contengono una sostanza dal marcato effetto ipoglicemizzante.

Utilissimo pertanto utilizzare le sue foglie in soggetti tendenti al sovrappeso golosi di dolci e con familiarità diabetica.

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ALCOLISMO, COLESTEROLO E CURCUMA: UN POTENTE RIMEDIO NATURALE PER AUMENTARE IL TUO BENESSERE


Secondo una nuova ricerca la curcuma sarebbe in grado di ridurre il colesterolo in caso di eccessiva assunzione di alcool

L’eccessiva assunzione di alcol induce aumento dei grassi nel sangue (iperlipidemia). Gli studi suggeriscono che alcuni principi naturali possono avere proprietà anti-iperlipidemia, favorendo la riduzione del colesterolo e dei trigliceridi.

Alcuni ricercatori (Rukkumani R, Aruna K, Varma PS, Rajasekaran KN, Menon VP) hanno testato l’effetto della curcumina, un principio attivo della curcuma (Curcuma longa, querst’ultima a sua volta contenuta in una nota miscela di spezie, il curry, oggi molto studiata per le sue straordinarie potenzialità contro il tumore, la malattia di Alzheimer, la protezione dalla malattie del sistema nervoso, il diabete, la depressione e ancora molto altro).

Nel corso dello studio i ricercatori hanno ossidato i grassi polinsaturi omega 3 (PUFA) attraverso un processo di riscaldamento termico in cavie a cui era stata indotta un innalzamento del colesterolo sperimentalmente e hanno osservato come i livelli di colesterolo, trigliceridi, fosfolipidi e grassi in genere, venivano ridotti dalla curcumina (contenuta appunto in curcuma longa).

In base ai risultati ottenuti è stato possibile concludere che sia la curcumina che la curcuma nel suo insieme protegge efficacemente il sistema cardiovascolare dai danni dell’ossidazione dei grassi e potrebbe essere un candidato potenziale per il trattamento sia dell’alcolismo che per la protezione dalle sue più comuni conseguenze (colesterolo, trigliceridi e infiammazione).

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16117621

Bibliografia:

Comparative effects of curcumin and its analog on alcohol- and polyunsaturated fatty acid-induced alterations in circulatory lipid profiles.Rukkumani R1, Aruna K, Varma PS, Rajasekaran KN, Menon VP.

 Altre fonti e articoli sull’argomento leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/2016/07/08/un-alimento-contro-il-cancro-la-depressione-e-il-dolore-curcuma-curcuma-longa/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/16/curcuma-ed-epilessia-uno-studio/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/24/uno-straordinario-rimedio-naturale-per-lintestino-la-curcuma/

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DAL ROSMARINO UN POTENTE ALLEATO CONTRO IL DIABETE E IL COLESTEROLO


Resistenza insulinica e iperlipidemia potrebbe essere combattute anche grazie alle proprietà medicinali del rosmarino

 

 

Alcuni ricercatori asiatici (Xie ZS, Zhong LJ, Wan XM, Li MN, Yang H1, Li P, Xu XJ) avrebbero trovato nel rosmarino un alleato contro il diabete e il colesterolo. Molto utilizzato come erba culinaria e medicinale, il rosmarino potrebbe vantare effetti curativi importanti in alcune malattie metaboliche.

I ricercatori asiatici hanno studiato gli effetti del rosmarino in alcuni topi colpiti da obesità per 7 settimane dopo averli alimentati con una dieta ricca di graqssi e zuccheri. E sono stati poi successivamente analizzati i lipidi plasmatici e tissutali.

Ne è emerso che gli estratti di rosmarino sono stati capaci di sviluppare un’attività significativa nella regolazione del metabolismo lipidico e hanno inibito l’espressione di alcuni geni “bersaglio (SREBP-1c e SREBP-2) sia in vitro che in vivo.

E’ stata osservata una diminuzione dei trigliceridi totali nonché del colesterolo delle cellule epatiche nei topi alimentati con dieta di carica di zuccheri e grassi con notevoli effetti anche sul glucosio, e sull’insulina nel sangue.

La migliore tolleranza al glucosio e la maggiore sensibilità all’insulina (resistenza insulinica), potrebbero avere ricadute positive sull’uomo (sempre che lo studio venisse confermato) per il trattamento della steatosi epatica, del diabete, della sindrome metabolica e perfino nella regolazione di alcune funzioni del fegato.

Fonte:

Chin J Nat Med. 2016 Oct;14(10):746-756. doi: 10.1016/S1875-5364(16)30089-9. Epub 2016 Oct 31.Petroleum ether sub-fraction of rosemary extract improves hyperlipidemia and insulin resistance by inhibiting SREBPs. Xie ZS1, Zhong LJ1, Wan XM1, Li MN1, Yang H1, Li P2, Xu XJ3.

 

Altre fonti:

AROMATERAPIA IN CUCINA OVVERO: COME TRASFORMARE IL CIBO IN “FARMACO PREVENTIVO”

 

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IL6: un nome difficile e sconosciuto che dovremmo ricordare


MOLECOLA

IL6 indica interleuchina 6 e quando si alza questo parametro c’è da preoccuparsi.

L’interleuchina 6 infatti non soltanto è implicata in molti processi infiammatori (che a loro volta sono un fattore determinante nell’invecchiamento cellulare) ma sembra essere insieme all’omocisteina correlata ad un aumento del rischio di malattie cardiache,diabete, danni alle ossa e invecchiamento cerebrale.

Questa sostanza pericolosa tende ad aumentare quando siamo colpiti da infezioni (come per esempio clamidia ed Helicobacter pylori) ma anche quando siamo sottoposti a stress intensi oppure adottiamo stili di vita scorretti (come il fumo e l’aumento di peso).

L’aumento dell’ obesità viscerale è un fattore contribuente l’aumento del interleuchina-6 che associato al calo del testosterone, degli estrogeni e del DHEA (deidroepiandrosterone) sono correlati ad un aumento di questa pericolosa sostanza.

Quando IL6 aumenta (soprattutto per eccesso di cortisolo) l’endotelio vasale si infiamma e aumenta il rischio di danni e di malattie cardiovascolari.

All’infiammazione conseguente possono essere collegati diversi danni (come malattia Alzheimer e depressione, ma anche osteoartriti, problemi di impotenza sessuale e anorgasmia, problemi dermatologici e segni di senescenza (come rughe) e cellulite.

Al suo aumento possono seguire anche problemi al sistema immunitario e metabolici.

L’utilizzo di alcuni accorgimenti può ridurre in modo significativo questa pericolosa molecola. Un piccolo suggerimento per esempio potrebbe essere quello relativo all’utilizzo di qualche mandorla nella colazione del mattino.

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