Tag Archives: curcuma

News

NATUROPATIA E SINERGIE: INVECCHIARE MENO CON QUATTRO RIMEDI NATURALI


giovani
Spesso capita di leggere pubblicazioni scientifiche che rivelano potenziali effetti curativi di questa o quella sostanza contenuta in un estratto vegetale o in un alimento. E’ il caso della curcuma per esempio, dalla quale si estraggono i curcuminioidi, i principi attivit responsabili della riduzione dei processi infiammatori. Gli studi hanno confermato sempre più che se da un lato questi preziosi principi attivi sono purtroppo molto poco assorbiti quando assunti soli, dall’altro si osserva un aumento esponenziale della sua azione farmacologica associandoli alla piperina, il principio attivo contenuto nel pepe nero.

Situazioni analoghe si trovano studiando molti altri rimedi naturali, e grazie a questi studi si è ben compreso per quale ragione alcune molecole sintetiche identiche a quelle “originali “ naturali funzionano meno o non funzionano affatto. La vitamina C sintetica per esempio (acido ascorbico) sembra funzionare molto meno bene se dissociata dai flavonoidi, i principi attivi che si trovano nei vegetali che la contengono (come le arancie).

Uno studio ha rivelato come l’associazione di quattro sostanze naturali e molto note per le loro proprietà curative (melograno, ginkgo biloba, ficus carica e morus alba) sia in grado di moltiplicare l’azione antiossidante di ognuna di esse. In tal senso, volendo cercare una strada per trattare disturbi glicemici e sovrappeso in soggetti sofferenti di gastrite e disturbi circolatori, potremmo provare questo cocktail formidabile. Un potenziale “elisir di eterna giovinezza” in grado di rallentare pepper-mill-101099_960_720l’invecchiamento e proteggerci dai danni del tempo.

mora

Fonte: Clin Cosmet Investig Dermatol. 2015 Jul 16;8:389-96. doi: 10.2147/CCID.S80906. eCollection 2015.In vitro antioxidant, collagenase inhibition, and in vivo anti-wrinkle effects of combined formulation containing Punica granatum, Ginkgo biloba, Ficus carica, and Morus alba fruits extract. Ghimeray AK1, Jung US2, Lee HY1, Kim YH1, Ryu EK1, Chang MS1.

Read More
News

AROMATERAPIA IN CUCINA OVVERO: COME TRASFORMARE IL CIBO IN “FARMACO PREVENTIVO


aromaterapiaForse la maggior parte dei miei lettori conoscerà l’aromaterapia e i suoi straordinari effetti non solo preventivi ma addirittura terapeutici. In effetti a Telecolor abbiamo avuto qualche volta parlato insieme a Micol Baronio dei fantastici effetti terapeutici degli olii essenziali.

Ebbene oggi desideriamo spiegare gli oli essenziali allo scopo di aiutare i nostri lettori nella preparazione di semplici e rapide ricette che possono trasformare il cibo in farmaco.
L’utilizzo di estratti vegetali (in forma di compresse o capsule, tisane, infusi etc..etc…) è da sempre parte della cultura e della cucina popolare. Le “ricette della nonna” che molti di noi hanno conosciuto da bambini, erano preparate sfruttando anche alcuni principi attivi contenuti in molto estratti vegetali, come nel caso delle tinture madri e dei macerati glicerici.

Ma in cucina non tutti forse sanno che si posso ottenere grandi benefici aggiungendo qualche goccia di olio essenziale nella classica bottiglia dell’onnipresente olio extravergine di oliva.
Gli oli essenziali infatti non sono utilizzabili solamente per uso esterno, ma anche in cucina.
Ma prima di parlarne in modo dettagliato vediamo meglio cos’è l’aromaterapia e come sfruttarne al meglio le sue meravigliose proprietà.

L’elevata concentrazione di principi attivi degli oli essenziali ci permette di assimilare adeguate quantità di sostanze vegetali protettive per la nostra salute senza dover ricorrere all’utilizzo di integratori alimentari (integratori peraltro non certo da denigrare ma da impiegare in modo intelligente e sempre associati ad un’alimentazione sana e variata nonchè ad un adeguato stile di vita).
Uno vecchio studio oramai risalente a dieci anni or sono per esempio, ha chiaramente dimostrato come nella maggiorana sia presente una sostanza, l’acido ursolico, in grado di proteggere il cervello delle cavie dall’invecchiamento fisiologico e, in particolar modo, dalla pericolosa sedimentazione di placche di beta-amiloidasi, notoriamente coinvolte nella malattia di Alzheimer.
Perchè non provare allora ad aggiungere qualche goccia di olio essenziale nell’olio con il quale abitualmente condiamo nel nostre insalate? Magari aggiungendo anche un cucchiaio di curcuma (o di curry, meglio ancora), per arricchire di sostanze protettive e antiinfiammatorie i nostri condimenti! Una semplice preparazione di questo tipo potrebbe facilmente agevolare contemporaneamente la riduzione del sale nei nostri piatti (che diversi studi additano come corresponsabile sia di malattie  cardiovascolari che tumorali, soprattutto allo stomaco) e un aumento della palatabilità di innumerevoli pietanze.
Pensiamo per esempio alla cucina indiana, per taluni occidentali fin troppo speziata, o all’utilizzo nella cucina turca o cinese del riso come “contorno” in sostituzione del pane, che riduce anche l’apporto di lieviti ai quali spesso europei e americani diventano, statistiche alla mano, molto intolleranti.
La riduzione dei lieviti in cucina rappresenta un primo passo di immenso valore per quasi tutti nella prevenzione non solo dei processi infiammatori, ma altresì nella prevenzione di fastidiosi problemi quali la cellulite e la ritenzione idrica, la digestione lenta, e per taluni perfino problemi di cefalea.
Perchè non pensare al rosmarino, alla salvia, all’origano, al timo, come a ingredienti da aggiungere abitualmente nel nostro olio con il quale condiamo l’insalata? In fondo si tratterebbe di un “lavoro” di pochi minuti al mese che potrebbe però arricchire immensamente le proprietà nutrizionali dei preziosi grassi insaturi contenuti in esso! E se poi volessimo fare un passo in più, potremmo usare gli oli essenziali di questi meravigliosi aromi al posto dell’estratto secco che troviamo al supermercato tutti  i giorni per aumentare in modo sistematico l’assimilazione dei loro preziosi principi attivi!
Gli oli essenziali li possiamo acquistare facilmente in qualsiasi erboristeria o parafarmacia e molti di essi costano davvero molto poco…Se usati correttamente non presentano controindicazioni di sorta (salvo particolari condizioni che, come nell’epilessia o nel corso della gravidanza, devono essere assunti solo previa autorizzazione medica) e ci aiutano a migliorare il nostro benessere generale.
Pensiamo all’azione digestiva della menta per esempio, il cui olio (nella misura di una goccia) aggiunto nel caffè miscelato magari a un dito di latte di mandorla, può favorire in modo deciso una digestione problematica…
Oppure all’azione antidiabetica della cannella, i cui effetti protettivi sul pancreas sono stati ben documentati. Il solo fatto per esempio di introdurre una goccia ogni tanto di olio essenziale di cannella nel caffè potrebbe svolgere una eccellente azione preventiva nell’iperglicemia in soggetti con predisposizioni sfavorevoli….

Il timo e l’origano sono perfetti per prevenire infezioni micotiche e batteriche sia a livello gastrointestinale che respiratorio.

Curcuma e olio essenziale di rosmarino sono incredibilmente efficaci se combinati insieme per ridurre l’impatto negativo delle ammine eterocicliche della carne.

Gli oli di origano, timo e rosmarino sono eccellenti per aumentare la durata della conservazione del cibo e per la loro spiccata azione antibatterica. Essi sono inoltre degli eccelsi conservanti naturali in grado di incrementare notevolmente la durata dei grassi contenuti degli oli (prevenzione dell’irrancidimento!).
E che dire dell’azione dimagrante del CLA (acido linoleico coniugato)? Questo grasso presente nella carne di animali cresciuti in condizioni naturali è in grado di favorire il dimagrimento nelle persone in sovrappeso. Uno studio del 2007 aveva già dimostrato come nel latte delle vacche (la cui alimentazione era stata arricchita con olio di semi di girasole e olio di pesce) la quantità di CLA era aumentata. Ebbene, perchè non aggiungere quindi nella nostra alimentazione dei buoni grassi (omega 3, omega 6 e omega 9) per favorire una naturale produzione di vitamina F per la pelle e per corroborare anche un’azione dimagrante tipica del CLA? (magari “correggendo ognuno di questi oli con qualche goccia di un olio essenziale che oltre ad esaltarne il sapore né conserva meglio e più a lungo anche le preziose proprietà biochimiche?).
“Naturessere” ha già dedicato un articolo dettagliato sulle proprietà dei grassi, spesso denigrati ingiustamente perchè considerati come unici responsabili di problemi di ipercolesterolemia osovrappeso.
In realtà le cose stanno in modo ben diverso…. e se tutti noi potessi disporre delle informazioni utili per capire quante sciocchezze ci raccontano spesso i mass media, potremmo garantirci per i prossimi anni una vita migliore e più lunga.
“Naturessere” ha pertanto provveduto a pubblicare nella sezione “ricette” qualche suggerimento allo scopo di agevolare tutti i suoi lettori nell’introduzione di queste conoscenze in cucina.
Siamo sicuri che entro poco tempo resterete sorpresi dal gusto e dai benefici che questi facili suggerimenti produrranno nella vostra dieta quotidiana!

un articolo di: Valdimiro Colombi

Bibliografia:
Biol Pharm Bull. 2012;35(6):861-5.The Essential Oil of <i>Melaleuca alternifolia</i> (Tea Tree Oil) and Its Main Component, Terpinen-4-ol Protect Mice from Experimental Oral Candidiasis.Ninomiya K, Maruyama N, Inoue S, Ishibashi H, Takizawa T, Oshima H, Abe S.
Complement Ther Clin Pract. 2012 Aug;18(3):164-8. Epub 2012 Jun 27.The effects of clinical aromatherapy for anxiety and depression in the high risk postpartum woman – A pilot study.Conrad P, Adams C.
J Food Sci. 2012 Jul 18. doi: 10.1111/j.1750-3841.2012.02795.x.Comprehensive Assessment of Antioxidant Activity of Essential Oils.Anthony KP, Deolu-Sobogun SA, Saleh MA.
J Food Sci. 2011 Sep;76(7):S445-50. doi: 10.1111/j.1750-3841.2011.02332.x.Chemical stability of extra-virgin olive oil added with oregano essential oil. Asensio CM, Nepote V, Grosso NR. Source
Poult Sci. 2012 Feb;91(2):505-11.Effects of dietary oregano essential oil and vitamin E on the lipid oxidation stability of cooked chicken breast meat. Avila-Ramos F, Pro-Martínez A, Sosa-Montes E, Cuca-García JM, Becerril-Pérez CM, Figueroa-Velasco JL, Narciso-Gaytán C.
J Med Food. 2011 Sep;14(9):884-9. Epub 2011 Apr 11.Cinnamon intake lowers fasting blood glucose: meta-analysis. Davis PA, Yokoyama W.
Arch Pharm Res. 2010 Feb;33(2):325-33. Epub 2010 Feb 24.Antihyperglycemic and antihyperlipidemic action of Cinnamomi Cassiae (Cinnamon bark) extract in C57BL/Ks db/db mice. Kim SH, Choung SY.
J Food Sci. 2011 Oct;76(8):T174-80. doi: 10.1111/j.1750-3841.2011.02338.x. Epub 2011 Sep 13.Inhibitory activity of Asian spices on heterocyclic amines formation in cooked beef patties. Puangsombat K, Jirapakkul W, Smith JS.
J Sci Food Agric. 2011 Nov;91(14):2643-51. doi: 10.1002/jsfa.4505. Epub 2011 Jul 18.Chemical composition and antimicrobial activity of essential oils of Thymus algeriensis, Eucalyptus globulus and Rosmarinus officinalis from Morocco. Ait-Ouazzou A, Lorán S, Bakkali M, Laglaoui A, Rota C, Herrera A, Pagán R, Conchello P.
Food Sci Technol Int. 2011 Apr;17(2):111-7. Epub 2011 Mar 29.Chemical stabilization of oils rich in long-chain polyunsaturated fatty acids during storage. Pop F.
Mol Cells. 2001 Apr 30;11(2):137-43.Inhibitory effect of ursolic acid purified from Origanum majorana L on the acetylcholinesterase.Chung YK, Heo HJ, Kim EK, Kim HK, Huh TL, Lim Y, Kim SK, Shin DH.
2002 Feb 28;13(1):5-11.Ursolic acid of Origanum majorana L. reduces Abeta-induced oxidative injury. Heo HJ, Cho HY, Hong B, Kim HK, Heo TR, Kim EK, Kim SK, Kim CJ, Shin DH.
J Dairy Sci. 2007 Jun;90(6):2897-904.Diet supplementation with fish oil and sunflower oil to increase conjugated linoleic acid levels in milk fat of partially grazing dairy cows. AbuGhazaleh AA, Holmes LD.
Hum Exp Toxicol. 2011 Oct;30(10):1501-13. Epub 2011 Jan 14.Free radical scavenging and antiacetylcholinesterase activities of Origanum majorana L. essentialoil.Mossa AT, Nawwar GA.
Acta Sci Pol Technol Aliment. 2012 Jul 1;11(3):283-91.Antioxidative effect of thyme (Thymus vulgaris) in sunflower oil. Zaborowska Z, Przygoński K, Bilska A.

Read More
News

LA RADICE DI CURCUMA E LA CORTECCIA DI SALICE ROSSO PER I DOLORI E LE INFIAMMAZIONI


Soffri di dolori articolari? Prova la curcuma e il salice rosso

Mentre la curcuma è sicuramente nota ormai al grande pubblico per le sue incredibili azioni protettive della nostra salute (soprattutto con riferimento all’infiammazione sistemica), il salice rosso è forse molto meno noto.

La corteccia del salice rosso infatti è in grado di inibire la produzione dell’acido arachidonico, un grasso pericoloso che innesca molti processi infiammatori. Alcuni studi hanno confermato come l’assunzione dell’ estratto di corteccia di salice rosso associato alla polvere di radice di curcuma sia in grado di moltiplicare l’azione antinfiammatoria e antidolorifica della polvere di radice di curcuma.L’associazione dei singoli estratti è tanto più potente se essi vengono fermentati e arricchiti da enzimi e vitamine.

Alcuni produttori hanno sviluppato integratori alimentari per sfruttare questa importante sinergia formulando prodotti facilmente reperibili sul mercato in erboristeria, in farmacia o parafarmacia.Associando le azioni antinfiammatorie e curative dei due prodotti e riducendo in microparticelle i singoli componenti è possibile assorbire più facilmente le preziose molecole contenute nei due estratti migliorandone l’assorbimento.

Come se non fossero già sufficientemente corposi gli studi che hanno documentato l’azione antiinfiammatoria, antitumorale e antiossidante della curcuma, da una ricerca effettuata a Taiwan è emersa anche un’azione antivirale della radice di curcuma.

Il dipartimento di Medicina Veterinaria del National Chung Hsing University di Taichung ha scoperto un nuovo meccanismo di funzionamento antivirale della curcuma che non era ancora noto. La curcumina è un naturale composto della curcuma, a sua volta ingrediente di una miscela di spezie largamente utilizzato in India e molto nota anche in Occidente (il curry).

Dallo studio è emerso che la curcumina sarebbe in grado di disattivare l’infezione di alcuni virus influenzali attraverso la distruzione dei liposomi e delle membrane dei virus. Si tratta di una scoperta non secondaria se pensiamo che alla curcuma sono state ascritte così tante azioni protettive per la salute umana da renderla un ingrediente essenziale in una cucina sana.

La curcuma è economicissima, facilmente reperibile sul mercato e di sapore molto gradevole e delicato e può accompagnare moltissime pietanze del nostro menù quotidiano.

Un ulteriore recente studio ha poi dimostrato come la curcuma possa essere utile per la fibrosi intestinale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28203261), nel controllo del metabolismo del colesterolo HDL (il cosiddetto “colesterolo buono” (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28192240) e nel decorso del melanoma (Biomed Pharmacother. 2017 Feb 3;88:832-834. doi: 1016/j.biopha.2017.01.078.Curcumin and treatment of melanoma: The potential role of microRNAs. Lelli D1Pedone C1Sahebkar A2).

Bibliografia:

  • PLoS One. 2013 May 1;8(5):e62482. doi: 10.1371/journal.pone.0062482. Print 2013.Inhibition of enveloped viruses infectivity by curcumin.Chen TY, Chen DY, Wen HW, Ou JL, Chiou SS, Chen JM, Wong ML, Hsu WL.Department of Veterinary Medicine, National Chung Hsing University, Taichung, Taiwan;
  • Evid Based Complement Alternat Med.2017;2017:7876064. doi: 10.1155/2017/7876064. Epub 2017 Jan 22.Curcumin Suppresses Intestinal Fibrosis by Inhibition of PPARγ-Mediated Epithelial-Mesenchymal Transition.Xu S1Jiang B2Wang H3Shen C3Chen H3Zeng L3.
  • Pharmacol Res.2017 Feb 10;119:208-218. doi: 10.1016/j.phrs.2017.02.008.Effects of curcumin on HDL functionality.Ganjali S1Blesso CN2Banach M3Pirro M4Majeed M5Sahebkar A6.

Articoli correlati:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28167449

http://www.vladimirocolombi.it/tag/curcuma/

http://www.clubdeibuongustaibergamo.it/documenti%20per%20news/Cucina%20della%20salute%20-%20cena%20finale.pdf

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

Read More
News

CURCUMA E ALIMENTAZIONE PER LE LESIONI DEL MIDOLLO SPINALE


Anche la terapia dietetica potrebbe essere utile per promuovere la neuroprotezione nelle lesioni croniche del midollo spinale

 

E’ possibile promuovere la protezione dei neuroni del midollo spinale utilizzando un principio attivo contenuto nella curcuma: la curcumina.

La curcumina infatti sarebbe in grado di minimizzare il danno ossidativo alle cellule, soprattutto se associata ad alcuni grassi, gli omega 3.

I grassi omega 3 sono infatti noti per la loro intensa azione antiinfiammatoria in grado di favorire il dimagrimento e la protezione del sistema cardiovascolare. Questi grassi divennero noti grazie a Bearry Sears, il biochimico che ha formulato la famosa dieta a zona.

Ma i grassi omega 3, stando ad alcuni ricercatori (Agrifoglio LT, Blaskiewicz D, Wu A, Feng C, Ying Z, Gomez-Pinilla F.), sarebbero in grado, soprattutto se associati alla curcuma, di migliorare la trasmissione nervosa.

I ricercatori hanno osservato in modelli animali come l’associazione tra curcuma (e più in dettaglio il suo principio attivo, la curcumina) e gli omega 3 associati (acido docosaesaenoico e la curcumina, abbreviati come DHA-Cur) sono in grado di favorire la protezione del tessuto nervoso in caso di situazioni che portino a sofferenza il midollo spinale.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22735048

Bibliografia:

J Neurosurg Spine. 2012 Aug;17(2):134-40. doi: 10.3171/2012.5.SPINE1216. Epub 2012 Jun 26.Dietary therapy to promote neuroprotection in chronic spinal cord injury.Holly LT1Blaskiewicz DWu AFeng CYing ZGomez-Pinilla F.

Altre fonti e articoli sull’argomento leggi anche:

http://www.leda-clinic.com/professionisti/vladimiro-colombi/https://www.scienzanatura.it/la-protezione-dagli-inquinanti-ambientali-con-i-rimedi-naturali-e-lalimentazione/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/24/uno-straordinario-rimedio-naturale-per-lintestino-la-curcuma/

 

Read More
News

Sinergie vincenti; quando gli abbinamenti fanno la differenza


pepe nero
Esistono diverse sostanze naturali in grado di produrre effetti moltiplicativi tra loro. Una delle sinergie più note è data dall’Associazione tra curcuma e pepe nero. Questo binomio permettere di rendere notevolmente assorbibili i curcuminoidi ed è in grado di aumentare fino a 2000 per cento l’azione dei principi attivi di questa preziosa spezia.

I curcuminoidi sono i principi attivi più importanti antinfiammatori contenuti nella curcuma e vantano ormai ampia pubblicazione scientifica. La curcuma infatti ha la capacità di inibire un fattore infiammatorio molto importante, il fattore NF-KB, che sembra essere determinante nello scatenamento di molti processi degenerativi. Tuttavia la curcuma ha un’azione molto limitata se assunta sola in quanto i suoi principi attivi non sono facilmente assorbibili a livello intestinale.

Per questo motivo il curry sembra avere un’azione anti-Alzheimer.

Interessante poi è l’azione dei principi attivi contenuti nel broccolo: il sulforafano è grado di ridurre notevolmente le intossicazioni conseguenti a terapie farmacologiche. Associato al pepe nero e al resveratrolo (una delle molecole più interessanti studiate negli ultimi anni per la sua azione antiossidante sulle membrane cellulari e in grado di ridurre i tempi di accorciamento  dei telomeri) aumenta la propria azione antiossidante e antiinfiammatoria, favorendo il mantenimento dell’omeostasi.curcuma

Read More
News

PROTEGGI I RENI CON LA CURCUMA E GLI OMEGA 3


Curcuma e omega 3 potrebbe rivelarsi due potenti rimedi naturali in grado di salvare i reni dall’insufficienza renale

 

Un cocktail tra alcuni componenti attivi tipici della dieta mediterranea (acidi grassi omega 3,6,9, aglio e basilico) associati ad altri tipici ingredienti della tradizione ayurvedica (estratti di curcuma, pepe, zenzero), potrebbero rivelarsi un mix portentoso per la protezione delle cellule del rene.

In particolare è stato osservato come un mix tra un grasso omega 3, il DHA (acido docosaesaenoico) associato ad una sostanza, la curcumina contenuta nella curcuma potrebbero avere una ricaduta positiva sulla vitalità delle cellule renali.

I ricercatori (Sottejeau Y1, Patel AM, Gerber G, Pierre SV, Maixent JM) hanno confermato le potenzialità della curcuma e dei grassi omega 3 in uno studio in vivo effettuato su modeli animali nel trattamento dell’insufficienza renale.

Si tratta di una scoperta incoraggiante stante la scarsità di trattamenti farmacologici nel trattamento dei malattie renali gravemente invalidanti.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21062574

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11355006

Bibliografia:

Cell Mol Biol (Noisy-le-grand). 2010 Oct 5;56 Suppl:OL1400-9.Effect of a novel Omegacoeur®/Doluperine® nutritional combination on human embryonic kidney cell viability.Sottejeau Y1Patel AMGerber GPierre SVMaixent JM.

Altre fonti e articoli sull’argomento leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/2016/07/08/un-alimento-contro-il-cancro-la-depressione-e-il-dolore-curcuma-curcuma-longa/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/16/curcuma-ed-epilessia-uno-studio/

http://www.leda-clinic.com/professionisti/vladimiro-colombi/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/24/uno-straordinario-rimedio-naturale-per-lintestino-la-curcuma/

Read More
News

PROTEGGI I TUOI RENI CON QUESTI RIMEDI NATURALI


La naturopatia potrebbe essere utile nella malattia renale cronica: uno studio lo conferma

 

L’assunzione di curcuma, catechine, proantocianidine e omega 3 possono proteggere i reni. Lo confermano un gruppo di ricercatori (Guerrero-Wyss M, Montiel P J, Jara L , Moris U , Mosquera B M.) che hanno utilizzato queste quattro sostanze naturali nella malattia renale cronica.

La malattia renale cronica è caratterizzata da diminuita velocità di filtrazione glomerulare (GFR) e / o dalla presenza di un danno renale.

Il trattamento delle fasi più avanzate della malattia renale cronica è la dialisi.

Questo trattamento risulta essere oltre che costoso (negli Stati Uniti può raggiungere i 900 dollari a persona) anche la principale causa di ricovero per la cura della nefropatia diabetica.

Proprio la scarsità di terapie soddisfacnti nel lungo termine induce alla ricerca di nuove possibili terapie per il trattamento della malattia renale cronica o, meglio ancora, alla necessità di studiare possibili rimedi naturali per la prevenzione di danni renali.

Una ricerca effettuata nel mese di ottobre 2015 ha dimostrato il ruolo fondamentale della curcuma e di altre sostanze naturali (proantocianidine, catechine e omega-3) nell’ambito sia della prevenzione che del supporto di malattia che comportino danni permanenti o cronici ai reni.

Bibliografia:

Nutr Hosp. 2015 Oct 1;32(4):1825-9. doi: 10.3305/nh.2015.32.4.9504.[CHRONIC KIDNEY DISEASE AND ITS RELATIONSHIP WITH INTAKE OF TURMERIC, CATECHINS, PROANTHOCYANIDINS AND OMEGA-3]. Guerrero-Wyss M1, Montiel P J2, Jara L L2, Moris U G2, Mosquera B M2.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26545557

Read More
News

OMEGA 3 E CURCUMA CONTRO DEMENZA, ALCOLISMO E COLESTEROLO


Il ruolo protettivo della curcuma e dei grassi omega 3 contro la demenza, l’alcolismo e il colesterolo

L’uso di alcol sta contribuendo a un declino senza precedenti della speranza di vita e induce problemi di colesterolo e trigliceridi (iperlipidemia) quando prese a concentrazioni più elevate. Negli alcolisti l’’ingestione di alcool insieme ai grassi omega 3 (PUFA) è considerata pericolosa e può determinare condizioni iperlipidemia.

Numerosi studi precedenti hanno dimostrato che la curcumina, un principio attivo della curcuma (Curcuma longa), ha proprietà antiiperlipidemiche e potrebbe avere un ruolo protettivo contro i danni ossidativi che l’alcol produce sul corpo umano.

Dallo studio (Rukkumani R1, Aruna K, Varma PS, Viswanathan P, Rajasekaran KN, Menon VP) è emerso ooservando i tessuti dei ratti esaminati che i curcuminoidi proteggono efficacemente l’organismo dei modelli in vivo dall’iperlipidemia potrebbe diventare un agente terapeutico efficace per il trattamento del colesterolo e dei trigliceridi.

 

Bibliografia:

Toxicol Mech Methods. 2005;15(3):227-34. doi: 10.1080/15376520590945658.Protective Role of a Novel Curcuminoid on Alcohol and PUFA-Induced Hyperlipidemia.Rukkumani R1Aruna KVarma PSViswanathan PRajasekaran KNMenon VP.

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20021087

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16117621

 

 

Altre fonti e articoli sull’argomento leggi anche:

http://www.leda-clinic.com/professionisti/vladimiro-colombi/

Read More
News

PEDIATRIA E NATUROPATIA: UN RIMEDIO NATURALE CONTRO L’EPILESSIA DEI BAMBINI


L’effetto di Nigella sativa L. (semi di cumino nero) nei bambini pediatrici intrattabili

 

In un recente intervento radiofonico a Radio Inblu ho avuto modo di parlare dei rimedi naturali utili per i bambini (clicca qui http://www.radioinblu.it/2016/06/10/una-nuova-settimana-insieme-a-inblu-radio-9/).

Nonostante la disponibilità e l’uso di numerosi farmaci antiepilettici, quasi il 15% dei casi di epilessia infantile sono resistenti al trattamento. Tuttavia, nella medicina tradizionale la nigella sativa L. ( “semi di cumino nero”) ha conosciuto una certa popolarità per i suoi effetti anticonvulsivanti. Questa pianta è molto utilizzata in Iran ed è stata ampiamente utilizzata come rimedio naturale per un lungo periodo di tempo contro l’epilessia.

Un gruppo di ricercatori ((Akhondian J1, Parsa A, Rakhshande H.) ha effettuato uno studio clinico incrociato in doppio cieco condotto su bambini affetti da epilessia refrattaria con l’estratto acquoso di semi di cumino nero è stato somministrato come terapia aggiuntiva e gli effetti sono stati confrontati con quelli di un placebo. Ventitre bambini sono stati inseriti nello studio e 20 sono rimasti sotto osservazione.

Tutti i pazienti sono rimasti hanno ricevuto l’estratto acquoso di nigella sativa (semi di cumino nero) ed è stato confermato come la frequenza media di convulsioni era significativamente diminuita durante il trattamento.

Lo studio ha concluso che l’estratto acquoso di Nigella sativa L. ha effetti antiepilettici nei bambini con crisi epilettiche refrattarie. Che potrebbe forse aggiungersi alla curcuma, di cui ho già avuto modo di scrivere recentemente (http://www.vladimirocolombi.it/tag/curcuma/) per la sua straordinaria capacità non solo di ridurre l’infiammazione, ma anche di diventare un possibile rimedio naturale nella prevenzione delle crisi epilettiche

Va invece evitato l’utilizzo dell’olio di borragine e di enotera di cui ho scritto in un articolo precedente (leggi qui http://www.vladimirocolombi.it/tag/bambini/) per la sua azione potenzialmente aggravante le crisi di epilessia.

 

Fonte:

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18049435

 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18705755

 

Altre fonti e articoli sull’argomento leggi anche:

 

https://www.nonsolofarma.it/laiuto-del-curry-contro-il-cancro-intestinale/

Read More
News

UNO STRAORDINARIO RIMEDIO NATURALE PER L’INTESTINO: LA CURCUMA


 Secondo una ricerca la curcumina potrebbe proteggere l’intestino

Aterosclerosi, diabete di tipo 2, colesterolo e flora batterica intestinale potrebbero essere correlati, e un principio attivo nella curcuma, la curcumina, potrebbe aiutare a proteggere la barriera intestinale prevenendo in modo marcato problemi metabolici.

Già diverse ricerche hanno dimostrato in passato che la supplementazione orale con curcumina potrebbe risultare estremamente utile per supportare i malati di epilessia(http://www.vladimirocolombi.it/tag/curcuma/), benchè poco biodisponibile, potrebbe ridurre il rischio di diabete di tipo 2 nonché processi di aterosclerosi.

Una nuova ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28249988) ha ora confermato l’ipotesi di queste correlazioni, e ha nuovamente ribadito come la curcuma potrebbe rappresentare uno straordinario ed economico rimedio naturale contro innumerevoli problemi di salute.

Sappiamo da tempo come l’intestino possa essere sede di innumerevoli malattie (http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/27/antibiotici-intestino-e-diabete-1/) e concorrere in modo importante nella genesi di innumerevoli problemi di salute. Questa nuova ricerca conferma che un antiinfiammatorio potente come la curcuma, potrebbe rappresentare uno strumento di prevenzione alla portata di tutti nonostante la scarsa biodisponibilità del suo più importante principio attivo. A cui aggiungere una  mlderata attività fisica (http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/26/cambia-il-tuo-intestino-praticando-sport/).

Fonte:

Am J Physiol Cell Physiol. 2017 Mar 1:ajpcell.00235.2016. doi: 10.1152/ajpcell.00235.2016.Curcumin improves intestinal barrier function: Modulation of intracellular signaling and organization of tight junctions. Wang J1Ghosh SS1Ghosh S2.

Altre fonti e articoli sull’argomento leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/28/proteggi-fegato-e-intestino-con-lolio-di-lino/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/31/proteggi-il-tuo-intestino-dalla-colite-con-questo-portentoso-rimedio-naturale/

http://www.leda-clinic.com/professionisti/vladimiro-colombi/

 

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

Read More
News

CURCUMA ED EPILESSIA: UNO STUDIO


La curcumina potrebbe avere benefici nei malati di epilessia

 

Anni fa ebbi modo di tenere un corso di cucina vicino a dove vivo (Bergamo) insieme ad alcuni amici tra cui il dr. Carlo Tondini degli ospedali di Bergamo. Di quel corso rimane ancora oggi forse traccia su qualche giornale locale (http://www.ecodibergamo.it/stories/Enogastronomia/201106_cucina_della_salute_a_lezione_da_tondini/). Parlammo di alcuni ingredienti preziosi per la salute tra cui la curcuma di cui oggi si scopre tramite una nuova ricerca, una possibile azione contro l’epilessia.

L’epilessia è una sindrome che interessa il sistema nervoso e che trova nella farmacologia il suo principale trattamento. Nelle sue forme più gravi è possibile notare un interessamento piuttosto esteso dell’area dell’ippocampo, nella quale sembrano propagarsi le crisi. Alcune ricerche hanno evidenziato come alla persona che soffre di sindrome epilettica possa giovare oltre al trattamento farmacologico di prescrizione medica, un regime alimentare a basso contenuto di carboidrati. Gli zuccheri, nelle loro varie forme sembrano infatti aggravare sia la frequenza delle crisi che la loro gravità. Una ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28177687) ha evidenziato come una sostanza contenuta nella curcuma, la curcumina, sia in grado di proteggere i neuroni dell’ippocampo contro gli stati epilettici. La curcuma è notoriamente un antiinfiammatorio che è oramai noto al pubblico per la sua ben documentata azione protettiva dalla neurodegenerazione senile (come nel caso della demenza), e ha dimostrato una grande quantità di azioni difensive sotto molto profili (per esempio nella prevenzione delle poliposi intestinali). Un nuovo studio ha però scoperto che la curcumina, un fitochimico polifenolico estratto dalla pianta Curcuma longa, protegge le cellule neuronali contro lo stato epilettico, riducendo le crisi e la loro gravità.

Si tratta di un’ulteriore conferma relativa alle enormi proprietà medicinali di questa straordinaria spezia largamente impiegata in India (in forma di curry associata ad altri ingredienti tra cui il pepe nero, il cumino il fieno greco e altri).

 

Fonte:

Can J Physiol Pharmacol. 2016 Dec 9. doi: 10.1139/cjpp-2016-0154.Curcumin protects neuronal cells against status epilepticus-induced hippocampal damage through induction of autophagy and inhibition of necroptosis. Wang J1Liu Y2Li XH3Zeng XC4,5Li J6Zhou J7Xiao B8Hu K9.

Leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/tag/curcuma/

Read More
News

NATUROPATIA E FEGATO: I RIMEDI NATURALI PER IL FEGATO


Il carciofo, il boldo, il cardo mariano, il tarassaco, la fumaria e il rabarbaro depurano il fegato in modo sicuro ed efficace

 

Il fegato è uno degli organi più importanti non solo per il mantenimento del nostro benessere (e più in generale della nostra salute) ma addirittura per la nostra stessa sopravvivenza.

Esso infatti svolge almeno 8 funzioni vitali e oltre 200 funzioni secondarie ed è di grande importanza per garantire un’invecchiamento in salute.

Forse per chi si occupa di naturopatia, il fegato per importanza è superato solamernte dall’intestino, a causa dell’immenso valore che quest’ultimo ricopre per il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Esistono molti rimedi naturali in grado di drenarlo liberandolo da sostanze tossiche comunementer assorbite tramite il cibo.

In particolare alcune piante hanno dimostrato una grandissima azione protettiva del fegato.

Il boldo per esempio, ma anche il carciofo, il cardo mariano, la curcuma, la fumaria, il marrubio, il rabarbaro cinese e il tarassaco ne sono un esempio.

Vediamone alcune.
Il boldo regola l’attività digestiva e stimola naturalmente la secrezione biliare contribuendo al funzionamento del fegato. Favorendone la sua depurazione ha un’azione antiossidante e riduce i radicali liberi nel sangue. Il boldo ha inoltre un’azione ansiolitica ed è in grado di migliorare il tono dell’umore.
La fumaria è un’altra pianta molto importante in grado di favorire le fisiologiche funzioni epatobiliari e di ridurre la formazione di gonfiori addominali (spesso frequenti dopo i pasti in chi soffre di intolleranze alimentari) e ha anche un’azione depurativa e disintossicante a livello renale.

Il marrubio (marrubium vulgare) è molto importante per le vie respiratorie e viene abitualmente suggerito in fitoterapia per la prevenzione e il trattamento delle forme influenzali nonché nelle malattie da raffreddamento.

Nella stagione invernale anche al marrubio sono ascritte proprietà disintossicanti. Si caratterizza per la sua importante azione regolatoria nell’equilibrio degli zuccheri del sangue favorendo il microcircolo.Per questa ragione il marrubio può trovare una valida indicazione nei soggetti diabetici.

Un’altra pianta molto importante nella protezione e nel drenaggio del fegato è il tarassaco. Noto anche come “dente di leone” esso depura il fegato e promuove l’eliminazione dell’eccesso di liquidi in caso di problemi reumatici. In considerazione della sua attitudine di favorire la secrezione biliare migliora il transito intestinale e aiuta la digestione stimolando l’appetito.

Anche al tarassaco sono state attribuite notevoli azioni antiossidanti in grado di ritardare l’invecchiamento del corpo umano e proteggere il fegato dall’invecchiamento.

 

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

Read More
1 2