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L’OLIO DI LINO COME POTENTE ED ECONOMICO INTEGRATORE DI OMEGA 3 E LIGNANI


Eccellente, economico, forte e genuino, è un potente e formidabile rimedio che enfatizza la protezione di cuore e cervello

 

Nell’olio di semi di lino ci sono sostanze altamente protettive della nostra salute che costano poco e sono estremamente potenti.

I semi di lino sono tra le sostanze naturali più economiche e più interessanti per la prevenzione delle malattie e la salvaguardia della nostra salute. Gli Omega 3, i grassi noti per la loro azione protettiva dell’apparato cardiovascolare e del sistema nervoso, sono contenuti in quantità importanti nei pesci ma si trovano anche nell’ olio di semi di lino che, a differenza del pesce, non contengono sostanze tossiche (come il mercurio e altri metalli pesanti).

Questi semi inoltre riforniscono il corpo umano di alcuni nutrienti molto importanti in grado di abbassare il colesterolo e ridurre l’incidenza di malattie cardiache.

 

  • Alcuni tipi di tumori (come quello del seno, del colon e della prostata) pare siano statisticamente meno presenti nei soggetti che sono soliti consumare una piccola quantità di semi di lino con regolarità.

 

  • Questi semi contengono sostanze protettive denominate lignani che si sono dimostrate particolarmente attive nel ridurre anche i sintomi legati alla sindrome premestruale. Sempre ai lignani sarebbero poi da ricondurre la riduzione dei sintomi riconducibili alla menopausa.

 

  • Ricercatori dell’Università di Toronto in Canada hanno esaminato diversi tipi di cibo per capire da dove fosse possibile ottenere la miglior qualità e concentrazione di lignani.

 

  • Nello studio vennero esaminati 68 alimenti e scoprirono che i semi di lino contengono lignani da 75 a 800 volte in più di qualsiasi altro cibo. Si tratta di un alimento salubre e appunto economicissimo, in grado di proteggere la salute spendendo pochissimo. Unica precazione da prendere è forse quella di polverizzarli immediatamente prima dell’assunzione per assicurarsi un ottimale assorbimento dei suoi principi attivi.

 

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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I GRASSI OMEGA 3


L’importanza dei grassi omega 3 è ormai molto nota alla maggioranza delle persone che amano prendersi cura della propria salute prevenendo in modo naturale malattie cronico degenerative.

Gli omega-3 si dividono in due categorie: EPA e DHA, e hanno azioni molto rilevanti ai fini anche in ambito immunologico nei problemi allergici. Essi favoriscono la prevenzione delle alterazioni del metabolismo lipidico (quindi riducono i trigliceridi e il colesterolo) e sono in grado di modulare la risposta infiammatoria proteggendo il corpo umano dai processi degenerativi.

Gli omega 3 riducono inoltre i problemi di depressione post partum e sono importantissimi per la protezione del cervello. Se assunti nei primi tre mesi di gravidanza (e fino ai primi mesi di allattamento) sono importantissimi per la strutturazione del cervello del feto.

Nell’adulto sono noti per la protezione del cuore.

Tra le font di omega 3 migliori troviamo le acciughe e le sardine. Pertanto varrebbe la pena integrare questi alimenti almeno due o tre volte la settimana per chi ha familiarità con problemi cardiaci.

Ultima annotazione: va ricordato che questi pesci salutari sono spesso conservati sotto sale e che pertanto devono essere consumati con cautela nei soggetti ipertesi.

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CERVELLO E CUORE: COSA DICE LA NATUROPATIA


cuore e menteLa relazione tra la condizione vascolare e cognitiva del soggetto sembra essere oramai chiaramente provata. Anche nel corso di una registrazione a Telecolor avevo avuto modo di trattare l’argomento con Micol Baronio…..

La naturopatia da sempre lega l’efficienza cardiaca a quella cerebrale…….

Sappiamo infatti da tempo che malattie virali, terapia per malati oncologici (tumori) e stress possono essere tra i fattori più pericolosi per la nostra efficienza.

In un recente studio del giugno 2015 (Radiology 2015 Jul 28:142488)  è stato dimostrato come il consumo di alcune sostanze notoriamente pericolose per la condizione cardiovascolare (come l’alcool per esempio) sono direttamente correlate a una riduzione delle dimensioni di alcune zone cerebrali.

Un po’ come dire che se il cuore funziona bene è possibile prevenire malattie cerebrali come per esempio Alzheimer e demenza.

Ne discende quindi che tutte le armi che la naturopatia mette a disposizione per la prevenzione degli infarti (magnesio, omega 3, taurina, d-ribosio, l-carnitina tanto per citarne alcune) potrebbero essere utili in modo indiretto anche per la prevenzione della degenerazione cerebrale.

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MENOPAUSA, OMOCISTEINA E CARDIOPROTEZIONE: IL PICNOGENOLO


Uno studio dimostra come un semplice rimedio naturale potrebbe ridurre il rischio cardiaco e supportare la circolazione nel corso della premeopausa

 

100 mg al giorno di picnogenolo per 8 settimane riducono tutti i sintomi della menopausa in modo significativo.

Il picnogenolo è un potente antiossidante in grado di proteggere la circolazione e la pelle e dalla marcata azione antistaminica e antiasmatica.

Una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28116886) ha dimostrato come questa sostanza naturale sia in grado di ridurre tutto il quadro sintomatologico tipico della menopausa e contemporanemente ridurre la pressione arteriosa nei soggetti ipertesi, l’omocisteina (n pericoloso parametro infiammatoria che se elevato è implicato in gravi malattia cardiache) e ridurre perfino il colesterolo. Anche i livelli di glucosio sono scesi in modo significativo dopo l’assunzione di questa sostanza naturale.

Un semplice rimedio naturale potente e allo stesso tempo delicato per il gentil sesso.

 

Fonte:

Minerva Ginecol. 2017 Feb;69(1):29-34. doi: 10.23736/S0026-4784.16.03913-7.Normalization of cardiovascular risk factors in peri-menopausal women with Pycnogenol®.Luzzi R1Belcaro G2Hosoi M1Feragalli B1Cornelli U1Dugall M1Ledda A1.

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I RIMEDI NATURALI PER LA PROTEZIONE DELLE GAMBE ANCHE D’INVERNO


 

Potenzia la tua circolazione e difenditi dal freddo con questi rimedi naturali: il ginkgo biloba e l’ananas

All’inizio della scorsa estate ho avuto l’opportunità grazie a Marie Claire (http://www.marieclaire.it/Bellezza/viso-corpo/Gambe-leggere-e-buona-circolazione-i-consigli-degli-specialisti-d-estate) di spiegare al pubblico in quale modo alcuni rimedi naturali ci possano aiutare per controllare i problemi circolatori ai quali si va incontro con le elevate temperature estive. Ma anche in questi giorni freddi nei quali l’inverno si manifesta con tutta la sua forza la circolazione viene sottoposta ad uno stress intenso.

Marisa mi scrive per chiedere se esistano difese utili per potenziare la circolazione in queste giornate invernali.

                                                               (foto di Susanna Giaccai da Wikimedia Commons)

 

Ebbene Marisa,

oltre a quanto già spiegato nel precedente articolo di alcuni mesi fa (e e che può recuperare cliccando su questo link http://www.marieclaire.it/Bellezza/viso-corpo/Gambe-leggere-e-buona-circolazione-i-consigli-degli-specialisti-d-estate) vanno considerati due rimedi molto preziosi: la bromelina, che durante la stagione invernale è utilissima anche per la protezione dalla sinusite e il ginkgo biloba, che grazie alla sua azione fluidificante sul sangue, è in grado di favorire la circolazione e tonificare le arterie.

Il ginkgo biloba e la bromelina si possono reperire facilmente in tutte le parafarmacie, erboristerie e farmacie sia in capsule che in compresse.

Ricordo che al ginkgo biloba vanno attribuiti anche grandi meriti in tema di prevenzione dalla malattia di Alzheimer (di cui ho anche spiegato già in passato gli enormi effetti protettivi sul cervello e sul cuore) e che grazie al suo elevato contenuto di quercitina l’azione del ginkgo biloba può essere utile anche per preparare l’organismo all’arrivo della primavera (http://www.vladimirocolombi.it/2016/04/25/la-quercitina-antistaminica-nel-controllo-del-colesterolo/)

Le ricordo infine che qualora fosse interessata ad ulteriori approfondimenti può cliccare il link sottostante. In questo modo potrà visionare l’intera puntata televisiva registrata a Telecolor qualche tempo fa.

Un caro saluto

Vladimiro

Per visionare il video clicca qui:

https://www.youtube.com/watch?v=XjdG-KqxXAs

Bibliografia di riferimento:

Int J Clin Psychiatry Pract. 2013 ago 27.Effetti del Ginkgo biloba estratto EGb 761 ® nella demenza con caratteristiche neuropsichiatriche: revisione di studi randomizzati e controllati recentemente completato.DIU R . Clinica di Psichiatria e Psicoterapia Geriatrica, Alexian Ospedale Maria Hilf, Krefeld, in Germania, e del Dipartimento di Psichiatria e Psicoterapia, Università di Düsseldorf, Germania.

Mol Med Rep. 2013 Sep;8(3):935-41. doi: 10.3892/mmr.2013.1573. Epub 2013 Jul 8.Protective effect of bilobalide on learning and memory impairment in rats with vascular dementia.Li WZWu WYHuang HWu YYYin YYDepartment of Pharmacology, Key Laboratory of Anti Inflammatory and Immunopharmacology, Ministry of Education, Anhui Medical University, Hefei, Anhui 230032, P.R. China.

Vestn Oftalmol. 2013 May-Jun;129(3):89-93.[On some pathogenic features of diabetic retinopathy in type II diabetes mellitus and the role of antioxidants andginkgo biloba].Alekseev IBKochergin SAVorob’eva IVMikhaleva LG.

Am J Chin Med. 2013;41(4):789-800. doi: 10.1142/S0192415X13500535.Cardio-Protection by Ginkgo biloba Extract 50 in Rats with Acute Myocardial Infarction is Related to Na (+)- Ca (2+) Exchanger.Liu AHBao YMWang XYZhang ZX. Department of Physiology, Basic Medical College, Shanghai University of Traditional Chinese Medicine, Shanghai, China.

Indian J Biochem Biophys. 2013 Jun;50(3):202-9.Increased cardiac endothelin-1 and nitric oxide in adriamycin-induced acute cardiotoxicity: protective effect ofGinkgo biloba extract.El-Boghdady NA.

Biochemistry Department, Faculty of Pharmacy, Cairo University, Cairo 11562, Egypt. nohaelbogday@yahoo.com

Pharmazie. 2013 Jul;68(7):584-9.Neuroprotection by bilobalide in ischemia: improvement of mitochondrial function.Schwarzkopf TMHagl SEckert GPKlein J. Pharmakologisches Institut für Naturwissenschaftler, Goethe Universittit Frankfurt am Main, Germany.

Int J Dev Neurosci. 2013 Aug 8;31(7):598-607. doi: 10.1016/j.ijdevneu.2013.07.006.Anti-amnestic properties of Ginkgo biloba extract on impaired memory function induced by aluminum in rats.Abd-Elhady RMElsheikh AMKhalifa AE.Department of Pharmacology and Toxicology, National Organization for Drug Control and Research, Cairo, Egypt. Electronic address: rasha.ph@gmail.com.

Behav Pharmacol. 2013 Aug 29.Extract of Ginkgo biloba is equivalent to vitamin E in attenuating and preventing vacuous chewing movements in a rat model of tardive dyskinesia.An HMTan YLShi JWang ZRLi JWang YCKosten TRZhou DFYang FDZhang XY.

aPsychiatry Research Center, Beijing Huilongguan Hospital bInstitute of Mental Health, Peking University, Beijing, China cMenninger Department of Psychiatry and Behavioral Sciences, Baylor College of Medicine, and Michael E. DeBakey VA Medical Center, Houston, Texas, USA.

JEthnopharmacol. 2013Sep5.pii:S03788741(13)006028.doi:10.1016/j.jep.2013.08.048.Suppression of experimental abdominal aortic aneurysms in the mice by treatment with Ginkgo biloba extract (EGb 761).Wang LBai YWang BCui HWu HLv JRMei YZhang JSLiu SQi LWChen Y. Department of Cardiothoracic Surgery, Jinling Hospital, Clinical Medicine School of Nanjing University, Nanjing 210002, China

Clin Interv Aging. 2013;8:975-81. doi: 10.2147/CIA.S44777. Epub 2013 Jul 24.Effect of Memo®, a natural formula combination, on Mini-Mental State Examination scores in patients with mild cognitive impairment.Yakoot MSalem AHelmy S.Green Clinic and Research Center, Alexandria, Egypt.

Si ringrazia per l’utilizzo della foto:

Susanna Giaccai (da Wikimedia Commons)

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VUOI CONSERVARE LA TUA MEMORIA A LUNGO? FAI COSI’


I grassi “cattivi” e gli zuccheri sono i peggiori nemici della memoria

 

Nel mese di luglio 2016 è stato dimostrato da uno studio come un’alimentazione troppa ricca di grassi idrogenati e zuccheri possa rappresentare un importante fattore di rischio per la memoria. I grassi idrogenati si trovano soprattutto nei prodotti confezionati, ahimè spesso presenti sulle nostre tavole per la prima colazione. Crackers, biscotti, fette biscottate sono solo alcune delle tante proposte che marketing e multinazionali del cibo ci propongono di continuo raccontandoci bontà e meraviglie di una pasto con queste delizie.

La verità è che purtroppo questi alimenti sono strapieni di grassi idrogenati e zuccheri, entrambi pericolosi per la memoria, soprattutto nell’anziano che abbia usato e abusato di questi “non alimenti” per lungo periodo.

Imparare a sostituire fin da subito per la prima colazione questi dannosi alimenti con frutta di stagione e altri vegetali ricchi di nutrienti può cambiare il corso della lunghezza e della qualità della nostra vita. Impariamo a usare due o tre volte alla settimana alle brioche dei mirtilli o dei lamponi o dei frutti di bosco, magari abbinandoci un avocado strapieno di grassi monoinsaturi (questi invece notoriamente preziosi per la salute del cuore). Il caffè è benvenuto ma senza zucchero, mentre come fonte di carboidrati amilacei possiamo optare per delle gallette di grano saraceno o riso o soia. Utile poi sempre arricchire la colazione con qualche seme oleoso (noci in particolar modo) o altra fonte proteica vegetale come i pinoli

 

Fonte:

Brain Behav Immun. 2016 Jul 20. pii: S0889-1591(16)30345-2. doi: 10.1016/j.bbi.2016.07.151.The effect of short-term exposure to energy-matched diets enriched in fat or sugar on memory, gut microbiota and markers of brain inflammation and plasticity.Beilharz JE1Kaakoush NO2Maniam J1Morris MJ3.

 

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IL SESAMO, IL GOMASIO E IL TAHIN PER LA PROFILASSI CONTRO OSTEOPOROSI E OSSA!


 

Sesame-Seeds

Quante volte abbiamo sentito dire che occorre consumare latticini per prevenire l’osteoporosi? Sapete che tra i grandi consumatori di latticini si riscontrano spesso forme di osteoporosi di gravità importante?
E sapete che nelle donne asiatiche i problemi di osteoporosi sono di gran lunga meno presenti che nei paesi europei e statunitensi?
Sembrano notizie incredibili, eppure è così: il consumo di latticini non pare ridurre affatto in modo significativo i rischi di osteoporosi.
Quello che invece sappiamo è che con alcuni semplici accorgimenti intelligenti potremmo intervenire in modo incisivo per prevenire quello che appare essere sempre più uno spettro per molte donne.
Il calcio, ma anche il magnesio, il boro e la vitamina D sono sostanze preziose per la prevenzione dell’osteoporosi, e possono sviluppare una intensa azione preventiva nei suoi confronti.
Ma perché il calcio sia veramente utile dovremmo assicurarci che provenga da fonti alimentari che né garantiscano una elevata biodisponibilità. Occorre cioè che il nostro organismo possa davvero utilizzarlo per soddisfare le sue necessità.
Una delle fonti più interessanti perchè biodisponibili di calcio è rappresentata dal sesamo.
I semi di sesamo contengono una buona quantità di calcio e sono sicuramente molto gustosi e graditi al palato di molti.
Al sesamo sono stati attributi diversi benefici a quanto sembra da diversi studi: ha un’azione antiossidante, antitumorale, e sembra aumentare il tasso di fertilità nei ratti se associato alla vitamina C.

Colesterolo glicemia e ferite

Alcuni recenti studi hanno confermato come una dieta ricca di lignani provenienti da sesamo non solo sarebbe in grado di ridurre il colesterolo LDL (quello noto come cattivo…), ma potrebbe rivelarsi un eccellente alleato anche nel controllo delle curve glicemiche.
Per uso topico poi, l’olio di sesamo avrebbe documentato una interessante azione favorente il recupero delle ferite.

Il sesamo in cucina

Esistono molto modi per assumere il sesamo nella nostra alimentazione: l’olio di sesamo spremuto a freddo per esempio, può rappresentare una valida aggiunta per alternare e arricchire i nostri piatti (insalate, pasta, o altro…). Ricco di vitamina E e di grassi insaturi ha un sapore molto gradevole e delicato che ricorda vagamente la noce. Ha un’azione antiossidante ed è molto importante per prevenire smagliature e rughe.
Il gomasio invece è molto usato nella cucina dell’area asiatica, ed è un composto di semi di sesamo tritati mescolato ad alghe e sale.
Viene comunemente usato per insaporire insalate, zuppe o minestre, ma anche carni o pesce,
Il suo impiego aiuta a ridurre il consumo di sale, sempre troppo abbondante nell’alimentazione occidentale e concausa importante di ritenzione idrica, ipertensione, e diverse malattie secondarie a quest’ultima.
Anche il tahin è sicuramente un alleato poco conosciuto ma strategico per le nostre ossa.
Il tahin è una crema di sesamo molto gustosa che si prepara tostando e tritando i semi di sesamo. Insieme al miele sul pane tostato a colazione al mattino oppure usato come ingrediente nei dolci, rappresenta un valido alleato per il nostro scheletro. Il Tahin è ricco di vitamina E ma anche di vitamina B e di numerosi sali minerali (come il magnesio, il silicio. Il fosforo, lo zinco e il ferro). E’ molto usato in Turchia come salsa per arricchire i piatti….
La sua ricchezza di vitamina B e di magnesio lo rende particolarmente interessante nel controllo della sindrome premestruale. Un recente studio ha infatti dimostrato come l’integrazione di vitamine del gruppo B possa ridurre i sintomi di questo fastidioso problema (2011 American Society for Nutrition Dietary B vitamin intake and incident premenstrual syndrome Patricia O Chocano-Bedoya, JoAnn E Manson, Susan E Hankinson, Walter C Willett, Susan R Johnson, Lisa Chasan-Taber, Alayne G Ronnenberg Carol Bigelow, and Elizabeth R Bertone-Johnson).
Molti studi hanno oramai confermato come un’adeguato apporto di vitamine del gruppo B sia essenziale per il mantenimento di un adeguato stato di salute. E’ noto come un’alimentazione iper raffinata sia largamente carente di magnesio (fondamentale per la prevenzione di malattie comuni al sistema nervoso come l’ansia o l’insonnia) e di vitamine del gruppo B.
Ricordiamo in proposito che le maggiori fonti di queste vitamine sono: il lievito di birra, il germe di grano, il fegato, l’ortica, la pappa reale, il polline, la spirulina, il riso intero, il grano intero, i legumi, la nocciola, la mandorla, la noce, il tuorlo d’uovo, la carne di maiale, gli ortaggi verdi freschi, le patate. In particolare la riboflavina è abbondantemente presente in natura e si trova nelle verdure, nel lievito e soprattutto nel latte, nel fegato, nel cuore, nel rene e nell’albume dell’uovo. E anche il sesamo….
Quando si dice mangiar sano!!!!!

Fonti:

Fonti:
J Agric Food Chem. 2011 Mar 10. Identification of Methanol-Soluble Compounds in Sesame and Evaluation of Antioxidant Potential of Its Lignans. Kuo PC, Lin MC, Chen GF, Yiu TJ, Tzen JT.

J Hum Reprod Sci. 2010 Jan;3(1):11-4.Efficacy of vitamin C and ethanolic extract of Sesamum indicum in promoting fertility in male Wistar rats.Ashamu E, Salawu E, Oyewo O, Alhassan A, Alamu O, Adegoke A.

Mol Cancer Res. 2010 May;8(5):751-61. Epub 2010 May 11.Sesamin manifests chemopreventive effects through the suppression of NF-kappa B-regulated cell survival, proliferation, invasion, and angiogenic gene products.Harikumar KB, Sung B, Tharakan ST, Pandey MK, Joy B, Guha S, Krishnan S, Aggarwal BB.

Basic Clin Pharmacol Toxicol. 2010 Jul;107(1):577-82. Epub 2010 Jan 25.Protective effect of sesamol against 3-nitropropionic acid-induced cognitive dysfunction and altered glutathione redox balance in rats. Kumar P, Kalonia H, Kumar A.

Br J Nutr. 2009 Sep;102(5):703-8. Epub 2009 Mar 23.Effects of a diet rich in sesame ( Sesamum indicum) pericarp on the expression of oestrogen receptor alpha and oestrogen receptor beta in rat prostate and uterus. Anagnostis A, Papadopoulos AI.
Indian J Exp Biol. 2008 Nov;46(11):777-82.Wound healing activity of Sesamum indicum L seed and oil in rats. Kiran K, Asad M.

Food Chem Toxicol. giugno 2008, 46 (6) :1889-95. Epub 2008 Jan 16.Sesame come componente hypocholesteraemic e antiossidanti alimentari. Visavadiya NP , AV Narasimhacharya .

Zhong Yao Cai. 2003 Apr;26(4):272-3.[Antitumor effect of alcohol extract from Sesamum indicum flower on S180 and H22 experimental tumor]. Xu H, Yang X, Yang J, Qi W, Liu C, Yang Y.

Biosci Biotechnol Biochem. 2001 Oct;65(10):2318-21.Hypoglycemic effect of a hot-water extract from defatted sesame (Sesamum indicum L.) seed on the blood glucose level in genetically diabetic KK-Ay mice. Takeuchi H, Mooi LY, Inagaki Y, He P.

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I rimedi naturali per le vene e il cuore


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Alla base di molti comuni disturbi e di alcuni gravi scompensi che possono concorrere nello sviluppare patologie gravi esistono spesso stili di vita completamente sbagliati. Non ce ne rendiamo conto forse ma quasi tutti i giorni assumiamo più volte nel corso della giornata gli stessi alimenti: frumento, lieviti, latticini, nickel, grassi idrogenati e salicilati, sono tutte sostanze che comunemente consumiamo in quantità elevatissima. Solo riducendo l’apporto di sale giornaliero (per esempio mangiando meno pane) potremmo produrre un effetto preventivo del rischio di problemi vascolari, insufficienza cardiaca, ictus, infarto e di alcuni tipi di tumori (con particolare riguardo al tumore dello stomaco). Il pane e i biscotti della prima colazione (quasi sempre presenti dell’alimentazione tipica italiana) apportano mediamente tra il 30% e il 50% del sale giornaliero, e se si pensa che il 44% di tutte le morti sono causate da malattie cardiocircolatorie è facile comprendere come parte di esse potrebbe essere largamente prevenuta riducendo l’apporto di sale.Anche l’uso dei lieviti è largamente controindicato nei soggetti ipertesi perché aumenta in modo statistico il rischio di aumento di peso (connesso a sua volta con l’aumento dei processi infiammatori). Per chi ha problemi per esempio di insufficienza venosa cronica o soffre di altri disturbi legati all’apparato circolatorio, ridurre il fumo e migliorare il funzionamento dell’intestino (evitando la stipsi cronica), ridurre il peso corporeo e correggere eventuali problemi di carattere ortopedico (come per esempio alterazioni posturali della schiena o delle ginocchia) può produrre notevoli risultati sia nell’insufficienza venosa che in quella cardiaca. Esistono poi dei grassi estremamente preziosi per la protezione cardiaca (e più in generale per tutto l’apparato cardiovascolare e per il sistema nervoso): si tratta dei grassi insaturi, sia nella forma monoinsaturi (come l’olio extravergine di oliva) che polinsaturi (come quelli contenuti nel pesce, nell’ olio di lino, nelle noci, nei semi oleosi in generale nonchè nei semi di chia e di canapa. Questi ultimi due alimenti contengono preziosi omega 3 in grado di ridurre i livelli di colesterolo e di trigliceridi e hanno potenzialità antinfiammatorie davvero importantissime. L”utilizzo di alcuni minerali come il magnesio e il cromo possono notevolmente migliorare e prevenire familiarità a livello cardiovascolare perché sono in grado di migliorare la resistenza insulinica prevenendo per esempio forme diabetiche e contemporaneamente migliorare la contrattilità cardiaca, (problema molto comune nei casi di insufficienza cardiaca o di cardiopatia dilatativa). Sempre a livello antinfiammatorio si rivela di grande utilità l’utilizzo di alcune spezie (con particolare riguardo alla curcuma), perché riducono delle pericolose molecole, le prostaglandine, in grado di aumentare i processi infiammatori tanto pericolosi per l’apparato cardiovascolare e il sistema venoso.Ricordiamo infine che l’attività fisica rappresenta una “conditio sine qua non” per migliorare quasi tutti i disturbi su base circolatoria. Statisticamente infatti già dal 1952 è stato osservato un notevole rischio di problemi e di decessi legati a problemi delle coronarie tra coloro che svolgono lavori sedentari (come gli impiegati) e chi svolge invece lavori fisici (come i manovali).

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OMEGA 3: un aiuto per i nostri figli? Come possono aiutarli nei momenti di difficoltà nell’apprendimento e nella concentrazione.


pesce tropicaleGli omega 3 sono i grassi più protettivi per proteggere la nostra salute e quella dei nostri figli. Lo sapevate?

Oramai noti per la loro azione cardioprotettiva,  i grassi omega 3 contenuti nei pesci, nelle alghe e in alcuni vegetali  sono oggi considerati (spesso a torto) come una sorta di panacea universale. Che non possano compiere miracoli è intuibile, ma vale la pena ricordare che questi grassi preziosissimi si continuano a confermare fondamentali sia nella prevenzione che nel controllo di innumerevoli scompensi. La protezione degli omega 3 e del cervello e del cuore è un fatto acquisito: le coronarie possono soffrire da deficit di questi grassi la cui carenza può essere una concausa importante nella genesi delle coronaropatie. Ma  questi grassi sono in grado anche di migliorare la concentrazione nei bambini aiutandoli nello studio e incrementando la rendita scolastica. Utilissimi anche nel controllo della sindrome da iperattività.

La stessa cosa dicasi nella degenerazione cerebrale: alcune gravi malattie (come l’Alzheimer per esempio, così come evidenziato da una pubblicazione scientifica: FEBS Lett. 2016 Jan 29. doi: 10.1002/1873-3468.12082.Preferential interaction of the Alzheimer peptide Aβ-(1-42) with Omega-3 containing lipid bilayers: structure and interaction studies.Emendato A1Spadaccini R1,2De Santis A1,3Guerrini R4D’Errico G1,3Picone D1) sono anche legate a processi infiammatori sistemici e prolungati, che cronicizzandosi possono favorire la crescita di placche proteiche nel cervello (beta-amiloidasi).

Recentissimi studi però ci stanno confermando informazioni oramai acquisite.  I grassi omega 3 sono il primo rimedio naturale in ordine di importanza nell’eccesso di trigliceridi, uno scompenso spesso dipendente da un’alimentazione troppo carica di carboidrati (pane, pasta, riso, alcolici, dolci e zuccheri in genere). In questo scompenso, piu’ che in quello da eccesso di colesterolo, gli omega 3 sviluppano uno straordinario controllo e un’intensa azione preventiva.

Lo studio effettuato nel corso del mese di gennaio 2016 (Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes. 2016 Jan 25.Effects of eicosapentaenoic acid and docosahexaenoic acid on lipoproteins in hypertriglyceridemia.Patel AA1Budoff MJ.) ha confermato le precedenti evidenze scientifiche.

Ma la loro azione si sviluppa anche a livello mnemonico: l’olio di pesce infatti può rappresentare una valida integrazione negli studenti e negli uomini adulti per favorire l’aumento della memoria. Questi grassi agiscono infatti favorevolmente a livello cognitivo senza stimolare il sistema nervoso e, al contrario migliorare la concentrazione anche in soggetti ansiosi. (J Nutr Health Aging. 2016;20(2):161-9. doi: 10.1007/s12603-015-0609-6.Fish Oil Supplementation Increases Event Related Posterior Cingulate Activation in Older Adults with Subjective Memory Impairment.Boespflug EL1McNamara RKEliassen JCSchidler MDKrikorian R.).

Proprio per la loro azione antiinfiammatoria i grassi omega 3 sono un sicuro rimedio per completare una terapia farmacologica nelle crisi di asma (Nutr Res Rev. 2016 Jan 26:1-16.n-3 Fatty acids and asthma.Kumar A1Mastana SS1Lindley MR1.) e possono al contempo incrementare le funzioni cognitive se associati a vitamina B12 (J Biomed Sci. 2016 Jan 25;23(1):17. doi: 10.1186/s12929-016-0241-8.Novel insights into the effect of vitamin B12 and omega-3 fatty acids on brain function.Rathod R1Kale A1Joshi S2.).

Sempre all’inizio del 2016 sono comparsi ancora nuovi studi dai quali è confermato che i grassi omega 3 sono estremamente importanti nel sostenere le funzioni cardiache, con particolare riferimento alla funzionalità del ventricolo sinistro, e rappresentano un tassello fondamentale per la protezione dai disturbi depressivi (depressione maggiore).  Ad essi infine va attribuita un’azione antiinfiammatoria della parete intestinale (intestino che sappiamo giocare un ruolo di primo piano nella genesi di malattie cronico-degenerative e malattie autoimmuni tra le quali la sclerosi multipla) con ricadute pertanto positive anche sul recupero di problemi allergici o di intolleranze alimentari.

Ma i portentosi omega 3 non si trovano solo nell’olio di pesce. Anche i vegetariani e i vegani possono introdurre queste sostanze da vegetali sicuri: olio di canapa, di noce e lino (sia in semi che olio) contengono quantità importanti di omega 3.

Presso il dipartimento di biotecnologie farmaceutiche “Bharati Vidyapeeth” di Pune (India), sono stati studiati che effetti benefici di una dieta ricca di olio di semi di lino e di pesce su ratti ai quali è stato indotto il diabete.

Il lino è considerato uno delle fonti più sicure di omega 3 di origine vegetale (insieme appunto alle alghe, alla canapa e alle noci) e viene utilizzato abitualmente in nord  Europa per preparare un formaggio, il quark, considerato molto salutare e gustoso. L’olio di lino si ottiene dopo aver essiccato e tostato i semi e dopo averli spremuti a freddo.

E’ un eccellente rimedio naturale che trova particolare indicazione nelle stitichezze e per il controllo dei processi infiammatori. Deve essere consumato a crudo perché le sue pregiate proprietà non vengano distrutte dalla cottura.

E’ un olio delicatissimo, che mal tollera l’esposizione alla luce solare e alle elevate temperature ma molto ricco di oligoelementi e minerali soprattutto manganese, magnesio, fosforo e rame.

Contiene lignani, delle sostanze la cui azione antitumorale è stata largamente studiata e provata, con particolare riguardo ai tumori al seno, utilissimi anche nella protezione cardiaca e perfino nel controllo delle recidive di herpes labiale. Questi semi devono essere tritati al momento, poco prima di essere consumati, per permettere al corpo di sfruttarne le proprietà e al contempo evitare che i grassi contenuti vengano ossidati irrancidendosi.

Dell’olio di pesce invece oramai sappiamo quasi tutto: oramai noti anche al grande pubblico per via della loro nota azione protettiva a livello cardiaco sono entrati a far parte della nota “dieta a zona” vent’anni fa e oggi sono parte integrante di alcuni protocolli medici (trigliceridi, cardiopatie, infiammazione, prevenzione incidenti vascolari in generale).

Da uno studio recentissimo è emerso che l’olio di semi di lino e l’olio di pesce sarebbero in grado di controllare i danni tissutali del diabete e sarebbero in grado di modulare l’espressione dei geni responsabili dell’infiammazione. Oltre a questo questi due oli sarebbero in grado di ridurre lo stato della glicazione proteica e l’infiammazione del fegato, organo chiave insieme al pancreas nel processo di resistenza insulinica, nella sindrome metabolica nonché nel diabete.

Esiste poi un’altra fonte di omega 3 non vegetale: si tratta dell’olio di Krill, estratto da un piccolo crostaceo (Euphausia superba) il cui aspetto ricorda molto il gambero che vive in acque fredde. L’olio estratto da questo piccolo animale non solo è ricco di omega 3 ma è altamente biodisponibile in quanto si presente in fosfolipidi (e non in forma di trigliceridi come molti integratori di omega 3 in commercio) ed è ricchissimo di fosfatidilcolina, una sostanza importantissima per mantenere integra la memoria. La fosfatidilcolina, presente tra l’altro anche nella lecitina di soia, fornisce il materiale per costruire l’acetilcolina, un neurotrasmettitore importantissimo per favorire la concentrazione e la conservazione dei ricordi. I fosfolipidi dell’olio di krill vengono assorbiti perfettamente nell’intestino tenue ed essendo associati nel krill all’astaxantina, un carotenoide dall’azione fortemente antiossidante, rimangono stabili senza ossidarsi (problema molto comune nei grassi insaturi e in particolare negli omega 3 di provenienza animale). In fatto che questo piccolo animale si trovi all’inizio della catena alimentare lo rende pregiatissimo perché i grassi omega 3 contenuti non contengono metalli pesanti (come nel caso degli olii vegetali di lino, noce e canapa del resto) e ha dimostrato un livello di assorbimento talmente elevato da rendere sufficiente anche una minima assunzione rispetto al tradizionale olio di pesce.

Gli omega 3 sono in grado di ridurre i livelli di LDL (il colesterolo “cattivo”) ed elevare i livelli di HDL (quello cosiddetto “buono”) e riducono il senso di fame aumentando quello di sazietà agendo sul sistema endocannabinoide (un’area cerebrale che ha a che fare con il piacere e la gratificazione). In particolare gli omega 3 dell’olio di krill, sembrano essere particolarmente attivi nel ridurre l’acido arachidonico, una molecola piuttosto pericolosa per la salute in quanto in grado di elevare i livelli infiammatori dell’intero organismo. Grazie a questa sua azione l’olio di krill sarebbe in grado di ridurre i depositi di grasso viscerale (addominale) favorendo la riduzione della “pancia”.

Nel caso di omega 3 provenienti da Krill inoltre uno studio sembra aver confermato, (più che per gli omega 3 da pesce, quindi in forma di trigliceridi) un’interessante azione sulla sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività nei bambini soggetti a questo disturbo.

Vale forse la pena infine ricordare che i grassi insaturi omega 3 hanno confermato da diverse ricerche potenzialità notevoli nella prevenzione e nel controllo della sindrome metabolica, una sindrome in continuo e progressivo aumento.Ovviamente accompagnando ad una corretta integrazione questi straordinari grassi con una moderata attività fisica aerobica (una camminata per esempio) la loro protezione cardiaca aumento ulteriormente.

Bibliografia:omega3-capsules-fish-shape

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2)        J Psychiatr Res. 2016 Jan 11;75:65-74. doi: 10.1016/j.jpsychires.2015.12.007.Omega-3 polyunsaturated fatty acid supplementation and white matter changes in major depression.Chhetry BT1Hezghia A2Miller JM1Lee S3Rubin-Falcone H1Cooper TB4Oquendo MA1Mann JJ5Sublette ME6.

 

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4)        Exp Biol Med (Maywood). 2016 Jan 18. pii: 1535370215618462.Anti-inflammatory nutritional intervention in patients with relapsing-remitting and primary-progressive multiple sclerosis: A pilot study.Riccio P1Rossano R2Larocca M2Trotta V2Mennella I3Vitaglione P3Ettorre M4Graverini A5De Santis A5Di Monte E6Coniglio MG6.

5)        Food Chem. 2013 Nov 1;141(1):187-95. doi: 10.1016/j.foodchem.2013.03.001. Epub 2013 Mar 14.Dietary flaxseed oil and fish oil modulates expression of antioxidant and inflammatory genes with alleviation of protein glycation status and inflammation in liver of streptozotocin-nicotinamide induced diabetic rats.Jangale NM, Devarshi PP, Dubal AA, Ghule AE, Koppikar SJ, Bodhankar SL, Chougale AD, Kulkarni MJ, Harsulkar AM.Department of Pharmaceutical Biotechnology, Bharati Vidyapeeth Deemed University, Poona College of Pharmacy, Erandwane, Pune, Maharashtra 411 038, India.

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