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LA VERDURA DI STAGIONE: A MARZO LA CAROTA


Ricordate Bugs Bunny? Lui sì che la sapeva lunga…..

Se non proprio tutti i giorni mi capita almeno due volte la settimana di ricevere persone in studio con problemi gastrointestinali e la cui causa è apparentemente sconosciuta.

Eppure Ippocrate lo aveva detto chiaramente: ” fa che il cibo sia la tua medicina èla medicina sia il tuo cibo”.

Daucus carota (questo è il nome botanico della carota) è un vegetale appartenente alla famiglia delle ombrellifere ed è uno degli ortaggi a mio modesto avviso tra i più preziosi in assoluto per un l’uomo.

Grazie alla sua polpa, al suo succo ma anche alle foglie, al gambo e ai semi, la carota rappresenta uno dei vegetali più importanti per la salute umana.

Ricchissima di vitamina A contiene anche acido folico, vitamina C e carotenoidi e ha una bassa concentrazione di zuccheri che varia dal 3 al 7% a cui si aggiungono moltissimi minerali tra cui ferro, fosforo, calcio, sodio, potassio, magnesio, manganese, zolfo, rame e bromo. La carota contiene anche asparagina e docarina, due sostanze non semplici da recuperare.

La carota vanta straordinarie proprietà nutrizionali.

Innanzitutto ha un’azione tonica e ricostituente nell’astenia ed è un prezioso rimineralizzante utilissimo in caso di anemia, ma è soprattutto il grande amico dell’intestino per la sua straordinaria azione regolatrice antidiarroica e al contempo lassativa. Nella nella stitichezza svolge un’azione importante nell’intestino iperfermenativo quando l’alimentazione scorretta causa innumerevoli anomalie nel suo funzionamento, come gonfiore e dolore addominale.

Inoltre la carota è cicatrizzante a livello gastrico e trova pertanto indicazione specifica in tutte quelle situazioni nelle quali siano presenti infiammazioni croniche dello stomaco e dell’esofago (esofagite e gastrite). Il succo di carota può essere utilizzato nella misura di 50 a 500 grammi al giorno al risveglio e prima di coricarsi contro la stipsi e può essere largamente impiegata per preparare non solo delle insalate ma anche delle gustose minestre.

La presenza di docarina (scoperta da alcuni ricercatori russi) ha reso la carota particolarmente utile nella cura e nella prevenzione di malattie coronariche in quanto alla docarina è stata ascritta un’azione vasodilatatrice.

 A livello dermatologico, la carota ha un azione ringiovanente sui tessuti e cicatrizzante sulle piaghe se utilizzata per uso esterno

Mentre della carota conosciamo quasi tutti la valenza nutrizionale e le proprietà curative dell’olio essenziale di carota invece conosciamo meno le proprietà. Nell’ambito della medicina popolare questo olio essenziale è utilizzato nell’insufficienza epatica e biliare e favorisce la rigenerazione di fegato, reni e pancreas. E’ un olio particolarmente utile per abbassare il colesterolo e può essere utilizzato per proteggere il fegato in caso di epatite.

L’olio essenziale di carota vanta un’azione tonica generale (quindi indicatissimo in caso di affaticamento generale) e a livello dermatologico può essere utilizzato per acne, ezemi e foruncolosi.

Più in generale può essere utile per rigenerare la pelle nelle persone anziane soprattutto in caso di macchie senili o di rughe.

Anche se non sono note controindicazioni specifiche è preferibile evitarne l’utilizzo nei primi tre mesi di gravidanza.

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https://www.youtube.com/watch?v=PZN8aIoeq7o

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LE PROPRIETA’ DELL’OLIO DI COCCO


L’olio di cocco potrebbe rappresentare un ottimo rimedio per la protezione del sistema nervoso, della pelle, e della prostata. Ma anche contro le rughe

 

L olio di cocco rientra a pieno titolo tra cibi cosidetti “superfood” in quanto dotati di proprietà davvero uniche e straordinarie.Si tratta infatti di un olio particolarmente ricco di grassi saturi a media catena (il che li rende da un lato particolarmente preziosi a livello energetico, e dall’altro, meno pericolosi per i depositi potenziali di colesterolo all’interno dell’apparato cardiovascolare). La caratteristica di questi grassi sta nella loro abilità nel penetrare all’interno delle cellule senza intervento da parte degli acidi biliari. Grazie a questa caratteristica chi soffre di problemi al livello epatico o di insufficienza biliare può sfruttarne gli effetti senza alcun problema. L’elevata concentrazione di aminoacidi contenuti (come cisteina, glicina, arginina, alanina, leucina, lisina, prolina, metionina e tirosina), di vitamine (B, C e D), di alcuni oligoelementi e minerali (come zinco, potassio, rame, magnesio e fosforo) fanno dell’olio di cocco un’autentica miniera di sostante nutrienti protettive della nostra salute. L’olio di cocco vanta innumerevoli proprietà protettive tra cui un’azione antibatterica e antifungina, soprattutto con riferimento a Candida albicans contro la quale ha dimostrato un’azione particolarmente forte e intensa.

L’olio di cocco ha inoltre un’azione protettiva della prostata. Particolarmente indicato in caso di ipertrofia prostatical’olio di cocco potrebbe essere potenzialmente utile (ma gli studi devono ancora confermarlo) contro la malattia di Alzheimer.

Una ricerca effettuata nel 2015 presso l’Università di Valenzia ha dimostrato come la soluzione di 40 millilitri al giorno di olio di cocco sia in grado di migliorare lo stato cognitivo dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer.

Ma gli effetti protettivi e importanti per la nostra salute dell’olio di cocco non si esauriscono qui. L’olio di cocco possiede un’azione ricostituente e nutriente antirughe per la pelle.Grazie alla presenza di innumerevoli grassi nonchè alla presenza di     minerali e vitamine B e C si è rivelato un prezioso alleato anche nel trattamento delle ferite. Ancora recentemente uno studio ne ha confermato le sue virtù (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27878500) mentre altri due studi hanno confermato delle potenzialità dell’olio di cocco contro la malattia di alzheimer (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28126466 e https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28118770).

 Bibliografia:

1)    Inflammopharmacology. 2017 Feb;25(1):41-53. doi: 10.1007/s10787-016-0298-8. Epub 2016 Nov 22.Anti-inflammatory and antioxidant effect of Kerabala: a value-added ayurvedic formulation from virgin coconut oil inhibits pathogenesis in adjuvant-induced arthritis.Ratheesh M1Sandya S2Pramod C3Asha S4Svenia JP4Premlal S5GrishKumar B6;

 2)    Dermatol Ther. 2017 Feb 15. doi: 10.1111/dth.12472.Coconut oil: The future of atopic dermatitis treatment?Desai AS1;

 3)    Neurochem Int. 2017 Jan 23. pii: S0197-0186(16)30334-5. doi: 10.1016/j.neuint.2017.01.008.Coconut oil protects cortical neurons from amyloid beta toxicity by enhancing signaling of cell survival pathways.Nafar F1Clarke JP1Mearow KM2;

 4)    Pharm Biol. 2017 Dec;55(1):825-832. doi: 10.1080/13880209.2017.1280688.Enhanced memory in Wistar rats by virgin coconut oil is associated with increased antioxidative, cholinergic activities and reduced oxidative stress.Rahim NS1,2Lim SM1,3Mani V4Abdul Majeed AB3Ramasamy K1,3.

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LA RADICE DI CURCUMA E LA CORTECCIA DI SALICE ROSSO PER I DOLORI E LE INFIAMMAZIONI


Soffri di dolori articolari? Prova la curcuma e il salice rosso

Mentre la curcuma è sicuramente nota ormai al grande pubblico per le sue incredibili azioni protettive della nostra salute (soprattutto con riferimento all’infiammazione sistemica), il salice rosso è forse molto meno noto.

La corteccia del salice rosso infatti è in grado di inibire la produzione dell’acido arachidonico, un grasso pericoloso che innesca molti processi infiammatori. Alcuni studi hanno confermato come l’assunzione dell’ estratto di corteccia di salice rosso associato alla polvere di radice di curcuma sia in grado di moltiplicare l’azione antinfiammatoria e antidolorifica della polvere di radice di curcuma.L’associazione dei singoli estratti è tanto più potente se essi vengono fermentati e arricchiti da enzimi e vitamine.

Alcuni produttori hanno sviluppato integratori alimentari per sfruttare questa importante sinergia formulando prodotti facilmente reperibili sul mercato in erboristeria, in farmacia o parafarmacia.Associando le azioni antinfiammatorie e curative dei due prodotti e riducendo in microparticelle i singoli componenti è possibile assorbire più facilmente le preziose molecole contenute nei due estratti migliorandone l’assorbimento.

Come se non fossero già sufficientemente corposi gli studi che hanno documentato l’azione antiinfiammatoria, antitumorale e antiossidante della curcuma, da una ricerca effettuata a Taiwan è emersa anche un’azione antivirale della radice di curcuma.

Il dipartimento di Medicina Veterinaria del National Chung Hsing University di Taichung ha scoperto un nuovo meccanismo di funzionamento antivirale della curcuma che non era ancora noto. La curcumina è un naturale composto della curcuma, a sua volta ingrediente di una miscela di spezie largamente utilizzato in India e molto nota anche in Occidente (il curry).

Dallo studio è emerso che la curcumina sarebbe in grado di disattivare l’infezione di alcuni virus influenzali attraverso la distruzione dei liposomi e delle membrane dei virus. Si tratta di una scoperta non secondaria se pensiamo che alla curcuma sono state ascritte così tante azioni protettive per la salute umana da renderla un ingrediente essenziale in una cucina sana.

La curcuma è economicissima, facilmente reperibile sul mercato e di sapore molto gradevole e delicato e può accompagnare moltissime pietanze del nostro menù quotidiano.

Un ulteriore recente studio ha poi dimostrato come la curcuma possa essere utile per la fibrosi intestinale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28203261), nel controllo del metabolismo del colesterolo HDL (il cosiddetto “colesterolo buono” (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28192240) e nel decorso del melanoma (Biomed Pharmacother. 2017 Feb 3;88:832-834. doi: 1016/j.biopha.2017.01.078.Curcumin and treatment of melanoma: The potential role of microRNAs. Lelli D1Pedone C1Sahebkar A2).

Bibliografia:

  • PLoS One. 2013 May 1;8(5):e62482. doi: 10.1371/journal.pone.0062482. Print 2013.Inhibition of enveloped viruses infectivity by curcumin.Chen TY, Chen DY, Wen HW, Ou JL, Chiou SS, Chen JM, Wong ML, Hsu WL.Department of Veterinary Medicine, National Chung Hsing University, Taichung, Taiwan;
  • Evid Based Complement Alternat Med.2017;2017:7876064. doi: 10.1155/2017/7876064. Epub 2017 Jan 22.Curcumin Suppresses Intestinal Fibrosis by Inhibition of PPARγ-Mediated Epithelial-Mesenchymal Transition.Xu S1Jiang B2Wang H3Shen C3Chen H3Zeng L3.
  • Pharmacol Res.2017 Feb 10;119:208-218. doi: 10.1016/j.phrs.2017.02.008.Effects of curcumin on HDL functionality.Ganjali S1Blesso CN2Banach M3Pirro M4Majeed M5Sahebkar A6.

Articoli correlati:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28167449

http://www.vladimirocolombi.it/tag/curcuma/

http://www.clubdeibuongustaibergamo.it/documenti%20per%20news/Cucina%20della%20salute%20-%20cena%20finale.pdf

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I GRASSI OMEGA 3


L’importanza dei grassi omega 3 è ormai molto nota alla maggioranza delle persone che amano prendersi cura della propria salute prevenendo in modo naturale malattie cronico degenerative.

Gli omega-3 si dividono in due categorie: EPA e DHA, e hanno azioni molto rilevanti ai fini anche in ambito immunologico nei problemi allergici. Essi favoriscono la prevenzione delle alterazioni del metabolismo lipidico (quindi riducono i trigliceridi e il colesterolo) e sono in grado di modulare la risposta infiammatoria proteggendo il corpo umano dai processi degenerativi.

Gli omega 3 riducono inoltre i problemi di depressione post partum e sono importantissimi per la protezione del cervello. Se assunti nei primi tre mesi di gravidanza (e fino ai primi mesi di allattamento) sono importantissimi per la strutturazione del cervello del feto.

Nell’adulto sono noti per la protezione del cuore.

Tra le font di omega 3 migliori troviamo le acciughe e le sardine. Pertanto varrebbe la pena integrare questi alimenti almeno due o tre volte la settimana per chi ha familiarità con problemi cardiaci.

Ultima annotazione: va ricordato che questi pesci salutari sono spesso conservati sotto sale e che pertanto devono essere consumati con cautela nei soggetti ipertesi.

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UNO STRAORDINARIO RIMEDIO NATURALE PER L’INTESTINO: LA CURCUMA


 Secondo una ricerca la curcumina potrebbe proteggere l’intestino

Aterosclerosi, diabete di tipo 2, colesterolo e flora batterica intestinale potrebbero essere correlati, e un principio attivo nella curcuma, la curcumina, potrebbe aiutare a proteggere la barriera intestinale prevenendo in modo marcato problemi metabolici.

Già diverse ricerche hanno dimostrato in passato che la supplementazione orale con curcumina potrebbe risultare estremamente utile per supportare i malati di epilessia(http://www.vladimirocolombi.it/tag/curcuma/), benchè poco biodisponibile, potrebbe ridurre il rischio di diabete di tipo 2 nonché processi di aterosclerosi.

Una nuova ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28249988) ha ora confermato l’ipotesi di queste correlazioni, e ha nuovamente ribadito come la curcuma potrebbe rappresentare uno straordinario ed economico rimedio naturale contro innumerevoli problemi di salute.

Sappiamo da tempo come l’intestino possa essere sede di innumerevoli malattie (http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/27/antibiotici-intestino-e-diabete-1/) e concorrere in modo importante nella genesi di innumerevoli problemi di salute. Questa nuova ricerca conferma che un antiinfiammatorio potente come la curcuma, potrebbe rappresentare uno strumento di prevenzione alla portata di tutti nonostante la scarsa biodisponibilità del suo più importante principio attivo. A cui aggiungere una  mlderata attività fisica (http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/26/cambia-il-tuo-intestino-praticando-sport/).

Fonte:

Am J Physiol Cell Physiol. 2017 Mar 1:ajpcell.00235.2016. doi: 10.1152/ajpcell.00235.2016.Curcumin improves intestinal barrier function: Modulation of intracellular signaling and organization of tight junctions. Wang J1Ghosh SS1Ghosh S2.

Altre fonti e articoli sull’argomento leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/28/proteggi-fegato-e-intestino-con-lolio-di-lino/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/31/proteggi-il-tuo-intestino-dalla-colite-con-questo-portentoso-rimedio-naturale/

http://www.leda-clinic.com/professionisti/vladimiro-colombi/

 

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http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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CON LA ROSA DAMASCENA PROTEGGI LA PELLE DALLE INFEZIONI E DALL’INVECCHIAMENTO


 

 

Ho avuto modo di parlare già in passato dela pelle sia in questo sito (http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/31/nutrizione-ritenzione-idrica-colesterolo-tumori-e-pelle-la-wolfiporia-extensa-poria-come-rimedio-nella-psoriasi/) che in tv (https://www.youtube.com/watch?v=DptgNQoSgRQ). Oggi parleremo di una nuova scoperta relativa alla rosa damascena.

I preparati a base di fiori di Rosa damascena (noti anche come acqua di rose) vengono tradizionalmente usati per vari problemi di salute, tra cui problemi dermatologici su base infiammatoria (come eritema, prurito e gonfiore). Per la cura di questi disturbi della pelle causati da infezioni microbiche, è necessario identificare un rimedio, sia esso naturale che non) che sviluppi sia effetti antimicrobici che antinfiammatori. Una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28154255) ha studiato gli effetti dell’acqua di rose sulla crescita di Candida albicans e Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) che causano infezioni della pelle e svolgono un ruolo importante nella regolazione delle reazioni infiammatorie. L’ acqua di Rose ha inibito la crescita del micelio di C. albicans ad una concentrazione di ca. 2,2%, e ha ridotto la vitalità di MRSA entro 1 ora. Essa ha soppresso l’attivazione dei neutrofili (chiaro segno di infiammazione) nonché del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α), ed ha contemporaneamente ridotto il fattore TNF-α.

La ricerca ha dimostrato come l’’acqua di rose può ridurre la patogenicità dei microbi ed attenuare la stimolazione dei neutrofili coinvolti nella risposta infiammatoria. In sintesi l’acqua di rose avrebbe un potenziale effetto inibitorio dell’infiammazione della pelle causata da microbi.

 

Riferimento:

 

Biol Pharm Bull. 2017;40(2):161-168. doi: 10.1248/bpb.b16-00644.Inhibition of Neutrophil Adhesion and Antimicrobial Activity by Diluted Hydrosol Prepared from Rosa damascena.Maruyama N1Tansho-Nagakawa SMiyazaki CShimomura KOno YAbe S.

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LA RODIOLA ROSEA: LA PIANTA CONTRO LA FATICA, L’INTOSSICAZIONE E GLI ECCESSI


Rhodiola.rosea.7648Si racconta che gli eschimesi usassero fin dai tempi remoti un estratto vegetale sia come integratore che come alimento in caso di disturbi gastrointestinali, dolori generali e febbre, e che grazie ad esso riuscissero a superare moltissimi problemi di questo tipo.
Da secoli in Russia la popolazione indigena la usa come adattogeno e tonico del sistema nervoso e antidepressivo e dal 1969 è entrata a pieno diritto nella farmacopea russa.
La pianta in oggetto è la Rodiola Rosea, oggi considerata una delle piante più interessanti nel mondo degli adattogeni.
Dalla radice di questa pianta si estraggono diverse sostanze dall’azione regolatoria in caso di stress, ansia, fame nervosa, astenia e stanchezza sia fisica che mentale.
I principali costituenti della radice ad azione farmacologica sono: fenilpropanoidi (glicosidi cinnamici), flavonoidi, acidi organici e tannini.
La sua azione più interessante, relativa al controllo della fame nervosa e degli eccessi alimentari tuttavia si è rivelata potenziata qualora associata ad un’altra sostanza naturale, il 5-HTP, un precursore di una molecola molto importante che regola l’umore perchè coinvolta nella produzione della ben nota serotonina. Questa sostanza si trova in una pianta, oggi facilmente reperibile in commercio, la griffonia simplicifolia, che entra comunemente a far parte delle formulazioni più note nel controllo e nella regolazione dell’appetito.L’azione di controllo sulla fame nervosa potrebbe essere spiegata sia attraverso l’azione antistress che ha chiaramente documentato essere capace di produrre e sia attraverso il controllo dell’insulinoresistenza e della risposta insulinica. In tal senso questo estratto vegetale potrebbe essere molto utile anche per quanto riguarda la prevenzione delle malattie diabetiche.
La Rodiola rosea però sta rivelando altre potenzialità importanti. Recenti studi hanno infatti dimostrato che è in grado di ridurre nella cavie la formazione della placca aterosclerotica con potenziali effetti nel controllo delle iperlipidemie (colesterolo).
I suoi principi attivi inoltre sembrano capaci di sostenere la funzionalità cardiaca, soprattutto nei soggetti diabetici, aumentando la gettata cardiaca nelle disfunzioni ventricolari sinistre. Quest’ultima azione potrebbe essere imputabile al salidroside, uno dei principali composti in essa contenuti.
Associata al ginseng e all’eleuterococco si sta dimostrando potenzialmente utile nel supportare l’azione farmacologica per la cura del morbo di Parkinson, mentre stanno emergendo possibili suoi impieghi anche nelle insufficienza tiroidee a breve termine.
Sempre il salidroside potrebbe sviluppare un’azione protettiva contro il deposito nel cervello di una proteina, la betaamiloidasi, che a tutt’oggi rappresenta il segno distintivo della malattia di Alzheimer, mentre in Cina, già nel 2010, è stata ipotizzata una sua possibile azione antiproliferativa delle metastasi tumorali.
Certo siamo ben lontani dall’affermare di poterla usare come arma contro i tumori, ma considerando la sua elevata sicurezza e la quasi universale tollerabilità, potremmo forse pensare di aiutarci in caso di stress o di eccessi alimentari con una sua intelligente integrazione.
Un corretto utilizzo fitoterapico associato ad uno stile di vita responsabile e ad un’alimentazione moderata, sono forse il miglior farmaco preventivo disponibile per tutti.
Ricordiamo infine che un recentissimo studio coreano ha dimostrato come negli asparagi siano contenuti preziosi principi attivi in grado di disintossicare il fegato dagli eccessi alimentari.
Per i primi giorni dell’anno nei quali abitualmente abbiamo la necessità di smaltire gli stravizi della tavola teniamone conto!!!!

Bibliografia:

Zhongguo Zhong Yao Za Zhi. 2012 Sep;37(17):2505-9.Advance in studies on pharmacological effect of salidroside on nervous system diseases.[Xie H, Zhu DH.

Evid Based Complement Alternat Med. 2012;2012:607508. doi: 10.1155/2012/607508. Epub 2012 Oct 10.Salidroside decreases atherosclerotic plaque formation in low-density lipoprotein receptor-deficient mice. Zhang BC, Li WM, Guo R, Xu YW.

J Ethnopharmacol. 2012 Nov 21;144(2):234-9. doi: 10.1016/j.jep.2012.08.029. Epub 2012 Aug 30.Increase of myocardial performance by Rhodiola-ethanol extract in diabetic rats.
Cheng YZ, Chen LJ, Lee WJ, Chen MF, Jung Lin H, Cheng JT.

Molecules. 2012 Sep 27;17(10):11484-94.The antioxidant and anti-inflammatory effects of phenolic compounds isolated from the root of Rhodiolasachalinensis A. BOR.
Choe KI, Kwon JH, Park KH, Oh MH, Kim MH, Kim HH, Cho SH, Chung EK, Ha SY, Lee MW.

Drugs R D. 2012 Jun 1;12(2):101-6. doi: 10.2165/11632530-000000000-00000.Protective effects of salidroside on epirubicin-induced early left ventricular regional systolic dysfunction in patients with breast cancer. Zhang H, Shen WS, Gao CH, Deng LC, Shen D.

J Ethnopharmacol. 2012 Aug 1;142(3):782-8. doi: 10.1016/j.jep.2012.05.063. Epub 2012 Jun 7.Rhodiola crenulata root ameliorates derangements of glucose and lipid metabolism in a rat model of the metabolic syndrome and type 2 diabetes.Wang J, Rong X, Li W, Yang Y, Yamahara J, Li Y.

J Strength Cond Res. 2012 May 24. The Effects of an Acute Dose of Rhodiola Rosea on Endurance Exercise Performance. Noreen EE, Buckley JG, Lewis SL, Brandauer J, Stuempfle KJ.

Curr Med Chem. 2012;19(14):2229-41.Nature against depression. El-Alfy AT, Abourashed EA, Matsumoto RR.

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NATUROPATIA E COLESTEROLO: PROTEGGI CUORE E CERVELLO CON QUESTI RIMEDI NATURALI SUGGERITI DA VLADIMIRO COLOMBI


Policosanoli, riso rosso e fibre posso diminuire il costerolo nel sangue

 

In passato ho avuto modo di spiegare come alcuni rimedi naturali (http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/31/nutrizione-ritenzione-idrica-colesterolo-tumori-e-pelle-la-wolfiporia-extensa-poria-come-rimedio-nella-psoriasi/).

Gli steroli sono sostanze naturali in grado di controllare il colesterolo nel sangue.

Con il termine steroli si intende un’ampia famiglia di molecole naturali derivate da varie sostanze tra cui la soia e le cui multiple azioni fisiologiche permettono risultati favorevoli nel mantenimento della salute cardiovascolare.

Tra i più noti steroli vegetali troviamo il betasitosterolo, lo stigmasterolo, il campesterolo e la brassicasterolo.

Particolarmente attivi nel controllo dei valori di grassi nel sangue agiscono attraverso diversi e sinergici meccanismi importanti. L’aspetto importante di queste sostanze naturali sta soprattutto nella possibilità di utilizzarle contemporaneamente ai farmaci tradizionalmente prescritti dai medici per il controllo del colesterolo nel sangue: le statine.

Gli effetti farmacologici farmacologici degli steroli vegetali si manifestano già dopo due o tre settimane dall’inizio della loro soluzione e sono in grado di mantenere i loro effetti anche per lungo periodo.

Oltre agli steroli vegetali esistono poi anche altre sostanze utili per abbassare i livello di colesterolo: le fibre e il riso rosso fermentato. Le prima non hanno significativi effetti collaterali e tra esse annoveriamo lo psillio, noto per la sua importante azione anche a livello intestinale nonché per la sua capacità di abbassare ii livelli degli zuccheri nel sangue. Il secondo, il riso rosso fermentato, ha una potente azione ipocolesterolemizzante ma sostanzialmente molto vicina alla statina farmacologica.

Riguardo a quest’ultimo rimedio occorre approfondire di più.

Il Dipartimento di salute ambientale e occupazionale presso la National Cheng Kung University Medical College, Tainan (Taiwan) ha voluto dettagliare il tema delle malattie androgeno-correlate che, compromettendo il benessere di molti uomini in età senile, si stanno ponendo in modo prepotente come un tema destinato a diventare di primo piano (soprattutto a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione dei paesi nei quali il livello della qualità di vita è alto).

I farmaci usati per il trattamento di molte di queste malattie sono spesso produttivi di effetti collaterali e vi è pertanto la necessità di trovare nuovi principi attivi per trattare malattie quali l’alopecia androgenetica, l’iperplasia prostatica benigna e il cancro alla prostata.

Lo studio è stato effettuato su cavie in laboratorio e ha evidenziato come l’estratto di monascus sia stato in grado di ridurre i livelli di psa (un marcatore che indica le condizioni di salute della prostata) e aumentato la protezione nei confronti, un ormone coinvolto nella genesi dell’ipertrofia prostatica e sospettato di essere un cofattore importante nella crescita dei tumori alla prostata.

Lo studio ha evidenziato come la somministrazione di monascus è stata in grado di ridurre significativamente l’incidenza dei tumori prostatici e potrebbe rivelarsi altresì utile come potenziale candidato terapeutico per il trattamento di malattie legate agli androgeni.

In effetti l’idea di impiegare questo estratto vegetale per la protezione della prostata (oggi facilmente acquistabile da chiunque in qualsiasi farmacia, erboristeria o parafarmacia anche senza prescrizione medica) e la prevenzione dell’iperplasia prostatica era già venuta a diversi urologi che avevano ipotizzato che la sua azione protettiva della ghiandola prostatica derivasse dalla sua azione sul colesterolo. L’ipotesi era che cellule adipose (adipociti) si infiltrassero nella ghiandola dal sangue favorendone l’ingrossamento e quindi la disfunzione.

Questo studio ha invece messo in evidenza come il meccanismo di funzionamento sia assolutamente diverso e di gran lunga più esteso di quanto di ipotizzasse fino ad ora.

Interessantissimo poi lo studio recente portato avanti da ricercatori italiani che ha dimostrato come il riso rosso associato alla berberina e al cardo mariano sia capace di moltiplicare le sue azioni protettive (Clin Pharmacol. 2016 Dec 21;9:1-7. doi: 10.2147/CPAA.S120032. eCollection 2017.Retrospective analysis of the effects of a highly standardized mixture of Berberis aristata, Silybum marianum, and monacolins K and KA in patients with dyslipidemia.Di Pierro F1, Putignano P2, Ferrara T3, Raiola C4, Rapacioli G5, Villanova N6)

In ogni caso, quale che sia la strada suggerita dal professionista che segue la persona ipercolesterolemica, ricordo sempre ai lettori che oltre al controllo dei valori del colesterolo nel sangue occorre inquadrare la situazione generale del soggetto e scegliere il rimedio più adatto alle sue caratteristiche personali e famigliari.

Bibliografia:

1)     J Agric Food Chem. 2013 May 8;61(18):4379-86. doi: 10.1021/jf400873w. Epub 2013 Apr 25.Preventive effects of monascus on androgen-related diseases: androgenetic alopecia, benign prostatic hyperplasia, and prostate cancer.Chiu HWChen MHFang WHHung CMChen YLWu MDYuan GFWu MJWang YJ.

2)     Biomed Pharmacother. 2017 Feb 16;89:69-75. doi: 10.1016/j.biopha.2017.02.016.Safety and efficacy of a polyherbal formulation for the management of dyslipidemia and hyperglycemia in patients with advanced-stage of type-2 diabetes.Zarvandi M1, Rakhshandeh H2, Abazari M1, Shafiee-Nick R2, Ghorbani A3;

3)        Clin Pharmacol. 2016 Dec 21;9:1-7. doi: 10.2147/CPAA.S120032. eCollection 2017.Retrospective analysis of the effects of a highly standardized mixture of Berberis aristata, Silybum marianum, and monacolins K and KA in patients with dyslipidemia.Di Pierro F1, Putignano P2, Ferrara T3, Raiola C4, Rapacioli G5, Villanova N6.

 

 Altri riferimenti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28058034

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Pulizia intestinale e salute: il pericarpo di psillio


Le fibre di psillio contenute nella parte esterna del seme, il pericarpo, sono in grado di favorire la pulizia delle pareti intestinali.E’ piuttosto frequente che la cattiva digestione generi residui che rimangono indigeriti e che si “attaccano” alla parete intestinale creando fenomeni putrefattivi. Questi processi sono tossici e generano sostanze di cui sarebbe opportuno liberarsi quanto più rapidamente possibile: putrescina e cadaverina in primis.Una situazione di questo genere può produrre nel breve termine gonfiori addominali, dolori, sensazione di pesantezza, e concorre a rallentare la peristalsi intestinale (clicca qui: https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E oppure qui http://www.telecolor.net/tag/vladimiro-colombi/).L’aumento dei problemi di stitichezza aggrave infine il quadro.La fibra di psillio è in grado non solo di favorire l’assorbimento dei liquidi intestinali migliorando l’idratazione delle feci ma anche di migliorare la densità delle stesse in caso di feci cosidette “molli”.Utilizzando soltanto la parte esterna dello psillio è possibile impiegare questo semplice rimedio naturale anche in caso di diverticolosi, perché l’assenza del seme intero evita problemi infiammatori.Lo psillio può essere sfruttato come terapia di complemento insieme a molti altri rimedi, come drenanti biliari o probiotici nei casi di stitichezza severa cronica e recidivante senza usare lassativi pericolosi o tossici. Infine, lo psillio può anche rappresentare un importante rimedio naturale contro i problemi di colesterolo e iperglicemia (Biomed Pharmacother. 2017 Feb 16;89:69-75. doi: 10.1016/j.biopha.2017.02.016.Safety and efficacy of a polyherbal formulation for the management of dyslipidemia and hyperglycemia in patients with advanced-stage of type-2 diabetes.Zarvandi M1, Rakhshandeh H2, Abazari M1, Shafiee-Nick R2, Ghorbani A3.).

 

Altri riferimenti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214690

http://www.vladimirocolombi.it/tag/flora-batterica-intestinale/

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I RIMEDI NATURALI PER LA PROTEZIONE DELLE GAMBE ANCHE D’INVERNO


 

Potenzia la tua circolazione e difenditi dal freddo con questi rimedi naturali: il ginkgo biloba e l’ananas

All’inizio della scorsa estate ho avuto l’opportunità grazie a Marie Claire (http://www.marieclaire.it/Bellezza/viso-corpo/Gambe-leggere-e-buona-circolazione-i-consigli-degli-specialisti-d-estate) di spiegare al pubblico in quale modo alcuni rimedi naturali ci possano aiutare per controllare i problemi circolatori ai quali si va incontro con le elevate temperature estive. Ma anche in questi giorni freddi nei quali l’inverno si manifesta con tutta la sua forza la circolazione viene sottoposta ad uno stress intenso.

Marisa mi scrive per chiedere se esistano difese utili per potenziare la circolazione in queste giornate invernali.

                                                               (foto di Susanna Giaccai da Wikimedia Commons)

 

Ebbene Marisa,

oltre a quanto già spiegato nel precedente articolo di alcuni mesi fa (e e che può recuperare cliccando su questo link http://www.marieclaire.it/Bellezza/viso-corpo/Gambe-leggere-e-buona-circolazione-i-consigli-degli-specialisti-d-estate) vanno considerati due rimedi molto preziosi: la bromelina, che durante la stagione invernale è utilissima anche per la protezione dalla sinusite e il ginkgo biloba, che grazie alla sua azione fluidificante sul sangue, è in grado di favorire la circolazione e tonificare le arterie.

Il ginkgo biloba e la bromelina si possono reperire facilmente in tutte le parafarmacie, erboristerie e farmacie sia in capsule che in compresse.

Ricordo che al ginkgo biloba vanno attribuiti anche grandi meriti in tema di prevenzione dalla malattia di Alzheimer (di cui ho anche spiegato già in passato gli enormi effetti protettivi sul cervello e sul cuore) e che grazie al suo elevato contenuto di quercitina l’azione del ginkgo biloba può essere utile anche per preparare l’organismo all’arrivo della primavera (http://www.vladimirocolombi.it/2016/04/25/la-quercitina-antistaminica-nel-controllo-del-colesterolo/)

Le ricordo infine che qualora fosse interessata ad ulteriori approfondimenti può cliccare il link sottostante. In questo modo potrà visionare l’intera puntata televisiva registrata a Telecolor qualche tempo fa.

Un caro saluto

Vladimiro

Per visionare il video clicca qui:

https://www.youtube.com/watch?v=XjdG-KqxXAs

Bibliografia di riferimento:

Int J Clin Psychiatry Pract. 2013 ago 27.Effetti del Ginkgo biloba estratto EGb 761 ® nella demenza con caratteristiche neuropsichiatriche: revisione di studi randomizzati e controllati recentemente completato.DIU R . Clinica di Psichiatria e Psicoterapia Geriatrica, Alexian Ospedale Maria Hilf, Krefeld, in Germania, e del Dipartimento di Psichiatria e Psicoterapia, Università di Düsseldorf, Germania.

Mol Med Rep. 2013 Sep;8(3):935-41. doi: 10.3892/mmr.2013.1573. Epub 2013 Jul 8.Protective effect of bilobalide on learning and memory impairment in rats with vascular dementia.Li WZWu WYHuang HWu YYYin YYDepartment of Pharmacology, Key Laboratory of Anti Inflammatory and Immunopharmacology, Ministry of Education, Anhui Medical University, Hefei, Anhui 230032, P.R. China.

Vestn Oftalmol. 2013 May-Jun;129(3):89-93.[On some pathogenic features of diabetic retinopathy in type II diabetes mellitus and the role of antioxidants andginkgo biloba].Alekseev IBKochergin SAVorob’eva IVMikhaleva LG.

Am J Chin Med. 2013;41(4):789-800. doi: 10.1142/S0192415X13500535.Cardio-Protection by Ginkgo biloba Extract 50 in Rats with Acute Myocardial Infarction is Related to Na (+)- Ca (2+) Exchanger.Liu AHBao YMWang XYZhang ZX. Department of Physiology, Basic Medical College, Shanghai University of Traditional Chinese Medicine, Shanghai, China.

Indian J Biochem Biophys. 2013 Jun;50(3):202-9.Increased cardiac endothelin-1 and nitric oxide in adriamycin-induced acute cardiotoxicity: protective effect ofGinkgo biloba extract.El-Boghdady NA.

Biochemistry Department, Faculty of Pharmacy, Cairo University, Cairo 11562, Egypt. nohaelbogday@yahoo.com

Pharmazie. 2013 Jul;68(7):584-9.Neuroprotection by bilobalide in ischemia: improvement of mitochondrial function.Schwarzkopf TMHagl SEckert GPKlein J. Pharmakologisches Institut für Naturwissenschaftler, Goethe Universittit Frankfurt am Main, Germany.

Int J Dev Neurosci. 2013 Aug 8;31(7):598-607. doi: 10.1016/j.ijdevneu.2013.07.006.Anti-amnestic properties of Ginkgo biloba extract on impaired memory function induced by aluminum in rats.Abd-Elhady RMElsheikh AMKhalifa AE.Department of Pharmacology and Toxicology, National Organization for Drug Control and Research, Cairo, Egypt. Electronic address: rasha.ph@gmail.com.

Behav Pharmacol. 2013 Aug 29.Extract of Ginkgo biloba is equivalent to vitamin E in attenuating and preventing vacuous chewing movements in a rat model of tardive dyskinesia.An HMTan YLShi JWang ZRLi JWang YCKosten TRZhou DFYang FDZhang XY.

aPsychiatry Research Center, Beijing Huilongguan Hospital bInstitute of Mental Health, Peking University, Beijing, China cMenninger Department of Psychiatry and Behavioral Sciences, Baylor College of Medicine, and Michael E. DeBakey VA Medical Center, Houston, Texas, USA.

JEthnopharmacol. 2013Sep5.pii:S03788741(13)006028.doi:10.1016/j.jep.2013.08.048.Suppression of experimental abdominal aortic aneurysms in the mice by treatment with Ginkgo biloba extract (EGb 761).Wang LBai YWang BCui HWu HLv JRMei YZhang JSLiu SQi LWChen Y. Department of Cardiothoracic Surgery, Jinling Hospital, Clinical Medicine School of Nanjing University, Nanjing 210002, China

Clin Interv Aging. 2013;8:975-81. doi: 10.2147/CIA.S44777. Epub 2013 Jul 24.Effect of Memo®, a natural formula combination, on Mini-Mental State Examination scores in patients with mild cognitive impairment.Yakoot MSalem AHelmy S.Green Clinic and Research Center, Alexandria, Egypt.

Si ringrazia per l’utilizzo della foto:

Susanna Giaccai (da Wikimedia Commons)

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IL SESAMO, IL GOMASIO E IL TAHIN PER LA PROFILASSI CONTRO OSTEOPOROSI E OSSA!


 

Sesame-Seeds

Quante volte abbiamo sentito dire che occorre consumare latticini per prevenire l’osteoporosi? Sapete che tra i grandi consumatori di latticini si riscontrano spesso forme di osteoporosi di gravità importante?
E sapete che nelle donne asiatiche i problemi di osteoporosi sono di gran lunga meno presenti che nei paesi europei e statunitensi?
Sembrano notizie incredibili, eppure è così: il consumo di latticini non pare ridurre affatto in modo significativo i rischi di osteoporosi.
Quello che invece sappiamo è che con alcuni semplici accorgimenti intelligenti potremmo intervenire in modo incisivo per prevenire quello che appare essere sempre più uno spettro per molte donne.
Il calcio, ma anche il magnesio, il boro e la vitamina D sono sostanze preziose per la prevenzione dell’osteoporosi, e possono sviluppare una intensa azione preventiva nei suoi confronti.
Ma perché il calcio sia veramente utile dovremmo assicurarci che provenga da fonti alimentari che né garantiscano una elevata biodisponibilità. Occorre cioè che il nostro organismo possa davvero utilizzarlo per soddisfare le sue necessità.
Una delle fonti più interessanti perchè biodisponibili di calcio è rappresentata dal sesamo.
I semi di sesamo contengono una buona quantità di calcio e sono sicuramente molto gustosi e graditi al palato di molti.
Al sesamo sono stati attributi diversi benefici a quanto sembra da diversi studi: ha un’azione antiossidante, antitumorale, e sembra aumentare il tasso di fertilità nei ratti se associato alla vitamina C.

Colesterolo glicemia e ferite

Alcuni recenti studi hanno confermato come una dieta ricca di lignani provenienti da sesamo non solo sarebbe in grado di ridurre il colesterolo LDL (quello noto come cattivo…), ma potrebbe rivelarsi un eccellente alleato anche nel controllo delle curve glicemiche.
Per uso topico poi, l’olio di sesamo avrebbe documentato una interessante azione favorente il recupero delle ferite.

Il sesamo in cucina

Esistono molto modi per assumere il sesamo nella nostra alimentazione: l’olio di sesamo spremuto a freddo per esempio, può rappresentare una valida aggiunta per alternare e arricchire i nostri piatti (insalate, pasta, o altro…). Ricco di vitamina E e di grassi insaturi ha un sapore molto gradevole e delicato che ricorda vagamente la noce. Ha un’azione antiossidante ed è molto importante per prevenire smagliature e rughe.
Il gomasio invece è molto usato nella cucina dell’area asiatica, ed è un composto di semi di sesamo tritati mescolato ad alghe e sale.
Viene comunemente usato per insaporire insalate, zuppe o minestre, ma anche carni o pesce,
Il suo impiego aiuta a ridurre il consumo di sale, sempre troppo abbondante nell’alimentazione occidentale e concausa importante di ritenzione idrica, ipertensione, e diverse malattie secondarie a quest’ultima.
Anche il tahin è sicuramente un alleato poco conosciuto ma strategico per le nostre ossa.
Il tahin è una crema di sesamo molto gustosa che si prepara tostando e tritando i semi di sesamo. Insieme al miele sul pane tostato a colazione al mattino oppure usato come ingrediente nei dolci, rappresenta un valido alleato per il nostro scheletro. Il Tahin è ricco di vitamina E ma anche di vitamina B e di numerosi sali minerali (come il magnesio, il silicio. Il fosforo, lo zinco e il ferro). E’ molto usato in Turchia come salsa per arricchire i piatti….
La sua ricchezza di vitamina B e di magnesio lo rende particolarmente interessante nel controllo della sindrome premestruale. Un recente studio ha infatti dimostrato come l’integrazione di vitamine del gruppo B possa ridurre i sintomi di questo fastidioso problema (2011 American Society for Nutrition Dietary B vitamin intake and incident premenstrual syndrome Patricia O Chocano-Bedoya, JoAnn E Manson, Susan E Hankinson, Walter C Willett, Susan R Johnson, Lisa Chasan-Taber, Alayne G Ronnenberg Carol Bigelow, and Elizabeth R Bertone-Johnson).
Molti studi hanno oramai confermato come un’adeguato apporto di vitamine del gruppo B sia essenziale per il mantenimento di un adeguato stato di salute. E’ noto come un’alimentazione iper raffinata sia largamente carente di magnesio (fondamentale per la prevenzione di malattie comuni al sistema nervoso come l’ansia o l’insonnia) e di vitamine del gruppo B.
Ricordiamo in proposito che le maggiori fonti di queste vitamine sono: il lievito di birra, il germe di grano, il fegato, l’ortica, la pappa reale, il polline, la spirulina, il riso intero, il grano intero, i legumi, la nocciola, la mandorla, la noce, il tuorlo d’uovo, la carne di maiale, gli ortaggi verdi freschi, le patate. In particolare la riboflavina è abbondantemente presente in natura e si trova nelle verdure, nel lievito e soprattutto nel latte, nel fegato, nel cuore, nel rene e nell’albume dell’uovo. E anche il sesamo….
Quando si dice mangiar sano!!!!!

Fonti:

Fonti:
J Agric Food Chem. 2011 Mar 10. Identification of Methanol-Soluble Compounds in Sesame and Evaluation of Antioxidant Potential of Its Lignans. Kuo PC, Lin MC, Chen GF, Yiu TJ, Tzen JT.

J Hum Reprod Sci. 2010 Jan;3(1):11-4.Efficacy of vitamin C and ethanolic extract of Sesamum indicum in promoting fertility in male Wistar rats.Ashamu E, Salawu E, Oyewo O, Alhassan A, Alamu O, Adegoke A.

Mol Cancer Res. 2010 May;8(5):751-61. Epub 2010 May 11.Sesamin manifests chemopreventive effects through the suppression of NF-kappa B-regulated cell survival, proliferation, invasion, and angiogenic gene products.Harikumar KB, Sung B, Tharakan ST, Pandey MK, Joy B, Guha S, Krishnan S, Aggarwal BB.

Basic Clin Pharmacol Toxicol. 2010 Jul;107(1):577-82. Epub 2010 Jan 25.Protective effect of sesamol against 3-nitropropionic acid-induced cognitive dysfunction and altered glutathione redox balance in rats. Kumar P, Kalonia H, Kumar A.

Br J Nutr. 2009 Sep;102(5):703-8. Epub 2009 Mar 23.Effects of a diet rich in sesame ( Sesamum indicum) pericarp on the expression of oestrogen receptor alpha and oestrogen receptor beta in rat prostate and uterus. Anagnostis A, Papadopoulos AI.
Indian J Exp Biol. 2008 Nov;46(11):777-82.Wound healing activity of Sesamum indicum L seed and oil in rats. Kiran K, Asad M.

Food Chem Toxicol. giugno 2008, 46 (6) :1889-95. Epub 2008 Jan 16.Sesame come componente hypocholesteraemic e antiossidanti alimentari. Visavadiya NP , AV Narasimhacharya .

Zhong Yao Cai. 2003 Apr;26(4):272-3.[Antitumor effect of alcohol extract from Sesamum indicum flower on S180 and H22 experimental tumor]. Xu H, Yang X, Yang J, Qi W, Liu C, Yang Y.

Biosci Biotechnol Biochem. 2001 Oct;65(10):2318-21.Hypoglycemic effect of a hot-water extract from defatted sesame (Sesamum indicum L.) seed on the blood glucose level in genetically diabetic KK-Ay mice. Takeuchi H, Mooi LY, Inagaki Y, He P.

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RISO SI MA…..NERO E’ MEGLIO!!!!


 

riso nero

Ricordate la canzone anni ‘60 che cantava “vorrei la pelle nera”? Bene, oggi di nero pare dovremmo soprattutto occuparci di riso. Già perché pare che il riso fa sicuramente molto bene, soprattutto all’intestino, ma nero è anche di gran lungo migliore.
Il riso nero contiene le famose “antocianine”, le sostanze antiossidanti che fanno del mirtillo uno degli alimenti più potenti nel rallentare l’ossidazione cellulare e quindi l’invecchiamento.
Queste straordinarie sostanze si trovano in tutti i vegetali blu/viola, come le more, l’uva (vino incluso), le melanzane e i mirtilli appunto.
La loro azione è straordinariamente interessante perché non solo sono in grado di rallentare l’invecchiamento del corpo umano, ma hanno una larga documentazione che prova la loro capacità di proteggerci dalle malattie cardiovascolari. Questa straordinaria azione sarebbe collegata all’incremento dei valori di adiponectina, un’adipochina potente e importantissima la cui quantità nel sangue sarebbe inversamente proporzionale allo sviluppo di innumerevoli patologie, non ultimo anche certe forme tumorali. Un po’ come per la leptina, la resistina e altre adipochine ancora insomma, si sta aprendo un mondo su queste sostanze, ma soprattutto nuovi studi sugli alimenti ci dicono quali strategie potremmo utilizzare nel lungo periodo per dilatare al massimo la durata della nostra vita nelle migliori condizioni di salute possibili.
Ma torniamo al riso nero: molti usato in estremo oriente e ben poco noto invece ahimè in Europa e in Italia, il riso nero è molto ricco di queste potenti sostanze, E’ possibile reperirlo in alcuni negozi biologici e soprattutto nei negozi di alimentazione “etnica”. Sono soprattutto i cinesi e gli orientali in genere ad avere il dominio assoluto del riso nero.
Insieme al mais rosso (che in realtà è talmente scuro da sembrare nero e del quale magari tratteremo a breve in un altro articolo) e alla soia nera, rappresenta un alimento preziosissimo per stimolare naturalmente la produzione di adiponectina, con le conseguenze positive che oramai già conosciamo (riduzione della malattie cardiovascolari, riduzione di alcune malattie tumorali, controllo del peso e della massa grassa, riduzione del rischio di diabete e ictus).
Il riso nero però, assume in sé un’altra caratteristica straordinaria: di tutte le fonti di antocianine, quelle del riso nero sembrano essere le più potenti e attive. Uno studio americano infatti avrebbe dimostrato in modo chiaro e inequivocabile come siano proprio quelle provenienti dal riso nero ad essere le migliori. La loro quantità sarebbe inoltre ben superiore a quelle contenute nei frutti di bosco, e sarebbero in grado di calmare anche le temibili allergie e infiammazioni cutanee (come nel caso per esempio della sempre più diffusa allergia al nickel). La somministrazione di queste sostanze a cavie afflitte da dermatiti atopiche avrebbero ridotto in modo significativo (circa il 30%) l’infiammazione.
Ma ancora altri studi hanno confermato la straordinaria azione protettiva di queste sostanze.
Intanto è evidente l’inibizione delle lesioni aterosclerotiche su modelli animali del pigmento del riso nero, effetto questo legato alla riduzione dei processi infiammatori e dello stress ossidativo del colesterolo. Interessante anche la conclusione alla quale diversi studi sarebbero poi arrivati nella prevenzione dei tumori al seno, del colon, e dello stomaco (per inibizione delle pericolose nitrosammine, le sostanze responsabili di alcuni tumori gastrici che si sviluppano durante la cottura di alcuni alimenti).
Anche il fegato sembrerebbe poi beneficiare da queste sostanze. Studi in vivo hanno dimostrato come alcune sostanze del riso nero sembrerebbero in grado di ridurre i danni che l’alcool produce agli epatociti (le cellule del fegato, particolarmente sensibili all’alcool).
Gustoso, facile da preparare e dal colore curioso, il riso nero si rivela un prezioso alleato per la nostra salute. E a quanto pare, un prezioso “socio in affari” per tutte quelle donne in sovrappeso che desiderano perdere anche qualche chilo!!!
“Vorrei il riso nero” canterebbe forse oggi il cantante (rigorosamente di colore!) Charles Roberts (vero nome di Rocky Roberts !!!).

Fonti

Bibliografia:

Urology. 2011 Jul;78(1):110-5. Epub 2011 Mar 12.Prostate cancer in men less than the age of 50: a comparison of race and outcomes.Parker PM, Rice KR, Sterbis JR, Chen Y, Cullen J, McLeod DG, Brassell SA.

Am J Med Sci. 2011 Apr;341(4):318-24.Switching to black rice diets modulates low-density lipoprotein oxidation and lipid measurements in rabbits.Abdel-Moemin AR.

Theor Appl Genet. 2011 Mar;122(5):1005-16. Epub 2010 Dec 15.Association mapping of grain color, phenolic content, flavonoid content and antioxidant capacity in dehulled rice. Shao Y, Jin L, Zhang G, Lu Y, Shen Y, Bao J.

Nutr Cancer. 2010;62(8):1128-36.Anticancer activities of an anthocyanin-rich extract from black rice against breast cancer cells in vitro and in vivo. Hui C, Bin Y, Xiaoping Y, Long Y, Chunye C, Mantian M, Wenhua L.

BJU Int. 2010 Oct 29. doi: 10.1111/j.1464-410X.2010.09685.x. Prostate cancer in Asian Americans: incidence, management and outcomes in an equal access healthcare system. Raymundo EM, Rice KR, Chen Y, Zhao J, Brassell SA.

Int Immunopharmacol. 2010 Jun 2. Anti-inflammatory effects of black rice, cyanidin-3-O-beta-D-glycoside, and its metabolites, cyanidin and protocatechuic acid. Min SW, Ryu SN, Kim DH.
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J Agric Food Chem. 2010 Mar 10;58(5):3191-6.Effect of anthocyanin-rich extract from black rice (Oryza sativa L. Japonica) on chronically alcohol-induced liver damage in rats.
Hou Z, Qin P, Ren G.

Nutr Res. 2008 Feb;28(2):66-71.Meal replacement with mixed rice is more effective than white rice in weight control, while improving antioxidant enzyme activity in obese women. Kim JY, Kim JH, Lee da H, Kim SH, Lee SS

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