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CONTROLLA DIABETE, SOVRAPPESO E INFIAMMAZIONE E CONSERVA LA TUA SALUTE CON QUELLO CHE METTI IN TAVOLA


Un eccellente studio  pubblicato in agosto 2016 diretto a comprendere la forte relazione tra cibo, sovrappeso e infiammazione, dimostra come questi tre temi siano in realtà un unico problema, soprattutto in età pediatrica.

 

L’eccezionale e forte correlazione tra sovrappeso e infiammazione è oramai talmente nota da essere oggetto di studio da molti anni e spiega il sensazionale aumento dei casi di obesità nei bambini. Oggi sappiamo che se correggi una cattiva abitudine tutti i giorni ed espandi la tua conoscenza su cosa metti in tavola, facilmente otterai risultati sorprendenti.

La conferma arriva ora da una ricerca scientifica e manda, si spera, un diretto messaggio ai genitori: cibo genuino e alimentazione completa se vuoi che tuo figlio non diventi obeso e malato da adulto

 

Fonte:

Metab Syndr Relat Disord. 2016 Aug 1.The Presence and Duration of Overweight Are Associated with Low-Grade Inflammation in Prepubertal Chilean Children.

Costa M1, Garmendia ML1, Corvalán C1, Reyes M1

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AROMATERAPIA IN CUCINA OVVERO: COME TRASFORMARE IL CIBO IN “FARMACO PREVENTIVO


aromaterapiaForse la maggior parte dei miei lettori conoscerà l’aromaterapia e i suoi straordinari effetti non solo preventivi ma addirittura terapeutici. In effetti a Telecolor abbiamo avuto qualche volta parlato insieme a Micol Baronio dei fantastici effetti terapeutici degli olii essenziali.

Ebbene oggi desideriamo spiegare gli oli essenziali allo scopo di aiutare i nostri lettori nella preparazione di semplici e rapide ricette che possono trasformare il cibo in farmaco.
L’utilizzo di estratti vegetali (in forma di compresse o capsule, tisane, infusi etc..etc…) è da sempre parte della cultura e della cucina popolare. Le “ricette della nonna” che molti di noi hanno conosciuto da bambini, erano preparate sfruttando anche alcuni principi attivi contenuti in molto estratti vegetali, come nel caso delle tinture madri e dei macerati glicerici.

Ma in cucina non tutti forse sanno che si posso ottenere grandi benefici aggiungendo qualche goccia di olio essenziale nella classica bottiglia dell’onnipresente olio extravergine di oliva.
Gli oli essenziali infatti non sono utilizzabili solamente per uso esterno, ma anche in cucina.
Ma prima di parlarne in modo dettagliato vediamo meglio cos’è l’aromaterapia e come sfruttarne al meglio le sue meravigliose proprietà.

L’elevata concentrazione di principi attivi degli oli essenziali ci permette di assimilare adeguate quantità di sostanze vegetali protettive per la nostra salute senza dover ricorrere all’utilizzo di integratori alimentari (integratori peraltro non certo da denigrare ma da impiegare in modo intelligente e sempre associati ad un’alimentazione sana e variata nonchè ad un adeguato stile di vita).
Uno vecchio studio oramai risalente a dieci anni or sono per esempio, ha chiaramente dimostrato come nella maggiorana sia presente una sostanza, l’acido ursolico, in grado di proteggere il cervello delle cavie dall’invecchiamento fisiologico e, in particolar modo, dalla pericolosa sedimentazione di placche di beta-amiloidasi, notoriamente coinvolte nella malattia di Alzheimer.
Perchè non provare allora ad aggiungere qualche goccia di olio essenziale nell’olio con il quale abitualmente condiamo nel nostre insalate? Magari aggiungendo anche un cucchiaio di curcuma (o di curry, meglio ancora), per arricchire di sostanze protettive e antiinfiammatorie i nostri condimenti! Una semplice preparazione di questo tipo potrebbe facilmente agevolare contemporaneamente la riduzione del sale nei nostri piatti (che diversi studi additano come corresponsabile sia di malattie  cardiovascolari che tumorali, soprattutto allo stomaco) e un aumento della palatabilità di innumerevoli pietanze.
Pensiamo per esempio alla cucina indiana, per taluni occidentali fin troppo speziata, o all’utilizzo nella cucina turca o cinese del riso come “contorno” in sostituzione del pane, che riduce anche l’apporto di lieviti ai quali spesso europei e americani diventano, statistiche alla mano, molto intolleranti.
La riduzione dei lieviti in cucina rappresenta un primo passo di immenso valore per quasi tutti nella prevenzione non solo dei processi infiammatori, ma altresì nella prevenzione di fastidiosi problemi quali la cellulite e la ritenzione idrica, la digestione lenta, e per taluni perfino problemi di cefalea.
Perchè non pensare al rosmarino, alla salvia, all’origano, al timo, come a ingredienti da aggiungere abitualmente nel nostro olio con il quale condiamo l’insalata? In fondo si tratterebbe di un “lavoro” di pochi minuti al mese che potrebbe però arricchire immensamente le proprietà nutrizionali dei preziosi grassi insaturi contenuti in esso! E se poi volessimo fare un passo in più, potremmo usare gli oli essenziali di questi meravigliosi aromi al posto dell’estratto secco che troviamo al supermercato tutti  i giorni per aumentare in modo sistematico l’assimilazione dei loro preziosi principi attivi!
Gli oli essenziali li possiamo acquistare facilmente in qualsiasi erboristeria o parafarmacia e molti di essi costano davvero molto poco…Se usati correttamente non presentano controindicazioni di sorta (salvo particolari condizioni che, come nell’epilessia o nel corso della gravidanza, devono essere assunti solo previa autorizzazione medica) e ci aiutano a migliorare il nostro benessere generale.
Pensiamo all’azione digestiva della menta per esempio, il cui olio (nella misura di una goccia) aggiunto nel caffè miscelato magari a un dito di latte di mandorla, può favorire in modo deciso una digestione problematica…
Oppure all’azione antidiabetica della cannella, i cui effetti protettivi sul pancreas sono stati ben documentati. Il solo fatto per esempio di introdurre una goccia ogni tanto di olio essenziale di cannella nel caffè potrebbe svolgere una eccellente azione preventiva nell’iperglicemia in soggetti con predisposizioni sfavorevoli….

Il timo e l’origano sono perfetti per prevenire infezioni micotiche e batteriche sia a livello gastrointestinale che respiratorio.

Curcuma e olio essenziale di rosmarino sono incredibilmente efficaci se combinati insieme per ridurre l’impatto negativo delle ammine eterocicliche della carne.

Gli oli di origano, timo e rosmarino sono eccellenti per aumentare la durata della conservazione del cibo e per la loro spiccata azione antibatterica. Essi sono inoltre degli eccelsi conservanti naturali in grado di incrementare notevolmente la durata dei grassi contenuti degli oli (prevenzione dell’irrancidimento!).
E che dire dell’azione dimagrante del CLA (acido linoleico coniugato)? Questo grasso presente nella carne di animali cresciuti in condizioni naturali è in grado di favorire il dimagrimento nelle persone in sovrappeso. Uno studio del 2007 aveva già dimostrato come nel latte delle vacche (la cui alimentazione era stata arricchita con olio di semi di girasole e olio di pesce) la quantità di CLA era aumentata. Ebbene, perchè non aggiungere quindi nella nostra alimentazione dei buoni grassi (omega 3, omega 6 e omega 9) per favorire una naturale produzione di vitamina F per la pelle e per corroborare anche un’azione dimagrante tipica del CLA? (magari “correggendo ognuno di questi oli con qualche goccia di un olio essenziale che oltre ad esaltarne il sapore né conserva meglio e più a lungo anche le preziose proprietà biochimiche?).
“Naturessere” ha già dedicato un articolo dettagliato sulle proprietà dei grassi, spesso denigrati ingiustamente perchè considerati come unici responsabili di problemi di ipercolesterolemia osovrappeso.
In realtà le cose stanno in modo ben diverso…. e se tutti noi potessi disporre delle informazioni utili per capire quante sciocchezze ci raccontano spesso i mass media, potremmo garantirci per i prossimi anni una vita migliore e più lunga.
“Naturessere” ha pertanto provveduto a pubblicare nella sezione “ricette” qualche suggerimento allo scopo di agevolare tutti i suoi lettori nell’introduzione di queste conoscenze in cucina.
Siamo sicuri che entro poco tempo resterete sorpresi dal gusto e dai benefici che questi facili suggerimenti produrranno nella vostra dieta quotidiana!

un articolo di: Valdimiro Colombi

Bibliografia:
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CONTROLLA LA FAME NERVOSA CON UN SUPPORTO VEGETALE ECONOMICO E SICURO


Chiedi aiuto a oligoelementi, aminoacidi e vitamine per un collaudato effetto antifame.

Esistono alcuni potenti e poco famosi rimedi naturali che possono esserci di aiuto in caso di eccessiva fame. Chi soffre di bulimia per esempio può trovare beneficio attraverso l’integrazione di vitamine del gruppo B, (in particolar modo l’eccezionale vitamina B6). Esse possono essere molto importanti se associate al magnesio per migliorare questi comportamenti alimentari alterati. Anche l’utilizzo di alcuni oligoelementi, come il manganese, il cobalto e il litio, possono supportare in modo magnifico i disturbi legati all’alimentazione. Gli oligoelementi sono sicurissimi e non hanno praticamente effetti collaterali. In naturopatia vengono abitualmente suggeriti anche a ai bambini ansiosi che sofforno di insonnia o di incubi, oppure per le persone anziane.Sono insapore e sono pratici poiché ne basta un’assunzione tre volte alla settimana al risveglio.

Esistono poi alcuni aminoacidi che possono aiutare molto. Il triptofano, la taurina e la carnitina associati alla tirosina e alla fenilalanina migliorarano l’umore e disturbi d’ansia nei temperamenti malinconici che inducono al consumo di dolci o di eccessive quantità di cibo.

Da un punto di vista fitoterapico esistono poi delle piante molto importanti che hanno un’azione contemporaneamente tonica e adattogena che possono migliorare la produzione di endorfine e, più in generale, le sostanze dell’umore che ci mantengono sereni ed equilibrati.

Tra queste ricordiamo il ginseng e l’eleuterococco, la withania somnifera (nota anche come ginseng indiano), la Griffonia simplicifolia e la Rhodiola rosea. In modo particolare queste ultime due piante hanno dimostrato un’importante azione per controllare i disturbi dell’umore e aiutare in caso di forte stress, stimolando in modo delicato e naturale la produzione di serotonina e riducendo il desiderio di dolci.

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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UN VACCINO NATURALE PER LA PROFILASSI DELL’ICTUS E LA PROTEZIONE DELLA MEMORIA


Pepe nero (Piper nigrum)

black-pepperFamiglia

Piperacee.

Principi anticancro

Piperina e lignani.
La piperina e i lignani hanno documentato una promettente attività antitumorali in modeli animali verso alcuni tumori polmonari, alcuni melanomi, e in alcuni tumori del fegato indotti da tetracloruro di carbonio.
L’azione della piperina si è rivelata particolarmente preziosa quando associata ai curcuminoidi, i principi attivi della curcuma, la cui azione antitumorale e antiinfiamatoria è stata ampiamente documentata e alla quale si rinvia.
– Toxicol Food Chem. 2008 Sep; 46 (9) :3106-10. Epub 2008 29 giu. Wattanathorn J, P Chonpathompikunlert, S Muchimapura, Priprem A, O Tankamnerdthai. Dipartimento di Fisiologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Khon Kaen, 40.002 Khon Kaen, Tailandia.

– Toxicol Food Chem. 2010 Mar; 48 (3) :798-802. Epub 23 dicembre 2009. Chonpathompikunlert P, J Wattanathorn, S Muchimapura.

– Asian J Cancer Prev Pac. ott-dic 2007; 8 (4) :623-7. Wongpa S, L Himakoun, Soontornchai S, P Temcharoen. Tossicologia programma Graduate, Facoltà di Scienze, Università Mahidol, Bangkok, Tailandia.

– J Nutr Biochem. settembre 2007, 18 (9) :615-22. Epub 2007 5 aprile.Choi BM, SM Kim, Park TK, G Li, Hong SJ, R Park, Chung HT, BR Kim. Dipartimento di Biochimica, Facoltà di Medicina, Università Wonkwang, Iksan, Chonbuk 570-

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– Pharm Bull Biol. ottobre 2004; 27 (10) :1611-6.Matsuda H, Y Kawaguchi, Yamazaki M, N Hirata, di Naruto, Y Asanuma, Kaihatsu T, M Kubo.Scuola di Scienze Farmaceutiche, Università di Kinki, Higashiosaka, Osaka, Giappone.

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Altre proprietà

Il pepe stimola la termogenesi, favorisce l’assimilazione del cibo, ha documentato una possibile azione nei deficit cognitivi nell’anziano, è un ottimo espettorante dell’apparato respiratorio, e un eccellente stimolante gli enzimi digestivi. E’ indicato in caso di meteorismo, coliche, diarrea e disturbi dell’umore.
Il pepe nero potrebbe trovare impiego nel controllo dei processi allergici in quanto ha dimostrato una buona attività nell’inibire la produzione di istamina.
Infine, associato allo zenzero, al cumino e alla senape il pepe nero ha un’azione ipoglicemizzante provata.

Controindicazioni

Se usato ad un dosaggio superiore ai 5 mg di piperina al giorno il pepe potrebbe dare qualche problema a chi soffre di gastrite e ipertensione.

Effetti collaterali

Gastrite, ipertensione,

Come si usa

Ampiamente utilizzato nelle sue varianti (pepe nero, rosa, bianco, verde e grigio), il pepe è da sempre utilizzato per insaporire e cibi e per arricchire il gusto dei piatti ai quali si desideri dare un sapore pungente e accattivante.

Come si usa

Il frutto viene consumato fresco, essiccato, affumicato, cotto o crudo. Oltre alla sua capacità di bruciare il palato, si utilizza anche per aromatizzare, nonché per fare salse piccanti.

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Infiammazione e tiroide quando dimagrire dipende anche dal cibo che mal sopportiamo


 

 

20160619_214249Un aspetto spesso trascurato è quello relativo alla relazione tra alimentazione e funzionamento metabolico. Capita spesso di sentir dire da persone con problemi di obesità o sovrappeso frasi del tipo “ho un metabolismo lento”, intendendo con ciò una certa attitudine ad aumentare di peso non appena assumono qualche caloria in più. E’ invece di assoluta importanza valutare il funzionamento della tiroide e delle ghiandole surrenali spesso rallentate nelle sue funzioni a causa di processi infiammatori secondari al cibo e a situazioni di stress prolungato. Alcuni alimenti possono infatti interferire in modo piuttosto importante con il funzionamento della tiroide. In tali situazioni capire come alimentarsi in modo corretto può essere il preludio per ritrovare una nuova funzionalità tiroidea e rilanciare il metabolismo.

Molte malattie autoimmuni, inclusa la tiroidite autoimmune di Hashimoto, trovano infatti una concausa importante nei processi infiammatori secondari all’assunzione di alimenti non “tollerati”. A volte per esempio ridurre il frumento, i lieviti e i latticini (le tre grandi famiglie di alimenti comunemente implicate in molti fastidi comuni come gonfiori addominali, disturbi digestivi, dispepsia e gastrite, reflusso gastroesofageo ed esofagite) cambia totalmente la situazione, aumentando da subito la pereczione di benessere percepito e avviando fin dai primi giorni un progressivo dimagrimento.

Anche numerosi comuni disturbi come colite, sindrome del colon irritabile e gonfiore addominale, ritenzione idrica, cistiti ed herpes, candidosi vaginali (o anche semplicemente stanchezza), possono dipendere da una cattiva tolleranza di queste grandi famiglie di alimenti. E’ esperienza comune consumare nel corso di una giornata più volte questi gruppi di alimenti senza rendersene conto.

Si pensi per esempio all’onnipresente lievito che si trova negli alcolici, nel miele, nell’aceto e nei dadi da brodo (ma ovviamente anche in tutti i prodotti da forno e in tutti i formaggi) ma anche nelle sostanze fermentate (come lo yogur). Non ci si pensa magari ma nel corso di una giornata senza  essersene resi conto si finisce con l’assumerne rilevanti quantità.

Senza volerlo alcuni rimedi naturali possono poi supportare l’azione antinfiammatoria di un’alimentazione intelligente (come per esempio il ribes o la perilla  o la stessa curcuma della quale le pubblicazioni scientifiche ormai parlano di continuo.

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