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IL PRINCIPIO DELLA NON DIETA: DIMAGRIRE MANGIANDO


Oggi parliamo di cibo e sovrappeso……Vladimiro Colombi, naturopata ed esperto di alimentazione naturale ci spiega come perdere peso senza pesare gli alimenti e contare le calorie……

Buongiorno Vladimiro…. può spiegare ai nostri lettori che cosa intende per principio della non dieta?

 

Siamo soliti sentirci dire che se abbiamo problemi di peso questo dipende fondamentalmente dal fatto che mangiamo troppo.

In realtà si tratta di una spiegazione solo parziale in quanto l’ aumento di peso non dipende soltanto dal numero di calorie introdotte ma anche dal numero di calorie introdotte. Esistono infatti altri elementi importanti che devono essere considerati per poter ottenere un risultato non solo ottimale ma anche stabile.

 

Può spiegare nel dettaglio cosa intende quando afferma che è possibile dimagrire mangiando?

 

Il nostro corpo funziona come una sorta di network. Noi tutti semplifichiamo troppo e ci illudiamo che mangiando poco otterremo una perdita di peso definitiva ma così facendo andremo incontro sempre a delusioni terribili….. L’infiammazione, il controllo e l’equilibrio ormonale, i livelli di stress, la qualità dei cibi che ingeriamo e gli orari in cui ci sediamo a tavola sono tutti elementi che concorrono insieme e che non possono essere né trascurati né affrontati singolarmente.

 

Può spiegare con maggiore accuratezza quindi come si deve procedere per ottenere dei risultati stabili?

 

Ogni persona è diversa dall’altra, questo lo sappiamo. Ma è anche pure vero che esistono comuni denominatori per tutti ed è impensabile saltare una colazione al mattino e credere che questo non avrà ripercussioni sul nostro metabolismo.

Se è vero infatti che per alcune persone una colazione abbondante può risultare di difficile digestione è altrettanto vero che riducendo le quantità ma aumentando la qualità dei cibi (magari mettendo in ordine gli alimenti) è possibile inviare segnali all’ipofisi tramite una molecola, la leptina, in grado di attivare il metabolismo e controllare il senso di fame e sazietà.

 

Ma fame e sazietà non sono legate anche un elemento psicoemotivo?

Certamente. Ma come ha correttamente appena affermato dipendono anche e non solo da un elemento psico-emotivo.

Siamo fatti di emozioni e pensieri ma anche di biochimica e di energia e non dobbiamo mai dimenticare che se è vero che uno stress importante può indurci a mangiare in modo scorretto è pur vero anche il contrario: cibi di cattiva qualità particolarmente ricchi di zuccheri e poveri di fibre (magari ricchi di grassi idrogenati) possono aggravare o innescare una fame nervosa.

 

Sta dicendo quindi che potrebbero esserci più fattori che scatenano un problema alimentare?

 

Esattamente. Mi capita spesso nel corso della mia attività professionale in studio di incontrare persone che cambiano la loro alimentazione in funzione del livello di soddisfazione personale che hanno raggiunto in quel momento della loro vita (sia sotto il profilo professionale e sia soprattutto sotto quello affettivo.

 

Forse non bisognerebbe allora cambiare il regime alimentare in un momento di stress o in un momento difficile della nostra vita…..

 

Diciamo che quando si decide di cambiare la propria alimentazione occorre comprendere bene in che modo farlo dopo che un professionista serio ha studiato le caratteristiche individuali della persona che ha davanti.

Nella mia esperienza professionale ho anche osservato che il momento in cui una persona decide di cambiare alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella possibilità o meno di successo. Per questa ragione chiedo sempre a tutte le persone che incontrò quando lavoro se stanno attraversando un buon momento della loro vita oppure se hanno pensieri che li preoccupano o motivi di ansia o di stress.

 

In concreto cosa occorre fare quindi per cambiare il metabolismo e iniziare un percorso sensato di benessere che porti anche a una perdita di peso?

 

La prima cosa da fare è cambiare la colazione e verificare che non esistono alimenti in grado di produrre una reazione infiammatoria importante. Quando il corpo infatti è infiammato deve necessariamente “difendersi” trattenendo liquidi e massa grassa. Già semplicemente testando gli alimenti avverso i quali si è sviluppata una reattività infiammatoria da cibo è possibile ottenere dei risultati soddisfacenti con conseguente evidente ridefinizione delle forme del corpo. Inoltre occorre bilanciare correttamente il rapporto tra le proteine e i carboidrati.  Se si eccede nell’assunzione di una o dell’altra si rischia di prendere peso rapidamente oppure di precipitare in una situazione di fame nervosa continua che ci induce a mangiare quasi sempre in maniera sconsiderata.

 

Esistono altri suggerimenti che può dare ai lettori per migliorare la propria alimentazione?

 

Diverse ricerche hanno recentemente confermato come la flora batterica intestinale, il cosiddetto microbioma, sia in grado di condizionare notevolmente i gusti e il peso corporeo. Non a caso alcune aziende di integratori alimentari e alcune aziende farmaceutiche stanno studiando appositi prodotti per modificare la flora batterica intestinale In modo tale da favorire la perdita di peso e la riduzione dei processi infiammatori. Ma occorre sapere che assumere in modo inopportuno fermenti lattici senza modificare l’alimentazione serve a poco. E’ molto più importante invece aumentare l’apporto di fibre alimentari e di zuccheri di buona qualità come per esempio l’inulina, uno zucchero che si trova nella cicoria. Aumentando l’apporto di questo zucchero e di frutto-oligosaccaridi possiamo nutrire i nostri batteri amici dell’intestino e favorire il recupero non solo del buonumore e dell’energia ma anche ridurre il peso corporeo in modo stabile e definitivo.

 

Anche gli orari sono importanti?

 

Assolutamente sì. Consumare carboidrati a colazione è certamente diverso che consumarli a cena perché nel corso delle 24 ore i nostri ormoni cambiano. L’insulina per esempio aumenta il pomeriggio mentre il cortisolo e il testosterone ma anche gli ormoni tiroidei sono molto elevati nella prima parte della giornata. Consumare alimenti ricchi di zuccheri a lento rilascio di fibre associati magari a delle proteine di elevata qualità nella prima parte della giornata (riducendoli invece nella seconda) può per esempio favorire un miglior metabolismo in alcune persone.

Tuttavia come abbiamo prima spiegato ogni persona ha proprie caratteristiche- Pertanto prima di dare suggerimenti specifici occorre studiare le peculiarità individuali e solo dopo elaborare una strategia alimentare “ad personam”.

L’alimentazione deve essere sempre un po’ cucita su misura come un vestito da sarto.

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DIFENDITI DAI DISTURBI URINARI EVITANDO QUESTI CIBI


L’assunzione di bevande caffeiniche, gassate o agrumate favorisce lo sviluppo di sintomi del tratto urinario inferiore negli uomini e nelle donne

Un crescente numerosi di evidenze indirizza verso una riduzione nell’assunzione di bevande eccitanti o acidificanti nei soggetti con sintomi del tratto urinario inferiore: Purtroppo fino ad oggi le pubblicazioni scientifiche in materia sono sempre state limitate e non è stato possibile affermare in modo certo se sia opportuno o meno ridurne l’assunzione.

Una nuova ricerca ha per la prima dimostrato come l’assunzione di succo di agrumi e di sostanze nervine (come per esempio il caffè) sia stata associata con una probabilità minore del 50% di progressione di disturbi del tratto urinario inferiore.

Fonte:

Am J Epidemiol. 2013 Jun 15;177(12):1399-410. doi: 10.1093/aje/kws411. Epub 2013 May 30.Intake of caffeinated, carbonated, or citrus beverage types and development of lower urinary tract symptoms in men and women.Maserejian NN1Wager CGGiovannucci ELCurto TMMcVary KTMcKinlay JB.

 Articoli correlati:

http://www.vladimirocolombi.it/2017/05/12/domande-e-risposte-i-rimedi-naturali-nella-vescica-iperattiva/

https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080612012047AAu8dut

http://www.vladimirocolombi.it/2016/01/31/il-brugo-per-le-cistiti/

http://www.vladimirocolombi.it/2016/01/12/prevenire-linfluenza-con-i-rimedi-naturali/

https://www.nonsolofarma.it/gli-asparagi-proprieta-nutritive-utilita-controindicazioni/

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Tartrazina e salute


 

Il progressivo e inesorabile aumento dell’inquinamento ambientale incide sicuramente in modo determinante sulla condizioni di vita individuali nonché sulla sua qualità. Diverse ricerche mostrano dati allarmanti: sembra crescere l’aumento di tumori dell’apparato respiratorio e delle cardiopatie ma anche di ictus. E da quanto i numero sembrerebbero dire, ciò potrebbe essere ricollegabile all’aumento dei livelli di inquinamento.

In un precedente articolo abbiamo altresì spiegato quali possano i rimedi naturali più importanti ai quali rivolgersi per limitare i danni che l’ambiente produce sul corpo umano (http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/21/i-rimedi-naturali-per-proteggersi-dallinquinamento-atmosferico/). Anche la tartrazina (presente nell’acqua), rappresenta un elemento pericoloso per per la nostra salute.

Una nuova ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Tartrazine+induces+structural+and+functional) ha confermato le potenzialità tossiche della tartrazina, una sostanza presente in alcuni prodotti farmaceutici e in alcuni cibi.

Le possibilità che la tartrazina produca effetti avversi e tossici sulla salute umana sono stati confermati da uno studio del 2017: questa sostanza sarebbe in grado di ridurre la quantità di sostanze antiossidanti nel siero del sangue degli animali testati e indurrebbe alterazioni cellulari nel fegato e nei reni dei ratti studiati con ripercussioni anche sui globuli bianchi (leucociti) degli animali.

 

Bibliografia:

PeerJ. 2017 Feb 23;5:e3041. doi: 10.7717/peerj.3041. eCollection 2017.Tartrazine induces structural and functional aberrations and genotoxic effects in vivo. Khayyat L1Essawy A2Sorour J2Soffar A2.

 

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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DOMANDE E RISPOSTE STITICHEZZA E LASSATIVI: ATTENZIONE AI POSSIBILI PERICOLI


Una lettrice mi scrive per sapere se esistono rimedi naturali per risolvere definitivamente la stitichezza ed evitare pericolosi rimedi (sia naturali che farmacologici) che producano dipendenza o irritazione.

 

Carissima,

purtroppo la stitichezza viene quasi sempre trattata attraverso l’utilizzo di sostanze irritanti in grado di produrre una forte dipendenza.

Alcune di queste sostanze possono anche avere effetti dannosi per l’intestino e per l’intero corpo umano (come documentato recentemente da una ricerca: Regul Toxicol Pharmacol. 2015 Dec;73(3):923-9. doi: 10.1016/j.yrtph.2015.09.025. Epub 2015 Sep 21.Toxicity and antioxidant capacity of Frangula alnus Mill. bark and its active component emodin.Brkanac SR1, Gerić M2, Gajski G2, Vujčić V1, Garaj-Vrhovac V2, Kremer D3, Domijan AM4.).

Dell’importanza dell’intestino ho avuto modo di parlare molto spesso (http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/16/nutrizione-e-obesita-proteggere-il-pancreas-lintestino-e-lo-stomaco-con-i-rimedi-naturali/). Soprattutto alcuni rimedi vegetali (come la senna per esempio o la frangula) se assunti con regolarità possono determinare un quadro di dipendenza importante.

E’ invece importante capire quale sia la causa della stitichezza e intervenire direttamente su quella (e solo su quella). In questo modo è possibile riabilitare l’intestino e stimolarlo dolcemente per promuovere l’espulsione della massa fecale.

Non infrequentemente dietro una stitichezza (soprattutto femminile) si riscontra una insufficiente produzione di bile.

Andrebbe pertanto subito indagata l’alimentazione per capire se sia o meno presente una reazione infiammatoria e se ci siano cibi che stiano alterando la flora batterica intestinale. Alcuni gruppi di alimenti (i latticini in particolar modo) possono concorrere infatti nella riduzione della produzione di bile riducendo l’idratazione delle feci e trasformandole in feci caprine.

Oltre a questo aspetto occorre inoltre migliorare la digestione. Spessissimo infatti una cattiva digestione può generare problemi di stitichezza importanti oppure, al contrario, problemi di diarrea copiosa.

L’utilizzo di alcuni rimedi naturali (soprattutto a base di enzimi) possono riabilitare l’intestino anche nelle persone assuefatte ai lassativi evitandone l’abuso e guidandoli progressivamente verso la loro eliminazione.

In commercio è possibile reperire alcuni integratori alimentari a base di rimedi vegetali privi di antrachinoni, le le sostanze naturali più implicate nei processi di assuefazione.

 

Altri riferimenti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=frangula+damage

http://www.vladimirocolombi.it/tag/vladimiro-colombi/

http://www.telecolor.net/tag/vladimiro-colombi/

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