Tag Archives: cancro

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INFIAMMAZIONE DA CIBO E SPORT


Il consumo degli alimenti sbagliati può condizionare le performance sportive

 

 

Spesso non ci si pensa ma alimentarsi abitualmente con alimenti che non si tollerano può produrre importanti effetti negativi, anche a livello di prestazione sportiva.

Infatti la presenza di infiammazioni secondarie all’assunzione di cibi non tollerati può portare nel tempo alla riduzione delle performance sportive. Anche i processi allergici possono aggravarsi quando siamo soliti consumare alimenti che non tolleriamo.

In tal senso si ricordi che in presenza di allergie (anche comuni) uno dei farmaci più usati (e ahimé talvolta abusati) è il cortisone, la cui efficacia è assolutamente dimostrata ma la cui azione immusoppressiva e demuscolante è nota. Oltre a questa azione negativa sul muscolo il cortisone aumenta in modo considerevole la ritenzione idrica alla quale si accompagna anche una consistente perdita di potassio.

In conseguenza di ciò anche il deposito di grasso viscerale può aumentare significativamente con ricadute sfavorevoli sulla salute (non a caso l’aumento di massa grassa viscerale è legata ad uno statistico aumento di cancro, ictus e infarto).

Controllare gli alimenti mal tollerati significa ridurre o addirittura in alcuni casi eliminare l’utilizzo di un farmaco pericoloso come il cortisone e recuperare contemporaneamente benessere e performance sportiva.

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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NATUROPATIA E CIALTRONERIA


 

L’11 febbraio 2018 una nota conduttrice televisiva, Nadia Toffa, ha raccontato delle vicissitudini personali che ha attraversato a seguito di una malattia tumorale che l’ha colpita e ha messo in guardia i telespettatori dai cialtroni che promettono di guarire dal cancro senza l’uso di chemioterapia e radioterapia.

Nonostante ciò le recenti notizie riportate dai principali media riportano prepotentemente l’attenzione sulla poca serietà di tante figure losche che infestano ambienti non di loro appartenenza. Non solo si trovano falsi medici ma addirittura naturopati che prescrivono farmaci o che formulano diagnosi senza alcuna qualifica professionale e che si permettono di contraddire le prescrizioni mediche indicando a malati oncologici la sospensione di questa o quella terapia.

In alcuni sventurati casi si tratta addirittura di terapie salvavita.

E’ il caso di alcuni presunti terapeuti della domenica che si professano ora macrobiotici  e domani vegani, sostenendo di poter curare il cancro e molte altre malattie sospendendo anche una chemioterapia o radioterapia.

Si tratta ovviamente di cialtroneria pura e di personaggi pericolosissimi non soltanto per gli sventurati pazienti che si trovano nelle loro mani ma anche per tutta la categoria di persone serie che studiano anni per potersi professionalizzare e lavorare in modo serio e qualificato.

Penso alla recente scomparsa di Stephen Hawking(http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/03/14/addio-a-stephen-hawking-il-primo-sguardo-sui-buchi-neri_6e743e90-3141-4e52-bf4c-ee859f660d71.html) di cui i media stanno dando ampio spazio, un genio assoluto nel mondo della fisica  e al cui il mondo della scienza e della ricerca si inchina da un lato, e dall’altro alle notizie in merito ai decessi causati da falsi professionisti che nulla hanno di scientifico in ciò che professano (http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2018/03/13/cura-il-tumore-al-seno-dal-guru-muore-a-46-anni_0f1897ac-f8c0-47c4-8145-5373ea0b1fa6.html).

Già in passato si era verificati casi analoghi (http://www.ravennanotizie.it/articoli/2017/06/27/prescrive-ricette-per-dimagrire-senza-i-titoli-per-farlo-naturopata-ravennate-scoperto-dai-nas.html) ma stupisce sempre come qualcuno possa ancora ingenuamente cadere nella rete di certi soggetti.

Vorrei pertanto ricordare a chiunque desideri rivolgersi ad un naturopata che alcuni punti fermi devono sempre essere tenuti:

  • Un naturopata SERIO non vende nulla e non produce prodotti in proprio! In farmacia, parafarmacia ed erboristeria potete trovare tutto quello che il Ministero della Salute ha autorizzato alla vendita ed è stata scientificamente dimostrato essere efficace. Laddove non lo sia è obbligo al produttore specificarne la mancanza di prova scientifica;
  • Le tariffe per una consulenza di un naturopata non possono essere troppo elevate. Qualora vi siano richieste esorbitanti diffidate immediatamente di questo professionista;
  • Scappate a gambe levate non appena vi promettono di curare malattie, eliminare farmaci, evitare di confrontarvi con il vostro medico o altre sciocchezze simili. Al naturopata non è permesso (innanzitutto per motivi legali) prescrivere farmaci, indicare terapie sostitutive prescritte dal medico né promettere guarigioni di alcunché. Il naturopata si occupa di suggerire uno stile di vita sano a persone ancora in salute e mai di curare persone malate!
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AROMATERAPIA E INVECCHIAMENTO


AROMATERAPIA E INVECCHIAMENTO

RALLENTA L’INVECCHIAMENTO CON QUESTO OLIO ESSENZIALE

 

L’olio essenziale di cedro giapponese (Cryptomeria japonica) aumenta i livelli di deidroepiandrosterone salivare

Il 5-deidroepiandrosterone (DHEA-5) è un ormone steroideo naturale endogeno ed è prodotto delle ghiandole surrenali.I suoi livelli si possono misurare con un semplice esame della saliva e tendono a diminuire man mano invecchiamo.

Dopo i primi 30 anni di vita o con il manifestarsi di alcune malattie (tra cui la depressione) i suoi livello scendono significativamente.

E’ stata ipotizzata una relazione tra la sua diminuzione e l’invecchiamento generale dell’organismo per cui è stato utilizzato per rallentare l’invecchiamento e il decorso di malattia come il Morbo di Parkinson o la Malattia di Alzheimer. Il DHEA è stato anche sommonistrato in soggetti colpiti da disfunzioni sessuali, infertilità, depressione, schizofrenia e per ridurre i sintomi della menopausa.

Questo ormone figura poi tra le sostanze impiegati in ambito atletico e molte altre malattie anche gravi (tra cui cancro, diabete, sindrome metabolica, lupus eritematoso sistemico, sindrome di Sjogren, osteoporosi, distrofia miotonica, fibromialgia, sclerosi multipla, malattia di Addison, sindrome da affaticamento cronico, malattie intestinali infiammatorie e artrite reumatoide).

I problemi derivanti da malattie mentali sono aumentati costantemente negli ultimi anni e sono diventati un serio problema sociale.

Proprio in conseguenza di ciò l’interesse e la conoscenza degli effetti psicofisiologici dell’inalazione dei composti legnosi volatili è cresciuta considerevolmente.

In uno studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28117719) alcuni ricercatori (Matsubara E, Tsunetsugu Y, Ohira T, Sugiyama M) hanno voluto provare a sperimentare gli effetti dell’olio essenziale di legno di cedro giapponese (Cryptomeria japonica) su soggetti che eseguono lavori monotoni.

I quattro ricercatori hanno scoperto che l’inalazione di aria contenente i composti volatili dell’olio essenziale di legno di cedro giapponese ha aumentato la secrezione di deidroepiandrosterone (DHEA-s).

I risultati dello studio hanno indicato che i composti volatili dell’olio essenziale di legno di cedro giapponese influenzano il meccanismo di regolazione endocrino per facilitare le risposte allo stress e hanno concluso che questo olio essenziale può migliorare la salute mentale dei dipendenti.

Fonte:

  • Int J Environ Res Public Health. 2017 Jan 21;14(1). pii: E97. doi: 10.3390/ijerph14010097.Essential Oil of Japanese Cedar (Cryptomeria japonica) Wood Increases Salivary Dehydroepiandrosterone Sulfate Levels after Monotonous Work.Matsubara E, Tsunetsugu Y Ohira T, Sugiyama M.

 

 

  1. 1)https://www.facebook.com/pg/naturopatavladimiro/posts/

     2)https://www.google.it/maps/uv?hl=it&pb=!1s0x4786c6da14772e55:0xf0d2aff671875c15!2m22!2m2!1i80!2i80!3m1!2i20!16m16!1b1!2m2!1m1!1e1!2m2!1m1!1e3!2m2!1m1!1e5!2m2!1m1!1e4!2m2!1m1!1e6!3m1!7e115!4s/maps/place/vladimiro%2Bcolombi%2Bcalcio/@45.4891687,9.2044406,3a,75y,166.26h,90t/data%3D*213m4*211e1*213m2*211sT1TBHWzt34hS28bqy2RhQg*212e0*214m2*213m1*211s0x4786c6da14772e55:0xf0d2aff671875c15!5svladimiro+colombi+calcio+-+Cerca+con+Google&imagekey=!1e2!2sT1TBHWzt34hS28bqy2RhQg&sa=X&ved=0ahUKEwjgk7vVm7LZAhXQ1qQKHeyoBsEQpx8IgQEwDg

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LA RODIOLA ROSEA; L’ADATTOGENO CHE CURA NON SOLO LA STANCHEZZA


Dalla rhodiola rosea si estrate un polisaccaride dagli effetti antitumorali

 

Negli ultimi tre decenni numerosi polisaccaridi sono stati isolati da vegetali o animali e studiati come promettente fonte di agenti terapeutici per il cancro. Nel corso di una nuova ricerca alcuni ricercatori (Cai Z, Li W, Wang H, Yan W, Zhou Y, Wang G, Cui J, Wang F.) hanno preparato un polisaccaride estratto dalla Rhodiola rosea e ne hanno testato la sua attività immunomodulante e anti-cancro in vitro e in vivo sul sarcoma 180 (S-180).

La rhodiola rosea è consigliata in fitoterapia nei casi di stanchezza e affaticamento e favorisce il recupero delle energie quando lo stress e gli impegni lavorativi tendono a sopraffarci, ma è tradizionalmente altresì utilizzata per supportare gli studenti nello studio e per ridurre gli attacchi di fame nervosa, nonché in caso di bulimia e problemi di concentrazione e memoria.

Nel corso di un nuovo esperimento in vitro essa ha dimostrato che un polisaccaride estratto da Rhodiola rosea ha esercitato un effetto citotossico diretto sulla crescita del sarcoma (S-180). Inoltre l’estratto (PRR-WS) ha anche aumentato la produzione nel siero degli animali testati di importanti molecole ad azione antitumorale (IL-2, TNF-α e IFN-γ) nonché il rapporto CD4 + / CD8 +.

I risultati complessivi indicano che i suoi polisaccaridi potrebbero in futuro essere utilizzati come un nuovo potenziale agente immunoterapeutico nel trattamento del cancro.

 

Fonte:

Carbohydr Polym. 2012 Sep 1;90(1):296-300. doi: 10.1016/j.carbpol.2012.05.039. Epub 2012 May 23.Antitumor effects of a purified polysaccharide from Rhodiola rosea and its action mechanism. Cai Z1, Li W1, Wang H2, Yan W2, Zhou Y2, Wang G1, Cui J1, Wang F2.

 

Altri riferimenti:

 

http://www.vladimirocolombi.it/2016/07/07/la-rodiola-rosea/

 

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/04/la-rodiola-rosea-la-pianta-contro-la-fatica-lintossicazione-e-gli-eccessi/

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PROBLEMI CON IL FRUMENTO O IL GLUTINE? Prova questi cereali


 

Quinoa e amaranto potrebbero essere validi alimenti per sostenere le ghiandole surrenali in caso di stress.

 

In passato ho avuto modo di scrivere dei danni del glutine in alcuni soggetti (http://www.vladimirocolombi.it/tag/grano-saraceno/) ma oggi, fortunatamente esistono cereali nuovi dalle importanti proprietà nutrizionali alla portata di tutti.

Quinoa (Chenopodium quinoa Willd.) e amaranto (Amaranthus cruentus L.) sono due “pseudocereali” ricchi di macronutrienti e micronutrienti, tra cui vitamine e minerali. Le proteine ​​vantano qualità nutrizionali eccezionali in virtù del loro contenuto di aminoacidi essenziali.

Tuttavia, una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27713989) ha evidenziato come i nutrienti essenziali (fitochimici soprattutto) di quinoa e amaranto potrebbero avere effetti benefici potenziali per la salute. I composti fenolici contenuti nei semi di quinoa e amaranto vantano attività antiossidanti e anti-infiammatorie importanti (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28239982) ma occorre ricordare che i semi di questi alimenti contengono anche acidi grassi, tocoferoli e carotenoidi, tutti nutrienti salutistici e importanti per il benessere individuale.Molte di queste sostanze sono in grado di ridurre il rischio di stress ossidativo e malattie correlate: cancro, malattie cardiovascolari, diabete e obesità, possono giovare dei principi attivi contenuti in questi alimenti.

Ricordo che questi alimenti sono totalmente privi di glutine e possono pertanto essere consumati anche da celiaci oltre che, ovviamente, da tutte quelle persone che oggi vengono definite “gluten sensivity”, cioè persone che pur in assenza di un deficit enzimatico, mal sopportano il consumo di cereali con glutine (come segale, farro, kamut, orzo o avena).

Leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/tag/frumento/

http://www.vladimirocolombi.it/2016/02/19/il-grano-saraceno/

 

Bibliografia:

 

 

  • Mol Nutr Food Res.2017 Feb 26. doi: 10.1002/mnfr.201600767.Phytochemicals in quinoa and amaranth grains and their antioxidant, anti-inflammatory and potential health beneficial effects: a review.Tang Y1,2Tsao R2.
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CONTRO IL FEGATO GRASSO PROVA L’ESTRATTO DI RUBUS SUAVISSIMUS


La steatosi epatica, più comunemente nota come “fegato grasso”, è una condizione in cui alcuni grassi si depositano all’interno degli epatociti, le cellule del fegato.

Questa condizione, di per sé non particolarmente pericolosa se momentanea, può rappresentare un terreno fertile per lo sviluppo di condizioni infiammatorie pericolose. Una vita stressata, l’utilizzo di farmaci e soprattutto un’alimentazione sbagliata possono concorrere nello sviluppo di malattie croniche tra le quali anche il tumore e il cancro.

Uno studio cinese ha confrontato un gran numero di estratti vegetali con effetti inibitori sul deposito di grassi nel fegato.

Tra le 98 piante esaminate il Rubus suavissimus S. Lee (Tien-cha o dolce cinese del tè) estratto di foglie, ha mostrato forti effetti inibitori in grado di ridurre il deposito di grassi nel fegato senza influenzare l’aumento di peso corporeo. L’estratto di questo vegetale sembrerebbe in grado di conservare le funzioni del fegato proteggendolo dal deposito di massa grassa senza effetti collaterali.

 

Fonte:

Evid Based Complement Alternat Med. 2016;2016:4282758. doi: 10.1155/2016/4282758. Epub 2016 Jun 26.Identification of Plants That Inhibit Lipid Droplet Formation in Liver Cells: Rubus suavissimus Leaf Extract Protects Mice from High-Fat Diet-Induced Fatty Liver by Directly Affecting Liver Cells.Takahashi T1Sugawara W1Takiguchi Y1Takizawa K1Nakabayashi A1Nakamura M1Nagano-Ito M1Ichikawa S

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CONTRO IL FEGATO GRASSO PROVA L’ESTRATTO DI RUBUS SUAVISSIMUS


 

 

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La steatosi epatica, più comunemente nota come “fegato grasso”, è una condizione in cui alcuni grassi si depositano all’interno degli epatociti, le cellule del fegato.

Questa condizione, di per sé non particolarmente pericolosa se momentanea, può rappresentare un terreno fertile per lo sviluppo di condizioni infiammatorie pericolose. Una vita stressata, l’utilizzo di farmaci e soprattutto un’alimentazione sbagliata possono concorrere nello sviluppo di malattie croniche tra le quali anche il tumore e il cancro.

Uno studio cinese ha confrontato un gran numero di estratti vegetali con effetti inibitori sul deposito di grassi nel fegato.

Tra le 98 piante esaminate il Rubus suavissimus S. Lee (Tien-cha o dolce cinese del tè) estratto di foglie, ha mostrato forti effetti inibitori in grado di ridurre il deposito di grassi nel fegato senza influenzare l’aumento di peso corporeo. L’estratto di questo vegetale sembrerebbe in grado di conservare le funzioni del fegato proteggendolo dal deposito di massa grassa senza effetti collaterali.

 

Fonte:

Evid Based Complement Alternat Med. 2016;2016:4282758. doi: 10.1155/2016/4282758. Epub 2016 Jun 26.Identification of Plants That Inhibit Lipid Droplet Formation in Liver Cells: Rubus suavissimus Leaf Extract Protects Mice from High-Fat Diet-Induced Fatty Liver by Directly Affecting Liver Cells.Takahashi T1Sugawara W1Takiguchi Y1Takizawa K1Nakabayashi A1Nakamura M1Nagano-Ito M1Ichikawa S1.

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UN VACCINO CONTRO I VIRUS E IL DOLORE


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Famiglia

Solanacee

Principi anticancro

I peperoncini sono ricchi in vitamina C e si ritiene abbiano molti effetti benefici sulla salute umana purché usati con moderazione ed in assenza di problemi gastrointestinali. Il peperoncino ha un forte potere antiossidante, e questo gli è valso la fama di antitumorale. Alcuni ricercatori giapponesi ed americani hanno scoperto che il peperoncino rosso potrebbe avere un ruolo importante nella prevenzione del tumore alla prostata. Da esperimenti condotti su cavie da laboratorio è emerso che i topi che assumevano capsaicina (principio attivo del peperoncino), sviluppavano masse tumorali ridotte dell’80% circa rispetto ai topi che non ne mangiavano.
L’uso regolare di peperoncino rosso, grazie alle sue proprietà antiossidanti, sembra inibire lo sviluppo di manifestazioni cancerose a livello di stomaco. Tuttavia esistono molto studi contrastanti, alcuni che né hanno messo perfino in luce potenzialità mutagene. Resta sicuramente ancora molto da fare in merito, e nonostante gli esiti opposti di alcuni studi sull’azione protettiva dai tumori da un lato, e l’azione potenzialmente mutagena dall’altro, un impiego moderato di questa preziosa spezia può sicuramente rappresentare un valido strumento per insaporire i piatti senza rischi.
Particolarmente interessante l’effetto di regolarizzazione della circolazione sanguigna che il peperoncino rosso svolge nel corpo umano unito ad un effetto benefico in caso di infiammazioni. Se somministrata per via orale, la capsaicina sollecita una secrezione maggiore di enzimi digestivi favorendo appunto il processo digestivo. Sembra, inoltre, che il peperoncino, oltre a favorire la circolazione sanguigna, sia un efficace vasodilatatore, e renda elastici i capillari sanguigni; si è riscontrato che nelle regioni dove è diffuso il suo uso, malattie come gli infarti, l’arteriosclerosi e l’eccesso di colesterolo siano notevolmente limitate.
In ultimo pare che anche i capelli traggano beneficio dall’uso del peperoncino rosso; infatti una miglior circolazione sanguigna avrebbe effetti positivi anche sulla vita dei bulbi capilliferi. E’ importante ricordare che come per tutti gli alimenti, non bisogna abusarne rischiando di tramutare un alimento da salutare in dannoso per la nostra salute.
Res Leuk. 2003 Mar; 27 (3) :275-83. Zhang J, M Nagasaki, Tanaka Y, S Morikawa;
Indian J Cancer. Gen-Mar 2010, 47 (1) :53-8.Oyagbemi AA, AB Saba, Azeez OI;
Eur J Cancer Prev. 2002 Aug; 11 (4) :365-8.Pandey M, VK Shukla.

Altre proprietà

Il peperoncino si è dimostrato utile nella cura di malattie da raffreddamento come raffreddore, sinusite e bronchite, e nel favorire la digestione. Queste virtù sono dovute principalmente alla capsaicina, in grado di aumentare la secrezione di muco e di succhi gastrici. In ultimo il peperoncino stimolando la peristalsi intestinale favorisce il transito e l’evacuazione, il più rapido passaggio intestinale in sinergia col potere antibatterico ed antimicotico evita la fermentazione e la formazione di gas intestinali e di tossine, particolarmente le tossine della candida albicans.
Alcuni studi hanno evidenziato un aumento del metabolismo e una riduzione dell’insulina ematica dopo aver mangiato cibi conditi con peperoncini piccanti. Il peperoncino può essere usato anche come antidolorifico in artriti, neuropatia diabetica, nevralgie post-herpetiche e del trigemino, sintomi post-mastectomia, cefalea a grappolo. I capsaicinoidi agiscono a livello dei nocicettori mediante i recettori vanilloidi specifici VR-1, come desensibilizzanti dei recettori stessi agli stimoli dolorosi, in una prima fase attraverso una “desensibilizzazione acuta” ed in seguito attraverso una tachifilassi (una ridotta risposta recettoriale alle successive applicazioni di capsaicinoidi). Si può anche ipotizzare che la sensazione di dolore prodotta dalla capsaicina stimoli il cervello a produrre endorfine, un oppiaceo naturale in grado di agire da analgesico e produrre una sensazione di benessere.Altri effetti benefici del peperoncino, come il suo potere afrodisiaco, non sono stati confermati da ricerche scientifiche, mentre sembra possibile una leggera correlazione con alcuni tipi di tumore allo stomaco nei soggetti predisposti.Moltissime tradizioni medicinali popolari usano come rimedio il peperoncino, e la medicina Ayurvedica lo consiglia per il trattamento di ulcere peptiche.

Controindicazioni

L’assunzione del peperoncino per uso interno è sconsigliato:
ai bambini;

alle donne in gravidanza;
ai soggetti che assumono farmaci anticoagulanti.
In soggetti particolarmente sensibili il peperoncino potrebbe aumentare alcuni disturbi gastrici.
L’assunzione del peperoncino per uso esterno:
evitare il contatto con ferite;evitare la vicinanza ai soggetti con pelle delicata;
evitare la vicinanza agli allergici alla pianta

Storia

Il peperoncino piccante era usato come alimento fin da tempi antichissimi. Dalla testimonianza di reperti archeologici sappiamo che già nel 5500 a.C. era conosciuto in Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dagli indiani del Perù e del Messico. In Europa il peperoncino giunse grazie a Cristoforo Colombo che lo portò dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. Poiché Colombo sbarcò in un’isola caraibica, molto probabilmente la specie da lui incontrata fu il Capsicum chinense, delle varietà Scotch Bonnet o Habanero, le più diffuse nelle isole.Introdotto quindi in Europa dagli spagnoli, ebbe un immediato successo, ma i guadagni che la Spagna si aspettava dal commercio di tale frutto (come accadeva con altre spezie orientali) furono deludenti, poiché il peperoncino si acclimatò benissimo nel vecchio continente, diffondendosi in tutte le regioni meridionali, in Africa ed in Asia, e venne così adottato come spezia anche da quella parte della popolazione che non poteva permettersi l’acquisto di cannella, noce moscata, ecc.

Geografia

Originario delle Americhe ma attualmente coltivato in tutto il mondo. Tutte le specie possono essere coltivate anche in un balcone, seminando verso febbraio al centro sud e marzo al nord, mentre i frutti si possono raccogliere in estate e in autunno. Questi andrebbero usati subito dopo la raccolta affinché non perdano le loro proprietà, ma si possono conservare anche sott’olio o in polvere (dopo averli fatti seccare al sole), oppure congelandoli.

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L’ASTRAGALO: DALLA SCUOLA DI NATUROPATIA AD OGGI…..


L’astragalo in medicina cinese viene consigliato per la sua azione tonica nelle persone stressate e immunodepresse. La sua azione di supporto alle ghiandole surrenali può essere davvero sorprendente, soprattutto in quei soggetti che sono colpiti con frequenza da infezioni virali. Ma anche a scuola di naturopatia veniva spesso citato come un vegetale dalle virtù straordinarie!

E’ in grado di aumentare il numero dei linfociti nel sangue (i globuli bianchi) stimolando la risposta umorale e sviluppando un’azione antiossidante molto importante che riduce la produzione di radicali liberi.

E’ un antibiotico naturale ed è in grado di distruggere numerosi batteri  e bacilli (streptococchi, pneumococchi e stafilococchi). E’ attualmente studiata anche per il supporto nei malati oncologici per vari tumori di tumori e cancro….astragalus

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MERAVIGLIOSO CIOCCOLATO


Il cioccolato contiene delle sostanze antiossidanti molto potenti, i cosiddetti “polifenoli” in grado di ridurre notevolmente il rischio di moltissime malattie (in primis il cancro).

Fondamentale però che il cioccolato non contenga latte in quanto la presenza di lattosio e caseina riduce notevolmente gli effetti protettivi dei polifenoli.

Al cioccolato fondente sono state attribuite e confermate importanti azioni protettive non solo verso i tumori ma anche azioni cardioprotettive e antiipertensive.

Un vera manna insomma sia per il sistema immunitario che per l’apparato cardiovascolare, e un buon motivo per inserire subito il cioccolato fondente nel nostro carrello della spesa!

 

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