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STORIE VERE: L’ALLERGIA E LA RITENZIONE IDRICA DI PAOLA SONO SCOMPARSE INSIEME A SOVRAPPESO E GASTRITE


Incontro Paola per la prima volta a settembre 2017 per un’allergia che le condiziona la vita. Paola ha problemi di gonfiori addominali continui e nonostante il medico le abbia confermato non essere né celiaca nè intollerante al lattosio, ogni volta che le capita di cenare o pranzare al ristorante avverte disturbi gastrointestinali. Paola lamente una forte ritenzione idrica (al punto che il medico sta valutando se prescrivere per un breve periodo un diuretico).

Parlando con Paola emergono elementi interessanti in ordine alla sua famigliarità: il padre è stato colpito da un tumore ai polmoni mentre la madre  ne ha sviluppato uno allo stomaco.

Paola mi racconta che appena sveglia al mattino starnutisce ed ha uno scolo nasale. Si accorge anche che nonostante sia pizza che pasta sembrano aggravare i suoi disturbi, la pasta è decisamente peggio della pizza. Paola non pratica alcuna attività fisica (né sport aerobici come corsa, nuoto, nordic walking, ciclismo etc…etc…), né sport anaerobici (come pesistica o body building, corsa veloce o altro…).

 

ALIMENTAZIONE SEGUITA DA PAOLA

Colazione:

Tazza di tè senza zucchero e 5 o 6 biscotti saiwa.

Metà mattina

Caffè zuccherato

Pranzo

Verdura (con aceto e olio) con pomodori e prosciutto

Pomeriggio

caffè zuccherato

Cena

Carne con insalata (con aceto e olio) e a volte frutta. Pesche e pasta danno diarrea.

 Dopo cena:

Gelato o cioccolato

Ok: frutta secca, pesce, olive, avocado.

Paola utilizza con una certa regolarità alcuni alimenti che dovrebbero essere sempre limitati al massimo come grissini, pane, bibite, zucchero, caffè zuccherati, gelati, patatine

ALTEZZA: 1,60 ETA: 55 PESO: 67.2 MASSA GRASSA: 37.1 MUSCOLO: 27.2 GRASSO VISCERALE: 8 BMI: 26.3

Eseguo alcuni test energetici per valutare le condizioni generali di Paola ed emergono reattività infiammatorie avverso alcune famiglie di alimenti (soprattutto alimenti fermentati e ricchi di gliadina).

Da un test energetico sugli organi si evidenzia in particolar modo una carenza di energia dell’apparato gastrointestinale (con particolare rilevanza del pancreas…). Spiego a tutti i clienti che tali test ci permettono di acquisire elementi di ragionamento senza peraltro avere alcun significato diagnostico (diagnosi che, lo ricordiamo sempre, per legge spetta esclusivamente al medico).

 

SUGGERIMENTI

In considerazione di tali test suggerisco pertanto di integrare alcuni enzimi per favorire la digestione e ottimizzare l’assimilazione di alcuni alimenti.

Al controllo di novembre 2017 Paola mi riferisce che il gonfiore addominale è notevolmente migliorato e che la digestione è totalmente cambiata.Ha imparato che mangiando alcuni alimenti la cefalea di cui soffre peggiora. Molto bene lo scolo nasale che sembra essere scomparso (al punto da non aver avuto più bisogno di utilizzare il farmaco antistaminico che il medico le aveva prescritto).

I parametri della massa grassa e del muscolo di Paola oggi sono questi:

PESO: 63.7 GRASSO: 34.7 MUSCOLO: 28 GRASSO VISCERALE: 7 INDICE DI MASSA CORPOREA: 24.9

IMPORTANTE:

La naturopatia e l’iridologia possono offrire importanti supporti per migliorare il nostro benessere. Tuttavia sottolineo sempre che i casi riportati non devono indurre mai ad abbandonare terapie mediche e farmacologiche, né indurre a ritardare o evitare i necessari controlli ed esami clinici per non rischiare che l’eventuale presenza di patologie sia diagnosticata tardivamente. Solo al medico compete la diagnosi e la cura di malattie nonché la prescrizione di terapie farmacologiche.

Video correlati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

https://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

https://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

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http://www.vladimirocolombi.it/2017/06/11/dimagrire-mangiando/

https://www.leda-clinic.com/dimagrire-mangiando-come-perdere-peso-senza-contare-le-calorie/

http://www.vladimirocolombi.it/blog/

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INTESTINO, ASMA E BILE


Un’alterazione della flora batterica intestinale si ripercuote sulla qualità della bile

 

Che la digestione sia importantissima per la nostra salute è un fatto noto. A che da essa discendano conseguenze enormi per la salute delle ossa, dell’intestino con ricadute perfino sull’asma e l’obesità, è probabilmente molto meno noto.

Benchè sfugga alla maggioranza di molti i batteri dell’intestino svolgono un ruolo centrale nel metabolismo degli acidi biliari attraverso una serie di reazioni biochimiche.

Gli acidi biliari generati da queste reazioni sono particolarmente importanti per il metabolismo della vitamina D che per quello dei grassi. Ne consegue che ogni alterazione della popolazione microbica dell’intestino potrebbe alterare profondamente il contenuto degli acidi biliari con conseguenze sulla digestione. Una ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28249284) ha dimostrato come questa situazione si verifichi con una certa frequenza nelle malattie intestinali tra cui la sindrome del colon irritabile, la malattia infiammatoria intestinale (IBD), la sindrome dell’intestino corto e perfino nell’infezione da Clostridium difficile.In tutti queste malattie si osserva un’ alterazione nella composizione della flora intestinale con importanti modifiche degli acidi biliari.

Allo stesso modo, le malattie e sindromi extraintestinali come l’asma e l’obesità possono essere collegate alla qualità della bile. Nel caso di queste ultime la ricerca diventa particolarmente interessante se si considera l’abuso di farmaci inibitori di pompa, antibiotici e antiinfiammatori nel quale comunemente si tende ad incorrere per “curare” piccoli disturbi (cefalea, emicrania, gastrite o bruciori di stomaco, reflusso gastroesofageo, allergia) o anche maggiori problematiche (osteoporosi o osteopenia). E non dimentichiamo la boswellia serrata della quale ho parlato in passato (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/03/15/naturopatia-e-asma-lincenso-nei-disturbi-asmatici/).

 

Bibliografia:

Dig Dis. 2017;35(3):169-177. doi: 10.1159/000450907. Epub 2017 Mar 1.Disease-Associated Changes in Bile Acid Profiles and Links to Altered Gut Microbiota.Joyce SA1Gahan CG.

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

 

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L’ELICRISO DEI MIRACOLI


L’elicriso potrebbe rappresentare un autentico protettore dall’allergia, dalla cefalea e da problemi dermatologici…..

 

Pensare ad un rimedio vegetale in grado di curare alcune dermopatie come la dermatite atopica e contemporaneamente alcuni problemi epatici, allergie, bronchiti e perfino alcune forme di cefalea sembra essere impossibile ma in realtà è così.

L’ elicrisio è in grado di proteggere la nostra salute da una notevole quantità di disturbi e di problemi.

La sua azione espettorante e calmante della tosse lo rende particolarmente utile durante la stagione invernale, ma la sua azione antistaminica può trasformarlo in una pianta estremamente versatile e di grande importanza durante la stagione primaverile contro le allergie.

L’elicriso è utilissimo anche in caso di reumatismo cronico ed ha un’azione coleretica e colagoga, quindi disintossicante del fegato, e può giocare un ruolo fondamentale in alcune dermatiti (come nel caso per esempio di dermatosi o di alcune forme allergiche da contatto).

Nell’ asma allergica l’elicrisio è estremamente importante ed è in grado di ridurre il prurito in numerosi disturbi dermatologici.

Anche per quanto riguarda l’apparato gastrointestinale l’elicriso apporta benefici: la gastrite, l’esofagite e alcune forme di colite migliorano notevolmente grazie a questa preziosa pianta.

Non si tratta di una panacea per tutti i mali ma questo fitoterapico può rappresentare un ottimo rimedio naturale per il trattamento di numerosi disturbi e senza troppi effetti collaterali o controindicazioni.

Da una recente ricerca inoltre risulta confermata l’azione dell’elicriso per il trattamento della psoriasi (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=elicrisium).

 

 

Bibliografia:

 

Soc Ital Dermatol Sifilogr Sezioni Interprov Soc Ital Dermatol Sifilogr. 1955 Jan-Mar;(1):2.[Elicrysium italicum in the treatment for psoriasis].

 

Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

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http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

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http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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IL ROSMARINO NELL’ALZHEIMER?


Secondo una ricerca dal rosmarino sarebbe possibile estrarre alcune sostanze utili per la malattia di Alzheimer

Il rosmarino (Rosmarinus officinalis L.) è una delle specie botaniche più importanti della famiglia delle Lamiaceae ed è originaria della regione del Mediterraneo. Dalla pianta di rosmarino si estrae un importante gemmoderivato in grado di regolarizzare la pressione arteriosa durante l’estate quando il caldo si fa opprimente.

In erboristeria il rosmarino è largamente utilizzato per migliorare tutti i sintomi tipici dell’allergia di primavera e in tutti i casi di stanchezza cronica. In quest’ultimo caso la sua azione antifatica sarebbe da ascrivere alla sua azione sulle ghiandole surrenali.

Molto nota dai tempi degli antichi romani come “pianta della memoria” è oggi ampiamente presente in tutto il mondo oltre che per i suoi usi culinari anche per le sue proprietà medicinali.

Trale sostanze più importanti contenute nel rosmarino vanno segnalati i diterpeni fenolici a cui sono ascrivibili la maggior parte delle attività farmacologiche e antiossidanti.

Un ricercatore (Habtemariam S) ha recentemente scoperto  come i diterpeni fenolici del rosmarino siano in grado di inibire la morte neuronale indotta da una varietà di agenti sia in vitro che in vivo. Il potenziale terapeutico di questi composti per la malattia di Alzheimer (AD) è recensito proprio nella ricerca effettuata da Habtemariam, e conferma come le proprietà antiossidanti dei composti mdel rosmarino potrebbe contribuire ad aumentare la protezione neuronale riducendo l’infiammazione cerebrale e la formazione di beta amiloide, la proteina coinvolta nella malattia di Alzheimer.

 

Fonte:

Evid Based Complement Alternat Med. 2016;2016:2680409. doi: 10.1155/2016/2680409. Epub 2016 Jan 28.The Therapeutic Potential of Rosemary (Rosmarinus officinalis) Diterpenes for Alzheimer’s Disease. Habtemariam S1.

 Altri articoli correlati:

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http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/15/aromaterapia-in-cucina-ovvero-come-trasformare-il-cibo-in-farmaco-preventivo/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/21/cervello-e-cuore-cosa-dice-la-naturopatia/

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NATUROPATIA E RIMEDI IMMEDIATI PER SOVRAPPESO, GONFIORI ADDOMINALI E CISTITE


UNA SERATA INSIEME PER PARLARE DI RIMEDI NATURALI E NATUROPATIA CON VLADIMIRO COLOMBI

 

Dopo la serata del 17 febbraio 2017 che abbiamo tenuto a Gianico con un ottimo riscontro per parlare delle relazioni tra visione e alimentazione (http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/04/due-serate-ad-ingresso-libero-e-gratuito-per-parlare-di-naturopatia-con-vladimiro-colombi/), replicheremo una seconda serata venerdì 17 marzo sempre presso l’Agriturismo Roncadizze Lumaghera.
Nel corso della serata parleremo di come alla luce delle più recente scoperte scientifiche sia possibile non solo dimagrire in fretta, ma anche dimagrire mangiando e al contempo prevenire e individuare i rimedi immediati naturali per prevenire cistite, sovrappeso, gonfiori addominali. Se è vero che dimagrire in 15 giorni rimane una fantasia, è possibile riequilibrare l’alimentazione intervenendo in modo appropriato sullo stile di vita individuale. Nel corso della serata spiegheremo come sia possibile anche dimagrire in un mese in modo scientificamente provato e senza produrre danni al metabolismo.
Con l’arrivo della primavera si manifestano nuovi piccoli disagi, dalla gastrite (e vari problemi connessi come reflusso gastroesofageo, colite, esofagite) all’allergia.
Parleremo di tutto insieme nel corso della serata e lasceremo ampio spazio alle domande di tutti.

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IL DESMODIUM ADSCENDENS


Desmodium_discolor_flowersIl desmodium adscendens è una pianta poco nota ma dalle importanti azioni protettive (soprattutto sul fegato).

E’ stata studiata negli ultimi 35 anni soprattutto in paesi extraeuropei a causa del suo basso costo e delle sue importanti azioni protettive del fegato che i virus producono.

S tratta di una pianta interessante non soltanto per la sua importante azione detossificante a livello epatico ma anche per la prevenzione e la correzione dei terreni allergici.

E’ in grado di favorire la restituzione ad integrum degli epatociti (le cellule del fegato) senza produrre drenaggio a livello biliare. In pratica questa pianta può essere utilizzata con eccellenti risultati anche in persone che soffrono di problemi alla cistifellea (a differenza invece del più noto e autoctono cardo mariano, molto attivo a livello epatico ma da evitare in caso di epatiti e calcolosi biliare).

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UN VACCINO NATURALE PER LA PROFILASSI DELL’ICTUS E LA PROTEZIONE DELLA MEMORIA


Pepe nero (Piper nigrum)

black-pepperFamiglia

Piperacee.

Principi anticancro

Piperina e lignani.
La piperina e i lignani hanno documentato una promettente attività antitumorali in modeli animali verso alcuni tumori polmonari, alcuni melanomi, e in alcuni tumori del fegato indotti da tetracloruro di carbonio.
L’azione della piperina si è rivelata particolarmente preziosa quando associata ai curcuminoidi, i principi attivi della curcuma, la cui azione antitumorale e antiinfiamatoria è stata ampiamente documentata e alla quale si rinvia.
– Toxicol Food Chem. 2008 Sep; 46 (9) :3106-10. Epub 2008 29 giu. Wattanathorn J, P Chonpathompikunlert, S Muchimapura, Priprem A, O Tankamnerdthai. Dipartimento di Fisiologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Khon Kaen, 40.002 Khon Kaen, Tailandia.

– Toxicol Food Chem. 2010 Mar; 48 (3) :798-802. Epub 23 dicembre 2009. Chonpathompikunlert P, J Wattanathorn, S Muchimapura.

– Asian J Cancer Prev Pac. ott-dic 2007; 8 (4) :623-7. Wongpa S, L Himakoun, Soontornchai S, P Temcharoen. Tossicologia programma Graduate, Facoltà di Scienze, Università Mahidol, Bangkok, Tailandia.

– J Nutr Biochem. settembre 2007, 18 (9) :615-22. Epub 2007 5 aprile.Choi BM, SM Kim, Park TK, G Li, Hong SJ, R Park, Chung HT, BR Kim. Dipartimento di Biochimica, Facoltà di Medicina, Università Wonkwang, Iksan, Chonbuk 570-

– Ci Pharmacol Pulm. 2006, 19 (2) :107-11. Epub 2005 21 giu.K Selvendiran, Prince J Singh ijeya, Sakthisekaran D. Dipartimento di Biochimica medica, il Dr. ALM Post Graduate Institute di Basic Scienze Mediche, Università di Madras, Campus Taramani, Chennai, India. selvakphd@yahoo.com

– Pharm Bull Biol. ottobre 2004; 27 (10) :1611-6.Matsuda H, Y Kawaguchi, Yamazaki M, N Hirata, di Naruto, Y Asanuma, Kaihatsu T, M Kubo.Scuola di Scienze Farmaceutiche, Università di Kinki, Higashiosaka, Osaka, Giappone.

– Metastasi Exp Clin. 2002; 19 (8) :703-8.Pradeep CR, G Kuttan.Amala Centro di ricerca sul cancro, Thrissur, Kerala, India.

– Planta Med. ottobre 1993, 59 (5) :413-7.IB Koul, Kapil A. Dipartimento di Farmacologia, Laboratorio di ricerca regionali, Jammu, in India.

– Int J Nutr Sci alimentare. settembre 2005, 56 (6) :399-414.Srinivasan K.Dipartimento di Biochimica e Nutrizione, Central Food Research Institute tecnologico, Mysore-570.013, India.

– J Med Food. aprile 2010, 13 (2) :371-81.Majdalawieh AF, Carr RI.Dipartimento di Biologia e Chimica, Facoltà delle Arti e delle Scienze, Università Americana di Sharjah, Sharjah, Emirati Arabi Uniti. amajdalawieh@aus.edu

– Molecole. 5 aprile 2010; 15 (4) :2398-404.Ee GC, CM Lim, M Rahmani, K Shaari, Bong CF.Dipartimento di Chimica, Facoltà di Scienze, Universiti Putra Malaysia, Selangor, Malesia. gwen@science.upm.edu.my

Altre proprietà

Il pepe stimola la termogenesi, favorisce l’assimilazione del cibo, ha documentato una possibile azione nei deficit cognitivi nell’anziano, è un ottimo espettorante dell’apparato respiratorio, e un eccellente stimolante gli enzimi digestivi. E’ indicato in caso di meteorismo, coliche, diarrea e disturbi dell’umore.
Il pepe nero potrebbe trovare impiego nel controllo dei processi allergici in quanto ha dimostrato una buona attività nell’inibire la produzione di istamina.
Infine, associato allo zenzero, al cumino e alla senape il pepe nero ha un’azione ipoglicemizzante provata.

Controindicazioni

Se usato ad un dosaggio superiore ai 5 mg di piperina al giorno il pepe potrebbe dare qualche problema a chi soffre di gastrite e ipertensione.

Effetti collaterali

Gastrite, ipertensione,

Come si usa

Ampiamente utilizzato nelle sue varianti (pepe nero, rosa, bianco, verde e grigio), il pepe è da sempre utilizzato per insaporire e cibi e per arricchire il gusto dei piatti ai quali si desideri dare un sapore pungente e accattivante.

Come si usa

Il frutto viene consumato fresco, essiccato, affumicato, cotto o crudo. Oltre alla sua capacità di bruciare il palato, si utilizza anche per aromatizzare, nonché per fare salse piccanti.

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RISO SI MA…..NERO E’ MEGLIO!!!!


 

riso nero

Ricordate la canzone anni ‘60 che cantava “vorrei la pelle nera”? Bene, oggi di nero pare dovremmo soprattutto occuparci di riso. Già perché pare che il riso fa sicuramente molto bene, soprattutto all’intestino, ma nero è anche di gran lungo migliore.
Il riso nero contiene le famose “antocianine”, le sostanze antiossidanti che fanno del mirtillo uno degli alimenti più potenti nel rallentare l’ossidazione cellulare e quindi l’invecchiamento.
Queste straordinarie sostanze si trovano in tutti i vegetali blu/viola, come le more, l’uva (vino incluso), le melanzane e i mirtilli appunto.
La loro azione è straordinariamente interessante perché non solo sono in grado di rallentare l’invecchiamento del corpo umano, ma hanno una larga documentazione che prova la loro capacità di proteggerci dalle malattie cardiovascolari. Questa straordinaria azione sarebbe collegata all’incremento dei valori di adiponectina, un’adipochina potente e importantissima la cui quantità nel sangue sarebbe inversamente proporzionale allo sviluppo di innumerevoli patologie, non ultimo anche certe forme tumorali. Un po’ come per la leptina, la resistina e altre adipochine ancora insomma, si sta aprendo un mondo su queste sostanze, ma soprattutto nuovi studi sugli alimenti ci dicono quali strategie potremmo utilizzare nel lungo periodo per dilatare al massimo la durata della nostra vita nelle migliori condizioni di salute possibili.
Ma torniamo al riso nero: molti usato in estremo oriente e ben poco noto invece ahimè in Europa e in Italia, il riso nero è molto ricco di queste potenti sostanze, E’ possibile reperirlo in alcuni negozi biologici e soprattutto nei negozi di alimentazione “etnica”. Sono soprattutto i cinesi e gli orientali in genere ad avere il dominio assoluto del riso nero.
Insieme al mais rosso (che in realtà è talmente scuro da sembrare nero e del quale magari tratteremo a breve in un altro articolo) e alla soia nera, rappresenta un alimento preziosissimo per stimolare naturalmente la produzione di adiponectina, con le conseguenze positive che oramai già conosciamo (riduzione della malattie cardiovascolari, riduzione di alcune malattie tumorali, controllo del peso e della massa grassa, riduzione del rischio di diabete e ictus).
Il riso nero però, assume in sé un’altra caratteristica straordinaria: di tutte le fonti di antocianine, quelle del riso nero sembrano essere le più potenti e attive. Uno studio americano infatti avrebbe dimostrato in modo chiaro e inequivocabile come siano proprio quelle provenienti dal riso nero ad essere le migliori. La loro quantità sarebbe inoltre ben superiore a quelle contenute nei frutti di bosco, e sarebbero in grado di calmare anche le temibili allergie e infiammazioni cutanee (come nel caso per esempio della sempre più diffusa allergia al nickel). La somministrazione di queste sostanze a cavie afflitte da dermatiti atopiche avrebbero ridotto in modo significativo (circa il 30%) l’infiammazione.
Ma ancora altri studi hanno confermato la straordinaria azione protettiva di queste sostanze.
Intanto è evidente l’inibizione delle lesioni aterosclerotiche su modelli animali del pigmento del riso nero, effetto questo legato alla riduzione dei processi infiammatori e dello stress ossidativo del colesterolo. Interessante anche la conclusione alla quale diversi studi sarebbero poi arrivati nella prevenzione dei tumori al seno, del colon, e dello stomaco (per inibizione delle pericolose nitrosammine, le sostanze responsabili di alcuni tumori gastrici che si sviluppano durante la cottura di alcuni alimenti).
Anche il fegato sembrerebbe poi beneficiare da queste sostanze. Studi in vivo hanno dimostrato come alcune sostanze del riso nero sembrerebbero in grado di ridurre i danni che l’alcool produce agli epatociti (le cellule del fegato, particolarmente sensibili all’alcool).
Gustoso, facile da preparare e dal colore curioso, il riso nero si rivela un prezioso alleato per la nostra salute. E a quanto pare, un prezioso “socio in affari” per tutte quelle donne in sovrappeso che desiderano perdere anche qualche chilo!!!
“Vorrei il riso nero” canterebbe forse oggi il cantante (rigorosamente di colore!) Charles Roberts (vero nome di Rocky Roberts !!!).

Fonti

Bibliografia:

Urology. 2011 Jul;78(1):110-5. Epub 2011 Mar 12.Prostate cancer in men less than the age of 50: a comparison of race and outcomes.Parker PM, Rice KR, Sterbis JR, Chen Y, Cullen J, McLeod DG, Brassell SA.

Am J Med Sci. 2011 Apr;341(4):318-24.Switching to black rice diets modulates low-density lipoprotein oxidation and lipid measurements in rabbits.Abdel-Moemin AR.

Theor Appl Genet. 2011 Mar;122(5):1005-16. Epub 2010 Dec 15.Association mapping of grain color, phenolic content, flavonoid content and antioxidant capacity in dehulled rice. Shao Y, Jin L, Zhang G, Lu Y, Shen Y, Bao J.

Nutr Cancer. 2010;62(8):1128-36.Anticancer activities of an anthocyanin-rich extract from black rice against breast cancer cells in vitro and in vivo. Hui C, Bin Y, Xiaoping Y, Long Y, Chunye C, Mantian M, Wenhua L.

BJU Int. 2010 Oct 29. doi: 10.1111/j.1464-410X.2010.09685.x. Prostate cancer in Asian Americans: incidence, management and outcomes in an equal access healthcare system. Raymundo EM, Rice KR, Chen Y, Zhao J, Brassell SA.

Int Immunopharmacol. 2010 Jun 2. Anti-inflammatory effects of black rice, cyanidin-3-O-beta-D-glycoside, and its metabolites, cyanidin and protocatechuic acid. Min SW, Ryu SN, Kim DH.
Meat Sci. 2009 Aug 14. Effects of dietary roughage levels on the expression of adipogenic transcription factors in Wagyu steers. Yamada T, Kawakami SI, Nakanishi N.

J Agric Food Chem. 2010 Mar 10;58(5):3191-6.Effect of anthocyanin-rich extract from black rice (Oryza sativa L. Japonica) on chronically alcohol-induced liver damage in rats.
Hou Z, Qin P, Ren G.

Nutr Res. 2008 Feb;28(2):66-71.Meal replacement with mixed rice is more effective than white rice in weight control, while improving antioxidant enzyme activity in obese women. Kim JY, Kim JH, Lee da H, Kim SH, Lee SS

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ALLERGIA E ARTRITE: I RIMEDI NATURALI PER LA PROTEZIONE DELLE MUCOSE E DELL’INQUINAMENTO


vladimiro

 

Un lettore ci scrive per sapere se esistono rimedi naturali per poter ridurre l’impatto dell’inquinamento sul nostro corpo.

Ebbene,

deve sapere che esistono molte sostanze in grado di migliorare la risposta disintossicante del nostro organismo e che alcuni di questi rimedi associati tra di loro possono sviluppare un’ importante azione protettiva del fegato migliorarndo i sintomi tipici legati a questi quadri, siano essi allergici che infiammatori (soprattutto se articolari, come nel caso dell’artrite reumatoide).

Tra queste sostanze vanno segnalate le vitamine del gruppo B. Vediamole rapidamente.

La vitamina B9 (acido folico) è importante per favorire la formazione del sangue e per prevenire problemi legati all’omocisteina, un fattore di rischio molto importante in chi ha familiarità con cardiopatie.

Anche la vitamina B3 (niacina), B5 (calcio pantotenato), B6 (piridossina), B12 (cianocobalamina) possono coadiuvare molto bene questi quadri infiammatori.

Oltre alle vitamine esistono poi dei minerali molto importanti, per esempio il selenio, che possono aiutare. Il selenio ha una importante azione disintossicante e la sua carenza può condurre a disturbi importanti.

Nel mondo degli estratti vegetali esistono poi diversi rimedi con azione antinfiammatoria in grado di proteggere da allergie, infiammazioni articolari e irritazione delle mucose.

In primis va citata sicuramente l’Althea officinalis, una malvacea la cui azione antinfiammatoria e antiossidante è davvero straordinaria poiché è in grado di proteggere il nostro corpo dall’azione dannosa dei radicali liberi. Essa vanta proprietà balsamiche durante la stagione fredda ma è anche in grado di proteggere la mucosa orofaringea e gastrointestinale sviluppando un’azione emolliente e protettiva delle mucose.

L ‘altea ha inoltre un’importante azione protettiva delle ossa ed è in grado di per proteggere dall’osteoporosi.

I semi di aneto possono coadiuvare molto bene la digestione e ridurre i processi fermentativi che spesso si sviluppano a livello intestinale nei soggetti colpiti da intolleranze alimentari o con problemi digestivi. E’ inoltre un grande rimedio per poter mantenere l’elasticità della pelle e garantire un adeguato nutrimento dei tessuti cutanei e sottocutanei.

Il fieno greco è uno degli alimenti più ricchi di nutrienti ed è normalmente utilizzate in fitoterapia per i soggetti affaticati e stanchi con carenze di minerali che si sentono sfibrati e sfiniti. E’ eccellente rimedio naturale per poter controllare la glicemia nel sangue e ha un’azione importante nel controllo metabolico dei lipidi (colesterolo e trigliceridi). Esso promuove il benessere fisico e sostiene il sistema immunitario neo momenti di fatica e stress. Esiste poi alcuni aminoacidi molto importanti che possono collaborare in modo significativo a ridurre le reazioni allergiche e infiammatorie.

Il primo di questi aminoacidi è sicuramente l’istidina. Molto importante per favorire la crescita nei bambini collabora con il sistema immunitario per ridurre la risposta allergica e migliorare la funzionalità articolare nei soggetti che soffrono di disturbi osteo-articolari o di artrite.

La lisina, la metionina e la tirosina infine completano il lavoro antinfiammatorio che la istidina è in grado di produrre sul nostro organismo. Di questi ultimi tre aminoacidi la metionina è quella con l’azione antistaminica più spiccata, mentre la lisina si rivela una preziosa alleata nei casi di infiammazioni legate a virosi (come nel caso dell’herpes).

Vale infine la pena ricordare che esistono altri rimedi naturali e alcune vitamine che hanno una importante azione disintossicante sul corpo. La vitamina E, la vitamina C possono aiutare molto a controllare le reazioni infiammatorie.

Un’ultima parola poi va riservata allo zenzero, oggi molto in voga, che sviluppa un’azione antinfiammatoria molto importante stimolando la secrezione biliare e favorendo le funzioni digestive in soggetti che soffrono di mancanza di appetito e soffrono di nausea ricorrente.

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