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IL MIRTILLO E L’UVA URSINA CONTRO SOVRAPPESO E OBESITA’


Un sempre maggior numero di studi confermano come il mirtillo e il succo d’uva siano in grado di ottimizzare il metabolismo e prevenire l’obesità.

 

La sindrome metabolica rappresenta spesso l’anticamera di una serie di problemi di salute importanti (dal diabete all’ipertensione, dal sovrappeso all’ipercolesterolemia) che potrebbero essere largamente prevenuti adottando uno stile di vita adeguato.

 

Una ricerca ha dimosttato come alcune bacche comuni presente nella zona antartica (tra cui il mirtillo palustre e le bacche di uva ursina) potrebbero essere una potenziale fonte di sostanze protettive dal diabete e dalla sindrome metaboilica. La ricerca è stata effettuata su modelli animali (cavie da laboratorio) e ha evidenziato come la loro somministrazione abbia ridotto l’eccesso di insulina dopo i pasti.

Questa importante azione sarebbe da attribuire all’elevata concentrazione di polifenoli, sostanze naturali contenute in molti alimenti di uso comune come il tè verde, i frutti di bosco e il cioccolato.

Come ho avuto modo di spiegare nel corso dell’incontro temuto a Mantova insieme al campione olimpionico Gregorio Paltrinieri rimane sempre un punto fondamentale seguire un’alimentazione sana (clicca qui http://gazzettadimantova.gelocal.it/sport/2017/09/26/news/paltrinieri-sabato-a-mantova-1.15908422) ma talvolta anche alcuni rimedi vegetali ci possono aiutare a mantenerci giovani e in forma.

 Bibliografia:

Diabetologia. 2017 Dec 21. doi: 10.1007/s00125-017-4520-z. Arctic berry extracts target the gut-liver axis to alleviate metabolic endotoxaemia, insulin resistance and hepatic steatosis in diet-induced obese mice. Anhê FF1,2, Varin TV2, Le Barz M1,2, Pilon G1,2, Dudonné S2, Trottier J3,4, St-Pierre P1, Harris CS5, Lucas M6, Lemire M6, Dewailly É6, Barbier O3,4, Desjardins Y2, Roy D2, Marette A7,8.

 Articoli correlati:

 https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

 http://www.vladimirocolombi.it/2017/12/17/intestino-batteri-bocca-e-tumori/

 http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/24/domande-e-risposte-stitichezza-e-lassativi-attenzione-ai-possibili-pericoli/

 

https://nutritionfacts.org/

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DEPRESSIONE, ANSIA, UMORE E NATUROPATIA


depressioneUno dei neuromediatori più importanti per regolare appetito e umore è rappresentato dalla serotonina, una sostanza che possiamo sintetizzare partendo da un aminoacido, il triptofano triptofano, di cui possiamo essere carenti a causa di diversi fattori. Un eccesso di cortisolo per esempio (causato dal troppo stress) ma anche una carenza di cofattori fondamentali per la sua produzione (magnesio, vitamina B3, B6, B9 e B12) possono essere alla base di una carenza di serotonina.

Inserire alimenti che apportano maggiori quantitativi di triptofano diventa importante per poter stabilizzare il tono dell’umore senza ricorrere a farmacia. A tal fine ricordiamo che il latte e le banane sono tra i più comuni alimenti in grado di favorirne l’incremento.

Le banane sono particolarmente ricche inoltre di potassio e possono essere particolarmente utili per gli sportivi. E non a caso cito lo sport. Come ho avuto modo di spiegare più volte l’elevata produzione di endorfine, (le “molecole del piacere”) che l’attività fisica produce ci permette di migliorare nettamente il quadro di una gran parte di questi problemi.

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Proteine e digestione: le virtù della papaia


papaiaUno dei problemi più diffusi in questo momento è rappresentato dal reflusso gastroesofageo. Alimentazione scorretta e condizioni di stress cronico possono aggravare notevolmente questo genere di reazioni ma esistono anche alcuni rimedi naturali molto interessanti che possono svolgere un’azione di supporto.

Gli enzimi per esempio sono particolarmente indicati perché possono ridurre notevolmente sia i tempi di digestione che i processi fermentativi all’interno della dello stomaco. La papaya è tra i frutti più importanti per migliorare la digestione delle proteine in quanto contiene un enzima, la proteasi, in grado di favorire la digestione proteica e ridurre i tempi di assorbimento degli alimenti.

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DIMAGRIRE MANGIANDO


E’ possibile dimagrire mangiando e senza contare le calorie

Oggi abbiamo intervistato Vladimiro Colombi, un noto naturopata che ha iniziato da anni a coniugare le più importanti scoperte scientifiche in tema di alimentazione naturale all’utilizzo di noti e comuni rimedi naturali (come estratti vegetali e gemme di piante, oligoelementi e estratti vitaminici) senza pesare gli alimenti e senza contare calorie.

 

La “non dieta” è uno dei suoi più importanti e innovativi approcci alimentari che hanno cambiato la visione della naturopatia.

 

Buongiorno Vladimiro. Ci può spiegare perché è solito affermare che per poter dimagrire occorre mangiare e non tagliare le calorie?

 

Quasi tutti noi quando abbiamo provato ad applicare i classici principi della dieta ipocalorica. Si perde peso all’inizio ma poi non appena si cessa con i sacrifici si recuperano tutti i chili con gli interessi.

Tutto questo dipende dalla “paura di morire di fame” che i nostri geni ancora conservano dentro se stessi.

Quando mangiamo meno è un po’ come se si il nostro corpo in qualche modo si “spaventasse”  e si difendesse dal taglio calorico rallentando il metabolismo per bruciare meno grassi e conservare delle scorte preziose.

 

Ma com’è possibile che ciò avvenga?

 

Quello che accade è che in parole semplici nel momento in cui tagliamo le calorie confermiamo al nostro cervello che la sua paura di morire di fame è motivata da un reale rischio (il taglio calorico) e a questo punto il corpo prende provvedimenti riducendo il metabolismo.

 

 

Lei invece sostiene che occorra non ridurra le calorie, non pesare gli alimenti e non privarsi del cibo per poter perdere peso. Sembra impossibile che mangiando sia possibile dimagrire…..

 

Capisco possa sembrare paradossale, ma la verità è proprio questa. Più di vent’anni fa Jeffrey Friedman, un’importante ricercatore americano, ha scoperto l’esistenza di una molecola, la leptina, che regola il senso di fame e sazietà e che regola le riserve di grasso di muscolo nel corpo. Se vogliamo restare magri dobbiamo produrre una giusta quantità di leptina. E per farlo occorre stare lontani dalle diete “tutto e subito”. Per rimodellare il corpo in modo intelligente occorre dare tempo al nostro metabolismo. Ne ho avuto modo di parlare in un articolo precedente (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2017/02/19/naturopatia-e-rimedi-immediati-per-sovrappeso-gonfiori-addominali-e-cistite/).

 

Oltre alla leptina esistono altre cause che possono bloccare un dimagrimento?

 

Certo. I capitoli importanti su cui dobbiamo lavorare se vogliamo perdere peso in maniera definitiva sono sostanzialmente tre: il controllo della leptina, il controllo dei processi infiammatori e il controllo dell’insulina.

 

Cosa intende per processi infiammatori? E cosa intende quando parla di infiammazione?

 

Lei ha presente cosa accade al nostro corpo quando subiamo un trauma? Poniamo il caso che mentre sta attaccando un quadro a casa sua si dia per errore una martellata su un dito. Non è forse vero che il dito si gonfia? Questo accade perché si produce un’edema, cioè della ritenzione idrica che è una risposta infiammatoria al trauma. Si tratta di un normale meccanismo di difesa dell’organismo da un pericolo. Per fare un esempio banale pensi ad un pompiere che spegne l’incendio. L’acqua (l’edema, la ritenzione idrica) serve per spegnere l’incendio, cioè l’infiammazione che il trauma ha prodotto. Ebbene la stessa cosa succede nel nostro corpo quando consumiamo molti alimenti che producono una reazione infiammatoria. Il nostro organismo è in grado di difendersi molto bene dall’infiammazione (così come dalla paura di morire di fame) e lo fa trattenendo grassi e liquidi. Se vogliamo restare magri dobbiamo tenere sotto controllo l’infiammazione e allo stesso tempo dobbiamo produrre le giuste quantità di leptina.

 

Lei ha parlato anche però di un terzo grande capitolo: l’insulina……

 

Tutti sappiamo che quando mangiamo zuccheri o dolci ingrassiamo tutti. Bene, questo accade perché nel nostro corpo ad ogni innalzamento di zuccheri nel sangue corrisponde una produzione importante di un ormone che scorta lo zucchero tramutandolo in grasso: l’insulina.

Un po’ come facciamo noi quando improvvisamente ci ritroviamo con del denaro in mano che non ci serve immediatamente (perché abbiamo guadagnato a causa di un lavoro inaspettato oppure ci arriva un eredità o ancora perché qualcuno ci regala delle somme non attese). Se tutto quel denaro non ci serve in quel preciso momento lo mettiamo da parte per momenti peggiori così ci garantiamo la sopravvivenza in caso di carestia. Il corpo fa esattamente la stessa cosa con il grasso. Noi lo detestiamo ma per il nostro corpo la massa grassa rappresenta una riserva di energia non spesa che gli garantisce la sopravvivenza in caso di carestia. Non dimentichi che siamo evoluti nel corso di milioni di anni in carenza di cibo ed è normale che il nostro organismo tenda a fare scorta di grasso per difendersi da un ipotetico ed eventuale “rischio di morire di fame”. Nel corso di alcuni interventi televisivi a Telecolor con Micol Baronio ho avuto il piacere di spiegare dettagliatamente come funziona l’insulina (clicca qui

Ma anche il alcuni articoli che ho pubblicato in passato sul mio sito internet ho citato alcuni rimedi vegetali utili alla prevenzione della resistenza insulinica (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/01/30/il-poterium-spinosum-e-la-berberina-linsulina-vegetale/ e qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/16/nutrizione-e-obesita-proteggere-il-pancreas-lintestino-e-lo-stomaco-con-i-rimedi-naturali/)

 

Da come descrive il nostro corpo si direbbe che sia costantemente preoccupato dalla paura di restare senza cibo….una antica macchina rimasta ferma a milioni di anni fa….eppure siamo evoluti nel corso degli ultimi migliaia di anni….come spiega questa apparente contraddizione?

 

È esattamente così infatti. Nel corso degli ultimi 790.000 anni di evoluzione umana abbiamo sempre avuto questo problema. Abbiamo imparato ad organizzarci ed a difenderci da questo rischio trattenendo liquidi e grassi per diluire l’infiammazione, per abbassare la glicemia e per fare scorta di grasso per i periodi meno fortunati in termini di abbondanza di cibo. Il cervello è evoluto da un lato, ma i nostri geni e il nostro metabolismo sono fermi all’età paleolitica.

 

Esistono delle sostanze naturali che possono essere favorire il dimagrimento?

 

Certamente sì. In generale tutti gli estratti vegetali ad azione antinfiammatoria possono essere estremamente utili ma occorre sempre individuare la sostanza più adatta alle caratteristiche individuali.

 

Un po’ come cucire un abito su misura….

 

Proprio così: se compro un abito pronto devo sperare che mi vada bene ma se lo faccio preparare da un sarto prendendo le misure precise, le possibilità che l’abito sia perfetto sono molto più alte. Quando scelgo un integratore alimentare o voglio usare un estratto vegetale devo cercarne uno che sia molto vicino alle mie caratteristiche personali…..

 

Ci può fare un esempio?

 

Poniamo il caso che lei abbia entrambi i genitori che si sono ammalati di cuore, magari uno con una cardiopatia dilatativa è un altro con una coronaropatia. Esistono molti rimedi naturali che possono aiutarla a perdere peso ma ci sono sicuramente alcune sostanze naturali che sono molto indicate per favorire la protezione cardiaca. Un esempio è dato dal magnesio, dal ribosio, dalla carnitina e dal coenzima Q10. Ma tra queste quattro una sola e utile per perdere peso: la carnitina.

 

Quali sono i vantaggi dell’approccio naturopatico che lei propone?

 

Esistono molti vantaggi ma sicuramente il più importante è quello relativo alla prevenzione. Sappiamo tutti che prevenire è meglio che curare ma è fondamentale intervenire prima che esista un danno all’organo o ad un tessuto. Perché questo possa accadere occorre studiare le caratteristiche individuali di una persona… solo dopo si procede con i suggerimenti più idonei…

 

La naturopatia può “curare” tutto?

 

Assolutamente no. La domanda è innanzitutto posta in termini sbagliati e apre la strada ad un terribile equivoco. La naturopatia non ha come obiettivo quello di curare una malattia. Questo semmai compete al medico che, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello legale, ha le competenze e la responsabilità della cura di una malattia.

Al naturopata invece interessa studiare una persona sana prima che si ammali e per farlo occorre guardare alle familiarità, allo stile di vita, all’alimentazione individuale nonché alla quantità ed alla qualità di sport praticato. Solo dopo è possibile elaborare una sorta di programma individualizzato volto alla prevenzione delle malattie e soprattutto al mantenimento della salute nonché alla promozione del massimo benessere personale perseguibile.

 

Massimo benessere personale insomma e non cura della malattia…..

 

Esattamente! Sì immagini un’automobile che funziona bene ma non riesce a esprimere il massimo del suo potenziale perchè magari non raggiunge la velocità ottimale oppure non consuma come dovrebbe a causa di un piccolo problema all’alimentazione del motore….Ecco, il naturopata è un po’ “l’ottimizzatore” che aiuta il motore ad esprimere il suo massimo potenziale! Esiste una enorme differenza tra non essere malato ed essere nelle migliori condizioni fisiche possibili. Noi naturopati ci occupiamo di questo: studiamo le peculiarità di una persona e cerchiamo di rendere la sua vita quanto più ricca di benessere ed energia possibile….

 

La ringrazio per queste intervista che non solo ci ha permesso in cosa consista concretamente il suo lavoro ma ha anche chiarito molti punti e molti equivoci frequenti.

Grazie a voi…. un caro saluto a tutti…….

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Altri articoli correlati:

http://www.vladimirocolombi.it/2016/10/17/i-rimedi-naturali-contro-lobesita-2/

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https://www.facebook.com/Farmacia-SantElena-647375808631697/

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/30/dal-rosmarino-un-potente-alleato-contro-il-diabete-e-il-colesterolo/

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PROBLEMI CON IL FRUMENTO O IL GLUTINE? Prova questi cereali


 

Quinoa e amaranto potrebbero essere validi alimenti per sostenere le ghiandole surrenali in caso di stress.

 

In passato ho avuto modo di scrivere dei danni del glutine in alcuni soggetti (http://www.vladimirocolombi.it/tag/grano-saraceno/) ma oggi, fortunatamente esistono cereali nuovi dalle importanti proprietà nutrizionali alla portata di tutti.

Quinoa (Chenopodium quinoa Willd.) e amaranto (Amaranthus cruentus L.) sono due “pseudocereali” ricchi di macronutrienti e micronutrienti, tra cui vitamine e minerali. Le proteine ​​vantano qualità nutrizionali eccezionali in virtù del loro contenuto di aminoacidi essenziali.

Tuttavia, una recente ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27713989) ha evidenziato come i nutrienti essenziali (fitochimici soprattutto) di quinoa e amaranto potrebbero avere effetti benefici potenziali per la salute. I composti fenolici contenuti nei semi di quinoa e amaranto vantano attività antiossidanti e anti-infiammatorie importanti (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28239982) ma occorre ricordare che i semi di questi alimenti contengono anche acidi grassi, tocoferoli e carotenoidi, tutti nutrienti salutistici e importanti per il benessere individuale.Molte di queste sostanze sono in grado di ridurre il rischio di stress ossidativo e malattie correlate: cancro, malattie cardiovascolari, diabete e obesità, possono giovare dei principi attivi contenuti in questi alimenti.

Ricordo che questi alimenti sono totalmente privi di glutine e possono pertanto essere consumati anche da celiaci oltre che, ovviamente, da tutte quelle persone che oggi vengono definite “gluten sensivity”, cioè persone che pur in assenza di un deficit enzimatico, mal sopportano il consumo di cereali con glutine (come segale, farro, kamut, orzo o avena).

Leggi anche:

http://www.vladimirocolombi.it/tag/frumento/

http://www.vladimirocolombi.it/2016/02/19/il-grano-saraceno/

 

Bibliografia:

 

 

  • Mol Nutr Food Res.2017 Feb 26. doi: 10.1002/mnfr.201600767.Phytochemicals in quinoa and amaranth grains and their antioxidant, anti-inflammatory and potential health beneficial effects: a review.Tang Y1,2Tsao R2.
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POVERTA’, ANSIA E NUTRIZIONE: ESISTE UN COLLEGAMENTO?


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Alcuni recenti notizie allarmano e creano ansia a chi attraversa un momento non florido da un punto di vista economico.

Le ultime notizie sembrano affermare che le peggiorate condizioni finanziarie di taluni indirizza alcune persone ad abbandonare le cure necessarie favorendo in questo modo un’aumento della mortalità per malattie altrimenti curabili.

Occorre ricordare però che nonostante queste preoccupanti notizie che potrebbero indurci verso uno stato depressivo è pur vero che apportando piccoli cambiamenti nel nostro stile di vita possiamo fare molto, soprattutto a livello preventivo. Per esempio migliorando la qualità degli alimenti che ingeriamo possiamo produrre un’importante azione preventiva su ansia, depressione e stanchezza, ma soprattutto prevenire in modo scientificamente dimostrato alcune forme di neoplasia o di tumore e diabete.

Non serve spendere di più ma semmai spendere meglio. Tutte le ricerche scientifiche più importanti infatti concordano nell’affermare che non è solo la quantità del cibo ad essere rilevante ma soprattutto la sua qualità.

Vero è che l’evidenza scientifica è indirizzata verso una riduzione complessiva calorica poiché se esiste una certezza oggi, è quella che mangiare meno favorisce un aumento significativo della longevità.

Ma è innegabile che un miglioramento della qualità dei nutrienti non solo non ci permette di risparmiare ma addirittura potrebbe essere il presupposto per la prevenzione di future malattie. Attenzione pertanto all’utilizzo indiscriminato di quei ristoranti  “all you can eat” oggi molto in voga ma della cui provenienza degli alimenti sappiamo ben poco.

Non solo non sempre il cibo potrebbe essere veicolo di parassitosi intestinali (in

particolare nei casi di consumo di pesce crudo non adeguatamente conservato e cucinato) ma va considerato anche il rischio relativo alla presenza di metalli pesanti presenti in alcuni alimenti provenienti da aree geografiche la cui severità per le norme igieniche alimentari lascia parecchio a desiderare…….

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