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DOMANDE E RISPOSTE: SUCCO DI MELA PER DOLCIFICARE?


 

domande

 

Una lettrice mi scrive per sapere se il succo di mela può essere usato per dolcificare.

Carissima Lettrice,

Il succo di mela è uno zucchero e pertanto come tale va trattato. Io prediligo sempre il frutto intero laddove possibile al posto del suo solo succo o estratto (in quanto privo di fibra e pertanto molto propenso ad alterare la curva glicemica).

L’ideale sarebbe imparare a non dolcificare nulla, magari abituandosi molto lentamente riducendo progressivamente l’uso degli zuccheri nell’alimentazione.

Il nostro corpo infatti non è abituato a tollerare lo zucchero in quanto non è evoluto per questo. Abbiamo geni “paleolotici” non adatti a bruciare zuccheri.

Come molti lettori sanno invece, siamo (ahimè) bravissimi a creare scorte di massa grassa.

Meno zuccheri pertanto e più sport…..due semplici indicazioni che potrebbero davvero cambiare il corso della vita a moltissimi di noi!

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ALCOOL E INTESTINO: I PROBIOTICI NELLE DIPENDENZE ALCOLICHE


 

Esiste un filo rosso tra dipendenza da alcool, intestino, cervello e infiammazione

 

Negli ultimi anni, alcuni nuovi studi sono stati effettuati per spiegare come l’alcol possa influenzare il comportamento e i sintomi psicologici. Oltre ai noti effetti sul cervello l’abuso di alcool colpisce anche organi periferici compreso l’intestino.

Anche se il meccanismo non è ancora completamente compreso, l’abuso cronico di alcol aumenta la permeabilità intestinale e altera la composizione del microbiota intestinale, permettendo a componenti batteriche di raggiungere dal lume intestinale la circolazione sistemica.

Questi prodotti batterici provenienti dall’intestino ​​sono riconosciuti da cellule immunitarie circolanti nel sangue (o che risiedono in altri organi) che sintetizzano e rilasciano citochine pro-infiammatorie. Le citochine circolanti sono considerate importanti mediatori della comunicazione tra cervello e intestino perchè possono raggiungere il sistema nervoso centrale e indurre neuroinfiammazione. Proprio questa infiammazione nervosa sarebbe associabile ai tipici cambiamenti di umore e agli effetti ben noti a livello cognitivo.

Un ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28244981) ha recentemente ipotizzato come l’uso di probiotici o prebiotici, potrebbe ripristinare la funzione della barriera intestinale, riducendo l‘infiammazione sistemica e produrre effetti benefici nel trattamento della dipendenza da alcol nonché sulla riduzione delle ricadute nelle alcool-dipendenze.

 

Fonte:

Transl Psychiatry. 2017 Feb 28;7(2):e1048. doi: 10.1038/tp.2017.15.The link between inflammation, bugs, the intestine and the brain in alcohol dependence.Leclercq S1,2de Timary P1Delzenne NM2Stärkel P3,4.

 

 

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http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

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DRENARE O NON DRENARE? QUESTO E’ IL DILEMMA!


 

domande

Una lettrice mi scrive per sapere se è possibile che un prodotto drenante possa produrre abbassamenti pressori.

La lettrice cita un prodotto che contiene estratti erbali con tarassaco, rusco, verga d’oro, ortosiphon e altri fitoterapici.

Gentilissima,

tutti gli integratori “drenanti” potrebbero in linea teorica dare questo problema perchè riducendo i liquidi possono produrre in abbassamento della pressione arteriosa.
E’ pur vero che non capita quasi mai essendo la loro azione molto minore rispetto ad un farmaco.
Esistono purtroppo però risposte individuali che sono imponderabili e che pertanto vanno messe in conto.
Io proverei a cambiare integratore per sicurezza.
Un caro saluto
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INTESTINO, ASMA E BILE


Un’alterazione della flora batterica intestinale si ripercuote sulla qualità della bile

 

Che la digestione sia importantissima per la nostra salute è un fatto noto. A che da essa discendano conseguenze enormi per la salute delle ossa, dell’intestino con ricadute perfino sull’asma e l’obesità, è probabilmente molto meno noto.

Benchè sfugga alla maggioranza di molti i batteri dell’intestino svolgono un ruolo centrale nel metabolismo degli acidi biliari attraverso una serie di reazioni biochimiche.

Gli acidi biliari generati da queste reazioni sono particolarmente importanti per il metabolismo della vitamina D che per quello dei grassi. Ne consegue che ogni alterazione della popolazione microbica dell’intestino potrebbe alterare profondamente il contenuto degli acidi biliari con conseguenze sulla digestione. Una ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28249284) ha dimostrato come questa situazione si verifichi con una certa frequenza nelle malattie intestinali tra cui la sindrome del colon irritabile, la malattia infiammatoria intestinale (IBD), la sindrome dell’intestino corto e perfino nell’infezione da Clostridium difficile.In tutti queste malattie si osserva un’ alterazione nella composizione della flora intestinale con importanti modifiche degli acidi biliari.

Allo stesso modo, le malattie e sindromi extraintestinali come l’asma e l’obesità possono essere collegate alla qualità della bile. Nel caso di queste ultime la ricerca diventa particolarmente interessante se si considera l’abuso di farmaci inibitori di pompa, antibiotici e antiinfiammatori nel quale comunemente si tende ad incorrere per “curare” piccoli disturbi (cefalea, emicrania, gastrite o bruciori di stomaco, reflusso gastroesofageo, allergia) o anche maggiori problematiche (osteoporosi o osteopenia). E non dimentichiamo la boswellia serrata della quale ho parlato in passato (clicca qui http://www.vladimirocolombi.it/2016/03/15/naturopatia-e-asma-lincenso-nei-disturbi-asmatici/).

 

Bibliografia:

Dig Dis. 2017;35(3):169-177. doi: 10.1159/000450907. Epub 2017 Mar 1.Disease-Associated Changes in Bile Acid Profiles and Links to Altered Gut Microbiota.Joyce SA1Gahan CG.

 

 

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DOMANDE E RISPOSTE: LA FRUTTA AL POMERIGGIO


 

 

 

IMG_9353Una lettrice mi scrive per sapere se è possibile consumare la frutta al pomeriggio.

Buongiorno.

La frutta contiene zuccheri e ad alcune persone è permessa al pomeriggio. In altri casi invece diventa importante limitarla al massimo per evitare innalzamenti glicemici e quindi produzione di insulina. Pertanto, se avete bisogno di perdere poco peso è possibile sicuramente consumarla con una certa tranquillità, ma se avete bisogno di perderne parecchio (o se ci sono famigliari con problemi diabetici) sarebbe preferibile usarla solo al mattino.
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COMBATTI IL VIRUS DELL’HERPES IN MODO NATURALE


Il tè è la seconda bevanda più consumata al mondo. Gli effetti benefici del tè sono stati in gran parte attribuiti al suo contenuto di un principio attivo denominato “catechina”.

 

Il tè nero è derivato dalle foglie della pianta Camellia sinensis, ed è ricco di polifenoli ( teaflavina, in particolare teaflavina TF1, teaflavina-3-monogallate TF2A, teaflavina-3′-monogallate TF2B, e theaflavin-3).

Un virus fastidioso e noto a molti è quello dell’herpes, non necessariamente pericoloso se il sistema immunitario è in grado di svolgere le sue funzioni in modo ottimale.

Con l’aumento di ceppi resistenti HSV (questo è il nome con cui si identifica comunemente il virus dell’herpes), vi è la necessità di sviluppare nuovi trattamenti anti-herpes.

Ebbene una ricerca del 2015 ha dimostrato come dal tè sia possibile estrarre qualche utile principio attivo in grado di proteggere l’organismo dal virus dell’herpes simplex.

Forse l’abitudine britannica di sorseggiare tè potrebbe essere un esempio per tutti…..

 

 

Fonte:

Antiviral Res. 2015 Jun;118:56-67. doi: 10.1016/j.antiviral.2015.03.009. Epub 2015 Mar 27.Antiviral activity of theaflavin digallate against herpes simplex virus type 1.de Oliveira A1Prince D1Lo CY2Lee LH3Chu TC4.

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L’ELICRISO DEI MIRACOLI


L’elicriso potrebbe rappresentare un autentico protettore dall’allergia, dalla cefalea e da problemi dermatologici…..

 

Pensare ad un rimedio vegetale in grado di curare alcune dermopatie come la dermatite atopica e contemporaneamente alcuni problemi epatici, allergie, bronchiti e perfino alcune forme di cefalea sembra essere impossibile ma in realtà è così.

L’ elicrisio è in grado di proteggere la nostra salute da una notevole quantità di disturbi e di problemi.

La sua azione espettorante e calmante della tosse lo rende particolarmente utile durante la stagione invernale, ma la sua azione antistaminica può trasformarlo in una pianta estremamente versatile e di grande importanza durante la stagione primaverile contro le allergie.

L’elicriso è utilissimo anche in caso di reumatismo cronico ed ha un’azione coleretica e colagoga, quindi disintossicante del fegato, e può giocare un ruolo fondamentale in alcune dermatiti (come nel caso per esempio di dermatosi o di alcune forme allergiche da contatto).

Nell’ asma allergica l’elicrisio è estremamente importante ed è in grado di ridurre il prurito in numerosi disturbi dermatologici.

Anche per quanto riguarda l’apparato gastrointestinale l’elicriso apporta benefici: la gastrite, l’esofagite e alcune forme di colite migliorano notevolmente grazie a questa preziosa pianta.

Non si tratta di una panacea per tutti i mali ma questo fitoterapico può rappresentare un ottimo rimedio naturale per il trattamento di numerosi disturbi e senza troppi effetti collaterali o controindicazioni.

Da una recente ricerca inoltre risulta confermata l’azione dell’elicriso per il trattamento della psoriasi (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=elicrisium).

 

 

Bibliografia:

 

Soc Ital Dermatol Sifilogr Sezioni Interprov Soc Ital Dermatol Sifilogr. 1955 Jan-Mar;(1):2.[Elicrysium italicum in the treatment for psoriasis].

 

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DALLA MORINDA CITRIFOLIA UN RIMEDIO NATURALE CONTRO I PARASSATI INTESTINALI


Il Noni potrebbe rappresentare un rimedio naturale contro gli elminti

Un ricerca in vivo ha dimostrato come l’estratto acquoso di frutti Morinda citrifolia (noni) sia efficace nell’eliminazione di Ascaridia galli, nei polli infettati da questo parassita. L‘attività antielmintica in vitro e in vivo si è dimostrata già efficace dopo l’assunzione di noni (morinda citrifolia) per soli tre giorni consecutivi. L’estratto acquoso di noni ha dimostrato un tasso di mortalità dei parassiti intestinali (elminti) significativo rispetto ad un gruppo di controllo che non aveva assunto nulla. Lo studio ha chiaramente mostrato come l’attività antielmintica del Noni sia più che soddisfacente e potrebbe rappresentare un valido rimedio naturale privo di effetti collaterali contro gli elminti.

Fonte:

Anthelmintic activity of aqueous and ethanolic extracts of Morinda citrifolia fruit on Ascaridia galli]. Brito DR1, Fernandes RM, Fernandes MZ, Ferreira MD, Rolim FR, da Silva Filho M

Altri riferimenti:

http://www.vladimirocolombi.it/tag/colostro-noni/

 

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LE PROPRIETA’ DELL’OLIO DI COCCO


L’olio di cocco potrebbe rappresentare un ottimo rimedio per la protezione del sistema nervoso, della pelle, e della prostata. Ma anche contro le rughe

 

L olio di cocco rientra a pieno titolo tra cibi cosidetti “superfood” in quanto dotati di proprietà davvero uniche e straordinarie.Si tratta infatti di un olio particolarmente ricco di grassi saturi a media catena (il che li rende da un lato particolarmente preziosi a livello energetico, e dall’altro, meno pericolosi per i depositi potenziali di colesterolo all’interno dell’apparato cardiovascolare). La caratteristica di questi grassi sta nella loro abilità nel penetrare all’interno delle cellule senza intervento da parte degli acidi biliari. Grazie a questa caratteristica chi soffre di problemi al livello epatico o di insufficienza biliare può sfruttarne gli effetti senza alcun problema. L’elevata concentrazione di aminoacidi contenuti (come cisteina, glicina, arginina, alanina, leucina, lisina, prolina, metionina e tirosina), di vitamine (B, C e D), di alcuni oligoelementi e minerali (come zinco, potassio, rame, magnesio e fosforo) fanno dell’olio di cocco un’autentica miniera di sostante nutrienti protettive della nostra salute. L’olio di cocco vanta innumerevoli proprietà protettive tra cui un’azione antibatterica e antifungina, soprattutto con riferimento a Candida albicans contro la quale ha dimostrato un’azione particolarmente forte e intensa.

L’olio di cocco ha inoltre un’azione protettiva della prostata. Particolarmente indicato in caso di ipertrofia prostatical’olio di cocco potrebbe essere potenzialmente utile (ma gli studi devono ancora confermarlo) contro la malattia di Alzheimer.

Una ricerca effettuata nel 2015 presso l’Università di Valenzia ha dimostrato come la soluzione di 40 millilitri al giorno di olio di cocco sia in grado di migliorare lo stato cognitivo dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer.

Ma gli effetti protettivi e importanti per la nostra salute dell’olio di cocco non si esauriscono qui. L’olio di cocco possiede un’azione ricostituente e nutriente antirughe per la pelle.Grazie alla presenza di innumerevoli grassi nonchè alla presenza di     minerali e vitamine B e C si è rivelato un prezioso alleato anche nel trattamento delle ferite. Ancora recentemente uno studio ne ha confermato le sue virtù (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27878500) mentre altri due studi hanno confermato delle potenzialità dell’olio di cocco contro la malattia di alzheimer (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28126466 e https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28118770).

 Bibliografia:

1)    Inflammopharmacology. 2017 Feb;25(1):41-53. doi: 10.1007/s10787-016-0298-8. Epub 2016 Nov 22.Anti-inflammatory and antioxidant effect of Kerabala: a value-added ayurvedic formulation from virgin coconut oil inhibits pathogenesis in adjuvant-induced arthritis.Ratheesh M1Sandya S2Pramod C3Asha S4Svenia JP4Premlal S5GrishKumar B6;

 2)    Dermatol Ther. 2017 Feb 15. doi: 10.1111/dth.12472.Coconut oil: The future of atopic dermatitis treatment?Desai AS1;

 3)    Neurochem Int. 2017 Jan 23. pii: S0197-0186(16)30334-5. doi: 10.1016/j.neuint.2017.01.008.Coconut oil protects cortical neurons from amyloid beta toxicity by enhancing signaling of cell survival pathways.Nafar F1Clarke JP1Mearow KM2;

 4)    Pharm Biol. 2017 Dec;55(1):825-832. doi: 10.1080/13880209.2017.1280688.Enhanced memory in Wistar rats by virgin coconut oil is associated with increased antioxidative, cholinergic activities and reduced oxidative stress.Rahim NS1,2Lim SM1,3Mani V4Abdul Majeed AB3Ramasamy K1,3.

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OBESITA’ E ANTIBIOTICI: UNA RICERCA


Un elevato indice di massa corporea nella prima infanzia concorrerebbe ad uno statistico aumento dell’obesità in età adulta

 

Secondo una ricerca i bambini con alto indice di massa corporea (BMI) in età prescolare sono a rischio di sviluppare obesità.  Si ritiene che l’identificazione precoce dei fattori che aumentano il rischio di eccessivo aumento di peso potrebbe favorire delle azioni preventive dirette. Il microbiota intestinale e l’uso di antibiotici sono stati identificati come potenziali modulatori della prima programmazione metabolica e lo sviluppo di peso. Per verificare se la composizione del microbiota è associata ad un elevato livello di obesità (e se l’uso di antibiotici modifichi questa associazione) è stato analizzata la composizione del microbiota fecale a 3 mesi e il BMI a 5-6 anni in due gruppi di bambini sani. Dallo studio è emerso come la relativa abbondanza di streptococchi sia positivamente associata all’indice di massa corporea mentre quella dei bifidobatteri lo sarebbe negativamente.  Questa associazione è stata particolarmente forte tra i bambini con un pregresso massiccio di uso di antibiotici. Lo studio ha concluso che il microbiota intestinale dei neonati potrebbe essere predittivo di un elevato indice di massa corporea e potrebbe servire come indicatore precoce di rischio di obesità. L’ipotesi è che i bifidobatteri e gli streptococchi siano indicatori del funzionamento metabolico futuro dei neonati, e che l’uso di antibiotici, influenzando la flora batterica intestinale, potrebbe condizionare la forma fisica futura del bambino in età adulta. Non è il primo studio che mette in relazione sovrappeso e flora batterica intestinale. Un’altra ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Gut+microbioma+population%3A+an+indicator+really+sensible+to+any+change+in+age%2C+diet%2C) ha messo in relazione le due cose e l’infiammazione sistemica.

Bibliografia:

1) Mediators Inflamm. 2014;2014:901308. doi: 10.1155/2014/901308. Epub 2014 Jun 4.Gut microbioma population: an indicator really sensible to any change in age, diet, metabolic syndrome, and life-style.Annalisa N1Alessio T1Claudette TD1Erald V2Antonino de L3Nicola DD1:

2) Microbiome. 2017 Mar 3;5(1):26. doi: 10.1186/s40168-017-0245-y.Childhood BMI in relation to microbiota in infancy and lifetime antibiotic use.Korpela K1Zijlmans MA2Kuitunen M3Kukkonen K4Savilahti E3Salonen A5de Weerth C2de Vos WM5,6.

 

Altri articoli correlati:

 

1) http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/04/nutrizione-dieta-e-obesita-lidea-del-piatto-unico/

2) http://www.vladimirocolombi.it/2016/06/16/nutrizione-e-obesita-proteggere-il-pancreas-lintestino-e-lo-stomaco-con-i-rimedi-naturali/

3) http://www.vladimirocolombi.it/2016/04/28/un-vaccino-contro-i-tumori-del-colon-retto-lobesita-e-lemicrania-il-matrimonio-legumi-e-genetica/

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IL TE’ VERDE: Modulazione immunologica, fotoprotezione e azione antiossidante di epigallocatechina-3-gallato (EGCG) di tè verde. Nuovi studi.


tè verdeModulazione immunologica, fotoprotezione e azione antiossidante di epigallocatechina-3-gallato (EGCG) di tè verde. Nuovi studi.

Ma quante sono le potenzialità di camelia sinensis? Già perché gli studi in merito continuano ad aumentare…proprio come per la curcuma del resto…
Si tratta solo di studi preliminari ovviamente, che nulla possono ancora dirci di definitivo, ma le possibilità di impiego nella prevenzione (e chissà, forse in futuro anche nel trattamento) di molti malanni per la nostra salute pare non smettano di affiorare.
Di poche settimane fa (22 settembre 2012) lo studio che mostra una interessante capacità del tè verde nella modulazione della produzione di IgE in processi allergici. Già nota da un decennio poi la possibile azione protettiva dai melanomi, mentre largamente provata sembra essere l’azione antiossidante del tè verde.
Ma la ricerca non si ferma (eccezion fatta per l’Italia pare!), e nuove evidenze ci confermano grandi potenzialità del tè verde soprattutto se associato ad altre straordinarie sostanze naturali che potrebbero, se aggiunte quotidianamente in cucina o nella nostra alimentazione in generale, elevare in modo significativo la protezione da malattie tipicamente legate all’invecchiamento. Tra tali straordinarie sostanze compaiono molti noti antiossidanti tra cui la cannella, la cui azione ipoglicemizzante è stata ampiamente dimostrata.
Non meno importante poi l’azione antivirale ben documentata da quasi dodici anni. Nel 2000 infatti venne dimostrata in modo chiaro la capacità di camelia sinensis di inibire le infezioni causate da H1N1 nonché da H3N2, (Biosci Biotechnol Biochem. 2000 Jan;64(1):184-6.Inactivation of human type A and B influenza viruses by tea-seed saponins. Hayashi K, Sagesaka YM, Suzuki T, Suzuki Y.), due virus comunemente diffusi nel corso della stagione invernale. Questi studi non andrebbero certo dimenticati soprattutto ora, quando i primi freddi iniziano a farsi sentire e la necessità di proteggersi efficacemente dal rischio di infezioni virali aumenta.
Abbiamo a disposizione una autentica miniera di sostanze preventive che potrebbero assicurarci una vita più longeva ma soprattutto in salute….. ma perchè non ne approfittiamo?

Bibliografia:

Scand J Immunol. 2012 Sep;76(3):306-10. doi: 10.1111/j.1365-3083.2012.02729.x.Green tea (Camelia sinensis) mediated suppression of IgE production by peripheral blood mononuclear cells of allergic asthmatic humans.Wu SY, Silverberg JI, Joks R, Durkin HG, Smith-Norowitz TA.

J Dermatol. 2000 Nov;27(11):691-5.Novel approaches to chemoprevention of skin cancer. Bickers DR, Athar M.

Anticancer Res. 2012 Jun;32(6):2369-75.Effect of green tea extract on reactive oxygen species produced by neutrophils from cancerpatients.Suzuki K, Ohno S, Suzuki Y, Ohno Y, Okuyama R, Aruga A, Yamamoto M, Ishihara KO, Nozaki T, Miura S, Yoshioka H, Mori Y.

Food Funct. 2012 Jun;3(6):651-61.Inhibition of acetylcholinesterase by green and white tea and their simulated intestinal metabolites. Okello EJ, Leylabi R, McDougall GJ.

Proc Jpn Acad Ser B Phys Biol Sci. 2012;88(3):88-101.Health-promoting effects of green tea. Suzuki Y, Miyoshi N, Isemura M.

Mini Rev Med Chem. 2012 May;12(5):380-7.Redox chemistry of green tea polyphenols: therapeutic benefits in neurodegenerative diseases. Hügel HM, Jackson N.

J Adv Pharm Technol Res. 2011 Jul;2(3):177-83.Synergistic antioxidant activity of green tea with some herbs. Jain DP, Pancholi SS, Patel R.

Food Chem Toxicol. 2012 Jul;50(7):2473-80. doi: 10.1016/j.fct.2011.10.047. Epub 2011 Oct 19.Preparation, preliminary characterization, antioxidant, hepatoprotective and antitumor activities of polysaccharides from the flower of tea plant (Camellia sinensis). Xu R, Ye H, Sun Y, Tu Y, Zeng X.

Biochem Biophys Res Commun. 2011 Oct 28;414(3):551-6. Epub 2011 Oct 1.Green tea polyphenol epigallocatechin-3-gallate suppresses melanoma growth by inhibiting inflammasome and IL-1β secretion. Ellis LZ, Liu W, Luo Y, Okamoto M, Qu D, Dunn JH, Fujita M.

Microsc Res Tech. 2012 Feb;75(2):112-6. doi: 10.1002/jemt.21032. Epub 2011 Jul 21.Synergistic anticancer activity of curcumin and catechin: an in vitro study using human cancer cell lines. Manikandan R, Beulaja M, Arulvasu C, Sellamuthu S, Dinesh D, Prabhu D, Babu G, Vaseeharan B, Prabhu NM.

.Cao G, Muccitelli HU, Sanchez-Moreno C, Prior RL. Anthocyanins are absorbed in glycated forms in elderly women: A radical prevention capacity using fluorescein as the probe. Am J Clin Nutr.2001;73:920–6. Harborne JB. 2nd ed. London New York: Chapman and Hall; 1998. Phytochemical Methods; pp. 209–47.

Sharma US, Kumar A. In vitro antioxidant activity of Rubus ellipticus fruits. J Adv Pharm Res.2011;2:47–50.
Vadalia DN, Pethe AM, Chakraborthy GS. Antioxidant activity of polyherbal formulation. J Pharm Res. 2010;3:1756–8.
Pal DK, Mitra S. Preliminary study on the in vitro antioxidant activity of the stems of Opuntia vulgaris. J Adv Pharm Tech Res. 2010;1:268–72.

Michalowska AG, Regula J. Use of tea extracts (Camelia sinensis) in jelly candies as polyphenols sources in human diet. Asia Pac J Clin Nutr. 2007;16:43–6.

Teresa EB, Yolanda GF, Rivas-Gonzalo JC, Santos-Buelga C. Characterization of procyanidins ofVitis vinifera variety Tinta del Paris grape seeds. J Agric Food Chem. 1992;40:1794–9.

Bagchi D, Garg A, Krohn RL, Bagchi M, Tran MX, Stohs SJ. Oxygen free radical scavenging abilities of vitamins C and E, and a grape seed proanthocyanidin extract in vitro. Res Commun Mol Pathol Pharmacol. 1997;95:179–89.

Şehirli O, Ozel Y, Dulundu E, Topaloglu U, Ercan F, Şener G. Grape seed extract treatment reduces hepatic ischemia reperfusion injury in rats. Phytother Res. 2008;22:43–8.

Shao ZH, Becker LB, Vanden Hoek TL, Schumacker PT, Li CQ, Zhao D, et al. Grape seed proanthocyanidin extract attenuates oxidant injury in cardiomyocytes. Pharmacol Res. 2003;47:463–9.

Guo CJ, Yang JJ, Wei JY, Li YF, Xu J, Jiang YG. Antioxidant activities of peel, pulp and seed fractions of common fruits as determined by FRAP assay. Nutr Res. 2003;23:1719–26.

Singh RP, Murthy KN, Jayaprakasha GK. Studies on the antioxidant activity of pomegranate peel and seed extracts using in vitro models. J Agric Food Chem. 2002;50:81–8.

Murthy KN, Jayaprakasha GK, Singh RP. Studies on antioxidant activity of pomegranate peel extract using in vivo models. J Agric Food Chem. 2002;50:4791–5.

Sharma PV, Charaka Samhita. Chapter 1Chikitsasthana. Vol. 2. Chaukamba Orientalia, Varanasi: 1981. pp. 62–74.
Katiyar CK, Brindavanam NB, Tiwari P, Naryana DB. Immunomodulation. In: Upadhyaya SN, editor. New Delhi: Narosa Publishing House; 1997. p. 163.

Anderson RA, Broadhurst CL. Isolation and characterization of polyphenol type-A polymers from cinnamon with insulin-like biological activity. J Agric Food Chem. 2004;52:65–70.

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News

DIABETE E BATTERI: FORSE ESISTE UNA RELAZIONE


Problemi di glicemia e flora batterica potrebbero essere correlati

Un progressivo aumento di ricerche sembrano collegare il diabete con la malattia del parodonto. Non solo il diabete è un fattore di rischio ben noto per la malattia della bocca, ma al contrario, le molecole pro-infiammatorie rilasciate da tessuti della bocca malati possono entrare in circolazione e indurre resistenza all’insulina. Anche se questa associazione è stata dimostrata negli adulti, ci sono poche informazioni riguardanti lo stato parodontale nei bambini obesi con e senza diabete di tipo 2. Da un recente studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28253297) è emerso come i bambini con diabete di tipo 2 abbiano tassi più alti di gengivite nonchè elevati marker infiammatori salivari e un microbioma salivare alterato rispetto ai bambini senza diabete di tipo 2.Nel corso della ricerca sono stati studiati tre gruppi di persone in una fascia di età 10-19 anni: la prima inclusiva di persone magre (peso normale), il secondo con persone obese e il terzo inclusivo di obesi con diabete di tipo 2. Ogni soggetto ha partecipato ad un sondaggio sulla salute orale, ha ricevuto un esame clinico orale, e ha fornito un campione di saliva per la misurazione dei marcatori infiammatori nonché l’analisi del microbioma. E’ stato osservato come i bambini obesi con diabete tipo 2 mostrassero una maggiore fragilità in termini di salute orale rispetto ai normopeso e obesi senza diabete, ipotizzando un collegamento tra il diabete di tipo 2 e infiammazione parodontale nella popolazione pediatrica.

 

Bibliografia:

PLoS One. 2017 Mar 2;12(3):e0172647. doi: 10.1371/journal.pone.0172647. eCollection 2017.Salivary inflammatory markers and microbiome in normoglycemic lean and obese children compared to obese children with type 2 diabetes.Janem WF1Scannapieco FA2Sabharwal A2Tsompana M3Berman HA4Haase EM2Miecznikowski JC5Mastrandrea LD1.

 

Altri riferimenti:

 

http://www.vladimirocolombi.it/2017/04/30/dal-rosmarino-un-potente-alleato-contro-il-diabete-e-il-colesterolo/

 

http://www.pistacchioevergreen.it/benefici.php

 

http://www.vladimirocolombi.it/tag/diabete/

 

http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/27/antibiotici-intestino-e-diabete-1/

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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