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AROMATERAPIA E RENI: LA MENTA PIPERITA


DALL’OLIO ESSENZIALE DI MENTA PIPERITA UNA PROTEZIONE PER I TUOI RENI

La Mentha piperita L. è una pianta da fiore appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e costituisce una delle principali fonti preziose di oli essenziali utilizzati negli alimenti e per scopi medicinali.

COSA DICE LA RICERCA

Alcuni ricercatori (Bellassoued K, Ben Hsouna A, Athmouni K, van Pelt J, Makni Ayadi F, Rebai T, Elfeki A.) hanno provato a studiare le proprietà antiossidanti in vitro di Mentha piperita. Per farlo hanno studiato su topi da laboratorio gli effetti dell’olio essenziale di menta piperita dopo che ad essi era stata somministrata una sostanza ossidante. I ricercatori hanno monitorato alcuni parametri del sangue: alanina aminotransferasi (ALT), aspartato aminotransferasi (AST), fosfatasi alcalina (ALP), lattato deidrogenasi (LDH) e livelli di γ-glutamil transpeptidasi (γ-GT), superossido dismutasi (SOD), catalasi (CAT) e glutatione perossidasi (GPx). Tutti questi paraemtri si alterano quando nel sangue di un essere vivente vengono disciolti elementi ad azione ossidante.

I ricercatori hanno scoperto che l’olio essenziale di menta piperita ha azione antiossidante su fegato e reni e potrebbe rappresentare un prezioso alleato per ritardare l’invecchiamento

Fonte:

Lipids Health Dis. 2018 Jan 9; 17 (1): 9. doi: 10.1186 / s12944-017-0645-9.
Mentha piperita protective effects L. leaf essential oil against CCl4 induced hepatic oxidative damage and renal failure in rats. Bellassoued K, Ben Hsouna A, Athmouni K, van Pelt J, Makni Ayadi F, Rebai T, Elfeki A.

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UN FUNGO PER LE MALATTIE POLMONARI?


Il fungo che conserva l’energia vitale e fa vivere a lungo protegge anche i polmoni

COS’E’ IL CORDYCEPS SINENSIS

Il cordyceps sinensis è una alimento della medicina tradizionale cinese che è stato usata per secoli in Asia come tonico per proteggere i polmoni e per il trattamento delle malattie respiratorie.

In Asia questo vegetale viene molto usato soprattutto per proteggere l’energia vitale dei reni, fondamentale, secondo il Tao di lunga vita, per vivere a lungo e in salute.

IL CORDYCEPS E LA BPCO

Uno studio si è proposto di indagare gli effetti del cordycpes sinensis sulle vie aeree nella broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e capirne i meccanismi molecolari sottostanti. Nel corso della ricerca sono stati valutati l’istopatologia tissutale delle vie aeree, l’infiammazione dei polmoni e le condizioni generali delle vie aeree.

La ricerca afferma che questo fungo potrebbe essere utile per la salute dei polmoni

Il trattamento con cordiceps sinensis ha migliorato significativamente l’ispessimento delle pareti delle vie aeree, coinvolgendo la deposizione di collagene, la fibrosi delle pareti delle vie aeree, l’ipertrofia della muscolatura liscia nonchè l’iperplasia epiteliale nei ratti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Nel corso della ricerca è stato osservato che la somministrazione di cordyceps sinensis nei ratti con BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) ha ridotto l’accumulo di cellule infiammatorie e diminuito la produzione di citochine infiammatorie (come l’Igf1, il fattore di necrosi tumorale-a, l’interleuchina-8 e il fattore di crescita trasformante (TGF) -β1).

CONCLUSIONI:

La ricerca ha dimostrato che il trattamento con cordyceps sinensis può rappresentare un approccio utile per la terapia nella

Fonte:

Exp Ther Med. 2018 Mar;15(3):2731-2738. doi: 10.3892/etm.2018.5777. Epub 2018 Jan 19.Cordyceps sinensis inhibits airway remodeling in rats with chronic obstructive pulmonary disease.Yang L, Jiao X, Wu J, Zhao J, Liu T, Xu J Ma X, Cao L, Liu L, Liu Y, Chi J, Zou M, Li S, Xu J, Dong L.

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Integratori di cartilagine di squalo messi alla prova per curare il cancro: sono utili davvero?


Alessia mi scrive per sapere se gli integratori di cartilagine di squalo siano utili o meno per la prevenzione del cancro

Cara Alessia,

noti per la cura del cancro, gli integratori a base di cartilagine di squalo sembrano essere tra i prodotti preferiti nel mercato dei cosiddetti rimedi complementari.

Ma funzionano?

Il dr. Michael Greger ha riportato uno studio qualche tempo fa nel quale ha sollevato grandi interrogativi in merito all’opportunità di utilizzare con benefici questi integratori.

Dalle evidenze scientifiche non sembra affatto che questi integratori siano in grado di modificare in alcun modo il decorso della malattia nei soggetti oncologici né sembrerebbero essere in grado di inibire l’angiogenesi, cioè la crescita dei vasi sanguigni prodotti dai tumori per crescere e proliferare nel corpo umano.

Nel corso dell’articolo il dr. Greger ha sostenuto come sia piuttosto preferibile utilizzare altri alimenti la cui efficacia è stata largamente provata: una mela, per esempio, oppure i frutti di bosco (come mirtilli, lamponi, more, ribes) o bere tè verde possono essere di gran lunga più utili (e forse meno costosi) di questi integratori NON TANTO PER CURARE UN CANCRO QUANTO PIUTTOSTO PER PREVENIRLO!

Anche broccoli, succo di melograno e curcuma hanno ampia documentazione in materia di prevenzione dei tumori e sarebbero pertanto preferibili, a suo dire, ai questi (probabilmente) inutili integratori alimentari.

Miller DR, Anderson GT, Stark JJ, Granick JL, Richardson D. Phase I/II trial of the safety and efficacy of shark cartilage in the treatment of advanced cancer. J Clin Oncol. 1998;16(11):3649-3655.

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ANSIA, SEROTONINA E OLIO ESSENZIALE DI GERANIO


L’olio essenziale di geranio combatte l’ansia e scaccia gli insetti

Il geranio è un genere di piante suffrutescenti perenni la cui provenienza sembra essere dell’Africa.

APPLICAZIONI DELL’OLIO ESSENZIALE DI GERANIO

In naturopatia il geranio (Pelargonium roseum Willd) viene usualmente impiegato a scopo cosmetico per la sua azione riequilibrante la pelle nonostante il suo raggio di impiego sia davvero ampio. Non ultima la sua azione ben nota come insettifugo.

In aromaterapia l’olio essenziale di geranio è stato spesso suggerito per le sue attività ansiolitiche e antidepressive

IL MECCANISMO FARMACOLOGICO

A livello farmacologico per la cura dell’ansia vengono abitualmente prescritti alcuni farmaci inibitori del GABA (acido gamma ammino buttirico) la cui efficacia è largamente provata ma i cui effetti collaterali sono altretanto noti (tra cui il rischio di assuefazione).

Alcuni ricercatori (Abouhosseini Tabari M, Hajizadeh Moghaddam A, Maggi F, Benelli G) hanno valutato se i sistemi dei recettori coinvolti (5-HT1A e GABA).

IL CONTENUTO DELL’OLIO ESSENZIALE DI GERANIO

Dall’olio essenziale di geranio sono stati estratti alcuni principi attivi (alcoli monoterpeni citronellolo e geraniolo) che sembrerebbero essere i responsabili dei risultati emersi dallo studio. L’olio essenziale di geranio ha confermato una importante azione ansioliticae potrebbe pertanto essere impiegato nel trattamento dei disturbi d’ansia.

Fonte:

Phytother Res. 2018 Feb 22. doi: 10.1002/ptr.6038.Anxiolytic and antidepressant activities of Pelargonium roseum essential oil on Swiss albino mice: Possible involvement of serotonergic transmission. Abouhosseini Tabari M, Hajizadeh Moghaddam A, Maggi F, Benelli G

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OLI ESSENZIALI E TUMORI TRA NANOPARTICELLE E MICROEMULSIONI


Gli oli essenziali potrebbero rappresentare un potenziale supporto contro il cancro

Gli oli essenziali sono estratti vegetali volatili naturali che hanno diverse attività biologiche tra cui potenziali antiproliferativi. Alcuni ricercatori (Abd-Rabou A Edris AE) hanno studiato le potenziali attività antiproliferative di sei oli essenziali contro alcune linee di cellule tumorali. Gli oli essenziali inclusi includevano: maggiorana (Origanum majorana), curcuma (Curcuma longa), basilico dolce (Ocimum basillicum), boccioli di chiodi di garofano (Syzygium aromaticum), geranio (plargonium graviolenis) e cumino nero (Nigella sativa).

I risultati hanno indicato che alcuni oli essenziali potrebbero rappresentare un potenziale valido supporto futuro contro il cancro. In particolar modo l’olio essenziale di geranio sembrerebbe essere il più attivo contro le linee cellulari tumorali, seguito dall’olio essenziale di basilico e dall’ olio essenziale di maggiorana.

La formulazione di queste oli essenziali in microemulsioni ha portato allo sviluppo di nanoparticelle aventi dimensione media delle particelle da 10,7nm a 18,0 nm a seconda del tipo di olio essenziale.

I ricercatori hanno concluso che gli oli essenziali con le loro microemulsioni potrebbero potenzialmente essere utilizzate come coadiuvanti naturali dei farmaci antitumorali.

Fonte:

Curr Clin Pharmacol. 2018 Jan 10. doi: 10.2174/1574884713666180110144336. Evaluation of the Antiproliferative Activity of Some Nanoparticulate Essential Oils Formulated in Microemulsion on Selected Human Carcinoma Cell Lines.Abd-Rabou A Edris AE

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SOFFRI DI ANSIA? LA LAVANDA PUO’ AIUTARTI


L’olio essenziale di lavanda ti protegge dall’ansia

Un gruppo di ricerca ha confermato l’azione ansiolitica dell’olio essenziale di lavanda.
Nonostante gli attuali trattamenti farmacologici contro l’ansia siano efficaci, è pur vero che tali terapie farmacologiche promuovono una serie di reazioni avverse e interazioni mediche.

Gli oli essenziali per via inalatoria hanno un’azione preminente sul sistema nervoso centrale, con effetti sistemici minimi, principalmente a causa della ridotta biodisponibilità sistemica.

In questo studio i ricercatori (Coelho LS, Correa-Netto NF, Masukawa MY, Lima AC, Maluf S, Linardi A, Santos-Junior JG) hanno studiato gli effetti dell’olio essenziale di Lavandula angustifolia inalato sulla memoria.

Nel corso della ricerca un gruppo di ratti maschi adulti sono stati sottoposti a un protocollo per misurare la risposta alla paura ed è stato osservato come l‘inalazione di olio essenziale di Lavandula angustifolia ha avuto un effetto ansiolitico.

Fonte:

J Ethnopharmacol. 2018 Apr 6;215:34-41. doi: 10.1016/j.jep.2017.12.038. Epub 2017 Dec 27.Inhaled Lavandula angustifolia essential oil inhibits consolidation of contextual- but not tone-fear conditioning in rats.Coelho LS1, Correa-Netto NF, Masukawa MY, Lima AC, Maluf S, Linardi A, Santos-Junior JG.

 

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DIFENDITI DAL DOLORE CON QUESTO INCREDIBILE OLIO ESSENZIALE


L’olio essenziale di cedro è efficace contro il dolore post operatorio


Il cedro fa parte delle conifere e l’olio essenziale è stato usato per scopi terapeutici fin dall’antichità. Già in studi precedenti è stato dimostrato come l’inalazione dell’olio di Cedrus atlantica induca un effetto anti-dolorifico nel dolore postoperatorio, anche se il meccanismo che sta alla base di questa azione non sia ancora del tutto nota.
Un nuovo studio ha indagato il coinvolgimento del sistema endocannabinoide nell’effetto anti-iperalgesico (antidolorifico) prodotto dall’inalazione dell’olio di Cedrus atlantica.
Lo studio è stato effettuato su ratti ai quali è stata effettuata un’incisione plantare.

L’effetto antidolorifico prodotto dall’inalazione  dell’olio di Cedrus atlantica  era significativamente più lungo sia rispetto al placebo che ad altre molecole normalmente note e utilizzate in questa casistica.

La ricerca ha dimostrato come l’inalazione di olio di Cedrus atlantica eserciti un effetto antidolorifico mediante l’attivazione del sistema endocannabinoide e potrebbe essere una nuova alternativa per il trattamento del dolore.

Fonte:

J Ethnopharmacol. 2018 Jan 10;210:477-484. doi: 10.1016/j.jep.2017.09.011. Epub 2017 Sep 14.The role of the endocannabinoid system in the antihyperalgesic effect of Cedrus atlantica essential oil inhalation in a mouse model of postoperative pain.Emer AA, Donatello NN, Batisti AP, Oliveira Belmonte LA, Santos ARS, Martins DF.

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ALGHE E DIABETE: POSSONO ESSERE UTILI?


Secondo una ricerca Malese potrebbero rappresentare un valido alimento per proteggersi contro il diabete

Con il termine di diabete mellito si fa riferimento ad un gruppo di disordini metabolici del sistema endocrino caratterizzato da alterazione della curva glicemica.

La maggioranza dei casi di diabete di tutto il mondo rientra nella categoria di diabete di tipo 2, cioè prevalentemente causato anche da una dieta non ottimale, da uno stile di vita (epigenetica) troppo sedentario, dal tabagismo, dallo stress e infine, ma non per ultimo, dall’aumento dell’obesità nella popolazione.

Tra le tante possibili strade da percorrere per la prevenzione di questa pericolosa patologia l’alimentazione sembra rivestire un ruolo cardine.

Le alghe sono ricche di fibre alimentari, acidi grassi insaturi e composti polifenolici e rappresentano un ingrediente molto comune dei piatti asiatici tra i quali anche il Giappone.

 

COSA CONTENGONO E COSA FANNO LE ALGHE

In letteratura compaiono spesso molti studi in merito alle alghe a causa delle loro potenziali attività benefiche per la salute umana, inclusa la gestione del diabete.

Tra i vari meccanismi coinvolti nella spiegazione della loro azione protettiva per la salute umana rientrerebbe anche l’effetto antinfiammatorio e la protezione delle cellule.

Nelle persone diabetiche di verifica un’iperglicemia, una condizione caratterizzata da un’eccessiva concentrazione di glucosio circolante nel sangue.

 

LE DUE FORME DI DIABETE

Due le grandi famiglie di diabete: il diabete di tipo I e il diabete di tipo II.

Nelle forme più gravi la malattia produce la disintegrazione autoimmune mediata delle cellule beta pancreatiche portando alla necessità per il soggetto coinvolto al progressivo deterioramento delle funzioni delle cellule beta del pancreas.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) calcola che con l’attuale andamento rialzista della malattia, i numeri delle persone diabetiche potrebbe salire vertiginosamente nei prossimi decenni.

I dati non sono affatto incoraggianti se si pensa che al diabete sono correlate una quantità di altre malattie potenzialmente molto gravi: ipertensione, complicanze macrovascolari e microvascolari, cecità e insufficienza renale, ictus, malattia coronarica e arteriopatia periferica.

E’ stato stimato un aumento fino a quattro volte superiore di alcune di queste malattie nei soggetti diabetici.

Vari studi hanno suggerito che un elevato apporto dietetico di frutta, cereali integrali e verdure potrebbe conferire protezione o ridurre il rischio di sviluppo di DM2 ma ulteriori ricerche hanno inserito tra gli alimenti utili per la nostra salute anche un nuovo alimento: le alghe.
Le alghe sono state tradizionalmente consumate come alimento intero prontamente disponibile soprattutto tra le comunità costiere, in particolare in Asia.

L’elevato consumo di alghe nella dieta quotidiana è stato associato a un minor rischio di malattie, come le malattie cardiovascolari e l’iperlipidemia così come il cancro al seno.

 

PERCHE’ CONSUMARE LE ALGHE

 

Le alghe sono ricche di composti bioattivi sotto forma di polifenoli, carotenoidi, vitamine, ficobiline, ficocianine e polisaccaridi e contengono una quantità notevole di minerali e di oligoelementi a fronte di basse quantità caloriche.

 

ALGHE E DIABETE

Il consumo di Ascophyllum nodosum e Fucus vesiculosus è stato associato a una migliore regolazione e sensibilità dell’insulina, misurata in soggetti umani utilizzando l’indice di Cederholm sull’ingestione di carboidrati, rispetto al placebo.

Il consumo di Undaria pinnatifida, un’alga comunemente impiegata nella cucina giapponese sembra essere legata ad una riduzione della concentrazione di glucosio dopo i pasti.

Più recentemente uno studio condotto su oltre 4000 partecipanti in Corea ha rivelato che il livello di insulina e la resistenza all’insulina erano inversamente associati all’assunzione di flavonoli e flavoni nella dieta, riducendo di conseguenza il diabete di tipo 2.

Ma le alghe contengono anche rilevanti quantità di grassi insaturi (come quelli contenuti nel nostro ottimo olio extravergine di oliva), grassi notoriamente capaci di migliorare la sensibilità all’insulina nei soggetti sani e intolleranti al glucosio.

Ma questi grassi sono anche in grado di aumentare i livelli di adiponectina, un’adipochina che favorisce la riduzione del grasso addominale e che è a sua volta associato alla riduzione del diabete di tipo 2.

 

QUALI ALGHE HANNO AZIONI PROTETTIVE

 

Alcune alghe come l’Undaria pinnatifida, l’Himanthalia elongata e la Laminaria ochroleuca, contengono una maggiore percentuale di acidi grassi insaturi (MUFA e PUFA) rispetto agli acidi grassi saturi e potrebbero pertanto essere utilissime per la prevenzione di moltissime malattie, diabete incluso.

Una dieta ricca di PUFA omega-6 ha dimostrato di migliorare la sensibilità all’insulina nei soggetti umani durante uno studio di cinque settimane.

E’ oramai ben documentato come l’integrazione di PUFA Omega-3 riduce la concentrazione di  nei pazienti colpiti da diabete.

Le alghe sembrano essere utili anche per favorire la perdita di peso grazie alla loro elevatissima concentrazione di fibre, utilissime per favorire l’aumento della sazietà post-prandiale in soggetti umani che hanno consumato alte fibre alimentari.

  • Fonti:
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I RIMEDI NATURALI PER IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO E LO STRESS: l’OLMARIA


Con la fine dell’estate e l’arrivo dell’autunno i problemi di reflusso gastroesofageo iniziano a farsi risentire.

Un rimedio naturale, l’olmaria, può venirci in soccorso. Associata al ficus carica e al tiglio rappresenta uno dei gemmoderivati più importanti per il trattamento del problemi di stomaco ai cambi di stagione.

L’olmaria è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee originaria dell’Europa centro-meridionale e che cresce normalmente in luoghi montuosi ed erbosi.

Le sue sommità fiorite contengono alcuni principi attivi (derivati flavonici e sostanze come gli acidi fenoli e i tannini pirogallici) in grado di alleviare gli stati dolorosi e infiammatori dello stomaco.

Si rivela particolarmente utile nei reumatismi articolari acuti ma anche in tutte le infiammazioni gastriche svolgendo un’intensa azione lenitiva.

 

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IRIDOLOGIA E COSTITUZIONI: LA COSTITUZIONE EMATOGENA


In iridologia si considera di costituzione ematogena l’iride di colore tendenzialmente marrone (marrone chiaro o scuro).

Si tratta di un iride che di solito tende ad accompagnarsi ha problemi di dismicrobismo intestinale o di insufficienza epatica funzionale, intendendo con ciò non tanto una cattiva funzione del fegato quanto una sua non ottimale efficienza..

La zona più prossima alla pupilla dell’iride è quella che rappresenta la zona intestinale. Osservando un’iride da vicino con un iridoscopio, ingrandendola e illuminandola adeguatamente si osservano non infrequentemente alcuni caratteristiche.

La tendenza al dismicrobismo intestinale può essere ipotizzata quando la zona intestinale è frastagliata o “bucherellata”. IN questi casi una delle domande che siamo soliti porre al cliente è se il suo intestino funzioni o meno correttamente..

Un non ottimale funzionamento intestinale (o comunque una sua alterazione) può accompagnarsi a problemi di fegato e viceversa. Infatti questi due distretti corporei comunicano tra loro in modo continuo. Se il fegato non produce una buona quantità e qualità di bile o se l’intestino è intossicato da una flora batterica patogena, è molto frequente riscontrare problemi di gonfiori addominali che possono dipendere sia da una flora batterica intestinale dismicrobica sia da un deficit digestivo (come nel caso di alcuni problemi digestivi molto comuni o del reflusso gastroesofageo o ancora di problemi infiammatori di tutto l’apparato gastrointestinale).

In questi soggetti diventa fondamentale garantire innanzitutto un efficiente funzionamento dell’intestino ripristinando una digestione ottimale anche attraverso l’utilizzo di enzimi digestivi bonificando l’intestino attraverso la riduzione del carico tossinico.
In commercio si possono oggi reperire facilmente in farmacia, parafarmacia o erboristeria alcuni rimedi naturali privi di effetti collaterali e assolutamente sicuri che possono da un lato risanare sia l’intestino che il fegato e dall’altro favorire il riequilibrio del microbiota intestinale. La cosiddetta “sindrome dell’intestino gocciolante” è ormai sempre più accreditata come causa di una molteplicità di condizioni infiammatorie che portano a loro volta ha problemi cronico-degenerative inclusi le malattie autoimmuni. L’iridologia può essere utile quindi per studiare le caratteristiche individuali per promuovere il benessere individuale.
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ARRIVA L’AUTUNNO E I CAPELLI NE RISENTONO……. COSA POSSIAMO FARE?


Con la fine dell’estate e l’arrivo dei primi giorni autunnali anche i capelli ne risentono. E’ il momento di proteggere unghie, capelli e annessi cutanei.

Oggi ne parliamo con Vladimiro Colombi, naturopata.

 

Buongiorno Vladimiro. Con l’arrivo della stagione autunnale i capelli ne risentono. Esistono dei rimedi naturali per proteggerli?

 

Certamente la naturopatia propone diversi suggerimenti per rinforzare non solo i capelli ma anche le unghie e perfino la pelle.

 

Quali sono i rimedi naturali che può suggerire?

 

Spesso i professionisti del benessere tendono a suggerire un’integrazione di aminoacidi (come la cisteina), ma nella mia esperienza professionale ho osservato risultati davvero notevoli attraverso l’integrazione di un minerale, il silicio, la cui azione è davvero impressionante nel migliorare la struttura del capello e nel renderlo più forte.

 

Il silicio ha effetti solo sui capelli oppure può essere utile anche per altro?

 

Si tratta di un minerale davvero interessante e versatile perché è in grado di ridurre le rughe del viso nelle persone con una pelle atonica ed è anche molto efficace per rinforzare le unghie.

 

Dove è possibile trovare questo prezioso minerale?

 

Il silicio viene normalmente somministrato in forma di tintura madre oppure di compresse attraverso l’assunzione di una pianta: l’equiseto. Noto anche come coda cavallina vanta una concentrazione elevatissima di minerali e oligoelementi ed è in grado di migliorare l’aspetto dei capelli e delle unghie. Questo estratto vegetale è anche in grado di migliorare la diuresi ed è pertanto indicatissimo nelle persone che tendono ad avere familiarità con l’ipertensione o che più semplicemente soffrono di ritenzione idrica.

 

L’equiseto ha altre indicazioni?

 

Certamente. La coda cavallina trova largo impiego nella stanchezza fisica e mentale, tanto frequente nel periodo autunnale con la ripresa del lavoro o dello studio dopo le vacanze estive. E’ un eccellente tonico “ricostituente”, indicatissimo per le persone deboli e affaticate.

 

Esistono delle interazioni farmacologiche che devono essere tenuta in considerazione per assumerlo?

Tutte le piante e i fitoterapici devono essere assunti sotto controllo medico se si sta assumendo una terapia farmacologica.  Alcuni farmaci (come per esempio alcuni farmaci antidiabetici e terapie soppressive delle funzioni ormonali come il tamoxifene) possono interagire con l’assunzione di questo prezioso vegetale ed è pertanto sempre fondamentale affidarsi ad un medico prima di assumerle.

Oltre al silicio esistono altri rimedi naturali per proteggere i capelli?

 

Si. Lo zolfo per esempio è un minerale che viene utilizzato spesso per i dolori articolari e per riscaldare il corpo durante la stagione invernale. Si tratta di un alleato utilissimo in grado di migliorare la struttura del capello che è possibile acquistare in compresse o capsule presso qualsiasi farmacia, parafarmacia o erboristeria.

Ha qualche suggerimento finale per proteggere i capelli dei nostri lettori?

Ricordo sempre a tutte le persone che incontro nel corso della mia attività che dietro un problema di capelli può nascondersi qualcosa di più importante che va indagato. Un cattivo funzionamento della tiroide o un malassorbimento intestinale o ancora una semplice carenza di ferro possono manifestarsi anche attraverso una caduta dei capelli (piuttosto che con una semplice rarefazione). Il problema estetico può essere solo un segnale di un cattivo funzionamento di organi o apparati da indagare. In questi casi occorre rivolgersi ad un medico per gli opportuni accertamenti.

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DOMANDE RISPOSTE


 

Un lettore mi scrive per sapere se i biscotti senza latte e uova (Vegan) con zucchero d’uva sono tollerati?

Carissimo,

i biscotti da lei citati possono sicuramente rappresentare un’ottima opportunità per quei soggetti che hanno reattività infiammatoria da cibo verso gli ingredienti da lei citati (uovo e latte appunto).

Diverso il discorso però per chi ha problemi verso il frumento e i latticini, due alimenti avverso i quali molto comunemente si riscontrano problemi. In tal caso questi biscotti vanno sostituiti con altri prodotti privi di queste sostanze. Con ricadute favorevoli su una grande quantità di disturbi come herpes, candidosi vaginale, cefalea, dermatie,colite, gastrite, reflusso gastro esofageo, afte, sovrapesso e obesità…..etc..etc…

Per molte persone infatti, come ho avuto modo di spiegare più volte in precedenza, l’assunzione di glutine può essere problematica pur in assenza di una diagnosi di celiachia (http://www.vladimirocolombi.it/tag/gastrite/).

Mi preme sempre infine ricordare come in ogni caso il consumo di zuccheri sia sempre da limitare per limitare l’invecchiamewnto dei tessuti, in particolare quelli più nobili. Ma su questo non mi ripeto per non tediarla…… (http://www.vladimirocolombi.it/tag/biscotti/)

Un caro saluto

Per ulteriori approfondimenti sul tem clicca qui:

https://www.youtube.com/watch?v=f4hFYndO8iI

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