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I RIMEDI NATURALI CONTRO LA NAUSEA IL VOMITO


Provata l’efficacia dell’olio essenziale di zenzero nella nausea e nel vomito postoperatorio Una ricerca coreana (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27841938) ha provato a capire se l’aromaterapia possa essere utilmente impiegata per controllare la nausea e il vomito nei pazienti sottoposti a chirurgia addominale.

 

Un gruppo di trenta persone ha ricevuto l’inalazione di olio essenziale di zenzero mentre un altro gruppo di controllo (sempre di trenta persone) ha ricevuto un placebo (una inalazione salina).

 

I ricercatori hanno misurato il livello di nausea e vomito postoperatorio utilizzando una versione coreana dell’indice di nausea e vomito dopo la somministrazione di olio essenziale di zenzero.

 

Da quanto emerso nel corso della ricerca i punteggi di nausea e vomito erano significativamente inferiori nel gruppo sperimentale che aveva assunto olio essenziale di zenzero rispetto a quelli nel gruppo di controllo.

In particolare è stato osservato come nel primo gruppo, i punteggi di nausea e vomito fossero diminuiti considerevolmente già nelle prime 6 ore dopo l’assunzione di olio essenziale di zenzero rispetto al gruppo di controllo.

Fonte:

J Altern Complement Med. 2017 Mar;23(3):196-200. doi: 10.1089/acm.2015.0328. Epub 2016 Nov 14.Effectiveness of Ginger Essential Oil on Postoperative Nausea and Vomiting in Abdominal Surgery Patients.Lee YR1, Shin HS1.

 Articoli collegati:

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I BENEFICI DELL’AROMATERAPIA: UNA NUOVA RICERCA AMERICANA


Gli oli essenziali possono fortemente aumentare la sensazione di benessere percepito nei pazienti

Dieci ospedali del Minnesota e nel Wisconsin occidentale hanno sperimentato gli effetti dell’aromaterapia.

L’aromaterapia è stata utilizzata direttamente dagli infermieri che operavano nei reparti nel tentativo di dare ristoro ai pazienti sofferenti con dolore o in stato di ansia o con problemi di nausea.

 

La ricerca è stata effettuata arruolando oltre 10.000 pazienti, prevalentemente di sesso femminile ed a tutti i pazienti sono stati somministrati oli essenziali attraverso inalazione.

Tra gli oli essenziali somministrati la lavanda aveva la più alta frequenza assoluta (49,5%) seguita da zenzero (21,2%), maggiorana dolce (12,3%), mandarino (9,4%) e oli combinati (7,6%).

Di tutti gli oli essenziali la maggiorana ha comportato il maggior beneficio mentre la lavanda e la maggiorana hanno prodotto risultati leggermente inferiori.

L’olio essenziale con la maggior efficacia contro la nausea è stato quello di zenzero.
Al termine dello studio gli operatori sanitari hanno osservato complessivamente che gli oli essenziali hanno generalmente portato a miglioramenti clinici

 

Bibliografia:

 

Complement Ther Med. 2016 Apr;25:164-9. doi: 10.1016/j.ctim.2016.03.006. Epub 2016 Mar 7. The effectiveness of nurse-delivered aromatherapy in an acute care setting. Johnson JR1, Rivard RL2, Griffin KH3, Kolste AK4, Joswiak D5, Kinney ME6, Dusek JA7

 

Articoli collegati:

 

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http://www.vladimirocolombi.it/2016/07/07/la-rodiola-rosea/

 

http://www.vladimirocolombi.it/2016/12/07/stress-e-tiroide/

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PENSA POSITIVO E SII FELICE CON L’OLIO ESSENZIALE DI BERGAMOTTO


L’inalazione di olio essenziale di bergamotto (Citrus bergamia) migliora il buonumore

I problemi di salute mentale sono sempre più riconosciuti come problemi di salute pubblica a livello globale. Il loro possibile aumento futuro preoccupa le autorità sanitarie sia per il mancato benessere sociale che per i costi che potrebbero ricadere sulle strutture sanitarie pubbliche.

Si sta pertanto facendo strada la necessità di individuare possibili terapie naturali utili a supportare tali problematiche.

L’aromaterapia (cioè la terapia con gli oli essenziali) potrebbe fornire un valido supporto in questo ambito?

Tre ricercatori (Han X, Gibson J Eggett DL Parker TL) hanno provato a rispondere alla domanda osservando gli effetti dell’inalazione di olio essenziale di bergamotto sulla salute mentale e sulla sensazione di benessere percepito.

In un centro di trattamento della salute mentale situato nello Utah, USA, sono stati inclusi per l’analisi cinquantasette partecipanti (50 donne, fascia di età: 23-70 anni).

I risultati sono stati soprendenti: quindici minuti di esposizione all’olio essenziale di bergamotto hanno migliorato le sensazioni positive dei partecipanti rispetto al gruppo di controllo (17% in più).

Anche una breve esposizione all’aroma dell’olio essenziale di bergamotto potrebbe rendere le persone più disponibili ad arruolarsi in studi clinici.

Lo studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28337799) ha fornito una prova preliminare dell’efficacia e della sicurezza dell’inalazione di olio essenziale di bergamotto sul benessere mentale suggerendo che l’aromaterapia con olio essenziale di bergamotto potrebbe essere un trattamento additivo efficace per migliorare la salute mentale e il benessere delle persone.

Fonte:

Phytother Res. 2017 May;31(5):812-816. doi: 10.1002/ptr.5806. Epub 2017 Mar 24.Bergamot (Citrus bergamia) Essential Oil Inhalation Improves Positive Feelings in the Waiting Room of a Mental Health Treatment Center: A Pilot Study.Han X1, Gibson J2, Eggett DL3, Parker TL1.

 Articoli collegati:

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 https://www.youtube.com/watch?v=1iAB4pNizT0

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SPORT, PERFORMANCE SPORTIVA E AROMATERAPIA


Se sei uno sportivo questi oli essenziali possono incrementare la tua performance sportiva

 

La fragranza degli oli essenziali può alleviare allevia la fatica indotta dall’esercizio Per studiare l’effetto degli oli essenziali di Citrus sinensis L., Mentha piperita L., Syzygium aromaticum L. e Rosmarinus officinalis L. sull’esaurimento fisico nei ratti, quarantotto ratti maschi sono stati divisi in modo casuale in diversi gruppi.

Due gruppi sono stati nebulizzati con alcune miscele di oli essenziali mentre altri due sono stati nebulizzati semplicemente con acqua distillata. Dopo la continua inalazione per 3 giorni sono stati misurati alcuni parametri utili per quantificare gli effetti dell’inalazione degli oli essenziali. Tra questi sono sttai inclusi la resistenza in termini di tempo dell’attività fisica, i valori della glicemia e dell’acido lattico (BLA) di azoto ureico (BUN) di superossido dismutasi (SOD) e di glutatione perossidasi (GSH-PX).

I risultati hanno suggerito che l’inalazione di una miscela di oli essenziali potrebbe alleviare la stanchezza indotta dall’esercizio fisico.

RIFERIMENTO:

 

Evid Based Complement Alternat Med. 2017;2017:5027372. doi: 10.1155/2017/5027372. Epub 2017 Oct 31.Does the Fragrance of Essential Oils Alleviate the Fatigue Induced by Exercise? A Biochemical Indicator Test in Rats.Li Z1, Wu F1, Shao H2, Zhang Y1, Fan A1, Li F1.

 

Altre referenze e bibliografia:

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PROVATA L’AZIONE FARMACOLOGICA SUL SONNO DELL’OLIO ESSENZIALE DI VETIVER


Gli oli essenziali sono stati largamente sfruttati per modulare le funzioni mentali anche se la maggior parte dei dati sono stati ottenuti da metodi soggettivi di valutazione.

Gli effetti diretti degli oli essenziali sulla funzione cerebrale sono stati tuttavia in gran parte confermati con prove scientifiche.

Alcuni ricercatori indiani (Cheaha D, Issuriya A, Manor R, Kwangjai J Rujiralai Kumarnsit E) hanno voluto verificare gli effetti farmacologici dell’ olio essenziale di vetiver.

Gli esperimenti sono stati condotti tra novembre 2013 e febbraio 2014 su modelli in vivo (ratti) e sono stati eseguiti impiantando degli elettrodi sul cranio degli animali per effettuare un elettroencefalogramma.

Al termine della ricerca è stato confermato che l‘inalazione di olio essenziale di vetiver ha interferito sulla quantità e qualità del sonno.

E’ stato in particolare osservato come l‘inalazione dell’olio essenziale di vetiver diminuiva l’attività alfa e beta1 sia nella corteccia frontale che in quella parietale e aumentava l’attività gamma nella corteccia frontale.

I ricercatori hanno osservato come i cambiamenti in queste aree cerebrali variavano non appena gli animali iniziavano ad inalare l’olio essenziale. Questi dati suggeriscono proprietà rinfrescanti del Vetiver  sull’attività cerebrale elettrica e la vigilanza.

Fonte:

 J Intercult Ethnopharmacol. 2016 Feb 14;5(1):72-8. doi: 10.5455/jice.20160208050736. eCollection 2016 Jan-Feb.Modification of sleep-waking and electroencephalogram induced by vetiver essential oil inhalation.Cheaha D1, Issuriya A2, Manor R3, Kwangjai J4, Rujiralai T5, Kumarnsit E4.

 Referenze:

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L’OLIO ESSENZIALE DI CHIODI DI GAROFANO E’ UN POTENTE ANESTETICO NATURALE


L’olio essenziale di chiodi di garofano ha un’azione antidolorifica

 

 

Numerose ricerche suggeriscono che l’olio essenziale di Eugenia caryophyllata (chiodi di garofano) è efficace nel trattamento del dolore dentale.

In una nuovo studio alcuni ricercatori (Emad Khalilzadeh, Reza Hazrati e Gholamreza Vafaei Saiah) hanno studiato le proprietà analgesiche nonchè gli effetti anestetici locali del’olio essenziale di chiodi di garofano e i suoi possibili meccanismi di azione nel dolore corneale acuto. Lo studio è stato effettuato su modelli animali (ratti).

L’olio essenziale è stato estratto per idro-distillazione da boccioli di chiodi di garofano .

Dopo aver indotto dolore corneale acuto applicando una goccia di soluzione di NaCl è stato possibile misurare come l’olio essenziale estratto da boccioli di chiodi di garofano abbia prodotto un significativo effetto antinocicettivo nel dolore corneale acuto.

La ricerca ha evidenziato come la somministrazione sistemica di boccioli di chiodi di garofano produceva analgesia nel dolore corneale acuto attraverso meccanismi che coinvolgevano sia i sistemi oppioidergici che quelli colinergici. E’ stato inoltre oesservato come l’instillazione topica di boccioli di chiodi di garofano, eugenolo e lidocaina ha prodotto anestesia locale nella cornea di ratto.

L’Eugenia caryophyllata (chiodi di garofano), è un albero della famiglia delle Myrtaceae con un’altezza che va dai 10 ai 20 metri ampiamente coltivato in Madagascar, Tanzania, Sri Lanka, Brasile e Indonesia, il cui olio essenziale è tradizionalmente utilizzato in aromaterapia per dare sollievo da mal di testa, dolori articolari, mal di denti e anche come antisettico orale.

Il componente principale dell’olio essenziale dei chiodi di garofano, l’eugenolo, vanta diversi tipi di attività biologiche, tra cui proprietà antifungina , antiallergico e antiossidante.

L’olio essenziale di E. caryophyllata e il suo eugenolo costituente principale sono stati riconosciuti come anestetico sicuro, efficace ed economico.

 

I ricercatori si sono focalizzati sul dolore corneale in quanto molto potente e invalidante (circa 20-40 volte maggiore della polpa dentale e addirittura da 300 a 600 volte superiore al dolore della pelle.

Purtroppo esiste un’ampia gamma di condizioni tra cui l’occhio secco, la nevralgia post-erpetica, la nevralgia del trigemino, l’ambiente contaminato, l’usura delle lenti a contatto e nuove tecniche chirurgiche per la correzione di difetti refrattivi che causano disagio e dolore oculare.

A causa della mancanza di comprensione e del riconoscimento dei meccanismi del dolore trigeminale acuto e cronico, ci sono alcune difficoltà nella gestione di questi tipi di dolore.

L’olio essenziale di E. caryophyllata viene normalmente utilizzato nelle cure dentistiche come analgesico, anestetico locale e antisettico orale.

I risultati a cui i ricercatori sono giunti sono davvero molto interessanti: i dati hanno mostrato che l’applicazione topica di questo prodigioso olio essenziale riduce la sensibilità meccanica corneale nei ratti.

 

Pubblicazioni correlate:

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OLI ESSENZIALI E MASSAGIO: COME TI COMBATTO L’ANSIA SENZA TOCCARE FARMACI


L’olio essenziale di lavanda e di geranio spengono l’ansia

Due ricercatori (Domingos Tda S, Braga EM) si sono presi la briga di indagare l’efficaciacontro l’ansia del massaggio sfruttando le proprietà degli oli essenziali normalmente impiegati in aromaterapia.

I ricercatori hanno utilizzato in particolare due oli: lavanda (Lavandula angustifolia) e geranio (Pelargonium graveolens) per valutare la riduzione dell’ansia nei pazienti con disturbi di personalità durante un periodo di ricovero psichiatrico. La sperimentazione clinica è stata effettuata su 50 soggetti sottoposti a sei massaggi con i due oli essenziali utilizzati in aromaterapia.

Ai soggetti sottoposti all’esperimento sono stati eseguiti massaggi a giorni alterni sulle regioni cervicale e posteriore del torace. I dati vitali (frequenza cardiaca e respiratoria) sono stati raccolti prima e dopo ciascuna sessione di massaggio e ne è emerso un effetto calmante significativo.

L’aromaterapia ha dimostrato una buona efficacia nel favorire il sollievo ansiogeno.

Fonte:

Rev Esc Enferm USP. 2015 Jun;49(3):453-9. doi: 10.1590/S0080-623420150000300013. Epub 2015 Jun 1.[Massage with aromatherapy: effectiveness on anxiety of users with personality disorders in psychiatric hospitalization]. Domingos Tda S1, Braga EM2.

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SOFFRI DI ANSIA O DEPRESSIONE? PROVA L’ AROMATERAPIA


Confermati gli effetti stimolanti e sedativi degli oli essenziali dopo l’inalazione 

Nonostante i numerosi interventi televisivi che in passato ho avuto modo di effettuare a Telecolor (https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms), non ho avuto modo di approfondire un tema, quello dell’aromaterapia che, a mio avviso, potrebbe davvero rappresentare un valido alleato per il nostro benessere.  Un gruppo di ricercatori cinesi (Lim WC1, Seo JM, Lee CI, Pyo HB, Lee BC) ha voluto verificare se esista o meno una reale efficacia dell’aromaterapia per trattare alcuni disturbi sul sistema nervoso.

Nel corso della studio i ricercatori hanno studiato gli effetti stimolativi o sedativi dell‘inalazione delle fragranze di oli essenziali sfruttando un test di nuoto forzato con topi. Questo test comportamentale è comunemente usato per misurare gli effetti dei farmaci antidepressivi.

L’inalazione da parte di topi di alcuni oli essenziali ha comportato una riduzione dal 5% al ​​22% di immobilità nei modelli testati ma gli stessi risultati sono stati ottenuti anche quando la sovra-agitazione è stata indotta artificialmente nei topi mediante un’iniezione intraperitoneale di caffeina (nota per la sua azione psicostimolante). Al contrario, l’inalazione di altri oli essenziali da parte dei topi ha comportato un aumento dell’immobilità.

Nel corso della ricerca sono stati utilizzati vari tipi di oli tra cui olio essenziale di zenzero, olio essenziale di timo, olio essenziale di menta piperita, olio essenziale di cipresso, olio di lavanda e olio di issopo.

L’inalazione di olio di lavanda e olio di issopo hanno aumentato lo stato immobilismo nei topi trattati con caffeina, confermandone l’azione calmante mehtre altri oli (tra cui olio essenziale di timo e olio essenziale di menta) si sono dimostrati particolarmente attivi per combattere la depressione.

I risultati dello studio hanno indicato che l’inalazione di oli essenziali può indurre effetti stimolativi o sedativi nei topi.

Bibliografia:

Arch Pharm Res. 2005 Jul;28(7):770-4.Stimulative and sedative effects of essential oils upon inhalation in mice. Lim WC1, Seo JM, Lee CI, Pyo HB, Lee BC.

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NATUROPATIA E CIALTRONERIA


 

L’11 febbraio 2018 una nota conduttrice televisiva, Nadia Toffa, ha raccontato delle vicissitudini personali che ha attraversato a seguito di una malattia tumorale che l’ha colpita e ha messo in guardia i telespettatori dai cialtroni che promettono di guarire dal cancro senza l’uso di chemioterapia e radioterapia.

Nonostante ciò le recenti notizie riportate dai principali media riportano prepotentemente l’attenzione sulla poca serietà di tante figure losche che infestano ambienti non di loro appartenenza. Non solo si trovano falsi medici ma addirittura naturopati che prescrivono farmaci o che formulano diagnosi senza alcuna qualifica professionale e che si permettono di contraddire le prescrizioni mediche indicando a malati oncologici la sospensione di questa o quella terapia.

In alcuni sventurati casi si tratta addirittura di terapie salvavita.

E’ il caso di alcuni presunti terapeuti della domenica che si professano ora macrobiotici  e domani vegani, sostenendo di poter curare il cancro e molte altre malattie sospendendo anche una chemioterapia o radioterapia.

Si tratta ovviamente di cialtroneria pura e di personaggi pericolosissimi non soltanto per gli sventurati pazienti che si trovano nelle loro mani ma anche per tutta la categoria di persone serie che studiano anni per potersi professionalizzare e lavorare in modo serio e qualificato.

Penso alla recente scomparsa di Stephen Hawking(http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/03/14/addio-a-stephen-hawking-il-primo-sguardo-sui-buchi-neri_6e743e90-3141-4e52-bf4c-ee859f660d71.html) di cui i media stanno dando ampio spazio, un genio assoluto nel mondo della fisica  e al cui il mondo della scienza e della ricerca si inchina da un lato, e dall’altro alle notizie in merito ai decessi causati da falsi professionisti che nulla hanno di scientifico in ciò che professano (http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2018/03/13/cura-il-tumore-al-seno-dal-guru-muore-a-46-anni_0f1897ac-f8c0-47c4-8145-5373ea0b1fa6.html).

Già in passato si era verificati casi analoghi (http://www.ravennanotizie.it/articoli/2017/06/27/prescrive-ricette-per-dimagrire-senza-i-titoli-per-farlo-naturopata-ravennate-scoperto-dai-nas.html) ma stupisce sempre come qualcuno possa ancora ingenuamente cadere nella rete di certi soggetti.

Vorrei pertanto ricordare a chiunque desideri rivolgersi ad un naturopata che alcuni punti fermi devono sempre essere tenuti:

  • Un naturopata SERIO non vende nulla e non produce prodotti in proprio! In farmacia, parafarmacia ed erboristeria potete trovare tutto quello che il Ministero della Salute ha autorizzato alla vendita ed è stata scientificamente dimostrato essere efficace. Laddove non lo sia è obbligo al produttore specificarne la mancanza di prova scientifica;
  • Le tariffe per una consulenza di un naturopata non possono essere troppo elevate. Qualora vi siano richieste esorbitanti diffidate immediatamente di questo professionista;
  • Scappate a gambe levate non appena vi promettono di curare malattie, eliminare farmaci, evitare di confrontarvi con il vostro medico o altre sciocchezze simili. Al naturopata non è permesso (innanzitutto per motivi legali) prescrivere farmaci, indicare terapie sostitutive prescritte dal medico né promettere guarigioni di alcunché. Il naturopata si occupa di suggerire uno stile di vita sano a persone ancora in salute e mai di curare persone malate!
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NATUROPATIA E SINERGIE: INVECCHIARE MENO CON QUATTRO RIMEDI NATURALI


THE MAN IN THE IRON MASK

Spesso capita di leggere pubblicazioni scientifiche che rivelano potenziali effetti curativi di questa o quella sostanza contenuta in un estratto vegetale o in un alimento. E’ il caso della curcuma per esempio, dalla quale si estraggono i curcuminioidi, i principi attivit responsabili della riduzione dei processi infiammatori. Gli studi hanno confermato sempre più che se da un lato questi preziosi principi attivi sono purtroppo molto poco assorbiti quando assunti soli, dall’altro si osserva un aumento esponenziale della sua azione farmacologica associandoli alla piperina, il principio attivo contenuto nel pepe nero.

Situazioni analoghe si trovano studiando molti altri rimedi naturali, e grazie a questi studi si è ben compreso per quale ragione alcune molecole sintetiche identiche a quelle “originali “ naturali funzionano meno o non funzionano affatto. La vitamina C sintetica per esempio (acido ascorbico) sembra funzionare molto meno bene se dissociata dai flavonoidi, i principi attivi che si trovano nei vegetali che la contengono (come le arancie).

Uno studio ha rivelato come l’associazione di quattro sostanze naturali e molto note per le loro proprietà curative (melograno, ginkgo biloba, ficus carica e morus alba) sia in grado di moltiplicare l’azione antiossidante di ognuna di esse. In tal senso, volendo cercare una strada per trattare disturbi glicemici e sovrappeso in soggetti sofferenti di gastrite e disturbi circolatori, potremmo provare questo cocktail formidabile. Un potenziale “elisir di eterna giovinezza” in grado di rallentare l’invecchiamento e proteggerci dai danni del tempo.

Fonte: Clin Cosmet Investig Dermatol. 2015 Jul 16;8:389-96. doi: 10.2147/CCID.S80906. eCollection 2015.In vitro antioxidant, collagenase inhibition, and in vivo anti-wrinkle effects of combined formulation containing Punica granatum, Ginkgo biloba, Ficus carica, and Morus alba fruits extract.Ghimeray AK1, Jung US2, Lee HY1, Kim YH1, Ryu EK1, Chang MS1.

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INFIAMMAZIONE E ACIDI BILIARI


Una ricerca conferma la relazione tra infiammazione, acidi biliari, microbiota intestinale e obesità

 

Esiste una relazione tra acidi biliari, metabolismo degli zuccheri, infiammazione e steatosi epatica (fegato grasso).Lo conferma una ricerca pubblicato nel mese di febbraio 2017 su Gastroenterology (Chávez-Talavera OTailleux ALefebvre PStaels B).

E ancora una volta viene da domandarsi quali problemi producano (nel lungo periodo) alcuni farmaci in grado di danneggiare non solo la parete intestinale (sede del sistema immunitario, lo ricordiamo sempre), ma anche la qualità della bile, essenziale per garantire una corretta digestione.

Se come questa recente ricerca sembra affermare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524) fegato grasso, obesità, resistenza insulinica e infiammazione sono tutte espressione del medesimo problema, allora ha senso utilizzare farmaci sintomatici per “coprire” una reazione infiammatoria che segnala l’esistenza di un problema più profondo (come stress, cibi mal tollerati, virus o infezioni batteriche?).

Non avrebbe invece forse piu senso spiegare come alimentarsi a chi soffre di un banale bruciore di stomaco piuttosto che “coprire” un sintomo con una farmaco che inibisce una funzione importantissima come la digestione?

La ricerca citata ha osservato come gli acidi biliari siano “molecole di segnalazione”, che regolano il metabolismo e controllano perfino alcuni processi infiammatori attraverso alcuni recettori (come FXR e una proteina denominata TGR5).

Questi recettori attivano attivano segnali che controllano l’espressione e l’attività dei geni coinvolti, producendo effetti su acidi biliari, metabolismo glucidico e lipidico, dispendio energetico, e, ancora una volta l’infiammazione.

Obiettivo di parte di questi segnali sarebbero soprattutto i tessuto dell’intestino e del fegato, con ripercussioni sulla flora batterica intestinale e sugli acidi biliari.

L’effetto finale di tutta questa “cascata” di effetti potrebbe essere lo sviluppo di malattie anche importanti come l’obesità, il diabete di tipo 2, le dislipidemia e problemi al fegato (fegato grasso o con funzioni alterati anche in soggetti non consumatori di alcolici).

 

Bibliografia:

 

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28214524

 

 

Per visionari i video registrati a Telecolor e in studio clicca i link sottoindicati:

 

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

 

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

 

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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INFIAMMAZIONE E NUTRIZIONE: PREVENIRE TUMORI E OBESITA’ CON I GRASSI


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Sempre più confermata la relazione tra tumori, sovrappeso e infiammazione.

Una recente ricerca ha infatti dimostrato come l’utilizzo di grassi insaturi nella dieta sia in grado di invertire l’obesità secondaria a processi infiammatori. Capita spesso di incontrare persone che riferiscono di non riuscire a perdere peso nonostante si impegnino in estenuanti diete restrittive, piene di rinuncie e sacrifici.

Purtroppo questo approccio non porta mai a risultati definitivi, in quanto inviando informazioni all’ipotalamo segnali di carenza di cibo, si ottiene una risposta esattamente opposta a quella desiderata: il metabolismo rallenta “temendo” di morire di fame!

Un ulteriore tassello da questo punto di vista arrivo ora proprio da uno studio che avrebbe dimostrato come incrementando in modo intelligente la quantità di grassi insaturi nella dieta, si potrebbe ridurre l’infiammazione interna dell’ipotalamo “sbloccando” quelle situazioni di sovrappeso che sembrerebbero apparentemente irrisolvibili.

Fonte: Unsaturated Fatty Acids Revert Diet-Induced Hypothalamic Inflammation in Obesity.Dennys E. Cintra,1,3 Eduardo R. Ropelle,2 Juliana C. Moraes,1 José R. Pauli,2 Joseane Morari,1 Claudio T. de Souza,1 Renato Grimaldi,4 Marcela Stahl,4 José B. Carvalheira,2 Mario J. Saad,2 and Licio A. Velloso1,2,*Alicia J. Kowaltowski, Editor

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