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DIETA, DIMAGRIMENTO E INTESTINO: NUOVE EVIDENZE SCIENTIFICHE


 Secondo nuove ricerche la causa del sovrappeso potrebbe essere nell’intestino

 

Da anni è noto che i batteri dell’intestino giochino un ruolo primario nella salute e nel benessere generale.

Diverse ricerche in passato hanno infatti evidenziato come nell’intestino dei soggetti in sovrappeso o colpiti da sovrappeso e obesità, siano presenti batteri diversi rispetto a quelli residenti nell’intestino di un normopeso o di uno magro.

Un nuovo studio ha ora mostrato come il temuto “effetto yo yo” spesso sperimentato da chiunque abbia iniziato una dieta, potrebbe essere riconducibile alla flora batterica intestinale.  A questa alterazione conseguirebbe una riduzione dei livelli di alcuni antiossidanti, i flavonoidi, convolti nel meccanismo di dispendio energetico. Il problema del sovrappeso e dell’obesità sembra essere in continuo aumento e potrebbe diventare in futuro un’autentica emergenza sanitaria.

I flavonoidi sono noti per la loro azione non solo antiossidante ma anche per la loro capacità di proteggere i vasi. Tra di essi ne esistono alcuni in grado per esempio di proteggere le vene dai prolassi, il più comune dei quali è forse rappresentato dalle purtroppo dolore e note emorroidi.

Resta però da capire se esista un legame tra il meccanismo di funzionamento della leptina e quello del microbiota intestinale.

Oggi sappiamo infatti che è un’adipochina, la leptina, a regolare il senso di fame e sazietà nonché il rapporto tra la massa grassa e il muscolo del corpo umano, e sappiamo anche che la leptina può essere stimolata naturalmente non solo attraverso un’attività aerobica costante (possibilmente al risveglio al mattino prima di colazione) e un’apporto calorico bilanciato in quantità e qualità nella prima colazione del mattino, ma altres’ da alcuni alimenti vegetali. Tra questi ultimi compaiono spesso alimenti ricchi di flavonoidi appunto.

La scoperta è di rilievo perché pubblicata da “Nature”, e merita approfondimenti per i potenziali sviluppi in tema di sovrappeso e obesità.

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INFIAMMAZIONE DA CIBO E SPORT


Il consumo degli alimenti sbagliati può condizionare le performance sportive

 

 

Spesso non ci si pensa ma alimentarsi abitualmente con alimenti che non si tollerano può produrre importanti effetti negativi, anche a livello di prestazione sportiva.

Infatti la presenza di infiammazioni secondarie all’assunzione di cibi non tollerati può portare nel tempo alla riduzione delle performance sportive. Anche i processi allergici possono aggravarsi quando siamo soliti consumare alimenti che non tolleriamo.

In tal senso si ricordi che in presenza di allergie (anche comuni) uno dei farmaci più usati (e ahimé talvolta abusati) è il cortisone, la cui efficacia è assolutamente dimostrata ma la cui azione immusoppressiva e demuscolante è nota. Oltre a questa azione negativa sul muscolo il cortisone aumenta in modo considerevole la ritenzione idrica alla quale si accompagna anche una consistente perdita di potassio.

In conseguenza di ciò anche il deposito di grasso viscerale può aumentare significativamente con ricadute sfavorevoli sulla salute (non a caso l’aumento di massa grassa viscerale è legata ad uno statistico aumento di cancro, ictus e infarto).

Controllare gli alimenti mal tollerati significa ridurre o addirittura in alcuni casi eliminare l’utilizzo di un farmaco pericoloso come il cortisone e recuperare contemporaneamente benessere e performance sportiva.

Per visionari i video del sito o registrati a Telecolor clicca i link sottoindicati:

https://www.youtube.com/channel/UCM7e53IrPsk1cqsfpGnjt7g

https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

https://www.youtube.com/watch?v=59jrZWQu3ms

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OBESITA’ E MICROBIOMA


Una nuova ricerca conferma la relazione tra sovrappeso e intestino

 

Una costante alterazione del microbiota intestinale è correlata con obesità e sindrome metabolica.Alcuni studi hanno esaminato gli effetti dell’obesità sul sistema immunitario intestinale e hanno osservato i cambiamenti di alcune cellule (CD4 e T-helper) nonché effetti con riferimento a obesità e alterazioni dei grassi nel sangue.

Uno nuovo studio in particolare (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28246016) effettuato su cavie ha permesso di mettere in relazione un deficit di vitamina A con alterazioni di un’importantissima molecola, l’interleuchina 17 (Th17), cellula coinvolta nello sviluppo di una sana flora batterica intestinale nonché nell’insorgenza di obesità e disturbi metabolici.

Il gruppo di ricercatori asiatici che ha condotto lo studio (Hong CPPark AYang BGYun CHKwak MJLee GWKim JHJang MSLee EJJeun EJYou GKim KSChoi YPark JHHwang D, Im SHKim JFKim YKSeoh JYSurh CDKim YMJang MH) ha concluso che esiste una correlazione tra flora batterica intestinale, obesità, Interleuchina 17 e sindrome metabolica.

Non si tratta del primo studio in tal senso. Già un’altra ricerca aveva concluso per una relazione tra obesità e alterazione della flora batterica intestinale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28251782). In futuro occorerà prestare sempre maggiore attenzione tra l’equilibrio della flora batterica intestinale  e controllo del metabolismo, sovrappeso e diabete.

Bibliografia:

  • 2017 Feb 25. pii: S0016-5085(17)30180-4. doi: 10.1053/j.gastro.2017.02.016.Gut-specific Delivery of T-helper 17 Cells Reduces Obesity and Insulin Resistance in Mice.Hong CP1Park A2Yang BG3Yun CH3Kwak MJ4Lee GW5Kim JH5Jang MS5Lee EJ5Jeun EJ5You G2Kim KS3Choi Y6Park JH7Hwang D8Im SH5Kim JF9Kim YK10Seoh JY11Surh CD5Kim YM12Jang MH13;
  • Environ Microbiol. 2017 Mar 2. doi: 10.1111/1462-2920.13713.One-year calorie restriction impacts gut microbial composition but not its metabolic performance in obese adolescents.Ruiz A1, Cerdó T2, Jáuregui R3, Pieper DH4, Marcos A5, Clemente A6, García F7, Margolles A8, Ferrer M9, Campoy C2, Suárez A1.

 

  Articoli correlati:

 

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http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

 

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

 

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AUGURI DI BUONE FESTE A TUTTI!


Carissimi,

con l’avvicinarsi delle vacanze Natalizie vorrei  mandare a tutti i miei più sinceri auguri di Buone feste.

Vorrei ricordarvi di non vivere queste giornate come “momenti rovinosi” per quanto ci siamo detti nel corso del nostri incontri perché gli errori occasionali non cambiano mai in modo drastico il risultato. Come sono sempre solite dire a tutti è importante mangiare le cose giuste agli orari giusti combinate in modo corretto quotidianamente. Lo “strappo” non sposta mai la situazione in modo importante.

Per tale ragione vi mando questi  articoli (leggi qui http://www.vladimirocolombi.it/2015/12/14/sopravvivere-al-natale/  o qui http://www.vladimirocolombi.it/tag/natale/ ) per ricordarvi alcuni semplice regole utilissime per tutti.

 

Di nuovo un sincero augurio a tutti.

Mi auguro di rivedervi a gennaio (e comunque a breve).

Un abbraccio

Vladimiro

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NATUROPATIA, DOMANDE E RISPOSTE: COME PROTEGGERE LA PELLE SECCA


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Margherita mi scrive perché soffre di un problema di secchezza della pelle e vuole sapere se esistano in naturopatia dei rimedi che possano risolvere o almeno migliorare questo problema.

Cara Margherita,

è molto comune osservare problemi di questa natura in persone che seguono un’alimentazione troppo carente di grassi.

Per anni ingiustamente criminalizzati e additati come pericolosi per la nostra salute, va puntualizzato che alcuni tipi di grassi non solo non sono dannosi per la nostra salute ma perfino salutari.

Basti pensare ai ben noti omega 3 del pesce, utilissimi per aumentare la protezione del sistema cardiovascolare e del cervello.

Utilissimi poi i grassi omega 9, facilmente reperibili nell’olio extravergine di oliva ma anche nell’avocado e in alcuni altri semi oleosi.

Un’eccellente integrazione per migliorare poi l’idratazione della pelle è rappresentata dall’olio di borragine o di enotera, in gradoo di migliorare il film idrolipidico della pelle.

Normalmente utilizzato in naturopatia per le dermatiti questo grasso può essere estremamente prezioso anche per ridurre i problemi di forfora, pelle secca, dermatiti pruriginose ma anche sindrome premestruale e cefalea.

Le ricordo infine che alcuni gruppi di alimenti possono essere problematici e innescare un aggravamento di taluni problemi dermatologici e che pertanto può essere utile valutare la presenza di reattività infiammatoria da cibo.

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DOMANDE E RISPOSTE: AVOCADO SI O NO?


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Una lettrice ci scrive per sapere se l’avocado possa essere sostituito da altri alimenti di pari proprietà.

 Carissima,

tutti i grassi come noci, nocciole, mandorle, pinoli, arachidi e anacardi sono possibili sostituivi dell’avocado.

L’avocado infatti è ricco di alcuni grassi mono-insaturi che possiamo trovare anche nei semi oleosi.

Tra questi alimenti le arachidi sono quelle che vanno consumate con maggiore attenzione essendo ricche di un grasso, l’acido arachidonico, che può favorire l’incremento dei processi infiammatori.

Non dimentichi che poi che anche le olive contengono gli stessi identici grassi contenuti nell’avocado e che quindi posso rappresentare un ottimo spuntino.

Infine ricordo che sono solito raccomandare ai miei clienti il cocco, un prezioso alleato delle persone che soffrono di attacchi di fame e stanchezza.

Il cocco contiene due grassi preziosi, l’acido laurico e l’acido caprilico che sono alleati della nostra salute.

Un caro saluto

Vladimiro

 

Ti ricordo che qualora volessi lasciare un commento oppure scrivermi per qualsiasi informazione lo potrai fare compilando la richiesta in fondo all’articolo stesso nell’apposita sezione del sito.

Un caro saluto

 

Vladimiro

 

Per restare aggiornato in merito a tutte le scoperte in tema di nutrizione e naturopatia visita il sito:

http://www.vladimirocolombi.it/

 

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INVECCHIARE PIU’ LENTAMENTE…..FORSE SI PUO’


Oggi parliamo di invecchiamento e dei rimedi naturali ma anche dello stile di vita opportuno per poterlo ritardare…

 

Vladimiro Colombi naturopata esperto in alimentazione naturale si occupa di diffondere e far conoscere gli studi e le ricerche in questo ambito.

 

Buongiorno Vladimiro. Si sente spesso parlare di formule magiche o di scoperte in grado di prevenire o ritardare l’invecchiamento ma esiste davvero una formula magica in grado di compiere questo miracolo?

 

Ovviamente no purtroppo. Non esiste alcuna pillola magica in grado di farci tornare indietro nel tempo. Semmai esistono una serie di comportamenti sia da un punto di vista alimentare che più in generale attinenti allo stile di vita che possono rallentare l’invecchiamento fino a farlo procedere in modo fisiologico. Nondimeno esistono comportamenti che fanno esattamente l’opposto.

Sotto il profilo alimentare il consumo degli zuccheri è in grado di produrre danni importanti ai tessuti a causa dell’infiammazione prodotta dall’insulina.

Quando abusiamo di zuccheri il nostro corpo produce insulina per abbassare la glicemia nel sangue. Ma l’insulina ha anche effetti negativi sui tessuti perché produce una sorta di “incendio” (l’infiammazione) che una volta passato è in grado di lasciare delle “ceneri” pericolose per la nostra longevità. Il cervello per esempio è molto goloso di zuccheri ma è anche particolarmente sensibile ad essi oggi. Oggi sappiamo che a onte di una serie di gravi malattie neurodegenerative esiste spesso un problema con il metabolismo degli zuccheri.

 

Quindi meno zuccheri e meno invecchiamento?

 

In un certo senso sì, anche se purtroppo non è così semplice.

Occorre anche intervenire introducendo alimenti ricchi di antiossidanti come per esempio i frutti di bosco o i semi oleosi utilizzando olii spremuti a freddo. In cucina è importante non cuocere mai gli oli ricchi di grassi polinsaturi (come per esempio l’olio di sesamo, di girasole o di cartamo).

 

Mentre l’olio extravergine d’oliva può essere usato?

 

E’ uno degli oli migliori per cuocere perché ha un “punto di fumo” molto elevato. Ciò significa che “sopporta” molto bene le elevate temperature…..Ovviamente sarebbe preferibile sempre consumarlo crudo per sfruttarne al massimo i suoi preziosi principi antiossidanti.

 

 

A proposito di cucina, esistono delle regole che devono essere rispettate quando prepariamo i piatti?

 

Sappiamo che alcuni tipi di cottura sono preferibili ad altri. Per esempio la cottura al vapore rispetta l’alimento ed evita che si perdano una grande quantità di principi attivi in esso contenuti, mentre le fritture ossidando i grassi producono sostanze molto pericolose per la nostra salute. Un esempio di queste molecole pericolose sono per esempio i grassi idrogenati che si formano durante la cottura di alcuni tipi di lipidi……

 

Oltre agli zuccheri e ai grassi di cui ha parlato ci sono altre regole importanti che dovremmo rispettare?

 

Un errore molto comune è quello di saltare la colazione al mattino. In realtà la colazione non dovrebbe solo essere il pasto più importante della giornata (come spesso sentiamo anche dire da noti esperti in televisione) ma deve essere anche arricchita con elementi proteici di qualità certa, evitando proteine ricche di sostanze tossiche (come ormoni o conservanti).

 

 

Nel mondo dei rimedi vegetali esistono sostanze in grado di ritardare l’invecchiamento?

 

Una intelligente integrazione e una corretta alimentazione possono rivelarsi estremamente preziose per proteggere la nostra salute. Il cioccolato fondente per esempio, la cannella, i mirtilli e più In generale i frutti di bosco contengono preziose sostanze in grado di ritardare l’invecchiamento, Un altro alimento molto prezioso che non dovrebbe mai mancare in cucina è il tè verde, ricchissimo di un principio attivo (noto come EC3G) dalle importanti azioni antiossidanti.

Il tè verde si è rivelato peraltro straordinariamente utile anche per proteggere l’organismo dalle infezioni virali durante l’inverno.

 

Quanto agli integratori possiamo citare l’acido lipoico, la la vitamina C e la vitamina E nonché la vitamina A. Quest’ultima suggerirei di assumerla in forma di betacarotene.

 

Altri suggerimenti utili contro l’invecchiamento?

 

Una buona qualità del sonno è fondamentale per poter restare giovani a lungo.

Non esiste un numero di ore adatto a tutti ma esiste certamente un numero di ore minimo adatto ad ognuno di noi. Senza un adeguato riposo il corpo riduce la produzione di alcuni ormoni importanti che ritardano l’invecchiamento. Per esempio la melatonina e il GH (l’ormone della crescita), un ormone estremamente importante per mantenere il fisico asciutto e con pochi grassi.

 

E in merito all’attività fisica cosa possiamo dire? Ha un ruolo nell’invecchiamento?

 

Certamente si. Brutte notizie per i sedentari e i pigri….tutte le più importanti ricerche ci dicono che la sedentarietà incide in modo rilevante non solo sull’aspettativa di vita ma soprattutto sulla sua qualità. Chi si muove meno vive meno anni e passa soprattutto gli ultimi di essi in condizioni di vita peggiori. Nssuno credo desidererebbe vivere 100 anni ma di cui gli ultimi 20 in gravi condizioni di salute e magari non autosufficiente!.

 

Il digiuno ha un ruolo nell’invecchiamento?

 

Negli Stati Uniti un noto ricercatore italiano ha dimostrato come praticare saltuariamente alcuni brevi semi-digiuni sia utile per favorire la rigenerazione delle cellule.

Senza arrivare a questo, e sempre rigorosamente seguiti da un professionista in caso di digiuni lunghi, vale sempre comunque la pena ricordare che l’eccesso calorico ha chiaramente dimostrato di accelerare l’invecchiamento delle cellule. Chi mangia troppo, si muove poco e abusa di cibi di scarsa qualità non prepara una vecchiaia serena e una vita longeva.

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I RIMEDI NATURALI PER I PRIMI FREDDI: OLI ESSENZIALI, AROMATERAPIA E ANTIBIOTICO RESISTENZA


 

Capita spesso di parlare con amici e conoscenti e sentire direolio essenziale 2 “che con i rimedi naturali non si sbaglia mai, tanto non fanno male”. La verità è molto diversa: per
poter ottenere dei risultati, gli integratori alimentari o fitoterapici devono produrre una reazione biochimica sul corpo esattamente alla pari di un farmaco. Questo tipo di azione biologica non è esente da effetti collaterali. In taluni casi spesso può capitare che alcune persone abbiano un’interazione farmacologica (e ovviamente reazioni avverse): si pensi esempio al caso del ginkgo biloba che con le sue cumarine va assolutamente evitato in caso di utilizzo di anticoaugulanti e antiaggreganti. Anche nel caso di utilizzo di farmaci antidepressivi occorre prestare attenzione alle interazioni con l’iperico o con la griffonia simplicifolia. Infine per alcuni farmaci l’assorbimento è notevolmente modificato se assunti contemporaneamente al succo di pompelmo.

Anche nel mondo degli olii essenziali (aromaterapia), l’azione farmacologica non è esente da effetti collaterali. In taluni casi questi oli possono perfino essere pericolosi per la salute per la loro azione caustica a livello delle mucose se usati in modo improprio. Un aspetto meno indagato ma di importanza straordinaria è quello dell’antibiotico-resistenza. Molti antibiotici infatti possono produrre antibiotico-resistenza nel tempo vanificando nelle loro efficacia al momento del bisogno. Anche nell’aromaterapia va valutato con attenzione questo aspetto. Usarli cono moderazione solo in caso di reale necessità e sotto sorveglianza di uno specialista.

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SOFFRI DI “GAMBE”? LA VITE ROSSA PUO’ AIUTARTI E RIDUCENDO OBESITA’ E IPERTENSIONE.


La vite rossa è una pianta dalle straordinarie proprietà protettive circolatorie ed è particolarmente indicata per tutte le persone che soffrono di problemi di irrorazione sanguigna. Ricca di alcune sostanze molto potenti (denominati antociani) è in grado di proteggere le gambe dalle stasi venose e dalle vene varicose. Le foglie della vite rossa sono molto ricche di tannini, in particolar modo della cosidetta vitamina P, in grado di proteggere dall’infiammazione i vasi e ridurre i gonfiori alle gambe (edema). Queste proprietà possono dare giovamento anche nei casi di flebiti e di disturbi circolatori sia della menopausa che della pubertà. E’ indicatissima in tutti i casi in cui vi sia una congestione a livello pelvico (come nel caso delle emorroidi o della prostata). La presenza di tannini la rende particolarmente interessante anche in caso di diarrea e dissenteria. Questa pianta è ricca di polifenoli, sali minerali, acidi organici e tannini, tutte sostanze molto note da anni a livello farmacologico e largamente utilizzate per moltissimi problemi circolatori. Negli ultimi 15 anni sono comparsi molti studi sull’azione antiinvecchiamento di una sostanza di cui i semi di vite rossa è molto ricca: il resveratrolo. Questa sostanza è stata molto studiata nelle patologie cardiovascolari e può proteggere l’endotelio vasale dai danni che l’ipertensione produce. Alcuni studi stanno valutrando la sua possibile azione in campo oncologico contro i tumori ma anche nel sovrappeso e nell’obesità.

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POTENZIA LE TUE DIFESE CON IL THE’


Tè nero, tè verde e tè bianco sono una miniera di antiossidanti

 

Esistono in commercio vari tipi di te tutti con caratteristiche differenti. I tè nero è forse il più comune ed è quello abitualmente utilizzato nella nostra alimentazione quotidiana. Ricco di teanina, teobromina e caffeina sviluppa un’azione tonica e favorisce il recupero delle energie nei soggetti che faticano ad “ingranare” al mattino.

Questo tè si ottiene tramite la fermentazione della foglia e pertanto è controindicato per tutti quei soggetti che sono intolleranti ai lieviti. In questi casi è opportuno non abusarne allo scopo di evitare un sovraccarico di sostanze fermentate con una ricaduta sfavorevole in termini di infezioni micotiche (come candidosi) o disturbi gastrointestinali (coliti, problemi digestivi  o prurito).

Un altro alleato prezioso per la nostra salute è il tè verde. Il tè verde è privo di lievito.

Le sue foglie non sono fermentate ed è ricco di una preziosa sostanza, la teanina, in grado di favorire il riposo notturno.

L’utilizzo di questa molecola ha dato risultati incoraggianti nei soggetti ansiosi e insonni, ed ha prodotto un netto miglioramento della qualità del sonno.

Il tè verde contiene un famoso principio attivo che si chiama 3C3G, (epigallocatechina 3 gallato), una sostanza antiossidante molto potente in grado di ridurre la produzione di radicali liberi nel sangue e ritardare l’invecchiamento delle cellule.

Ad esso è stata ricondotta la marcata azione protettiva del tè verde per la prevenzione dell’invecchiamento.

Meno diffuso e forse meno noto è il tè bianco.

Anche il tè bianco è indicato nei soggetti che necessitano di un’alimentazione antiossidante.

Come il tè verde contiene moltissime preziose sostanze naturali che rallentano l’invecchiamento e favorisce la protezione delle cellule dall’azione dei radicali liberi.

Questo tè è stato testato in una ricerca per valutarne la sua potenziale dimagrante (comune peraltro al tè verde) ed è stato scoperto che per chi vuol dimagrire, consumare tè bianco al gelsomino prima di un allenamento può favorire la riduzione della massa grassa.

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IL PRINCIPIO DELLA NON DIETA: DIMAGRIRE MANGIANDO


Oggi parliamo di cibo e sovrappeso……Vladimiro Colombi, naturopata ed esperto di alimentazione naturale ci spiega come perdere peso senza pesare gli alimenti e contare le calorie……

Buongiorno Vladimiro…. può spiegare ai nostri lettori che cosa intende per principio della non dieta?

 

Siamo soliti sentirci dire che se abbiamo problemi di peso questo dipende fondamentalmente dal fatto che mangiamo troppo.

In realtà si tratta di una spiegazione solo parziale in quanto l’ aumento di peso non dipende soltanto dal numero di calorie introdotte ma anche dal numero di calorie introdotte. Esistono infatti altri elementi importanti che devono essere considerati per poter ottenere un risultato non solo ottimale ma anche stabile.

 

Può spiegare nel dettaglio cosa intende quando afferma che è possibile dimagrire mangiando?

 

Il nostro corpo funziona come una sorta di network. Noi tutti semplifichiamo troppo e ci illudiamo che mangiando poco otterremo una perdita di peso definitiva ma così facendo andremo incontro sempre a delusioni terribili….. L’infiammazione, il controllo e l’equilibrio ormonale, i livelli di stress, la qualità dei cibi che ingeriamo e gli orari in cui ci sediamo a tavola sono tutti elementi che concorrono insieme e che non possono essere né trascurati né affrontati singolarmente.

 

Può spiegare con maggiore accuratezza quindi come si deve procedere per ottenere dei risultati stabili?

 

Ogni persona è diversa dall’altra, questo lo sappiamo. Ma è anche pure vero che esistono comuni denominatori per tutti ed è impensabile saltare una colazione al mattino e credere che questo non avrà ripercussioni sul nostro metabolismo.

Se è vero infatti che per alcune persone una colazione abbondante può risultare di difficile digestione è altrettanto vero che riducendo le quantità ma aumentando la qualità dei cibi (magari mettendo in ordine gli alimenti) è possibile inviare segnali all’ipofisi tramite una molecola, la leptina, in grado di attivare il metabolismo e controllare il senso di fame e sazietà.

 

Ma fame e sazietà non sono legate anche un elemento psicoemotivo?

Certamente. Ma come ha correttamente appena affermato dipendono anche e non solo da un elemento psico-emotivo.

Siamo fatti di emozioni e pensieri ma anche di biochimica e di energia e non dobbiamo mai dimenticare che se è vero che uno stress importante può indurci a mangiare in modo scorretto è pur vero anche il contrario: cibi di cattiva qualità particolarmente ricchi di zuccheri e poveri di fibre (magari ricchi di grassi idrogenati) possono aggravare o innescare una fame nervosa.

 

Sta dicendo quindi che potrebbero esserci più fattori che scatenano un problema alimentare?

 

Esattamente. Mi capita spesso nel corso della mia attività professionale in studio di incontrare persone che cambiano la loro alimentazione in funzione del livello di soddisfazione personale che hanno raggiunto in quel momento della loro vita (sia sotto il profilo professionale e sia soprattutto sotto quello affettivo.

 

Forse non bisognerebbe allora cambiare il regime alimentare in un momento di stress o in un momento difficile della nostra vita…..

 

Diciamo che quando si decide di cambiare la propria alimentazione occorre comprendere bene in che modo farlo dopo che un professionista serio ha studiato le caratteristiche individuali della persona che ha davanti.

Nella mia esperienza professionale ho anche osservato che il momento in cui una persona decide di cambiare alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella possibilità o meno di successo. Per questa ragione chiedo sempre a tutte le persone che incontrò quando lavoro se stanno attraversando un buon momento della loro vita oppure se hanno pensieri che li preoccupano o motivi di ansia o di stress.

 

In concreto cosa occorre fare quindi per cambiare il metabolismo e iniziare un percorso sensato di benessere che porti anche a una perdita di peso?

 

La prima cosa da fare è cambiare la colazione e verificare che non esistono alimenti in grado di produrre una reazione infiammatoria importante. Quando il corpo infatti è infiammato deve necessariamente “difendersi” trattenendo liquidi e massa grassa. Già semplicemente testando gli alimenti avverso i quali si è sviluppata una reattività infiammatoria da cibo è possibile ottenere dei risultati soddisfacenti con conseguente evidente ridefinizione delle forme del corpo. Inoltre occorre bilanciare correttamente il rapporto tra le proteine e i carboidrati.  Se si eccede nell’assunzione di una o dell’altra si rischia di prendere peso rapidamente oppure di precipitare in una situazione di fame nervosa continua che ci induce a mangiare quasi sempre in maniera sconsiderata.

 

Esistono altri suggerimenti che può dare ai lettori per migliorare la propria alimentazione?

 

Diverse ricerche hanno recentemente confermato come la flora batterica intestinale, il cosiddetto microbioma, sia in grado di condizionare notevolmente i gusti e il peso corporeo. Non a caso alcune aziende di integratori alimentari e alcune aziende farmaceutiche stanno studiando appositi prodotti per modificare la flora batterica intestinale In modo tale da favorire la perdita di peso e la riduzione dei processi infiammatori. Ma occorre sapere che assumere in modo inopportuno fermenti lattici senza modificare l’alimentazione serve a poco. E’ molto più importante invece aumentare l’apporto di fibre alimentari e di zuccheri di buona qualità come per esempio l’inulina, uno zucchero che si trova nella cicoria. Aumentando l’apporto di questo zucchero e di frutto-oligosaccaridi possiamo nutrire i nostri batteri amici dell’intestino e favorire il recupero non solo del buonumore e dell’energia ma anche ridurre il peso corporeo in modo stabile e definitivo.

 

Anche gli orari sono importanti?

 

Assolutamente sì. Consumare carboidrati a colazione è certamente diverso che consumarli a cena perché nel corso delle 24 ore i nostri ormoni cambiano. L’insulina per esempio aumenta il pomeriggio mentre il cortisolo e il testosterone ma anche gli ormoni tiroidei sono molto elevati nella prima parte della giornata. Consumare alimenti ricchi di zuccheri a lento rilascio di fibre associati magari a delle proteine di elevata qualità nella prima parte della giornata (riducendoli invece nella seconda) può per esempio favorire un miglior metabolismo in alcune persone.

Tuttavia come abbiamo prima spiegato ogni persona ha proprie caratteristiche- Pertanto prima di dare suggerimenti specifici occorre studiare le peculiarità individuali e solo dopo elaborare una strategia alimentare “ad personam”.

L’alimentazione deve essere sempre un po’ cucita su misura come un vestito da sarto.

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L’IRIDOLOGIA PER STUDIARE LE CARATTERISTICHE E I PUNTI DEBOLI


 Non serve a formulare una diagnosi ma può aiutare a ricavare informazioni utili per restare sani e in forma

 

 

Benchè non si tratti di un metodo diagnostico, l‘iridologia può rappresentare una valida opportunità per studiare le caratteristiche individuali e sfruttare le conoscenze che ne derivano per rinforzare l’organismo e potenziarne le difese contro i nostri punti deboli.

In un articolo pregresso (http://www.vladimirocolombi.it/2017/08/23/potenzia-la-tua-salute-e-aumenta-il-tuo-benessere-con-liridologia-e-la-naturopatia/) ho avuto modo di spiegare diffusamente come l’iridologia possa essere usata in modo intelligente.

Osservando l’iride è possibile osservare per esempio le condizioni energetiche costituzionali dell’apparato gastrointestinale, del sistema nervoso e valutare la forza fisica e mentale di un individuo.

Nessuna delle indicazioni che se ne ricavano può essere considerata certa ma certamente possiamo desumere informazioni utili per il nostro benessere.

La presenza per esempio di tofi nella zona dell’iride può rappresentare un’informazione utile per capire se debba o meno essere drenato il sistema linfatico.

Quando si osservano per esempio delle macchie scure nell’iride (soprattutto se posizionate tra ore 4:00 o ore 8:00) potrebbe valere la pena approfondire le condizioni del fegato del soggetto esaminato perché grazie a queste informazioni è possibile migliorarne la disintossicazione (di cui ho avuto modo di scrivere in un articolo pregresso. Leggi qui: http://www.vladimirocolombi.it/2018/08/08/la-calendula-per-il-fegato-altro-che-solo-uso-esterno/ e qui http://www.vladimirocolombi.it/2017/03/28/proteggi-fegato-e-intestino-con-lolio-di-lino/).

La presenza di macchie marron scuro infatti non determina in se la possibilità che esistano alterazioni dei parametri ematici del fegato (come transaminasi e GGT) ma può darci preziosi informazioni in merito alla possibilità che il soggetto tende ad accumulare tossine più rapidamente di un altro che non presenta questa caratteristica iridologica.

Insomma a volte pur senza accreditare a questa tecnica potenzialità diagnostiche( o “pseudodiagnostiche”) possiamo capire alcune peculiarità che ci guidano verso una protezione mirata anche attraverso l’utilizzo di un alimentazione naturale e di integratori “ad personam” (http://www.vladimirocolombi.it/2016/11/10/naturopatia-e-fegato-i-rimedi-naturali-per-il-fegato/).

Vladimiro Colombi
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.

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