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VAGINITI, VULVOVAGINITI E INFEZIONI DELLE VIE URINARIE


 

 

Nel mondo della naturopatia esistono molti rimedi naturali che possono essere di supporto in caso di disturbi intimi femminili.

I rimedi vegetali, infatti grazie a loro elevato ed esteso contenuto di molecole possono agire contemporaneamente su più fronti migliorando un terreno infiammatorio e disbiotico.

Tra essi vanno sicuramente citati il carciofo, il tarassaco e il cardo mariano che sono in grado di drenare il fegato favorendone la sua depurazione.

Depurare il fegato rappresenta un presidio importantissimo in caso di disturbi di questo tipo, perché grazie alla sua fondamentale azione disintossicante è possibile mantenere in ordine parte dell’apparato gastrointestinale ma anche provvedere alla disintossicazione dell’intero organismo.

A questi vegetali curativi si affiancano poi la betulla, il ginepro, l’ononide e l’uva ursina, tutti ad azione drenante e disinfettante a livello genito-urinario.

Questi quattro fitoterapici sono in grado di drenare gli emuntori renali mentre echinacea, ribes nero e cardiaca stimolano e rafforzano le difese immunitarie prevenendo le recidive di infezioni.

A questi vegetali possono essere affiancati alcuni rimedi antinfiammatori importanti come ananas e ribes nero, ottimi per ridurre le situazioni di edema su base infiammatoria.

Infine esistono alcuni oli essenziali estremamente importanti come l’olio di timo, di garofano, di origano e di santoreggia in grado di sviluppare un’importantissima azione antibiotica, antimicotica e antiflogistica.

Discorso a parte (ma forse prioritario) in ordine d’importanza è quello relativo alle disbiosi intestinali.

Una cattiva flora batterica intestinale rappresenta un terreno fertile per qualsiasi tipo di problema a livello vulvovaginale.

Diventa pertanto fondamentale controllare che la flora batterica intestinale sia in ordine e integrare, in caso contrario, un’adeguata quantità di batteri probiotici in grado di mantenere un ottimale equilibrio all’interno dell’intestino.

 

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https://www.youtube.com/watch?v=j6HTvUQk50E

 

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http://www.leda-clinic.com/professionisti/vladimiro-colombi/

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VLADIMIRO COLOMBI A RADIO LOMBARDIA (FM 100.3) MARTEDI’ 23 OTTOBRE 2018 ORE 10.30


VLADIMIRO COLOMBI A RADIO LOMBARDIA MARTEDI’ 23 OTTOBRE 2018 ORE 10.30

 

 

Giovedì 23 ottobre 2018 sarò ospite di Massimo Di Blase a Radio Lombardia (FM 100.3) per un intervista nel programma “Live Social”.

 

Parleremo di naturopatia, rimedi naturali e di salute. Sarà un modo per spiegare in modo chiaro e semplice come proteggere la nostra salute con i rimedi che la natura ci offre seguendo un’alimentazione sana e naturale.

Vi aspetto!

Vladimiro

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I RIMEDI NATURALI PER LA STITICHEZZA


stiticAlcune sostanze naturali mescolate tra loro possono dare risultati straordinari. La sinergia tra molteplici principi attivi a volte può produrre risultati insperati. Tra i rimedi naturali più importanti per esempio troviamo alcuni rimedi umili ma efficaci come il carciofo l’angelica la melissa, l’anice, il rosmarino, la camomilla e la saponaria. Unendo queste piante possiamo ottenere una sinergia straordinaria di principi attivi in grado di ridurre notevolmente i problemi di stitichezza. Infatti alcune di queste sostanze (come per esempio il carciofo e il rosmarino) hanno un’azione drenante sul fegato in grado di ridurre notevolmente i tipici problemi di “feci caprine” (particolarmente ricorrente nelle donne) mentre l’utilizzo della melissa e dell’anice hanno un azione antispastica in grado di prevenire i dolori intestinali e gli spasmi colici nei soggetti ansiosi che soffrono di stitichezza.

Associando a queste straordinarie piante curative altre sostanze naturali come il lattulosio, il mannitolo e l’inulina possiamo ottenere un cocktail efficacissimo per prevenire la stitichezza. Ricordiamo anche che l’utilizzo di alcuni batteri probiotici per l’intestino, i bifidi, hanno un’azione molto importante nella prevenzione della stitichezza ma anche nella protezione del fegato, nelle epatiti e nelle insufficienze epatiche.

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PROTEGGERE IL FEGATO NELLE CIRROSI E NELLE CALCOLOSI BILIARI


Digestive_appareil-it.svgIn ambito erboristico viene spesso consigliato l’utilizzo di alcuni estratti vegetali e di alcune tisane o infusi per la protezione del fegato. Tra queste troviamo il boldo, il carciofo, il tarassaco e il cardo mariano. Tuttavia non tutte queste piante possono essere utilizzate indiscriminatamente senza correre rischi poiché in alcuni casi, come nelle epatiti e nelle insufficienze biliari generate da calcolosi, possono generare problemi anche importanti.

Esiste una pianta, il desmodium adscendens (più noto come Desmodio) originaria della Sierra Leone in grado di prevenire le affezioni epatiche e di ridurre notevolmente le alterazioni dei valori delle transaminasi e delle Gamma-GT. Gli studi hanno dimostrato le capacità del Desmodio di proteggere la cellula epatica riducendo la produzione di radicali liberi che spesso sono sovra-espressi nei soggetti alcolisti o in coloro che hanno un insufficienza epatica causata di virus o farmaci. L’utilizzo del Desmodio è sicuro e non ha effetti collaterali e può essere utilizzato anche in caso di malattie epatiche importanti.

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LA CALENDULA PER IL FEGATO: ALTRO CHE SOLO USO ESTERNO!


OLYMPUS DIGITAL CAMERALa calendula è una pianta molto nota per la sua straordinaria azione emolliente e antinfiammatoria a livello dermatologico.

Tuttavia essa può essere utilizzata in modo efficace anche ad uso interno per ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi e proteggere la mucosa gastrica in caso di infiammazioni acute e gastriti.

Essa ha un’azione importante nelle disfunzioni epato-biliari ed è in grado inoltre di aumentare la produzione degli enzimi digestivi favorendo l’assimilazione e la digestione del cibo, ridurre il mal di testa, la nausea e il torpore che segue il pasto.

Particolarmente indicata anche in caso di amenorrea o irregolarità mestruali nonchè di acne su base ormonale.

 

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NIENTE CARBOIDRATI? INTESTINO IN DISORDINE!!!


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Forse tra qualcuno dei lettori di questo articolo ci sarà che penserà che i carboidrati possano essere utili e non debbano essere eliminati….. ma la maggior parte delle persone che hanno provato almeno una volta a dimagrire con una qualsiasi dieta, si sono sicuramente trovate a fare i conti con pesi e misure di zuccheri e carboidrati. Chi ha fatto almeno una dieta nella vita sa bene cosa significhi e quanto costi pesare ogni alimento, cercare sempre di non superare la quantità che la dieta prescrive di questo o di quel tale piatto…..

E forse qualcuno, pensando di ottimizzare la propria dieta o di accelerarne gli effetti, avrà anche provato a eliminare totalmente gli zuccheri dalla propria alimentazione, dove per zuccheri si intende qualsiasi fonte di carboidrati, pane e pasta inclusi.

Ebbene, in quasi tutti questi casi, i risultati saranno stati quasi sempre gli stessi: iniziale perdita di peso fin dai primi di giorni, seguita da una riduzione della perdita complessiva dello stesso con un proporzionale aumento della fame, della tensione sia ai livello nervoso che psicologico, e infine abbandono di tutte le buone intenzioni per tornare alle solite ( e golose) vecchi abitudini.

Ora sappiamo che questa strada è fallimentare sotto diversi punti di vista.

Innanzitutto perché un’alimentazione ipocalorica inibisce la produzione di leptina, una potente sostanza prodotta dal corpo stesso capace di inviare segnali all’ipofisi in merito alla quantità di riserve di massa grassa che il corpo scorta per difendersi dal “rischio di morire di fame”.

In secondo luogo, ed è questo il risultato più importante di una recente ricerca, perché una drastica riduzione o eliminazione dei carboidrati dall’alimentazione, sembra in grado di alterare in modo significativo la flora batterica intestinale.

Un recente studio ha infatti ben documentato come un’alimentazione troppo carente di zuccheri sia in grado di produrre una disbiosi intestinale, una situazione cioè nella quale la flora batterica intestinale non essendo in equilibrio, può condurre a problemi di aerofagia e flatulenza in primis, ma anche a conseguenze molto più importanti sotto il profilo immunologico.

La ricerca segna sicuramente un ulteriore elemento a favore di un’alimentazione bilanciata e completa che non tolga alcun alimento prezioso per la nostra salute, ma che contempli piuttosto un corredo alimentare variato e bilanciato di proteine, carboidrati, vegetali (frutta e verdura) e grassi in ogni pasto. Con le sole esclusioni di quelle patologie che richiedano un intervento medico specifico.

Ricordiamo allora forse che la massima che recitava ” “Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che ti abitua a non avere più nulla”, potrebbe essere largamente impiegata anche a sostegno di chi ritiene, su basi scientifiche, che una alimentazione corretta che prevenga molte malattie, non passa tanto da una restrizione calorica e dal taglio indiscriminato di tutte le fonti di carboidrati, quanto piuttosto dal corretto bilanciamento degli alimenti nutritivi che indirizzi i segnali ormonali verso un intelligente rapporto di grassi, proteine, carboidrati e vegetali (come frutti e verdura) crudi.

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INTESTINO, MALATTIA MENTALE E STRESS: CHI FA COSA A CHI?


Un precoce stress nei primi mesi di vita potrebbe essere corresponsabile nello scatenamento della sindrome del colon irritabile

 

La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo gastrointestinale funzionale piuttosto diffuso nel quale lo stress gioca un ruolo importante nella insorgenza e nell’ esacerbazione dei suoi sintomi più tipici (come dolori addominali e alterazioni della peristalsi intestinale).

E’ molto frequente osservare come i disturbi legati allo stress, tra cui l’ansia e la depressione spesso precedano lo sviluppo della sindrome dell’intestino irritabile e viceversa.  Da una nuova ricerca (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28233180) è emerso come l’’esposizione allo stress durante i primi anni di vita abbia il potenziale di aumentare la suscettibilità di un individuo sia verso la sindrome dell’intestino irritabile che di malattie psichiatriche.

I ricercatori (O’Mahony SM, Clarke,  Dinan e Cryan JF) hanno sottolineato come i precoci eventi avversi della vita siano in grado di alterare in modo significativo l’impatto su molte delle vie di comunicazione dell’asse cervello-intestino-microbiota, permettendo un’interazione bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e il tratto gastrointestinale. Ne è emersa una possibile stretta correlazione tra la sindrome dell’intestino irritabile e la malattia psichiatrica soprattutto in relazione all’impatto dello stress nei primi mesi di vita.

Va sempre ricordato infine il ruolo primario che l’attività fisica occupa in questo genere di problemi (http://www.vladimirocolombi.it/2016/11/09/curare-la-depressione-lansia-e-linsonnia-con-i-rimedi-naturali-e-il-nordic-walking/).

Fonte:

Handb Exp Pharmacol. 2017 Feb 24. doi: 10.1007/164_2016_128.Irritable Bowel Syndrome and Stress-Related Psychiatric Co-morbidities: Focus on Early Life Stress.O’Mahony SM1,2, Clarke G3,4, Dinan TG3,4, Cryan JF5,3.

 Per visionari i video registrati a Telecolor o in studio clicca i link sottoindicati:

http://www.telecolor.net/2014/12/intestino-ecco-come-proteggerlo-attraverso-lalimentazione/

http://www.youtube.com/watch?v=LK1xwC4z3ug

http://www.youtube.com/watch?v=X4bEC546VJo

http://www.youtube.com/watch?v=KUsUe1KsQHs

http://www.youtube.com/watch?v=9xW8Tqw8FLI

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UNA POSSIBILE SINERGIA DI RIMEDI NATURALI PER PROTEGGERSI DALL’ EMICRANIA?


Due semplici rimedi naturali associati potrebbero aiutare chi soffre di mal di testa

Cefalea ed emicrania rappresentano due delle cause più comuni di assenza per malattia dal lavoro e minano in modo significativo la qualità di vita di chi ne è colpito.

Spesso i trattamento farmacologici producono effetti collaterali importanti e in taluni casi i benefici sono limitati. Esiste poi un ampio ventaglio di casi nei quali ipotizzare un trattamento continuato a base di farmaci (o cocktail di farmaci) è del tutto inadeguato in quanto, la frequenza o la gravità dei sintomi non ne giustificano l’assunzione.

La naturopatia potrebbe in alcuni casi essere di aiuto. L’integrazione tra nutrizione e rimedi naturali può talvolta fornire una risposta a questi problemi che, pur non gravi, riducono notevolmente la qualità di vita di chi ne soffre.

Uno studio americano ha evidenziato come l’associazione di pinus radiata e vitamina C potrebbe dare un aiuto a chi è colpito da cefalee. Si tratta di un semplice cockatil dalle ben note azioni antiossidanti in grado di ridare speranza anche ai soggetti emicranici più sfortunati.

Fonte: Acta Neurol Taiwan. 2013 Mar;22(1):13-21.Efficacy of Pinus radiata bark extract and vitamin C combination product as a prophylactic therapy for recalcitrant migraine and long-term results.Chayasirisobhon S.

Source

Department of Neurology, Kaiser Permanente Medical Center, Anaheim, CA, USA. siri.chayasirisobhon@kp.org. J cellulare Biochem. 2012 Jan; 113 (1) :247-59. doi: 10.1002/jcb.23351.

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DOMANDE E RISPOSTE: I RIMEDI NATURALI PER LA PRESSIONE BASSA


Paola mi scrive per sapere cosa si può fare per sopportare il caldo intenso con i suoi problemi di pressione bassa e stanchezza.

Gentilissima Paola la stagione calda con la sua afa può essere molto fastidiosa e difficile da sopportare, soprattutto per chi soffre di pressione bassa, stanchezza, crampi e formicolii.

Mentre per i disturbi relativi all’ipertensione (pressione alta) esistono molti rimedi naturali più o meno noti (come olivo, biancospino, magnesio, aglio), in caso di ipotensione (pressione bassa) le possibilità di favorire una regolazione della pressione arteriosa sono meno note.

Alcuni rimedi naturali però possono rivelarsi estremamente utili a questo scopo.

Il castagno e la salvia per esempio favoriscono una regolazione dei livelli di pressione, mentre il fieno greco e la fumaria hanno un’azione tonico-ricostituente in grado di favorire l’aumento dell’energia, riducendo quindi i tipici sintomi legati alla pressione bassa (stanchezza, debolezza, capogiri etc…etc…). Altri due rimedi importanti nella pressione bassa sono il timo e il rosmarino, la cui azione astringente e antinfiammatoria favorisce l’innalzamento dei livelli pressori senza interferire sulla produzione di cortisolo, l’ormone dello stress.

Anche la quercia ha un’azione vasocostrittrice e pertanto può essere impiegata nei casi di pressione bassa associata a stanchezza e affaticamento. La quercia trova particolare indicazione nelle persone anziane che avvertono una cronica stanchezza e che si sentono “sfibrate”.

Meno noto invece è l’abrotano, la cui azione vasocostrittrice (e al contempo stimolante e tonica) è in grado di regolare la pressione quando le temperature salgono troppo nel corso dell’estate.

Ultimo ma non per importanza da menzionare è il rosmarinus officinalis (del quale ho parlato in articoli precedenti http://www.vladimirocolombi.it/tag/rosmarinus-officinalis/) la cui azione tonica e ricostituente è ben documentata e lo rende particolarmente idoneo per proteggersi dalla stanchezza e dalla pressione bassa.

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VUOI UN FEGATO MENO “GRASSO”? IL POMODORO PUO’ AIUTARTI…..


Poca pasta e più pomodoro potrebbero forse aiutarci a stare meglio…  vediamo come e perché…..

Da uno studio in vivo effettuato è emerso che il succo di pomodoro potrebbe ridurre in modo significativo la steatosi epatica.

La steatosi epatica è un problema molto comune e diffuso ed è causata non tanto da un’alimentazione troppo ricca di grassi m semmai da uno eccedente in zuccheri. Numerose evidenze ci indirizzano infatti a ritenere che ad oggi uno dei maggiori fattori scatenanti l’aumento di peso non sia da imputare ad un’alimentazione troppo ricca di grassi quanto piuttosto ad una troppo generosa di zucchero.

Lo zucchero si trova ovunque, ed è ahimè nascosto in moltissimi alimenti. Tra i numerosi danni che gli zuccheri producono sul corpo umano ricordiamo che ad essi vanno ricondotti numerosi problemi vascolari (circolazione, vista, coronaropatie), ma anche danni neurologici progressivi e permanenti.

Il succo di pomodoro ha dimostrato di favorire la quantità di grasso epatico favorendola riduzione della massa epatica. Un elementoo su cui ragionare……forse dovremmo ridurre la quantità di pasta in favore della salsa di pomodoro……

Fonte: PLoS One. 2014 Jan 2;9(1):e83968. doi: 10.1371/journal.pone.0083968. eCollection 2014.The inhibitory effects of bioactive compounds of tomato juice binding to hepatic HMGCR: in vivo study and molecular modelling.Navarro-González I1, Pérez-Sánchez H2, Martín-Pozuelo G1, García-Alonso J1, Periago MJ1.

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NATUROPATIA E SINERGIE: INVECCHIARE MENO CON QUATTRO RIMEDI NATURALI


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Spesso capita di leggere pubblicazioni scientifiche che rivelano potenziali effetti curativi di questa o quella sostanza contenuta in un estratto vegetale o in un alimento. E’ il caso della curcuma per esempio, dalla quale si estraggono i curcuminioidi, i principi attivit responsabili della riduzione dei processi infiammatori. Gli studi hanno confermato sempre più che se da un lato questi preziosi principi attivi sono purtroppo molto poco assorbiti quando assunti soli, dall’altro si osserva un aumento esponenziale della sua azione farmacologica associandoli alla piperina, il principio attivo contenuto nel pepe nero.

Situazioni analoghe si trovano studiando molti altri rimedi naturali, e grazie a questi studi si è ben compreso per quale ragione alcune molecole sintetiche identiche a quelle “originali “ naturali funzionano meno o non funzionano affatto. La vitamina C sintetica per esempio (acido ascorbico) sembra funzionare molto meno bene se dissociata dai flavonoidi, i principi attivi che si trovano nei vegetali che la contengono (come le arancie).

Uno studio ha rivelato come l’associazione di quattro sostanze naturali e molto note per le loro proprietà curative (melograno, ginkgo biloba, ficus carica e morus alba) sia in grado di moltiplicare l’azione antiossidante di ognuna di esse. In tal senso, volendo cercare una strada per trattare disturbi glicemici e sovrappeso in soggetti sofferenti di gastrite e disturbi circolatori, potremmo provare questo cocktail formidabile. Un potenziale “elisir di eterna giovinezza” in grado di rallentare pepper-mill-101099_960_720l’invecchiamento e proteggerci dai danni del tempo.

mora

Fonte: Clin Cosmet Investig Dermatol. 2015 Jul 16;8:389-96. doi: 10.2147/CCID.S80906. eCollection 2015.In vitro antioxidant, collagenase inhibition, and in vivo anti-wrinkle effects of combined formulation containing Punica granatum, Ginkgo biloba, Ficus carica, and Morus alba fruits extract. Ghimeray AK1, Jung US2, Lee HY1, Kim YH1, Ryu EK1, Chang MS1.

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NOCI E CERVELLO: QUANDO I SIMILI VANNO A BRACCETTO….


                                                  noci

 

                Forse è proprio vero che chi si somiglia si piglia…..                                                                 

La combinazione tra aumento della popolazione anziana e incidenza di malattie neurodegenerative inizia a preoccupare non solo le autorità sanitarie ma anche le pubbliche finanze. Le manifestazioni cliniche di molti di questi disturbi richiedono anni,  e iniziano con sintomi cognitivi lievi che portano a problemi comportamentali come la demenza e la perdita delle funzioni motorie. Quasi tutti gli studi confermano che lo stile di vita influenza notevolmente la progressione e il declino cognitivo, e che esistono comportamenti ad alto rischio che vanno considerati fondamentali per garantire una vita in condizioni di benessere. Una cattiva alimentazione, la mancanza di esercizio fisico, il fumo e l’esposizione a tossine ambientali portano a una maggiore stress ossidativo. A tutti questi fattori si sommano anche i processi infiammatori, a loro volta causati da stress, cattiva alimentazione e inquinamento.

Anche se esiste una necessità urgente di sviluppare trattamenti efficaci per il declino cognitivo legato all’età e alle malattie neuro degenerative, alcune strategie di prevenzione sono state sottosviluppate.

Di vitale importanza pertanto per molte di queste malattie neuro degenerative potrebbe essere appropriarsi delle conoscenze minime necessarie a chiunque per vivere a lungo e in salute. Ricordiamo che alcune di queste regole sono oramai note a tutti: dieta sana, ricca di sostanze fitochimiche antiossidanti e anti-infiammatorie associata ad una moderata attività fisica rappresentano i due fondamenti base per una salute di ferro.

Tra gli alimenti più utili per prevenire il deterioramento cerebrale senile troviamo le noci, che sono ricche di numerose sostanze fitochimiche (tra cui elevate quantità di acidi grassi polinsaturi), e che offrono potenziali benefici per la salute del cervello. Composti polifenolici presenti nelle noci non solo riducono l’ossidazione e il carico infiammatorio sulle cellule cerebrali, ma migliorano anche il sequestro di insolubili aggregati proteici tossici.

Fonte: J Nutr. 2014 Apr;144(4 Suppl):561S-566S. doi: 10.3945/jn.113.184838. Epub 2014 Feb 5. Role of walnuts in maintaining brain health with age. Poulose SM1Miller MGShukitt-Hale B.walnuts-498095_960_720

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