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DIABETE E GINKGO BILOBA : UNO STUDIO

ginkgo

Il Ginkgo biloba è una delle piante più interessanti e straordinarie per proteggere il cervello dall’invecchiamento. E’ da sempre considerata la pianta della longevità per la memoria. Le sue azioni sono davvero notevoli.Il Ginkgo biloba è un fitoterapico largamente utilizzato per il trattamento dei disturbi vascolari cerebrali. Le sue proprietà sono note da decenni per favorire il sostegno della circolazione cerebrale e allontanare il rischio di malattie, anche gravi, comunemente diffuse nella popolazione anziana. Si tratta di una pianta molto antica la cui vita ha una durata impressionante e della quale è possibile rinvenire tracce fossili fino a qualche millenio fa. E’ infatti dell’unico “fossile vivente” e dell’unica pianta appartenente alla famiglia delle Ginkacee. Nativa della Cina è in grado di raggiungere un’altezza notevole (dai 30 ai 40 metri) le cui foglie hanno una dimensione media di 5-8 cm. Ne esistono diversi esemplari in Italia ( un esemplare notevole si trova nel parco della Resistenza a Roma) e cresce abitualmente in posizioni soleggiate e fresche ma è in grado di sopportare temperature fredde e ostili (può sopravvivere anche fino a diversi gradi sotto zero). Ha un meraviglioso aspetto e nel corso della stagione autunnale assume un colore giallastro intenso davvero sorprendente. La capacità di resistenza e sopravvivenza di questa pianta è semplicemente sorprendente: ricchissima di antiossidanti ha dimostrato di resistere anche a quantità di radiazioni elevatissime. In Giappone è talmente considerata da diventare il simbolo della città di Tokio. I principi attivi della pianta si estraggono dalle foglie (flavonoidi, bioflavonoidi, catechine, derivati terpenici e proantocianidine) ma soprattutto ginkgolidi (bilabetolo, isiginketolo, ginketolo e ginkolide). Nuove evidenze recentissime stanno confermando molti dati già noti. Da un nuovo recentisismo studio è emerso come il Ginkgo biloba è riuscito a produrre effetti favorevoli sulla degenerazione aneurismatica aortica addominale. La sua azione vasale infatti avrebbe protetto le cavie sottoposte alla ricerca dalla degenerazione tissutale aortica attraverso una diminuzione del danno ossidativo e dell’infiammazione, e avrebbe favorito la conservazione dell’architettura dell’aorta stessa (J Ethnopharmac. 2013 set 5. PII: S0378-8741 (13) 00602-8. doi: Bai Y , Wang B , Cui H , Wu H , Lv JR , Mei Y , Zhang JS , Liu S , Qi LW , Chen Y). Anche per uso topico il ginkgo biloba può essere un eccellente alleato per ottenere un risultato cosmetico significativo e reidratare pelli secche e screpolate. Assoluto divieto di utilizzo senza controllo medico in caso di terapia antiaggregante e anticoagulante proprio a causa dell’effetto sommatorio che il ginkgo produce con i farmaci che promuovono questi effetti (con conseguente rischio di emorragia). Negli Stati Uniti e in Cina uno studio comparato ha dimostrato come il ginkgo biloba sarebbe in grado di intervenire favorevolmente nel controllo dei disturbi correlati alla discinesia tardiva sempre grazie alla sua spiccata azione antiossidante. Nello studio è emerso come associato alla vitamina E e ad un farmaco normalmente utilizzato da solo (aloperidolo) il ginkgo biloba è in grado di ridurre in 10 settimane un parametro rilevante in questo disturbo (VCM) che il solo farmaco non è in grado questo problema nella percentuale dell’83,8% rispetto ad un gruppo trattato con aloperidolo.Questa formula ha dimostrato di essere utile nel trattamento del declino cognitivo che si verifica durante il processo di invecchiamento così come nelle prime fasi del deterioramento cognitivo patologico tipici di demenza vascolare. Sempre in Egitto uno studio ha dimostrato come l’estratto di ginkgo biloba sia in grado di prevenire i danni neurologici e gli eventi mnemonici legati alle intossicazioni da alluminio (Dipartimento di Farmacologia e Tossicologia, Organizzazione Nazionale per il Controllo della Droga e la Ricerca, Il Cairo, Egitto) quasi certamente dipendente dall’elevazione delle concentrazioni di glutatione,un potentissimo antiossidante capace di rallentare i processi di invechiamento del corpo umano (e del sistema nervoso in particolare). Uno studio di settembre 2014 ha dimostrato anche un ruolo importante di questo rimedio portentoso nel controllo dei problemi diabetici, in quanto sarebbe in grado di controllare l’innalzamento glicemico.

 

 

Fonte: Nat Prod Commun. 2014 Sep;9(9):1345-50.The effect of Ginkgo biloba and Camellia sinensis extracts on psychological state and glycemic control in patients with type 2 diabetes mellitus.Lasaite L, Spadiene A, Savickiene N, Skesters A, Silova A.

Vladimiro Colombi
Vladimiro Colombi è ritenuto uno dei maggiori esperti in naturopatia. Le sue conoscenze estremamente aggiornate si basano sui più recenti e rivoluzionari studi che hanno analizzato la relazione tra l’alimentazione e i veri meccanismi del metabolismo umano.
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