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LA RODIOLA ROSEA: LA PIANTA CONTRO LA FATICA, L’INTOSSICAZIONE E GLI ECCESSI

Rhodiola.rosea.7648Si racconta che gli eschimesi usassero fin dai tempi remoti un estratto vegetale sia come integratore che come alimento in caso di disturbi gastrointestinali, dolori generali e febbre, e che grazie ad esso riuscissero a superare moltissimi problemi di questo tipo.
Da secoli in Russia la popolazione indigena la usa come adattogeno e tonico del sistema nervoso e antidepressivo e dal 1969 è entrata a pieno diritto nella farmacopea russa.
La pianta in oggetto è la Rodiola Rosea, oggi considerata una delle piante più interessanti nel mondo degli adattogeni.
Dalla radice di questa pianta si estraggono diverse sostanze dall’azione regolatoria in caso di stress, ansia, fame nervosa, astenia e stanchezza sia fisica che mentale.
I principali costituenti della radice ad azione farmacologica sono: fenilpropanoidi (glicosidi cinnamici), flavonoidi, acidi organici e tannini.
La sua azione più interessante, relativa al controllo della fame nervosa e degli eccessi alimentari tuttavia si è rivelata potenziata qualora associata ad un’altra sostanza naturale, il 5-HTP, un precursore di una molecola molto importante che regola l’umore perchè coinvolta nella produzione della ben nota serotonina. Questa sostanza si trova in una pianta, oggi facilmente reperibile in commercio, la griffonia simplicifolia, che entra comunemente a far parte delle formulazioni più note nel controllo e nella regolazione dell’appetito.L’azione di controllo sulla fame nervosa potrebbe essere spiegata sia attraverso l’azione antistress che ha chiaramente documentato essere capace di produrre e sia attraverso il controllo dell’insulinoresistenza e della risposta insulinica. In tal senso questo estratto vegetale potrebbe essere molto utile anche per quanto riguarda la prevenzione delle malattie diabetiche.
La Rodiola rosea però sta rivelando altre potenzialità importanti. Recenti studi hanno infatti dimostrato che è in grado di ridurre nella cavie la formazione della placca aterosclerotica con potenziali effetti nel controllo delle iperlipidemie (colesterolo).
I suoi principi attivi inoltre sembrano capaci di sostenere la funzionalità cardiaca, soprattutto nei soggetti diabetici, aumentando la gettata cardiaca nelle disfunzioni ventricolari sinistre. Quest’ultima azione potrebbe essere imputabile al salidroside, uno dei principali composti in essa contenuti.
Associata al ginseng e all’eleuterococco si sta dimostrando potenzialmente utile nel supportare l’azione farmacologica per la cura del morbo di Parkinson, mentre stanno emergendo possibili suoi impieghi anche nelle insufficienza tiroidee a breve termine.
Sempre il salidroside potrebbe sviluppare un’azione protettiva contro il deposito nel cervello di una proteina, la betaamiloidasi, che a tutt’oggi rappresenta il segno distintivo della malattia di Alzheimer, mentre in Cina, già nel 2010, è stata ipotizzata una sua possibile azione antiproliferativa delle metastasi tumorali.
Certo siamo ben lontani dall’affermare di poterla usare come arma contro i tumori, ma considerando la sua elevata sicurezza e la quasi universale tollerabilità, potremmo forse pensare di aiutarci in caso di stress o di eccessi alimentari con una sua intelligente integrazione.
Un corretto utilizzo fitoterapico associato ad uno stile di vita responsabile e ad un’alimentazione moderata, sono forse il miglior farmaco preventivo disponibile per tutti.
Ricordiamo infine che un recentissimo studio coreano ha dimostrato come negli asparagi siano contenuti preziosi principi attivi in grado di disintossicare il fegato dagli eccessi alimentari.
Per i primi giorni dell’anno nei quali abitualmente abbiamo la necessità di smaltire gli stravizi della tavola teniamone conto!!!!

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Vladimiro Colombi
Vladimiro Colombi è ritenuto uno dei maggiori esperti in naturopatia. Le sue conoscenze estremamente aggiornate si basano sui più recenti e rivoluzionari studi che hanno analizzato la relazione tra l’alimentazione e i veri meccanismi del metabolismo umano.
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