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NATUROPATIA E COLESTEROLO: PROTEGGI CUORE E CERVELLO CON QUESTI RIMEDI NATURALI SUGGERITI DA VLADIMIRO COLOMBI

Policosanoli, riso rosso e fibre posso diminuire il costerolo nel sangue

 

In passato ho avuto modo di spiegare come alcuni rimedi naturali (http://www.vladimirocolombi.it/2016/05/31/nutrizione-ritenzione-idrica-colesterolo-tumori-e-pelle-la-wolfiporia-extensa-poria-come-rimedio-nella-psoriasi/).

Gli steroli sono sostanze naturali in grado di controllare il colesterolo nel sangue.

Con il termine steroli si intende un’ampia famiglia di molecole naturali derivate da varie sostanze tra cui la soia e le cui multiple azioni fisiologiche permettono risultati favorevoli nel mantenimento della salute cardiovascolare.

Tra i più noti steroli vegetali troviamo il betasitosterolo, lo stigmasterolo, il campesterolo e la brassicasterolo.

Particolarmente attivi nel controllo dei valori di grassi nel sangue agiscono attraverso diversi e sinergici meccanismi importanti. L’aspetto importante di queste sostanze naturali sta soprattutto nella possibilità di utilizzarle contemporaneamente ai farmaci tradizionalmente prescritti dai medici per il controllo del colesterolo nel sangue: le statine.

Gli effetti farmacologici farmacologici degli steroli vegetali si manifestano già dopo due o tre settimane dall’inizio della loro soluzione e sono in grado di mantenere i loro effetti anche per lungo periodo.

Oltre agli steroli vegetali esistono poi anche altre sostanze utili per abbassare i livello di colesterolo: le fibre e il riso rosso fermentato. Le prima non hanno significativi effetti collaterali e tra esse annoveriamo lo psillio, noto per la sua importante azione anche a livello intestinale nonché per la sua capacità di abbassare ii livelli degli zuccheri nel sangue. Il secondo, il riso rosso fermentato, ha una potente azione ipocolesterolemizzante ma sostanzialmente molto vicina alla statina farmacologica.

Riguardo a quest’ultimo rimedio occorre approfondire di più.

Il Dipartimento di salute ambientale e occupazionale presso la National Cheng Kung University Medical College, Tainan (Taiwan) ha voluto dettagliare il tema delle malattie androgeno-correlate che, compromettendo il benessere di molti uomini in età senile, si stanno ponendo in modo prepotente come un tema destinato a diventare di primo piano (soprattutto a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione dei paesi nei quali il livello della qualità di vita è alto).

I farmaci usati per il trattamento di molte di queste malattie sono spesso produttivi di effetti collaterali e vi è pertanto la necessità di trovare nuovi principi attivi per trattare malattie quali l’alopecia androgenetica, l’iperplasia prostatica benigna e il cancro alla prostata.

Lo studio è stato effettuato su cavie in laboratorio e ha evidenziato come l’estratto di monascus sia stato in grado di ridurre i livelli di psa (un marcatore che indica le condizioni di salute della prostata) e aumentato la protezione nei confronti, un ormone coinvolto nella genesi dell’ipertrofia prostatica e sospettato di essere un cofattore importante nella crescita dei tumori alla prostata.

Lo studio ha evidenziato come la somministrazione di monascus è stata in grado di ridurre significativamente l’incidenza dei tumori prostatici e potrebbe rivelarsi altresì utile come potenziale candidato terapeutico per il trattamento di malattie legate agli androgeni.

In effetti l’idea di impiegare questo estratto vegetale per la protezione della prostata (oggi facilmente acquistabile da chiunque in qualsiasi farmacia, erboristeria o parafarmacia anche senza prescrizione medica) e la prevenzione dell’iperplasia prostatica era già venuta a diversi urologi che avevano ipotizzato che la sua azione protettiva della ghiandola prostatica derivasse dalla sua azione sul colesterolo. L’ipotesi era che cellule adipose (adipociti) si infiltrassero nella ghiandola dal sangue favorendone l’ingrossamento e quindi la disfunzione.

Questo studio ha invece messo in evidenza come il meccanismo di funzionamento sia assolutamente diverso e di gran lunga più esteso di quanto di ipotizzasse fino ad ora.

Interessantissimo poi lo studio recente portato avanti da ricercatori italiani che ha dimostrato come il riso rosso associato alla berberina e al cardo mariano sia capace di moltiplicare le sue azioni protettive (Clin Pharmacol. 2016 Dec 21;9:1-7. doi: 10.2147/CPAA.S120032. eCollection 2017.Retrospective analysis of the effects of a highly standardized mixture of Berberis aristata, Silybum marianum, and monacolins K and KA in patients with dyslipidemia.Di Pierro F1, Putignano P2, Ferrara T3, Raiola C4, Rapacioli G5, Villanova N6)

In ogni caso, quale che sia la strada suggerita dal professionista che segue la persona ipercolesterolemica, ricordo sempre ai lettori che oltre al controllo dei valori del colesterolo nel sangue occorre inquadrare la situazione generale del soggetto e scegliere il rimedio più adatto alle sue caratteristiche personali e famigliari.

Bibliografia:

1)     J Agric Food Chem. 2013 May 8;61(18):4379-86. doi: 10.1021/jf400873w. Epub 2013 Apr 25.Preventive effects of monascus on androgen-related diseases: androgenetic alopecia, benign prostatic hyperplasia, and prostate cancer.Chiu HWChen MHFang WHHung CMChen YLWu MDYuan GFWu MJWang YJ.

2)     Biomed Pharmacother. 2017 Feb 16;89:69-75. doi: 10.1016/j.biopha.2017.02.016.Safety and efficacy of a polyherbal formulation for the management of dyslipidemia and hyperglycemia in patients with advanced-stage of type-2 diabetes.Zarvandi M1, Rakhshandeh H2, Abazari M1, Shafiee-Nick R2, Ghorbani A3;

3)        Clin Pharmacol. 2016 Dec 21;9:1-7. doi: 10.2147/CPAA.S120032. eCollection 2017.Retrospective analysis of the effects of a highly standardized mixture of Berberis aristata, Silybum marianum, and monacolins K and KA in patients with dyslipidemia.Di Pierro F1, Putignano P2, Ferrara T3, Raiola C4, Rapacioli G5, Villanova N6.

 

 Altri riferimenti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28058034

Vladimiro Colombi
Vladimiro Colombi è ritenuto uno dei maggiori esperti in naturopatia. Le sue conoscenze estremamente aggiornate si basano sui più recenti e rivoluzionari studi che hanno analizzato la relazione tra l’alimentazione e i veri meccanismi del metabolismo umano.
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