News

L’ALIMENTO IDEALE PER LA PROFILASSI DEL TUMORE ALLA PROSTATA? IL POMODORO

tomatoes-949086_960_720Famiglia

Solanaceae

Principi anticancro

Per la presenza di un potente antiossidante, il licopene, il pomodoro vanta numerosi studi che ne hanno evidenziato la possibile azione anticancro. Il licopene si trova in questo ortaggio e aumenta con la cottura. Il licopene è una sostanza antiossidante ancor più potente del betacarotene in grado di aiutare nella prevenzione di alcuni tipi di tumori, di alcune malattie cardiovascolari e dell’invecchiamento delle cellule del corpo.
Inoltre il Licopene inibisce la crescita delle cellule cancerogene interferendo con l’aumento dei fattori di ricezione del segnale e l’avanzamento del ciclo cellulare senza causare alcun tipo di effetto tossico o di apoptosi cellulare.
E’ stato osservato inoltre che la combinazione di bassi livelli di Licopene con la 1,25-diidrossivitamina D3 era sinergica agli effetti sulla proliferazione cellulare e agli effetti di differenziazione sulla progressione del ciclo cellulare nel delimitare le cellule HL-60 della leucemia promielocitica, condizionando alcune interazioni a livello nucleare o subcellulare.
L’azione antitumorale del licopene è stata ancora recentemente dimostrata da numerosi studi che ne hanno evidenziato potenzialità enormi nei tumori al collo dell’utero, della prostata e dei reni. Nel caso dei tumori ai reni inoltre, l’azione antitumorale del licopene sembrerebbe essere rafforzata dal consumo regolare di farine integrali, in particolar modo il frumento.
E’ stata inoltre recentemente dimostrata una notevole azione antitumorale di un’altra sostanza, la tomatina, che sembrerebbe essere in grado di prevenire alcuni tumori al seno, allo stomaco, al colon e al fegato.

Altre proprietà

L’elevata concentrazione di composti fenolici del pomodoro sembrerebbe spiegare l’azione antiinfiammatoria che il pomodoro ha documentato. I fenoli del pomodoro infatti sembrano in grado di inibire in maniera significativa i Cox 2, con effetti positivi sulle malattie coronariche, sulla funzione ventricolare cardiaca e sulla prevenzione della per ossidazione dei lipidica (che sembra oramai chiaro essere un target importante delle ben note statine farmacologiche, oggi largamente impiegate per prevenire i danni che il colesterolo produce a livello arterioso e cardiaco).
L’identikit nutrizionale del pomodoro risponde perfettamente alle esigenze del consumatore moderno: povero in calorie, con un buon contenuto in minerali e oligoelementi, ricco di acqua, dotato di tutte le vitamine idrosolubili. È un alimento leggero, rimineralizzante, dissetante, ad alta densità nutrizionale e ricco di sapore, quindi con un ottimo equilibrio nutrizionale.
Il suo ingrediente fondamentale è l’acqua (94%). Le proteine non superano l’1% e i grassi sono fermi allo 0,2%. Un altro 2,8% è costituito dai carboidrati, rappresentati perlopiù da fruttosio e glucosio.
Il rapporto tra elevato contenuto di acqua e basso tenore di zuccheri fa sì che il pomodoro apporti poca energia, ma di utilizzo immediato.
Un consumo costante di pomodori facilita la digestione dei cibi che contengono fecole e amidi, come pasta, riso, patate, e aiuta a eliminare l’eccesso di proteine che può essere provocata da un’alimentazione troppo ricca di carni.
Il pomodoro è, inoltre, un eccellente attivatore della mobilità gastrica e risolve, in molti casi, problemi relativi a una digestione lenta o ad una scarsa acidità gastrica, grazie al ricco contenuto di acido malico, acido arabico e acido lattico. Da non sottovalutare anche la sensibile azione disintossicante, dovuta alla buona presenza di zolfo.

Sali minerali e oligominerali
Nella componente acquosa del pomodoro sono disciolte decine di sali minerali e di oligoelementi. Tra i primi, predomina il potassio (297 mg/100 g), che aiuta l’organismo a ritrovare l’equilibrio idrico e quindi combatte la ritenzione dei liquidi, la stanchezza, i crampi, la debolezza muscolare e l’ipertensione. Segue il fosforo (26 mg), che concorre al metabolismo dei carboidrati, grassi e proteine ed è fondamentale con il calcio per la salute di ossa e denti. Il calcio (11 mg/100 g), a sua volta, dà equilibrio al sistema nervoso, evita i crampi alle gambe, l’irritabilità e alcune forme di mal di testa. Tra gli oligoelementi, i più presenti sono il ferro (0,3 mg/100 g), fondamentale nella lotta all’anemia, lo zinco (0,11 mg) e il selenio (2,3 mcg) che favoriscono la riparazione delle cellule e, per questo, combattono i segni dell’invecchiamento cutaneo.
Il pomodoro rappresenta un vero e proprio elisir di salute anche per la presenza di fibre (2%), come cellulosa ed emicellulosa, concentrate nella buccia e nei semi.

Acidi organici
Il sapore caratteristico del pomodoro è dovuto alla presenza nella sua polpa dell’acido citrico e malico, acidi organici che facilitano la digestione, aumentano la salivazione, stimolano l’appetito e rigenerano i tessuti. Inoltre, combinandosi con i minerali, determinano le proprietà alcalinizzanti del pomodoro.
Grazie al suo sapore acidulo, il pomodoro stimola le secrezioni dell’apparato digerente e favorisce la buona assimilazione di quel che si è mangiato.

Vitamine
Il pomodoro apporta tutte le vitamine idrosolubili ed è un’ottima fonte di vitamina C (25 mg). Basta un pomodoro per coprire il 40% degli 80 mg che un adulto dovrebbe assumere ogni giorno di questa vitamina, che facilita l’assorbimento del ferro e contribuisce alla produzione dell’emoglobina e dei globuli rossi nel midollo osseo. Inoltre, nel pomodoro è presente la vitamina A sotto forma di betacarotene (610 mcg ogni 100 g), responsabile del suo bel colore. È sufficiente un pomodoro di 100 g per coprire il 15% della quantità di betacarotene che andrebbe assunta ogni giorno. Infine, le vitamine del gruppo B sono, in quantità diverse, tutte presenti nel pomodoro e in grado di favorire il ricambio e l’ossigenazione delle cellule.

Controindicazioni

Come la patata, la melanzana e il peperone, il pomodoro fa parte della famiglia delle Solanacee guardate con sospetto da molti naturopati perchè contengono (in concentrazioni estremamente variabili) un noto alcaloide tossico, la solanina, presente soprattutto nelle parti verdi.
Anche la macrobiotica suggerisce l’ astensione di questi alimenti considerati troppo yin. Di contro, se ben maturo, il pomodoro è ricco di licopene, un potente antiossidante, è tuttavia sconsigliato a chi soffre di calcoli renali da ossalati.
Inoltre la sua intensa azione acidificante sullo stomaco potrebbe rivelarsi controproducente nei soggetti che soffrono di gastrite e reflusso gastroesofageo.

Effetti collaterali

Gli studi farmacologici e clinici non riportano tossicità, e non sono riportati effetti collaterali significativi. Non sono note controindicazioni particolari. Tuttavia esistono casi di ipersensibilità individuale che ne sconsigliano l’uso in grandi quantità.
Il pomodoro è infatti una solanacea, e come tutti i vegetali appartenenti a questa famiglia rientra tra gli alimenti verso i quali è facilmente riscontrabile una intolleranza alimentare.

Valore calorico

Povero in calorie (19 Kcal in 100 g di pomodori maturi).

Storia

Il pomodoro è nativo della zona del centro-Sud America e della parte meridionale del Nord America, zona compresa oggi tra i paesi del Messico e Perù. Gli aztechi lo chiamarono xitomatl, il termine tomatl indicava vari frutti simili fra loro, in genere sugosi. La salsa di pomodoro divenne parte integrante della cucina azteca. Alcuni affermarono che il pomodoro aveva proprietà afrodisiache, sarebbe questo il motivo per cui i francesi anticamente lo definivano pomme d’amour, “pomo d’amore”. Questa radice è presente anche in Italia: in certi paesi dell’interno della Sicilia, è indicato anche col nome di pùma-d’amùri (pomo dell’amore). Si dice che dopo la sua introduzione in Europa Sir Walter Raleigh avrebbe donato questa piantina carica dei suoi frutti alla Regina Elisabetta, battezzandola col nome di apples of love (pomo d’amore). La data del suo arrivo in Europa è l’anno 1540, quando lo spagnolo Hernán Cortés rientrò in patria e ne portò gli esemplari, ma la sua coltivazione e diffusione attese fino alla seconda metà del XVII secolo.
Arriva in Italia nel 1596 ma solo più tardi, trovando condizioni climatiche favorevoli nel sud del paese, si ha il viraggio del suo colore dall’originario e caratteristico colore oro, che diede appunto il nome alla pianta, all’attuale rosso, grazie a selezioni e innesti successivi.Nella seconda metà del ‘700 l’utilizzo del pomodoro si afferma nell’Italia centro-meridionale e soprattutto sulle tavole degli aristocratici, dove intorno alle salse a base di pomodoro si intreccia la cultura del gusto e del piacere.
Verso la fine del ‘700 il pomodoro inizia a fare la sua comparsa sulle tavole toscane, del Lazio e delle Marche, e si inizia a valutare la possibilità di realizzare delle “conserve” di pomodoro per poterle utilizzare fuori stagione.

Geografia

In generale, la pianta del pomodoro ha andamento strisciante. Nei nostri climi, la coltivazione a terra può causare deterioramento delle bacche e della pianta in generale, che, come molte colture orticole di origine esotica, può soffrire gli effetti dell’accumulo di umidità, dei parassiti, e di diverse fitopatologie.
Per questo motivo è necessaria normalmente l’installazione di sostegni; tuttavia alcune varietà, più basse e robuste, non hanno bisogno di essere sostenute in quanto sono ad accrescimento determinato, ossia, una volta raggiunto un certo grado di accrescimento, esse smettono di svilupparsi e producono le bacche.
Per i pomodori da tavola si preferisce la semina in semenzaio, con successivo trapianto sul terreno.
I pomodori gradiscono esposizione assolata, anche se nelle ore più calde questo può causare sofferenza alla pianta; terreno ben fertilizzato; moderata ma regolare irrigazione.
Molti coltivatori attestano che la qualità dell’acqua influisce in modo percettibile sulla qualità dell’ortaggio, e la temperatura dell’acqua di irrigazione non deve mai essere tanto diversa dalla temperatura ambiente da causare shock termici. Per questo motivo si consiglia l’irrigazione alla mattina o al tramonto.
Per aumentare la produttività ed evitare che l’eccessivo sviluppo della parte verde sottragga risorse alla pianta, le varietà indeterminate vanno sottoposte alla sfemminellatura o scacchiatura, che consiste nell’eliminazione dei germogli cosiddetti ascellari. Questi sono riconoscibili perché nascono alla base di una ramificazione già esistente e danno luogo allo sdoppiamento del fusto della pianta. Vanno eliminati con le dita non appena si presentano.
La raccolta è fatta a mano. Molte qualità di pomodoro, quando giungono a maturazione, modificano la base del picciolo per facilitare il distacco della bacca, che risulta quindi molto agevole.

Come si usa

Esistono circa quattromila varietà di pomodoro che sono tradizionalmente suddivise in: pomodoro da tavola, da pelati e da salsa, da succhi e concentrati.

Il pomodoro da tavola: ha pochi semi, la buccia sottile e la polpa consistente; ha una forma tondeggiante, che può essere più o meno schiacciata, una superficie liscia o costoluta. Ha il tipico colore rosso, ma esistono anche alcune varietà di colore verde-giallo. Tra le tipologie più conosciute ricordiamo il Cuore di Bue di origini americane, il costoluto genovese e il Camone Sardo.

Il pomodoro da pelati e da salsa: ha pochi semi, una forma allungata, una polpa molto carnosa e ha un colore rosso intenso. Tra le tipologie più conosciuto ricordiamo il San Marzano, coltivato prevalentemente nell’Italia del sud e purtroppo quasi sparito dai mercati, e il Venusiano o del piennolo, piccolo e dal sapore intenso.

Il pomodoro da succhi e concentrati: rientrano in questa categoria molte varietà di pomodori dalla forma tondeggiante e caratterizzati da un aroma spiccato. Tra le tipologie più conosciute ricordiamo il petomech e il tondino.

Ultima nota, un pomodoro, ricco di betacarotene, licopene e vitamina è più efficace, contro l’invecchiamento, di qualunque medicina, essendo l’antiossidante per eccellenza e combattendo i radicali liberi.

Vladimiro Colombi
Vladimiro Colombi è ritenuto uno dei maggiori esperti in naturopatia. Le sue conoscenze estremamente aggiornate si basano sui più recenti e rivoluzionari studi che hanno analizzato la relazione tra l’alimentazione e i veri meccanismi del metabolismo umano.
Related Posts

Leave Your Comment

Your Comment*

Your Name*
Your Webpage