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Le azioni curative del pepe nero: uno studio Pakistano

pepeLe spezie per millenni sono state usate nelle diete umane, soprattutto in estremo Oriente.

Tra di esse la curcuma, l’origano. il rosmarino, la salvia, il peperoncino, il cumino e il pepe nero sono a tutt’oggi tra le più studiate.

In ognuna di queste spezie sono state individuate molte sostanze che se assunte singolarmente o in sinergia, possono apportare grandi benefici.

Uno studio Pakistano effettuato presso l’Istituto Nazionale di Scienze e Tecnologie alimentari della Facoltà di agraria di Faisalabad, ha confermato un notevole numero di possibili azioni curative e protettive del pepe nero, una delle spezie più promettenti e interessanti.

Non sono pochi gli studi che hanno ipotizzato una possibile azione protettiva della piperina, il principio attivo contenuto nel pepe nero, dell’ippocampo cerebrale, un’area del cervello (considerata tra l’altro la più antica) che fa parte del sistema limbico e che svolge un ruolo importantissimo nella memoria a lungo termine e per l’orientamento spaziale. Si tratta dell’aerea cerebrale che per prima viene coinvolta nella malattia di Alzheimer ma anche in caso di ipossia cerebrale (mancanza di ossigeno), encefalite o epilessia. Il pepe nero sembrerebbe in grado di proteggere quest’area del cervello la cui importanza è enorme: basti pensare che le persone che presentano danni estesi al tessuto ippocampale possono soffrire di amnesia e perdere la loro capacità di formare o mantenere nuovi ricordi.

Lo studio Pakistano ha ipotizzato che il pepe nero potrebbe svolgere non solo un’azione antiossidante, antimicrobica con potenzialità modulo gastro-protettive, ma potrebbe avere anche un’azione antidepressiva molto marcata.

Il pepe nero è noto potenziare in modo sorprendente l’azione curcuminoidi, i principi attivi della curcuma, una spezia preziosissima e dalla straordinaria abilità antiinfiammatoria, ma la cui biodisponibilità è bassa. Per produrre i suoi effetti infatti la curcuma necessità di essere assorbita correttamente nell’intestino e deve superare la barriera ematoencefalica.

Questo percorso viene notevolmente agevolato nel momento in cui alla curcuma venga associata la piperina, il principio attivo contenuto nel pepe nero oggetto delle presente pubblicazione.

Il pepe nero ha inoltre dimostrato una promettente azione di rimozione dei radicali liberi, tale da renderlo utile nella prevenzione e nel controllo della crescita delle malattie tumorali, con particolare riguardo ai tumori senili.

Bibliografia:

Crit Rev Food Sci Nutr. 2013;53(9):875-86. doi: 10.1080/10408398.2011.571799.Black pepper and health claims: a comprehensive treatise.Butt MSPasha ISultan MTRandhawa MASaeed FAhmed W.

Vladimiro Colombi
Vladimiro Colombi è ritenuto uno dei maggiori esperti in naturopatia. Le sue conoscenze estremamente aggiornate si basano sui più recenti e rivoluzionari studi che hanno analizzato la relazione tra l’alimentazione e i veri meccanismi del metabolismo umano.
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