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OMEGA 3: un aiuto per i nostri figli? Come possono aiutarli nei momenti di difficoltà nell’apprendimento e nella concentrazione.

pesce tropicaleGli omega 3 sono i grassi più protettivi per proteggere la nostra salute e quella dei nostri figli. Lo sapevate?

Oramai noti per la loro azione cardioprotettiva,  i grassi omega 3 contenuti nei pesci, nelle alghe e in alcuni vegetali  sono oggi considerati (spesso a torto) come una sorta di panacea universale. Che non possano compiere miracoli è intuibile, ma vale la pena ricordare che questi grassi preziosissimi si continuano a confermare fondamentali sia nella prevenzione che nel controllo di innumerevoli scompensi. La protezione degli omega 3 e del cervello e del cuore è un fatto acquisito: le coronarie possono soffrire da deficit di questi grassi la cui carenza può essere una concausa importante nella genesi delle coronaropatie. Ma  questi grassi sono in grado anche di migliorare la concentrazione nei bambini aiutandoli nello studio e incrementando la rendita scolastica. Utilissimi anche nel controllo della sindrome da iperattività.

La stessa cosa dicasi nella degenerazione cerebrale: alcune gravi malattie (come l’Alzheimer per esempio, così come evidenziato da una pubblicazione scientifica: FEBS Lett. 2016 Jan 29. doi: 10.1002/1873-3468.12082.Preferential interaction of the Alzheimer peptide Aβ-(1-42) with Omega-3 containing lipid bilayers: structure and interaction studies.Emendato A1Spadaccini R1,2De Santis A1,3Guerrini R4D’Errico G1,3Picone D1) sono anche legate a processi infiammatori sistemici e prolungati, che cronicizzandosi possono favorire la crescita di placche proteiche nel cervello (beta-amiloidasi).

Recentissimi studi però ci stanno confermando informazioni oramai acquisite.  I grassi omega 3 sono il primo rimedio naturale in ordine di importanza nell’eccesso di trigliceridi, uno scompenso spesso dipendente da un’alimentazione troppo carica di carboidrati (pane, pasta, riso, alcolici, dolci e zuccheri in genere). In questo scompenso, piu’ che in quello da eccesso di colesterolo, gli omega 3 sviluppano uno straordinario controllo e un’intensa azione preventiva.

Lo studio effettuato nel corso del mese di gennaio 2016 (Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes. 2016 Jan 25.Effects of eicosapentaenoic acid and docosahexaenoic acid on lipoproteins in hypertriglyceridemia.Patel AA1Budoff MJ.) ha confermato le precedenti evidenze scientifiche.

Ma la loro azione si sviluppa anche a livello mnemonico: l’olio di pesce infatti può rappresentare una valida integrazione negli studenti e negli uomini adulti per favorire l’aumento della memoria. Questi grassi agiscono infatti favorevolmente a livello cognitivo senza stimolare il sistema nervoso e, al contrario migliorare la concentrazione anche in soggetti ansiosi. (J Nutr Health Aging. 2016;20(2):161-9. doi: 10.1007/s12603-015-0609-6.Fish Oil Supplementation Increases Event Related Posterior Cingulate Activation in Older Adults with Subjective Memory Impairment.Boespflug EL1McNamara RKEliassen JCSchidler MDKrikorian R.).

Proprio per la loro azione antiinfiammatoria i grassi omega 3 sono un sicuro rimedio per completare una terapia farmacologica nelle crisi di asma (Nutr Res Rev. 2016 Jan 26:1-16.n-3 Fatty acids and asthma.Kumar A1Mastana SS1Lindley MR1.) e possono al contempo incrementare le funzioni cognitive se associati a vitamina B12 (J Biomed Sci. 2016 Jan 25;23(1):17. doi: 10.1186/s12929-016-0241-8.Novel insights into the effect of vitamin B12 and omega-3 fatty acids on brain function.Rathod R1Kale A1Joshi S2.).

Sempre all’inizio del 2016 sono comparsi ancora nuovi studi dai quali è confermato che i grassi omega 3 sono estremamente importanti nel sostenere le funzioni cardiache, con particolare riferimento alla funzionalità del ventricolo sinistro, e rappresentano un tassello fondamentale per la protezione dai disturbi depressivi (depressione maggiore).  Ad essi infine va attribuita un’azione antiinfiammatoria della parete intestinale (intestino che sappiamo giocare un ruolo di primo piano nella genesi di malattie cronico-degenerative e malattie autoimmuni tra le quali la sclerosi multipla) con ricadute pertanto positive anche sul recupero di problemi allergici o di intolleranze alimentari.

Ma i portentosi omega 3 non si trovano solo nell’olio di pesce. Anche i vegetariani e i vegani possono introdurre queste sostanze da vegetali sicuri: olio di canapa, di noce e lino (sia in semi che olio) contengono quantità importanti di omega 3.

Presso il dipartimento di biotecnologie farmaceutiche “Bharati Vidyapeeth” di Pune (India), sono stati studiati che effetti benefici di una dieta ricca di olio di semi di lino e di pesce su ratti ai quali è stato indotto il diabete.

Il lino è considerato uno delle fonti più sicure di omega 3 di origine vegetale (insieme appunto alle alghe, alla canapa e alle noci) e viene utilizzato abitualmente in nord  Europa per preparare un formaggio, il quark, considerato molto salutare e gustoso. L’olio di lino si ottiene dopo aver essiccato e tostato i semi e dopo averli spremuti a freddo.

E’ un eccellente rimedio naturale che trova particolare indicazione nelle stitichezze e per il controllo dei processi infiammatori. Deve essere consumato a crudo perché le sue pregiate proprietà non vengano distrutte dalla cottura.

E’ un olio delicatissimo, che mal tollera l’esposizione alla luce solare e alle elevate temperature ma molto ricco di oligoelementi e minerali soprattutto manganese, magnesio, fosforo e rame.

Contiene lignani, delle sostanze la cui azione antitumorale è stata largamente studiata e provata, con particolare riguardo ai tumori al seno, utilissimi anche nella protezione cardiaca e perfino nel controllo delle recidive di herpes labiale. Questi semi devono essere tritati al momento, poco prima di essere consumati, per permettere al corpo di sfruttarne le proprietà e al contempo evitare che i grassi contenuti vengano ossidati irrancidendosi.

Dell’olio di pesce invece oramai sappiamo quasi tutto: oramai noti anche al grande pubblico per via della loro nota azione protettiva a livello cardiaco sono entrati a far parte della nota “dieta a zona” vent’anni fa e oggi sono parte integrante di alcuni protocolli medici (trigliceridi, cardiopatie, infiammazione, prevenzione incidenti vascolari in generale).

Da uno studio recentissimo è emerso che l’olio di semi di lino e l’olio di pesce sarebbero in grado di controllare i danni tissutali del diabete e sarebbero in grado di modulare l’espressione dei geni responsabili dell’infiammazione. Oltre a questo questi due oli sarebbero in grado di ridurre lo stato della glicazione proteica e l’infiammazione del fegato, organo chiave insieme al pancreas nel processo di resistenza insulinica, nella sindrome metabolica nonché nel diabete.

Esiste poi un’altra fonte di omega 3 non vegetale: si tratta dell’olio di Krill, estratto da un piccolo crostaceo (Euphausia superba) il cui aspetto ricorda molto il gambero che vive in acque fredde. L’olio estratto da questo piccolo animale non solo è ricco di omega 3 ma è altamente biodisponibile in quanto si presente in fosfolipidi (e non in forma di trigliceridi come molti integratori di omega 3 in commercio) ed è ricchissimo di fosfatidilcolina, una sostanza importantissima per mantenere integra la memoria. La fosfatidilcolina, presente tra l’altro anche nella lecitina di soia, fornisce il materiale per costruire l’acetilcolina, un neurotrasmettitore importantissimo per favorire la concentrazione e la conservazione dei ricordi. I fosfolipidi dell’olio di krill vengono assorbiti perfettamente nell’intestino tenue ed essendo associati nel krill all’astaxantina, un carotenoide dall’azione fortemente antiossidante, rimangono stabili senza ossidarsi (problema molto comune nei grassi insaturi e in particolare negli omega 3 di provenienza animale). In fatto che questo piccolo animale si trovi all’inizio della catena alimentare lo rende pregiatissimo perché i grassi omega 3 contenuti non contengono metalli pesanti (come nel caso degli olii vegetali di lino, noce e canapa del resto) e ha dimostrato un livello di assorbimento talmente elevato da rendere sufficiente anche una minima assunzione rispetto al tradizionale olio di pesce.

Gli omega 3 sono in grado di ridurre i livelli di LDL (il colesterolo “cattivo”) ed elevare i livelli di HDL (quello cosiddetto “buono”) e riducono il senso di fame aumentando quello di sazietà agendo sul sistema endocannabinoide (un’area cerebrale che ha a che fare con il piacere e la gratificazione). In particolare gli omega 3 dell’olio di krill, sembrano essere particolarmente attivi nel ridurre l’acido arachidonico, una molecola piuttosto pericolosa per la salute in quanto in grado di elevare i livelli infiammatori dell’intero organismo. Grazie a questa sua azione l’olio di krill sarebbe in grado di ridurre i depositi di grasso viscerale (addominale) favorendo la riduzione della “pancia”.

Nel caso di omega 3 provenienti da Krill inoltre uno studio sembra aver confermato, (più che per gli omega 3 da pesce, quindi in forma di trigliceridi) un’interessante azione sulla sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività nei bambini soggetti a questo disturbo.

Vale forse la pena infine ricordare che i grassi insaturi omega 3 hanno confermato da diverse ricerche potenzialità notevoli nella prevenzione e nel controllo della sindrome metabolica, una sindrome in continuo e progressivo aumento.Ovviamente accompagnando ad una corretta integrazione questi straordinari grassi con una moderata attività fisica aerobica (una camminata per esempio) la loro protezione cardiaca aumento ulteriormente.

Bibliografia:omega3-capsules-fish-shape

1)        Vascul Pharmacol. 2016 Jan 22. pii: S1537-1891(16)00028-8. doi: 10.1016/j.vph.2016.01.005.Short term omega-3 polyunsaturated fatty acid supplementation induces favorable changes in right ventricle function and diastolic filling pressure in patients with chronic heart failure; A randomized clinical trial.Chrysohoou C1Metallinos G2Georgiopoulos G2Mendrinos D2Papanikolaou A2Magkas N2Pitsavos C2Vyssoulis G2Stefanadis C2Tousoulis D2.

 

2)        J Psychiatr Res. 2016 Jan 11;75:65-74. doi: 10.1016/j.jpsychires.2015.12.007.Omega-3 polyunsaturated fatty acid supplementation and white matter changes in major depression.Chhetry BT1Hezghia A2Miller JM1Lee S3Rubin-Falcone H1Cooper TB4Oquendo MA1Mann JJ5Sublette ME6.

 

3)        Am J Physiol Cell Physiol. 2016 Jan 20:ajpcell.00123.2015. doi: 10.1152/ajpcell.00123.2015.A Novel Anti-inflammatory Role of GPR120 in Intestinal Epithelial Cells.Anbazhagan AN1Priyamvada S1Gujral T1Bhattacharyya S1Alrefai WA1Dudeja PK2Borthakur A3.

 

4)        Exp Biol Med (Maywood). 2016 Jan 18. pii: 1535370215618462.Anti-inflammatory nutritional intervention in patients with relapsing-remitting and primary-progressive multiple sclerosis: A pilot study.Riccio P1Rossano R2Larocca M2Trotta V2Mennella I3Vitaglione P3Ettorre M4Graverini A5De Santis A5Di Monte E6Coniglio MG6.

5)        Food Chem. 2013 Nov 1;141(1):187-95. doi: 10.1016/j.foodchem.2013.03.001. Epub 2013 Mar 14.Dietary flaxseed oil and fish oil modulates expression of antioxidant and inflammatory genes with alleviation of protein glycation status and inflammation in liver of streptozotocin-nicotinamide induced diabetic rats.Jangale NM, Devarshi PP, Dubal AA, Ghule AE, Koppikar SJ, Bodhankar SL, Chougale AD, Kulkarni MJ, Harsulkar AM.Department of Pharmaceutical Biotechnology, Bharati Vidyapeeth Deemed University, Poona College of Pharmacy, Erandwane, Pune, Maharashtra 411 038, India.

Vladimiro Colombi
Vladimiro Colombi è ritenuto uno dei maggiori esperti in naturopatia. Le sue conoscenze estremamente aggiornate si basano sui più recenti e rivoluzionari studi che hanno analizzato la relazione tra l’alimentazione e i veri meccanismi del metabolismo umano.
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