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L’INFIAMMAZIONE: la chiave d’innesco di un incendio

incendio

Quando ancora studiavo presso la scuola di naturopatia dove mi sono diplomato anni fa, ricordo che spesso l’insegnante era solito usare degli esempi per aiutarci a capire come individuare al meglio il rimedio adatto ad una persona.

Oggi sappiamo che pensare di sopravvivere senza processi infiammatori è un puro non senso da un punto di vista scientifico. Il nostro organismo produce reazioni infiammatorie continue per potersi difendere dalle aggressioni di agenti esterni patogeni (virus, tumori e batteri). E’ solo di pochi giorni fa per esempio la notizia di infezioni di meningite che hanno indirizzato il Ministero della salute e la Regione Toscana verso una maggiore vaccinazione dal meningococco nelle aree colpite. L’infiammazione rappresente un eccellente “pronto soccorso” per fronteggiare urgenti e improvvise infezioni.

Tuttavia quando questa infiammazione supera certi livelli e si mantiene per un ragionevole lasso di tempo diventa pericolosa perché si innescano alcune sostanze (denominate citochine, come per esempio l’interleuchina 1 e il TNF-alfa, l’interleuchina-6 e la proteina C reattiva) che favoriscono l’insorgenza di quadri patologici- cronico-degenerativi.

Questa condizione infiammatoria cronica diventa potenzialmente pericolosa nel tempo.

Ben documentati per esempio sono le relazioni tra il batterio Helicobacter pylori nello stomaco e i tumori dello stesso, oppure il rapporto tra mesotelioma polmonare e infiammazione prodotta dall’amianto.

La stessa cosa si può dire per quanto riguarda la relazione tra l’infiammazione della prostata e i tumori di essa.

Cambiare il tipo di alimentazione rappresenta un valido presupposto per un profondo cambiamento che ci può salvare da una vita piena di problemi. Il riso per esempio contiene fitochimici importantissimi come l’acido ferulico.

Questo cereale associato al kudzu  (pueraria lobata) è in grado di migliorare le funzioni della parete intestinale riducendo i fattori infiammatori che sappiamo essere la base di un enorme quantità di problemi.

Il riso, in particolar modo se associato ai legumi, è in grado di intervenire in maniera diretta contro la proteina C reattiva (in particolar modo verso il suo complemento C3).

Di tutto questo ho avuto modo in passato di parlarne proprio a Telecolor in diverse apparizioni con Micol Baronio nel corso di alcune registrazioni……….

Vladimiro Colombi
Vladimiro Colombi è ritenuto uno dei maggiori esperti in naturopatia. Le sue conoscenze estremamente aggiornate si basano sui più recenti e rivoluzionari studi che hanno analizzato la relazione tra l’alimentazione e i veri meccanismi del metabolismo umano.
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3 Comments
  • Oriana
    Reply

    Buonasera. Volevo chiederle se gli amidi possono influenzare negativamente la tiroide nello specifico il gozzomultinodulare. Grazie, Oriana.

    • Vladimiro Colombi
      Reply

      Eccomi Oriana.
      Tutti gli amidi incrementano l’insulina e quindi possono avere azione proinfiammatoria. Detto questo va poi separato l’integrale dal raffinato e gli amidi verso i quali vi siano reattività infiammatoria da cibo (intolleranze alimentari) da quelli che invece sono ben tollerati……..
      Un caro saluto
      Vladimiro

    • Vladimiro Colombi
      Reply

      …ricordi in ogni caso che alcuni studi ipotizzano una relazione tra tiroide e glutine….

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